Dal profilo Facebook del Comune di Trevignano
Appuntamento ravvicinato con il Trevignano Proms.
Cna, docenti spagnoli e turchi in visita all’hub di Lazio Artigiana per conoscere Go Green
Comunicato stampa
Go Green varca i confini nazionali e si confronta con due realtà prestigiose: la Escuela de arte y superior de diseño di Merida e la Kayseri olgunlaşma enstitüsü di Kayseri. Il punto di contatto è stato l’hub di Lazio Artigiana, dove il gruppo di docenti spagnoli e turchi ha voluto conoscere da vicino i protagonisti del progetto che la Cna di Viterbo e Civitavecchia ha messo in piedi in favore delle imprese, per sensibilizzarle e aiutarle verso un percorso di sostenibilità.
L’obiettivo di Go Green è quello di trovare soluzioni personalizzate in grado di migliorare l’efficienza dei processi aziendali, ridurre gli sprechi e valorizzare la sostenibilità come elemento distintivo dell’impresa. I docenti sono arrivati a Viterbo grazie alla partecipazione all’Erasmus+ con “HybridCraft, sustainable future or traditional handicraft”, coordinato per l’Università degli studi della Tuscia dalla docente Paola Pogliani. Si occupano di corsi professionalizzanti dedicati all’artigianato artistico visto in chiave green, ricalcando dunque i concetti di rigenerazione e riuso dello scarto cari a Go Green, e creatività artistica.
Ad accoglierli nei locali dell’hub di Lazio Artigiana sono stati Attilio Lupidi, segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, il vicepresidente Luigi Cuppone, artigiano falegname, titolare del Laboratorio Linfa a Orte e coordinatore del progetto Go Green, Daniela Lai, presidente dell’Unione Cna artistico e tradizionale Lazio, e Roberta Pietrini, titolare di Neloo, impresa partecipante a Go Green.
Dopo il benvenuto da parte della Cna, Cuppone ha illustrato tutte le buone pratiche che costituiscono la base fondamentale di Go Green, promosso dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, con il contributo della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e della Camera di Commercio di Roma, la cui seconda edizione intanto è in fase di chiusura. Ha quindi spiegato come siano state organizzate consulenze direttamente nelle imprese, condiviso i temi al centro delle tavole rotonde – dall’arredo al design, dai tessuti alla moda, fino al food e alla comunicazione – le sessioni di co-progettazione e attività di prototipazione, infine mostrato alcuni dei lavori realizzati nel corso della prima edizione.
Lo scambio di informazioni è stato però reciproco: anche loro hanno mostrato alcuni dei lavori realizzati. Il progetto che vede coinvolte le due realtà insieme all’Unitus infatti è incentrato sui principi di sostenibilità e zero rifiuti, minimizzando l’impatto ambientale dell’artigianato e contribuendo all’economia circolare.

Scuola, ripensare il tempo dell’apprendimento:formulata una proposta al Ministro Giuseppe Valditara per l’introduzione di moduli orari da 45 minuti
Comunicato stampa
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rende pubblica la formulazione di una proposta, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, volta alla rimodulazione dell’unità oraria scolastica mediante l’introduzione generalizzata di moduli didattici della durata di 45 minuti, in coerenza con modelli organizzativi già consolidati in numerosi ordinamenti scolastici europei.
La presente iniziativa si inscrive nell’alveo dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 33 e 34 della Costituzione, nonché nel quadro dei diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con particolare riferimento al diritto all’istruzione quale diritto sociale inviolabile, da garantire secondo criteri di effettività, equità e qualità. In tale prospettiva, la dimensione temporale dell’attività didattica assume rilevanza giuridica e organizzativa, incidendo direttamente sull’effettivo godimento del diritto all’apprendimento.
La proposta si configura come atto di indirizzo culturale e tecnico, finalizzato a promuovere una revisione sistemica dell’organizzazione del tempo scuola, attualmente ancorata a modelli orari rigidi e non sempre rispondenti alle esigenze cognitive, relazionali e inclusive della popolazione studentesca. L’introduzione di unità orarie da 45 minuti, lungi dal determinare una compressione dei contenuti disciplinari, consentirebbe una razionalizzazione dell’offerta formativa, favorendo una maggiore efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e una più equilibrata distribuzione dei carichi cognitivi.
Sotto il profilo organizzativo-amministrativo, la rimodulazione proposta appare idonea a produrre effetti positivi rilevanti. In particolare, essa potrebbe contribuire a superare criticità strutturali quali la mobilità territoriale fortemente limitata per alcune classi di concorso — tra cui la A-46 (discipline giuridiche ed economiche) — nonché il fenomeno dei docenti soprannumerari. Una più flessibile articolazione del tempo scuola consentirebbe, infatti, una diversa composizione delle cattedre e una più efficiente allocazione delle risorse umane, in conformità ai principi di buon andamento ed economicità dell’azione amministrativa di cui all’art. 97 della Costituzione.
Sul piano pedagogico-didattico, la riduzione dell’unità oraria si tradurrebbe in un incremento della soglia di attenzione degli studenti, in una maggiore dinamicità delle metodologie didattiche e in un rafforzamento delle pratiche educative inclusive. L’esperienza comparata di Paesi quali Germania, Finlandia, Austria, Estonia e Polonia dimostra come l’adozione di moduli da 45 minuti, spesso accompagnati da pause strutturate, contribuisca significativamente al benessere psicofisico degli studenti, alla prevenzione della dispersione scolastica e al miglioramento degli esiti formativi.
Inoltre, la proposta si pone in linea con i più recenti orientamenti delle scienze cognitive e pedagogiche, che evidenziano la necessità di calibrare i tempi dell’apprendimento in funzione delle capacità di concentrazione e assimilazione degli studenti, nonché con le politiche europee in materia di istruzione, sempre più orientate verso modelli flessibili, inclusivi e centrati sulla persona.
Non meno rilevanti appaiono i riflessi sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Una diversa articolazione oraria potrebbe infatti favorire una più equa distribuzione del carico di lavoro, una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e una valorizzazione delle professionalità docente, contribuendo a ridurre situazioni di precarietà e marginalizzazione professionale.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene, pertanto, che la rimodulazione dell’unità oraria in senso riduttivo costituisca una misura ragionevole, proporzionata e coerente con i principi dell’ordinamento giuridico nazionale ed europeo, nonché con le esigenze di innovazione del sistema scolastico.
Alla luce di quanto sopra esposto, si rivolge al Ministro Giuseppe Valditara un formale invito a valutare l’opportunità di avviare un procedimento di studio e consultazione istituzionale volto all’eventuale introduzione del modello proposto, anche in via sperimentale, coinvolgendo le istituzioni scolastiche, le rappresentanze professionali e le componenti della comunità educante.
Il CNDDU si dichiara sin d’ora disponibile a trasmettere formalmente la proposta articolata e a partecipare attivamente ai tavoli tecnici che si riterrà opportuno istituire, nella convinzione che una riforma del tempo scuola rappresenti un passaggio imprescindibile per la costruzione di un sistema educativo più giusto, efficiente e rispettoso dei diritti umani.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
ROMA, A PALAZZO VALENTINI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SUL “MONTE SIRENTE” DI MASSIMO SANTILLI
Comunicato stampa
MARTEDI’ 21 APRILE UN PROGETTO DI VALORIZZAZIONE TERRITORIALE TRA VOLUME, DOCUMENTARIO E CARTINA LETTERARIA
C’è una montagna nel cuore dell’Abruzzo che sorprende chi la osserva davvero: il Sirente. Un luogo ancora capace di custodire meraviglia, identità e memoria. A questa terra appartata e potentemente evocativa è dedicato il nuovo libro di Massimo Santilli, “Sirente, sconosciuto stupore (Una montagna d’Abruzzo e la sua valle)” (Edizioni Menabò – D’Abruzzo), impreziosito dalla prestigiosa prefazione di Dacia Maraini.
Il volume sarà presentato martedì 21 aprile 2026, alle ore 17.30, a Roma, presso Palazzo Valentini (Sala Mons. Di Liegro, in Via Quattro Novembre, 119a), nell’ambito di un più ampio progetto di promozione territoriale dedicato all’area del Sirente. Nel corso dell’evento saranno presentati anche una cartina letteraria e un documentario, strumenti complementari per raccontare e valorizzare questo territorio.
Accanto all’autore Massimo Santilli interverranno Dario Nanni, Presidente dell’Associazione Abruzzesi di Roma; Giuseppe Santeusanio, Presidente del Sodalizio degli Abruzzesi San Camillo de Lellis; S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente Emerito del Dicastero per i Testi Legislativi e Alto Patrono del sodalizio. Modera Gianni Lattanzio, Segretario Generale “Ambientevivo”.
Frutto di decenni di ricerca, il libro si configura come uno studio approfondito e al tempo stesso accessibile, capace di restituire in tutta la sua ricchezza il Monte Sirente e la Valle Subequana, chiarendone il perimetro geografico e la consistenza geo-culturale. Un lavoro rigoroso e coinvolgente, definito da autorevoli osservatori un vero e proprio manifesto dell’Appennino aquilano, arricchito da materiali inediti e da una vasta bibliografia.
Santilli esplora il volto meno noto di questi luoghi, svelandone l’intimità e accompagnando il lettore in un percorso di conoscenza che attraversa secoli di storia, dalle vestigia dell’antica città di Superaequum, alle testimonianze dei viaggiatori tra XVIII e XX secolo fino alle prime ascensioni della vetta del Sirente. Un racconto che intreccia analisi delle fonti e vocazione divulgativa, ponendosi anche come strumento utile alla progettualità territoriale.
Il volume restituisce finalmente una narrazione organica di un’area interna dell’Abruzzo montano – estesa su dieci comuni della Valle Subequana e della media Valle dell’Aterno – troppo a lungo considerata marginale. Ne emerge invece un territorio ricco di identità, tradizioni e biodiversità, dove paesaggi, architetture, mestieri e comunità compongono un mosaico vivo e sorprendente.
Ampio spazio è dedicato anche al fiume Aterno, alle sue acque e alle attività produttive che ne hanno segnato la storia, così come alla vita delle comunità locali: origini, saperi, aspirazioni e resilienza di una popolazione che continua a credere nel valore della propria terra.
L’opera si presenta come un’indagine sul passato e sul presente, capace di individuare criticità e potenzialità di un’area oggi fragile ma tutt’altro che marginale, abitata da una comunità tenace che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici.
Il progetto è promosso da Civitas Superequani e presentato insieme all’Associazione Abruzzesi di Roma, Roma Capitale e dal Sodalizio degli Abruzzesi San Camillo de’ Lellis, con il patrocinio dei Comuni dell’Unione Montana Sirentina, di Abruzzo Turismo e con il sostegno di Fondazione Carispaq e HubAbruzzo.
Il volume è disponibile nelle principali librerie e sui maggiori store online.

Fitness e solidarietà: 20 bonus per i campi estivi donati al Comune di Ladispoli per le famiglie più fragili
Comunicato stampa
Sostegno alle imprese, bandi per oltre 76 milioni: la Cna pronta per la predisposizione delle domande
Comunicato stampa
Prestiti a tasso zero da 5mila a 50mila euro per sostenere la nascita e lo sviluppo delle imprese. Sono queste alcune delle misure a sostegno degli investimenti attivate dalla Regione Lazio, attraverso il programma regionale Fesr Lazio 2021-2027, con la pubblicazione dei nuovi bandi per un totale di oltre 76 milioni di euro. La Cna di Viterbo e Civitavecchia è a disposizione per la compilazione e l’invio della domanda.
Nel dettaglio, il Nuovo Fondo Futuro mette a disposizione una dotazione di oltre 12 milioni di euro per le microimprese in fase di avviamento, inclusi i liberi professionisti. I finanziamenti, a tasso zero, vanno da 5mila a 25mila euro, con rimborso fino a 72 mesi e 12 mesi di preammortamento obbligatorio. Tra le spese ammissibili, almeno il 50%, dovrà riguardare investimenti materiali/immateriali (macchinari, attrezzature, software, brevetti, ristrutturazioni e altro). La precompilazione delle domande sarà possibile dal 7 maggio 2026 alle ore 10, mentre l’invio e la protocollazione potranno essere effettuati dall’11 maggio 2026 alla stessa ora.
Per le imprese già avviate, è operativo il Nuovo Fondo Piccolo Credito di oltre 51 milioni di euro. Le MPMI, inclusi i professionisti, potranno richiedere finanziamenti a tasso zero da 10mila a 50mila euro, rimborsabili in massimo 60 mesi, con 12 mesi di preammortamento. La misura prevede che il finanziamento agevolato possa coprire fino al 100% del progetto per investimenti investimenti materiali e immateriali, consulenze, fabbisogno di circolante, anche acquisto di mezzi se strumentali all’attività. Anche in questo caso, la precompilazione sarà disponibile dal 7 maggio e l’invio delle domande dall’11 maggio.
Un ulteriore bando riguarda il Fondo Patrimonializzazione PMI, con una dotazione di oltre 13 milioni di euro. La misura è rivolta alle PMI costituite in forma di società di capitali che realizzino aumenti di capitale destinati a investimenti. I finanziamenti, a tasso zero, vanno da 50mila a 500mila euro, con rimborso fino a 84 mesi e 12 mesi di preammortamento. Le domande potranno essere presentate a partire dall’11 maggio 2026 ore 10.
Per maggiori informazioni e per l’invio delle domande è possibile contattare la Cna di Viterbo e Civitavecchia ai numeri 339.1164018 e 0761.229220.
IL LAZIO TORNA A MUOVERSI: INIZIATIVA SUL SISTEMA DELLA MOBILITÀ
Comunicato stampa
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GIOVEDì 23 APRILE, ORE 11:00, IN PIAZZA DEL CASTAGNO COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE DEL 1944
Dalla pagina Facebook del Comune
Secondo appuntamento con le parole fondamentali
Ormai è diventata consuetudine che il giovedì pomeriggio alla biblioteca Angela Zucconi di Anguillara Sabazia si presentino le parole fondamentali, quelle parole così significative e profonde che a volte ce ne sfugge persino il significato.
Ad illustrarle è Marco Danè , un ex televisivo famoso per il programma “paroliamo” condotto da Fabrizio Frizzi e tanto altro. Le parole fondamentali vengono spiegate in modo semplice e diretto coinvolgendo il pubblico sempre più numeroso nella riflessione, poi vengono letti degli aforismi e dei racconti molto significativi scritti dallo stesso Marco Danè, eccone una sintesi:
La prima parola è stata indipendenza: è la storia di Carletto nella sua evoluzione diventato Carlo. Era un ragazzo di quindici anni simpatico ed accomodante e la cosa non gli dispiaceva, gli insegnanti i genitori gli chiedevano sempre che cosa volesse fare nella vita ma poi lo sovrastavano dicendo la loro; un giorno Carletto cercò di cambiar rotta, si rese più autonomo dall’opinione altrui con piccoli gesti quotidiani e capì che l’indipendenza significava anche ascoltare gli altri ma poi decidere da soli.
La seconda parola è stata volontà: Alan nonostante la sveglia suonasse non riusciva ad alzarsi dal letto, aveva deciso che se avesse sostenuto quell’esame avrebbe avuto più possibilità di entrare in quella scuola superiore ma nonostante ciò non riusciva ad alzarsi. Una volta in piedi dopo aver lavato la faccia con dell’acqua calda i pensieri dentro di sé scorrevano più limpidi, meno scuse e più azioni.
Sentì quella forza che tutti abbiamo dentro e senza musiche nè applausi riuscì ad alzarsi, ogni giorno la stessa battaglia , ogni sera la stessa stanchezza. Un giorno sotto la pioggia pensò di arrendersi ma poi riconobbe che quello era un momento come quello della sveglia e si rese conto che la volontà è dire una serie di si quando è più facile dire di no.
La terza parola è stata amicizia: un felice ultimo giorno di scuola, i ragazzi si salutavano scherzosamente, tra di loro Claudio e Giovanni che erano stati compagni di banco per gli ultimi due anni di liceo avevano trovato l’uno nell’altro una sicurezza, un appoggio incondizionato. Claudio e Giovanni non si lasciarono nonostante le difficoltà della loro vita, tra di loro era nato qualcosa che non si sarebbe perso nel tempo, ma finita la scuola i due compagni di banco si persero di vista.
Un giorno d’inverno Claudio sentì squillare il cellulare, era con sorpresa Giovanni, l’indomani si incontrarono abbracciandosi e raccontandosi la loro nuova vita. Claudio si sfogò con lui e Giovanni ascoltò silenziosamente e Claudio raccontandosi si sentì più leggero ed è questo che a volte fa un amico.
Ilaria Morodei, redattrice L’agone
Roma, 13enne precipita e muore. Rete degli Studenti Medi del Lazio “La nostra generazione sta male, non potete più ignorare il disagio nelle scuole
Comunicato stampa
Una tragedia che non può essere derubricata a caso isolato, ma che richiama con forza l’urgenza di intervenire sulle condizioni in cui studenti e studentesse vivono quotidianamente la scuola.
“Alla luce di quanto accaduto, ribadiamo la necessità di interventi concreti e strutturali: l’istituzione di sportelli psicologici realmente funzionanti in tutte le scuole, accessibili, gratuiti e continuativi; la costruzione di un modello di scuola che metta al centro il benessere e la crescita delle persone e non esclusivamente la performance; la garanzia di ambienti scolastici sicuri e accoglienti – spiega Bianca Piergentili, Coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Lazio – Non possiamo continuare a leggere notizie come questa senza interrogarci sul ruolo della scuola.
Serve una scuola che formi, servono strumenti reali di supporto psicologico e spazi in cui il disagio venga ascoltato prima che sia troppo tardi. Il benessere psicologico deve diventare una priorità politica”.
Rete degli Studenti Medi del Lazio


