I consiglieri comunali Riccardo Rosolino ed Emiliano De Simone, a nome di tutto il gruppo Per Ladispoli, esprimono soddisfazione per i lavori di riqualificazione del parco cani situato nella zona Messico, tra piazza De Michelis e via Trapani all’angolo con via Fiume.
“Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento all’assessore ai Lavori Pubblici Marco Pierini e a tutto l’ufficio competente per l’intervento in corso di realizzazione, che punta a restituire ai cittadini e ai loro amici a quattro zampe uno spazio più curato, sicuro e accogliente”, dichiarano i consiglieri Rosolino e De Simone.
L’intervento prevede una serie di opere di sistemazione e miglioramento dell’area, tra cui l’installazione di una nuova rete di ferro saldata perimetrale fissata con cordoli in cemento, la pulizia completa dell’area interna, la potatura della vegetazione e una sistemazione generale del terreno.
Verranno inoltre ripitturati i muri e installata una tettoia con rete oscurante per garantire maggiore ombra durante le giornate più soleggiate.
“Un ringraziamento va anche alla ditta che ha eseguito i lavori – concludono Rosolino e De Simone – per la rapidità e l’efficienza dimostrate nell’esecuzione dell’intervento”.
Grazie a questi lavori, il parco cani tornerà ad essere uno spazio funzionale e decoroso, a disposizione dei residenti del quartiere e di tutti i cittadini di Ladispoli.
Lucattini: “Quando emerge il sospetto di un disturbo attentivo è importante effettuare una valutazione integrata, che consideri sia gli aspetti neuropsicologici sia quelli emotivi e relazionali. Da una prospettiva psicoanalitica, l’osservazione del gioco, della qualità delle relazioni e della capacità di simbolizzazione aiuta a comprendere se la difficoltà attentiva sia legata principalmente a un disturbo del neurosviluppo o anche a vissuti emotivi e dinamiche relazionali che interferiscono con la regolazione interna del bambino”.
Intervista di Marialuisa Roscino
L’ADHD è una neurodivergenza: un modo diverso in cui il cervello elabora le informazioni, gestisce gli stimoli e regola gli impulsi. Si manifesta principalmente in tre modi: disattenzione, iperattività e impulsività. Spesso ci si concentra solo sulle sfide, ma la neurodivergenza porta con sé talenti unici: bambini con capacità di trovare soluzioni creative a cui altri, magari, non pensano, con “Hyperfocus”: quando un argomento li appassiona, possono raggiungere livelli di concentrazione e competenza incredibili, con “Energia e Resilienza”: una vitalità contagiosa e una grande capacità di ripartire dopo un errore. Come supportare allora un bambino neurodivergente – ADHD? Lo vediamo, in occasione della Settimana del Cervello 2026, in questa intervista insieme alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, in modo chiaro, togliendo un po’ di quel peso che spesso accompagna questo tipo di diagnosi.
Dott.ssa Lucattini, può spiegare cos’è, nello specifico, il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) e che genere di fattori, a Suo avviso, può contribuire o amplificare la sua manifestazione?
Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è definito dalle principali classificazioni internazionali come un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà persistenti nell’attenzione, nell’autoregolazione e nel controllo degli impulsi. Le ricerche più recenti mostrano che si tratta di una condizione multifattoriale, in cui predisposizioni neurobiologiche e genetiche interagiscono con fattori ambientali e relazionali.
L’attenzione non è soltanto una funzione intellettiva, ma si costruisce anche all’interno delle prime relazioni affettive. Il bambino sviluppa progressivamente la capacità di regolare gli impulsi e di concentrarsi grazie alle esperienze di contenimento emotivo e alla qualità dei legami familiari. Quando l’ambiente è segnato da stress, conflittualità o depressione genitoriale, il bambino può rimanere in uno stato di maggiore tensione emotiva che interferisce con la concentrazione e l’apprendimento. Gli studi più recenti indicano che il clima familiare e lo stile genitoriale possono rappresentare fattori protettivi oppure amplificare le difficoltà attentive nei bambini predisposti, confermando come lo sviluppo dell’attenzione sia il risultato dell’interazione tra vulnerabilità biologiche e contesto relazionale. La prevalenza stimata dell’ADHD nei bambini è oggi intorno al 5–7% a livello globale. (Prevention Science Journal, 2024).
Quali sono i segnali precoci da non sottovalutare?
I genitori osservano spesso alcune difficoltà già nelle attività quotidiane: fatica a mantenere la concentrazione nel gioco, irrequietezza motoria, tendenza a passare rapidamente da un’attività all’altra o a distrarsi anche durante esperienze che normalmente risultano piacevoli. Un elemento importante riguarda anche la qualità della relazione con l’adulto durante il compito: alcuni bambini faticano a condividere l’attenzione, a tollerare l’attesa o a mantenere un’attività insieme all’altro.
La capacità di attenzione è strettamente legata alla regolazione degli stati emotivi. Quando il bambino non riesce a “sostare” mentalmente su un’attività o a restare fermo fisicamente, può essere segnale di una difficoltà nel modulare eccitazione, frustrazione o tensione interna. Anche incidenti frequenti, comportamenti impulsivi o una apparente “sordità” ai richiami degli adulti possono indicare una difficoltà nella regolazione degli impulsi e nell’organizzazione dell’esperienza emotiva.
È importante ricordare che ciò che appare come semplice disattenzione può talvolta rappresentare una modalità con cui il bambino esprime o gestisce stati di ansia, eccitazione o disagio che non riesce ancora ad esprime attraverso il linguaggio verbale, a parole. Per questo l’osservazione precoce è fondamentale. Studi recenti mostrano infatti che interventi strutturati, soprattutto in ambito scolastico e familiare, possono migliorare significativamente le capacità attentive e la regolazione comportamentale nei bambini con ADHD, confermando l’importanza di riconoscere e affrontare precocemente questi segnali (Frontiers in Psychology, 2025).
Dott.ssa Lucattini, supportare un bambino con ADHD o altre neurodivergenze non significa solo fargli fare terapia, ma creare anche un ambiente favorevole intorno a lui, che sia a casa, a Scuola e in posti ricreativi dove solitamente svolge delle attività, cosa può dirci al riguardo?
Quando un adulto attraversa periodi di depressione, ansia o forte sovraccarico emotivo, può diventare più difficile offrire al figlio quella stabilità affettiva che favorisce la costruzione delle funzioni di regolazione, tra cui anche l’attenzione.
Dal punto di vista psicoanalitico, i genitori svolgono una funzione di contenimento emotivo: aiutano il bambino a dare senso alle proprie esperienze interne e a modulare stati di eccitazione, frustrazione o angoscia. Se questo contenimento è fragile perché l’adulto è a sua volta sopraffatto da tristezza, irritabilità o stress, il bambino può mostrare precocemente segni di disregolazione emotiva, che talvolta si esprimono come irrequietezza, difficoltà nel gioco condiviso o nel mantenere l’attenzione.
Per questo è importante che, quando un genitore si sente in difficoltà, possa chiedere un aiuto professionale. Prendersi cura del proprio benessere psicologico non è solo un atto personale, ma anche un modo per rafforzare la qualità della relazione con il bambino, offrendo un ambiente emotivo più sicuro e prevedibile. Numerosi studi recenti indicano infatti che la qualità delle interazioni genitore-figlio e la salute mentale dei genitori svolgono un ruolo significativo nello sviluppo della regolazione emotiva e attentiva nei bambini (Child Psychiatry & Human Development, 2025).
In che modo, è possibile migliorare il livello di concentrazione nei bambini durante le attività quotidiane?
La capacità di attenzione si sviluppa gradualmente e nasce all’interno di esperienze ripetute e condivise con i genitori e le persone a cui sono legati affettivamente. Il bambino impara a concentrarsi quando può fare esperienza di tempi prevedibili, relazioni stabili e attività svolte insieme all’adulto. La presenza di routine quotidiane, un ambiente ordinato e momenti dedicati al gioco o al lavoro condiviso aiutano il bambino a interiorizzare un ritmo che sostiene la capacità di restare mentalmente su un compito.
È utile favorire attività che richiedano attenzione progressiva – come leggere, disegnare, costruire o contare – evitando una stimolazione eccessiva o il multitasking precoce. Queste esperienze permettono al bambino di organizzare meglio il pensiero e di tollerare l’attesa e la frustrazione, aspetti fondamentali per la concentrazione.
Anche la ricerca scientifica più recente conferma che abitudini stabili, attività strutturate e movimento fisico regolare favoriscono lo sviluppo delle funzioni esecutive (come scritture, lettura, calcolo, disegno, etc.), dell’autoregolazione emotiva e dell’attenzione nei bambini, in particolare quando queste esperienze sono inserite in un contesto familiare e scolastico prevedibile e di supporto (Personality and Individual Differences, 2025).
Come è possibile intervenire per aiutare e supportare un bambino che presenta un disturbo attentivo?
Quando emerge il sospetto di un disturbo attentivo è importante effettuare una valutazione integrata, che consideri sia gli aspetti neuropsicologici sia quelli emotivi e relazionali. Da una prospettiva psicoanalitica, l’osservazione del gioco, della qualità delle relazioni e della capacità di simbolizzazione aiuta a comprendere se la difficoltà attentiva sia legata principalmente a un disturbo del neurosviluppo o anche a vissuti emotivi e dinamiche relazionali che interferiscono con la regolazione interna del bambino.
L’intervento può includere percorsi di riabilitazione neuropsicologica, psicoterapia psicodinamica o psicoanalitica infantile e, quando necessario, un lavoro di sostegno ai genitori. L’attenzione, infatti, si sviluppa anche grazie all’esperienza di contenimento emotivo: quando il bambino si sente sostenuto da adulti prevedibili e capaci di modulare gli stati affettivi, diventa più facile organizzare il pensiero e mantenere la concentrazione.
Le ricerche più recenti confermano che gli interventi risultano più efficaci quando integrano regolazione emotiva, supporto genitoriale e organizzazione dell’ambiente di vita, perché agiscono proprio sui processi di autoregolazione che sostengono l’attenzione (The Journal of Child Psychology and Psychiatry, 2026).
Quali consigli si sente di dare ai genitori?
-Osservare con attenzione senza allarmarsi. Se un bambino mostra difficoltà persistenti di concentrazione, impulsività o irrequietezza, meno frequente nelle bambine, è utile notare quando e in quali situazioni si manifestano. Non tutti i bambini vivaci hanno un disturbo da ADHD, ma segnali che durano nel tempo meritano attenzione;
-Rivolgersi a specialisti per una valutazione accurata. In presenza di dubbi è importante richiedere una valutazione specialistica, preferibilmente integrata tra neuropsichiatria infantile e psicologia clinica, per comprendere gli aspetti intellettivi, emotivi e relazionali del bambino per arrivare una diagnosi corretta;
-Costruire un ambiente quotidiano stabile e prevedibile. Routine chiare, tempi regolari per studio, gioco e riposo e attività svolte insieme all’adulto aiutano il bambino a sviluppare gradualmente la capacità di concentrazione e di autoregolazione;
-Collaborare con la scuola e, se necessario, predisporre un PDP. Quando le difficoltà attentive interferiscono con l’apprendimento, è utile lavorare insieme agli insegnanti per creare strategie didattiche adeguate e, se indicato, attivare un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che aiuti il bambino a esprimere al meglio le proprie capacità ed a esprimersi liberamente;
-Affiancare il bambino con percorsi terapeutici adeguati. Gli interventi possono includere supporto psicologico e psicoanalitico, riabilitazione neuropsicologica, parent training e, quando necessario, trattamenti farmacologici. Il lavoro con i genitori è fondamentale perché un ambiente emotivamente caloroso e costante, favorisce lo sviluppo dell’attenzione e della regolazione emotiva del bambino.
Il Partito Democratico di Civitavecchia richiama l’attenzione su una criticità che riguarda l’offerta sanitaria del territorio: l’assenza, ormai da tempo, della prestazione di uroflussometria presso gli ambulatori pubblici cittadini della ex palazzina della scuola infermieri.
L’uroflussometria è un esame diagnostico semplice e non invasivo, utilizzato nella valutazione di disturbi urinari molto diffusi e normalmente inserito nell’offerta territoriale dei servizi urologici.
La mancata erogazione di questa prestazione a Civitavecchia produce conseguenze concrete per i cittadini: da un lato il mancato utilizzo di una strumentazione sanitaria già presente nelle strutture pubbliche locali, dall’altro la necessità per molti pazienti di rivolgersi al privato o di spostarsi verso altri presidi sanitari del territorio aziendale per effettuare un accertamento che dovrebbe poter essere garantito anche nella nostra città.
In una fase in cui il rafforzamento della sanità territoriale rappresenta una priorità per la qualità della vita delle comunità locali, riteniamo importante che la ASL Roma 4 possa valutare le condizioni per il ripristino della prestazione anche presso le strutture pubbliche di Civitavecchia.
Garantire servizi diagnostici di base direttamente sul territorio significa rendere più accessibile il diritto alla salute e rafforzare concretamente il ruolo della sanità pubblica nella vita quotidiana dei cittadini.
Nursing Up: gli infermieri tra le categorie più colpite dalle aggressioni nell’intero mondo del lavoro. Nel 2025 episodi in aumento del +4%, oltre 130mila casi tra denunce e sommerso.
De Palma: «Emergenza sociale! L’Italia tra i Paesi con la più alta incidenza di aggressioni nelle corsie».
Gli infermieri rappresentano oggi la categoria più colpita dalle aggressioni nel sistema sanitario italiano e tra le più esposte alla violenza nell’intero mondo del lavoro. Nel 2025 gli episodi hanno superato quota 130mila casi l’anno, tra denunce e sommerso, con un aumento del 4% rispetto ai circa 125mila episodi registrati negli anni precedenti.
Il dato emerge da un’analisi del sindacato Nursing Up elaborata in occasione della Giornata contro la violenza sui professionisti sanitari sulla base dei dati INAIL, della ricerca scientifica CEASE-IT coordinata dall’Università di Genova e del confronto con i più recenti report regionali sulla sicurezza nelle strutture sanitarie.
Secondo le analisi citate dal sindacato, la sanità è il settore con la più alta incidenza di violenza occupazionale, arrivando a concentrare fino al 73% degli infortuni non mortali legati a episodi di aggressione sul lavoro. Studi pubblicati sulla rivista internazionale Healthcare indicano inoltre che il 76,6% degli episodi di violenza nelle strutture sanitarie coinvolge personale infermieristico.
Il confronto europeo evidenzia una criticità particolarmente marcata nel nostro Paese. L’incidenza delle aggressioni sugli infermieri in Italia supera il 27%, mentre in Francia si attesta attorno al 12%, in Germania tra 10% e 12%, nel Regno Unito intorno al 15% e nei Paesi Bassi circa al 7%.
«La violenza contro gli infermieri e tutti gli altri professionisti sanitari non è più episodica – afferma Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up –. I dati indicano una crescita costante del fenomeno e un’incidenza che nel nostro Paese è tra le più alte in Europa».
Secondo il sindacato, le aggressioni colpiscono soprattutto i contesti più critici: reparti psichiatrici (circa 36% degli episodi), pronto soccorso (28%) e servizi di emergenza territoriale, in particolare il 118 (14%).
Sicurezza negli ospedali: norme insufficienti e tutele ancora deboli
Secondo Nursing Up, nonostante l’approvazione della Legge 14 agosto 2020 n.113, che ha rafforzato le tutele penali contro le aggressioni al personale sanitario intervenendo anche sull’articolo 583-quater del codice penale, le misure adottate finora hanno inciso soprattutto sul piano repressivo e non sulla prevenzione.
Il sindacato evidenzia come in molte strutture la sicurezza venga spesso affidata a strumenti come pulsanti antipanico, braccialetti di allarme e sistemi di videosorveglianza, considerati insufficienti ad affrontare le cause strutturali della violenza nei reparti.
Restano inoltre aperti i nodi della tutela legale degli operatori sanitari – poiché la normativa non prevede l’obbligo per le aziende sanitarie di costituirsi parte civile nei processi per aggressione – e delle condizioni di lavoro nei turni notturni, quando gli infermieri operano spesso con organici ridotti e senza una presenza costante delle forze dell’ordine.
Troppo spesso gli infermieri sono abbandonati a se stessi, in particolare negli orari notturni, laddove viene a mancare la presenza di forze dell’ordine. A questo si aggiunge il limite operativo della vigilanza privata, che secondo il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Regio Decreto 773/1931) è finalizzata principalmente alla tutela dei beni e del patrimonio delle strutture e non può sostituire l’intervento delle forze di polizia nei contesti più critici.
«L’inasprimento delle pene è importante ma intervenire dopo l’aggressione, a violenza drammaticamente consumata, non sradica il triste fenomeno alla radice – osserva De Palma –. Il vero problema è impedire che questi episodi avvengano».
Il Nursing Up chiede quindi misure strutturali per la sicurezza nei reparti, organici adeguati e una tutela legale più forte per il personale sanitario.
«Difendere gli infermieri significa difendere l’intero sistema sanitario – conclude De Palma –. Servono sicurezza reale nei reparti, organici adeguati e norme che tutelino davvero chi lavora ogni giorno per curare i cittadini».
Si è svolta questo pomeriggio, davanti alla Caserma Stegher, la cerimonia ufficiale di inaugurazione del nuovo mezzo attrezzato per il trasporto di persone con disabilità, realizzato nell’ambito del progetto PulminoAmico e destinato alla A.G.A. Società Cooperativa Sociale Onlus.
Alla cerimonia hanno preso parte l’Assessora ai Servizi Sociali, Antonella Maucioni, il presidente della cooperativa Carlo Marcomeni ed altri rappresentanti delle realtà che hanno sostenuto il progetto.
Nel corso dell’iniziativa, è stato presentato il nuovo automezzo, un Fiat Doblò XL tetto alto appositamente attrezzato per garantire il trasporto di persone con mobilità ridotta. La cerimonia è stata anche l’occasione per consegnare targhe di ringraziamento alle aziende e ai soggetti che, con il loro contributo e con il loro impegno di responsabilità sociale, hanno reso possibile la realizzazione del progetto.
«Questo mezzo rappresenta molto più di un semplice veicolo – ha riferito il Sindaco Marco Piendibene – in quanto rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le persone con disabilità e verso le loro famiglie. Progetti come questo dimostrano quanto sia importante la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e mondo imprenditoriale per costruire una comunità più inclusiva e solidale».
«Garantire servizi di mobilità accessibile – ha aggiunto l’Assessora ai Servizi Sociali Antonella Maucioni – significa offrire opportunità di partecipazione, di autonomia e di integrazione. Ringraziamo la cooperativa A.G.A. e tutti i partner che hanno sostenuto questa iniziativa, che rappresenta un importante valore per il nostro territorio».
L’iniziativa rientra tra le attività volte a rafforzare i servizi di sostegno e di inclusione sociale presenti sul territorio cittadino.
Leggo con papà – Letture a bassa voce per famiglie e bambini, a cura del gruppo volontarie Nati per Leggere di Manziana
Un evento speciale per la festa del papà! Vi aspettiamo in Biblioteca lunedì 16 marzo alle ore 16.30 per ascoltare insieme alle volontarie NpL tante piccole letture per bambini 3-6 anni dedicate al papà… e se non può venire il papà ci può accompagnare anche la mamma, la nonna o il nonno o gli zii!
“Pluralismo e Libertà esprime solidarietà alla collega Antonella Giuli dopo le dichiarazioni pronunciate da alcuni deputati presenti in Commissione parlamentare di vigilanza Rai. Nel dibattito politico il confronto è legittimo e necessario. Diverso è quando, senza adeguate verifiche, si mettono in discussione la correttezza e l’imparzialità di un professionista dell’informazione.
In questi casi il rischio è quello di colpire non soltanto una persona, ma il principio stesso di autonomia e credibilità del lavoro giornalistico”. Così in una nota il coordinamento nazionale di Pluralismo e Libertà, presente in Stampa Romana, Fnsi, Inpgi e Casagit, in seguito ad alcuni attacchi, in seguito rettificati, nei confronti della giornalista Antonella Giuli, in servizio presso la Camera dei Deputati.
“Pluralismo e Libertà”, conclude il coordinamento, “ritiene che il rispetto della professionalità e della reputazione delle persone debba rimanere un punto fermo del confronto pubblico, tanto più quando le dichiarazioni provengono da sedi istituzionali”.
Roma, Campidoglio – Sala della Protomoteca, 17 marzo 2026
Martedì 17 marzo 2026, alle ore 15.30, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si terrà la IX edizione del “Premio Giornalistico Internazionale ARGIL – Italian Excellence Award”, appuntamento dedicato alle eccellenze italiane che contribuiscono a promuovere nel mondo talento, creatività e visione internazionale.
In questo contesto il giornalismo assume un ruolo centrale: attraverso il racconto di progetti e valori che rappresentano il meglio del Paese, il Premio ARGIL non è soltanto una celebrazione, ma anche un’importante occasione di confronto tra uomini e donne della comunicazione. Un momento di riflessione e condivisione volto a valorizzare e diffondere la conoscenza delle eccellenze italiane in ogni settore, trasformandole in narrazioni globali capaci di ispirare e rafforzare il legame culturale tra l’Italia e il mondo.
Ideato da Gino Falleri, Roberto Rossi e Carlo Felice Corsetti, il Premio ARGIL nasce da una visione culturale profonda: valorizzare non solo il talento contemporaneo, ma anche il legame tra le radici più antiche della civiltà europea e la capacità moderna di raccontare l’Italia sulla scena globale. L’iniziativa è promossa dal Gruppo giornalisti Gino Falleri, dalla Fondazione Eurispes e da Confimprese Italia, confermando il carattere istituzionale, culturale e internazionale del Premio.
L’iniziativa si aprirà con un premio alla memoria per l’ideatore del Premio Gino Falleri, e con l’assegnazione di un riconoscimento speciale a Roberto Falleri e ad Antonella Sperati. I premiati per l’edizione 2026 sono: il fisico e inventore del primo microprocessore Prof. Federico Faggin; il consigliere ecclesiastico del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Mons. Marco Malizia; il prefetto di Roma Lamberto Giannini; la principessa Elettra Marconi; il teologo e componente della Commissione ONU sull’Intelligenza Artificiale Padre Paolo Benanti.
La cantante, scrittrice, attrice e conduttrice televisiva Gigliola Cinquetti; il consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali Amb. Ferdinando Nelli Feroci; l’Arma dei Carabinieri; la magistrata e deputata della Repubblica On. Simonetta Matone; il presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele; la campionessa paralimpica e senatrice della Repubblica Sen. Giusy Versace; la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli; il critico e storico della musica Dario Salvatori; il professore ordinario di Economia aziendale e prorettore dell’Università di Cassino Prof. Marco Lacchini; il direttore della rivista Professione Reporter Andrea Garibaldi; la cofondatrice e direttrice della Fondazione Eurispes Susy Montante; il medico e imprenditrice Anna Maria Di Blasio.
La giuria è composta dal vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Roberto Rossi, dal presidente della Fondazione Eurispes Gian Maria Fara, dal presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico, dal presidente PIUE e segretario del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Carlo Felice Corsetti, dalla consigliera dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e presidente GUS Lazio Manuela Biancospino, dal direttore del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio culturale del CNR Salvatore Capasso, dal segretario generale del Festival della Diplomazia Giorgio Bartolomucci, dal giornalista ed ex presidente dell’Associazione Stampa Romana Fabio Morabito e dal presidente del Comitato scientifico dell’Eurispes Alberto Mattiacci. Nel corso dell’evento sono previsti i saluti istituzionali della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli e del presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo.
Seguiranno gli interventi del vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Roberto Rossi, del presidente della Fondazione Eurispes Gian Maria Fara, del presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico e del componente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Carlo Felice Corsetti. A moderare l’incontro sarà la consigliera dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Manuela Biancospino.
ARGIL, definito il “nonno d’Europa”, è uno dei più antichi resti umani rinvenuti nel Vecchio Continente: risale a circa 400.000 anni fa ed è stato scoperto a Ceprano, nel Lazio. Il riferimento simbolico ad ARGIL sottolinea che l’Italia non è soltanto un Paese di eccellenze contemporanee, ma una civiltà che affonda le proprie radici nella preistoria europea, da cui nascono cultura, valori e visione. Il Premio ARGIL lega idealmente passato e presente, riconoscendo giornalisti, comunicatori, istituzioni e imprese che hanno saputo esprimere e raccontare al massimo livello la qualità, il sapere, il talento e l’umanità tipicamente italiani, diventando veri ambasciatori dell’Italia nel mondo.
Il Premio è dedicato al giornalismo suddiviso per settori specializzati, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’informazione nella costruzione della reputazione del Paese, con particolare attenzione ai temi dell’Europa e ai Valori & Umanità, elementi centrali del racconto contemporaneo dell’Italia. Nel corso delle edizioni precedenti il Premio ARGIL è stato conferito a numerose figure di primo piano del panorama istituzionale, culturale, giornalistico e artistico, tra cui Piero Angela, Giuseppe Tornatore, Monica Maggioni, Antonio Tajani, Roberto Giacobbo, Frans Timmermans, e molte altre personalità che hanno contribuito a raccontare l’Italia nel mondo.
Attraverso questo riconoscimento, il Premio ARGIL intende celebrare coloro che, con il proprio operato, hanno contribuito in modo significativo alla crescita sociale, culturale ed economica della nazione, valorizzando al tempo stesso il ruolo fondamentale del giornalismo nel raccontare le eccellenze italiane e rafforzando il nostro Paese come punto di riferimento nel dialogo internazionale. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui portali e sui canali social di Eurocomunicazione.
Aula Magna Liceo Vian, largo Cesare Pavese 1, Bracciano, ore 16,30
Dalla quarta di copertina del volume: “Elena è una ragazza che si scontra troppo presto con il lato oscuro dell’esistenza: la depressione, una malattia mentale che le toglie persino la voglia di vivere, imprigionandola in un mondo dove esistono solo il bianco e il nero. L’autolesionismo e il fumo, insieme all’idea della morte, si trasformano in un’unica, terribile soluzione. Tra un taglio e l’altro, Elena viene ricoverata in Neuropsichiatria infantile. Qui, l’urgenza di guarire la costringe a riscoprire l’importanza vitale della sua famiglia, delle amicizie vere, dei legami autentici. È così che imparerà ad amare e a guardarsi per la prima volta con occhi nuovi. Riuscirà, dopo tanta sofferenza, a diventare l’orgoglio di se stessa?”
Leggo con papà – Letture a bassa voce per famiglie e bambini, a cura del gruppo volontarie Nati per Leggere di Manziana
Un evento speciale per la festa del papà! Vi aspettiamo in Biblioteca lunedì 16 marzo alle ore 16.30 per ascoltare insieme alle volontarie NpL tante piccole letture per bambini 3-6 anni dedicate al papà… e se non può venire il papà ci può accompagnare anche la mamma, la nonna o il nonno o gli zii!