Roma, 24 gennaio 2026. Il Lazio, con l’assessore al Turismo Elena Palazzo, ospite del Forum Internazionale del Turismo promosso dal Ministro Daniela Santanchè.
Con l’occasione l’assessore Palazzo si è soffermata sulle azioni intraprese di recente per promuovere il territorio del Lazio in Italia e nel mondo.
“I borghi sono la nostra anima. Roma è la nostra forza – ha affermato l’Assessore Palazzo intervenendo al panel dedicato alle regioni -. Il Lazio che vogliamo portare nel mondo è una regione plurale, fatta di piccoli centri, paesaggi, cultura, tradizioni ed esperienze autentiche. Grazie all’imminente lancio del nuovo brand Lazio e con il bando Lazio Digital aiutiamo anche i centri più piccoli a essere più visibili e protagonisti dei circuiti turistici contemporanei. Perché quando un borgo torna a vivere grazie al turismo, cresce l’economia e la qualità della vita di tutta la comunità”.
“Sabato 7 febbraio saremo a Colleferro al fianco delle comunità di Artena e di Colleferro e delle loro amministrazioni che hanno deciso di promuovere una manifestazione in ricordo di Sergio Albanese e di Erri Talone morti sul lavoro rispettivamente il 7 luglio 2025 e il 13 gennaio 2026.”, così la Cgil di Roma e Lazio e la Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli in una nota
“È un fatto importante – prosegue la nota – che le due amministrazioni abbiano deciso di mobilitarsi contro la strage nei luoghi di lavoro, tema su cui fin troppe volte le lavoratrici e i lavoratori assieme alle organizzazioni sindacali si ritrovano circondate da un assordante silenzio. Fermare le morti è e deve essere una priorità per l’intera collettività.
Il 7 febbraio si ricorderanno anche Francesco Borla, Giuseppe Fontana, Giovanni Girardi, Tobia Talone, morti quasi un secolo fa, il 7 febbraio 1929, nell’esplosione all’interno della BPD, come le 60 persone che persero la vita il 29 gennaio 1938, Roberto Pignalberi e Giuseppe Sinibaldi.”
“Ricordare le persone che sono morte sul lavoro, i loro nomi, i loro volti e le loro storie non è un esercizio di memoria fine a sé stessa. È il primo atto da compiere per riaffermare con forza che il lavoro non può essere causa di dolore, sofferenza e morte. Atto a cui, però, devono seguire scelte concrete affinché la dignità e la salute delle persone diventino finalmente centrali nel modello di sviluppo e di fare impresa.”, conclude il sindacato.
Il Comune di Civitavecchia ha partecipato al tavolo tecnico promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, avviato per mettere in rete istituzioni, imprese, compagnie armatoriali e sistema ITS con l’obiettivo di costruire un Hub Formativo dedicato al sistema portuale del Lazio.
L’incontro ha rappresentato un passaggio importante per affrontare, in modo strutturato e condiviso, il tema delle competenze e del reperimento di personale qualificato nei settori della portualità, della crocieristica e della blue economy. Un lavoro che mira a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, rafforzare l’offerta di figure specialistiche e certificate e rendere più efficiente, continuativa e aggiornata la formazione in base ai reali fabbisogni del mercato.
L’Amministrazione comunale accoglie con grande favore l’iniziativa dell’Autorità portuale e ribadisce la piena disponibilità a contribuire alla costruzione del modello, valorizzando anche l’esperienza già avviata sul territorio con il percorso di orientamento alle professioni del mare realizzato insieme agli istituti superiori e alla formazione professionale, in collaborazione con le compagnie e gli operatori del porto. Un percorso che prosegue e che, proprio grazie al coordinamento avviato dall’AdSP, potrà essere ulteriormente consolidato e messo a sistema.
“È stato un incontro molto positivo e ringrazio il Presidente Raffaele Latrofa e l’Autorità di Sistema Portuale per aver promosso un confronto serio e operativo su un tema decisivo come quello delle competenze. Civitavecchia è già impegnata da tempo su questo fronte con un percorso concreto di orientamento alle professioni del mare, costruito insieme alle scuole, alla formazione professionale e agli operatori del settore. Oggi quel lavoro può crescere ancora, integrandosi in una visione più ampia che metta in rete il sistema portuale laziale. Il nostro obiettivo resta chiaro: offrire ai giovani opportunità reali e costruire, con tutti i partner, una filiera formativa capace di rispondere alle esigenze del porto e delle imprese”, dichiara l’Assessore al Lavoro Piero Alessi.
Il Comune di Civitavecchia conferma quindi la volontà di dare continuità al percorso già avviato e di contribuire ai prossimi passaggi del tavolo tecnico, affinché la città sia parte attiva della costruzione dell’Hub e della definizione di strumenti, spazi e collaborazioni utili a rendere il Lazio un laboratorio di formazione portuale innovativa e replicabile.
“La salute non può dipendere da scadenza amministrativa- Il Governatore invece dia risposte sui tagli al personale in Asl Rm4”
23 gen. – “Adesso il presidente della Regione Lazio scarica la colpa delle liste di attesa in sanità sui cittadini: siamo arrivati veramente al teatro dell’assurdo!”. In una nota congiunta, i circoli PD di Cerveteri e Ladispoli criticano duramente la ridefinizione della validità delle prescrizioni per visite specialistiche ed esami diagnostici, che, dal 1° febbraio, potrà ridursi fino a soli 10 giorni (per le urgenze). Trascorsi i quali bisognerà tornare dal medico e ricominciare l’iter.
“In un video diffuso sui social -prosegue la nota- il Presidente della Regione Rocca ha imputato la colpa dell’allungamento delle liste di attesa ai cittadini che avrebbero prenotato la visita urgente con ritardo. Un discorso a dir poco delirante e che tenta di scaricare la colpa delle inefficienze del Ssn addirittura sugli stessi pazienti!”
“Un paziente -proseguono i circoli di Cerveteri e Ladispoli- può prenotare in ritardo per moltissimi motivi: perché sta male, perché è solo, perché ha difficoltà a muoversi o semplicemente perché non riesce ad accedere tempestivamente ai canali di prenotazione. L’urgenza di una prestazione non è stabilita dal paziente, né dal momento in cui riesce a prenotare, ma dal medico, sulla base di una valutazione clinica precisa e documentata”.
“A pagare il prezzo più alto potrebbero essere proprio le persone fragili, quelle cioè che hanno maggior bisogno di tutela -proseguono i circoli PD-. Il vero problema delle liste d’attesa è l’incapacità del sistema sanitario regionale di garantire tempi coerenti con le priorità cliniche indicate dai medici. Ridurre la validità delle ricette non aumenterà le prestazioni disponibili, non ridurrà i tempi di attesa e non migliorerà l’organizzazione dei servizi.
La sanità non si governa mettendo in discussione il ruolo del medico né attribuendo ai pazienti responsabilità che non sono loro. Né la cura della salute può dipendere da una scadenza amministrativa! Aspettiamo da Rocca invece risposte concrete sui tagli al personale nella Asl Rm4, interessata da un processo di riorganizzazione che per ora ha solo penalizzato operatori e cittadini”.
“Informa Energia”, la nuova campagna itinerante di Roma Capitale dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione dei cittadini sul risparmio energetico, arriva in Municipio XV.
Dal 26 al 30 gennaio, un camper attrezzato con personale qualificato e sportello informativo, sosterà in Viale di Tor di Quinto, angolo Via Riano, per fornire assistenza e supporto gratuito ai cittadini sulla lettura delle bollette energetiche, sulle modalità di riduzione dei consumi domestici e su come migliorare l’efficienza; sulle agevolazioni e gli incentivi disponibili per famiglie e imprese e sulle opportunità offerte dalle comunità energetiche e dalle fonti rinnovabili.
“Informa Energia” nasce con l’obiettivo di portare sul territorio un’informazione chiara e accessibile a tutti, supportando i cittadini nelle scelte quotidiane per un uso consapevole dell’energia e contribuendo a ridurre l’impatto economico e ambientale dei consumi. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.romaperilclima.it.”
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessore alle Politiche Ambientali del Municipio XV, Marcello Ribera.
Le realtà associative, sindacali e politiche presenti nell’Assemblea Cittadina hanno deciso di costituirsi in Coordinamento permanente, “Roma Città Antifascista”, con l’obiettivo di contrastare le continue violenze squadristiche che si registrano da tempo sul territorio metropolitano e di monitorarle attraverso la realizzazione di un apposito Osservatorio.
Stiamo assistendo, infatti, ad un crescendo di atti intimidatori e violenti da parte di gruppi ed organizzazioni di stampo nazifascista, razzista, sessista ed omofobo. Di fronte a tutto questo, noi rappresentiamo quei valori della nostra democrazia costituzionale, figlia del 25 aprile 1945, che chiamano ad una convivenza pacifica, rispettosa delle differenze, nella continua lotta per l’allargamento dei diritti sociali e civili, tanto più oggi, in presenza di una dilagante disuguaglianza sociale.
L’emersione di un millantato sovranismo post-fascista non è altro, infatti, che negazione e antitesi del principio della sovranità popolare costituzionale. Quindi, pur in presenza di innumerevoli e tempestivi presìdi organizzati dalle singole realtà antifasciste in risposta a questa recrudescenza sfacciata del fascismo, noi riteniamo fondamentale che i soggetti aderenti a questo Coordinamento permanente diano vita ad una grande iniziativa pubblica unitaria.
L’appuntamento è per sabato 31 gennaio 2026, alle ore 10, nei Giardini di Piazza Vittorio Emanuele.
La conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa si terrà mercoledì 28 gennaio, alle ore 12, presso la FILT-CGIL di Piazza Vittorio Emanuele 113.
Hanno finora aderito:
AAMOD, ADI Roma, ANPC, ANPI, ANPPIA, ANVRG, Archivio Flamigni, Articolo 21, Associazione Carteinregola, Ass. Culturale Enrico Berlinguer sez. Menichelli, Ass. Parliamo di Socialismo, Attac Roma, Blue Room Libreria indipendente, CGIL Roma e Lazio, Cinecittà Bene Comune, Circolo “Mario Mieli”, Emergency, Europa Verde, GEV, Giovani Democratici, Giuristi Democratici, Libera, Link Coordinamento universitario, Mediterranea, MeM8, Movimento 5 Stelle, Nannare’, Nonna Roma, Opera Nomadi, Parliamo di Socialismo, Partito Comunista Italiano, Partito Democratico, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Progetto Enea, Progetto Glicine 118, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza Roma, Rete #NOBAVAGLIO, Rete studenti medi, Rete Yekatit 12-19 febbraio, Sbilanciamoci, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Italiana, Spin Time, UDI, UDS, UDU, UIL Roma e Lazio
“Aumenta il carico burocratico e le responsabilità amministrative, ma senza nessun supporto logistico e finanziario” lo denuncia Claudio De Luca, Coordinatore regionale FP CGIL Roma Lazio per i Medici di Medicina Generale.
“Sono anni, che da ogni dove, si dichiara la necessità di investire e rafforzare la medicina
territoriale e di prossimità, ma a questa vuota retorica non seguono atti conseguenti. La
medicina generale opera senza finanziamenti strutturali per il supporto logistico e amministrativo.
I contributi per le collaboratrici e i collaboratori di studio, già marginali, sono di fatto scomparsi. Una serie di scelte sbagliate che non solo rendono più difficoltoso il lavoro dei medici, ma che creano un disservizio profondo a tutta la cittadinanza. La medicina generale rappresenta il primo e più significativo argine per l’ingolfamento delle strutture ospedaliere e una sanità veramente prossima ai bisogni delle persone”.
“Nonostante – continua De Luca – questo quadro profondamente deficitario e precario, la
Regione Lazio continua ad aggravare il nostro lavoro, aggiungendo adempimenti e
responsabilità. Questo senza un adeguato supporto di ordine logistico o finanziario. Scelte
che alimentano un illogico cortocircuito, volto solo a scaricare responsabilità e criticità su chi lavora e generando ripercussioni sulla qualità del lavoro e sull’assistenza degli assistiti.
Valutare il valore dei medici di medicina generale sulla base dei piani terapeutici, significa
scambiare un atto burocratico per competenza clinica e capacità di sostenere il territorio”.
“Per rafforzare la medicina territoriale – conclude – serve coraggio e una progettazione con
tutte le operatrici e gli operatori del settore. I provvedimenti amministrativi, senza un adeguata copertura, vanno del verso opposto: ingolfano il nostro lavoro e lo indeboliscono”
Nella sala dell’archivio storico del comune di Bracciano si è svolta, nel pomeriggio di sabato 17 gennaio, ad opera dell’associazione Cultura Movens e dei ragazzi del liceo Vian, la presentazione di Pestaggio di Stato, libro-inchiesta del giornalista Nello Trocchia, edito da Laterza nel novembre 2022. Cultura Movens è un’associazione, prima cooperativa sociale, che opera sul territorio del lago di Bracciano dal 2019, promuovendo la piccola e media editoria nonché incontri su tematiche sociali, culturali e d’attualità.
Alla presenza dei giovani liceali, che hanno costruito un dibattito tra letture e domande personali sul libro, il giornalista Nello Trocchia, inviato di Piazzapulita, cronista e collaboratore per il Fatto Quotidiano, l’Espresso e Domani, autore di diverse inchieste su fatti di mafia e di malaffare politico, ha raccontato di uno degli articoli che lo rese celebre.
Quello del pestaggio di Stato avvenuto il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (CE) è stato un vero e proprio scoop: depistaggi e dirottamenti da parte del potere politico, noncurante delle violenze perpetrate dalla polizia penitenziaria, portarono ad un oscuramento delle notizie e delle denunce dei detenuti, malmenati, presi a calci e a pugni, persino rasati a forza.
Mostrandoci il percorso a ritroso necessario per trovare le prove di quanto avvenuto, contenute nei video delle telecamere di sicurezza e ricostruite meticolosamente nel libro, Nello Trocchia riflette sulla realtà materiale e psicologica di chi il carcere lo vive in prima persona, di chi aspetta con ansia il colloquio settimanale con i propri cari, diritto inalienabile troppe volte negato, di chi perde spesso la cognizione dello spazio e del tempo in cui si trova, chiuso tra spesse mura di cemento.
Mentre il potere si riempie la bocca di legalità e di sicurezza, il giornalista smonta con le proprie inchieste un sistema che tende ad oscurare velocemente ciò che gli è scomodo, invitando i presenti alla ricerca inesausta delle informazioni, alla complessità del giornalismo di inchiesta e del mondo che ci circonda. Solo così potremo essere in grado di decifrare un mondo in profondo e veloce mutamento, mettendone in risalto luci ed ombre.
L’associazione ringrazia il comune di Bracciano nelle figure dell’assessore Giulia Sala e del sindaco Marco Carocci per il patrocinio e per la concessione degli spazi comunali, nonché il giornale L’Agone Nuovo per aver divulgato l’evento.
Un plauso va all’Istituto Paritario “Salvo D’Acquisto” e a tutte quelle scuole che comprendono l’importanza di avvicinare i ragazzi a temi cruciali per il loro futuro professionale e personale. Tra questi, l’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle sfide più decisive. È stato proprio questo il tema del seminario svoltosi il 21 gennaio, che ha coinvolto attivamente studenti e docenti, cui ha partecipato “L’Agone”.
Su invito della dinamica dirigente scolastica Lucia Dutto, l’ingegnere Luca Lestingi, esperto di sicurezza sul lavoro e tutela della privacy, ha incontrato gli studenti dell’istituto, riuscendo ad appassionarli con un excursus chiaro e stimolante sui rischi e sulle opportunità legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale. Una trasformazione che, per portata e impatto, può essere paragonata alle grandi rivoluzioni tecnologiche della storia: dall’invenzione della ruota alla stampa a caratteri mobili, dalla macchina a vapore alle onde radio.
A.I.
Nel corso del suo intervento, Lestingi ha illustrato l’origine dell’AI, i grandi attori che oggi ne guidano lo sviluppo e le logiche economiche e geopolitiche che ne orientano l’evoluzione. Ha spiegato come l’intelligenza artificiale possa accelerare enormemente la crescita della conoscenza e dell’efficienza produttiva, ma anche come essa comporti il rischio concreto di una profonda trasformazione del mercato del lavoro, con la possibile scomparsa di numerose professioni.
Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti più critici: dalle cosiddette “allucinazioni” dell’AI, ovvero la tendenza dei sistemi a fornire risposte plausibili ma false pur di soddisfare la richiesta dell’utente, fino al fenomeno dei deep fake, contenuti audio e video artificiali sempre più realistici, capaci di ingannare e manipolare.
I compiti a casa
Rivolgendosi direttamente ai ragazzi, Lestingi ha sottolineato alcuni punti fondamentali. In primo luogo, l’inutilità di usare l’intelligenza artificiale per svolgere automaticamente i compiti scolastici, contrapposta invece alla sua utilità come strumento di supporto allo studio: un assistente capace di guidare passo dopo passo nel ragionamento, aiutando a individuare errori e a comprendere i concetti.
Risulta evidente come la didattica debba essere ripensata in modo sostanziale: i compiti a casa, così come sono ancora concepiti oggi, risultano ormai anacronistici e privi di reale efficacia formativa. In un contesto in cui strumenti di intelligenza artificiale sono facilmente accessibili, continuare a proporre esercizi basati esclusivamente sulla riproduzione di contenuti o su procedure standard non favorisce l’apprendimento, ma incentiva una delega passiva del lavoro. Occorre dunque cambiare logica e integrare consapevolmente l’AI nel processo educativo, trasformandola in un docente di supporto domestico, capace di affiancare lo studente nel ragionamento, nel chiarimento dei dubbi e nell’approfondimento dei concetti e non in un “neogenitore” che sostituisce lo studente svolgendo i compiti al suo posto.
I pericoli
Ha poi evidenziato come lo sviluppo dell’AI porterà, nel giro di pochi anni, alla perdita di posti di lavoro non solo a livello esecutivo, ma anche intermedio. Il futuro prossimo vedrà una crescente diffusione dei robot collaborativi e dei sistemi intelligenti, oggi spesso guardati con diffidenza perché più efficienti, flessibili e “gentili” degli esseri umani, ma destinati a diventare una presenza strutturale nel mondo del lavoro. Da qui la necessità, per le nuove generazioni, di studiare continuamente: non solo per entrare nel mercato del lavoro, ma per riuscire a rimanervi.
Un passaggio particolarmente delicato ha riguardato l’uso improprio dell’AI come “psicologo personale”. Pur riconoscendo le difficoltà che talvolta i giovani incontrano nel dialogo con genitori o insegnanti, Lestingi ha messo in guardia dai rischi: l’intelligenza artificiale non possiede empatia, coscienza né responsabilità morale e, se usata in modo ingenuo, può condurre a conseguenze anche gravi.
A chiarimento di questo punto, è stato citato il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, che ha definito l’AI un “pappagallo stocastico”. Un’immagine efficace per spiegare come questi sistemi non “comprendano” davvero ciò che producono: le loro risposte non derivano da un apprendimento umano basato sull’esperienza e sulla coscienza, ma da un’analisi statistica di enormi quantità di dati (i cosiddetti Big Data), che consente di associare parole, frasi e immagini in base alla probabilità, generando contenuti verosimili, ma non necessariamente veri.
Intelligenza artificiale: un salto quantico
Luca Lestingi è autore di una trilogia di volumi cartacei intitolata “Intelligenza artificiale: un salto quantico”. Una scelta apparentemente controcorrente, in un’epoca dominata dai contenuti digitali, ma motivata dalla convinzione che il libro rimanga uno strumento insostituibile per favorire concentrazione, memoria e riflessione critica. Caratteristica distintiva di questi libri è la presenza di QR code che rimandano a video di approfondimento, rendendo la lettura interattiva e integrata.
Se YouTube offre risposte rapide e frammentarie, i testi di Lestingi affrontano il tema dell’AI in modo organico, includendo riflessioni filosofiche ed etiche difficilmente reperibili online. Nel primo volume l’autore spiega cos’è oggi l’intelligenza artificiale, quali norme ne regolano l’uso e come rapportarsi consapevolmente a questa tecnologia. Nel secondo analizza rischi e opportunità, sottolineando la rapidità di un’evoluzione spesso sottovalutata.
Il terzo e ultimo volume, disponibile esclusivamente su Amazon, assume la forma di un vero e proprio “gioco” intellettuale: uno stress test della AI. Attraverso brevi episodi narrativi, come una cena immaginaria tra Martin Luther King e Goebbels o una surreale riunione di condominio per la ristrutturazione del Partenone, l’autore mostra in modo divertente, ma incisivo, gli errori dell’intelligenza artificiale e richiama alla responsabilità di chi la utilizza. Un messaggio chiaro: solo chi studia, verifica le fonti e non smette mai di imparare può usare l’AI in modo consapevole e sicuro.
Riccardo Agresti
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Luca Lestingi
Lucia Dutto e Luca Lestingi
Luca Lestingi
sala seminario
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Intelligenza artificiale: un salto quantico - volume 1
Intelligenza artificiale: un salto quantico - volume 2
Intelligenza artificiale: un salto quantico - volume 3