Nel Consiglio Regionale del Lazio presto verrà discussa una Proposta di Legge che ha come tema centrale l’inserimento, all’interno delle ASL, di uno Psicologo per le Cure Primarie. A ideare questo provvedimento, già nel 2019, è stata la Consigliera Regionale Sara Battisti (PD). Il 1° luglio 2025, con un evento al Giardino del Verano, la Consigliera ha lanciato la raccolta firme a sostegno di questa proposta di iniziativa legislativa popolare. Quattro mesi dopo, la mobilitazione ha visto il supporto di oltre 13.000 firmatari (sui 10.000 richiesti), rendendo così possibile dare il via all’iter burocratico che porterà la proposta verso la sua discussione in Aula.
Ma partiamo dalle basi.
La questione della tutela psichica è un argomento che si è guadagnato ampio spazio nel dibattito pubblico. L’anno del COVID (2020), in particolare, ha fatto da spartiacque tra il tabù che spesso ha caratterizzato la salute mentale, e quella che è la percezione del benessere psicologico come priorità irrinunciabile. Durante l’anno della pandemia, problemi economici e finanziari hanno rallentato di molto l’economia italiana, portando con sé una lunga coda di conseguenze negative, tra cui l’amplificazione di condizioni di disagio psicologico come ansia, depressione e disturbi del comportamento alimentare, rendendo impossibile per le istituzioni ignorare il problema.
Secondo gli ultimi dati disponibili del Servizio Sanitario Nazionale, risalenti al 2024, le persone che sono state assistite dai Servizi di Salute Mentale ammontano a 854.516. Di questi, 272.497 erano nuovi utenti, confermando ancora una volta quanto sia in crescita la domanda di un sistema sanitario che sia in grado di stare al passo con i bisogni psicologici dei cittadini.
Tuttavia, queste stime non tengono conto dei dati riguardanti la sanità privata: ad oggi non esistono dati ufficiali in merito al numero di individui che decidono di intraprendere un percorso di psicoterapia nel privato, ma è ragionevole pensare che siano un numero potenzialmente elevato. L’istituzione di iniziative come il “Bonus Psicologo” non bastano per coprire il fabbisogno reale che, secondo delle stime pubblicate dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, ammonta a 5 milioni (anno di riferimento 2024). Basti pensare che, nel 2024, le richieste presentate sono state oltre 400.000, a fronte di un numero di richieste accettate di circa 3.300 (pari allo 0,8% del totale, fonte INPS).
Si nota, dunque, una maggior consapevolezza dell’importanza del benessere psicologico, ma spesso le risorse pubbliche sono insufficienti, e i cittadini che scelgono di farsi aiutare privatamente si trovano di fronte un conto salato da pagare: le sedute psicologiche partono da un minimo di circa 50/60 euro l’ora, ed è chiaro che un costo del genere, moltiplicato per tutta la durata del percorso, si trasforma in un impegno economico che non tutti possono mantenere nel lungo periodo. È su questo che la proposta della Consigliera Battisti trova le sue fondamenta: una risposta concreta a una domanda specifica.
Lo Psicologo per le Cure Primarie punterà a fare attività di prevenzione, consulenza e sostegno psicologico in maniera completamente gratuita, con l’obiettivo di intercettare alcuni disagi psichici che, se non presi in tempo, potrebbero sfociare in patologie più gravi e difficilmente trattabili attraverso i servizi psicologici di primo livello.
«Il professionista», come dichiarato dalla Battisti, «non opera in solitudine, ma rafforza i servizi già esistenti [come i consultori, Ser.D. ecc., ndr], e verrà affiancato da un’équipe multidisciplinare già presente all’interno dei dipartimenti di salute mentale delle ASL». Il modo più efficace per fare in modo che questa proposta funzioni davvero è far sì che «la sanità, i servizi sociali, le realtà territoriali e le comunità locali facciano rete tra di loro», in virtù della volontà condivisa di far fronte comune dinanzi a un problema che affligge ancora troppe persone.
La proposta ha come ulteriore obiettivo quello di rendere l’accesso alle cure psicologiche primarie semplice e diretto, affinché chiunque voglia usufruirne non debba incappare in contrattempi burocratici, che spesso rappresentano la prima barriera d’accesso per coloro che sono già soggetti a fragilità emotive non trascurabili.
L’agone seguirà tutti gli aggiornamenti della Proposta di Legge.
Chiara Venturen, redattrice L’agone


