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Comunicato stampa
Si conclude in bellezza la Masterclass di approfondimento dell’interpretazione del repertorio operistico organizzata dalla Claudia Biadi Music Academy a cura del soprano di fama internazionale Amarilli Nizza e il pianista Massimiliano Tisano
Nuovi cantanti lirici si formano sul lago di Bracciano e domani, 19 luglio alle 19, si esibiranno per il pubblico ad ingresso libero nella sala del Consorzio Lago di Bracciano al Molo di Bracciano sul lungolago Giuseppe Argenti.
Sarà la conclusione in bellezza della seconda Masterclass di approfondimento dell’interpretazione del repertorio operistico ed organizzata dalla Claudia Biadi Music Academy che ha impegnato per tre giornate in riva al lago giovani promesse del Bel Canto provenienti da tutta Italia. Si è trattato di un seconda seconda Masterclass tenuta nella stessa sede dopo quella promossa con successo a marzo scorso e che ha aperto le strade del palcoscenico ad alcuni giovani interpreti inseriti nel cartellone delle stagioni musicali promosse dall’organizzazione musicale. Anche questa volta a dedicarsi all’insegnamento sono stati il grande soprano di fama internazionale Amarilli Nizza e il pianista Massimiliano Tisano.
L’appuntamento musicale all’ex idroscalo degli Inglesi, punto di attracco della motonave Sabazia II in navigazione sul lago di Bracciano. propone prevalentemente pagine poco note al grande pubblico. I giovani cantanti Serena Caporuscio, Donatella Iaia, Alessandra Testa, Lisadora Valenza, Yuzuki Kosaka e Federica Martinelli si esibiranno in arie e duetti composte da Rossini, Mozart, Arditi, Verdi, Bizet, Delibes, Saint Saens, Mascagni. I brani con i quali si sono confrontati nella tre giorni sono tratti da La clemenza di Tito, Le nozze di Figaro, Il flauto magico, Mitridate re di Ponto, L’assedio di Corinto, La Traviata, Sansone e Dalila, Il Trovatore, Carmen, L’amico Fritz, Don Giovanni, Poliuto.
La Claudia Biadi Music Academy ringrazia il Consorzio Lago Bracciano, dal presidente Francesco Pizzorno all’intero staff dell’organismo che fa capo a Città Metropolitana di Roma Capitale, per la collaborazione auspicando di rendere la Masterclass di Bel Canto, patrimonio immateriale dell’Unesco, un appuntamento ricorrente e consolidato volto alla promozione dell’intero territorio.
ingresso libero.

Ci sono gesti che non cambiano il mondo, ma cambiano il modo in cui lo guardiamo e lo interpretiamo. La proposta di gemellaggio tra Bracciano e Tubas, un paese palestinese della Cisgiordania, a pochi chilometri da Nablus, appartiene a questa categoria: un atto civile che sceglie la pace come pratica quotidiana, non come un semplice slogan.



Il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi ha aperto l’apprezzabile iniziativa che si è svolta nell’aula consiliare del comune di Bracciano ricordando, tra le altre cose, che c’è già stato un contatto tra i sindaci dei due comuni e Bracciano ha accolto con entusiasmo l’appello fatto da Tubas di aiutarli a far sentire la loro voce, di non lasciarli isolati nelle situazione che stanno vivendo.


Il sindaco, dopo aver comunicato che a breve si sarà un consiglio comunale per avviare formalmente il percorso del gemellaggio, ha dato poi la parola all’assessore ai servizi sociali Massimo Guitarrini, che, dopo un breve intervento dedicato all’azione presente e futura dell’amministrazione comunale a favore delle pace e dopo aver ringrazio Cantieri di Pace, l’ANPI di Bracciano e GASP per la preziosa collaborazione, ha invitato Luisa Morgantini, a dare il proprio interessante contributo. La presidente di Assopace Palestina ha raccontato la propria esperienza e testimonianza.



Subito dopo ha preso la parola Rasheed Khundeiri di Jordan Valley Solidarity , una rete formata da comunità palestinese provenienti dalla valle del Giordano. Il rappresentante del comune di Tubes, ha raccontato, attraverso il supporto di alcune slide, qual è la drammatica condizione del popolo palestinese, attentamente tradotto da Hatem Abed Sabra. Dopo aver risposto a stimolanti domande rivolte da un pubblico molto attento, il rappresentante palestinese ha voluto fare omaggio al sindaco e a Luisa Morgantini di due opere prodotte dalla sua terra: splendidi ricami fatti dalle donne palestinesi.


È la tangibile dimostrazione che le due comunità s’impegnano a costruire un percorso comune fatto di scambi culturali, progetti educativi, incontri tra associazioni, iniziative artistiche e ambientali. È un invito a conoscersi, a raccontarsi, a scoprire che dietro ogni confine ci sono persone e non soltanto sogni e illusioni.


Bracciano porta nel gemellaggio la propria tradizione di città inclusiva, la vivacità del suo tessuto sociale e la solidità della sua identità culturale. Tubas contribuisce con la resilienza di una comunità che opera in un contesto segnato dal conflitto, ma che continua a investire nella cooperazione internazionale come strumento di sviluppo e dignità. Due realtà distanti che scelgono il dialogo come orizzonte politico. Da un lato un territorio ricco di storia; dall’altro una comunità palestinese che, pur nella complessità quotidiana, non rinuncia all’istruzione, alla cultura, alla vita civile. Insieme affermano un principio condiviso: la pace si costruisce attraverso relazioni, scambi e progetti comuni. Il gemellaggio è davvero un ponte: semplice e necessario. È un collegamento: essenziale, delicato, ma strategico. Un collegamento che si costruisce insieme e nasce come un filo teso tra due realtà che scelgono il dialogo.



Non per esercizio retorico, ma per una necessità concreta. La cooperazione internazionale, quando si basa su relazioni autentiche, può contrastare semplificazioni e distanza. Favorisce la circolazione di esperienze, competenze, testimonianze. E consente ai cittadini di Bracciano di conoscere la quotidianità di una comunità palestinese e ai cittadini palestinesi di avvicinarsi alla realtà braccianese. In un mondo che trattiene il fiato di fronte ai conflitti, il gemellaggio introduce un’altra possibilità: trasformare la distanza in dialogo, la tensione in cooperazione. Due comunità lontane si avvicinano e si riconoscono. Così la pace smette di essere un concetto vago e diventa un cammino fatto di rapporti che durano, di culture che s’incontrano, di progetti che uniscono.
Lorenzo Avincola redattore L’agone
“Chi fermerà la musica” cantavano i Pooh, “Musica è” duettavano Bocelli e Ramazzotti, la bellezza della musica tra le generazioni ha qualcosa di magico e misterioso in cui sette note combinate tra loro in infinite sfumature riescono a fare ciò che nessun discorso politico, trattato filosofico e post sui social saprà mai fare: unire l’umanità.
Ma fondamentalmente che cos’e la musica?
Si potrebbe definirla come “l’unico linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni, attraversa le barriere del tempo dello spazio e delle differenze generazionali per toccare le corde più profonde dell’animo in una straordinaria forza sociale ed emotiva”, oppure “ una macchina del tempo che custodisce ogni ricordo, è un rifugio sicuro quando il mondo fuori fa troppo rumore, una terapia gratuita per cuori spezzati e un amplificatore di felicità nei momenti di festa con la capacità di non farci sentire soli”.
Se si chiedesse ad un ragazzo degli anni 70, a un Millennial degli anni 2000 o ad un adolescente della Generazione Z quali canzoni rappresentano la colonna sonora della loro vita, sicuramente risponderanno con nomi e generi diversi, ma con una cosa comune: l’emozione nel raccontarlo.
Ogni epoca ha avuto i suoi poeti e le sue canzoni manifesto, ma c’è un fenomeno bellissimo dove brani ed artisti considerati “senza tempo” sono veri e propri ponti emotivi che hanno superato i confini delle epoche e delle mode passeggere, capaci di trasformare una melodia nata in un preciso momento storico in un patrimonio universale in cui generazioni diverse si riconoscono e si emozionano allo stesso tempo.
A proposito di “senza tempo”, una citazione al fenomeno “883” che sta vivendo una seconda giovinezza sembra doverosa. Pezzali e Repetto che negli anni 90 cantavano la provincia, i sogni infranti e le storie di vita quotidiana dei giovani dell’epoca attraverso un linguaggio senza filtri letterari, sono diventati una vera e proprio religione pop transgenerazionale e riempiono gli stadi e palazzetti a ritmo da capogiro. Non si tratta solo di semplice nostalgia, ma in un’ epoca musicale dominata dall’estetica della ricchezza, dal successo ostentato, la normalità di Max ha funzionato come una grandissima vintage comfort zone ed è diventata la colonna sonora “degli anni di qualsiasi cosa fai.. gli anni del tranquillo siam qui noi”.
Anche se nel corso degli anni i supporti di ascolto sono cambiati, si è passati dai vinili alle cassette, dai CD agli algoritmi di Spotify, il cuore del messaggio rimane sempre lo stesso, la musica è la macchina del tempo più potente che l’essere umano abbia mai inventato: unisce padri e figli, passato e futuro, in un unico eterno battito di emozioni.
Per concludere, in un mondo che spesso si affanna a tracciare confini, a erigere barriere a catalogare le differenze generazionali dividendo il mondo in Boomer, Millenial, Gen Z e Alpha, la musica rimane quel terreno neutrale e straordinario in cui un vecchio vinile consumato e un trend virtuale su piattaforme digitali possono condividere la stessa identica emozione perché “la musica non è semplicemente un sottofondo dei nostri ricordi, ma un ponte sospeso nel tempo e quando risuona la nota giusta l’età anagrafica si dissolve le distanze si azzerano, le barriere culturali e generazionali crollano in un unico grande coro all’unisono”.
Finché ci sarà una canzone capace di far battere lo stesso tempo a persone con età diverse, magari in luoghi lontani e culturalmente non affini, la musica continuerà a fare quello che le riesce meglio: ricordarci che, dopotutto apparteniamo tutti allo stesso identico spartito.
Giacomo MONDINI
Dal profilo Facebook del Comune di Oriolo
Comunicato stampa
Giovedì 23 luglio ore 21.00 un omaggio a Gino Paoli e Ornella Vanoni con APERICENA prima del concerto offerto dal TMF Teatro Maurizio Fiorani. Ringraziamo i nostri sponsor: kePizza di Bracciano via dei Lecci, 47 – La Cantinola di Bracciano via dei Lecci, 23 e Oriolo Romano Via Claudia, 41 – Tenuta Casciani di Oriolo Romano via Lazio, 1 – il Conad di Oriolo Romano.
É gradita la prenotazione 380 462 0311, 3286748785. Vi aspettiamo per una piacevole serata!
Comunicato stampa
Bracciano è, da sempre, una terra che riempie gli occhi. Conosciamo tutti il fascino del nostro castello, la pace che trasmette il lago, i lineamenti di un paesaggio naturale e una storia secolare che fanno da biglietto da visita nel mondo.
Tuttavia, esiste un’altra bellezza, meno esposta ma altrettanto preziosa. È un’eccellenza che si muove in modo silente, lontana dai riflettori, e che si nutre di sacrifici quotidiani, di dedizione e di un’abnegazione che ci rende profondamente orgogliosi di essere parte di questa Comunità. Parliamo dei nostri sportivi: atleti di ogni età che, grazie alla costanza, raggiungono vette di livello nazionale e regionale, portando in alto il nome di Bracciano.
Dietro questi traguardi ci sono realtà associative, come il Tiro a Segno Nazionale (TSN) di Bracciano, che compiono un lavoro fondamentale e instancabile per il nostro tessuto sociale. Queste associazioni sono vere e proprie palestre di vita che non si limitano a preparare atleti ma offrono ai giovani luoghi sicuri dove crescere, confrontarsi e superare i propri limiti, formando adulti attenti e cittadini consapevoli.
Istruttori e dirigenti trasferiscono ai giovani valori che li accompagneranno per sempre:
E’ con questo spirito che sono cresciute le giovani campionesse del TSN Bracciano. Hanno custodito e alimentato un potenziale già straordinario, affrontando con maturità e umiltà ogni sfida, facendo propri i valori della disciplina che rappresentano e impegnandosi quotidianamente hanno raggiunto importanti successi e medaglie
Il TSN Bracciano insieme a Bracciano Partecipa vuole celebrare le sue Campionesse e applaudire i loro risultati.
Vogliamo rendere omaggio al loro valore e alla luce che riflettono sul nostro territorio, ricordando loro, con profonda gratitudine, che sono il motivo per cui, oggi più che mai, siamo orgogliosi di chiamarci Comunità.
mercoledì 22 luglio 2026 alle ore 21.00 presso lo Spinnaker, via Giuseppe Argenti,8 Bracciano
Sarà un’occasione preziosa per riflettere insieme sulla funzione sociale dello sport e sull’importanza vitale dell’associazionismo sportivo come opportunità di crescita, inclusione e realizzazione sociale e personale.
Il Presidente Pierluigi Grossi Vice Presidente Alfredo Massi
Comunicato stampa
LUNEDI’ 20 LUGLIO 2026, ORE 21.15 SU RAI 3 E RAIPLAY
La condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero, il suo ingresso in carcere a Bollate e il conseguente dibattito sulla legittima difesa saranno al centro della sesta puntata di “Filorosso”, in onda lunedì 20 luglio alle 21.15 su Rai 3 e RaiPlay. Antonino Monteleone, con Adele Grossi, analizzerà la vicenda e le polemiche riapertesi sul rapporto tra giustizia, sicurezza e diritto alla difesa.
A parlarne saranno il giornalista e saggista Paolo Mieli, l’editorialista de Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro e il direttore editoriale de Il Secolo d’Italia Italo Bocchino.
Inoltre, il giorno dopo il XXIV anniversario della strage di Via d’Amelio (19 luglio 1992), dove persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque degli agenti della sua scorta, sarà ospite in studio per un’intervista sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata, la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo.
A commentare i principali fatti dell’attualità ci saranno anche l’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri, l’esponente del Partito Democratico, Alessia Morani, il direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez e il direttore del quotidiano Il Tempo Daniele Capezzone.
Ampio spazio sarà dedicato anche agli ultimi sviluppi del caso Garlasco. In studio interverranno, tra gli altri, l’avvocato Antonio De Rensis, le giornaliste Rita Cavallaro e Ilenia Petracalvina. In collegamento il biologo Luciano Garofano, il genetista Ugo Ricci, il criminologo Simone Borile e la content creator Francesca Bugamelli.