Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene sui dati diffusi dalla stampa relativi alle rinunce alle immissioni in ruolo registrate in diverse regioni del Centro-Nord e sulle conseguenti prese di posizione delle organizzazioni sindacali in ordine all’incidenza dei canoni di locazione, dei trasporti e, più in generale, del costo della vita sulla sostenibilità economica della permanenza dei docenti nelle sedi di servizio.
I dati riportati, pur dovendo essere esaminati con la necessaria prudenza e senza ricondurre automaticamente ogni rinuncia alla sola componente economica, evidenziano una criticità che non può più essere considerata episodica. Quando il costo necessario per stabilirsi nella sede di servizio incide in misura rilevante sulla retribuzione disponibile, il problema supera la dimensione individuale e investe l’efficienza del sistema di reclutamento, la capacità di copertura dei posti autorizzati e la stabilità degli organici.
Il CNDDU valuta pertanto con favore la maggiore attenzione che le organizzazioni sindacali stanno finalmente riservando al rapporto tra retribuzioni, locazioni e mobilità del personale. Si tratta di una presa di coscienza importante, perché converge su questioni che il Coordinamento ha posto ripetutamente all’attenzione pubblica e istituzionale ben prima che l’attuale criticità assumesse le dimensioni oggi registrate.
La documentazione pubblicamente consultabile consente infatti di rilevare una significativa continuità tra le proposte formulate negli anni dal CNDDU e alcune delle misure oggi considerate necessarie nel dibattito sindacale. Il Coordinamento ha già prospettato sostegni economicamente quantificati per le spese di locazione e di mobilità dei docenti fuori sede. Nel 2022 aveva proposto, in presenza di determinate condizioni, un intervento temporaneo compreso tra 300 e 400 euro mensili per spese documentabili di locazione o connesse al ricongiungimento familiare. Nel 2023 aveva nuovamente richiamato l’attenzione istituzionale sull’incidenza dei costi abitativi per il personale scolastico fuori sede.
La posizione è stata ulteriormente sviluppata negli anni successivi. Nel 2025 il CNDDU ha prospettato un modello di locazione a canone calmierato per i docenti fuori sede, individuando quale parametro di riferimento un importo mensile di 300 euro e ipotizzando un intervento sulla quota eccedente. Ancora nel 2026 il Coordinamento è intervenuto sulla crescente sproporzione tra dinamica dei canoni e capacità reddituale del personale scolastico, formulando ulteriori ipotesi di sostegno economico.
Non interessa al CNDDU rivendicare una priorità meramente formale. È invece motivo di soddisfazione constatare che questioni sulle quali il Coordinamento ha insistito nel tempo trovino oggi una più ampia condivisione. Quando soggetti diversi giungono a riconoscere la medesima criticità e a prospettare strumenti in larga parte convergenti, si determinano le condizioni per trasferire il problema dal piano della denuncia a quello della regolazione.
Proprio per questo occorre adesso una risposta tecnicamente corretta.
La questione non dovrebbe essere affrontata attraverso una generica differenziazione territoriale delle retribuzioni. Il rapporto di lavoro del personale scolastico è inserito nel sistema del pubblico impiego contrattualizzato disciplinato dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; il trattamento economico deve pertanto essere ricondotto alle fonti legislative e contrattuali competenti. Qualunque intervento deve rispettare tale assetto e distinguere con precisione il trattamento retributivo dagli strumenti fiscali, dalle politiche abitative e dalle misure di welfare connesse alla mobilità professionale.
È su quest’ultimo terreno che il CNDDU ritiene possibile costruire una disciplina efficace. Il criterio non dovrebbe essere quello di attribuire un vantaggio economico in ragione del territorio nel quale si presta servizio, bensì quello di riconoscere, secondo requisiti predeterminati, verificabili e non discriminatori, l’incidenza dei costi aggiuntivi effettivamente sostenuti dal lavoratore a causa dell’assegnazione della sede di servizio.
Canone di locazione effettivamente corrisposto, condizione di fuori sede, distanza dalla residenza e spese di mobilità costituiscono elementi oggettivamente accertabili sui quali è possibile costruire misure selettive, evitando automatismi, duplicazioni di benefici e trattamenti non adeguatamente giustificati. Gli strumenti potrebbero operare sul piano fiscale, abitativo o della mobilità oppure, qualora assumano natura retributiva, essere definiti attraverso le fonti e le sedi negoziali previste dall’ordinamento.
La questione presenta inoltre un preciso rilievo economico-finanziario. Ogni intervento pubblico richiede una preventiva quantificazione dell’onere e l’individuazione della relativa copertura. Una corretta valutazione, tuttavia, non può considerare soltanto il costo della misura proposta, ma deve comprendere anche quello derivante dal mancato intervento.
Posti autorizzati e non stabilmente coperti, reiterazione delle procedure di conferimento, ricorso ai contratti a tempo determinato, turnover e discontinuità degli organici producono costi amministrativi e organizzativi che devono essere rilevati e quantificati. La sostenibilità finanziaria di una misura di supporto dovrebbe pertanto essere valutata anche in rapporto alle economie conseguibili attraverso una maggiore stabilità del personale.
Per questa ragione il CNDDU ritiene necessario che il Ministero dell’Istruzione e del Merito, di concerto con le amministrazioni competenti e attraverso il confronto con le parti sociali, proceda a una rilevazione sistematica delle rinunce alle immissioni in ruolo, distinguendone le cause e mettendole in relazione con il costo delle locazioni, la distanza dalla residenza, la disponibilità abitativa e il successivo ricorso ai contratti a tempo determinato.
Solo una base informativa attendibile e omogenea può consentire di determinare l’effettiva dimensione economica del fenomeno e di valutare quali strumenti presentino il migliore rapporto tra onere finanziario, efficacia della misura e capacità di stabilizzazione degli organici.
Il CNDDU considera quindi positivamente il fatto che le organizzazioni sindacali abbiano portato con maggiore forza al centro del confronto temi che il Coordinamento sostiene da tempo. Le proposte oggi avanzate in materia di affitti, mobilità e sostegno ai docenti fuori sede presentano punti di significativa convergenza con interventi già formulati e pubblicamente documentati dal CNDDU.
Questa convergenza costituisce un’opportunità istituzionale. Non è più sufficiente constatare che in alcune aree del Paese una parte del personale rinuncia alla stabilizzazione anche in ragione della difficile sostenibilità economica della permanenza nella sede assegnata. Occorre acquisire i dati, individuarne le cause, quantificare gli effetti e predisporre strumenti normativi e contrattuali coerenti.
Un sistema di reclutamento, infatti, non può essere valutato esclusivamente sulla base del numero dei posti autorizzati o delle nomine disposte, ma anche sulla sua capacità di trasformare quelle nomine in rapporti di lavoro effettivamente sostenibili e stabili.
È su tale risultato che deve essere misurata l’efficacia dell’intervento pubblico.
Il CNDDU auspica pertanto che l’attuale presa di coscienza possa tradursi in un confronto tecnico con il Ministero, le amministrazioni competenti e le organizzazioni sindacali, recuperando e valutando anche le proposte già formulate negli anni, affinché dalla convergenza delle analisi si possa finalmente passare alla definizione di strumenti normativi, contrattuali e finanziari concretamente applicabili.
Domande dal 7 all’11 settembre. Ottime notizie per le scuole statali del territorio.
CERVETERI – Un’opportunità importante per migliorare il comfort degli ambienti scolastici arriva dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha stanziato 20 milioni di euro per interventi di raffrescamento e miglioramento del comfort microclimatico nelle scuole statali.
Possono partecipare le istituzioni scolastiche statali, con una sola richiesta di contributo per ciascun istituto. Gli interventi devono riguardare edifici scolastici pubblici non di nuova costruzione e che non siano stati interessati, nei cinque anni precedenti, da interventi di efficientamento energetico. Sono esclusi gli ambienti già dotati di impianti per il trattamento dell’aria.
Le candidature potranno essere presentate fino alle ore 14.00 di venerdì 11 settembre 2026 e le risorse saranno assegnate con una procedura a sportello, seguendo l’ordine di arrivo delle domande.
“Si tratta di un’opportunità concreta per le nostre scuole – dichiara l’Assessore alla Pubblica Istruzione di Cerveteri Romina Vignaroli– e per questo sono certa che gli istituti scolastici del territorio verificheranno la possibilità di partecipare. Il benessere degli studenti e di tutto il personale scolastico passa anche dalla qualità degli ambienti nei quali ogni giorno si svolgono le attività didattiche”.
“La scadenza è molto ravvicinata e, considerando che i finanziamenti vengono assegnati in ordine cronologico, è importante partecipare. Come Amministrazione continueremo a prestare la massima attenzione a tutte le opportunità che possano contribuire a migliorare le nostre scuole”, conclude la Vignaroli.
Tutte le informazioni sui requisiti, sulle modalità di partecipazione e sulla presentazione delle candidature sono disponibili nell’Avviso n. 63557 del 4 settembre 2026 del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Ancora un successo oltre ogni aspettativa per le iniziative promosse nell’ambito del progetto “Estate #ViviParchiDelLazio”. Sabato scorso, a Vicarello, l’appuntamento con la musica a “Casa di Ledo”, nell’area archeologica di Vicarello, ha fatto registrare il sold-out, con tutti i posti disponibili occupati.
Un risultato che conferma il forte interesse del pubblico per una proposta capace di unire cultura, musica, storia, territorio e valorizzazione del patrimonio naturalistico e archeologico del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano.
E il calendario degli appuntamenti prosegue. Domenica 13 settembre è infatti previsto un nuovo appuntamento dedicato alla musica etnica e folk, ancora una volta nella suggestiva cornice di Casa di Ledo a Vicarello. Una serata pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta di sonorità, culture e tradizioni musicali, in un contesto di particolare valore paesaggistico e storico.
«Quello che sta accadendo in queste settimane va ben oltre le più rosee previsioni – sottolinea il Commissario del Parco Naturale Bracciano-Martignano, Ivano Iacomelli –. Dopo il successo degli appuntamenti precedenti, registriamo per la seconda settimana consecutiva una partecipazione straordinaria, con il tutto esaurito a Vicarello. Voglio complimentarmi con tutta la squadra organizzativa, con i professionisti, le associazioni e tutti coloro che stanno lavorando alla realizzazione di queste iniziative. È la dimostrazione che quando riusciamo a mettere insieme cultura, musica e valorizzazione del territorio, il pubblico risponde con entusiasmo».
«Il sold-out è certamente un motivo di soddisfazione, ma soprattutto rappresenta un segnale importante – aggiunge Iacomelli –. Significa che esiste una grande voglia di vivere i nostri territori, conoscere luoghi spesso poco conosciuti e farlo attraverso iniziative di qualità. Il Parco vuole continuare su questa strada, creando occasioni capaci di avvicinare cittadini e visitatori al patrimonio naturale, storico e culturale dell’area protetta».
L’appuntamento del 13 settembre si inserisce dunque in un percorso di valorizzazione che punta a trasformare i luoghi del Parco in autentici spazi di incontro e partecipazione, dove la cultura diventa anche strumento di conoscenza e promozione del territorio.
Una nuova serata di musica, dunque, per continuare a vivere il Parco e le sue straordinarie ricchezze.
L’evento si svolgerà presso l’Aula Consiliare del Comune di Manziana domenica 20 settembre alle ore 11 e viene proposta in continuità con alcune attività già avviate nel nostro territorio, nell’ambito di un percorso di sostegno alla genitorialità.
L’incontro sarà occasione per riflettere con l’autore sugli strumenti educativi da mettere in campo per trasformare le fragilità degli adolescenti in opportunità di crescita.
Venerdì 18 settembre la Motonave Sabazia II diventa un luogo d’incontro tra navigazione, storia e archeologia, per scoprire il territorio e il suo passato da una prospettiva davvero particolare: quella del lago.
La crociera partirà alle 17:30 dal Pontile degli Inglesi di Bracciano e sarà accompagnata dall’intervento del Prof. Giuseppe Cordiano, che condurrà i partecipanti in un viaggio tra storia, archeologia e testimonianze del territorio.
Al rientro, la serata proseguirà nella Sala Convegni del Consorzio con un’apericena a cura di Nadia Malpassi e una selezione di vini a cura della FISAR Manziana-Lago di Bracciano.
I posti sulla Motonave sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
INFORMAZIONI, COSTI E PRENOTAZIONI: 328 666 5641
Invitiamo quindi chi desidera partecipare a contattare direttamente il numero indicato: sarà possibile ricevere tutte le informazioni sull’evento, sulle modalità di partecipazione e sul costo.
Un pomeriggio per navigare sul Lago di Bracciano e, allo stesso tempo, attraversarne la storia
L’istruzione tecnica in Italia sta vivendo una delle trasformazioni strutturali più radicali degli ultimi decenni. La Riforma della filiera tecnologico-professionale non rappresenta un semplice riassetto di orari o programmi, ma un mutamento di paradigma educativo, volto a colmare il mismacht tra le competenze richieste dal sistema produttivo e quelle fornite dalla scuola superiore (1,9). Attraverso l’integrazione con gli ITS Academy, la revisione del curriculum, l’evoluzione dei percorsi scuola-lavoro, l’anticipazione dell’orientamento e l’impatto positivo anche sui percorsi quinquennali tradizionali, il sistema educativo , punta a posizionarsi come un vero e proprio volano di sviluppo per il Paese (10).
Quadro Normativo: Le Fondamenta del Nuovo Modello
Il percorso normativo della riforma trova il suo perno nella Legge 8 agosto 2024, n. 121, che ha istituito la filiera formativa tecnologico-professionale. (1) Tale provvedimento concretizza e supera la fase di sperimentazione dei percorsi quadriennali(3), introducendo a regime una struttura che valorizza gli istituti tecnici e professionali in stretta sinergia con il territorio e il mondo produttivo.
La norma cardine introduce e regolamenta il modello denominato “4+2″(1-2):
4 anni di istruzione secondaria di secondo grado negli istituti tecnici o professionali (1).
2 anni di specializzazione negli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori). (2)
STRUTTURA DELLA FILIERA 4+2
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| 4 ANNI: Istituto Tecnico / Professionale |
| • Diploma di Istruzione Secondaria di II Grado |
| • Stessi obiettivi e competenze del quinquennio |
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| 2 ANNI: ITS Academy | | Università / Lavoro |
| Specializzazione High| | Accesso diretto con |
| Tech di livello 5/6 | | il Diploma conseguito |
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Rilelaborazione grafica da FontI MIM. INDIRE,e CAROCCI/IL MULINO
La normativa tutela il valore legale del titolo di studio: il diploma conseguito al termine del quarto anno ha lo stesso valore legale di quello del quinquennio e consente l’accesso sia ai percorsi ITS Academy sia a qualsiasi facoltà universitaria, oltre all’ingresso diretto nel mercato del lavoro. (1)
Il Valore Innovativo: Flessibilità, Territorio e “Campus”
Il valore innovativo della riforma risiede nell’integrazione sistemica e nella governance territoriale(1-10). Non si tratta più di scuole isolate, ma di una rete formativa ad alte prestazioni (11).
I “Patti Educativi 4.0” e i Campus
La legge introduce la figura dei Patti Educativi 4.0, accordi trasversali tra scuole, università, centri di ricerca, ITS e imprese.(1-9) L’obiettivo è costituire una filiera che opera come un vero e proprio Campus integrato (10):
Condivisione di laboratori avanzati, tecnologie e risorse material (11)i.
Coinvolgimento di esperti provenienti dal mondo delle imprese per svolgere moduli didattici specialistici (1,12).
Co-progettazione dell’offerta formativa basata sui fabbisogni reali delle filiere produttive locali (dall’automazione al Made in Italy).(9,13)
L’Impatto Innovativo sui Percorsi Quinquennali Tradizionali
Un elemento centrale della riforma riguarda la sua portata trasversale: le innovazioni non sono riservate esclusivamente agli istituti che adottano la struttura quadriennale “4+2”, ma investono pienamente anche le scuole che mantengono l’assetto tradizionale a cinque anni. (10)
Per i percorsi quinquennali si aprono prospettive di riflessione pedagogica e organizzativa di estremo interesse(10):
Sinergia con la filiera territoriale: Gli istituti a cinque anni beneficeranno ugualmente della partecipazione ai Patti Educativi 4.0 e alle reti dei Campus integrati, potendo attingere alle risorse, ai laboratori d’avanguardia e alle competenze aziendali messi a disposizione dalla rete.(1,11)
Continuità con gli ITS Academy: Anche per gli studenti del percorso quinquennale si consolida la continuità didattica verso l’istruzione tecnologica superiore, facilitando l’orientamento in uscita e il riconoscimento di crediti formativi per chi sceglie di proseguire negli ITS (2,10).
Arricchimento delle Metodologie Didattiche: L’introduzione di moduli specialistici erogati da esperti del mondo del lavoro e la possibilità di co-progettare le attività con le imprese diventano opportunità concrete di arricchimento dei quadri orari dei cinque anni (12).
Flessibilità e Autonomia: La riflessione generata dalla riforma stimola i collegi docenti dei percorsi quinquennali a sfruttare in modo più dinamico la quota di autonomia e la didattica per competenze (3,10).
La Riforma del Curriculum: Dai Due Macrosettori all’Area Flessibile
La riorganizzazione curricolare mira a bilanciare una solida preparazione di base con un’elevata specializzazione(10.12).
Rimodulazione degli Indirizzi
La struttura si consolida attorno a due grandi settori:
Settore Economico: Amministrazione, Finanza e Marketing; Turismo e Beni Culturali. (1)
Settore Tecnologico-Ambientale: Meccanica, Meccatronica ed Energia; Informatica e Telecomunicazioni; Elettronica; Trasporti e Logistica; Grafica e Comunicazione; Costruzioni e Ambiente (1).
Rielaborazione grafica da Fonti MIM , INDIRE, Carocci/Il Mulino
Le Innovazioni Didattiche del Curriculum
Compressione temporale (per il 4+2) e ottimizzazione oraria: Per i percorsi quadriennali, le 1.056 ore del quinto anno vengono redistribuite nell’arco dei quattro anni mediante una razionalizzazione dei quadri orari, l’uso della didattica digitale integrata e la compresenza (10).
Potenziamento STEM e Lingue: Sia nei percorsi a 4 anni sia in quelli a 5 anni si assiste a un incremento significativo dell’attenzione alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica, affiancate da moduli in lingua straniera con metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) (12).
Invarianza dell’organico: La contrazione da 5 a 4 anni non comporta esuberi di personale; le risorse organiche vengono impiegate per potenziare la compresenza nei laboratori e sostenere le attività di recupero, potenziamento e personalizzazione dei percorsi (1,10)
Nuova Dimensione Laboratoriale: Apprendere Facendo
La riforma supera l’idea del laboratorio come mero spazio per le esercitazioni, trasformandolo nell’asse portante della didattica per tutti i percorsi dell’istruzione tecnica.
Dimensione Tradizionale
Nuova Dimensione Laboratoriale (Riforma)
Esercitazione teorico-pratica a supporto della lezione
Metodologia Challenge-Based e Problem-Solving (11,13)
Laboratori chiusi interni al plesso scolastico
Laboratori territoriali e “FabLab” condivisi con aziende e ITS (1,11 )
Presenza del solo docente e dell’IOP/ITP
Compresenze rafforzate e moduli erogati da esperti d’impresa (12)
Tecnologie standard
Impianti aggiornati agli standard dell’Industria 4.0/5.0 (9.11)
9)
Questa impostazione favorisce una didattica per problemi reali (learning by doing), dove gli studenti affrontano casi di studio complessi, sviluppano prototipi e sperimentano le dinamiche del lavoro di squadra tipiche degli ambienti professionali contemporanei (11,13)
L’Evoluzione dei PCTO: La Formazione Scuola-Lavoro
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l’evoluzione dei vecchi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) (4) verso la dimensione definita della Formazione Scuola-Lavoro (FSL).(1,5)
EVOLUZIONE DELLA FORMAZIONE IN AZIENDA
[ Vecchia Alternanza / PCTO ]
Esperienza spesso disconnessa dal curriculum
Avvio prevalentemente nel triennio
Focus formale sul monte ore
[ Nuova Formazione Scuola-Lavoro (FSL) ]
Integrazione nativa fin dal secondo anno
Contratti di apprendistato formativo di 1° livello (1)
Coinvolgimento diretto delle imprese nella valutazione
((1) L’Apprendistato di 1° livello (disciplinato dall’art. 43 del D.Lgs. 81/2015) costituisce la traduzione pratica del modello duale tedesco (Duale Ausbildung) all’interno dell’ordinamento scolastico italiano, adattandolo alle specificità degli Istituti Tecnici, Professionali e dei Centri di Formazione Professionale (IeFP).
(2)Rielaborazione grafica da Fonti MIM ,INDIRE, Carocci/Il Mulino
Non si tratta di una mera ridenominazione, ma di una ridefinizione strutturale applicabile all’intero sistema d’istruzione tecnica: SUPERIORE (1,9)
Anticipazione delle esperienze: Le attività formative on-the-job e i primi contatti con le realtà produttive possono iniziare già dal secondo anno di corso, offrendo un graduale contatto con il mondo del lavoro. (1)
Apprendistato Formativo: Viene fortemente incentivato l’uso del contratto di Apprendistato di primo livello (5) , consentendo agli studenti di conseguire il diploma lavorando in azienda e maturando competenze professionali riconosciute.
Sicurezza e Valore Formativo: La FSL viene integrata nei piani di studio con una progettazione stringente, garantendo tutele rafforzate per la sicurezza degli studenti negli ambienti di lavoro (1.4).
L’Orientamento Precoce fin dai Primi Due Anni
L’orientamento scolastico non è più trattato come un’attività terminale rivolta solo agli studenti delle ultime classi, ma diventa un processo educativo continuo e personalizzato che investe sia i percorsi a 4 anni sia quelli a 5 anni. (6,7)
PERCORSO DI ORIENTAMENTO CONTINUO
BIENNIO INIZIALE PERCORSO SUCCESSIVO ITS ACADEMY / UNIPA
RIelaborazione grafica MIM, INDIRE, CaroccI, IL Mulino
( 2 ) Negli ITS di durata triennale gli studenti ( legge 99/2022) , previo riconoscimento dei crediti possono iscrivrsi al 4 anno di Universita’. Modello grafico rielaborato(dall’autore12
Le Nuove Figure e la Personalizzazione
Con l’introduzione sistemica del Docente Tutor e del Docente Orientatore,(7) unita alle linee guida sull’orientamento (6), gli studenti usufruiscono di:
Moduli di orientamento dedicati (almeno 30 ore annue): Inseriti direttamente nel curriculum fin dal primo e secondo anno. (6)
E-Portfolio per lo studente: Uno strumento digitale in cui vengono tracciati i progressi, le competenze acquisite, le esperienze pratiche e le inclinazioni individuali (7).
Passaggi flessibili e contrasto alla dispersione: Il sistema favorisce la ri-orientabilità e la possibilità di effettuare passaggi tra la formazione regionale (IeFP) e l’istruzione tecnica in modo fluido, consentendo un costante riallineamento delle scelte dello studente (1,6).
Conclusioni:
l’Istituto “Salvo D’Acquisto” e l’integrazione della Riforma sul territorio
La riforma dell’istruzione tecnica si configura come un’opportunità strategica per allineare l’Italia agli standard europei di formazione professionale superiore (come il modello tedesco della Duale Ausbildung). (9,13)La coesistenza tra i percorsi quadriennali “4+2” e i percorsi quinquennali arricchiti dalle nuove norme garantisce pluralità e flessibilità alle famiglie e alle scuole (1,10).
Tuttavia, la capacità della riforma di scaricare a terra il suo valore concreto dipende dalla prontezza degli istituti scolastici nell’assimilare e concretizzare le nuove linee guida (10). In questo contesto si inserisce con forza l’esperienza dell’Istituto “Salvo D’Acquisto”,la cui risposta alle nuove istanze normative rappresenta una testimonianza virtuosa di anticipazione e recepimento immediato(8):
Adeguando l’Offerta Formativa e i Regolamenti:
L’istituto ha già provveduto ad aggiornare i propri programmi, la programmazione didattica e il Regolamento d’Istituto per allinearli tempestivamente alle nuove disposizioni legislative fin da questo anno scolastico.(8)
Rispondendo Concretamente ai Bisogni del Territorio:
con l’adeguamento tempestivo dei corsi formativi alle trasformazioni economiche e produttive in atto e rafforzando l’intento di formare profili professionali pronti a rispondere concretamente alle richieste delle imprese locali e nazionali (8).
Offrendo sostegno alle Famiglie:
Con ‘aggiornamento dei percorsi garantisce alle famiglie un’offerta formativa moderna, capace di coniugare una solida base culturale con una spiccata spendibilità nel mercato del lavoro, riducendo le incertezze sul futuro dei giovani.(8)
L’entusiasmo e l’energia profusi dall’istituto “Salvo D’Acquisto”, dimostrano come la Riforma, quando incontra realtà scolastiche dinamiche e già proiettate all’innovazione, possa tradursi immediatamente in un servizio educativo di qualità, capace di formare eccellenze ed offrire risposte concrete ad una realtà in continua e rapida trasformazione che chiede ai nostri studenti di dominare il cambiamento per diventarne veri protagonisti
Fonti
Atti e Disposizioni Normative Nazionali
Legge 8 agosto 2024, n. 121 – Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale e del modello 4+2, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 196 del 22 agosto 2024.
Legge 15 luglio 2022, n. 99 – Istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore (ITS Academy), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2022.
D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 – Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, art. 11 (Sperimentazione e flessibilità didattico-organizzativa).
Legge 30 dicembre 2018, n. 145 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019, art. 1, commi 784-787 (Disciplina dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento – PCTO).
D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, Capo V (Apprendistato di primo livello per il diploma e la qualifica professionale).
D.M. 22 dicembre 2022, n. 328 – Adozione delle Linee guida per l’orientamento, attuative della Riforma 1.4 del PNRR.
D.M. 5 aprile 2023, n. 63 – Istituzione delle figure del Docente Tutor e del Docente Orientatore e avvio della Piattaforma Unica per la personalizzazione dell’apprendimento.
Programmazione Didattica e Regolamento di Istituto aggiornati per il recepimento delle norme di riordino della filiera tecnologico-professionale.
Stampa Periodica, Giornali e Riviste di Settore
Il Sole 24 Ore – Dossier Formazione & Lavoro: La nuova filiera 4+2, i Patti 4.0 e il contrasto al mismatch occupazionale, Milano, edizioni 2023-2024.
Tuttoscuola – La svolta degli Istituti Tecnici: riorganizzazione curricolare, modelli 4+2 e valorizzazione del quinquennio, Dossier e Guida ragionata, Roma.
11 INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) – Quaderni di innovazione didattica: La didattica laboratoriale, le Avanguardie Educative e la filiera integrata, Firenze.
Nuova Secondaria – Dossier Istruzione Tecnica: competenze STEM, insegnamento CLIL e sinergia scuola-impresa, Editrice La Scuola, Brescia.
Saggi Pedagogici e Modelli Grafici Rielaborati
13 MIM , INDIRE, Carocci / Il Mulino – La scuola laboratorio e il modello duale: strutture analitiche, schemi di flusso dell’istruzione tecnica e governance dei Campus terziari; Saggi di Politica dell’Educazione, Bologna/Roma.
Intervista a Francesca Felici, Ricercatrice dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare, e riflessioni del Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti Sergio Martuscelli
Di Marialuisa Roscino
Ci sono forme di povertà che rimangono invisibili. Non sempre si manifestano attraverso l’assenza totale di cibo: spesso entrano silenziosamente nella vita quotidiana, costringendo le persone a rinunciare alla qualità, alla varietà e alla libertà di scegliere ciò che mangiano. È questa una delle dimensioni più profonde della povertà alimentare, un tema centrale del dibattito internazionale e sempre più urgente anche in Italia.
Per affrontare questa complessa realtà, abbiamo approfondito l’argomento con Francesca Felici, ricercatrice dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare, esplorando le disuguaglianze all’origine dell’insicurezza alimentare e le strategie necessarie per garantire a tutti non soltanto il cibo, ma il pieno diritto a un’alimentazione adeguata.
In questo percorso di riflessione si inserisce con forza la prospettiva del Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, Sergio Martuscelli, il quale sottolinea come l’impegno della comunità e del mondo rotariano debba andare oltre la mera risposta emergenziale. Per Martuscelli, “la vera sfida consiste nel trasformare la solidarietà immediata in una progettualità strutturata e sostenibile, capace di aggredire le cause profonde della vulnerabilità e di difendere la dignità della persona, affinché l’accesso a un’alimentazione sana non sia un privilegio ma un diritto concreto per tutti”.
Dott.ssa Felici, spesso si pensa alla povertà alimentare semplicemente come alla mancanza di cibo. Qual è invece, la reale definizione e complessità di questo fenomeno, soprattutto in un Paese come l’Italia?
Per povertà alimentare si intende la difficoltà di accedere in modo stabile a un’alimentazione sufficiente, sana e adeguata ai propri bisogni. È una definizione apparentemente semplice che racchiude una realtà complessa, poiché non riguarda soltanto la quantità di cibo disponibile, ma la qualità degli alimenti, la possibilità di scegliere cosa mangiare e di mantenere una dieta compatibile con le esigenze nutrizionali, culturali e sociali di ciascuno. In un Paese come l’Italia, soffrire di povertà alimentare raramente significa non avere letteralmente nulla da mangiare; più spesso significa essere costretti a rinunciare alla qualità, alla varietà e all’adeguatezza nutrizionale della propria dieta. Significa acquistare gli alimenti meno costosi invece di quelli più sani, rinunciare a prodotti legati alle proprie abitudini culturali e, talvolta, non poter partecipare a uno dei gesti più semplici e profondi della vita sociale: condividere un pasto. Perché il cibo non è soltanto nutrimento: è cultura, identità, relazione e appartenenza.
In che modo, il contesto territoriale e l’ambiente in cui si vive incidono sulla possibilità di nutrirsi in modo sano?
La possibilità di accedere a un’alimentazione sana non dipende esclusivamente dal reddito, ma anche dal food environment, ovvero l’ambiente alimentare che circonda ciascuna persona. Quali negozi sono presenti? Quanto sono lontani? Quali prodotti offrono e a che prezzo? Nelle periferie poco servite, nei piccoli centri o nelle aree prive di collegamenti adeguati, l’accesso al cibo può diventare un problema fisico. In altri contesti il problema è diverso ma altrettanto grave: il cibo sano esiste ed è disponibile, ma risulta economicamente irraggiungibile. La povertà alimentare cambia volto da territorio a territorio, e per questo le risposte non possono essere identiche ovunque.
L’Italia vanta una straordinaria rete di solidarietà e volontariato. Perché questo impegno, pur fondamentale, non basta più da solo?
In Italia esiste una rete straordinaria di solidarietà fatta di associazioni, enti del Terzo settore, realtà religiose e mense che garantiscono un aiuto concreto a migliaia di famiglie, rappresentando un patrimonio umano di valore inestimabile, soprattutto nelle situazioni di emergenza. Tuttavia, dobbiamo chiederci se la sola distribuzione di cibo sia sufficiente per sconfiggere il problema. Questa modalità interviene sulle conseguenze della povertà senza modificarne le cause profonde, e gli alimenti distribuiti non sempre permettono di costruire una dieta equilibrata o adatta alle specifiche esigenze delle persone. C’è poi una forte dimensione di dignità: dover chiedere aiuto per mangiare può generare imbarazzo, stigma e perdita di autonomia. La solidarietà è indispensabile, ma la vera sfida è fare in modo che nessuno sia costretto a dipendere esclusivamente da essa.
Quali soluzioni concrete propone il modello del food welfare per superare la logica della sola emergenza?
Per affrontare realmente il problema dobbiamo intervenire sulle condizioni che generano vulnerabilità, considerando che reddito, lavoro, abitazione, servizi pubblici e welfare incidono direttamente sulla capacità di una famiglia di nutrirsi in modo adeguato. Il food welfare invita a considerare il cibo come una componente centrale delle politiche di protezione sociale. L’obiettivo non è distribuire pacchi alimentari, ma rendere il cibo sano e di qualità realmente accessibile a tutti attraverso mense scolastiche e pubbliche di eccellenza, sostegni economici mirati, politiche di contenimento dei prezzi, mercati di prossimità e servizi territoriali. Una società più giusta non è quella che interviene solo quando qualcuno cade, ma quella che costruisce le condizioni affinché sempre meno persone siano costrette a cadere.
Che cosa significa, concretamente, promuovere il “diritto al cibo?
Significa compiere un cambiamento culturale profondo, superando l’idea che la possibilità di mangiare bene dipenda esclusivamente dalle risorse economiche individuali o dalla generosità altrui. Significa creare le condizioni affinché ogni persona possa accedere a un’alimentazione sufficiente, sana, culturalmente appropriata e dignitosa, rimuovendo gli ostacoli economici, sociali e territoriali che lo impediscono. In questa prospettiva, il cibo diventa una componente essenziale e irrinunciabile della dignità della persona.
Quali attori chiama in causa questa sfida e che ruolo possono giocare realtà come il Rotary?
La povertà alimentare non è un’emergenza isolata, ma una questione che tocca la salute, le disuguaglianze, l’inclusione e la libertà di scelta. Istituzioni, organizzazioni internazionali, Terzo settore, imprese e società civile sono chiamati a costruire nuove alleanze. Anche il mondo del Rotary, da sempre impegnato nel servizio alla comunità e nell’equità.
Il Presidente Sergio Martuscelli: “Dalla solidarietà alla costruzione di soluzioni”.
Il Presidente Sergio Martuscelli, del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, esprime una profonda condivisione delle riflessioni emerse dall’intervista a Francesca
Felici.
“La povertà alimentare – sottolinea il Presidente Martuscelli – non può essere considerata soltanto come un’emergenza alla quale rispondere distribuendo cibo. La solidarietà è indispensabile e rappresenta uno dei valori più alti dell’impegno umano e
rotariano, ma dobbiamo avere anche la capacità di guardare oltre l’emergenza e interrogarci sulle cause che generano la vulnerabilità”.
“Garantire l’accesso a un’alimentazione sana e adeguata significa difendere la dignità della persona. Significa riconoscere che il cibo non è soltanto nutrimento, ma salute, libertà di scelta, cultura, relazione e partecipazione alla vita della comunità”.
Per il Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, la sfida deve essere quella di trasformare la solidarietà immediata in una progettualità sempre più strutturata e sostenibile.
“Il Rotary, grazie alla sua dimensione internazionale e alla straordinaria rete di competenze che rappresenta, può contribuire in modo significativo alla costruzione di nuove alleanze tra istituzioni, organizzazioni internazionali, mondo accademico,
Terzo settore, imprese e comunità locali”.
“Dobbiamo lavorare – prosegue Sergio Martuscelli – affinché sempre meno persone siano costrette a scegliere tra il cibo e gli altri bisogni essenziali della vita. Dobbiamo contribuire a creare comunità nelle quali l’accesso a un’alimentazione sana e dignitosa non sia un privilegio, ma una possibilità concreta per tutti”. In questa prospettiva, la lotta alla povertà alimentare può rappresentare una delle nuove e importanti frontiere del servizio rotariano.
“Il nostro impegno deve andare oltre il pur fondamentale aiuto immediato. Dobbiamo mettere in rete competenze, idee e risorse, promuovendo progetti capaci di prevenire le condizioni di vulnerabilità e di restituire alle persone autonomia e libertà di scelta”. La riflessione proposta da Francesca Felici rappresenta dunque, secondo il Presidente Martuscelli, un importante punto di partenza per un impegno più ampio e condiviso.
“Servire significa anche questo: non limitarci a intervenire sulle conseguenze di un problema, ma impegnarci per comprenderne le cause e contribuire a costruire soluzioni durature”. Perché, come sottolinea il Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti “nessuna persona dovrebbe essere costretta a dipendere esclusivamente dalla solidarietà altrui per poter accedere a un’alimentazione adeguata. La vera solidarietà è anche quella che crea le condizioni affinché ogni persona possa vivere con dignità, autonomia e libertà”.
In un’economia dove merci, capitali e persone attraversano continuamente le frontiere, il cambio tra valute non è un dettaglio tecnico: è la misura della fiducia reciproca tra sistemi economici. Se una valuta oscilla troppo, ogni scambio internazionale diventa una scommessa. Un’azienda che esporta non sa quanto incasserà davvero una volta convertiti i ricavi; un governo non può prevedere quanto gli costerà il petrolio il mese successivo; un agricoltore non sa se il prezzo dei suoi prodotti verrà spazzato via da una svalutazione improvvisa altrove. Le oscillazioni valutarie violente sono come raffiche di vento capaci di far vacillare un intero mercato.
È per questo che gli Stati, da sempre, inseguono la stabilità dei cambi: perché la prevedibilità è la base di ogni decisione economica di lungo periodo. Con cambi stabili i prezzi restano coerenti, gli investimenti diventano calcolabili, i contratti internazionali smettono di essere scommesse. Si evita, soprattutto, che un Paese cerchi un vantaggio competitivo svalutando artificialmente la propria moneta, innescando ritorsioni a catena capaci di logorare la cooperazione economica internazionale.
Nel luglio 1944, con la guerra ancora in corso, delegati di 44 nazioni si riunirono in un angolo isolato del New Hampshire, tra i monti Bianchi: Bretton Woods. L’obiettivo era ricostruire l’economia mondiale su basi stabili, evitando il ripetersi delle tempeste monetarie che, negli anni Trenta, avevano contribuito alla Grande Depressione e all’ascesa dei totalitarismi. L’architettura concordata era semplice quanto ambiziosa: il prezzo dell’oro fissato a 35 dollari l’oncia troy (circa 31,1 grammi d’oro), con il dollaro unico ancorato all’oro e tutte le altre valute agganciate al dollaro entro margini di oscillazione minimi.
Per un quarto di secolo il sistema resse. Washington garantiva la convertibilità dei dollari in oro; gli altri Paesi mantenevano le proprie monete entro i margini prestabiliti; il commercio internazionale ne beneficiò a lungo, proprio grazie a quella stabilità.
Verso la fine degli anni sessanta, gli Stati Uniti iniziarono a mostrare segni di affanno. La guerra del Vietnam assorbiva risorse crescenti, i programmi della Great Society ampliavano la spesa pubblica e, per finanziare entrambi, Washington preferì immettere dollari nell’economia piuttosto che alzare le tasse. Ma più dollari circolavano nel mondo, più diventava fragile la promessa di convertirli in oro a un tasso fisso: l’inflazione americana cominciò a salire, lenta ma costante, mentre le riserve auree si assottigliavano. Alcuni partner, la Francia in testa, seguita dalla Svizzera, presero a presentarsi davvero alla porta del Tesoro statunitense per chiedere l’oro dovuto in cambio dei propri dollari, come previsto dagli accordi.
Il 15 agosto 1971, senza consultare i partner internazionali dell’accordo, il presidente Richard Nixon annunciò che gli Stati Uniti avrebbero sospeso la convertibilità del dollaro in oro. Fu una decisione unilaterale, passata alla storia come “Nixon Shock”, che di fatto fece crollare l’intero sistema di Bretton Woods: da quel momento nessuna valuta rimase più ancorata a un valore fisso e il mondo entrò nell’era dei cambi fluttuanti che conosciamo ancora oggi.
Finché il dollaro restava legato all’oro e le altre monete al dollaro, i cambi erano stabili quasi per definizione: un sistema di pesi e contrappesi che impediva oscillazioni brusche. Spezzato quel legame, ogni valuta tornò a dipendere unicamente dalla fiducia dei mercati, dalle politiche interne dei singoli Paesi e dalle crisi internazionali.
Si sono conclusi i lavori di valutazione del concorso letterario gratuito “Giovane Testo Teatrale 2025”, promosso dall’associazione IL PASSO APS – ETS e riservato ai giovani residenti nella Regione Lazio tra i 16 e i 32 anni. La giuria, al termine dell’esame anonimo dei copioni in gara, ha decretato i vincitori di un’iniziativa nata per valorizzare la nuova drammaturgia e offrire spazio alle giovani voci emergenti del territorio.
Il podio dei vincitori
Ad aggiudicarsi il primo premio (1.000 euro) è stato il ventottenne Lorenzo Gabriel Paoletti (di Montefiascone) con l’opera “L’ultima firma”. Il testo si è distinto per la solidità della scrittura e la forte efficacia scenica, capaci di trasformare una vicenda familiare in un intenso conflitto psicologico e simbolico.
Il secondo posto (500 euro) è andato al ventenne Leonardo Sodano (di Latina) con “L’oro dei Matti”, apprezzato per l’originalità e il linguaggio crudo e realistico nel raccontare uno spaccato corale delle periferie giovanili.
Al terzo posto paritario (premio di 200 euro diviso ex aequo) si sono classificati due giovani drammaturghi:
· Michele Colonnelli (28 anni, di Acquapendente) con “Mondo Nuovo”, un’opera incentrata sul tema della sostenibilità e strutturata con grande sensibilità per il teatro civile, di comunità e per ragazzi.
· Sharon Mattia Cannamela (27 anni, di Bracciano) con “La Rimpatriata”, un avvincente ed originale “giallo teatrale” caratterizzato da un ricco intreccio narrativo e tensione drammatica.
La Commissione ha espresso una menzione e un ringraziamento di merito anche a tutti gli altri giovani autori che hanno partecipato inviando i loro testi.
Un percorso rigoroso e partecipato
Promosso dall’associazione IL PASSO APS/ETS, il concorso ha visto una sinergia diffusa su tutto il territorio laziale, grazie alla collaborazione con la rete delle Biblioteche Comunali (tra cui la Biblioteca “Angela Zucconi” di Anguillara Sabazia e la “Bartolomea Orsini” di Bracciano), l’Unione Italiana Libero Teatro (UILT) e le realtà teatrali locali. L’iniziativa è stata sostenuta anche dalle donazioni del Museo Leonardo da Vinci di Piazza del Popolo e della Casa Vacanza “Nonna Papera” di Bassano Romano.
I copioni sono stati valutati in forma strettamente anonima da una Commissione qualificata composta da Carlo Beciani (Presidente), Monica Sala (L’Agone), Veronica Liberale (scrittrice), Marco Danè (regista), Barbara Caradonna (Biblioteca Comunale di Anguillara Sabazia), Fabrizio Catarci (Ass.ne Culturale l’Acquario – UILT) e Alessandro Minore (Museo Leonardo da Vinci), con la verbalizzazione a cura di Maria Immacolata Burgiò.
I criteri d’esame hanno preso in considerazione la rappresentabilità teatrale, l’originalità, la forma ed espressività, la qualità del linguaggio e dei dialoghi, oltre al gradimento generale.
La cerimonia di premiazione
La cerimonia ufficiale di premiazione – durante la quale verranno consegnati gli attestati e i premi in denaro – si terrà ad Anguillara Sabazia, in data e sede che saranno definite in accordo con l’Amministrazione Comunale. All’evento prenderanno parte i vincitori, i giurati, le autorità locali e i partner del progetto.
Nuovi controlli sulla Quercia Monumentale di Largo Almunecar, in località Madonna dei Canneti, uno degli alberi più importanti del patrimonio verde di Cerveteri. Si tratta di una roverella secolare, una specie di quercia che nel tempo è diventata un vero punto di riferimento per la comunità cittadina.
Mercoledì 2 settembre, le squadre tecniche della Multiservizi Caerite hanno effettuato una nuova ispezione, con verifiche in quota e approfondimenti finalizzati a valutare le condizioni dell’albero.
«La gestione del verde urbano richiede conoscenze specialistiche, monitoraggio e interventi calibrati sulle caratteristiche di ciascun esemplare» – ha spiegato Linda Ferretti, Direttore Generale della Multiservizi Caerite.
La valutazione delle condizioni di stabilità di un albero deve infatti tener conto degli aspetti fisiologici, morfologici e biomeccanici della pianta, insieme alle condizioni ambientali e agli effetti prodotti nel tempo dalla presenza dell’uomo. «È questo il lavoro che stiamo portando avanti anche sulla Quercia di Largo Almunecar – ha spiegato Linda Ferretti – con l’obiettivo di conservarla nel tempo nelle migliori condizioni possibili e ridurre il più possibile i fattori di rischio. L’obiettivo è garantire una gestione attenta e continuativa, capace di conservare e valorizzare il nostro patrimonio arboreo».
Nel corso dell’ispezione in quota (grazie ad un mezzo con cestello elevatore) è stata realizzata anche un’indagine tomografica su diversi punti “sensibili” della pianta ed in particolare sui consolidamenti realizzati nel 2020, quando la roverella fu sottoposta a interventi di ancoraggio. La tomografia è una tecnica che consente di approfondire lo stato interno del legno e di valutare le condizioni di stabilità. Le verifiche hanno confermato il buono stato della pianta e permesso di valutare l’implementazione di eventuali misure di sicurezza.
«Alberi straordinari come la nostra Quercia Secolare non sono soltanto elementi del paesaggio, ma fanno parte della storia e dell’identità della nostra città – ha dichiarato l’Amministratore Unico Alessio Pascucci –. Il nostro compito è creare le condizioni perché la convivenza tra persone e verde urbano sia sempre più consapevole, sicura e rispettosa del valore che questo patrimonio rappresenta per la comunità».
La roverella, alta circa 20 metri e con un fusto dalla circonferenza di circa 420 centimetri, è classificata come Albero Monumentale d’Italia ed è censita con il numero 1 nel Catasto delle Alberature del Comune di Cerveteri. Nel corso della sua lunga vita ha subito pochissimi interventi da parte dell’uomo, conservando pressoché intatta la propria struttura e adattandosi alla progressiva urbanizzazione dell’area circostante.