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“Adolescenti interrotti – Intercettare il disagio prima che sia tardi”, del prof. Stefano Vicari 

Riceviamo e pubblichiamo

L’evento si svolgerà presso l’Aula Consiliare del Comune di Manziana domenica 20 settembre alle ore 11 e viene proposta in continuità con alcune attività già avviate nel nostro territorio, nell’ambito di un percorso di sostegno alla genitorialità.
L’incontro sarà occasione per riflettere con l’autore sugli strumenti educativi da mettere in campo per trasformare le fragilità degli adolescenti in opportunità di crescita.

IL CONSORZIO LAGO DI BRACCIANO, CON IL PATROCINIO DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI ROMA CAPITALE, PRESENTA L’EDIZIONE 2026 DI “ARCHEOBATTELLO”.

Dalla pagina Facebook “Motonave Sabazia II”

Venerdì 18 settembre la Motonave Sabazia II diventa un luogo d’incontro tra navigazione, storia e archeologia, per scoprire il territorio e il suo passato da una prospettiva davvero particolare: quella del lago.
La crociera partirà alle 17:30 dal Pontile degli Inglesi di Bracciano e sarà accompagnata dall’intervento del Prof. Giuseppe Cordiano, che condurrà i partecipanti in un viaggio tra storia, archeologia e testimonianze del territorio.
Al rientro, la serata proseguirà nella Sala Convegni del Consorzio con un’apericena a cura di Nadia Malpassi e una selezione di vini a cura della FISAR Manziana-Lago di Bracciano.
I posti sulla Motonave sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
INFORMAZIONI, COSTI E PRENOTAZIONI: 328 666 5641
Invitiamo quindi chi desidera partecipare a contattare direttamente il numero indicato: sarà possibile ricevere tutte le informazioni sull’evento, sulle modalità di partecipazione e sul costo.
Un pomeriggio per navigare sul Lago di Bracciano e, allo stesso tempo, attraversarne la storia

La Riforma dell’Istruzione tecnica e l’Istituto Salvo D’Acquisto

La Nuova Architettura dell’Istruzione Tecnica:

L’istruzione tecnica in Italia sta vivendo una delle trasformazioni strutturali più radicali degli ultimi decenni. La Riforma della filiera tecnologico-professionale non rappresenta un semplice riassetto di orari o programmi, ma un mutamento di paradigma educativo, volto a colmare il mismacht tra le competenze richieste dal sistema produttivo e quelle fornite dalla scuola superiore (1,9). Attraverso l’integrazione con gli ITS Academy, la revisione del curriculum, l’evoluzione dei percorsi scuola-lavoro, l’anticipazione dell’orientamento e l’impatto positivo anche sui percorsi quinquennali tradizionali, il sistema educativo , punta a posizionarsi come un vero e proprio volano di sviluppo per il Paese (10).

  1. Quadro Normativo: Le Fondamenta del Nuovo Modello

Il percorso normativo della riforma trova il suo perno nella Legge 8 agosto 2024, n. 121, che ha istituito la filiera formativa tecnologico-professionale. (1) Tale provvedimento concretizza e supera la fase di sperimentazione dei percorsi quadriennali(3), introducendo a regime una struttura che valorizza gli istituti tecnici e professionali in stretta sinergia con il territorio e il mondo produttivo.

La norma cardine introduce e regolamenta il modello denominato “4+2″(1-2):

  • 4 anni di istruzione secondaria di secondo grado negli istituti tecnici o professionali (1).
  • 2 anni di specializzazione negli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori). (2)

STRUTTURA DELLA FILIERA 4+2

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|  4 ANNI: Istituto Tecnico / Professionale             |

|  • Diploma di Istruzione Secondaria di II Grado       |

|  • Stessi obiettivi e competenze del quinquennio      |

+——————————————————-+

| 2 ANNI: ITS Academy  |       | Università / Lavoro    |

| Specializzazione High|       | Accesso diretto con    |

| Tech di livello 5/6  |       | il Diploma conseguito  |

+———————-+       +————————+

Rilelaborazione grafica da FontI  MIM. INDIRE,e CAROCCI/IL MULINO

La normativa tutela il valore legale del titolo di studio: il diploma conseguito al termine del quarto anno ha lo stesso valore legale di quello del quinquennio e consente l’accesso sia ai percorsi ITS Academy sia a qualsiasi facoltà universitaria, oltre all’ingresso diretto nel mercato del lavoro. (1)

  1. Il Valore Innovativo: Flessibilità, Territorio e “Campus”

Il valore innovativo della riforma risiede nell’integrazione sistemica e nella governance territoriale(1-10). Non si tratta più di scuole isolate, ma di una rete formativa ad alte prestazioni (11).

I “Patti Educativi 4.0” e i Campus

La legge introduce la figura dei Patti Educativi 4.0, accordi trasversali tra scuole, università, centri di ricerca, ITS e imprese.(1-9) L’obiettivo è costituire una filiera che opera come un vero e proprio Campus integrato (10):

  • Condivisione di laboratori avanzati, tecnologie e risorse material (11)i.
  • Coinvolgimento di esperti provenienti dal mondo delle imprese per svolgere moduli didattici specialistici (1,12).
  • Co-progettazione dell’offerta formativa basata sui fabbisogni reali delle filiere produttive locali (dall’automazione al Made in Italy).(9,13)
  1. L’Impatto Innovativo sui Percorsi Quinquennali Tradizionali

Un elemento centrale della riforma riguarda la sua portata trasversale: le innovazioni non sono riservate esclusivamente agli istituti che adottano la struttura quadriennale “4+2”, ma investono pienamente anche le scuole che mantengono l’assetto tradizionale a cinque anni. (10)

Per i percorsi quinquennali si aprono prospettive di riflessione pedagogica e organizzativa di estremo interesse(10):

  • Sinergia con la filiera territoriale: Gli istituti a cinque anni beneficeranno ugualmente della partecipazione ai Patti Educativi 4.0 e alle reti dei Campus integrati, potendo attingere alle risorse, ai laboratori d’avanguardia e alle competenze aziendali messi a disposizione dalla rete.(1,11)
  • Continuità con gli ITS Academy: Anche per gli studenti del percorso quinquennale si consolida la continuità didattica verso l’istruzione tecnologica superiore, facilitando l’orientamento in uscita e il riconoscimento di crediti formativi per chi sceglie di proseguire negli ITS (2,10).
  • Arricchimento delle Metodologie Didattiche: L’introduzione di moduli specialistici erogati da esperti del mondo del lavoro e la possibilità di co-progettare le attività con le imprese diventano opportunità concrete di arricchimento dei quadri orari dei cinque anni (12).
  • Flessibilità e Autonomia: La riflessione generata dalla riforma stimola i collegi docenti dei percorsi quinquennali a sfruttare in modo più dinamico la quota di autonomia e la didattica per competenze (3,10).
  1. La Riforma del Curriculum: Dai Due Macrosettori all’Area Flessibile

La riorganizzazione curricolare mira a bilanciare una solida preparazione di base con un’elevata specializzazione(10.12).

Rimodulazione degli Indirizzi

La struttura si consolida attorno a due grandi settori:

  1. Settore Economico: Amministrazione, Finanza e Marketing; Turismo e Beni Culturali. (1)
  2. Settore Tecnologico-Ambientale: Meccanica, Meccatronica ed Energia; Informatica e Telecomunicazioni; Elettronica; Trasporti e Logistica; Grafica e Comunicazione; Costruzioni e Ambiente (1).

┌────────────────────────────────────────────────────────┐

│                   ARCHITETTURA CURRICOLARE             │

├───────────────────────────┬────────────────────────────┤

│ Area di Indirizzo Generale│ Area di Indirizzo Flessibile│

│ (Comune a livello nazione)| (Personalizzabile sul     │

│ • Lingua e Letteratura    │   territorio)              │

│ • Matematica e STEM       │ • Moduli specialistici     │

│ • Lingue Straniere (CLIL) │ • Laboratori territoriali  │

│ • Storia e Cittadinanza   │ • Docenze esterne dal      │

│                           │   mondo del lavoro         │

└───────────────────────────┴────────────────────────────┘

Rielaborazione grafica da Fonti MIM , INDIRE, Carocci/Il Mulino

Le Innovazioni Didattiche del Curriculum

  • Compressione temporale (per il 4+2) e ottimizzazione oraria: Per i percorsi quadriennali, le 1.056 ore del quinto anno vengono redistribuite nell’arco dei quattro anni mediante una razionalizzazione dei quadri orari, l’uso della didattica digitale integrata e la compresenza (10).
  • Potenziamento STEM e Lingue: Sia nei percorsi a 4 anni sia in quelli a 5 anni si assiste a un incremento significativo dell’attenzione alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica, affiancate da moduli in lingua straniera con metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) (12).
  • Invarianza dell’organico: La contrazione da 5 a 4 anni non comporta esuberi di personale; le risorse organiche vengono impiegate per potenziare la compresenza nei laboratori e sostenere le attività di recupero, potenziamento e personalizzazione dei percorsi (1,10)
  1. Nuova Dimensione Laboratoriale: Apprendere Facendo

La riforma supera l’idea del laboratorio come mero spazio per le esercitazioni, trasformandolo nell’asse portante della didattica per tutti i percorsi dell’istruzione tecnica.

Dimensione Tradizionale Nuova Dimensione Laboratoriale (Riforma)
Esercitazione teorico-pratica a supporto della lezione Metodologia Challenge-Based e Problem-Solving (11,13)
Laboratori chiusi interni al plesso scolastico Laboratori territoriali e “FabLab” condivisi con aziende e ITS (1,11 )
Presenza del solo docente e dell’IOP/ITP Compresenze rafforzate e moduli erogati da esperti d’impresa (12)
Tecnologie standard Impianti aggiornati agli standard dell’Industria 4.0/5.0 (9.11)
9)  

Questa impostazione favorisce una didattica per problemi reali (learning by doing), dove gli studenti affrontano casi di studio complessi, sviluppano prototipi e sperimentano le dinamiche del lavoro di squadra tipiche degli ambienti professionali contemporanei (11,13)

  1. L’Evoluzione dei PCTO: La Formazione Scuola-Lavoro

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l’evoluzione dei vecchi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento)  (4) verso la dimensione definita della Formazione Scuola-Lavoro (FSL).(1,5)

EVOLUZIONE DELLA FORMAZIONE IN AZIENDA

[ Vecchia Alternanza / PCTO ]

  • Esperienza spesso disconnessa dal curriculum
  • Avvio prevalentemente nel triennio
  • Focus formale sul monte ore

[ Nuova Formazione Scuola-Lavoro (FSL) ]

  • Integrazione nativa fin dal secondo anno
  • Contratti di apprendistato formativo di 1° livello (1)
  • Coinvolgimento diretto delle imprese nella valutazione

((1) L’Apprendistato di 1° livello (disciplinato dall’art. 43 del D.Lgs. 81/2015) costituisce la traduzione pratica del modello duale tedesco (Duale Ausbildung) all’interno dell’ordinamento scolastico italiano, adattandolo alle specificità degli Istituti Tecnici, Professionali e dei Centri di Formazione Professionale (IeFP).

(2)Rielaborazione grafica da Fonti MIM ,INDIRE, Carocci/Il Mulino

Non si tratta di una mera ridenominazione, ma di una ridefinizione strutturale applicabile all’intero sistema d’istruzione tecnica: SUPERIORE (1,9)

  1. Anticipazione delle esperienze: Le attività formative on-the-job e i primi contatti con le realtà produttive possono iniziare già dal secondo anno di corso, offrendo un graduale contatto con il mondo del lavoro. (1)
  2. Apprendistato Formativo: Viene fortemente incentivato l’uso del contratto di Apprendistato di primo livello (5) , consentendo agli studenti di conseguire il diploma lavorando in azienda e maturando competenze professionali riconosciute.
  3. Sicurezza e Valore Formativo: La FSL viene integrata nei piani di studio con una progettazione stringente, garantendo tutele rafforzate per la sicurezza degli studenti negli ambienti di lavoro (1.4).
  4. L’Orientamento Precoce fin dai Primi Due Anni

L’orientamento scolastico non è più trattato come un’attività terminale rivolta solo agli studenti delle ultime classi, ma diventa un processo educativo continuo e personalizzato che investe sia i percorsi a 4 anni sia quelli a 5 anni. (6,7)

PERCORSO DI ORIENTAMENTO CONTINUO

 

BIENNIO INIZIALE              PERCORSO SUCCESSIVO         ITS ACADEMY / UNIPA

(1° e 2° Anno)                (3° – 4° / 5° Anno)         (Specializzazione)

┌─────────────────────────┐   ┌─────────────────────────┐ ┌───────────────────┐

  • Tutor & Orientatore │   │ • Formazione Scuola-    │ │ • Inserimento     │
  • Scoperta attitudini ├──►│   Lavoro avanzata       ├──►  Lavoro di livello │
  • Moduli orientativi 30h │   │ • Passaggi flessibili   │ │   tecnico alto    │
  • Didattica laboratoriale │ │ • Moduli specialistici  │ │ • Laurea triennale│(2)

└─────────────────────────┘   └─────────────────────────┘ └───────────────────┘

RIelaborazione grafica MIM, INDIRE, CaroccI, IL Mulino

( 2 ) Negli ITS di durata triennale  gli studenti ( legge 99/2022) , previo riconoscimento dei crediti possono iscrivrsi al 4 anno di Universita’. Modello grafico rielaborato(dall’autore12

Le Nuove Figure e la Personalizzazione

 Con l’introduzione sistemica del Docente Tutor e del Docente Orientatore,(7)      unita alle linee guida sull’orientamento (6), gli studenti usufruiscono di:

  • Moduli di orientamento dedicati (almeno 30 ore annue): Inseriti direttamente nel curriculum fin dal primo e secondo anno. (6)
  • E-Portfolio per lo studente: Uno strumento digitale in cui vengono tracciati i progressi, le competenze acquisite, le esperienze pratiche e le inclinazioni individuali (7).
  • Passaggi flessibili e contrasto alla dispersione: Il sistema favorisce la ri-orientabilità e la possibilità di effettuare passaggi tra la formazione regionale (IeFP) e l’istruzione tecnica in modo fluido, consentendo un costante riallineamento delle scelte dello studente (1,6).
  1. Conclusioni:

l’Istituto “Salvo D’Acquisto” e l’integrazione della Riforma sul territorio

La riforma dell’istruzione tecnica si configura come un’opportunità strategica per allineare l’Italia agli standard europei di formazione professionale superiore (come il modello tedesco della Duale Ausbildung). (9,13)La coesistenza tra i percorsi quadriennali “4+2” e i percorsi quinquennali arricchiti dalle nuove norme garantisce pluralità e flessibilità alle famiglie e alle scuole (1,10).

Tuttavia, la capacità della riforma di scaricare a terra il suo valore concreto dipende dalla prontezza degli istituti scolastici nell’assimilare e concretizzare le nuove linee guida (10). In questo contesto si inserisce con forza l’esperienza dell’Istituto “Salvo D’Acquisto”,la cui risposta  alle nuove istanze normative rappresenta una testimonianza virtuosa di anticipazione e recepimento immediato(8):

  • Adeguando l’Offerta Formativa e i Regolamenti:

L’istituto ha già provveduto ad aggiornare i propri programmi, la programmazione didattica e il Regolamento d’Istituto per allinearli tempestivamente alle nuove disposizioni legislative fin da questo anno scolastico.(8)

  • Rispondendo Concretamente  ai Bisogni del Territorio:

con l’adeguamento tempestivo dei corsi formativi alle trasformazioni economiche e produttive in atto e rafforzando l’intento di formare profili professionali pronti a rispondere concretamente alle richieste delle imprese locali e nazionali (8).

  • Offrendo sostegno alle Famiglie:

Con ‘aggiornamento dei percorsi  garantisce alle famiglie un’offerta formativa moderna, capace di coniugare una solida base culturale con una spiccata spendibilità nel mercato del lavoro, riducendo le incertezze sul futuro dei giovani.(8)

L’entusiasmo e l’energia profusi dall’istituto “Salvo D’Acquisto”, dimostrano come la Riforma, quando incontra realtà scolastiche dinamiche e già proiettate all’innovazione, possa  tradursi immediatamente in un servizio educativo di qualità,  capace di formare eccellenze ed offrire risposte concrete  ad una realtà in continua e rapida trasformazione che   chiede ai nostri studenti di dominare il cambiamento per diventarne veri  protagonisti

Fonti

Atti e Disposizioni Normative Nazionali

  1. Legge 8 agosto 2024, n. 121 – Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale e del modello 4+2, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 196 del 22 agosto 2024.
  2. Legge 15 luglio 2022, n. 99 – Istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore (ITS Academy), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2022.
  3. D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 – Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, art. 11 (Sperimentazione e flessibilità didattico-organizzativa).
  4. Legge 30 dicembre 2018, n. 145 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019, art. 1, commi 784-787 (Disciplina dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento – PCTO).
  5. D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, Capo V (Apprendistato di primo livello per il diploma e la qualifica professionale).
  6. D.M. 22 dicembre 2022, n. 328 – Adozione delle Linee guida per l’orientamento, attuative della Riforma 1.4 del PNRR.
  7. D.M. 5 aprile 2023, n. 63 – Istituzione delle figure del Docente Tutor e del Docente Orientatore e avvio della Piattaforma Unica per la personalizzazione dell’apprendimento.
  8. Istituto Tecnologico Paritario “Salvo D’Acquisto” – Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF),

Programmazione Didattica e Regolamento di Istituto aggiornati per il recepimento delle norme di riordino della filiera tecnologico-professionale.

Stampa Periodica, Giornali e Riviste di Settore

  1. Il Sole 24 Ore – Dossier Formazione & Lavoro: La nuova filiera 4+2, i Patti 4.0 e il contrasto al mismatch occupazionale, Milano, edizioni 2023-2024.
  2. Tuttoscuola – La svolta degli Istituti Tecnici: riorganizzazione curricolare, modelli 4+2 e valorizzazione del quinquennio, Dossier e Guida ragionata, Roma.

11 INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) – Quaderni di innovazione didattica: La didattica laboratoriale, le Avanguardie Educative e la filiera integrata, Firenze.

  1. Nuova Secondaria – Dossier Istruzione Tecnica: competenze STEM, insegnamento CLIL e sinergia scuola-impresa, Editrice La Scuola, Brescia.

Saggi Pedagogici e Modelli Grafici Rielaborati

13 MIM , INDIRE, Carocci / Il Mulino – La scuola laboratorio e il modello duale: strutture analitiche, schemi di flusso dell’istruzione tecnica e governance dei Campus terziari; Saggi di Politica dell’Educazione, Bologna/Roma.

Lucia Dutto

 

 

Dalla solidarietà all’azione strutturale: perché garantire un’alimentazione adeguata significa costruire comunità più giuste, inclusive e sostenibili.

Intervista a Francesca Felici, Ricercatrice dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare, e riflessioni del Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti Sergio Martuscelli

Di Marialuisa Roscino
Ci sono forme di povertà che rimangono invisibili. Non sempre si manifestano attraverso l’assenza totale di cibo: spesso entrano silenziosamente nella vita quotidiana, costringendo le persone a rinunciare alla qualità, alla varietà e alla libertà di scegliere ciò che mangiano. È questa una delle dimensioni più profonde della povertà alimentare, un tema centrale del dibattito internazionale e sempre più urgente anche in Italia.
Per affrontare questa complessa realtà, abbiamo approfondito l’argomento con Francesca Felici, ricercatrice dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare, esplorando le disuguaglianze all’origine dell’insicurezza alimentare e le strategie necessarie per garantire a tutti non soltanto il cibo, ma il pieno diritto a un’alimentazione adeguata.
In questo percorso di riflessione si inserisce con forza la prospettiva del Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, Sergio Martuscelli, il quale sottolinea come l’impegno della comunità e del mondo rotariano debba andare oltre la mera risposta emergenziale. Per Martuscelli, “la vera sfida consiste nel trasformare la solidarietà immediata in una progettualità strutturata e sostenibile, capace di aggredire le cause profonde della vulnerabilità e di difendere la dignità della persona, affinché l’accesso a un’alimentazione sana non sia un privilegio ma un diritto concreto per tutti”.
Dott.ssa Felici, spesso si pensa alla povertà alimentare semplicemente come alla mancanza di cibo. Qual è invece, la reale definizione e complessità di questo fenomeno, soprattutto in un Paese come l’Italia?
Per povertà alimentare si intende la difficoltà di accedere in modo stabile a un’alimentazione sufficiente, sana e adeguata ai propri bisogni. È una definizione apparentemente semplice che racchiude una realtà complessa, poiché non riguarda soltanto la quantità di cibo disponibile, ma la qualità degli alimenti, la possibilità di scegliere cosa mangiare e di mantenere una dieta compatibile con le esigenze nutrizionali, culturali e sociali di ciascuno. In un Paese come l’Italia, soffrire di povertà alimentare raramente significa non avere letteralmente nulla da mangiare; più spesso significa essere costretti a rinunciare alla qualità, alla varietà e all’adeguatezza nutrizionale della propria dieta. Significa acquistare gli alimenti meno costosi invece di quelli più sani, rinunciare a prodotti legati alle proprie abitudini culturali e, talvolta, non poter partecipare a uno dei gesti più semplici e profondi della vita sociale: condividere un pasto. Perché il cibo non è soltanto nutrimento: è cultura, identità, relazione e appartenenza.
In che modo, il contesto territoriale e l’ambiente in cui si vive incidono sulla possibilità di nutrirsi in modo sano?
La possibilità di accedere a un’alimentazione sana non dipende esclusivamente dal reddito, ma anche dal food environment, ovvero l’ambiente alimentare che circonda ciascuna persona. Quali negozi sono presenti? Quanto sono lontani? Quali prodotti offrono e a che prezzo? Nelle periferie poco servite, nei piccoli centri o nelle aree prive di collegamenti adeguati, l’accesso al cibo può diventare un problema fisico. In altri contesti il problema è diverso ma altrettanto grave: il cibo sano esiste ed è disponibile, ma risulta economicamente irraggiungibile. La povertà alimentare cambia volto da territorio a territorio, e per questo le risposte non possono essere identiche ovunque.
L’Italia vanta una straordinaria rete di solidarietà e volontariato. Perché questo impegno, pur fondamentale, non basta più da solo?
In Italia esiste una rete straordinaria di solidarietà fatta di associazioni, enti del Terzo settore, realtà religiose e mense che garantiscono un aiuto concreto a migliaia di famiglie, rappresentando un patrimonio umano di valore inestimabile, soprattutto nelle situazioni di emergenza. Tuttavia, dobbiamo chiederci se la sola distribuzione di cibo sia sufficiente per sconfiggere il problema. Questa modalità interviene sulle conseguenze della povertà senza modificarne le cause profonde, e gli alimenti distribuiti non sempre permettono di costruire una dieta equilibrata o adatta alle specifiche esigenze delle persone. C’è poi una forte dimensione di dignità: dover chiedere aiuto per mangiare può generare imbarazzo, stigma e perdita di autonomia. La solidarietà è indispensabile, ma la vera sfida è fare in modo che nessuno sia costretto a dipendere esclusivamente da essa.
Quali soluzioni concrete propone il modello del food welfare per superare la logica della sola emergenza?
Per affrontare realmente il problema dobbiamo intervenire sulle condizioni che generano vulnerabilità, considerando che reddito, lavoro, abitazione, servizi pubblici e welfare incidono direttamente sulla capacità di una famiglia di nutrirsi in modo adeguato. Il food welfare invita a considerare il cibo come una componente centrale delle politiche di protezione sociale. L’obiettivo non è distribuire pacchi alimentari, ma rendere il cibo sano e di qualità realmente accessibile a tutti attraverso mense scolastiche e pubbliche di eccellenza, sostegni economici mirati, politiche di contenimento dei prezzi, mercati di prossimità e servizi territoriali. Una società più giusta non è quella che interviene solo quando qualcuno cade, ma quella che costruisce le condizioni affinché sempre meno persone siano costrette a cadere.
Che cosa significa, concretamente, promuovere il “diritto al cibo?
Significa compiere un cambiamento culturale profondo, superando l’idea che la possibilità di mangiare bene dipenda esclusivamente dalle risorse economiche individuali o dalla generosità altrui. Significa creare le condizioni affinché ogni persona possa accedere a un’alimentazione sufficiente, sana, culturalmente appropriata e dignitosa, rimuovendo gli ostacoli economici, sociali e territoriali che lo impediscono. In questa prospettiva, il cibo diventa una componente essenziale e irrinunciabile della dignità della persona.
Quali attori chiama in causa questa sfida e che ruolo possono giocare realtà come il Rotary?
La povertà alimentare non è un’emergenza isolata, ma una questione che tocca la salute, le disuguaglianze, l’inclusione e la libertà di scelta. Istituzioni, organizzazioni internazionali, Terzo settore, imprese e società civile sono chiamati a costruire nuove alleanze. Anche il mondo del Rotary, da sempre impegnato nel servizio alla comunità e nell’equità.
Il Presidente Sergio Martuscelli: “Dalla solidarietà alla costruzione di soluzioni”.
Il Presidente Sergio Martuscelli, del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti,  esprime una profonda condivisione delle riflessioni emerse dall’intervista a Francesca
Felici.
“La povertà alimentare – sottolinea il Presidente Martuscelli – non può essere  considerata soltanto come un’emergenza alla quale rispondere distribuendo cibo. La  solidarietà è indispensabile e rappresenta uno dei valori più alti dell’impegno umano e
rotariano, ma dobbiamo avere anche la capacità di guardare oltre l’emergenza e  interrogarci sulle cause che generano la vulnerabilità”.
“Garantire l’accesso a un’alimentazione sana e adeguata significa difendere la dignità  della persona. Significa riconoscere che il cibo non è soltanto nutrimento, ma salute,  libertà di scelta, cultura, relazione e partecipazione alla vita della comunità”.
Per il Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, la sfida deve essere  quella di trasformare la solidarietà immediata in una progettualità sempre più  strutturata e sostenibile.
“Il Rotary, grazie alla sua dimensione internazionale e alla straordinaria rete di  competenze che rappresenta, può contribuire in modo significativo alla costruzione di  nuove alleanze tra istituzioni, organizzazioni internazionali, mondo accademico,
Terzo settore, imprese e comunità locali”.
“Dobbiamo lavorare – prosegue Sergio Martuscelli – affinché sempre meno persone  siano costrette a scegliere tra il cibo e gli altri bisogni essenziali della vita. Dobbiamo  contribuire a creare comunità nelle quali l’accesso a un’alimentazione sana e dignitosa  non sia un privilegio, ma una possibilità concreta per tutti”. In questa prospettiva, la lotta alla povertà alimentare può rappresentare una delle  nuove e importanti frontiere del servizio rotariano.
“Il nostro impegno deve andare oltre il pur fondamentale aiuto immediato. Dobbiamo  mettere in rete competenze, idee e risorse, promuovendo progetti capaci di prevenire  le condizioni di vulnerabilità e di restituire alle persone autonomia e libertà di scelta”. La riflessione proposta da Francesca Felici rappresenta dunque, secondo il Presidente  Martuscelli, un importante punto di partenza per un impegno più ampio e condiviso.
“Servire significa anche questo: non limitarci a intervenire sulle conseguenze di un  problema, ma impegnarci per comprenderne le cause e contribuire a costruire  soluzioni durature”. Perché, come sottolinea il Presidente del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti “nessuna persona dovrebbe essere costretta a dipendere esclusivamente dalla  solidarietà altrui per poter accedere a un’alimentazione adeguata. La vera  solidarietà è anche quella che crea le condizioni affinché ogni persona possa vivere con dignità, autonomia e libertà”.

Quando il mondo perse l’ancora: la fine di Bretton Woods e la nascita dei cambi fluttuanti

In un’economia dove merci, capitali e persone attraversano continuamente le frontiere, il cambio tra valute non è un dettaglio tecnico: è la misura della fiducia reciproca tra sistemi economici. Se una valuta oscilla troppo, ogni scambio internazionale diventa una scommessa. Un’azienda che esporta non sa quanto incasserà davvero una volta convertiti i ricavi; un governo non può prevedere quanto gli costerà il petrolio il mese successivo; un agricoltore non sa se il prezzo dei suoi prodotti verrà spazzato via da una svalutazione improvvisa altrove. Le oscillazioni valutarie violente sono come raffiche di vento capaci di far vacillare un intero mercato.

È per questo che gli Stati, da sempre, inseguono la stabilità dei cambi: perché la prevedibilità è la base di ogni decisione economica di lungo periodo. Con cambi stabili i prezzi restano coerenti, gli investimenti diventano calcolabili, i contratti internazionali smettono di essere scommesse. Si evita, soprattutto, che un Paese cerchi un vantaggio competitivo svalutando artificialmente la propria moneta, innescando ritorsioni a catena capaci di logorare la cooperazione economica internazionale.

Nel luglio 1944, con la guerra ancora in corso, delegati di 44 nazioni si riunirono in un angolo isolato del New Hampshire, tra i monti Bianchi: Bretton Woods. L’obiettivo era ricostruire l’economia mondiale su basi stabili, evitando il ripetersi delle tempeste monetarie che, negli anni Trenta, avevano contribuito alla Grande Depressione e all’ascesa dei totalitarismi. L’architettura concordata era semplice quanto ambiziosa: il prezzo dell’oro fissato a 35 dollari l’oncia troy (circa 31,1 grammi d’oro), con il dollaro unico ancorato all’oro e tutte le altre valute agganciate al dollaro entro margini di oscillazione minimi.

Per un quarto di secolo il sistema resse. Washington garantiva la convertibilità dei dollari in oro; gli altri Paesi mantenevano le proprie monete entro i margini prestabiliti; il commercio internazionale ne beneficiò a lungo, proprio grazie a quella stabilità.

Verso la fine degli anni sessanta, gli Stati Uniti iniziarono a mostrare segni di affanno. La guerra del Vietnam assorbiva risorse crescenti, i programmi della Great Society ampliavano la spesa pubblica e, per finanziare entrambi, Washington preferì immettere dollari nell’economia piuttosto che alzare le tasse. Ma più dollari circolavano nel mondo, più diventava fragile la promessa di convertirli in oro a un tasso fisso: l’inflazione americana cominciò a salire, lenta ma costante, mentre le riserve auree si assottigliavano. Alcuni partner, la Francia in testa, seguita dalla Svizzera, presero a presentarsi davvero alla porta del Tesoro statunitense per chiedere l’oro dovuto in cambio dei propri dollari, come previsto dagli accordi.

Il 15 agosto 1971, senza consultare i partner internazionali dell’accordo, il presidente Richard Nixon annunciò che gli Stati Uniti avrebbero sospeso la convertibilità del dollaro in oro. Fu una decisione unilaterale, passata alla storia come “Nixon Shock”, che di fatto fece crollare l’intero sistema di Bretton Woods: da quel momento nessuna valuta rimase più ancorata a un valore fisso e il mondo entrò nell’era dei cambi fluttuanti che conosciamo ancora oggi.

Finché il dollaro restava legato all’oro e le altre monete al dollaro, i cambi erano stabili quasi per definizione: un sistema di pesi e contrappesi che impediva oscillazioni brusche. Spezzato quel legame, ogni valuta tornò a dipendere unicamente dalla fiducia dei mercati, dalle politiche interne dei singoli Paesi e dalle crisi internazionali.

 

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3 Come nascono le nuove banconote: le tappe di un percorso lungo cinque anni

4 Da Maastricht al portafoglio: come nascono (davvero) le banconote che usiamo ogni giorno

5 Un concorso anonimo e un vaso di Taranto: la vera storia del volto dell’euro

6 Perché sulle monete italiane non c’è mai scritto “1999” e chi ha scelto Dante e Leonardo

7 Quando il mondo perse l’ancora: la fine di Bretton Woods e la nascita dei cambi fluttuanti

8 Il Piano Werner: il sogno di un euro nato vent’anni troppo presto

9 Dal serpente all’euro: gli anni in cui l’Europa imparò a fidarsi delle proprie monete

10 L’euro previene le guerre? Una risposta a metà

11 L’Italia e l’euro: la storia di un ingresso mai scontato

12 La Grecia e l’euro: la parabola di un ingresso rimandato e di una bugia costata carissima

13 L’inflazione, la tassa che nessuno vota: come l’euro ha cambiato le regole del gioco

14 Luci e ombre di una moneta: il bilancio dell’euro, oltre vent’anni dopo

 

Riccardo Agresti

Concorso Letterario Teatrale “Giovane Testo Teatrale 2025”: trionfa Lorenzo Gabriel Paoletti con “L’ultima firma”

Comunicato stampa

Si sono conclusi i lavori di valutazione del concorso letterario gratuito “Giovane Testo Teatrale 2025”, promosso dall’associazione IL PASSO APS – ETS e riservato ai giovani residenti nella Regione Lazio tra i 16 e i 32 anni. La giuria, al termine dell’esame anonimo dei copioni in gara, ha decretato i vincitori di un’iniziativa nata per valorizzare la nuova drammaturgia e offrire spazio alle giovani voci emergenti del territorio.

Il podio dei vincitori

Ad aggiudicarsi il primo premio (1.000 euro) è stato il ventottenne Lorenzo Gabriel Paoletti (di Montefiascone) con l’opera “L’ultima firma”. Il testo si è distinto per la solidità della scrittura e la forte efficacia scenica, capaci di trasformare una vicenda familiare in un intenso conflitto psicologico e simbolico.

Il secondo posto (500 euro) è andato al ventenne Leonardo Sodano (di Latina) con “L’oro dei Matti”, apprezzato per l’originalità e il linguaggio crudo e realistico nel raccontare uno spaccato corale delle periferie giovanili.

Al terzo posto paritario (premio di 200 euro diviso ex aequo) si sono classificati due giovani drammaturghi:

·      Michele Colonnelli (28 anni, di Acquapendente) con “Mondo Nuovo”, un’opera incentrata sul tema della sostenibilità e strutturata con grande sensibilità per il teatro civile, di comunità e per ragazzi.

·      Sharon Mattia Cannamela (27 anni, di Bracciano) con “La Rimpatriata”, un avvincente ed originale “giallo teatrale” caratterizzato da un ricco intreccio narrativo e tensione drammatica.

La Commissione ha espresso una menzione e un ringraziamento di merito anche a tutti gli altri giovani autori che hanno partecipato inviando i loro testi.

Un percorso rigoroso e partecipato

Promosso dall’associazione IL PASSO APS/ETS, il concorso ha visto una sinergia diffusa su tutto il territorio laziale, grazie alla collaborazione con la rete delle Biblioteche Comunali (tra cui la Biblioteca “Angela Zucconi” di Anguillara Sabazia e la “Bartolomea Orsini” di Bracciano), l’Unione Italiana Libero Teatro (UILT) e le realtà teatrali locali. L’iniziativa è stata sostenuta anche dalle donazioni del Museo Leonardo da Vinci di Piazza del Popolo e della Casa Vacanza “Nonna Papera” di Bassano Romano.

I copioni sono stati valutati in forma strettamente anonima da una Commissione qualificata composta da Carlo Beciani (Presidente), Monica Sala (L’Agone), Veronica Liberale (scrittrice), Marco Danè (regista), Barbara Caradonna (Biblioteca Comunale di Anguillara Sabazia), Fabrizio Catarci (Ass.ne Culturale l’Acquario – UILT) e Alessandro Minore (Museo Leonardo da Vinci), con la verbalizzazione a cura di Maria Immacolata Burgiò.

I criteri d’esame hanno preso in considerazione la rappresentabilità teatrale, l’originalità, la forma ed espressività, la qualità del linguaggio e dei dialoghi, oltre al gradimento generale.

La cerimonia di premiazione

La cerimonia ufficiale di premiazione – durante la quale verranno consegnati gli attestati e i premi in denaro – si terrà ad Anguillara Sabazia, in data e sede che saranno definite in accordo con l’Amministrazione Comunale. All’evento prenderanno parte i vincitori, i giurati, le autorità locali e i partner del progetto.

Cerveteri, nuovi controlli sulla Quercia Monumentale di Largo Almunecar

Comunicato stampa

Nuovi controlli sulla Quercia Monumentale di Largo Almunecar, in località Madonna dei Canneti, uno degli alberi più importanti del patrimonio verde di Cerveteri. Si tratta di una roverella secolare, una specie di quercia che nel tempo è diventata un vero punto di riferimento per la comunità cittadina.

Mercoledì 2 settembre, le squadre tecniche della Multiservizi Caerite hanno effettuato una nuova ispezione, con verifiche in quota e approfondimenti finalizzati a valutare le condizioni dell’albero.

«La gestione del verde urbano richiede conoscenze specialistiche, monitoraggio e interventi calibrati sulle caratteristiche di ciascun esemplare» – ha spiegato Linda Ferretti, Direttore Generale della Multiservizi Caerite.

La valutazione delle condizioni di stabilità di un albero deve infatti tener conto degli aspetti fisiologici, morfologici e biomeccanici della pianta, insieme alle condizioni ambientali e agli effetti prodotti nel tempo dalla presenza dell’uomo. «È questo il lavoro che stiamo portando avanti anche sulla Quercia di Largo Almunecar – ha spiegato Linda Ferretti – con l’obiettivo di conservarla nel tempo nelle migliori condizioni possibili e ridurre il più possibile i fattori di rischio. L’obiettivo è garantire una gestione attenta e continuativa, capace di conservare e valorizzare il nostro patrimonio arboreo».

Nel corso dell’ispezione in quota (grazie ad un mezzo con cestello elevatore) è stata realizzata anche un’indagine tomografica su diversi punti “sensibili” della pianta ed in particolare sui consolidamenti realizzati nel 2020, quando la roverella fu sottoposta a interventi di ancoraggio. La tomografia è una tecnica che consente di approfondire lo stato interno del legno e di valutare le condizioni di stabilità. Le verifiche hanno confermato il buono stato della pianta e permesso di valutare l’implementazione di eventuali misure di sicurezza.

«Alberi straordinari come la nostra Quercia Secolare non sono soltanto elementi del paesaggio, ma fanno parte della storia e dell’identità della nostra città – ha dichiarato l’Amministratore Unico Alessio Pascucci –. Il nostro compito è creare le condizioni perché la convivenza tra persone e verde urbano sia sempre più consapevole, sicura e rispettosa del valore che questo patrimonio rappresenta per la comunità».

La roverella, alta circa 20 metri e con un fusto dalla circonferenza di circa 420 centimetri, è classificata come Albero Monumentale d’Italia ed è censita con il numero 1 nel Catasto delle Alberature del Comune di Cerveteri. Nel corso della sua lunga vita ha subito pochissimi interventi da parte dell’uomo, conservando pressoché intatta la propria struttura e adattandosi alla progressiva urbanizzazione dell’area circostante.

OPERACAMION, TORQUATI – MARCHISIO (MUN.XV): “IL 15 SETTEMBRE TEATRO DELL’OPERA A CESANO CON SPETTACOLO GRATUITO”

Comunicato stampa

“Dopo il successo dello scorso anno a La Storta, il prossimo 15 settembre alle ore 20.00 OperaCamion farà tappa a Cesano con il Barbiere di Siviglia.

Il progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura che da maggio scorso sta raggiungendo le periferie dei quindici municipi, quest’anno per il nostro territorio propone lo spettacolo gratuito al parcheggio di via della Stazione di Cesano. Come anche per lo scorso anno, basterà portarsi una sedia da casa per assistere all’opera lirica del camion palcoscenico.

Siamo davvero felici di poter ospitare OperaCamion per il secondo anno consecutivo. Lo scorso anno centinaia di persone hanno assistito allo spettacolo andato in scena a La Storta; una serata davvero emozionante che ha raccolto nello stesso spazio pubblico generazioni diverse che insieme hanno condiviso la bellezza dell’arte sotto casa. Come amministrazione municipale condividiamo con OperaCamion l’idea di un piano culturale condiviso, che possa raggiungere i tanti cittadini dei nostri quartieri, anche quelli meno centrali.

Ringraziamo Roma Capitale con l’Assessorato alla Cultura e il Teatro dell’Opera di Roma per questa nuova opportunità.”

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora alla Cultura e alla Scuola, Tatiana Marchisio.

Arriva in Italia il record di nuoto continuativo in acque libere: il medico e sportivo Marco Fratini ha nuotato 170 km senza mai fermarsi in poco meno di 72 ore

Comunicato stampa

Ieri pomeriggio si è conclusa Infinity Swim, l’impresa sportiva e di solidarietà che ha visto protagonista il medico e nuotatore umbro Marco Fratini: dopo essersi tuffato alle 18 di giovedì 3 settembre, ha di nuovo messo piede a terra alle 18 di domenica 6 battendo così il record del mondo di nuotata continuativa in acque libere, percorrendo 170 km in 72 ore senza mai toccare terra o appoggiarsi alle barche di supporto. La nuotata da record è stata compiuta nel lago di Bracciano, dove è stato creato un circuito a triangolo con boe di misurazione posizionate sui moli di Bracciano, Anguillara e Trevignano Romano. L’impresa è stata certificata dalla Federazione Italiana Cronometristi.
Dopo aver messo a segno alcune nuotate da record, come la 100 km no-stop in vasca corta nel 2020 realizzata alla Piscina Pellini di Perugia, nonché a seguito dell’impresa mai tentata prima di compiere il periplo del Lago di Garda senza pause, iniziativa compiuta nel 2023, ora Fratini ha compiuto qualcosa che sfida i limiti del corpo umano. Il medico ha nuotato per tre giorni senza fermarsi se non per le piccole pause “tecniche” che gli hanno permesso di alimentarsi e di poter riposare, grazie a “micro-sonni” indotti con l’ipnosi. Tutto questo senza potersi sorreggere a qualcosa di galleggiante, pena la decadenza del record. Il progetto ha ottenuto un importantissimo riconoscimento scientifico grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, coordinata dal Prof. Alessandro Scotto Di Palumbo, il cui team di scienziati e ricercatori ha monitorato i parametri fisiologici dell’atleta sia negli allenamenti che durante la prova, per studiare i limiti della resistenza umana in condizioni estreme.
L’evento Infinity Swim, seppur mosso dal personale desiderio di raggiungere un traguardo mai centrato prima da nessuno, è profondamente legato a una raccolta fondi per scopo benefico, come del resto è sempre stato per tutte le altre imprese compiute dallo sportivo umbro. Anche in questo caso è stata attivata una raccolta fondi che verrà devoluta alla Sezione Provinciale AISM di Roma (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e all’Associazione 6 Luglio, creata da Diego e Silvia dopo la prematura scomparsa per leucemia della loro giovanissima figlia.
«La “Nuotata infinita” di Marco Fratini diventa per AISM e per le persone con Sclerosi Multipla un potente messaggio di speranza: la speranza in un futuro migliore, fatto di nuove scoperte, nuove terapie e di una vita sempre più libera dalla Sclerosi Multipla. Marco ci ha ricordato che con impegno, costanza e fiducia ogni traguardo può essere raggiunto, soprattutto quando tante persone scelgono, INSIEME, di non fermarsi. Proprio come Marco ha raggiunto il suo obiettivo INSIEME al suo team, anche AISM procede INSIEME ai suoi ricercatori, perché dietro ogni risultato e ogni passo avanti ci sono persone, storie, famiglie, progetti, sogni e desideri. Il nostro traguardo non è soltanto raggiungere un risultato scientifico, ma costruire, INSIEME, un futuro libero dalla Sclerosi Multipla. Marco Fratini ci ha dimostrato che possiamo farcela.» dichiara Francesca Di Giovanni, Presidente AISM Roma.
I fondi per AISM Roma e il progetto SMuoviamoci
I fondi raccolti a beneficio di AISM Roma contribuiranno a potenziare SMuoviamoci, il progetto di supporto alla mobilità attraverso mezzi attrezzati rivolto alle persone con sclerosi multipla residenti nella provincia di Roma per le loro necessità sanitarie. Un servizio che punta a colmare concretamente le distanze e a sostenere l’autonomia delle persone con sclerosi multipla, facilitandone gli spostamenti e l’accesso alle cure.
La raccolta fondi dedicata all’impresa di Marco Fratini è attiva sulla piattaforma “Dona con me” di AISM, con la campagna “La nuotata infinita per un mondo libero dalla sclerosi multipla”: https://donaconme.aism.it/campaign/la-nuotata-infinita-per-un-mondo-libero-dalla-scle/?utm_source=chatgpt.com
Per l’intera durata della nuotata nella piazzetta antistante il molo di Trevignano è stato allestito un “Villaggio dello sport” che ha permesso di seguire in tempo reale l’andamento della nuotata grazie a un maxischermo e sono state proposte iniziative collaterali finalizzate a sensibilizzare verso uno stile di vita sano e raccogliere fondi per le associazioni benefiche coinvolte. Grazie a un tracciamento GPS anche da remoto è stato possibile seguire in tempo reale l’impresa, con decine di migliaia di contatti online giunti non solo dall’Italia ma da molte aree del mondo. Per realizzare un evento di tale portata è stata coinvolta l’associazione “Nuotando con Amore”, attiva da anni nel settore, con il presidente Luciano Vietri che si è occupato del coordinamento tecnico attraverso la società SwimmingTravel.
L’evento vanta il patrocinio dei Comuni di Bracciano, Trevignano Romano, Anguillara Sabazia e Perugia, quello del Parco nazionale Bracciano Martignano, dell’ente Asi – Associazioni sportive sociali italiane. L’impresa è stata resa possibile anche dal sostegno di vari partner privati come Precision, Officinalis, ToyMotor, Issima, Alusette, Area Sistema, FBM, Cantine Briziarelli, A Doc, Ultraswim 33.3, Phi lab, DeBoer, Swimprove, Società Canottieri Garda Salò, Baroneblu, Fisiomedical Center, ABC rurale, H2O sailing club, con la media partnership dell’emittente nazionale Radio Bruno.

“La Stagione delle Parole Nuove” torna in scena e conquista il pubblico

Comunicato stampa

È tornato in scena lo scorso sabato “La Stagione delle Parole Nuove”, lo spettacolo teatrale della Pro Loco cittadina dedicato all’Italia degli anni Sessanta, dopo la prima rappresentazione al Parco dei Martiri delle Foibe, nell’ambito della rassegna Dal Mito alla Storia.

Una serata partecipata e coinvolgente, durante la quale il pubblico ha seguito con attenzione un percorso fatto di parole, musica, immagini, ricordi e avvenimenti, ritrovando sul palcoscenico l’atmosfera di un decennio che ha rappresentato una stagione di grandi trasformazioni sociali e culturali.

Particolarmente calorosa è stata la partecipazione agli sketch ispirati a Carosello, che hanno riportato in scena personaggi, situazioni e quel linguaggio televisivo capace di evocare immediatamente un pezzo della memoria collettiva. I sorrisi e le reazioni del pubblico hanno accompagnato questi momenti di leggerezza, creando un piacevole gioco di riconoscimento tra
palcoscenico e platea. Accanto all’ironia e alla nostalgia, lo spettacolo ha proposto anche momenti più intensi, affidati ai
dialoghi e alle storie che raccontano i cambiamenti di quegli anni, quando mutavano il linguaggio, i costumi, le aspirazioni e il modo stesso di guardare al futuro.

Civitavecchia

A suscitare particolare attenzione sono state anche le notizie tratte dai telegiornali dell’epoca, che hanno riportato davanti agli occhi degli spettatori avvenimenti e immagini di una storia forse in parte dimenticata. Un ritorno al passato che ha permesso di rileggere quel decennio non soltanto attraverso la nostalgia, ma anche attraverso gli eventi e le profonde trasformazioni che stavano cambiando l’Italia e il mondo.

È proprio questo intreccio tra memoria personale e memoria collettiva a costituire la forza dello spettacolo: per chi quegli anni li ha vissuti, l’occasione di ritrovare volti, suoni, parole e atmosfere; per le generazioni più giovani, la possibilità di avvicinarsi a una stagione della storia italiana attraverso un linguaggio immediato e coinvolgente come quello teatrale.

Al centro rimane il tema delle “parole nuove”, quelle parole che negli anni Sessanta iniziarono a raccontare una società diversa, le sue aspirazioni, le sue conquiste, le sue contraddizioni e la voglia di cambiamento.

A dare corpo e voce a questo viaggio sono stati gli Attori della Pro Loco, ai quali va un sentito ringraziamento per l’impegno, la passione e l’entusiasmo con cui hanno affrontato il lavoro. Con la loro interpretazione hanno saputo dare vita a personaggi e situazioni diverse, passando con naturalezza dai momenti più ironici a quelli più intensi e contribuendo a creare un vero spettacolo corale. Un ringraziamento particolare va ai registi Francesco Angeloni e Antonio Biso, che hanno guidato
il lavoro con passione e sensibilità, costruendo una narrazione capace di alternare leggerezza, emozione e memoria e di restituire al pubblico il clima di un’epoca così ricca di cambiamenti.

La Pro Loco desidera inoltre ringraziare la Fondazione Bancale per aver ospitato la serata e per la disponibilità dimostrata, lo staff di Excalibur per la preziosa collaborazione e Pietro Giorgetti per il suo contributo alla realizzazione dell’iniziativa.
Un grazie speciale va infine al pubblico, che con la propria presenza e partecipazione ha reso la serata ancora più significativa. Gli applausi e le reazioni durante lo spettacolo hanno confermato quanto una storia raccontata attraverso il teatro possa ancora oggi creare un legame forte tra generazioni e trasformare la memoria in un’esperienza condivisa.

Il Presidente
Maria Cristina Ciaffi