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A BRACCIANO 𝐔𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐂𝐄𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐑𝐄𝐓𝐄

Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano Marco Crocicchi

Quello di ieri è stato un Consiglio comunale importante. Abbiamo approvato atti diversi, ma legati da una stessa idea di comunità: una comunità che sceglie la pace, afferma la legalità, protegge chi è più fragile e sostiene le esperienze di inclusione.
Abbiamo approvato il Patto di gemellaggio con Tubas, che avvia le procedure per costruire un ponte di solidarietà e collaborazione con una comunità palestinese che vive ogni giorno le conseguenze dell’occupazione e della violenza.
Abbiamo acquisito al patrimonio comunale un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Un bene sottratto alla mafia diventa così patrimonio della collettività e potrà tornare a svolgere una funzione sociale.
Abbiamo dato mandato per la pubblicazione di un avviso finalizzato all’attivazione di una casa famiglia per minori stranieri non accompagnati, per garantire accoglienza e percorsi educativi a bambini e bambine in cerca di protezione e futuro.
Abbiamo approvato la convenzione con l’ AAIS, ampliando il periodo di utilizzo del terreno nel quale l’associazione svolge le attività del centro diurno e fattoria sociale dove sono impegnate le persone con disabilità del nostro territorio.
Infine abbiamo approvato un aggiornamento del regolamento del Museo Civico, inserito nell’Organizzazione Museale Regionale. Nell’ottica della partecipazione dei cittadini alla vita culturale della comunità, il Museo civico sta portando eventi alcuni interessanti progetti come “Bracciano Sottosopra”, “Conservare la Memoria” e “Mappa di comunità”.
Non sono soltanto atti amministrativi. Sono scelte che raccontano da che parte vogliamo stare: dalla parte della pace, della legalità, dei diritti e delle persone.

Orgogliosi di chiamarci Comunità”: un GRAZIE alle nostre Campionesse

L’associazione Bracciano Partecipa ha consegnato un riconoscimento ufficiale a due campionesse del Tiro a Segno Nazionale (TSN) locale, durante un evento svoltosi mercoledì 22 luglio presso lo Spinnaker.

Emanuela Viarengo e il vicepresidente dell’associazione, Alfredo Massi, hanno premiato Annalaura Garzillo, Medaglia d’Oro ai Campionati Italiani 2025 nella specialità P10, e Federica Viarengo, Medaglia d’Argento nella specialità PSP.

Con questa iniziativa, l’associazione ha voluto valorizzare i talenti sportivi del territorio e sottolineare il valore sociale delle discipline meno esposte mediaticamente, che richiedono grandi sacrifici, dedizione e il supporto costante di coach e famiglie.

Durante la serata, i portavoce di Bracciano Partecipa hanno espresso gratitudine al TSN di Bracciano per l’importante ruolo educativo e di accoglienza verso i giovani, estendendo il ringraziamento a tutte le realtà sportive locali e alla cittadinanza che ha partecipato numerosa all’evento.

Il Presidente Pierluigi Grossi                                              il Vicepresidente Alfredo Massi

Bosco di Valcanneto, Gubetti: “Nuovo proficuo incontro con Città Metropolitana e Regione Lazio, prosegue l’iter per la riqualificazione”

Comunicato stampa

Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Bosco paga anni di incuria in cui non era di proprietà comunale. Il confronto costante con i cittadini è al centro del nostro progetto”

Nuovo importante tavolo di lavoro dedicato all’iter che porterà alla riqualificazione, tutela e conservazione del Bosco di Valcanneto. Mercoledì mattina, il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti insieme all’Assessore all’Ambiente Alessandro Gnazi e il personale dell’Ufficio Ambiente, ha incontrato i responsabili e tecnici della Città Metropolitana di Roma Capitale e della Regione Lazio, per approfondire tematiche tecniche per completare l’esame elaborato sull’area. Un incontro in cui sono state portate e discusse puntualmente tutte le osservazioni e le proposte emerse nel corso dei proficui confronti avuti con i comitati e i cittadini, attualmente al vaglio per valutarne la concreta integrazione all’interno del piano.

“Dopo l’invio ufficiale del progetto a Città Metropolitana di Roma Capitale avvenuto nel mese di giugno e ai numerosi rilievi e analisi eseguite nei mesi scorsi – spiega il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – prosegue il lavoro di coordinamento con gli Enti sovracomunali preposti per la riqualificazione e la tutela del bosco di Valcanneto: un’area verde di inestimabile valore per la nostra comunità, un vero e proprio bosco urbano fortemente vissuto e frequentato dai cittadini, che purtroppo sconta anni di totale assenza di manutenzione risalenti al periodo in cui era di proprietà privata, oltre ai gravi danni causati da recenti attacchi patogeni. Con il supporto specialistico di un agronomo forestale, abbiamo elaborato un progetto tecnico mirato a salvare questo polmone verde, risanare le criticità fitosanitarie e restituire piena fruibilità e sicurezza all’area”.

“Voglio sottolineare con forza il valore del percorso fatto insieme ai cittadini e ai comitati – aggiunge il Sindaco Gubetti –. Le loro osservazioni e istanze non solo sono state attentamente ascoltate nei nostri incontri, ma sono state portate direttamente sul tavolo tecnico con Città Metropolitana e Regione Lazio, e stiamo lavorando concretamente per capire come integrarle al meglio nel nostro piano di recupero. Consideriamo l’impegno di residenti e comitati un contributo preziosissimo: insieme possiamo raggiungere un risultato storico per la nostra città”.

Performance del Laboratorio di teatro partecipato di Cerveteri. Quinta edizione E – MOTIONS Emozioni in movimento: un progetto di  LE ODÍSSERE TEATRO

Comunicato stampa

 Sarà sabato 25 luglio alle ore 19.15, in piazza Santa Maria a Cerveteri, la performance

E – motions a conclusione del laboratorio organizzato da Le Odìssere Teatro, con il patrocinio del Comune di Cerveteri  ed il sostegno dell’ Assessorato alla Cultura.

La performance è a ingresso gratuito ed è inserita all’interno degli eventi culturali dell’ Estate Caerite 2026.

Il percorso formativo si è svolto da  marzo  a luglio 2026, ed è stato  condotto da Odette Piscitelli (attrice, formatrice, direttrice artistica di Le Odìssere Teatro) e da Gianluca Enria  (attore – regista e pedagogo teatrale) coinvolgendo cittadine e cittadini,  senza limiti di età e/o formazione residenti nel territorio di Cerveteri, Ladispoli e comuni limitrofi.

Le Odìssere teatro è una compagnia teatrale, produce spettacoli, propone percorsi formativi, organizza festival e progetti culturali in sinergia con il territorio del Lazio e con il Comune di Cerveteri.

Durante il laboratorio è stato creato un gruppo di lavoro e un luogo protetto, dove i partecipanti hanno condiviso la propria esperienza, sperimentando i linguaggi del teatro, della scrittura creativa e della musica. Sono state trovate le forme e i modi in cui ognuno ha potuto esprimersi liberamente, secondo la propria creatività e sensibilità. All’interno del laboratorio si è creato un cantiere di idee, storie e ricordi , che costituiscono il materiale creativo della performance. Durante il laboratorio moltissime persone si sono affacciate e hanno condiviso un pezzo di strada con noi, poi non tutti decidono di partecipare alla performance, è normale che sia così. La grande opportunità che offre questo laboratorio è proprio la possibilità di partecipare al processo in qualunque fase del lavoro.

“Siamo arrivati alla quinta edizione di questo progetto, così prezioso per la Comunità e sostenuto dal Comune di Cerveteri. Io direi un piccolo miracolo accaduto nella nostra città.

Attorno a questo progetto si è sviluppata una comunità ( ci sono persone che partecipano dal primo anno) e una memoria di storie.

Il tema che ho scelto quest’anno riguarda le emozioni, quel mare in burrasca che ci abita, rendendo indimenticabili alcuni momenti della nostra vita. Un mare da cui spesso ci sentiamo sommersi, e che a volte è difficile da attraversare. Nel corso del laboratorio abbiamo provato a dare un nome alle emozioni, a riconoscerle, a raccontarle in storie, a ballarle, cantarle, a metterle in movimento… Sia io che Gianluca abbiamo fatto un lavoro partendo dal corpo, perché è lì che le emozioni si muovono.

teatro partecipato

Cosa può aspettarsi il pubblico che verrà a vederci?

Beh sicuramente di partecipare  alla condivisione delle nostre storie, non è uno spettacolo solo da guardare… Di emozionarsi insieme a noi  e direi di  divertirsi con noi…

E’ difficile raccontare la magia che accade durante questo tipo di performance..

Vi aspettiamo il 25 luglio, alle 19.15 in piazza Santa Maria.

 

Odette Piscitelli

 

Bambini e adolescenti al sicuro in estate: la bussola psicologica tra protezione e buon senso

Ne parliamo con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica italiana (SPI)

 Di Marialuisa Roscino

​L’estate rappresenta il momento più spensierato dell’anno per bambini e adolescenti, tra tempo all’aperto, gioco e libertà. Pur tuttavia, la bella stagione si rivela spesso teatro di una tragedia silenziosa, dall’aumento degli annegamenti e dei colpi di calore fino agli incidenti stradali e ai pericoli legati all’uso di mezzi a motore, come i quad tra i giovanissimi, la cronaca registra un incremento preoccupante di vittime e feriti sempre più gravi. Di questi aspetti importanti e di come in molti casi, sia possibile prevenirli con maggiori misure precauzionali e di sicurezza, ​ne parliamo con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA), analizzandone in  particolare, in questa intervista, i fattori di rischio psicologici e comportamentali legati a questa drammatica tendenza.

Dott.ssa Lucattini, ogni estate i bambini pagano il prezzo più alto per annegamenti, colpi di calore e incidenti domestici. Oltre ai pericoli evidenti, quali fattori di rischio sottovalutati ancora? Come possiamo passare dall’emergenza alla prevenzione attiva?

Uno dei fattori più sottovalutati è la convinzione che un ambiente familiare sereno e un luogo di vacanza tranquillo, sia automaticamente sicuro. La casa delle vacanze, il giardino, una piccola piscina gonfiabile, il mare calmo o un breve tragitto in quad possono abbassare la percezione del rischio proprio perché associati al divertimento e alla quotidianità. In realtà, molti incidenti avvengono durante attività ordinarie, quando l’adulto ritiene che il bambino sia autonomo oppure che qualcun altro lo stia sorvegliando.

Dal punto di vista psicologico, è importante considerare la cosiddetta “normalizzazione del rischio”, un comportamento pericoloso, se ripetuto più volte senza conseguenze, finisce per essere percepito come innocuo. Ma l’assenza di incidenti precedenti non rende sicuro un comportamento.

Un altro elemento decisivo è la frammentazione dell’attenzione che possono avere gli adulti. Telefono, conversazioni, faccende domestiche, lavoro a distanza e presenza contemporanea di più bambini possono determinare vere e proprie lacune nella sorveglianza. Gli studi sugli annegamenti infantili mostrano che le distrazioni dei caregiver e l’ambiguità su chi debba controllare il bambino sono fattori ricorrenti negli incidenti (Journal of Paediatrics and Child Health, 2020).

 

Gli annegamenti rappresentano una delle emergenze estive più drammatiche, spesso consumate in pochissimi secondi, anche in pochi centimetri d’acqua o nelle piscine di casa. Quali regole d’oro si potrebbero seguire per cercare di prevenire questo rischio?

 

La prima regola è la sorveglianza attiva, continua e ravvicinata. Sorvegliare non significa trovarsi genericamente nelle vicinanze, ma guardare realmente il bambino, senza leggere, usare il telefono, dormire o conversare distraendosi. Con neonati e bambini piccoli bisogna restare a distanza di braccio. Anche un’interruzione breve può essere sufficiente perché si verifichi un incidente.

La seconda regola è assegnare esplicitamente la responsabilità della sorveglianza a bambini più grandi. Durante feste, giornate in spiaggia o momenti con molti adulti è utile individuare un “adulto sorvegliante”, eventualmente alternandosi con turni precisi.

La terza regola è creare barriere fisiche. Piscine e vasche devono essere rese inaccessibili ai bambini quando non sono utilizzate. Gli studi mostrano che la combinazione tra supervisione attiva e barriere conformi alle norme rappresenta uno degli strumenti più importanti nella prevenzione degli annegamenti dei bambini piccoli. Anche le piscine portatili possono essere pericolose, sono stati descritti annegamenti in circa 15 centimetri d’acqua.

La quarta regola è non attribuire a braccioli, gonfiabili o giochi acquatici una funzione salvavita di per sé. Possono sgonfiarsi, scivolare o allontanare il bambino dalla riva. Quando indicato, deve essere utilizzato un dispositivo personale di galleggiamento omologato e adeguato al peso del bambino, ma neppure questo sostituisce la sorveglianza.

I corsi di nuoto possono migliorare le competenze acquatiche, ma non rendono un bambino “a prova di annegamento”. Il rischio può anzi aumentare se i genitori, rassicurati dalle lezioni, riducono il controllo. È quindi fondamentale che l’insegnamento del nuoto sia accompagnato da un’educazione dei genitori sulla sicurezza e sui limiti delle abilità acquisite.

Infine, gli adulti dovrebbero avere delle conoscenze di base delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e avere sempre a disposizione un sistema rapido per chiamare i soccorsi (Pediatrics, 2026).

 

Con l’innalzamento costante delle temperature e le ondate di calore sempre più intense, i bambini e i neonati sono particolarmente vulnerabili a colpi di sole e disidratazione grave. Quali sono i segnali d’allarme da cogliere tempestivamente?

 

Neonati e bambini piccoli rispetto agli adulti presentano caratteristiche fisiologiche e comportamentali che possono rendere più difficile la gestione del calore, specialmente durante l’attività fisica prolungata.

I primi segnali possono essere aspecifici, irritabilità, stanchezza insolita, sonnolenza, mal di testa, nausea, vertigini, crampi, pelle molto calda, sete intensa, riduzione dell’attività e difficoltà a continuare il gioco. Nel bambino piccolo bisogna osservare anche la diminuzione delle urine, pannolini meno bagnati, bocca asciutta, assenza di lacrime durante il pianto e un comportamento meno reattivo del solito.

Particolare attenzione va prestata quando il bambino diventa confuso, disorientato, barcolla, risponde lentamente, importante non scambiare questi cambiamenti per un problema psicologico e le alterazioni del comportamento come capricci o pigrizia (Journal of Clinical Medicine, 2025).

 

Cosa è possibile fare al riguardo ?

 

Se invece, si osserva un’alterazione dello stato di coscienza, bisogna porsi il problema di un possibile colpo di calore che costituisce un’emergenza medica.  Di fronte a questi segni bisogna interrompere immediatamente le attività, portare il bambino in un luogo fresco, togliere gli indumenti e iniziare a raffreddarlo. In presenza di confusione, perdita di coscienza, convulsioni, forte debolezza o sospetto colpo di calore occorre chiamare subito il 112. Non bisogna forzare a bere un bambino confuso, sonnolento o non pienamente cosciente, per il rischio di soffocamento.

La prevenzione richiede di non aspettare che il bambino chieda da bere, programmando pause frequenti, limitando le attività nelle ore più calde e osservando anche i cambiamenti del comportamento. Il bambino concentrato nel gioco può non riconoscere o non comunicare tempestivamente la sete e la stanchezza (Current Opinion in Pediatrics, 2024).

 

Se per i più piccoli il pericolo arriva dall’ambiente domestico o acquatico, per gli adolescenti l’estate fa registrare un vero e proprio allarme legato all’uso dei quad e di altri veicoli a motore, soprattutto se guidati senza protezioni adeguate, con conseguenze tragiche o invalidanti. A cosa è dovuta questa sottovalutazione del pericolo?

 

L’adolescente non è privo della capacità di comprendere il rischio. Spesso sa che una condotta è potenzialmente pericolosa, ma nel momento concreto il desiderio di provare emozioni, sentirsi “grandi”, essere accettato dal gruppo o dimostrare coraggio può prevalere sulla valutazione delle conseguenze.

Durante l’adolescenza i sistemi cerebrali legati alla gratificazione, alla novità e alla rilevanza sociale diventano particolarmente sensibili, mentre le capacità di controllo, pianificazione e autoregolazione continuano a maturare. Questa diversa traiettoria evolutiva può favorire decisioni impulsive soprattutto in condizioni di eccitazione emotiva o in presenza dei coetanei (Current Opinion in Psychology, 2022).

Anche il modello adulto ha un ruolo centrale poiché trasmettono direttamente e implicitamente le regole. La sicurezza non si insegna soltanto attraverso insegnamenti e raccomandazioni, ma soprattutto attraverso comportamenti coerenti.

 

Come si argina questo fenomeno tra i giovani?

 

Sono importanti regole chiare e non negoziabili, niente guida senza i requisiti previsti, niente mezzi non adatti all’età o alle dimensioni fisiche, niente passeggeri quando il veicolo non è progettato per trasportarli, niente alcol o altre sostanze stupefacenti, niente percorsi non autorizzati e casco sempre ben allacciato.

Le regole devono essere accompagnate da un lavoro sulla percezione del rischio per questo possono essere efficaci testimonianze, simulazioni, formazione pratica e discussione di casi reali, purché non vengano utilizzati soltanto per spaventare.

È utile coinvolgere i ragazzi nella costruzione della propria sicurezza, chiedere loro di individuare i rischi, stabilire preventivamente in quali condizioni possono guidare e concordare come rapportarsi alla pressione degli amici. Un adolescente aderisce più facilmente alle regole quando ne comprende il senso e capisce che proteggono la sua autonomia, anziché essere una limitazione o una punizione.

Occorre quindi un’alleanza tra famiglia, strutture turistiche, associazioni sportive e noleggiatori, affinché il messaggio sia univoco, ogni mezzo a motore non è un giocattolo e la sicurezza non dipende dall’abilità percepita del ragazzo ma da competenze specifiche e rispetto di regole precise (Paediatrics & Child Health, 2025).

 

Quali sono, a Suo avviso, le regole fondamentali da tenere a mente ogni giorno, racchiudendo sorveglianza, educazione al rischio e buon senso?

 

La prima regola è che la sicurezza deve essere proporzionata allo sviluppo del bambino, non soltanto alla sua età anagrafica. Un bambino molto vivace, impulsivo o attratto dalla novità può aver bisogno di una sorveglianza più ravvicinata; allo stesso modo, un adolescente competente in altri ambiti può non essere ancora pronto per gestire un mezzo potente o una situazione complessa.

La seconda regola è rendere la sorveglianza concreta. Bisogna sapere chi controlla, che cosa sta controllando e per quanto tempo. La supervisione è più efficace quando è attiva, prossima e continuativa, soprattutto vicino all’acqua, alle strade, ai balconi, ai veicoli e alle fonti di calore. La ricerca sugli incidenti infantili mostra che età del bambino, capacità di autocontrollo, percezione del rischio da parte dei genitori e qualità della supervisione interagiscono nel determinare la sicurezza.

La terza è eliminare i pericoli quando possibile. La prevenzione non deve dipendere unicamente dall’obbedienza del bambino, farmaci, sostanze tossiche, chiavi dei veicoli e accessi all’acqua devono essere fisicamente protetti. Una barriera è più affidabile di un divieto ripetuto anche molte volte.

La quarta è anticipare gli scenari possibili. Questo non significa vivere nell’ansia, ma prendere decisioni ponderate nei momenti d’entusiasmo impulsivo o in situazioni di emergenza.

La quinta è distinguere il rischio evolutivo dal pericolo evitabile. Arrampicarsi in un parco adatto all’età, esplorare la natura o imparare gradualmente a nuotare sono esperienze di crescita. Guidare senza casco, lasciare un bambino solo vicino a una piscina o tenerlo in un’auto parcheggiata sono invece pericoli che non producono alcun beneficio educativo.

Infine, il buon senso deve sempre essere sostenuto da regole precise. Nei momenti di stanchezza, fretta o euforia collettiva, anche il giudizio dell’adulto può ridursi. Procedure semplici e ripetute (indossare casco e cintura di sicurezza, avere le dovute misure di protezione in acqua, evitare tuffi azzardati, fare pause all’ombra, alimentarsi, bere e idratarsi spesso) trasformano la prudenza in una buona abitudine (Pediatric Clinics of North America, 2025).

 

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

 

-Vigilare sempre i bambini e di non vergognarsi mai nell’essere prudenti. Quando crescono, avere la forza dire di “no” ad attività non adeguata all’età o rischiose;

 

-Parlare dei pericoli senza minacce o immagini catastrofiche. Con i bambini piccoli funzionano regole chiare a parole semplici e ripetute nel tempo. Con gli adolescenti spiegare il rapporto tra comportamento e conseguenze, ascoltare le loro idee e parlare chiaramente anche della pressione sociale;

 

-Essere buoni modelli. Le indicazioni e le norme perdono credibilità quando vengono richieste ai figli ma ignorate dagli adulti;

 

-Con gli adolescenti, è utile concordare le regole in anticipo, evitando la contrattazione davanti agli amici;

 

-Sorvegliare senza controllare ossessivamente. Una buona protezione cambia con la crescita dei figli, dapprima è presenza fisica, poi diventa educazione, spiegazioni, ascolto e disponibilità al dialogo;

 

-Aiutare i figli a distinguere il coraggio dall’imprudenza, l’autonomia dal correre pericoli, la libertà dalla mancanza di regole.

Prosegue il *Necropoli Art Festival*: nel sito UNESCO, *arte, musica* e *teatro* con *Margot Theatre*.

Comunicato stampa

Ecco il programma di oggi e domani:
*OGGI, VENERDÌ 24 LUGLIO*
_Via degli Inferi, ore 19:00_
Spettacolo itinerante “Crisalidi. Archeologia Naturale #35” di Fernanda Pessolano   *Ingresso gratuito*
_Area spettacolo interna_
Alle ore 21.00 Spettacolo teatrale “Sogno di una notte di mezza estate” regia Valentina Cognatti  *Ingresso con biglietto*
*SABATO 25 LUGLIO*
_Tomba delle Cinque Sedie_
Ore 19.00 Musica e aperitivo “Soul – Rhythm & Blues Trio” a cura di In the Mood  *Ingresso gratuito*
_Area spettacolo interna_
Alle ore 21.00 Commedia musicale “Fino alle stelle – scalata in musica lungo lo stivale”  *Ingresso con biglietto*
e domenica non perdetevi il gran finale con un nuovo e originalissimo spettacolo de *”Le Capinere”*
Info e biglietti
Ti aspetto,
*Elena Gubetti*
_Sindaco di Cerveteri_

Risoluzione della VII Commissione della Camera sul contrasto all’indottrinamento nelle scuole: richiamato il rispetto dell’autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e delle norme vigenti

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che il confronto istituzionale sulle politiche educative debba svilupparsi nel rispetto dei principi costituzionali, dell’autonomia scolastica e dell’ordinamento vigente, evitando semplificazioni che possano alterare la corretta percezione del ruolo della scuola nella società democratica.

La recente approvazione, da parte della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera dei Deputati, della risoluzione concernente il contrasto ai fenomeni di indottrinamento nelle istituzioni scolastiche costituisce l’occasione per una riflessione che deve fondarsi su presupposti giuridici oggettivi e su un’analisi equilibrata della realtà scolastica italiana. In uno Stato di diritto, infatti, ogni intervento di indirizzo politico in materia di istruzione deve confrontarsi con il quadro costituzionale delineato dagli articoli 3, 33, 34 e 97 della Costituzione, con l’autonomia delle istituzioni scolastiche sancita dal D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 e con l’insieme delle disposizioni che disciplinano la funzione docente e l’organizzazione del sistema nazionale di istruzione.

In tale prospettiva, il Coordinamento condivide le considerazioni espresse dalla CISL Scuola, attraverso la segretaria generale Ivana Barbacci, che ha opportunamente richiamato l’esigenza di evitare letture generalizzanti di fenomeni non supportati da evidenze oggettive e di preservare la funzione della scuola quale istituzione della Repubblica chiamata a garantire inclusione, pluralismo culturale e formazione del pensiero critico. La fiducia nelle istituzioni scolastiche si rafforza attraverso la corretta applicazione delle norme già vigenti e mediante un confronto pubblico fondato su dati verificabili, non attraverso narrazioni suscettibili di alimentare contrapposizioni sociali o delegittimare la professionalità del personale docente.

È principio condiviso che la scuola debba essere uno spazio educativo nel quale siano garantiti il pluralismo culturale, la libertà di insegnamento e il rispetto della legalità. Proprio per tale ragione appare opportuno ricordare che l’ordinamento scolastico dispone già di strumenti idonei ad affrontare eventuali condotte incompatibili con la funzione docente o con le finalità istituzionali del servizio di istruzione.

Il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (D.Lgs. n. 297/1994), il Contratto Collettivo Nazionale del comparto Istruzione e Ricerca, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. n. 62/2013), unitamente ai poteri di vigilanza del dirigente scolastico e dell’Amministrazione scolastica, prevedono responsabilità disciplinari e strumenti di intervento nei confronti di comportamenti contrari ai principi di imparzialità, correttezza e rispetto dei doveri d’ufficio.

Parimenti, le disposizioni vigenti in materia di ordine e sicurezza pubblica disciplinano già il divieto di utilizzare indumenti che impediscano l’identificazione della persona, in particolare attraverso l’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, norma di carattere generale applicabile indipendentemente dall’appartenenza religiosa o culturale dei soggetti interessati. Ne consegue che il quadro normativo esistente appare già idoneo a garantire sia la sicurezza sia il rispetto della legalità.

La libertà di insegnamento, sancita dall’articolo 33 della Costituzione, rappresenta una garanzia dell’autonomia culturale e professionale del docente ed è finalizzata ad assicurare un’azione educativa fondata sul pluralismo, sul rigore metodologico e sullo sviluppo del pensiero critico degli studenti. Essa non può essere interpretata come legittimazione di forme di propaganda politica, ideologica o religiosa, ma neppure essere compressa attraverso valutazioni fondate su presunzioni o generalizzazioni prive di adeguato riscontro.

Il Coordinamento ritiene pertanto che ogni eventuale violazione delle norme debba essere accertata nelle sedi competenti, secondo i principi di legalità, imparzialità e proporzionalità dell’azione amministrativa, evitando che episodi isolati siano assunti quale rappresentazione dell’intero sistema scolastico nazionale.

La scuola italiana continua ad affrontare sfide ben più rilevanti: la dispersione scolastica, i divari territoriali e sociali negli apprendimenti, il disagio giovanile, la carenza di personale e la necessità di rafforzare il rapporto di corresponsabilità educativa con le famiglie. Sono queste le priorità sulle quali appare necessario concentrare l’azione delle istituzioni.

L’ordinamento scolastico italiano si fonda su un sistema di garanzie costituzionali e legislative che assicura il controllo della legittimità dell’azione educativa e amministrativa senza necessità di ricorrere a rappresentazioni emergenziali prive di un adeguato riscontro fattuale. L’autonomia delle istituzioni scolastiche, la libertà di insegnamento, l’imparzialità dell’amministrazione e il sistema delle responsabilità disciplinari costituiscono un assetto normativo equilibrato, volto a garantire la qualità del servizio pubblico d’istruzione e la tutela dei diritti di tutti i componenti della comunità scolastica. Ogni iniziativa di indirizzo politico dovrebbe pertanto contribuire a rafforzare tale equilibrio, sostenendo la credibilità delle istituzioni scolastiche e valorizzando la professionalità dei docenti, anziché alimentare contrapposizioni che rischiano di compromettere il rapporto di fiducia tra scuola, famiglie e società civile.

Prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Bracciano, un consiglio comunale che ribadisce la rotta: cultura, legalità, pace e inclusione

Ieri mattina, a Bracciano, il consiglio comunale ha messo in fila cinque atti che raccontano con chiarezza la rotta dell’amministrazione in questa ultima fase del mandato iniziato nell’ottobre 2021. Non semplici adempimenti: scelte politiche che definiscono un posizionamento.

totalita consigliofronte

Il nuovo regolamento del Museo civico, la proroga del diritto di superficie all’A.A.I.S., l’avvio del gemellaggio con Tubas, città palestinese della Cisgiordania, e l’acquisizione dell’immobile di via Odescalchi 2, confiscato alla criminalità organizzata e destinato a diventare una casa famiglia per minori stranieri non accompagnati, compongono un pacchetto che ribadisce le priorità dell’amministrazione: cultura, pace, tutela delle fragilità, legalità praticata e non solo dichiarata.

sindaco e giulialato sinistraopposizioneancora sinistra

La seduta restituisce un’immagine nitida: un Comune che sceglie di investire sul patrimonio culturale, di rafforzare i legami internazionali, di sostenere chi è più vulnerabile e di utilizzare beni sottratti alla criminalità per finalità sociali. Una linea che, in più punti, ha trovato anche il voto favorevole dell’opposizione. Le frizioni sono arrivate solo alla fine, con il respingimento di due ordini del giorno delle minoranze ancora sulle criticità del lungolago.

dalla parte di tondispalle 2spalle più lontane

«Con questa delibera Bracciano sceglie da che parte stare», ha detto l’assessore alle Politiche sociali Massimo Guitarrini presentando la delibera sull’immobile confiscato. Una frase che non è solo una dichiarazione: è la sintesi politica dell’intera seduta.

 

Lorenzo Avincola  redattore L’agone

Mezzo secolo di storia per l’11° Reggimento Trasmissioni

Comunicato stampa

Una giornata tra memoria e futuro arricchita da una mostra sull’evoluzione delle telecomunicazioni.

Presso la Caserma “D’Avanzo” si è svolta la cerimonia per il 50° anniversario della costituzione dell’11° Reggimento Trasmissioni, del conferimento della Bandiera di Guerra e del trasferimento del reparto nella sede di Civitavecchia.

Alla celebrazione hanno preso parte il Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, il Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, e numerose autorità civili e militari. L’evento, inoltre, ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra il personale in servizio e i militari in congedo, rinnovando il senso di appartenenza al Reggimento e rafforzando il legame con le istituzioni e il territorio.

Nel corso della manifestazione è stata inaugurata una mostra dedicata all’evoluzione delle telecomunicazioni militari, che ha ripercorso la storia dell’Arma delle Trasmissioni attraverso una selezione di apparati storici, affiancati dai più moderni sistemi in dotazione al Reparto. L’esposizione ha offerto uno spaccato dell’evoluzione tecnologica del settore, evidenziando il continuo processo di innovazione che caratterizza la specialità.

La giornata è stata inoltre impreziosita da uno speciale annullo filatelico realizzato in collaborazione con Poste Italiane, a testimonianza del valore storico dell’anniversario.

Il cinquantenario ha rappresentato un momento significativo per ripercorrere la storia dell’11° Reggimento Trasmissioni, riaffermarne i valori e rendere omaggio al personale che, nel corso degli anni, ha contribuito con professionalità e spirito di servizio allo svolgimento della missione istituzionale tracciando una linea continua tra il glorioso passato, l’efficienza del presente e le innovazioni del futuro.

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