Comunicato stampa
Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
Comunicato stampa
In un’epoca in cui l’arte sembra inseguire il clamore delle metropoli, l’artista Viviana Ravaioli ha scelto da qualche anno la provincia come luogo di lavoro e di pensiero. Da Bracciano, dove vive, e da Anguillara Sabazia, dove insegna Scultura al Liceo Artistico “Luca Paciolo”, porta avanti una ricerca che sfugge alle categorie tradizionali: scultura, architettura, paesaggio, parola, luce. Tutto confluisce in un’unica visione, che lei stessa definisce SculturArchitettura: una forma d’arte totale che non si limita a essere osservata, ma si attraversa, si abita, si vive.
Il suo lavoro nasce da un’idea semplice e radicale: l’arte non deve imporsi, ma dialogare. È il principio che guida i suoi progetti, tra i quali “Ponte” ispirato al salto di un delfino. Non un’infrastruttura monumentale, ma un gesto di grazia che unisce due rive e accompagna lo sguardo del passante verso il paesaggio circostante (è inserito all’interno di una tesi sperimentale della Facoltà di Architettura a Valle Giulia, nella quale la Ravaioli è stata cultore della materia collaborando con la storica dell’architettura Luciana Finelli).
Il Ponte integra l’antico e il contemporaneo senza contrasti, secondo una convinzione che per Ravaioli è centrale: l’arte di oggi deve interagire con la bellezza del passato, non oscurarla.
La stessa apertura si ritrova nelle sue incursioni nel digitale, ed anticipandolo concettualmente, nel metaverso. Le sculture sono forme che esistono come “utopie realizzate” e mettono in scena cicli di fine e rinascita. Materia intangibile, ma non per questo meno viva: un paradosso che l’artista affronta con naturalezza, come se la scultura possa continuare a respirare anche quando perde peso e consistenza.
Anche la luce, elemento fondamentale per l’arte, nelle sue opere, non è un elemento esterno ma una componente strutturale. Non si tratta di orientare la scultura verso il sole, ma di generare una luce interna, una presenza che diventa parte dell’opera stessa. È un modo di intendere la forma come organismo, non come oggetto.
Questa visione attraversa anche i lavori legati alla memoria e alla riflessione civile. Ravaioli è stata, circa trenta anni fa, tra i primi artisti italiani a esporre al Parlamento Europeo a Bruxelles, con opere dedicate all’Europa. Tra queste una in particolare “Sans Papier” riflette sulla condizione del clandestino: un foglio che sfugge nel vento lasciandosi alle spalle una prigione metaforica dove è condannato il Sans Papier in cerca di identità. Un tema affrontato con la stessa intensità lo ritroviamo nel suo ricordo del bombardamento di Dresda: “Pentalia” è una scultura in corten che evoca un cuneo, un chiodo della Croce che sembra scorticare il metallo come le bombe al fosforo che penetrarono e distrussero la città barocca tedesca radendola al suolo. Ma, a ben guardare, la forma della scultura ricorda anche una cazzuola, lo strumento elementare della costruzione: distruzione e ricostruzione convivono nella stessa struttura.
Il rapporto con la morte è al centro di “Ipogeo”, la “Città dei morti”, una spirale che ricorda una zigurat rovesciata. L’opera non si eleva verso il cielo, ma scende nel terreno: dalla luce esterna si entra nell’auditorium, poi negli spazi di servizio, fino a giungere alla cappella nel punto più profondo, quello più lontano dal cielo, ma più vicino alle viscere della terra. Una catabasi che segue il ritmo del battito cardiaco luminoso riportato nel piano di calpestio, unica parte dell’opera visibile dall’esterno, un movimento che parla di vita mentre affronta il tema della morte.
Accanto alla materia, c’è la parola. Una sua opera, tra le altre, “Resurrectio” ha evocato alla scultrice un testo poetico, una sorta di preghiera, tradotto in logudorese (a ricordare una parte delle sue origini) è divenuto “In Sinu” (Grembo) inserito nel docufilm “Eresias” prodotto dalla sede RAI Sardegna in collaborazione con la sede RAI di Milano.
Il suo omaggio a Matera, “Sasso del XXI Secolo”, nasce in una cavità naturale della gravina materana, trasformata in occhio: una cavità orbitale con un globo trasparente (la sculturarchitettura pensata per osservare ed essere osservata) dal quale sgorga una linea di acqua fonte di vita.
In tutte queste opere ritorna un’idea chiave: la scultura non deve essere un oggetto immobile. Un’opera “unica”, compressa, dominata dall’uomo, è un’opera morta. La scultura deve cambiare, offrire prospettive diverse, essere smontabile, trasformabile, viva. La bellezza non è solo forma, ma senso e significato.
Il lavoro di Viviana Ravaioli è riconosciuto dalle istituzioni italiane e straniere, tra le altre una sua opera è presente nella “Collezione Farnesina”.
Da Bracciano l’arte di Viviana Ravaioli si muove come un organismo vivo. Non si impone, ma accompagna, dialoga e, soprattutto, non smette mai di trasformarsi in un continuo divenire.
Riccardo Agresti
Riceviamo e pubblichiamo
Comunicato stampa
Il Partito Democratico di Civitavecchia esprime apprezzamento per il lavoro che l’Assessore ai Lavori Pubblici Patrizio Scilipoti sta portando avanti in uno dei settori più complessi dell’azione amministrativa.
Parlare di lavori pubblici significa parlare della vita concreta della città: strade, marciapiedi, scuole, illuminazione, edifici comunali, impianti sportivi, sicurezza, manutenzioni, cantieri, progettazioni e ricerca di finanziamenti.
È un lavoro spesso poco appariscente, fatto di procedure, verifiche, pareri e tempi tecnici. Ma è proprio su questo terreno che si misura la capacità di un’amministrazione di dare continuità, metodo e concretezza alla propria azione.
In questi mesi l’Assessorato ha seguito una mole rilevante di interventi e procedimenti, su ambiti diversi della città: dalla viabilità alla pubblica illuminazione, dall’edilizia scolastica agli stabili comunali, dagli impianti sportivi alla messa in sicurezza di spazi e strutture pubbliche.
Un lavoro che lo stesso Assessore Scilipoti ha più volte ricondotto anche alla professionalità, alla competenza e allo spirito di sacrificio degli uffici comunali. È giusto riconoscerlo: senza il lavoro quotidiano e spesso silenzioso degli uffici, nessuna programmazione amministrativa potrebbe tradursi in atti, cantieri e risultati concreti.
Naturalmente nessuno pensa che ogni criticità sia già stata risolta. Civitavecchia presenta ancora problemi che i cittadini conoscono bene e che richiederanno tempo, risorse e ulteriore impegno.
Proprio per questo è importante distinguere tra la legittima richiesta di fare sempre meglio e la negazione del lavoro svolto. Una buca, un marciapiede, una strada o un intervento ancora da completare non cancellano la necessità di guardare al quadro complessivo: una città complessa va curata ogni giorno, con programmazione, priorità e capacità amministrativa.
Il Partito Democratico riconosce nell’azione dell’Assessore Scilipoti un metodo serio: meno annunci, più lavoro; meno propaganda, più programmazione; meno ricerca della visibilità immediata, più attenzione alla concretezza degli interventi.
Per noi i lavori pubblici non sono soltanto opere materiali. Sono cura della città, rispetto per chi la vive ogni giorno, attenzione alle scuole, ai quartieri, allo sport, alla sicurezza e al patrimonio pubblico.
Il PD Civitavecchia sostiene quindi con convinzione il lavoro dell’Assessore Patrizio Scilipoti, degli uffici comunali e di tutte le professionalità impegnate quotidianamente in un settore decisivo per la qualità della vita della comunità.
Partito Democratico – Circolo di Civitavecchia
Si è tenuta sabato quattro luglio l’inaugurazione di un nuovo centro antiviolenza nel paese di Trevignano Romano, tra le mura discrete della biblioteca comunale con una sala dedicata a tutte le donne e in genere a tutte le persone che sono vittime di una violenza e hanno bisogno di aiuto. La sala chiamata “l’angolo delle parole” è piccola ma accogliente ed è dedicata proprio all’ascolto con personale specializzato attivo in presenza tutti i mercoledì dalle 15:00 alle 18:00, inoltre vi sono dei quadri molto significativi dell’artista Tania Buonfrisco che sanno cogliere il dramma e la sofferenza che spesso accompagnano queste realtà. Moderatrice Claudia Soccorsi Responsabile della Biblioteca, ha introdotto i lavori e presentato i partecipanti.
Presenti all’evento c’erano il vicesindaco Luca Galloni, la sindaca Claudia Maciucchi , l’assessore alle politiche sociali Viola Catena, il Presidente Giovanni Furgiuele dell’Associazione L’agone nuovo e per l’associazione AMALEI ideatrice del progetto Cinzia Spaccatrosi. L’associazione nasce nel 2015 attraverso l’unione di più volontari, si occupa di vittime di genere di aiuto e anche di prevenzione, di minori in difficoltà e di assistenza legale e psicologica. L’associazione AMALEI è attiva anche nelle scuole facendo formazione per i ragazzi.
Riportiamo una dichiarazione del vicesindaco di Trevignano Luca Galloni in merito a questa iniziativa:
“Oggi inauguriamo questo spazio nuovo che non è solo uno sportello ma una nuova possibilità per le persone e in particolare le Donne e nel quale potersi muovere accolte,ascoltate, con una forte presenza. Ecco credo che il tema della presenza sia importante perché la politica fa il giusto lavoro per la comunità che amministra quando non rincorre il consenso e non si misura con la forza delle parole, ma piuttosto con la capacità di ascoltare facendosi presenza, e questo sportello che inauguriamo oggi è questo. Quindi un grazie profondissimo all’associazione AMALEI e a tutti i volontari che daranno a questo luogo anima.”
Si riporta la dichiarazione dell’assessore alle politiche sociali Viola Catena:
“L’angolo delle parole è molto più di un servizio. È un segnale concreto di cura, accoglienza e responsabilità collettiva. Questo spazio ha il potere di rompere l’isolamento e restituire dignità e speranza a donne che spesso non sanno a chi rivolgersi. Significa inoltre costruire una comunità più attenta e solidale, dove la cultura si traduce in supporto concreto e dove lo spazio pubblico si apre alla protezione dei più fragili. Per le donne che bussano, per le loro famiglie e per l’intera città, questo servizio può fare la differenza, tra il silenzio e la possibilità di ricominciare.
La sindaca di Trevignano Romano Claudia Maciucchi ha espresso grande soddisfazione per un progetto atteso da anni sottolineando l’importanza di contrastare una piaga come la violenza di genere. Ha evidenziato come la biblioteca sia il luogo ideale per lo sportello poiché permette un accesso privo di stigma e di paura che si potrebbe provare recandosi in altre strutture specializzate. L’assessore alle politiche sociali Viola Catena rimarca l’obiettivo principale dello sportello ovvero di non far sentire sole le persone. Il vicesindaco Luca Galloni ricorda gli esordi della biblioteca un tempo chiusa ed oggi diventata un presidio culturale e sociale attivo.
La presidente dell’associazione AMALEI parla di come sia nata l’associazione ovvero da un’intuizione avuta per una tesi di laurea poi diventata un progetto concreto.
Il centro di accoglienza si trova quindi presso la biblioteca comunale di Trevignano in via degli Asinelli ,10, i contatti WhatsApp ed email sono i seguenti 3518856748 e associazione.amalei@gmail.com. Concludiamo con una dichiarazione della sindaca Claudia Maciucchi in merito a questo progetto:
“Oggi abbiamo inaugurato qui a Trevignano Romano l’angolo delle parole che è un punto d’Incontro per tutte quelle donne che si trovano In difficoltà. Come amministrazione siamo veramente orgogliosi di questa Iniziativa grazie anche all’associazione con cui abbiamo collaborato.”
Ilaria Morodei Redattrice L’agone
Manziana si prepara a vivere un momento che non è soltanto commemorativo. Domenica 12 giugno 2026 alle ore 11.00, in piazza Tittoni, verrà inaugurata la statua dedicata a Gianni Rodari, il più grande scrittore italiano per l’infanzia, tradotto in oltre cinquanta lingue e riconosciuto in tutto il mondo come maestro della fantasia, dell’immaginazione e della pedagogia creativa.
L’iniziativa del Comune nasce da un sentimento che il sindaco ha definito «un atto di gratitudine». Nella conferenza stampa, infatti, ha ricordato come Rodari non sia stato soltanto un gigante della letteratura, ma un cittadino affezionato a Manziana, luogo che scelse per vivere gli ultimi anni della sua vita e che volle celebrare nella filastrocca Le parole di Manziana, un dono poetico che ha consegnato alla comunità un frammento della propria identità trasformato in memoria eterna.
Il sindaco ha sottolineato che questa installazione «non è un semplice abbellimento urbano», ma un simbolo del rapporto affettivo tra lo scrittore e la città. Un punto di riferimento per le generazioni future, che potranno crescere sapendo che Rodari ha camminato per le stesse strade, osservato gli stessi paesaggi, tratto ispirazione da questa terra che tanto ha amato.
La statua diventerà così un luogo di incontro, di racconto, di appartenenza. Un modo per restituire a Rodari «un pezzetto dell’amore che lui ha riversato su di noi», radicando la sua memoria nel cuore di Manziana e ricordando che la cultura è «la linfa che unisce una comunità».
Gianni Rodari, nato a Omegna nel 1920, è stato giornalista, insegnante, autore di filastrocche, racconti e romanzi che hanno rivoluzionato la letteratura per ragazzi. Con Favole al telefono, Il libro degli errori, La grammatica della fantasia e molte altre opere, ha insegnato a generazioni di lettori che l’immaginazione è una forma di libertà, un modo per comprendere il mondo e reinventarlo.
La sua scrittura, limpida e giocosa, ha attraversato confini geografici e culturali, diventando patrimonio internazionale. Ancora oggi Rodari è studiato nelle scuole, celebrato dagli educatori, amato dai bambini e dagli adulti che continuano a trovare nelle sue parole una scintilla di meraviglia.
L’inaugurazione della statua non sarà soltanto un momento istituzionale, ma una festa collettiva. Un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi e celebrare un uomo che ha saputo trasformare la fantasia in un ponte tra le persone.
Il Comune invita tutta la cittadinanza a partecipare domenica 12 giugno 2026 alle ore 11.00 in piazza Tittoni, per condividere insieme questo gesto di memoria e di orgoglio. Sarà un modo per dire, ancora una volta, grazie a Gianni Rodari: per le sue storie, per la sua visione, per l’amore sincero che ha avuto per Manziana.
Un amore che, da oggi, avrà una forma di bronzo e di luce nel cuore della città.
Riccardo Agresti
Comunicato del Sindaco di Manziana, Alessio Telloni
Buongiorno a tutti.
Oggi non siamo qui per fare una semplice celebrazione istituzionale. Non siamo qui per inaugurare un monumento che ricordi, freddamente, l’immenso artista che è stato Gianni Rodari. C’è qualcosa di molto più profondo, di intimo, che lega la nostra comunità a questo progetto.
Questo monumento nasce prima di tutto come un atto di gratitudine. È il grazie sincero e doveroso di tutta Manziana a un uomo e a un artista che ha amato profondamente la nostra terra. Un amore così autentico che Rodari ha voluto imprimere per sempre nelle sue opere, dedicandoci la sua splendida filastrocca ‘Le parole di Manziana’.
Con quei versi, Rodari ci ha fatto un regalo immenso: ha preso un pezzo della nostra identità e lo ha reso immortale.
Ecco perché questa installazione non è un semplice abbellimento urbano. Celebriamo il rapporto unico, storico e affettivo che c’è tra Gianni Rodari e Manziana.
Questo monumento diventerà un luogo identitario per la nostra comunità. Sarà uno spazio in cui i nostri figli potranno crescere sapendo che un gigante della letteratura ha camminato per le nostre stesse strade, si è ispirato ai nostri paesaggi e ha voluto bene a questa città.
Restituiamo a Rodari un pezzetto di quell’amore che lui ha riversato su di noi, radicando la sua memoria nel cuore di Manziana. Perché la cultura non è qualcosa da guardare da lontano, ma è la linfa che unisce una comunità.
Grazie di cuore a tutti coloro che stanno rendendo possibile questo omaggio. Questa non è la celebrazione del passato, ma la pietra miliare del nostro orgoglio cittadino.
Alessio Telloni




Comunicato stampa
“Da lunedì 6 luglio su via dei Due Ponti sono in corso i lavori per la bonifica della condotta idrica; un intervento indispensabile per il quartiere che consentirà di migliorare il servizio idrico della zona evitando i continui guasti alle condutture e i disservizi che si sono succeduti negli anni.
Per limitare quanto più possibile i disagi alla cittadinanza e sul traffico veicolare, di concerto con Acea Ato2 che ringraziamo per la piena disponibilità e per aver compreso le criticità, è stata concordata l’apertura di Via dei Due Ponti tra le ore 05.00 e le ore 10.00 del mattino. La strada resterà quindi chiusa per le lavorazioni nel tratto tra il civico 172 e via Vito Sinisi tra le ore 10.00 e le ore 05.00 del mattino successivo. Resta consentito il transito per i residenti e i mezzi di soccorso o di emergenza.
Ringraziamo l’Assessorato ai Lavori Pubblici di Roma Capitale e Acea Acea Ato2 per aver condiviso con il Municipio la programmazione dei lavori durante il periodo estivo, con le scuole chiuse ed una fisiologica minore intensità di circolazione dei veicoli. Per questo, i successivi 450 metri della condotta idrica saranno bonificati nel corso della prossima estate.
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Gina Chirizzi.
Riceviamo e pubblichiamo
“Questa mattina, a seguito della mia lettera ufficiale al Presidente della Regione Lazio Onorevole Francesco Rocca, Arsial ha inviato nella Frazione de I Terzi una seconda autobotte a sostegno delle famiglie di via dei Tre Confini che da troppo tempo si trovavano prive di un servizio fondamentale quale è l’acqua.
Nelle scorse settimane, dopo un mio personale intervento ne fu inviata una nella piazza principale del Borgo a sostegno di tutta la popolazione della Frazione, che risultava però pressoché inaccessibile per queste famiglie: alcune di loro infatti, per la presenza di persone con disabilità ed anziane, facevano estrema fatica a raggiungere l’autobotte presente per fare rifornimento. Da oggi dunque, a loro disposizione, proprio davanti le loro abitazioni, c’è una seconda autobotte dalla quale potranno fare approvvigionamento”.
A renderlo noto è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri.
“Nei giorni scorsi – aggiunge il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – dopo numerosi solleciti effettuati personalmente verso l’Arsial, mi sono trovata nella condizione di dover informare della situazione direttamente il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca: grazie al suo pronto e tempestivo intervento, questa mattina l’Azienda Regionale titolare della rete idrica ha provveduto all’invio della seconda autobotte a servizio diretto delle famiglie di via dei Tre Confini che da troppo tempo venivano private di un servizio fondamentale come l’acqua. Un episodio che conferma di fatto quanto più volte ho evidenziato, ovvero che la responsabilità della mancanza idrica non era del Comune di Cerveteri, in quanto le reti non sono di nostra proprietà e dunque la competenza spettava totalmente ad Arsial”.
“Le chiacchiere dunque se le sono portate via i fatti – aggiunge la Gubetti – mentre una frangia di opposizione della nostra città ha speculato, non facendo altro che alimentare la cattiva informazione, dall’altra c’è un’Amministrazione che lavora e attenziona ogni aspetto della nostra città. Come sempre abbiamo agito con massima correttezza e trasparenza verso la città: ma è chiaro, quella delle autobotti è una situazione temporanea. Continueremo a lavorare per raggiungere l’obiettivo più importante, proseguire nell’iter che porterà all’acquisizione delle reti a patrimonio comunale e il loro successivo affidamento ad Acea Ato 2 per uniformare le reti”.
“Colgo l’occasione – conclude il Sindaco Gubetti – per ringraziare il Presidente Rocca per aver dato seguito alla mia richiesta, dimostrandosi ancora una volta attento alle esigenze sottopostegli”
Riceviamo e pubblichiamo