Le conseguenze psicologiche dell’ingiustizia

La parola ingiustizia  deriva dal latino iniustia dal prefisso -in  che vuol dire “senza” e iustitia ovvero “giustizia” che sta per un’azione o un illecito contrario alla ragione e alla legge. Se dovessimo parlare di quante ingiustizie avvengono nel mondo purtroppo questo spazio non basterebbe; pertanto ci concentreremo sulla vita del singolo e sui risvolti psicologici che derivano dalle ingiustizie.

Pensiamo alle ingiustizie sul lavoro,  pensiamo a chi magari ha un capo non incline alle interazioni sociali, pertanto ansioso e despota. Considerando che sul posto di lavoro ci si sta dalle sei alle otto ore quello che ne può derivare è una continua agitazione e un’ ansia da prestazione,  senza contare la svalutazione delle proprie competenze e i conseguenti dubbi  in merito alla propria autoefficacia, o chi subisce un mobbing per esempio. Il mobbing è una cosa gravissima che succede sul posto di lavoro purtroppo molto frequentemente, nel mobbing si usano tecniche di manipolazione della realtà molto crude come ad esempio il gasligthing, tecnica manipolativa di stampo narcisistico che compromette la realtà facendo dubitare di sé la vittima.   Nel mobbing spesso è interessato tutto lo staff, pertanto la vittima si trova da sola a subire le angherie dei colleghi.

Questo atteggiamento è fatto per vessare, indebolire, emarginare la vittima e indurla alle dimissioni. Le conseguenze psicologiche di un trattamento vessatorio come quello del mobbing sono molteplici: innanzitutto la vittima si isolerà, ci sarà anche il rischio che raccontando ciò che succede non venga creduta, sopraggiungerà uno stato depressivo che la porterà suo malgrado a fare ciò che i colleghi desiderano, ovvero licenziarsi. Ma perché queste cose non si denunciano? Perché di fondo resta un senso di colpa, spesso si è indotti a pensare che ci sia qualcosa che non va in noi e purtroppo a pensare in questa maniera sono proprio le persone con un alto senso del dovere e di responsabilità. Ma è possibile farlo se , magari con l’aiuto di un esperto, si  trova il coraggio di raccontare la propria realtà, che si lavori per un privato o per una azienda.

Ilaria Morodei

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