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Teatro. A Canale il primo febbraio va in scena “Il letto ovale”

Il primo febbraio 2014 alle ore 21, l’Associazione Culturale e Teatrale Suaviter Costruiamo Futuro torna in scena presso il Teatro “M. Fiorani” di Canale Monterano con “Il letto ovale”, commedia brillante in due atti di Ray Cooney e John Chapman. locandina-lettoovale

La storia è ambientata in Inghilterra, in un appartamento borghese abitato da un editore di libri per ragazzi, Philip Markham, e dalla moglie Joanna. Con loro si trovano, un venerdì sera, il socio Henry Lodge e la moglie Linda, ma anche  l’eccentrico arredatore, Alistair, impegnato nella ristrutturazione dell’appartamento, e la “au pair” austriaca, Silvia. La vicenda si colora di tinte rosa e di un fiammeggiante rosso quando Joanna si ritrova al centro di un intreccio di tradimenti, equivoci e incomprensioni, originate da una lettera d’amore finita nelle mani sbagliate. Da questo momento sarà un susseguirsi di colpi di scena che ribaltano continuamente le carte in tavola. Irrompono nella storia un uomo d’affari a caccia di avventure sentimentali (Walter), una bizzarra scrittrice in cerca di un contratto editoriale (miss Smythe) e una disinibita centralinista (miss Wilkinson). “Il letto ovale” è il fulcro della storia attorno al quale ruotano doppi sensi, inganni, scene piccanti, tradimenti e piccole ripicche e dove ogni personaggio finge di essere qualcun altro in un vortice dal ritmo incalzante che troverà soluzioni solo nel finale. La commedia è un perfetto meccanismo comico che mantiene viva l’attenzione dello spettatore per tutta la durata.

Lo spettacolo vede la regia di Stefano La Malfa ed è interpretato da Orsola D’Acunto (Joanna), Cristina Fiorani (Linda), Elena Galli (Miss Wilkinson), Stefano La Malfa (Philip), Martina La Malfa (Sivia), Valerio La Malfa (Alistair), Patrizia Mauro (Miss Smythe), Otello Paoloni (Walter), Gianni Ricciotti (Henry).

Anguillara, contributi straordinari per famiglie in difficoltà

Nell’ambito delle azioni di contrasto alla povertà, l’Amministrazione Comunale di Anguillara ha richiesto e ottenuto dalla Regione Lazio un contributo di 9.000 euro da destinare a famiglie in forte difficoltà economica. A tale contributo regionale si sommano ulteriori 1.000 euro stanziati con fondi comunali, portando la somma totale a disposizione a 10.000 euro.

I contributi, che saranno assegnati mediante avviso pubblico pubblicato il 24 gennaio 2014 sul sito istituzionale dell’Ente, ammonteranno a un massimo di 500 euro a nucleo familiare e serviranno a rimborsare le spese sostenute nell’anno 2013 per acquisto medicinali, latte e alimenti per la prima infanzia; visite mediche specialistiche; utenze domestiche (luce e gas).

“Nella grave situazione economica e sociale nella quale versa in questo momento l’Italia intera – ha affermato l’assessore ai Servizi sociali Pierluigi Mochi – questi contributi straordinari, che si aggiungono agli interventi normalmente attuati nell’ambito delle azioni di contrasto alla povertà, serviranno quantomeno ad alleviare le difficoltà nella quali versano numerose famiglie residenti nel territorio di Anguillara Sabazia”.
Le domande potranno essere presentate, secondo le modalità riportate dettagliatamente nell’Avviso Pubblico, entro e non oltre il 14 febbraio 2014.

Ladispoli, al via mostra “Sguardi sulla memoria”

Si è aperta ieri a Ladispoli la mostra “Sguardi sulla memoria”. Il 27 gennaio, giorno in cui furono abbattuti i cancelli di Auschwitz, nell’aula consiliare della città balneare è stata inaugurata la mostra organizzata dalla Fondazione Diritti Genetici in collaborazione con l’assessorato alle Politiche culturali, per ricordare le vittime della Shoah e coloro che a rischio della loro vita si sono opposti al progetto di sterminio.
La mostra, a cui si affiancherà la proiezione di filmati, sarà aperta al pubblico fino a metà febbraio dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12 e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30.

“Sguardi sulla memoria” è il risultato del lavoro di quattro fotografi (Diambra Mariani, Francesco Mion, Fabio Scapaticci e Nicolas Tarantino) che hanno preso parte al Treno della Memoria, un’iniziativa culturale rivolta agli studenti delle Scuole Superiori in cui i giovani partecipanti hanno l’occasione di diventare testimoni dei tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale.

Nel corso di questo viaggio, che simbolicamente ripercorre i binari che portavano i prigionieri nei campi di lavoro e di sterminio di Auschwitz-Birkenau, i quattro autori si sono concentrati, ognuno con la propria visione, sugli spazi che sono stati teatro di quegli orrori. La descrizione della simmetria dell’architettura della paura, la personalizzazione delle vittime attraverso i loro oggetti di uso quotidiano, la rievocazione dei rigidi inverni nel corso dei quali si consumava la tragedia, sono tutti elementi che ricompongono il quadro di questo drammatico frammento di Storia.

Quattro diversi sguardi impegnati in una comune riflessione sulla relazione tra la Storia del Novecento, il valore della Memoria e la rappresentazione fotografica, riflessione che prendendo spunto dagli atroci eventi della Seconda Guerra Mondiale, ci si auspica possa aiutare ad analizzare il presente in maniera critica e partecipata.

“La Giornata della Memoria – ha detto l’assessore alle Politiche culturali Francesca Paola Di Girolamo – per noi non è un modo per ricordare ma di non dimenticare l’obbrobrio della Shoah che, purtroppo, in altri modi ed in altre forme continua a flagellare il mondo. A tal proposito mi preme ricordare la frase che si trova fuori dal campo di concentramento di Auschwitz: solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potremo dimenticarci”.
In contemporanea presso la biblioteca comunale Peppino Impastato è stata allestita una mostra sulla giornata della Memoria e sono in esposizione tutti i libri riguardanti la Shoah.

Una fattoria sociale come polo aggregativo: luogo di incontro di ruoli e abilità diverse

Si torna con cuore allegro dalla mattinata allestita lo scorso 22 gennaio presso la fattoria sociale “Sabrina Casaccia” di Castel Giuliano. Ospite l’AAIS – Associazione per l’Assistenza e l’Integrazione Sociale di Bracciano – attiva da più di trent’anni sul territorio dei Comuni del lago con un Centro Diurno e servizi diversi. L’incontro è stato voluto come occasione per presentare alle istituzioni e alla cittadinanza gli intenti e i risultati di tre progetti particolarmente significativi, accolti e cresciuti presso la fattoria sociale, per e con i ragazzi con disabilità utenti dell’AAIS.

Diapositive molto esplicative e pittoresche, accolte con entusiasmo dai ragazzi presenti in sala e commentate con chiarezza e professionalità dai referenti scientifici dei tre progetti – Angelo Correnti di Enea-Casaccia, Marina Melfi e Silvia Guelfi per il DSM della ASL RM F, Francesco Campanelli e Stefano Lucci per ISPRA – hanno raccontato il progetto “Bioalternabile”, relativo alla coltura di ortaggi e cereali utili alla conservazione della biodiversità e al trattamento di malattie quali la celiachia o il diabete, e il progetto “Orto sociale”, dedicato all’orticoltura come attività di socializzazione e cura per portatori di disagio psichico. La mattinata si è chiusa con l’illustrazione del programma C.E.R.A. (Curare e Relazionarsi con le Api) che ha previsto, dal 2009 ad oggi, l’allestimento di un apiario didattico e di un laboratorio di smielatura, il corso di formazione “Apiabili” per l’introduzione di utenti AAIS ed operatori sociali alla didattica in apicoltura, l’organizzazione di visite guidate da parte di classi della scuola primaria (“Insieme per conoscere le api”), nonché un’attività di monitoraggio sul  problema mondiale della moria delle api.

Un aspetto rilevante di questa mattinata alla fattoria sociale dell’AAIS riguarda il fatto che la disabilità non risulta solo argomento da trattare,  ma la protagonista indiscussa di tutta la progettualità. Ognuno dei ragazzi di AAIS onlus presenti ha esercitato un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’evento: dalla registrazione dei partecipanti, all’utilizzo del pc per la proiezione delle slide, al reportage fotografico, alla esposizione dei progetti, a testimonianza dell’effettiva possibilità di integrazione didattica e lavorativa dei giovani diversamente abili.

Il calore e il movimento dei ragazzi è stato accolto e evidentemente ricambiato dai molti rappresentanti istituzionali presenti: Tiziana Biolghini, rappresentante e sostenitrice “storica” dell’agricoltura sociale, prima in Provincia e oggi in Regione, quale dirigente dell’area “impresa sociale e servizio civile”, il sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, l’ing. Marco Citterio, direttore del Centro ricerche Enea,  il dott. Giuseppe Quintavalle e il dott. Antonio Carbone, rispettivamente  direttore generale  e direttore sanitario aziendale della ASL RM F.

In periodi di vacche magrissime, come quello che stiamo vivendo, è di grande consolazione la possibilità di toccare con mano casi di interazione sinergica tra enti e istituzioni diverse come questo intreccio tra AAIS onlus, ENEA, ASL e ISPRA, garantito da protocolli e lettere d’intesa pazientemente cercati e perseguiti. Vi si osserva che dotazioni finanziarie di per sé modeste, quando gestite da risorse umane generose, competenti e, soprattutto, aperte all’incontro, arrivano a generare frutti di gran prezzo. Auguriamoci che i protagonisti di questa rete riescano a trovare il modo di reperire quanto basta a estenderla a rafforzarla, a vantaggio di molti.

Franca  Ferrari

Cupinoro, i Comitati scrivono al sindaco Pascucci

L’attuale invaso della discarica di Cupinoro sarebbe in via di esaurimento e da tempo si prospetta l’apertura di uno nuovo, nominato Vaira1, da circa 450mila tonnellate.
I cittadini del territorio mostrano preoccupazione per la vicenda e i Comitati mobilitatisi contro la discarica di Cupinoro hanno scritto una lettera al sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, per chiedergli di prendere posizione contro l’apertura del nuovo invaso. Di seguito riportiamo la lettera integrale.

Egregio Sindaco,
è notizia di questi giorni che la Società Bracciano Ambiente S.p.A. ha inviato una comunicazione al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, all’Assessore Regionale Michele Civita e a tutti i Sindaci dei Comuni che conferiscono i propri rifiuti a Cupinoro, nella quale si comunica che il 31 di questo mese scadrà la proroga di tale conferimento a causa dell’esaurimento delle volumetrie autorizzate e che, in attesa dei provvedimenti richiesti, volti all’ampliamento dell’attuale discarica e alla realizzazione di un nuovo invaso (il cosiddetto “Vaira 1”), dal 1 febbraio pv. la discarica del comprensorio verrà chiusa.

Ci appare evidente, dalla lettura di questo documento, che la B.A. sta comunicando che se i Comuni vorranno conferire ancora, onde evitare di ritrovarsi i rifiuti in strada, sarà indispensablile ampliare la discarica, ipotesi contro la quale i cittadini, i comitati e lo stesso Comune di Cerveteri hanno risposto con più di un ricorso al TAR.

Questo meccanismo ci è già noto. E’ lo stesso che ha prodotto l’emergenza decennale di Roma che, come risulta dai verbali dei carabinieri, fu creata in modo artificioso per scopi illeciti a favore di un solo soggetto privato, senza che nel frattempo venissero messe in atto tutte quelle azioni virtuose finalizzate all’unica, vera soluzione del problema dei rifiuti nel Lazio: La Raccolta Differenziata Porta a Porta. Qui non parliamo di una gestione privata, bensì pubblica, ma la sostanza non cambia.

I Comitati del territorio impegnati su questo tema, Le chiedono di non cedere a questa logica e a questo ricatto, contro i quali Le chiediamo una ferma presa di posizione, di avviare una seria ricerca di soluzioni per gestire la fase di transizione e di accelerare il più possibile l’iter di assegnazione del bando per la Raccolta Differenziata Porta a Porta a Cerveteri.
Vorremmo vedere questo Comune divenire capofila, tra i Comuni del comprensorio, di una politica di gestione dei rifiuti virtuosa, a tutela della salute del territorio e dei cittadini.

I Comitati e i cittadini, come avvenuto per la centrale a biogas di Pian della Carlotta, non esiteranno a manifestare il proprio dissenso in tutte le forme consentite e a ricorrere a tutte quelle azioni legali che potranno impedire lo scenario che si sta profilando, a partire dal ricorso presso la Procura competente.
Siamo certi che questa Amministrazione prosegiurà nel percorso intrapreso con il ricorso al TAR, a fianco dei cittadini e dei Comitati.

Malagrotta. Politecnico di Torino conferma la contaminazione rilevata dall’Arpa Lazio

L’ARPA Lazio esprime pacata soddisfazione per la relazione preliminare messa a disposizione delle parti dal Collegio dei verificatori nominato dal Consiglio di Stato, nel processo riguardante il rapporto tra la discarica di Malagrotta e la falda idrica sottostante.

Il documento del Politecnico di Torino, nella sostanza e nelle parole, accoglie le tesi tecniche da sempre sostenute dall’Agenzia e che la portarono ad appellare la sentenza del TAR del Lazio, basata sulla verifica da parte di un tecnico di cui da subito l’ARPA contestò la piena terzietà.
Queste alcune parole salienti nelle risposte ai sei quesiti posti ai verificatori, seppure provvisorie: “Il confronto tra i dati di monitoraggio chimico dell’acqua di falda superficiale, unito a considerazioni di carattere idrogeologico, portano a ricondurre all’attività di discarica gestita dalla E. Giovi SRL il fenomeno di contaminazione che ha portato all’emanazione dell’ordinanza sindacale n°255/2010. (…) Appare evidente che i parametri di inquinamento riscontrati sono ragionevolmente attribuibili a percolato”.

“Non è nostro costume commentare fatti di processi ancora in corso – spiegano i vertici dell’Agenzia Corrado Carrubba e Giovanni Arena – ed attendiamo con tranquillità la verifica definitiva ed il pronunciamento del Consesso di Palazzo Spada, ma la rilevanza del tema ed il clima di questi giorni in cui viene messa in dubbio la competenza e la terzietà dell’operato dell’ARPA Lazio ce lo chiedono. Vogliamo ricordare che i fatti tecnici posti alla base dell’ordinanza sindacale impugnata (che fu espressamente da noi sollecitata), fatti che oggi si avviano ad una autorevolissima conferma, furono attestati dall’ARPA Lazio nel 2010 con una relazione del Servizio Rifiuti della Sezione di Roma guidato all’epoca dall’ingegner Fabio Ermolli, denunciati alla Procura di Roma e ribaditi successivamente dal Direttore tecnico dell’Agenzia, ingegner Rossana Cintoli. E vogliamo ancora ricordare che l’inopportuna nomina del primo consulente tecnico fu da noi da subito contestata per i noti motivi di vicinanza al ricorrente GIOVI, contestazione posta alla base dell’appello e della decisone del Consiglio di Stato di affidarsi al Politecnico di Torino”.

Rifiuti. Legambiente: 10 proposte per liberare il Lazio dalla dittatura delle discariche

Roma può e deve uscire dalla dittatura delle discariche, una soluzione al caos immondizia che regna nella Capitale c’è e Legambiente la articola in 10 proposte che Roma Capitale può mettere in campo per dare un volto nuovo e pulito alla gestione dei rifiuti. È questo il senso della conferenza cittadina “Fuori dalla palude del sistema Malagrotta” che si è svolta qsabato 25 gennaio presso la Sala Conferenze Università E-Campus, alla quale hanno partecipato, tra gli altri Estella Marino, assessore all’Ambiente del Comune di Roma; Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, consigliera regionale, componente Commissione Ambiente, Rifiuti, Mobilità; Gianfranco Bongiovanni, Occhio del Riciclone; Athos De Luca, presidente Commissione Ambiente di Roma Capitale; Maurizio Melandri, Comitato Malagrotta; Eugenio Stanziale, segretario CGIL Roma e Lazio; Adriano Travaglia, Comitato Spontaneo Cittadini di Villa Spada.

Roma ha bisogno di una raccolta differenziata porta a porta secco/umido in tutta la città. Il modello a cassonetto va superato e abbandonato, servono investimenti per diffondere il sistema domiciliare in tutta la città con un forte coinvolgimento dei cittadini. Se sono stati firmati contratti per l’acquisto dei cassonetti della tradizionale raccolta stradale si valuti la rescissione del contratto per evitare di ingessare su questo modello la raccolta dei rifiuti dei prossimi anni in città. Serve un mandato chiaro ad AMA che indichi compiti e responsabilità dell’azienda per puntare tutto su riduzione, riciclaggio e riuso. Vanno riscritti il contratto di servizio e il piano industriale dell’azienda per puntare su impianti e servizi necessari per poter riciclare organico, carta, vetro, metalli, e sugli spazi per il riuso nelle vecchie e nuove isole ecologiche. AMA dovrà anche definire nuovi accordi con i sindacati e i lavoratori che prevedano più efficienza per superare gli enormi limiti dell’azienda.

“Per liberare Roma e il Lazio dalla dittatura delle discariche serve il coraggio e la volontà politica che sono mancati fino ad oggi – afferma Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente -. Per ridurre i conferimenti in discarica la Regione utilizzi la leva economica, rendendo più costosa questa modalità di smaltimento, come fatto con successo negli ultimi anni nelle Marche e in Sardegna. Il Comune invece deve domiciliarizzare la raccolta differenziata in tutta la città, come sta avvenendo a Milano. Solo così, e con una rete di impianti di riciclaggio ancora tutta da costruire, potremo lasciarci alle spalle la lunga stagione delle mega discariche del sistema Malagrotta. Attendiamo su questo fronte un segnale di forte discontinuità rispetto al passato dalla politica locale”.

Servono nuovi impianti per il trattamento della frazione organica. L’organico va raccolto in maniera differenziata piuttosto che trattato e mandato in discarica, e Roma ha una clamorosa carenza in tal senso. Nel 2012 sono state 1.753.782 le tonnellate di rifiuti urbani e assimilati nella Capitale e oltre 500mila di queste sono rifiuti organici. Per questo Legambiente chiede che si estenda la raccolta dell’organico a tutta la città e ci si doti dei necessari impianti per il trattamento. Allo stesso modo non è necessaria la costruzione di nuovi impianti di trattamento meccanico biologico, Roma ne ha ben 4 e i numeri della differenziata in crescita non richiedono affatto investimenti in questa direzione. Oggi i TMB sono pensati però con una logica vecchia, devono essere trasformati in vere e proprie “fabbriche di materiali” che, potenziando le fasi di selezione, aumentano le rese di recupero del 20%.

Prevenire la produzione dei rifiuti è un obiettivo fondamentale, entro cinque anni i rifiuti si possono ridurre del 10%. Promuovere l’acqua del rubinetto, il compostaggio domestico, stringere accordi con i commercianti e la distribuzione sulla riduzione degli imballaggi, stabilire una tariffazione puntuale, creare centri del riuso, pensare sagre e feste in maniera sostenibile con l’uso di stoviglie riutilizzabili. Bisogna realizzare isole ecologiche e punti di raccolta in tutti i Municipi e nei quartieri anche prevedendo spazi all’interno esclusivamente dedicati al riuso e alla preparazione al riutilizzo per favorire il riuso e il recupero di materiali senza alcun trattamento industriale. Secondo uno studio condotto da Occhio del Riciclone il 52% dei rifiuti che attraversano le isole ecologiche romane, è potenzialmente riusabile e più della metà ha una propria filiera di riferimento nei circuiti del riuso.

Stop a inutili commissariamenti. I rifiuti prodotti da Roma Capitale non possono essere seppelliti fuori città, implica emissioni inquinanti dovute al trasporto, è costoso e incide ingiustamente su una comunità che quei rifiuti non li ha prodotti. Serve un siting serio per valutare quali spazi idonei si possano trovare all’interno del Comune di Roma, con un percorso trasparente che riporti legalità in un settore così delicato. Legambiente propone anche gli “Stati generali per il futuro della Valle Galeria” da lanciare con associazioni, comitati e cittadini della zona e insieme a Regione, Comune, Municipi, perché ora che Malagrotta è chiusa, bisogna andare avanti. Servono tempi certi per il capping e le operazioni di bonifica del sito, la post gestione, con spese che devono essere tutte a carico del gestore senza alcun cofinanziamento pubblico.

Alla Regione Lazio Legambiente chiede nuovo serio e concreto piano rifiuti regionale, ora che la Regione ha abolito una parte del vecchio piano rifiuti e stanziato fondi per la differenziata. Obiettivi ambiziosi per la differenziata, la riduzione e il riuso, strategie concrete per il loro raggiungimento, piani specifici per il riciclaggio e la riduzione con tempi, azioni e sostegno economico per la realizzazione, promozione del compostaggio di comunità. La Regione deve anche elevare al massimo possibile la cosiddetta ‘ecotassa’, in modo che i Comuni che evitano l’interramento dei rifiuti siano premiati. Il tributo deve essere modulato in base ad un criterio di premialità/penalità. Se più di 2 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno sono stati conferiti in discarica, è anche perché è costato la cifra irrisoria tra i 40 e 70 euro a tonnellata.

“Il caos immondizia a Roma deve trovare una soluzione definitiva, per uscire dalla palude di Malagrotta e dal sistema illegale gravissimo portato alla luce dalla Procura, bisogna puntare tutto sul pezzo pulito del ciclo dei rifiuti, su riciclaggio, riduzione e riuso – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Serve entro pochi mesi una svolta nella gestione dei rifiuti nella Capitale, affidando un mandato chiaro ad AMA, con un nuovo contratto di servizio e un nuovo piano industriale, per togliere i cassonetti dalle strade di Roma e passare con decisione alla raccolta domiciliare in tutta la città, con un sistema omogeneo. Questo è il momento per battere discariche e inceneritori, le istituzioni devono fare la loro parte, ma serve un grande e allargato coinvolgimento dei cittadini per dare un volto nuovo alla Capitale su un servizio così importante e delicato come la gestione dei rifiuti”.

Cerveteri, partito il Progetto di Risocializzazione per la Terza Età

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L’assessore Francesca Cennerilli

È partito a Cerveteri il Progetto Risocializzazione dedicato alla terza età. “Anche quest’anno siamo riusciti a potenziare questo progetto importante – ha spiegato Francesca Cennerilli – assessore alle Politiche alla Persona del Comune di Cerveteri – con cui coinvolgiamo in attività di utilità pubblica gli anziani della nostra città. Quest’anno, grazie alle maggiori risorse destinate dall’Amministrazione comunale ai capitoli del sociale, abbiamo aumentato il numero degli utenti coinvolti nel progetto, passando da 24 a 27 collaborazioni”.

Le attività risocializzanti hanno una durata annuale e prevedono un piccolo compenso per l’utente. Le mansioni che svolgono i ‘nonni’ sono tutte di supporto all’attività del’Amministrazione comunale: il servizio di assistenza agli scolari presso le scuole del territorio, compito che viene svolto in collaborazione con la Polizia Locale, le collaborazioni presso la Biblioteca comunale di Via Etruria, presso gli uffici comunali delle frazioni e presso la sede municipale.

Non configurandosi come attività lavorativa vera e propria, ma piuttosto come un progetto di formazione ed educazione, il Progetto Risocializzazione rappresenta un percorso per l’integrazione sociale e per la valorizzazione della terza età.
“Non si tratta solamente di un piccolo aiuto economico dato a chi ha difficoltà a vivere della sola pensione – ha specificato l’assessore Cennerilli – ma soprattutto un’attività che favorisce la socializzazione e la collaborazione attiva all’interno della società. Dobbiamo combattere fenomeni, purtroppo dilaganti, come l’abbandono e la ghettizzazione degli anziani: i nostri nonni hanno molto da dare e da insegnare, il loro apporto è non solo utile ma indispensabile”.

Bracciano. Rimodulazione delle deleghe: assegnati dal sindaco Sala incarichi specifici a progetto

Con l’obiettivo dell’ottimizzazione dell’attività dell’amministrazione comunale il sindaco Giuliano Sala ha ritenuto opportuno mettere in atto una rimodulazione delle deleghe ampliando e definendo nel dettaglio gli incarichi per ciascun assessore e consigliere di maggioranza. Adottato il 10 gennaio scorso uno specifico atto con il quale vengono ampliate le deleghe.

“Abbiamo in particolare – spiega il sindaco Sala – dato vita ad un gruppo, una sorta di pool, di amministratori incaricati di seguire le tematiche riguardanti la Bracciano Ambiente. Ad affiancare l’assessore Lucci su questo tema ho ritenuto di incaricare anche il vicesindaco Nardelli ed i consiglieri Massimo Mondini, Mauro Negretti e Sergio Pagliarani.

L’assessore allo Sviluppo Economico Rinaldo Borzetti, oltre alle proprie deleghe, è stato incaricato di occuparsi anche delle questioni riguardanti la sistemazione del canile municipale. Incarichi aggiuntivi – sottolinea Sala – anche per il vicesindaco Nardelli che dovrà occuparsi anche della realizzazione della ludoteca comunale, del nuovo centro civico comunale di Bracciano Nuova.

A Ivano Michelangeli vanno gli incarichi aggiuntivi per quanto riguarda i lavori del costruendo asilo nido oltre della questione del finanziamento regionale della bretella via Settevene Palo – via Braccianese. Remo Eufemi, già incaricato, tra le altre cose, di occuparsi delle problematiche relative all’arsenico e floruri, ha anche gli incarichi per seguire le problematiche dell’appalto del verde pubblico e la verifica del finanziamento e la realizzazione de parcheggio multipiano in via dei Giardini. L’assessore alle Politiche Ambientali, Servizi Sociali, Gemellaggi e Politiche di Genere va anche l’incarico di seguire l’appalto dei servizi di raccolta e spazzamento. Il consigliere Negretti – dice ancora il sindaco Sala – si occuperà inoltre anche dei lavori di riqualificazione del Borgo di Castel Giuliano. Incarichi specifici anche per il consigliere Sergio Pagliarani che – aggiunge Sala -oltre alle deleghe al Centro Storico, alla promozione di Bracciano Lido e ai Rapporti con il Gruppo di Azione Locale dovrà occuparsi anche dei lavori di riqualificazione del fontanile di via Cupetta del Mattatoio, intervento che si avvale di uno specifico contributo del Gal. Nessuna variazione – conclude Sala –per gli incarichi già assegnati all’assessore Claudio Ciervo che mantiene le deleghe al Bilancio e Programmazione Economica, Tributi e Patrimonio e Personale. Antonio Latini mantiene inoltre gli incarichi di capogruppo consiliare di Capogruppo Unione Democratica per Bracciano e Rapporti con il Parco e l’Università Agraria. Resta confermato nel suo prestigioso incarico Maurizio Capparella, presidente del Consiglio comunale”.

Ladispoli. Cameriera rifiuta avances cliente e viene accoltellata

Questa notte i carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno arrestato un cittadino romeno di 29 anni con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali gravissime. La vicenda, che solo fortunatamente non ha avuto risvolti drammatici, si è consumata all’interno di un pub di Ladispoli: l’uomo, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, ha rivolto delle avances ad una cameriera del locale, sua connazionale di 26 anni, puntualmente rispedite al mittente. Il ragazzo non ha accettato il “due di picche”, così ha estratto dalla tasca un
coltello con cui si è avventato sulla giovane, colpendola con numerosi fendenti al corpo e al volto, per poi darsi velocemente alla fuga. I numerosi testimoni hanno dato l’allarme al “112” e i Carabinieri della Stazione di Ladispoli, dopo aver soccorso la vittima e sentite le dichiarazioni delle persone presenti, si sono subito messi sulle tracce dell’aggressore. E’ stato, quindi, organizzato un importante dispositivo di ricerca, a cui hanno preso parte anche alcune pattuglie dei vicini Comandi Stazione Carabinieri coordinate dalla Centrale Operativa, grazie al quale il 29enne è stato individuato e bloccato. Durante il sopralluogo e i rilievi scattati nel locale, i militari hanno sequestrato il coltello utilizzato nell’aggressione, rinvenuto a terra in un piazzale
antistante il pub. La ragazza, trasportata all’ospedale di Civitavecchia, è stata riscontrata affetta da gravissime lesioni agli arti superiori e al volto, motivo per cui è stata ricoverata in prognosi riservata. L’arrestato, invece, è stato portato nel carcere di Civitavecchia, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.