Bracciano. Liceo Vian sale sul podio del concorso nazionale Mad for Science

Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano della capitale, si è conclusa la decima edizione del concorso nazionale Mad for Science ed il liceo scientifico I. Vian della sede di Anguillara si è aggiudicato il terzo posto.

L’iniziativa, promossa da Fondazione Diasorin ETS, che da dieci anni accompagna scuole, docenti e studenti in un percorso dedicato alla cultura scientifica, alla sperimentazione e all’innovazione, ha assegnato al liceo un premio di 30mila euro per il potenziamento del suo laboratorio di scienze. La Challenge Mad for Science 2026 ha visto confrontarsi gli otto migliori istituti selezionati a livello nazionale sul tema “Risorse naturali e salute.

liceo vian ragazzi mad for scienceCome la ricerca biotecnologica ci aiuta a salvaguardare persone e ambiente”, con progetti che hanno saputo coniugare creatività, rigore scientifico e capacità di applicazione concreta a scuola. A valutare i progetti finalisti è stata una Giuria d’eccellenza composta da personaggi del mondo scientifico e della comunicazione.

Il team del liceo Vian, con il progetto” Medical Fish Waste”, ha proposto un’idea che si inserisce nel quadro della Bioeconomia circolare con la sfida di unire la salvaguardia dell’ambiente con l’avanzamento della medicina rigenerativa, sviluppando un protocollo sperimentale per realizzare un dispositivo medico innovativo. Il lavoro è partito dall’analisi di una reale problematica ecologica del territorio, l’area sabatina all’interno del Parco Regionale di Bracciano, dove le attività economiche legate alla pesca lacustre e alla ristorazione locale producono annualmente ingenti rifiuti organici, costituiti da carapaci di crostacei, pelli, e squame di pesce. Oltre ai costi di smaltimento, questi scarti possono accumularsi ed alterare i delicati equilibri biologici del lago.

logo vian medical fish wasteIl gruppo, guidato dalla prof.ssa Rosati, dal prof. Sasso e dalla tecnica di laboratorio Lepore, ha voluto dare una soluzione originale a questa problematica, prelevando queste risorse biologiche di scarto e, mediante procedure biotecnologiche avanzate, trasformarle in bioprodotti riutilizzabili per la salute dell’uomo, andando a ridurre contemporaneamente l’impatto ambientale locale. Il prodotto finale è un patch cutaneo protettivo e rigenerativo a base di due polimeri, chitosano e collagene, prelevati proprio da questi rifiuti.

Questo percorso di eccellenza scientifica e formativa è stato reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione con i ricercatori di ENEA-Casaccia e dei docenti del dipartimento di Biotecnologie dell’Università della Tuscia. Oltre al valore scientifico, l’iniziativa ha rappresentato una straordinaria palestra formativa. Gli studenti, dal primo al quinto anno, hanno potuto applicare il rigore del metodo scientifico in condizioni controllate, integrando la teoria con un’esperienza pratica di alto profilo. Il grande lavoro di squadra dimostra che quando studenti e docenti co-progettano si possono raggiungere traguardi ambiziosi.

Giorgia Rosati

Ultimi articoli