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DALLA FP CGIL È UN FERMO NO AL CONTRATTO DEI MEDICI

Comunicato stampa

Non ci sono i requisiti minimi per la dignità della professione

“Il nostro è un fermo NO al Contratto dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari 2022-2024” lo dichiarano Paolo Terrasi e Francesco Palmeggiani, rispettivamente Segretario Generale e Segretario Medici per la Funzione Pubblica CGIL Roma e Lazio.

“Coerentemente con la nostra posizione di novembre 2025, non abbiamo sottoscritto il rinnovo del Contratto dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari per il triennio 2022-24. Una scelta non facile, ma necessaria di fronte a un testo tossico che mortifica la dignità e il lavoro di centinaia di professioniste e professionisti. Il Servizio Sanitario Nazionale è ormai da anni costantemente minacciato da un disegno politico dal carattere liquidatorio.

Con le ultime Leggi di Bilancio il definanziamento ha raggiunto minimi storici rispetto al PIL, la carenza di personale è una triste costante su tutto il territorio nazionale, gli stipendi sono i più bassi di Europa, mentre quasi ogni giorno vi sono all’onore della cronica casi di aggressione contro il personale sanitario.

Questo è il desolante quadro dove si trovano ad operare lavoratrici e lavoratori del SSN. Il Governo invece di individuare risorse e inaugurare una nuova fase di investimento, dialogo tra le parti e progettazione, continua lo smantellamento del sistema tramite il definanziamento del Contratto”.

“Ieri – continua la nota – non abbiamo firmato un contratto fattualmente e innegabilmente
peggiorativo. Un contratto che sancisce definanziamento di ben 580 euro lordi, quasi il 10%, rispetto all’inflazione del triennio. Non solo poche risorse, ma anche mal distribuite secondo una perversa logica che premia figure apicali e coloro che lavorano in regimi di non esclusività e penalizza neoassunti, i dirigenti sanitari e dirigenti delle professioni sanitarie.

Al lato economica si affianca un nulla di fatto dal punto di vista normativo e dell’avanzamento dei diritti e delle tutele per chi quotidianamente porta sulle sue spalle il peso di garantire un servizio sanitario universale, gratuito e qualità. Il disegno politico è chiaro: rendere il pubblico poco attrattivo nei confronti del privato”-

“Il NO della FP CGIL – concludono – è un gesto di coerenza per chi crede nella dignità del lavoro e nel ruolo fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale. Contestiamo oggi, per costruire, con la forza e il sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori, i migliori presupposti, economici, normativi e di visone per il triennio 2025-27. Una nuova stagione di contrattazione che deve essere avviata nel più breve tempo possibile”

DANNI CAUSATI DAL MALTEMPO: CONVOCATA AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE PER I LAVORI PUBBLICI ALLA REGIONE LAZIO

Di seguito alla richiesta urgente di convocazione di audizione della Commissione sui danni da eventi metereologici avanzata dall’Assessora Regionale Michela Califano, è stata convocata la VI Commissione consiliare permanente “Lavori pubblici, Infrastrutture, Mobilità, Trasporti” per il giorno 3 marzo 2026, alle ore 11,30, presso la Sala Latini del Consiglio Regionale del Lazio, in via della Pisana.

La richiesta avanzata dall’Assessora Califano ha lo scopo di acquisire un quadro completo e trasparente sullo stato di avanzamento delle richieste pervenute dagli Enti territoriali per i gravi danni che hanno determinato allagamenti, esondazioni, frane e dissesti vari.

Data la natura degli eventi, che intreccia la tenuta delle infrastrutture con la sicurezza idrogeologica, la convocazione era stata ritenuta necessaria per l’assessore regionale ai lavori pubblici, politiche di ricostruzione, viabilità, e infrastrutture, il direttore regionale Emergenza, Protezione Civile e NUE 112 e i presidenti delle province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, oltre che il presidente di Città Metropolitana Roma Capitale.

All’Audizione del 3 marzo sono effettivamente stati invitati l’Assessore ai Lavori Pubblici, Politiche di Ricostruzione, Viabilità, Infrastrutture Manuela Rinaldi; il direttore dei Lavori Pubblici e Infrastrutture e Commissario straordinario delegato per il contrasto al dissesto idrogeologico Luca Marta; il Direttore della Direzione Regionale Emergenza, Protezione Civile e NUE 112, Massimo La Pietra, il Sindaco di Città Roma Capitale, Roberto Gualtieri; il presidente della Provincia di Frosinone Luca De Stefano; il presidente della Provincia di Latina Gerardo Stefanelli; il presidente della Provincia di Rieti Roberta Cuneo; il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli.

La notte degli Oscar 2026: sogni e riflettori a Los Angeles

Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 marzo 2026 si accenderanno le luci sul Dolby Theatre di Hollywood, Los Angeles, per la 98ª edizione degli Academy Awards, gli Oscar del cinema che ogni anno trasformano stelle e storie in leggenda. La cerimonia, presentata da Conan O’Brien, promette una lunga maratona di bellezza, colpi di scena e anticipazioni sotto il cielo californiano, in onda in diretta su Rai 1 con Alberto Matano e i suoi ospiti, successivamente disponibile anche on demand su RaiPlay.

In attesa del grande spettacolo, il 22 gennaio 2026 l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha reso note le candidature ufficiali, in una cerimonia che ha svelato titoli dei film e nomi degli artisti in lizza per le statuette dorate, inaugurando una competizione che sembra destinata a rimanere memorabile. Tra i film di cui si parla maggiormente c’è, grazie alla sua energia e alla sua visione intensa, il fenomeno “Sinners” che con 16 nomination ha stabilito un nuovo record nella storia degli Academy Awards. Al suo fianco, tra i favoriti per le categorie più importanti, ci sono “Una battaglia dopo l’altra” che porta la firma di Paul Thomas Anderson, “Frankenstein” diretto da Guillermo del Toro, “Hamnet – Nel nome del figlio” di Chloé Zhao, “Bugonia” diretto da Yorgos Lanthimos, “F1 – Il film” di Joseph Kosinski e “Train Dreams” firmato da Clint Bentley. Tutte narrazioni diverse e avvincenti, tra dramma, azione e tensione emotiva, dando alla competizione un equilibrio tra cinema d’autore e un cinema che strizza l’occhio al mainstream di richiamo internazionale.

Nel cuore della competizione ci sono nomi e volti che il pubblico riconosce: nella categoria Miglior Attore Protagonista, tra i candidati troviamo Timothée Chalamet per “Marty Supreme”, Leonardo DiCaprio per “Una battaglia dopo l’altra” e Michael B. Jordan per “Sinners”. Jessie Buckley che sembra essere la favorita per il premio di Miglior Attrice, per la sua intensa interpretazione ne “Hamnet – Nel nome del figlio”.

L’ambizione al premio per il Miglior Film Internazionale vede la Francia con il film “A simple accident” (Un semplice incidente), un dramma del regista iraniano residente in Francia, Jafar Panahi; il Brasile con “O agente segreto” (L’agente segreto), un thriller diretto da Kleber Mendonça Filho; la Norvegia con “Sentimental Value”, diretto da Joachim Trier; la Spagna con “Sirât”, del regista Óliver Laxe e la Tunisia con il film che lascia attoniti “La voce di Hind Rajab”, diretto da Kaouther Ben Hania. Una selezione che riflette la ricchezza del cinema mondiale.

La notte degli Oscar 2026 si avvicina, e con essa il battito crescente di chi sogna la statuetta d’oro: un appuntamento che, tra il tappeto rosso e l’alba di Los Angeles, racconta ancora una volta l’incanto del cinema.

Marzia Onorato

A CERVETERI, SPETTACOLO INTERATTIVO:  “LA STORIA DI TUTTE LE STORIE”

Comunicato stampa

da Gianni Rodari

con  LABORATORIO CREATIVO PER BAMBINI : COLORIAMO LA MIA MASCHERA!

Prodotto da LE ODìSSERE TEATRO e patrocinato dal Comune di Cerveteri – Assessorato alla Cultura

E’ stato riprogrammato, lo spettacolo annullato per lutto cittadino il 17/2,

Domenica 1 marzo, alle ore 17.00 in Sala Ruspoli, in piazza Santa Maria a Cerveteri,

La storia di tutte le storie,  è uno spettacolo interattivo per bambini, prodotto da Le Odìssere Teatro e patrocinato dal Comune di Cerveteri.

Gli spettacoli interattivi creano un contesto in cui i piccoli spettatori possono partecipare all’azione teatrale divertendosi : il momento narrativo è arricchito con esperienze laboratoriali , creative e ludiche , per rendere le bambine e i bambini i veri protagonisti della storia, facendo vivere loro un’esperienza immersiva e magica.

La storia di tutte le storie

E’ uno spettacolo che si ispira al testo originale di Gianni Rodari, riprendendo l’idea che le storie possano nascere dall’incontro tra immaginazione, partecipazione e invenzione collettiva dei bambini.

In scena Pulcinella e Colombina, accompagnano il pubblico in un viaggio fantastico dentro una storia che nasce dal contributo dei bambini stessi: parole inventate, filastrocche, improvvisazioni e giochi teatrali trasformano gli spettatori in protagonisti attivi della narrazione. Tra momenti comici, rocambolesche avventure  e un finale simbolico sulla Luna, lo spettacolo celebra la fantasia, la collaborazione e il valore dell’immaginazione, introducendo i piccoli spettatori alla tradizione delle Maschere Italiane della Commedia dell’Arte.

L’esperienza si completa con un laboratorio creativo in cui ogni bambino può costruire e indossare la propria maschera, proprio come Pulcinella e Colombina

In scena Odette Piscitelli e Gianluca Enria, che condurranno anche il laboratorio creativo.

INGRESSO GRATUITO

Età Consigliata: 3-11 anni

“La storia di tutte le storie” è un’esperienza coinvolgente che unisce teatro, musica e bricolage.

LE OdìSSERE TEATRO

E’ una compagnia teatrale  che produce  spettacoli, propone percorsi formativi, organizza

festival e progetti culturali in sinergia con il territorio del Lazio e con il Comune di Cerveteri.

Odette Piscitelli, attrice diplomata all’Accademia Nazionale D’arte Drammatica Silvio D’Amico ne è la direttrice artistica.

 

“Disunited Nations”: al Cinema Palma proiezione e dibattito sul documentario che parla dell’attuale debolezza dell’ONU

Insieme a più di 100 sale in tutta Italia, il Cinema Palma ha proiettato, nella serata di mercoledì 11 febbraio, il documentario di Cristophe Cotteret “Disunited Nations”. Il filmato, realizzato nel corso degli ultimi due anni, racconta la sempre maggiore difficoltà da parte delle Nazioni Unite di agire in contesti bellici e non solo.

Seguendo le vicende che si sono sviluppate attorno a Francesca Albanese, Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967, il regista intreccia l’attuale situazione in cui versano sia la Striscia di Gaza, la sempre più sotto pressione West Bank, e lo stato di salute di un organismo internazionale come l’ONU. L’organizzazione intergovernativa nata dalle ceneri della Società delle Nazioni non sembra più essere in grado, nel caso lo sia mai stata, di adempiere allo scopo per il quale fu inizialmente creata: impedire lo scoppio di ulteriori conflitti.

Oltre a questo, però, le Nazioni Unite sono sempre più screditate anche dagli stessi Governi facenti parte dell’organizzazione. Basti pensare alle pesanti sanzioni statunitensi che hanno colpito Albanese a seguito del suo report “From economy of occupation to economy of genocide”.

Al termine della proiezione è seguito un interessante dibattito, con protagoniste proprio Francesca Albanese e l’europarlamentare Cecilia Strada, moderate dalla giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Giulia Zaccariello. Molti i temi affrontati nel corso dell’evento in streaming, sia per quanto riguarda ciò a cui si è assistito nel corso del documentario, sia a proposito della strettissima attualità. Era infatti notizia di poche ore prima, al momento dell’incontro, della richiesta da parte del Ministro degli Esteri francese delle dimissioni di Francesca Albanese, a causa di alcune sue affermazioni, poi rivelatesi una montatura. In seguito, l’eurodeputata e la diplomatica italiana non si sono sottratte alle tante domande dei presenti in sala.

Davide Catena

ZittaMai!

Ad un mese dall’orribile omicidio di Federica Torzullo che ha travolto Anguillara con un’ondata di dolore e sgomento, il paese sembra ancora avvolto in un terribile silenzio. Il carnevale ha visto l’opportuna cancellazione di ogni tradizionale manifestazione festosa e seppure nell’inarrestabile giostra dei social l’attenzione sul ‘caso’ venga tenuta viva per segnalare novità che facciano audience, Anguillara ha rispettato lo strazio insopportabile delle famiglie colpite così crudelmente. Silenzio e rispetto sono doverosi. Ma nella popolazione, nelle donne di Anguillara e del territorio, questo dolore ribolle e chiede di uscire e manifestarsi in modo pubblico perché’ il senso di impotenza e rabbia non tollera di essere rimosso. Troppi femminicidi hanno avuto l’attenzione della cronaca e sono passati lasciando spazio alla morte ingiusta e insensata di altre donne. Troppe. Ad Anguillara addirittura due! Alcune donne di Anguillara hanno sentito l’urgenza di vedersi, di condividere il proprio desiderio di dare voce a questo dolore, testimoniare la propria presenza e cercare, insieme, ogni strada possibile per fermare questa scia di morte. È da questo presupposto che sta nascendo ZittaMai.

Un gruppo di donne, madri, figlie, sorelle, amiche che non accettano di subire ancora questo silenzio e la rimozione collettiva di un fenomeno che continua a ripetersi. La violenza di genere si manifesta in tanti modo, spesso silenziosi, nascosti e protratti nel tempo creando stati di sofferenza fisica e psicologica che annienta le vittime che la subiscono ma minano anche le fondamenta del vivere relazionale della società. Il silenzio non fa che offrire terreno fertile. ZittaMai, assieme a tutte le altre donne e agli uomini che vorranno unirsi, vuole testimoniare il proprio ESSERCI. Esserci per tutte e per ciascuna che ne abbia bisogno, esserci per la comunità e per il territorio, esserci per contribuire attivamente ad individuare insieme ogni mezzo utile a vivere nel rispetto e nella dignità.

Monica Sala per ZittaMai

Anguillara d’inverno, due paesi in uno: feriali silenziosi, weekend di passaggio

Febbraio è il mese in cui un paese si mostra per quello che è, senza stagioni forti a modificarne il ritmo. Ad Anguillara Sabazia l’inverno non spegne la presenza delle persone: cambia il motivo per cui arrivano e, soprattutto, cambia chi la vive tra giorni feriali e fine settimana.

Dalle testimonianze raccolte tra gestori di strutture ricettive locali emerge un dato preciso. In questa stagione la clientela non scompare, ma si divide principalmente in due categorie. Da una parte ci sono persone che si muovono per lavoro, spesso legate a Roma, e scelgono di dormire fuori città per motivi pratici: costi più accessibili, disponibilità di alloggi, facilità negli spostamenti del giorno successivo. Dall’altra ci sono visitatori di prossimità – soprattutto romani o residenti dei comuni vicini – che cercano una pausa breve: una cena, una passeggiata sul lago, una notte di tranquillità.

La permanenza è quasi sempre limitata, una o due notti, raramente di più. Anguillara non è la meta principale di un viaggio programmato, ma una pausa dentro uno spostamento o un intervallo nella routine. Non si arriva per un’attrazione specifica, ma per cambiare ritmo.

Accanto a chi arriva temporaneamente, esiste naturalmente la parte più stabile della comunità: residenti che vivono e lavorano sul territorio. Commercianti, professionisti, servizi locali e attività quotidiane mantengono una presenza costante, soprattutto nelle ore centrali della giornata. È questa fascia a garantire continuità al paese anche nei periodi più tranquilli, quando il movimento esterno diminuisce.

Il ritmo invernale nasce proprio dall’incontro tra queste due dimensioni: chi abita stabilmente e chi invece attraversa il territorio solo per alcune ore o per pochi giorni. I pendolari partono al mattino e rientrano la sera, mentre chi lavora in loco scandisce la vita diurna del paese. Nel fine settimana si aggiungono poi i visitatori di prossimità, modificando temporaneamente l’equilibrio.

In questo periodo dell’anno, più che la differenza tra stagioni, emerge quella tra giorni feriali e fine settimana. Durante la settimana la vita del paese è organizzativa: pendolari, scuola, attività sportive, commissioni quotidiane. Il territorio funziona, ma gli spazi pubblici si attraversano più di quanto si vivano. Nel fine settimana, invece, la percezione cambia: arrivano passeggiatori e piccoli flussi di visitatori e alcune attività – soprattutto ristorazione e bar – lavorano proprio in queste finestre temporali.

Questa alternanza contribuisce anche alla sensazione diffusa che “in inverno non ci sia niente”. In realtà le opportunità esistono, ma sono pensate soprattutto per chi vive il territorio, non per attrarre chi viene da fuori. Attività culturali, spazi aggregativi e sportivi restano attivi, ma difficilmente diventano motivo di viaggio: funzionano come servizi quotidiani più che come eventi.

Lo stesso vale per i giovani, nei mesi freddi la loro presenza negli spazi aperti è ridotta, ma non perché manchi socialità. Si sposta semplicemente altrove: nelle case, nelle palestre, nelle attività organizzate. Tra studio e allenamenti, l’incontro diventa meno visibile. Non è assenza di vita sociale, ma una socialità privata.

In inverno il paese non si spegne: cambia solo ritmo. Durante la settimana si attraversa, nel fine settimana torna a riempirsi di passi e presenze. 

Paola Forte

Intervista a Massimiliano Valeriani, consigliere regionale PD e presidente della Commissione trasparenza

Lei ha denunciato più volte che si stanno inaugurando Case di Comunità prive di personale e servizi reali, definendole «edifici vuoti». Qual è la situazione?

“Il presidente Rocca prosegue le inaugurazioni delle Case di Comunità, ma in realtà si tratta molto spesso di strutture vuote e quasi sempre carenti di personale adeguato e prive di quei servizi sanitari previsti dal Dm 77. Finora le migliaia di nuove assunzioni annunciate dal governatore non ci sono state: il personale entrato in servizio negli ultimi anni è stato appena sufficiente a compensare i dipendenti andati in pensione con un turnover sostanzialmente a saldo negativo. Nella sanità pubblica regionale mancano ancora oltre 10.000 addetti fra medici e infermieri”.

Trasporti. Ha definito le Unità di Rete «una riforma strategica che rischia di essere smantellata» con tagli ai servizi Cotral. Quali sono le criticità e le conseguenze che rischiano i pendolari?

“In questa fase delicata per l’avvio del nuovo sistema della mobilità pubblica locale avrei auspicato un maggior coinvolgimento del Cotral che potrebbe fornire un supporto a Regione e Comuni per superare le iniziali criticità che stanno ricadendo sui cittadini. Ricordo che la genesi della riforma delle Unità di Rete è strettamente legata alla scelta politica di mantenere il servizio di trasporto extraurbano in house, rafforzando il ruolo strategico di Cotral. Ritengo necessaria una maggiore collaborazione di Cotral, a supporto dei Comuni, per evitare che le fasi di transizione si traducano in disagi per pendolari e utenti.

In Commissione ho chiesto che Astral, Cotral e Assessorato ai Trasporti formalizzino la nascita di un osservatorio permanente con i sindaci, vale a dire uno spazio stabile di confronto per ascoltare i territori, monitorare l’attuazione delle Unità di Rete e intervenire sulle criticità”.

Dopo la recente alluvione, il Comune di Bracciano ha deliberato lo stato di calamità. Quali iniziative verranno portate avanti a riguardo?

“Prima di tutto esprimo la mia solidarietà e vicinanza ai cittadini e alle attività che hanno subito dei danni e confermo la mia disponibilità, nei confronti dell’Amministrazione Rocca, per sostenere le necessità delle famiglie colpite. Purtroppo la Protezione civile regionale non brilla per organizzazione e tempestività. Ho più volte criticato l’operato del direttore della Protezione civile: non è stato presentato il piano triennale delle emergenze ed è stato smontato il programma di formazione, tolto all’Istituto regionale Carlo Jemolo per affidarlo a un ente privato. Una serie di inefficienze che hanno una ricaduta negativa sulle attività di prevenzione, sicurezza, tutela e pronto intervento sul territorio del Lazio”.

Fabio Rollo

Palloncini da sballo. È allarme per la nuova droga a pochi euro che può essere letale

Cambiano i tempi: quando ero piccolo i palloncini colorati erano la delizia dei bambini, la loro leggerezza ancora oggi presa a metafora di uno stile di vita necessario; quel suono tra una pernacchia e un soffio, dolce innesco di risa e letizia.

Mai avrei pensato, allora, che quegli stessi palloncini sarebbero diventati una pericolosa frontiera dello sballo, assimilati a delle droghe fai da te dai terribili effetti collaterali.

L’adolescenza è un’età vulnerabile alle tendenze, alle nuove mode e alle esperienze estreme, soprattutto con l’attuale cultura della normalizzazione, e l’età del rischio, purtroppo, è sempre più precoce.

L’ultima frontiera dello sballo è quella dei palloncini esilaranti, che i giovanissimi usano come droga euforizzante, inalandone a grandi boccate il gas in libera vendita e acquistabile a pochissimi euro.

Gonfiare, inalare e giù a ridere: tre mosse che stanno diventando un allarme sociale.

Il protossido di azoto, formula chimica N2O, è un gas, anche usato come anestetico in medicina per praticare le anestesie (in gergo medico chiamate anche ‘dormie’); diffusamente impiegato anche come propellente in bombolette da cucina o simili, quelle della panna, per intenderci. E’ un gas incolore, dall’odore lieve e gradevole, poco più pesante dell’aria. Più esattamente, è stato il primo anestetico della storia della medicina, scoperto nel 1772; si pensi che fino allora, la sedazione dal dolore durante gli interventi chirurgici, si otteneva con la perdita dei sensi indotta con un colpo alla testa. 

Ma questo gas ha anche effetti inebrianti, provoca grande allegria e stati sognanti.

L’inalazione di protossido di azoto non è innocua, diminuisce la disponibilità di ossigeno all’organismo, determinando disturbi della parola e dell’equilibrio, insensibilità agli stimoli, intorbidimento a gambe e braccia, annebbiamento mentale, allucinazioni visive e uditive, fino alla perdita di coscienza.

Gli effetti sono immediati e di brevissima durata e questo induce i ragazzi a ripetere le inalazioni per prolungare l’esperienza.

In prima battuta si possono determinare perdite di coscienza, cadute con conseguenze anche molto serie. La mancanza di ossigeno nei polmoni porta all’asfissia e per causare la morte non è necessaria un’esposizione prolungata ma bastano una serie di brevi inalazioni senza apporto di aria fra l’una e l’altra. Ambienti piccoli o molto affollati aumentano il rischio di morte.

Il consumo a lungo termine di protossido di azoto provoca danni al sistema nervoso in conseguenza dell’inattivazione della vitamina B12.

Nessuna prescrizione alla vendita, nessuna conseguenza giuridica per chi devasta la salute dei nostri ragazzi.

Come sono lontani, e che nostalgia, per quegli anni in cui i palloncini colorati accendevano la luce negli occhi dei bambini e li rendeva felici con il nasino all’insù.

Gianluca Di Pietrantonio, criminologo forense

     

Alberto Civica, candidato a sindaco di Anguillara Sabazia

Con l’avvicinarsi della data delle elezioni amministrative, 24 e 25 maggio prossimi, il quadro politico di Anguillara inizia a delinearsi, almeno per quel che riguarda la nascente coalizione civica e di centro-sinistra, Alberto Civica sarà il candidato dello schieramento attualmente all’opposizione nel consiglio comunale di Anguillara. Come anticipato in un precedente articolo uscito su questa testata, i rumor di paese avevano già individuato in Alberto Civica il nome del candidato, infatti era da tempo che la coalizione si preparava ad affrontare la tornata elettorale e questo non era sfuggito ai più attenti. Gli stessi rumor però, registrano una compattezza dello schieramento di destra non così granitica come il candidato, Angelo Pizzigallo,  ha  avuto modo di dichiarare lo scorso dicembre (Ecolago di Bracciano). Non è chiaro infatti se i candidati a contendersi la poltrona di sindaco restino due o se ne aggiunga qualcun altro o altra. Comunque, definita la data delle elezioni, i dubbi o per qualcuno i timori, verranno presto fugati.

Rivolgiamo alcune domande ad Alberto Civica per sapere quali sono le linee guida che indirizzeranno la sua consiliatura.

D. La tua situazione rispetto all’ultima intervista è cambiata, ci puoi dire in cosa?

R. Molti cittadini e cittadine e alcuni consiglieri dell’opposizione mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco con una coalizione civica e di centro-sinistra.  Ho accettato con entusiasmo e spirito di servizio, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in anni di militanza sindacale proprio sui temi cha hanno una ricaduta sul territorio come la sanità, il suo sviluppo economico e culturale, l’ambiente e i diritti di cui tutti devono poter godere. Il sindacato è stato una scuola di vita che mi ha messo di fronte a delle battaglie che sembravano difficili da affrontare, ma che con il dialogo, la pazienza e il rispetto per tutti, alla fine sono giunte ad una soluzione condivisa. Ritengo che per governare un comune occorre avere un metodo di lavoro molto simile, le soluzioni ai problemi, o più semplicemente le decisioni da prendere, devono tenere conto della sensibilità di tutte le componenti della comunità, non si deve governare “contro”, ma “con”.

D.  Puoi illustrare le linee guida del tuo programma elettorale?

R. Una delle linee guida del nostro programma politico, definirlo soltanto elettorale lo sminuisce, è proprio il rapporto, anche personale con i cittadini, oltre ad avere un valore in se, il dialogo deve tendere a stabilire un rapporto di fiducia con le istituzioni in modo da incentivare la partecipazione attiva di tutti, spesso nell’ascolto c’è già la soluzione dei problemi. In questa ottica, il comune dovrà essere un ausilio alle soluzioni e non un impedimento. Sarà importante impostare il lavoro non solo rincorrendo le tante emergenze che inevitabilmente si presenteranno, ma anche e soprattutto realizzare il programma che lo schieramento civico e di centro sinistra si è dato e che ricordo, è aperto al contributo di tutti fino al giorno prima delle elezioni.

D. Quali sono le componenti dello schieramento che ti sostengono?

Provengo da un sindacato riformista che si definisce di sinistra sociale e quindi ho trovato naturale avere il sostegno di partiti come il PD, AVS e PSI, tradizionali forze che rappresentano questi valori, così come mi è sembrato altrettanto naturale il sostegno di formazioni civiche con una vocazione più legata al territorio che, pur non riconoscendosi nei partiti tradizionali, sono accomunate dalla stessa voglia di operare per il bene dei cittadini di Anguillara. In particolare c’è la voglia da parte dello schieramento di far rinascere quel senso di comunità, messo purtroppo a dura prova in questi ultimi tempi, che faccia sentire tutte e tutti appartenenti ad essa.

Salvatore Scaglione