21 Aprile, 2026
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IL PARCO DI BRACCIANO E MARTIGNANO ABBANDONATO A SE’ STESSO

Il Parco di Bracciano e Martignano sta soffrendo sin dalla sua istituzione di una grave anomalia: non dispone di un piano d’assetto.

Tale piano è l’equivalente in campo naturalistico di un Piano regolatore generale di un comune e nonostante sia stato elaborato dall’ufficio tecnico del Parco da molti anni, dopo 25 anni non è stato ancora approvato dalla Regione Lazio.

In mancanza della sua approvazione, si applicano leMisure di salvaguardia di cui all’art. 8 della Legge n.29/1997 come definito dall’art. 4 della Legge regionale 36/1999.

Pur essendo finalizzate alla protezione dell’area, tali misure di salvaguardia sono più restrittive rispetto a quelle di un Piano d’assetto, penalizzando in tal modo le attività del territorio.

Nel frattempo il Parco si è mosso promuovendo numerose attività ed iniziative, che spaziano dall’educazione ambientale alla piantumazione di alberi, ad attività sociali con cooperative che si occupano di disagio mentale, assistenza ad associazioni che organizzano visite guidate, all’adesione a proposte internazionali (la Giornata del Camminare e il bioblitz; la Nature City Challenge promossa dal Natural History Museum di Los Angeles). Ha proposto e propone progetti di realizzazione di ciclovie, istituzione di capanni di osservazione degli animali, pannelli, sentieristiche, le iniziative di  “Tesori Naturali, progetti artistici con le scuole con la realizzazione di murales come al liceo Vian di Anguillara, la promozione dei prodotti locali con l’ARSIAL e l’indimenticabile Festival dell’Improvvisazione contadina, che coniugava la cultura contadina (musicale e agricola) con la realtà del Parco in un tripudio di spettacoli, racconti, cantastorie, poeti a braccio, esposizione di attrezzi della transumanza e dei pastori.

Il Parco collabora anche con “Natura in campo i prodotti dei parchi, un marchio della Regione Lazio, che valorizza le produzioni agroalimentari sostenibili provenienti dalle aree naturali protette e dalla Rete Natura 2000.

Il Parco è quindi uno strumento del territorio, che però va sostenuto e su cui occorre investire. Purtroppo quest’anno la Regione Lazio, non ha ritenuto il Parco una sua priorità e non ha finanziato “Gens”, il programma di educazione ambientale dedicato alle scuole.

Dopo che gli uffici del Parco, sicuri della presenza dei fondi degli anni precedenti, avevano intrapreso l’organizzazione e i contatti con le scuole del territorio, gli istituti scolastici si sono visti annullare anche la loro organizzazione interna, oltre che sfumare la possibilità di attingere ai contenuti di educazione ambientale, destinati non solo gli alunni, ma anche alle loro famiglie. Si tratta di un programma di grande rilevanza: la media dei ragazzi raggiunta da un programma Gens è di 2500-3000 ragazzi e relative famiglie. In un momento come quello attuale, in cui l’educazione ambientale è fondamentale, non finanziare improvvisamente un progetto ampio e di successo come questo è veramente incomprensibile.

Infine anche il Servizio di monitoraggio delle acque del lago sul sito internet del Parco (www.parco.bracciano.it ) è stato bloccato, poiché il contratto con la società che lo gestiva, è scaduto. Non si comprende perché ancora non si sia proceduto al suo rinnovo, visto che questa interruzione di servizio potrebbe aprire alla malaugurata possibilità di prelievi incontrollati da parte di Acea.

Nonostante le abbondati piogge di quest’inverno il livello del lago è rimasto circa un metro sotto il livello abituale. Vogliamo continuare ad attingere acqua lasciando oltretutto la vegetazione ripariale morire di nuovo?

Maddalena Del Gallo

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