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Rinasce la Pro Loco di Cerveteri, Parroccini: “Pronti a stipulare la nuova convenzione”

“Quando mi sono insediato nel ruolo di Assessore avevo un obiettivo, un impegno ben preciso che prima come storico componente dei Rioni e oggi come membro della Giunta comunale, mi ero preso considerandolo di fondamentale importanza: far rinascere e far tornare in attività la Pro Loco di Cerveteri. Sono pertanto felice oggi di poter annunciare che dopo una serie di incontri avvenuti con il Presidente in carica Emanuele Badini, ai quali hanno preso parte anche l’Assessore alla Cultura Francesca Cennerilli e il Sindaco Elena Gubetti, siamo pronti a stipulare la nuova convenzione tra Comune e Pro Loco. Una partnership ritrovata che vedrà il suo esordio già nel primo grande appuntamento della nostra città, ovvero a maggio quando nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 festeggeremo San Michele Arcangelo, Santo Patrono di Cerveteri”.

A dichiararlo è Manuele Parroccini, Assessore allo Sport del Comune di Cerveteri e che tra le proprie deleghe annovera anche quelle del rapporto con i Rioni e Pro Loco.

“Come la cittadinanza ben saprà, sono alcuni anni che la Pro Loco di Cerveteri era inattiva, una mancanza forte per l’Amministrazione comunale ma in generale per il comparto della cultura, delle manifestazioni, delle tradizioni e delle altre realtà associative della città – ha dichiarato Manuele Parroccini – non appena mi sono insediato, nel gennaio di quest’anno, sono iniziati i primi incontri ufficiali con Emanuele Badini, che ringrazio per l’immediata disponibilità e apertura al dialogo e al voler intraprendere una collaborazione fattiva con l’Ente, e oggi siamo felici di poterlo ufficializzare”.

“Come detto – aggiunge Parroccini – il primo grande evento nel quale tornerà ad essere tra i protagonisti la Pro Loco è la Festa di San Michele Arcangelo, la Festa del nostro Santo Patrono, che visto anche il periodo in cui ricorre, ovvero a maggio e dunque in Primavera inoltrata, vogliamo fare in modo che sia un grande momento per la nostra città e perché no, occasione per un primo grande afflusso di villeggianti e vacanzieri romani a Cerveteri”.

A commentare l’avvio del nuovo rapporto tra Amministrazione comunale e Pro Loco, anche Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri, che insieme all’Assessore Manuele Parroccini ha partecipato agli incontri delle scorse settimane: “Come Assessore alla Cultura non posso che essere soddisfatta del ritorno in attività della Pro Loco di Cerveteri. Con Manuele Parroccini ho un rapporto quotidiano e molto spesso ci troviamo a lavorare insieme, ognuno per quanto riguarda il proprio ambito competente. Sono certa che la ritrovata unione della Pro Loco rappresenterà per l’Amministrazione comunale, per il mio Assessorato e quello di Manuele e per la città tutta un importante punto di forza e di sicura affidabilità. Al Presidente Badini e a tutti i componenti del Direttivo, l’augurio di un ottimo e proficuo lavoro”.

Soddisfazione per il ritorno in attività della Pro Loco anche da parte del Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti che aggiunge: “La Pro Loco rappresenta una risorsa fondamentale per la promozione e la valorizzazione del territorio, delle tradizioni e della cultura della nostra città. Dopo diversi anni di assenza, abbiamo voluto che tornasse ad avere un ruolo centrale nella vita e negli eventi di Cerveteri. Con gli Assessori Parroccini e Cennerilli, che ringrazio per il lavoro svolto in questa direzione, abbiamo avviato un percorso di collaborazione con il Presidente in carica, Emanuele Badini, affinché la Pro Loco potesse tornare a far parte di un progetto condiviso di crescita per la città. A lui e a tutta la squadra va il nostro augurio di buon lavoro, certi che insieme potremo raggiungere importanti traguardi già a partire dai festeggiamenti per il Santo Patrono, San Michele Arcangelo, in programma sabato 10 e domenica 11 maggio”

Municipio XIII: “quattro nidi in apertura nel 2025, respingiamo le polemiche di azione”

“Il Municipio XIII aprirà per luglio 2025 quattro nidi su dieci in totale, pari al 40% delle strutture comunali e garantendo 3 quadranti municipali: Casalotti; il quadrante centrale che comprende le zone di Montespaccato, Collina delle Muse e Boccea-Val Cannuta, e il quadrante di Gregorio VII. Non si comprende la sterile polemica di Azione che tra l’altro perona solo la causa della zona Val Cannuta rispetto ad altre zone, quando la rotazione garantisce pari opportunità a tutti i territori”. E’ quanto affermano la presidente del XIII Municipio, Sabrina Giuseppetti e l’Assessora alle Politiche Educative del XIII Municipio, Arianna Ugolini, in risposta al comunicato di Azione che accusa il Municipio di non aver aperto nidi nel mese di luglio nella zona di Val Cannuta:

“I consiglieri di Azione”, concludono Giuseppetti e Ugolini, “dovrebbero poi conoscere le procedure di reclutamento del personale che, per il mese di luglio, non si avvale delle educatrici di ruolo ma delle educatrici supplenti e solo su base volontaria. L’individuazione dei nidi aperti a luglio è decisa in base alle disponibilità delle educatrici supplenti per evitare di aprire strutture senza personale”.

Bracciano: completati i lavori in via Carlo Marchi

Bracciano: completati i lavori in via Carlo MarchiSono terminati i lavori di asfaltatura di via Carlo Marchi, nei tratti in cui è stato completato l’intervento di risanamento del dissesto idrogeologico e questa mattina è stata ripristinata la segnaletica orizzontale.
I lavori di risanamento del dissesto idrogeologico proseguiranno in via Salvo D’Acquisto e nella prima parte di via Isonzo.
Domani si terrà la fiera del 1 maggio e da venerdì 2 maggio sarà ristabilita la viabilità a doppio senso in via Carlo Marchi.
Bracciano: completati i lavori in via Carlo MarchiProseguono gli interventi di manutenzione del verde da parte della ditta Myoporum, nei parchi e nelle diverse aree dei quartieri.
I volontari di Salvaguardiamo Bracciano, che ringraziamo sempre per il patto di collaborazione, domenica sono intervenuti in via dei giardini e nel parcheggio adiacente, procedendo allo sfalcio del verde e alla rimozione dei rifiuti abbandonati.
Bracciano: completati i lavori in via Carlo MarchiSono stati stipulati diversi patti di collaborazione per la gestione condivisa di beni comuni tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza, che ringraziamo per la collaborazione.
Prosegue l’impegno dell’amministrazione per creare un ambiente urbano più accogliente, sicuro e rispettoso.
Seguiranno aggiornamenti.

Giornata mondiale dell’ostetrica: la Asl Roma 4 promuove iniziative per la tutela della donna

Giornata mondiale dell'ostetrica: la Asl Roma 4 promuove iniziative per la tutela della donnaIn occasione della Giornata Mondiale dell’Ostetrica, che si celebra ogni anno il 5 maggio, la ASL Roma 4 organizza una serie di iniziative di sensibilizzazione e informazione dedicate alla salute e al benessere della donna, presso i Consultori del territorio e nella sala parto dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è la fragilità, con un’attenzione particolare alla promozione di una cultura della non violenza a 360 gradi. Nei Consultori le ostetriche della ASL saranno impegnate nella sensibilizzazione e nell’informazione su servizi sanitari e sociali rivolti alle donne in tutte le fasi della vita – dall’adolescenza alla menopausa – che garantiscono una presa in carico globale dei bisogni femminili.

Verranno anche fornite informazioni sulla collaborazione con i Centri Antiviolenza, che supportano i consultori nel dare accoglienza e sostegno alle donne che vivono situazioni di disagio e violenza.

Presso la sala parto dell’Ospedale San Paolo, invece, si affronterà il tema della violenza ostetrica in un incontro pensato per neomamme e neopapà. Le ostetriche della ASL Roma 4 aderiscono al progetto europeo 4-E PARENT, volto a promuovere il coinvolgimento dei padri fin dai primi mesi di gravidanza, e sono attive nella diffusione delle cure amiche della mamma e del bambino.

Tutti gli eventi si svolgeranno lunedì 5 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 13.00

Dopo gli incendi, il Liceo Gullace riparte: approvato il piano di recupero

Con l’approvazione del rendiconto di gestione 2024, Città metropolitana ha confermato lo stanziamento di 1.5 milioni di euro necessari per il ripristino della sede succursale del Liceo Gullace, devastata da incendi dolosi dello scorso ottobre.

Una decisione comunicata dal Sindaco Roberto Gualtieri alla cittadinanza e alla comunità scolastica in occasione dell’Assemblea pubblica del 9 aprile sul tema. Con l’impegno del Sindaco, della Consigliera delegata al bilancio di Città metropolitana Cristina Michetelli, del Consigliere delegato a Edilizia scolastica Daniele Parrucci e con il sostegno del Consiglio metropolitano, Città metropolitana, senza ulteriori aiuti, ha recuperato le risorse disponibili nel proprio bilancio, pur nel generale contesto di difficoltà finanziarie.

Si procederà quindi in breve tempo alle successive fasi, dalla gara per l’affidamento dei lavori all’inizio del cantiere entro luglio, secondo il cronoprogramma indicato: l’impegno è poter consentire agli studenti il rientro in presenza a scuola dopo le vacanze di Natale del 2025.

Depressione e malattie cardiache: quale correlazione Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato come esista una significativa correlazione tra malattie cardiache e depressione. A dimostrarlo, in particolare, sono alcuni processi fisiologici che spiegano questo legame complesso. Ma per quale ragione, la depressione influisce negativamente sulle malattie cardiache e che ruolo può giocare, nello specifico, l’ansia nei disturbi cardiaci? Lo abbiamo chiesto in questa intervista ad Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Lucattini: “Non avere paura di sottoporsi a prevenzione, accertamenti e controlli. Il detto “occhio non vede cuore non duole” è il peggior nemico quando si tratta di malattie fisiche e in particolare di disturbi cardiaci. Tra l’altro, è proprio “il non decidere di curarsi tempestivamente, anche dopo i diversi campanelli d’allarme“ a generare la maggiore fonte di stress e di ansia”.

Dott.ssa Lucattini c’è correlazione tra depressione e malattie cardiache?

La depressione e le malattie cardiache sono tra le malattie più invalidanti che affrontiamo. Sono entrambe molto diffuse tra la popolazione generale e spesso si manifestano nella stessa persona contemporaneamente. Numerosi studi dimostrano che vi è una relazione bidirezionale tra malattie cardiache e depressione. Una buona percentuale di persone senza alcuna storia di depressione, si deprime dopo un infarto o dopo aver ricevuto la diagnosi di insufficienza cardiaca. D’altro canto, vi sono numerose ricerche che evidenziano come persone affette da depressione, ma senza malattie cardiache precedenti, sviluppino patologie cardiache in percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale.

Ci sono processi fisiologici o meccanismi nel corpo che spiegano la relazione tra la depressione e le malattie cardiache?

Trenta anni di studi epidemiologici indicano che la depressione prevede lo sviluppo di malattie cardiache, le prove esistenti hanno spinto l‘American Heart Association (AHA) a emettere già nel 2015 una dichiarazione avvertendo che gli adolescenti con depressione e disturbo bipolare presentano un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari fin da giovani, sollecitando i medici a monitorare attivamente questi pazienti e ad intervenire per cercare di prevenirne l’insorgenza. Gli elementi principali che in pazienti affetti da disturbi bipolari o depressione sono causa di disturbi cardiaci sono correlati soprattutto allo stile di vita, poiché portano sovente ad abitudini nocive per la salute fisica e mentale, come fumo, abuso di alcool, sedentarietà, eccesso di cibo, che possono danneggiare le arterie, causare ipertensione, diabete e altre malattie metaboliche. Da non sottovalutare, inoltre, sregolatezza nelle abitudini in generale, non ultima l’inversione del ritmo sonno veglia con perdita di ore di sonno che porta a vivere di notte e trascinarsi faticosamente di giorno, a scuola e al lavoro.

Altrettanto preoccupante è la situazione per i pazienti più anziani che hanno già malattie cardiache. I ricercatori hanno scoperto che la depressione ne peggiora la prognosi, talvolta drammaticamente.

Per quale ragione la depressione influisce negativamente sulle malattie cardiache?

Ogni disturbo cardiaco causa preoccupazione, ma questo non significa che spinga a fare i controlli. Infatti, per un meccanismo di rimozione e talvolta di negazione, il non fare i controlli equivale, erroneamente, alla convinzione di non avere nulla che non vada. Parafrasando “Occhio non vede, cuore non duole”, finché non lo so, non ho nulla di grave. Questo tipo di dinamica inconscia, espone a rischi talvolta molto seri, poiché induce a non aderire ai protocolli di prevenzione e a sottoporsi ai necessari controlli, inoltre porta a non assumere con precisione le terapie prescritte dagli specialisti e talvolta non assumerle del tutto, a “dimenticarle”. Le dimenticanze involontarie sono degli “atti mancati” o “lapsus d’azione”, si vorrebbe fare una certa azione e invece, se ne fa un’altra. Nel caso dei farmaci accade poiché assumerli significa prendere coscienza di avere una malattia ed entrare in contatto con l’angoscia che questo provoca. Di fatto possiamo considerarli degli equivalenti depressivi, dei sintomi depressivi sotto la forma della “dimenticanza”.

Che ruolo gioca l’ansia nei disturbi cardiaci?

Nella storia della Medicina è ben nota la cosiddetta “nevrosi cardiaca” caratterizzata da palpitazioni (cardiopalmo), difficoltà di respiro, sensazioni dolorose in sede precordiale in cui i disturbi cardiaci sono attribuibili a problematiche di tipo emotivo e psicologico. È da tener ben presente, però, che la “cardionevrosi” è una diagnosi di esclusione, cioè la si può fare dopo accertamenti cardiologici accurati con elettro ed ecocardiogramma e analisi del sangue che gli specialisti ritengano opportune o necessarie. Specialmente nei giovani, i sintomi della nevrosi cardiaca possono confondersi con sintomi dovute a malattie cardiache che è importante diagnosticare e curare. Detto questo, avere una malattia cardiaca certamente provoca ansia e sovente anche depressione.

Molti sintomi fisici dovuti all’ansia possono causare ulteriore ansia, poiché simulando altri gravi problemi di salute, mettono molto in allarme. Uno dei più comuni è la tachicardia, il battito cardiaco accelerato oltre cento battiti al minuto. La tachicardia spaventa quando è improvvisa, inattesa e senza causa apparente. È infatti tipico sia degli attacchi di panico che della tachicardia. Se non si ha consapevolezza di avere uno stato d’ansia “congelato”, poiché l’attacco non ha una causa apparente, può essere terrorizzante. Nulla più della tachicardia da l’impressione di perdere completamente il controllo su se stessi e sul proprio corpo.

I disturbi cardiaci mettono molto in allarme, anche inconsciamente, poiché il cuore è un organo fortemente investito di significati simbolici. È infatti, considerato il custode dei sentimenti e attraverso il suo ritmo regolare fa sentire sani, infonde la certezza dell’essere in vita. Basta pensare che la parola “ritmo”, deriva dal greco ρυθμός (ryth-mós) che foneticamente prende origine dal battito cardiaco, dalla sistole e dalla diastole cardiaca. Il ritmo del cuore che scandisce il tempo della vita.

Qual è il ruolo dello stress nei disturbi benigni del ritmo cardiaco?

È da tener conto che la tachicardia è una reazione normale sotto stress, è un importante aspetto difensivo, sia fisico che mentale, quando ci si trova in una situazione oggettiva di pericolo.

La paura innesca una serie di risposte fisiologiche, naturali, che preparano il corpo al cosiddetto fight or flight, combatti o scappa. Questo però succede anche quando la sensazione o percezione di pericolo è puramente psichica, quando nasce da dentro se stessi, da un conflitto interiore, da una situazione di forte stress (sentimentale, lavorativo, di studio) o da uno stato di angoscia profonda.

Nel momento in cui una situazione stressante o un’angoscia che ha una coloritura anche depressiva non può essere contenuta dai nostri strumenti mentali, poiché troppo grande, troppo intensa, superiore alle capacità personali di poterla gestire, per una fragilità o anche per solitudine, prendono la via della somatizzazione e si manifestano nel corpo. Ogni persona ha il suo organo bersaglio, alcuni hanno un maggior risentimento gastroenterico, altri cutaneo, altri ancora nelle corde vocali con risentimenti sulla voce e così via, ma la maggior parte delle persone, prima o poi, hanno anche una somatizzazione a livello cardiaco, con tachicardia e talvolta tachiaritmie.

In che modo, trattare la depressione può avere un impatto sulla prevenzione delle malattie cardiache, e quali approcci terapeutici sono efficaci in questo contesto?

I ricercatori della Washington University School of Medicine concordano sul fatto che, sebbene non siano stati ancora individuate tutte le componenti in gioco, ci sono già alcune spiegazioni scientifiche. Alcuni studi si sono focalizzati sulla biologia della depressione a cui si associa spesso una disregolazione del sistema nervoso periferico, livelli alti di cortisolo e markers elevati di infiammazione.

D’altro canto, dal punto di vista psicologico, esistono anche correlazioni con una scarsa aderenza ad una dieta equilibrata, lo scarso o l’eccessivo esercizio fisico, ai farmaci assunti senza prescrizione medica o in presenza di una prescrizione senza rispettarla con precisione, una maggiore prevalenza del fumo, dell’abuso di alcool e di altre sostanze stupefacenti. Tutti fattori che spesso sono associati alla depressione con o senza malattie cardiache accertate.

Come può l’esercizio fisico, contribuire a mitigare il rischio congiunto di depressione e malattie cardiache?

L’attività fisica, ad ogni età, è uno strumento efficace nel raggiungere e mantenere una buona condizione di salute mente e corpo. Lo sport e l’esercizio fisico, naturalmente, devono essere proporzionati al proprio stato di salute, ben organizzati e il più regolari possibili. Il movimento attraverso la coordinazione, il respiro, l’attività muscolare, mette in contatto profondo con se stessi attivando la propriocezione, attiva il proprio esistere nella realtà attraverso l’appoggio a terra e con l’aria che sentiamo espandere il torace, e l’autopercezione interiore con la mente. È proprio grazie al rapporto mente-corpo che rimane durante tutta la vita che possiamo mantenere o recuperare un buon equilibrio interiore che va di pari passo con il recupero di una buona condizione fisica. Naturalmente, vi è anche la produzione di endorfine, ma i benefici maggiori sono dovuti alla percezione di un maggior controllo emotivo e interiore. Lo sport anche moderato, come yoga, pilates, ginnastica posturale, Tai-Chi, solo per citarne alcuni, facilitano la propriocezione dell’anima.

Da un punto di vista psicoanalitico, come è possibile aiutare questo tipo di pazienti?

Innanzitutto, è necessario rendersi conto che si può affrontare la propria depressione a qualunque età, con un’analisi personale, dopo a una consultazione con uno psicoanalista. L’analisi aiuta a prendere coscienza di quei funzionamenti anche inconsci danno origine al malessere depressivo, permette di osservare il proprio stile di vita, il modo in cui si lavora e si vive o si evita la socialità. Inoltre, attiva la capacità riflessiva per cui col tempo mette in condizione di dare un senso alla propria vita, inserendola nella storia personale.

In presenza di una malattia fisica sostiene nel conviverci e nel trovare un nuovo modo di vivere con delle limitazioni, ma senza divenire preda di paure o mortificazioni eccessive, aumenta l’aderenza e la precisione, nei trattamenti farmacologici, a fare i necessari controlli.

Qualora ve ne fosse la necessità, possono essere prescritti dallo psichiatra trattamenti farmacologici con antidepressivi, stabilizzatori del tono dell’umore e ansiolitici, che possono essere associati con integratori nutraceutici. Lavorando in analisi su se stessi, si riscopre il desiderio di vivere meglio, si trova l’energia per dedicarsi a un po’ di attività fisica, di curare la propria alimentazione, di riprendere una vita sociale sana, di tagliare le cattive abitudini e rinunciare alle proprie dipendenze.

Quali consigli si sente di dare in particolare a chi soffre di depressione e di disturbi cardiaci?

-Non sottovalutare mai i disturbi cardiaci, qualunque origine abbiano. Se hanno un’origine psicologica sono un segnale di disagio che la mente manda a noi stessi, affinché ci prendiamo cura dei problemi sottostanti. Se hanno un’origine organica vanno trattati tempestivamente, per stare meglio e perché non peggiorino;

-Pur riconoscendo il potere della mente, è assolutamente da evitare che ansia e depressione diventino il “refugium peccatorum” di tutti i disturbi somatici senza una causa apparente o che ancora non sia stata individuata, compresi quelli a carico del cuore. In assenza di accertamenti e controlli, non bisogna mai attribuire di primo acchito le problematiche cardiache solo a disturbi psicologici;

-Non avere paura di sottoporsi a prevenzione, accertamenti e controlli. Il detto “occhio non vede cuore non duole” è il peggior nemico quando si tratta di malattie fisiche e in particolare di disturbi cardiaci;

-Tutti i disturbi cardiaci provocano ansia e depressione, per cui quando vi sia un disturbo legato ad una malattia cardiaca, è importante consultare uno psicoanalista per ricevere il necessario sostegno e aiuto, fondamentale per affrontare la situazione e viverla al meglio possibile;

-Tenere presente che disturbi ansiosi e depressivi, come le loro somatizzazioni cardiache e disturbi cardiaci primitivi, possono manifestarsi a qualunque età. Non vanno mai sottovalutati, né affrontati in modo allarmistico. Ciò che serve è un buon tempismo e sottoporsi a visite e accertamenti specifici e al tempo stesso, non essere timidi nel chiedere una consultazione psicoanalitica, in modo da tranquillizzarsi, riattivare la capacità di pensare, ritrovare un sano realismo e sentirsi meglio il prima possibile;

-In presenza di analisi ematochimiche e accertamenti negativi quando si ha assolutamente accertato che i disturbi cardiaci hanno una natura psicologica e che affondano le loro radici nell’ansia e nella depressione, è indispensabile rivolgersi tempestivamente ad uno specialista e psicoanalista, in modo da affrontare e sciogliere i nodi di fondo che causano questa specifica somatizzazione.

Di Marialuisa Roscino

Il traffico, la spina nel fianco di Roma Nord

Roma è la città più congestionata d’Italia e, guidando per le vie della Capitale, i romani trascorrono oltre 100 ore all’anno nel traffico, ovvero, un tempo pari a 4 giorni consecutivi incolonnati nel proprio veicolo aumentando, così, il livello di stress, abbassando enormemente la qualità della vita e, non meno importante, inquinando sempre di più.

In questo contesto metropolitano, il quadrante nord non è certo da meno e, anche se ha una densità abitativa molto più bassa rispetto soprattutto alle zone di Roma est e sud, presenta meno soluzioni alternative all’automobile e assi viari e consolari che fanno fatica a sopportare l’intenso via vai giornaliero.

Tutte le mattine strade come Braccianese, Cassia, Cassia Veientana, Flaminia e Tiberina si ritrovano intasate da auto provenienti dai comuni situati a nord di Roma e dalla mobilità interna al Municipio XV, che, seppur attraversato da due linee del ferro importanti come FL3 (Roma Tiburtina-Viterbo Porta Fiorentina) e FC3 (Roma-Civita Castellana-Viterbo), paga spesso con disservizi e disagi.

Tanti sono i progetti sui diversi tavoli interistituzionali, soprattutto ora che sono stati accelerati dai fondi e dai tempi straordinari dettati da PNRR e Giubileo. Oltre alla fermata di Vigna Clara inaugurata nel giugno 2022, dopo 32 anni di inattività e che ha rilanciato il tema cittadino della chiusura dell’anello ferroviario, nelle scorse settimane l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, ha annunciato l’inizio dei sondaggi preliminari per la fermata metropolitana Farnesina (tratto T1-Metro C) con le talpe che entreranno in azione entro il 2026.

Anche se questo passaggio rappresenta il punto di partenza della futura linea che dovrà passare sotto l’asse Cassia fino a La Giustiniana facendo da nodo di scambio con la ferrovia, i problemi del traffico e le difficoltà nell’ingresso in città rimarranno per molti anni.

Nel recente passato si era pensato di alleviare la situazione invocando il prolungamento della Braccianese Bis fino alla Trionfale e al Raccordo Anulare, bypassando La Storta e La Giustiniana.

Ciò consentirebbe di liberare parte del quadrante dalla congestione stradale, ma al momento si registrano solo le approvazioni di documenti di indirizzo politico da parte del Consiglio comunale che denunciano l’urgenza di quest’opera e la necessità del l’istituzione di un tavolo tecnico con Roma Capitale, Città Metropolitana, Anas e Municipi XIV e XV.

Fabio Rollo
Redattore L’agone

Il ministro Abodi a “Giù la maschera” (Radio 1 Rai): “La maglia azzurra richiede anche comportamento esemplare, non è moralismo”

“Io sono un po’ refrattario ai giudizi assoluti. Mi era stato chiesto: secondo lei chi scommette illecitamente e chi lo fa sui siti fuori legge può vestire la maglia della nazionale? Io ho risposto “no” non per fare la morale, ma ritengo che la maglia nazionale sia espressione di un talento sportivo e anche di un comportamento esemplare. Non mi sembra di avere detto qualcosa di clamoroso”. Lo ha affermato il Ministro dello sport e i giovani, Andrea Abodi nel corso della trasmissione radiofonica “Giù la maschera” (Radio 1 Rai), condotta da Marcello Foa e dedicata al tema “Ludopatia ci risiamo: nel calcio ma non solo”.

“Mi ha lasciato un po’ perplesso anche la risposta dell’Associazione calciatori, che ha la responsabilità di un’informazione corretta anche verso i propri tesserati. Questi ragazzi devono capire in che realtà vivono. Il loro privilegio non è assoluto. Quando sottoscrivono un contratto conoscono perfettamente i diritti. Ma sanno i doveri? Non devono scommettere sul calcio. E non devono andare sui siti fuori legge, che incrementano l’illegalità”.

Il Ministro Abodi ha spiegato l’idea di una Carta dei valori. “Penso che ogni contributo sul versante della formazione e informazione della comunicazione corretta debba essere prodotto e bisogna collaborare perché si affermi”, ha detto Abodi, “I contratti di tutti i tesserati, e non solo i calciatori ma anche tecnici e dirigenti, sono molti chiari sui diritti. Bisogna dare più spazio ai doveri su cui si deve sottostare. Il calcio deve provare a perseguire quella dimensione educativa”.

Secondo Abodi quello della ludopatia “è un tema sociale, che va ben oltre la dimensione sportiva. Dimensione che va affrontata e contrastata. Questa è una posizione comune, anche su chi ha un’idea differente sulla pubblicità nelle scommesse. L’obiettivo comune è contrastare la ludopatia. Bisogna contrastare tutta la parte scommesse e gioco d’azzardo, anche attraverso la pubblicità. Investiamo di più per aiutare queste persone di tutte le età, a partire dai più giovani, a limitare gli impatti che sono devastanti. Nessuno disconosce il tema sociale della ludopatia”.

Abodi ha poi rimarcato il contrasto ai siti illegali. “La differenza sostanziale è che i siti illegali non prevedono la riconoscibilità della persona, la tracciabilità dle pagamento e limiti alle scommesse”, ha detto, “C’è differenza tra la scommessa sportiva e altre forme di gioco d’azzardo. La scommessa illegale non ha bisogno di pubblicità. Viaggia su altri canali e usa il denaro contante”.

Paolo Jarre a “Giù la maschera” (Radio 1 Rai): “la ludopatia nei giovani calciatori nasce da troppo tempo libero, tanti soldi e poche passioni”

La ludopatia colpisce i calciatori perché si tratta di giovani maschi. Già questo è un fattore di rischio strutturale di attività rischiose. Sono ragazzi che hanno un sacco di tempo libero, hanno molti soldi e hanno poche passioni e interessi per un qualcosa che non sia il calcio. Tutte quelle che sono le esperienze dei giovani acculturati a loro mancano. In genere sono chiusi in casa e in albergo, perché altrimenti verrebbero assaliti dai tifosi. Tutto questo messo insieme fa sì che hanno un fattore di rischio aggiuntivo”. Lo ha affermato il medico Paolo Jarre, già direttore del Dipartimento di patologia delle dipendenze dell’Asl Torino3 e terapeuta del calciatore Niccolò Fagioli, nel corso della trasmissione radiofonica “Giù la maschera” (Radio 1 Rai), condotta da Marcello Foa e dedicata al tema “Ludopatia ci risiamo: nel calcio ma non solo”.

Questi ragazzi non scommettono per fare soldi, ma per passare il tempo all’inizio. Poi piano piano diventa un comportamento problematico e patologico. L’immediatezza del responso rispetto alla scommessa, fa sì che sia immediata la scarica di dopamina, che ha lo stesso effetto di una droga. Poi c’è la facilità di accesso, con una disponibilità 24 ore su 24. Tutto questo messo insieme determina un meccanismo simile a quello dell’assunzione di una sostanza stupefacente. Ci sono persone che sono più vulnerabili, che facilmente incrementano progressivamente l’interesse che va a incrementare molte ore la giornata. E quindi anche persone come i calciatori finiscono per investire nel gioco d’azzardo più di quello che hanno”.

Paolo Jarre ha ricordato che l’uso dei social e del cellulare crea dipendenza. “Quando ero ragazzo giocare denaro era considerata una delle cose peggiori che potesse fare un ragazzo”, ha detto il medico, “La responsabilità dello Stato è importante. C’è poi un dato biologico. Il maschio è deputato a compiere le attività più rischiose. L’evoluzione ha fatto si che i maschi fanno le cose più pericolose e più stupide proprio perché hanno un’inclinazione biologica a questo. Poi c’è la necessità di farsi vedere. Anche l’eccessiva sottolineatura dell’illegalità di questi fenomeni riduce la responsabilità dell’offerta di gioco fatta sul fronte legale. Ci sono i calciatori problematici e patologici, e ci sono quelli che non lo sono”.

Quanto alla pubblicità Jarre ha spiegato che “sicuramente sappiamo che in Italia in teoria dall’estate 2018 la pubblicità del gioco d’azzardo è proibita. Ma se andiamo allo stadio vediamo banner a bordo campo, giocatori che ci dicono di informarci su questo sito, senza pubblicizzare la scommessa. Per cui è pubblicità occulta. L’altro aspetto sicuramente è che l’espansione del gioco d’azzardo se non si pongono dei limiti quantitativi all’offerta rischia di diventare illimitata. Lo scorso anno il fatturato è stato di 160 miliardi di euro solo sul gioco legale. Il costo del servizio sanitario nazionale è di 140 miliardi di euro”.

Gli allievi dell’alberghiero di Ladispoli al Bioparco di Roma

Gli allievi dell'alberghiero di Ladispoli al Bioparco di RomaE’ il più antico giardino zoologico d’Italia. Al suo interno vivono circa 1200 animali di 150 specie diverse tra mammiferi, rettili e uccelli. La superficie complessiva raggiunge i 155.480 mq: è una lezione diversa quella che si è svolta per gli studenti della 2^ B dell’Alberghiero di Ladispoli al Bioparco di Roma martedì 29 aprile.

Gli allievi dell'alberghiero di Ladispoli al Bioparco di RomaAccompagnati dalla Prof.ssa Margherita Ferrazza, Docente di Lettere dell’Istituto di via Federici, gli allievi hanno percorso i viali dell’immenso parco della Capitale sostando nelle diverse aree, negli spazi culturali, espositivi e didattici.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile prevede percorsi di educazione ambientale e di sensibilizzazione sui temi della tutela degli ecosistemi e della transizione ecologica – ha sottolineato la Prof.ssa Ferrazza – ma spesso nel fare lezione in aula si rischia l’astrazione perché le pagine di un manuale di Biologia o di Educazione civica a volte non bastano. Gli allievi dell'alberghiero di Ladispoli al Bioparco di RomaL’esperienza diretta è irrinunciabile e insostituibile. Oltretutto gli studenti non raramente dimostrano le loro migliori attitudini e qualità proprio nello svolgimento di attività extra moenia. Eravamo già venuti al Bioparco di Roma e torneremo ancora perché solo integrando la didattica tradizionale con l’apprendimento “sul campo” è possibile raggiungere il traguardo del successo formativo”. “La giornata di oggi è stata importantissima per sensibilizzare gli allievi in relazione al rispetto e alla salvaguardia della natura come bene comune e patrimonio intangibile dell’umanità. – ha concluso la Prof.ssa Ferrazza – Continueremo a riflettere e discutere in classe sul tema centrale del rapporto fra individui, società ed ecosistema”.