Dal profilo Facebook di Massimo Guitarrini
𝗨𝗡 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢 È 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 È 𝗔𝗖𝗖𝗘𝗦𝗦𝗜𝗕𝗜𝗟𝗘 𝗔 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜
A Manziana nasce il nuovo coworking comunale: lavoro, studio e informazione in un unico spazio
Un luogo pensato per chi studia, lavora da remoto o ha semplicemente bisogno di un ambiente tranquillo e attrezzato in cui svolgere la propria attività. Da settembre il Centro Culturale “Lucio Dalla”, l’ex mattatoio comunale di via Mazzini, amplierà la propria offerta con un nuovo spazio di coworking, un servizio aperto a tutti – residenti e non – rivolto a studenti, professionisti e lavoratori.
Il coworking metterà a disposizione nove postazioni complete di scrivania, seduta e lampada, oltre a una connessione Wi-Fi stabile e veloce. Nello spazio comune sarà inoltre presente una postazione dedicata alla consultazione online dei principali quotidiani nazionali, tra cui Repubblica, Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera e i relativi supplementi.
Le postazioni saranno disponibili fino a esaurimento posti e potranno essere utilizzate dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14. L’abbonamento, al costo di 10 euro al mese, potrà essere sottoscritto con formula mensile o annuale presso l’Ufficio Tecnico comunale in Largo Fara, dove verrà rilasciato anche il codice personale per l’accesso alla struttura.
Per presentare il nuovo servizio è già in programma un open day per il mese di settembre, durante il quale sarà possibile visitare gli spazi e conoscere nel dettaglio modalità di accesso e iscrizione.
«Con questo spazio vogliamo mettere a disposizione della comunità un servizio innovativo che a Manziana finora non esisteva – dichiara il Sindaco Alessio Telloni – è un investimento sulla qualità dei servizi e sulla capacità del nostro paese di rispondere ai nuovi modi di studiare e lavorare».
Il nuovo coworking rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione del Centro Culturale “Lucio Dalla”, che amplia così la propria funzione, affiancando alle attività culturali un servizio concreto e innovativo a disposizione della comunità.
CONTAMINAZIONI – SGUARDI D’OMBRA E DI LUCE
Comunicato stampa
Due serate diverse, unite dallo stesso filo: arte, emozione e solidarietà.
11 settembre – ore 18:30
Da Dea a Donna
Un viaggio tra danza e poesia, accompagnato da apericena.
13 settembre – ore 19:00
Sguardi d’Ombra e di Luce
Una serata di teatro e parole, con aperitivo di benvenuto.
L’offerta minima complessiva è di 25,00 € e comprende entrambe le serate.
È necessaria la prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni:
WhatsApp 352 29 84 303
Email retelia.libereinsieme@gmail.com
Per il pagamento tramite bonifico:
Intestatario: Rete LIA – Associazioni di Donne
IBAN: IT91H0832738941000000003580
Causale: Offerta per Fondo in occasione di Contaminazioni
Ci farà molto piacere condividere con voi questi due momenti e trasformare ancora una volta la partecipazione in un aiuto concreto.
Entra in funzione la videosorveglianza al Borgo di Ceri
Comunicato stampa
Il Vicesindaco di Cerveteri e Assessore alla Polizia Locale Riccardo Ferri: “Videocamera che si andrà ad inserire nel sistema di videosorveglianza comunale già attivo”
“Si sono ultimate nei giorni scorsi le attività di installazione e attivazione della telecamera di videosorveglianza del Borgo di Ceri. Un piccolo ma importante deterrente contro possibili atti predatori, uno strumento per aumentare la sicurezza di residenti e visitatori del Borgo”. Ad annunciarlo è Riccardo Ferri, Vicesindaco e Assessore alla Polizia del Comune di Cerveteri.
“L’entrata in funzione della videosorveglianza nel Borgo di Ceri era un impegno che avevamo preso con gli abitanti di questa Frazione – ha aggiunto il Vicesindaco Riccardo Ferri – questa nuova telecamera si andrà ad inserire nel sistema di video sorveglianza comunale già attivo. In caso di necessità, le immagini saranno visionate direttamente dalla nostra Polizia Locale e ove richiesto saranno chiaramente a disposizione di tutte le Forze dell’Ordine”.
“Un piccolo ma importante segnale l’installazione della telecamera a Ceri – conclude Ferri – un piccolo Borgo ricco di storia e tradizione, anche importante meta turistica, dove insistono un Santuario e diverse attività commerciali e ricettive, che spero ora possa sentirsi un po più tutelato e sicuro”.

Una serata di musica live in ricordo di Bricchio Frosi, venerdì 4 settembre all’Etruria Village di Campo di Mare
Comunicato stampa
Le sindache e i sindaci del Lazio contro la propaganda di Rocca sulla sanità
Lo scorso 29 luglio, in Consiglio Regionale, durante una seduta straordinaria sullo stato della sanità regionale, è stato messo a nudo ancora una volta il fallimento politico e gestionale della Giunta guidata da Francesco Rocca sulla materia. Decine di sindache e sindaci del Lazio, indossando la fascia tricolore, hanno preso parte ad un presidio di protesta per denunciare quella che si sta profilando come una vera e propria beffa ai danni delle comunità locali: la trasformazione della riforma della sanità territoriale in una mera passerella propagandistica.
Al centro del dibattito c’è stato l’utilizzo degli 1,7 miliardi di euro stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), un’opportunità storica e irripetibile destinata a rivoluzionare la medicina di prossimità e a decongestionare i pronto soccorso drammaticamente al collasso. Tuttavia, l’operato della giunta di centrodestra sta traducendo questo enorme flusso di risorse finanziarie in un’impalcatura priva di sostanza, fatta di tagli di nastro sfavillanti a cui non corrisponde alcuna erogazione reale di servizi sanitari.
Le Case della Comunità rischiano seriamente di rivelarsi scenografie vuote e cattedrali nel deserto, poiché l’amministrazione regionale si è limitata a ristrutturare o edificare i contenitori murari dimenticandosi completamente del contenuto, ovvero il personale medico, infermieristico e socio-sanitario indispensabile per far funzionare i presidi. Le testimonianze degli amministratori e delle amministratici locali fotografano una realtà diffusa e insostenibile che attanaglia sia le grandi città sia le aree interne della regione. Emerge infatti con chiarezza la distanza siderale tra gli slogan della Regione e la quotidianità dei cittadini.
Mancano i medici di medicina generale integrati, difettano le infrastrutture tecnologiche e la connettività di rete necessaria per gestire le cartelle cliniche e la telemedicina, e manca soprattutto un disegno strategico in grado di coordinare la rete territoriale con la rete ospedaliera. Questa gravissima carenza di visione strategica spinge le persone più fragili e con minori disponibilità economiche verso la rinuncia alle cure o verso il ricorso forzato alla sanità privata a pagamento.
A confermare il drammatico stato di sofferenza del settore è stato paradossalmente lo stesso ministro della Salute del governo di centrodestra, Orazio Schillaci, che ha recentemente lanciato un chiaro allarme affermando che senza un incremento urgente di almeno 5 miliardi di euro il Sistema Sanitario Nazionale rischia inevitabilmente di andare a sbattere. Un cortocircuito politico imbarazzante, dove persino i vertici nazionali ammettono la gravità di una crisi che le politiche locali di destra continuano a ignorare o a mascherare con la propaganda, mentre le risorse pubbliche vengono drammaticamente dirottate verso altre questioni.
La sanità pubblica non è un palcoscenico per passerelle elettorali né un’azienda da depotenziare per favorire la privatizzazione strisciante, ma rappresenta il pilastro fondamentale della coesione sociale e della democrazia. Cittadini e amministratori locali chiedono a gran voce un’immediata inversione di rotta: servono sblocco del turnover, assunzioni stabili di medici e infermieri, investimenti strutturali e una vera programmazione che rimetta la persona e le sue fragilità al centro delle politiche pubbliche del Lazio.
Non siamo disposti a fare da spettatori al progressivo smantellamento del diritto alla salute sui propri territori e in Consiglio il Partito Democratico farà la sua parte. Difendere la sanità pubblica significa battersi per un sistema universalistico, equo e accessibile a tutti, indipendentemente dal censo o dal comune di residenza, ed è proprio da questa mobilitazione unitaria che parte il segnale inequivocabile rivolto alla Giunta Rocca: il tempo delle promesse a vuoto è finito, servono risposte immediate, risorse concrete e dignità per i pazienti.
Caldo afoso? Per fortuna che c’è il lago
Il caldo dal quale siamo pervasi in questa lunga stagione è alquanto insidioso e a dir poco scomodo soprattutto per anziani, fragili e bambini ma anche per in nostri animali domestici. Il ministero della salute stila dieci punti da seguire per far fronte alle insidie del caldo. Tra questi: non uscire nelle ore più calde ovvero tra le 11:00 e le 18:00; migliorare l’ambiente domestico e di lavoro con l’oscuramento delle finestre senza togliere il passaggio dell’aria ventilatori e condizionatori; bere molti liquidi; moderare l’assunzione di caffeina ed evitare alcolici; praticare un alimentazione controllata con il consumo di molta frutta e controllare lo stato degli alimenti; vestire comodi e leggeri ed in auto ricordarsi di ventilare l’abitacolo; evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde; aiutare i più fragili specialmente gli anziani che vivono da soli; dissetare in abbondanza i nostri animali domestici.
Queste sono raccomandazioni che noi tutti dovremmo seguire ma per fortuna viviamo in un parco naturale meraviglioso che chi mette a disposizione non uno bensì due laghi e le cose da fare al lago sono molte. Innanzitutto refrigerarsi: una persona dopo lunghe ore di lavoro può decidere di andare a fasi un tuffo al lago in assoluta libertà, si può sostare in spiaggia con un comodo lettino e far divertire i piccolini che sguazzano e nuotano ,magari mangiando un buon gelato. Alla sera le passeggiate sono meravigliose dopo aver fatto un gustoso aperitivo si può camminare godendosi il panorama in una romantica atmosfera.
Insomma il lago da sempre ci offre fonte di svago e di refrigerio che è molto diversa dalla condizione romana che ha dovuto attivare metodi anti caldo come l’erogazione di nebulizzatori e nasoni, la creazione di una mappa di spazi pubblici gratuiti all’aperto o al chiuso e aree verdi. Sembra che le amministrazioni lacustri non abbiano voluto pronunciarsi su l’installazione di simili rimedi nei nostri paesi o su altre iniziative del genere, ma forse a noi tutto questo non serve, abbiamo spazi verdi e posti dove refrigerarci in abbondanza. Insomma i paesi lacustri da sempre offrono molte possibilità per sfuggire al caldo e affrontarlo con serenità.
Ilaria Morodei
Trevignano sceglie la coprogettazione: un nuovo modello di amministrazione condivisa
Dall’Asilo Nido “Peter Pan” una nuova modalità di costruire i servizi pubblici insieme al Terzo Settore. L’Amministrazione punta sull’innovazione tecnico-amministrativa e sull’amministrazione condivisa. Il modello sarà utilizzato anche per il futuro rilancio del Parco Giochi comunale.
Non soltanto un nuovo modello per la gestione di un servizio, ma la sperimentazione di un modo diverso di intendere il rapporto tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore e comunità.
È questa la scelta compiuta dal Comune di Trevignano Romano con l’avvio della procedura di coprogettazione per la gestione e il potenziamento dei servizi educativi dell’Asilo Nido Comunale “Peter Pan”, attraverso la manifestazione di interesse rivolta agli Enti del Terzo Settore.
L’avviso, pubblicato il 14 agosto, ha l’obiettivo di arrivare alla definizione condivisa di un progetto educativo innovativo, migliorando qualità, inclusività e accessibilità del servizio. Gli Enti del Terzo Settore saranno chiamati a collaborare attivamente con il Comune nella pianificazione delle attività educative, ludiche e assistenziali.
Ma dietro la procedura c’è una scelta che ha un significato più ampio.
La coprogettazione come innovazione amministrativa
La coprogettazione è uno degli strumenti più significativi introdotti dal Codice del Terzo Settore, in particolare dall’articolo 55 del decreto legislativo 117 del 2017.
La sua caratteristica è quella di superare, laddove ne ricorrano le condizioni, la tradizionale impostazione che vede da una parte l’Amministrazione che definisce un servizio e dall’altra un soggetto chiamato semplicemente a eseguirlo.
Con la coprogettazione cambia il paradigma: l’Amministrazione individua gli obiettivi di interesse generale e apre un procedimento nel quale le competenze, le esperienze e le risorse del Terzo Settore possono concorrere alla costruzione del progetto.
Un modello che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 131 del 2020, ha ricondotto all’“amministrazione condivisa”, evidenziando come la collaborazione tra soggetti pubblici ed Enti del Terzo Settore possa fondarsi sulla convergenza degli obiettivi e delle risorse per realizzare servizi e interventi di interesse generale, andando oltre una relazione basata sul mero scambio economico. (Corte Costituzionale)
Un’impostazione successivamente tradotta anche nelle Linee guida nazionali approvate dal Ministero del Lavoro con il DM n. 72 del 31 marzo 2021, dedicate proprio ai rapporti tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore previsti dagli articoli 55-57 del Codice. (Ministero del Lavoro)
Viola Catena: “Mettere al centro bambini, famiglie e qualità educativa”
Nel caso dell’Asilo Nido “Peter Pan”, la scelta assume innanzitutto un valore sociale ed educativo.
«Abbiamo voluto scegliere uno strumento che ci permettesse di mettere realmente al centro i bambini, le famiglie e la qualità del progetto educativo – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Viola Catena –. La coprogettazione ci consente di valorizzare le competenze e l’esperienza maturate dal Terzo Settore e, nello stesso tempo, di costruire insieme servizi capaci di rispondere ai bisogni reali della nostra comunità. Il nido non è semplicemente un servizio da garantire: è uno dei primi luoghi nei quali una comunità si prende cura dei propri bambini e sostiene concretamente le famiglie».
L’avviso comunale punta infatti espressamente al potenziamento dell’offerta educativa e al miglioramento della qualità, dell’inclusività e dell’accessibilità, anche per rispondere alle esigenze di conciliazione tra vita e lavoro delle famiglie. (Comune di Trevignano Romano)
Luca Galloni: “Innovare la Pubblica Amministrazione significa innovare anche il modo di amministrare”
Più ampio il significato politico e amministrativo attribuito alla scelta dal vicesindaco Luca Galloni.
«La coprogettazione ha per noi un valore politico e amministrativo che va ben oltre il singolo servizio – sottolinea Galloni –. Significa provare a innovare concretamente il modo di amministrare, utilizzando fino in fondo gli strumenti che il legislatore mette oggi a disposizione degli enti locali. Per troppo tempo l’innovazione nella Pubblica Amministrazione è stata identificata quasi esclusivamente con la digitalizzazione: innovare significa invece anche ripensare procedimenti, modelli organizzativi e rapporto tra istituzioni e comunità».
«La coprogettazione rappresenta proprio questo passaggio: l’Amministrazione non rinuncia al proprio ruolo e alle proprie responsabilità, ma supera una logica puramente prestazionale, costruendo, attraverso procedure trasparenti e rigorose, uno spazio nel quale pubblico e Terzo Settore possono concorrere alla definizione e alla realizzazione dell’interesse generale».
Galloni sottolinea anche un altro aspetto, quello dell’innovazione interna alla macchina amministrativa: «È una scelta che richiede capacità di innovazione anche tecnico-amministrativa da parte degli uffici, perché utilizzare strumenti nuovi è certamente più complesso che limitarsi a ripetere procedure consolidate. Ma una Pubblica Amministrazione moderna deve avere anche questa ambizione: non limitarsi ad amministrare ciò che esiste, ma sperimentare nuovi strumenti per costruire insieme alla comunità ciò che ancora non c’è».
Dal nido al Parco Giochi: il metodo diventa una scelta
Quella dell’Asilo Nido “Peter Pan” non è destinata a rimanere un’esperienza isolata.
L’intenzione dell’Amministrazione è infatti quella di valutare l’utilizzo della coprogettazione anche in altri ambiti nei quali la dimensione sociale, educativa e comunitaria assume un ruolo centrale.
Tra questi c’è il rilancio del Parco Giochi comunale, con l’obiettivo di andare oltre la semplice individuazione di un soggetto gestore e costruire invece un progetto capace di restituire piena centralità a uno dei principali luoghi di incontro di Trevignano.
L’idea è quella di un Parco sempre più vissuto da bambini, famiglie, giovani e associazioni: non soltanto un’area da mantenere e gestire, ma uno spazio della comunità, nel quale possano convivere funzioni ricreative, educative, sociali e aggregative.
Dalla gestione alla partecipazione. È qui che la coprogettazione assume il suo significato più profondo.
Non una rinuncia dell’ente pubblico alle proprie responsabilità e neppure una semplice alternativa procedurale all’appalto, ma uno strumento differente, fondato – nei casi e nei limiti previsti dalla legge – sul coinvolgimento attivo del Terzo Settore.
La stessa Corte costituzionale ha descritto questo modello come un canale di amministrazione condivisa nel quale pubblico e privato sociale possono aggregare risorse e competenze intorno a obiettivi comuni di interesse generale.
Per Trevignano, dunque, il nuovo nido rappresenta anche un banco di prova.
Perché innovare un Comune non significa soltanto renderlo più digitale. Significa anche avere la capacità di cambiare il modo nel quale l’Amministrazione pensa, progetta e costruisce le proprie politiche pubbliche.
E la coprogettazione prova a fare esattamente questo: trasformare la comunità da semplice destinataria dei servizi a soggetto che, attraverso le proprie realtà organizzate, può contribuire alla loro costruzione.
A Frascati la Scienza è (anche) Coatta
Comunicato stampa
|
|
|
|





