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Scuola, ripensare il tempo dell’apprendimento:formulata una proposta al Ministro Giuseppe Valditara per l’introduzione di moduli orari da 45 minuti

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rende pubblica la formulazione di una proposta, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, volta alla rimodulazione dell’unità oraria scolastica mediante l’introduzione generalizzata di moduli didattici della durata di 45 minuti, in coerenza con modelli organizzativi già consolidati in numerosi ordinamenti scolastici europei.

La presente iniziativa si inscrive nell’alveo dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 33 e 34 della Costituzione, nonché nel quadro dei diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con particolare riferimento al diritto all’istruzione quale diritto sociale inviolabile, da garantire secondo criteri di effettività, equità e qualità. In tale prospettiva, la dimensione temporale dell’attività didattica assume rilevanza giuridica e organizzativa, incidendo direttamente sull’effettivo godimento del diritto all’apprendimento.

La proposta si configura come atto di indirizzo culturale e tecnico, finalizzato a promuovere una revisione sistemica dell’organizzazione del tempo scuola, attualmente ancorata a modelli orari rigidi e non sempre rispondenti alle esigenze cognitive, relazionali e inclusive della popolazione studentesca. L’introduzione di unità orarie da 45 minuti, lungi dal determinare una compressione dei contenuti disciplinari, consentirebbe una razionalizzazione dell’offerta formativa, favorendo una maggiore efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e una più equilibrata distribuzione dei carichi cognitivi.

Sotto il profilo organizzativo-amministrativo, la rimodulazione proposta appare idonea a produrre effetti positivi rilevanti. In particolare, essa potrebbe contribuire a superare criticità strutturali quali la mobilità territoriale fortemente limitata per alcune classi di concorso — tra cui la A-46 (discipline giuridiche ed economiche) — nonché il fenomeno dei docenti soprannumerari. Una più flessibile articolazione del tempo scuola consentirebbe, infatti, una diversa composizione delle cattedre e una più efficiente allocazione delle risorse umane, in conformità ai principi di buon andamento ed economicità dell’azione amministrativa di cui all’art. 97 della Costituzione.

Sul piano pedagogico-didattico, la riduzione dell’unità oraria si tradurrebbe in un incremento della soglia di attenzione degli studenti, in una maggiore dinamicità delle metodologie didattiche e in un rafforzamento delle pratiche educative inclusive. L’esperienza comparata di Paesi quali Germania, Finlandia, Austria, Estonia e Polonia dimostra come l’adozione di moduli da 45 minuti, spesso accompagnati da pause strutturate, contribuisca significativamente al benessere psicofisico degli studenti, alla prevenzione della dispersione scolastica e al miglioramento degli esiti formativi.

Inoltre, la proposta si pone in linea con i più recenti orientamenti delle scienze cognitive e pedagogiche, che evidenziano la necessità di calibrare i tempi dell’apprendimento in funzione delle capacità di concentrazione e assimilazione degli studenti, nonché con le politiche europee in materia di istruzione, sempre più orientate verso modelli flessibili, inclusivi e centrati sulla persona.

Non meno rilevanti appaiono i riflessi sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Una diversa articolazione oraria potrebbe infatti favorire una più equa distribuzione del carico di lavoro, una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e una valorizzazione delle professionalità docente, contribuendo a ridurre situazioni di precarietà e marginalizzazione professionale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene, pertanto, che la rimodulazione dell’unità oraria in senso riduttivo costituisca una misura ragionevole, proporzionata e coerente con i principi dell’ordinamento giuridico nazionale ed europeo, nonché con le esigenze di innovazione del sistema scolastico.

Alla luce di quanto sopra esposto, si rivolge al Ministro Giuseppe Valditara un formale invito a valutare l’opportunità di avviare un procedimento di studio e consultazione istituzionale volto all’eventuale introduzione del modello proposto, anche in via sperimentale, coinvolgendo le istituzioni scolastiche, le rappresentanze professionali e le componenti della comunità educante.

Il CNDDU si dichiara sin d’ora disponibile a trasmettere formalmente la proposta articolata e a partecipare attivamente ai tavoli tecnici che si riterrà opportuno istituire, nella convinzione che una riforma del tempo scuola rappresenti un passaggio imprescindibile per la costruzione di un sistema educativo più giusto, efficiente e rispettoso dei diritti umani.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

ROMA, A PALAZZO VALENTINI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SUL “MONTE SIRENTE” DI MASSIMO SANTILLI

Comunicato stampa

MARTEDI’ 21 APRILE UN PROGETTO DI VALORIZZAZIONE TERRITORIALE TRA VOLUME, DOCUMENTARIO E CARTINA LETTERARIA

C’è una montagna nel cuore dell’Abruzzo che sorprende chi la osserva davvero: il Sirente. Un luogo ancora capace di custodire meraviglia, identità e memoria. A questa terra appartata e potentemente evocativa è dedicato il nuovo libro di Massimo Santilli, “Sirente, sconosciuto stupore (Una montagna d’Abruzzo e la sua valle)” (Edizioni Menabò – D’Abruzzo), impreziosito dalla prestigiosa prefazione di Dacia Maraini.

Il volume sarà presentato martedì 21 aprile 2026, alle ore 17.30, a Roma, presso Palazzo Valentini (Sala Mons. Di Liegro, in Via Quattro Novembre, 119a), nell’ambito di un più ampio progetto di promozione territoriale dedicato all’area del Sirente. Nel corso dell’evento saranno presentati anche una cartina letteraria e un documentario, strumenti complementari per raccontare e valorizzare questo territorio.

Accanto all’autore Massimo Santilli interverranno Dario Nanni, Presidente dell’Associazione Abruzzesi di Roma; Giuseppe Santeusanio, Presidente del Sodalizio degli Abruzzesi San Camillo de Lellis; S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente Emerito del Dicastero per i Testi Legislativi e Alto Patrono del sodalizio. Modera Gianni Lattanzio, Segretario Generale “Ambientevivo”.

Frutto di decenni di ricerca, il libro si configura come uno studio approfondito e al tempo stesso accessibile, capace di restituire in tutta la sua ricchezza il Monte Sirente e la Valle Subequana, chiarendone il perimetro geografico e la consistenza geo-culturale. Un lavoro rigoroso e coinvolgente, definito da autorevoli osservatori un vero e proprio manifesto dell’Appennino aquilano, arricchito da materiali inediti e da una vasta bibliografia.

Santilli esplora il volto meno noto di questi luoghi, svelandone l’intimità e accompagnando il lettore in un percorso di conoscenza che attraversa secoli di storia, dalle vestigia dell’antica città di Superaequum, alle testimonianze dei viaggiatori tra XVIII e XX secolo fino alle prime ascensioni della vetta del Sirente. Un racconto che intreccia analisi delle fonti e vocazione divulgativa, ponendosi anche come strumento utile alla progettualità territoriale.

Il volume restituisce finalmente una narrazione organica di un’area interna dell’Abruzzo montano – estesa su dieci comuni della Valle Subequana e della media Valle dell’Aterno – troppo a lungo considerata marginale. Ne emerge invece un territorio ricco di identità, tradizioni e biodiversità, dove paesaggi, architetture, mestieri e comunità compongono un mosaico vivo e sorprendente.

Ampio spazio è dedicato anche al fiume Aterno, alle sue acque e alle attività produttive che ne hanno segnato la storia, così come alla vita delle comunità locali: origini, saperi, aspirazioni e resilienza di una popolazione che continua a credere nel valore della propria terra.

L’opera si presenta come un’indagine sul passato e sul presente, capace di individuare criticità e potenzialità di un’area oggi fragile ma tutt’altro che marginale, abitata da una comunità tenace che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici.

Il progetto è promosso da Civitas Superequani e presentato insieme all’Associazione Abruzzesi di Roma, Roma Capitale e dal Sodalizio degli Abruzzesi San Camillo de’ Lellis, con il patrocinio dei Comuni dell’Unione Montana Sirentina, di Abruzzo Turismo e con il sostegno di Fondazione Carispaq e HubAbruzzo.

Il volume è disponibile nelle principali librerie e sui maggiori store online.

Massimo Santilli

Fitness e solidarietà: 20 bonus per i campi estivi donati al Comune di Ladispoli per le famiglie più fragili

Comunicato stampa

Un gesto concreto che unisce sport, inclusione e attenzione sociale. In occasione della nuova apertura di Fitness Suite a Cerveteri, l’imprenditore Francesco Cordeschi ha scelto di sostenere il territorio donando 20 bonus per i campi estivi al Comune di Ladispoli, destinati alle famiglie in condizioni di maggiore difficoltà.
La consegna simbolica è avvenuta nelle mani dell’assessore ai Servizi Sociali, Gabriele Fargnoli, che provvederà a destinare i contributi alle famiglie più bisognose e fragili. Un’iniziativa che conferma come il mondo dello sport possa diventare un alleato prezioso per l’inclusione e il benessere anche dei più piccoli.
“Abbiamo voluto trasformare un momento importante come una nuova apertura in un’occasione di condivisione con il territorio – ha dichiarato Francesco Cordeschi –. Lo sport deve essere accessibile a tutti, soprattutto a chi ha meno opportunità”.
Soddisfazione anche da parte dell’assessore Fargnoli: “I bonus saranno gestiti dai Servizi Sociali e destinati alle famiglie che ne hanno più bisogno. È un’iniziativa che va nella direzione giusta, perché offre ai più giovani un’opportunità concreta di crescita, socializzazione e partecipazione. Non è la prima volta che Francesco compie un gesto del genere, lo ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione Grando, da sempre vicina alle persone e alle famiglie più fragili”.
Sulla stessa linea il delegato allo Sport, Fabio Ciampa: “Investire nei giovani e nello sport significa costruire comunità più forti. Ringraziamo Fitness Suite per questo gesto di grande sensibilità”.
Un segnale forte di collaborazione tra pubblico e privato, capace di generare valore reale per la comunità.

Sostegno alle imprese, bandi per oltre 76 milioni: la Cna pronta per la predisposizione delle domande

Comunicato stampa

Prestiti a tasso zero da 5mila a 50mila euro per sostenere la nascita e lo sviluppo delle imprese. Sono queste alcune delle misure a sostegno degli investimenti attivate dalla Regione Lazio, attraverso il programma regionale Fesr Lazio 2021-2027, con la pubblicazione dei nuovi bandi per un totale di oltre 76 milioni di euro. La Cna di Viterbo e Civitavecchia è a disposizione per la compilazione e l’invio della domanda.

Nel dettaglio, il Nuovo Fondo Futuro mette a disposizione una dotazione di oltre 12 milioni di euro per le microimprese in fase di avviamento, inclusi i liberi professionisti. I finanziamenti, a tasso zero, vanno da 5mila a 25mila euro, con rimborso fino a 72 mesi e 12 mesi di preammortamento obbligatorio. Tra le spese ammissibili, almeno il 50%, dovrà riguardare investimenti materiali/immateriali (macchinari, attrezzature, software, brevetti, ristrutturazioni e altro). La precompilazione delle domande sarà possibile dal 7 maggio 2026 alle ore 10, mentre l’invio e la protocollazione potranno essere effettuati dall’11 maggio 2026 alla stessa ora.

Per le imprese già avviate, è operativo il Nuovo Fondo Piccolo Credito di oltre 51 milioni di euro. Le MPMI, inclusi i professionisti, potranno richiedere finanziamenti a tasso zero da 10mila a 50mila euro, rimborsabili in massimo 60 mesi, con 12 mesi di preammortamento. La misura prevede che il finanziamento agevolato possa coprire fino al 100% del progetto per investimenti investimenti materiali e immateriali, consulenze, fabbisogno di circolante, anche acquisto di mezzi se strumentali all’attività. Anche in questo caso, la precompilazione sarà disponibile dal 7 maggio e l’invio delle domande dall’11 maggio.

Un ulteriore bando riguarda il Fondo Patrimonializzazione PMI, con una dotazione di oltre 13 milioni di euro. La misura è rivolta alle PMI costituite in forma di società di capitali che realizzino aumenti di capitale destinati a investimenti. I finanziamenti, a tasso zero, vanno da 50mila a 500mila euro, con rimborso fino a 84 mesi e 12 mesi di preammortamento. Le domande potranno essere presentate a partire dall’11 maggio 2026 ore 10.

Per maggiori informazioni e per l’invio delle domande è possibile contattare la Cna di Viterbo e Civitavecchia ai numeri 339.1164018 e 0761.229220.

IL LAZIO TORNA A MUOVERSI: INIZIATIVA SUL SISTEMA DELLA MOBILITÀ

Comunicato stampa

Questa è la prima iniziativa verso la Conferenza Programmatica del PD Lazio. Insieme ai nostri alleati abbiamo bisogno di costruire una proposta alternativa  da offrire ai cittadini di questa Regione per superare l’esperienza di un’amministrazione debole, quasi irrilevante.

Partiamo da un tema cardine per lo sviluppo e la qualità della vita delle persone: la mobilità. La mobilità nel Lazio non è un tema settoriale.

 

È una infrastruttura sociale, economica e civile. Ogni giorno centinaia di migliaia di cittadini si spostano per lavoro, studio, cura, accesso ai servizi. Quando il sistema non funziona, non produce un disagio marginale: sottrae tempo alla vita, riduce competitività ai territori, aggrava le disuguaglianze e alimenta sfiducia nelle istituzioni.

Il Lazio che si muove ogni giorno significa numeri enormi: 700.000 pendolari ferroviari, 200.000 utenti del trasporto extraurbano su gomma con Cotral e oltre un milione di spostamenti quotidiani per lavoro e studio. Sono numeri che spiegano meglio di qualsiasi slogan perché la mobilità sia una delle grandi questioni sociali, economiche e civili della nostra Regione.

Il punto politico da cui partiamo è semplice. Il Lazio non ha ereditato il nulla. Ha ereditato una dote importante di programmazione, risorse e interventi già impostati. Eppure, in oltre tre anni di governo Rocca, questa dote non si è trasformata in una vera stagione di cantieri, opere concluse e miglioramento percepibile della qualità del servizio. Questo vale sulle ex concesse, sui fondi ferroviari, sui raddoppi, sull’anello ferroviario, sulle Unità di Rete e sulla capacità generale di governo della mobilità.

Roma, dentro questo quadro, appare quasi un’eccezione. Mentre la Regione arretra, Roma Capitale ha mostrato una capacità di visione e di utilizzo delle risorse nettamente superiore, pur restando penalizzata da un sistema di finanziamento non adeguato al suo ruolo nazionale e internazionale. Anche per questo, oggi, parlare di trasporti significa parlare di un nuovo progetto di Regione. Un progetto che rimetta insieme Roma e le province, il ferro e la gomma, la Capitale e le aree interne, la programmazione e i cantieri.

 Il trasporto ferroviario deve (dovrà) tornare a essere l’asse portante della mobilità laziale

Il Lazio si regge sul ferro. La rete ferroviaria regionale e metropolitana è la struttura che tiene insieme la Capitale, le province, i quadranti produttivi e una parte decisiva dei flussi pendolari. Proprio per questo, quando il sistema ferroviario si inceppa, si inceppa una parte rilevante della vita della Regione.

Negli anni precedenti era stata avviata una traiettoria chiara: rinnovo del materiale rotabile, investimenti progressivi, potenziamento dell’offerta, rafforzamento del rapporto con RFI, centralità del ferro nella programmazione regionale. Oggi quella traiettoria si è arrestata. Il problema non è soltanto comprare nuovi treni. Il problema è aumentare la capacità della rete, sbloccare i colli di bottiglia, completare i raddoppi, investire nei nodi più saturi e difendere politicamente le opere strategiche del Lazio dentro il confronto con il Governo e con RFI.

C’è poi un punto su cui la Regione deve tornare ad avere una postura molto più ferma nei confronti di Trenitalia e, più in generale, nella gestione della capacità ferroviaria sul nodo romano e sulla direttrice verso Firenze. Le richieste di maggiore penetrazione dei servizi Alta Velocità sulle direttissime non possono essere assecondate in modo debole quando questo rischia di comprimere ulteriormente gli spazi di circolazione del trasporto regionale.

 Le ferrovie ex concesse: una grande eredità lasciata, che non è stata trasformata in una vera svolta

Il caso più chiaro è quello delle ferrovie ex concesse, in particolare Roma-Lido/Metromare e Roma-Viterbo. Qui la giunta Zingaretti non ha lasciato annunci ma una base concreta di cose da fare e realizzare: un piano da 350 milioni di euro, per la gestione regionale, cronoprogramma dei cantieri, revamping dei treni, interventi sulle stazioni e obiettivo di rilancio complessivo della linea.

Sulla Roma-Viterbo, c’era un piano da 154 milioni di euro per l’intervento Riano-Morlupo e una gara per 355 milioni di euro per 38 nuovi treni destinati alle due linee.

Quindi il punto politico è semplice: la giunta Zingaretti ha lasciato programmazione, fondi, gare espletate, strumenti attuativi e una traiettoria chiara. La giunta Rocca cosa ha fatto in quasi 4 anni? Sulla Roma Lido i lavori sono tutti in ritardo e il cronoprogramma sostanzialmente è saltato; il servizio è sempre disastroso; delle tre stazioni da rifare solo una è completata (erano previste finite tutte e tre per il 2025 mentre le nuove stazioni Torrino-Mezzocammino, Giardini di Roma e Ostia Antica con il sovrappasso sono state finanziate con Fondi Giubilari del Comune di Roma. E qui i cantierti sono aperti.

Sulla Roma Viterbo (per tutti conosciuta come la Roma Nord) il cantiere per il raddoppio è stato inaugurato a giugno del 2025 ma è durato un giorno con un contraccolpo sul territorio violentissimo e un servizio sempre più scadente.

I treni da acquistare sono diventati un argomento di polemica e propaganda per via di un fatto tecnico amministrativo relativo alle fidejussioni. Peccato che in 4 anni non si è trovata una soluzione efficace in grado di garantire la commessa da parte di una azienda che fornisce treni a tutti, a partire da FS e che già dal 2022 era un’azienda semipubblica partecipata dal ministero del tesoro. Oggi diventa del gruppo ferrovie dello stato. Domanda: non si poteva sbloccare subito? Invece per 4 anni si è inseguito solo la polemica trasformando le difficoltà dell’azienda in un problema politico.

 Raddoppi ferroviari e chiusura dell’anello: opere strategiche che il Lazio non ha saputo difendere abbastanza

La stessa dinamica si vede sui raddoppi ferroviari e sulla chiusura dell’anello ferroviario di Roma. Ed è qui che bisogna essere molto chiari: c’era una programmazione fatta da noi che prevedeva con fondi PNRR e ministeriali il finanziamento di opere strategiche:

●       chiusura dell’anello ferroviario di Roma;

●       raddoppio Cesano-Bracciano della FL3 la Roma Orte Viterbo;

●       raddoppio Campoleone-Aprilia FL8;

●       raddoppio Aprilia-NettunoFL8;

●       raddoppio Lunghezza-Guidonia;

●       quadruplicamento Ciampino-Capannelle FL4;

●       quadruplicamento Capannelle-Roma Casilina FL6.

Di tutte questi interventi non c’è traccia, nessun intervento va avanti. Questo è il vero bilancio della giunta Rocca che di queste situazioni non si è mai occupata. Ricordate un’intervista o un intervento del presidente su questi temi che attengono allo sviluppo del lazio e al miglioramento della qualità della vita delle persone? Non c’è nulla, Rocca ha parlato solo di sanità e pure male.

3. Roma Capitale e la questione nazionale delle risorse

Roma svolge una funzione nazionale e internazionale, ma continua a non essere finanziata come una vera capitale europea. Questo pesa in modo diretto anche sulla mobilità del Lazio, perché il sistema regionale ruota intorno alla capacità di Roma di funzionare come nodo metropolitano, ferroviario e intermodale. Per questo noi continuiamo a sostenere la necessità di una riforma per Roma Capitale che consenta tra le varie cose anche finanziamenti diretti e strutturali sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture.

 

La mobilità di Roma non è un affare solo romano: riguarda il Lazio e riguarda l’Italia ed è per questo che la Regione deve essere amica e alleata di Roma. Se cresce Roma cresce il Lazio.

 Fallimento trasporto pubblico su gomma

Oltre alle infrastrutture il bilancio sul servizio pubblico regionale su gomma è altrettanto negativo. Il Cotral con noi aveva compiuto un salto di qualità riconoscibile: rinnovo della flotta, più affidabilità, più credibilità industriale, maggiore fiducia da parte degli utenti. Oggi quel patrimonio rischia di disperdersi: pochissimi investimenti, assenza di strategia e politiche industriali nulle. C’è stato solo un proliferarsi di promozioni ad amici ed amici degli amici (ma su questo approfondiremo). L’esempio più clamoroso è stato l’avvio del processo del nuovo modello su gomma: le Unità di Rete. Questo modello di servizio nuovo nasceva dall’esigenza di adeguare il trasporto pubblico locale del Lazio a un quadro normativo europeo e nazionale. Non si trattava, dunque, di una riforma opzionale, ma di un passaggio necessario per arrivare a un assetto del servizio coerente, efficiente e giuridicamente solido ma, soprattutto, socialmente corretto. Se quel percorso non viene portato a compimento, non si mette a rischio soltanto una riforma amministrativa: si indebolisce l’intero impianto del trasporto pubblico regionale e si espone anche Cotral, che svolge oltre l’80 per cento della propria attività nei confronti della Regione nel quadro del contratto di servizio, a conseguenze molto serie sul piano della stabilità industriale e contrattuale. Dopo tre anni di immobilismo sono partiti con i primi due lotti senza aver fatto nessuna verifica sulla rete e senza nessun confronto con i territori e hanno generato il caos. Quindi per non avere altri problemi hanno bloccato tutto e gli altri bacini non partono anche se tutte le gare sono state espletate. Anche in questo caso, nascondono le inefficienze di un Assessore, Ghera, che non ha il coraggio di prendere delle scelte che non siano concordate con i politici locali. la loro difesa è stata è colpa di chi c’era prima. Patetici. Noi invece pensiamo che la riforma non sia soltanto necessaria ma può rappresentare una grande opportunità se ben guidata e accompagnata per i cittadini.

 Le aree interne: non un problema da gestire, ma una leva di sviluppo da connettere

Le aree interne del Lazio non sono marginali per natura. Diventano marginali quando restano isolate. Un territorio senza mobilità perde giovani, servizi, lavoro, attrattività. Un territorio connesso, invece, può diventare una leva di sviluppo. Per questo noi proponiamo un modello fondato su tre pilastri: collegamenti efficienti con i nodi del ferro, sistemi reali di intermodalità e servizi flessibili nelle aree a domanda debole, a partire dal trasporto a chiamata e dai collegamenti di adduzione infracomunale.

La mobilità nelle aree interne non è una voce secondaria. È politica industriale, coesione sociale e diritto a restare. Per noi quindi, ogni strategia per sostenere le aree interne non può prescindere dal tema del trasporto e delle infrastrutture.

Proviamo a definire qualche proposta.

 Cinque misure immediatamente attuabili e a basso costo, una per provincia

Qui dobbiamo essere concreti.

Roma: proponiamo di introdurre la tariffa metropolitana per la prima cintura, per i comuni confinanti con la Capitale ossia un bacino di circa 400 mila residenti per incentivare l’uso del mezzo pubblico. Oggi chi vive a Ciampino o a Guidonia è costretto ad acquistare un abbonamento metrebus di 3 fasce dal costo di oltre 400 euro all’anno mentre un residente romano magari per una strada di confine rispetto al suo vicino paga circa la metà. Bene se la regione sostenesse questa differenza quanti pendolari che usano la macchina per arrivare in città avremmo in meno? Penso molti. Con una cifra non insostenibile si può fare.

 Frosinone: proponiamo di aggiungere due treni pendolari nelle fasce più critiche sulla Roma-Cassino per agevolare i pendolari di quel versante. (8 milioni di euro annui.)

 Viterbo: proponiamo di attivare dei  bus veloci da  Viterbo destinazione Orte sincronizzati con i treni per facilitare l’uso della FL3, una misura a basso costo che può nell’immediato avere efficacia. (4 milioni di euro annui.)

 Rieti: rafforzare il servizio regionale di trasporto pubblico a chiamata per le aree interne che oggi è ancora sperimentale. (3 milioni di euro annui.)

 Latina: pensiamo a delle navette Cotral dalle località interne per raggiungere rapidamente i treni della Roma-Formia la FL7.

Stanziamento politico proposto: 5 milioni di euro annui.

 Nel complesso, parliamo di un pacchetto di misure che per il bilancio regionale è assolutamente compatibile.

 Cinque opere infrastrutturali di visione, una per provincia

Accanto alle misure subito attuabili pensiamo a cinque scelte strategiche, una per provincia da condividere con il governo del Paese perché è ciò che il Lazio chiede all’Italia:

Roma: la chiusura dell’anello ferroviario, la chiave per cambiare il sistema metropolitano su ferro, rendere ogni linea ferroviaria regionale un pezzo del sistema urbano e trasformarlo interamente interconnesso a tutte le altre infrastrutture di trasporto.

 Frosinone:il potenziamento strutturale della Roma-Cassino e del nodo est di Roma, perché la direttrice sud-est ha bisogno di nuova capacità e nuova affidabilità.

 Viterbo: il completamento del programma di rilancio della ferrovia ex concessa Roma-Viterbo con il raddoppio completo di tutta la linea.

 Rieti: pensiamo che debba essere affrontato con serietà il collegamento ferroviario Passo Corese-Rieti, perché una provincia senza collegamento ferroviario moderno con la Capitale continua a restare strutturalmente più debole.

 Latina: proponiamo il raddoppio della Aprilia-Nettuno FL8 dentro una strategia più ampia di trasformazione della direttrice sud in un vero sistema metropolitano di superficie.

 A questa, infatti, si collega una scelta trasversale che va messa in evidenza: la trasformazione delle linee Roma-Nettuno e Roma-Civitavecchia in vere linee metropolitane di superficie, con frequenze più alte, cadenzamento stabile, integrazione tariffaria e adeguamento delle stazioni.

 8.      Infrastrutture viarie strategiche: il piano per ricucire il Lazio

Il Lazio non ha bisogno solo di ferro. Ha bisogno di un piano viario regionale capace di ricucire territori ancora separati, ridurre tempi di attraversamento e sostenere sviluppo economico.

Avevamo lasciato, pronto per essere approvato Il Piano Regionale per la Mobilità Trasporti e Logistica (PRMTL) redatto coinvolgendo le Università, le Associazioni di categoria e i mondi Sindacali. In quattro anni non sono riusciti ad approvarlo e sapete perché? Perché quel Piano individuava dove destinare le risorse economiche in base alle esigenze effettive delle nostre comunità e non secondo logiche differenti di consensi e preferenze.

La prima priorità è la trasversale Lazio Sud Tirreno-Adriatica, asse strategico tra Gaeta, Formia, Cassino, Sora e il collegamento verso l’Adriatico.

La seconda è la Rieti-Torano, cioè la dorsale appenninica che serve a connettere meglio il Reatino con i grandi assi nazionali.

La terza è un programma organico di messa in sicurezza e potenziamento della Cassia, soprattutto nei tratti urbani e periurbani più critici.

La quarta riguarda i collegamenti viari della provincia di Roma con gli assi autostradali e i grandi nodi di scambio. La quinta è la tangenziale dei Castelli e il rafforzamento del corridoio verso Latina.

Su questo fronte la proposta politica deve essere semplice: un Piano viario regionale decennale con una dotazione-obiettivo di 5 miliardi di euro in 10 anni tra Stato, Regione e fondi europei.

Infine, lasciatemi spendere due parole sul corridoio Intermodale Roma-Latina e Cisterna-Valmontone. Se oggi, grazie allo straordinario lavoro del Commissario straordinario, abbiamo un bando di circa 1,3 miliardi di euro per i lavori della Cisterna-Valmontone il merito è nostro. Non sono impazzito, ma siamo stati noi che abbiamo fatto si che l’opera non fosse considerata unica e abbiamo preteso dall’allora Governo che la Cisterna-Valmontone venisse “stralciata” e considerata prioritaria. E, per questo, abbiamo stanziato anche 100 milioni di euro di risorse regionali.

 Porti, aeroporti e logistica

Sul sistema aeroportuale e portuale il Lazio continua a muoversi senza una visione regionale.

Fiumicino è un grande hub internazionale e nazionale, ma proprio per questo non può continuare a svolgere da solo tutte le funzioni, comprese quelle low cost, senza che si affronti seriamente il tema del secondo scalo civile della regione. Un sistema moderno non concentra tutto su un solo punto. Distribuisce funzioni, organizza specializzazioni, pianifica la crescita.

Per questo il tema del secondo scalo non può essere eluso.

Sul versante portuale, il Lazio ha in Civitavecchia uno dei principali nodi logistici e crocieristici europei. Ma anche qui manca una regia. Il porto non può essere pensato come punto isolato: va connesso al sistema ferroviario, alla rete stradale, alla logistica regionale.  Dalla Giunta Rocca nessuna ricetta né sul sistema portuale ne su quello della logistica tanto che il piano predisposto dalla precedente amministrazione il PRMTL è rimasto sostanzialmente inattuato.

 Una cabina di regia regionale vera

Infine, proponiamo l’insediamento di una cabina di regia permanente sulla mobilità e le infrastrutture, presieduta dalla Regione Lazio con Province, Roma Capitale, Comuni capoluogo, attraverso i loro assessorati di competenza in grado di monitorare e concordare iniziative su:

●       stato di avanzamento delle opere,

●       integrazione tra ferro e gomma,

●       la qualità del servizio,

●       l’uso delle risorse statali ed europee,

●       i cronoprogrammi dei cantieri,

●       le priorità territoriali.

Il problema del Lazio, oggi, non è solo la mancanza di risorse. È la mancanza di regia.

 Conclusione. Il programma dei trasporti del PD perché il Lazio torni a muoversi

Noi oggi vogliamo dire una cosa molto chiara.

La giunta Zingaretti ha lasciato una eredità importante:

●       153 milioni per i treni sulle ex concesse,

●       un piano da 350 milioni sulla Roma-Lido,

●       circa 570 milioni di programma sulla Roma-Viterbo,

●       interventi già indicati su raddoppi, nodo di Roma e anello ferroviario.

La giunta Rocca, in oltre tre anni, non è riuscita a trasformare questa eredità in una stagione di opere e risultati all’altezza dei bisogni del Lazio.

Ma noi oggi non siamo qui solo per denunciare. Siamo qui per dire che esiste una strada alternativa. Una strada fatta di scelte chiare, di opere difese fino in fondo, di misure immediate per i pendolari, di investimenti per le province, di intermodalità vera, di attenzione alle aree interne, di una Regione che torna finalmente a governare.

Questo è il senso della nostra proposta sui trasporti del Partito Democratico. Non un libro dei sogni. Non un elenco di slogan. Ma una piattaforma politica concreta, fondata su tre pilastri: difendere e sbloccare le grandi opere strategiche, migliorare subito la vita quotidiana dei pendolari, ricucire il Lazio tra Roma, province e aree interne.

Perché quando colleghi meglio un territorio non stai soltanto spostando persone. Stai riducendo disuguaglianze. Stai creando sviluppo. Stai tenendo insieme una comunità.

Ed è esattamente per questo che il claim di questo convegno non è solo un titolo. È un impegno politico.

 Il Lazio torna a muoversi se torna ad avere una Regione che sceglie.

Il Lazio torna a muoversi se il ferro torna ad essere la priorità.

Il Lazio torna a muoversi e difendiamo i pendolari prima delle convenienze di altri.

Il Lazio torna a muoversi se smettiamo di lasciare sole le province.

Il Lazio torna a muoversi se colleghiamo le aree interne invece di condannarle al declino.

Il Lazio torna a muoversi se la politica torna finalmente a governare le infrastrutture e non a inseguire le emergenze.

 Noi scegliamo questa strada. E da qui ripartiamo.

 Massimiliano Valeriani

 

GIOVEDì 23 APRILE, ORE 11:00, IN PIAZZA DEL CASTAGNO COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE DEL 1944

Dalla pagina Facebook del Comune

Il 23 Aprile 1944, a seguito di un bombardamento aereo da parte degli Alleati contro un’unità corazzata tedesca presente nel territorio di Canale e Manziana, venne colpito il “castelletto” del Castagno e 5 nostri concittadini persero la vita:
Lucia Filoni (7 anni),
Italo Natili (13 anni),
Pietro Pannacci (17 anni),
Pietro Ridolfi (33 anni),
Romano Marani (39 anni).
Come ogni anno e insieme con il nostro parroco e l’Associazione Combattenti e Reduci, giovedì 23 aprile ricorderemo quell’episodio con l’esecuzione del Silenzio eseguito dal M° Antonio Cestra della Banda Musicale “Eugenio D’Aiuto”, una preghiera in ricordo e la deposizione di fiori.
I cittadini e le associazioni sono invitati a partecipare.

Secondo appuntamento con le parole fondamentali

Ormai è diventata consuetudine che il giovedì pomeriggio alla biblioteca Angela Zucconi di Anguillara Sabazia si presentino le parole fondamentali, quelle parole così significative e profonde che a volte ce ne sfugge persino il significato.

Ad illustrarle è Marco Danè , un ex televisivo famoso per il programma “paroliamo” condotto da Fabrizio Frizzi e tanto altro. Le parole fondamentali vengono spiegate in modo semplice e diretto coinvolgendo il pubblico sempre più numeroso nella riflessione, poi vengono letti degli aforismi e dei racconti molto significativi scritti dallo stesso Marco Danè, eccone una sintesi:

La prima parola è stata indipendenza: è la storia di Carletto nella sua evoluzione diventato Carlo. Era un ragazzo di quindici anni simpatico ed accomodante e la cosa non gli dispiaceva, gli insegnanti i genitori gli chiedevano sempre che cosa volesse fare nella vita ma poi lo sovrastavano dicendo la loro; un giorno Carletto cercò di cambiar rotta, si rese più autonomo dall’opinione altrui con piccoli gesti quotidiani e capì che l’indipendenza significava anche ascoltare gli altri ma poi decidere da soli.

La seconda parola è stata volontà: Alan nonostante la sveglia suonasse non riusciva ad alzarsi dal letto, aveva deciso che se avesse sostenuto quell’esame avrebbe avuto più possibilità di entrare in quella scuola superiore ma nonostante ciò non riusciva ad alzarsi.  Una volta in piedi dopo aver lavato la faccia con dell’acqua calda i pensieri dentro di sé scorrevano più limpidi, meno scuse e più azioni.

Sentì quella forza che tutti abbiamo dentro e senza musiche nè applausi riuscì ad alzarsi, ogni giorno la stessa battaglia , ogni sera la stessa stanchezza. Un giorno sotto la pioggia pensò di arrendersi ma poi riconobbe che quello era un momento come quello della sveglia e si rese conto che la volontà è dire una serie di si quando è più facile dire di no.

La terza parola è stata amicizia: un felice ultimo giorno di scuola, i ragazzi si salutavano scherzosamente, tra di loro Claudio e Giovanni che erano stati compagni di banco per gli ultimi due anni di liceo  avevano trovato l’uno nell’altro una sicurezza, un appoggio incondizionato. Claudio e Giovanni non si lasciarono nonostante le difficoltà della loro vita, tra di loro era nato qualcosa che non si sarebbe perso nel tempo, ma finita la scuola i due compagni di banco si persero di vista.

Un giorno d’inverno Claudio sentì squillare il cellulare, era con sorpresa Giovanni, l’indomani si incontrarono abbracciandosi e raccontandosi la loro nuova vita. Claudio si sfogò con lui e Giovanni ascoltò silenziosamente e Claudio raccontandosi si sentì più leggero ed è questo che a volte fa un amico.

Ilaria Morodei, redattrice L’agone

 

Roma, 13enne precipita e muore. Rete degli Studenti Medi del Lazio “La nostra generazione sta male, non potete più ignorare il disagio nelle scuole

Comunicato stampa

Oggi si apprende la notizia della morte di un ragazzo di 13 anni a Roma, precipitato dalla finestra della propria abitazione. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato ritrovato un biglietto in cui il giovane dichiarava di essere “stanco della scuola”.

Una tragedia che non può essere derubricata a caso isolato, ma che richiama con forza l’urgenza di intervenire sulle condizioni in cui studenti e studentesse vivono quotidianamente la scuola.

“Alla luce di quanto accaduto, ribadiamo la necessità di interventi concreti e strutturali: l’istituzione di sportelli psicologici realmente funzionanti in tutte le scuole, accessibili, gratuiti e continuativi; la costruzione di un modello di scuola che metta al centro il benessere e la crescita delle persone e non esclusivamente la performance; la garanzia di ambienti scolastici sicuri e accoglienti – spiega Bianca Piergentili, Coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Lazio – Non possiamo continuare a leggere notizie come questa senza interrogarci sul ruolo della scuola.
Serve una scuola che formi, servono strumenti reali di supporto psicologico e spazi in cui il disagio venga ascoltato prima che sia troppo tardi. Il benessere psicologico deve diventare una priorità politica”.

UFFICIO STAMPA
Rete degli Studenti Medi del Lazio

Ladispoli, al Palasorbo dal 17 al 19 aprile 2026 il grande evento internazionale col futsal under 12 giovanile

Comunicato stampa
In campo Ladislao C5, U.S. Lecce, FC Barcellona, FC Ajax, Atalanta, Brazil Futsal, FC Juventus e S.S. Lazio
Ladispoli si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti sportivi giovanili più prestigiosi del 2026.
Il grande evento porterà sul territorio squadre di assoluto prestigio del panorama
calcistico nazionale e internazionale: LADISLAO C5, U.S. Lecce, FC Barcellona, FC Ajax, Atalanta, Brazil Futsal, FC Juventus e S.S. Lazio.
Tre giornate di sport, passione, confronto e crescita che vedranno protagonisti giovani talenti provenienti da realtà di altissimo livello.
“La manifestazione si propone di mandare un messaggio a tema socio educativo: offrire ai bambini un’esperienza di gioia, divertimento e condivisione, dimostrando come lo sport sappia unire culture, territori e storie diverse attraverso un linguaggio universale fatto di rispetto, amicizia e fair play” ha detto il consigliere comunale e delegato alle federazioni sportive Stefano Fierli nell’annunciare l’iniziativa.
“Il torneo, con la presenza di club così prestigiosi conferma il valore del progetto organizzativo e l’importanza della manifestazione a livello internazionale, portando Ladispoli al centro dell’attenzione sportiva e mediatica”.
L’iniziativa vedrà protagonisti ben cento atleti  che al seguito porteranno tra staff ed accompagnatori circa trecentocinquanta persone, ed in tre giorni si prevede un relativo indotto nella città tirrenica dalla capitale di tremila persone.
Lo start ci sarà venerdì 19 aprile alle ore 14:30 con la cerimonia di apertura e seguiranno le attività per tutti e tre i gironi dalla mattina alle ore 10:00 fino alle ore 18:30.
“Per noi è motivo di orgoglio ospitare una manifestazione di questo livello e offrire ai ragazzi un’esperienza unica di sport, crescita personale e divertimento. Vogliamo che questo torneo sia anche il simbolo di quanto lo sport possa unire tutti”, dichiara il presidente promotore e organizzatore della Asd Ladislao calcio A5 dott. Giuseppe Lamola.
“Questo torneo Ogni anno migliora arricchendosi di squadre blasonate e internazionali; un grande orgoglio per la città, organizzazione perfetta e PalaSorbo più efficiente grazie anche all’installazione di pellicole protettive sui lucernari. E’ quanto afferma il delegato allo sport Fabio Ciampa che aggiunge: ringrazio il sindaco, lo staff dell’associazione Ladislao calcio A5 e lo staff del palazzetto.
“Siamo orgogliosi di concedere per il secondo anno di fila il patrocinio oneroso per potere essere il più possibile vicini al grande evento internazionale di futsal, ringraziando vivamente per l’importante investimento nello sport e nei giovani del nostro territorio” ha concluso il consigliere e delegato Stefano Fierli che aggiunge il coniato slogan “ladispoli città dello sport” e’ grazie anche e soprattutto a associazioni come Ladislao calcio A5″.
Ufficio Stampa Comune di Ladispoli

Manziana – Musica e suggestioni a Villa Clodia: il pubblico incantato da Robert Chantereau

C’era un lieve incanto, ieri sera, nella cornice senza tempo di Villa Clodia a Manziana.

Alla presenza del sindaco Alessio Telloni e della consigliera comunale Laura Paragona, i numerosi invitati hanno potuto apprezzare l’esibizione di alcuni brani musicali di Robert Chantereau e del suo nutrito gruppo di musicisti.

L’artista corso è riuscito a trasmettere al pubblico la sua passione per la musica, con brani che, sempre supportati da una corposa base ritmica, spaziavano tra dolci melodie emozionanti. Ha saputo anche comunicare il suo amore per la splendida isola natale attraverso il suggestivo canto in lingua corsa: un vero peccato non poterne apprezzare il testo, anche se l’interpretazione ne ha fatto intuire il sapore, il messaggio.

Una musica che dialogava con il cantautorato e sfiorava, con naturalezza, le atmosfere visionarie del rock progressive, come se ogni brano fosse un viaggio attraverso epoche e sensibilità diverse.

A chiudere la serata, l’aperitivo offerto dal gruppo musicale: un momento lieve, quasi sospeso, in cui scambiare impressioni con l’artista mentre la vista del lago, quieta e luminosa, sembrava aggiungere un’ultima nota al concerto.

 

Così si è conclusa una serata destinata a restare, proprio come certe melodie appena ascoltate, nella memoria di chi c’era.

 

Lorenzo Avincola redattore de L’agone