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Le ripercussioni positive e negative del giubileo

Già da qualche mese ha avuto inizio l’anno giubilare, indetto da papa Francesco con la bolla “Spes non confundit”. Che si guardi a questo evento dal punto di vista spirituale della chiesa cattolica o da quello, più terreno, di chi tanto credente non è, l’atteggiamento nei suoi confronti è – di volta in volta – critico quasi come si trattasse di un inutile anacronismo, oppure gioioso quando se ne colga il messaggio di misericordia.

Fra i credenti ci sono coloro che, rifacendosi a uno spirito cristiano spogliato dalla secolarizzazione, biasimano lo sciame di pellegrini che attraversa rumorosamente le Porte Sante e invade le basiliche giubilari alla ricerca di perpetue indulgenze, richiamando alla mente simonia e antiche mercificazioni della fede di luterana memoria. Altri, più benevolenti, guardano con fede rinnovata a tutti quelli che, attratti dalle parole di pace, fratellanza e accoglienza  – pronunciate recentemente in un momento di sofferenza da sua Santità che ne ha fatto suo motivo ricorrente – interiorizzano il suo messaggio e approfittano della visita ai luoghi più significativi del cattolicesimo per radicare ancora di più in se stessi quello che forse è il precetto più importante del Cristo: recare conforto al prossimo, laddove il prossimo inteso in senso letterale, è proprio il nostro sconosciuto vicino.

D’altro canto, il cittadino non praticante o non credente ricaverà un’impressione positiva o negativa del Giubileo a seconda della prospettiva dalla quale osserverà l’ingente flusso di persone che visiterà la Città Eterna e i suoi dintorni. L’accoglienza di un tale numero di pellegrini ha comportato, e comporta tuttora, la realizzazione di ingenti opere di pubblica utilità, per mezzo di cantieri che hanno paralizzato interi settori di Roma e provincia, con lavori dei quali sembra non si scorga mai il termine, creando disagi e malumore tra la popolazione residente. Allo stesso tempo tali opere, una volta terminate, sono destinate ad arrecare benefici stabili e duraturi, andando ad assicurare ai cittadini migliorie che vedranno i loro effetti prolungarsi ben oltre la durata dell’anno giubilare. Il Giubileo si risolverà inoltre in una gran mole di viaggi verso l’Area metropolitana di Roma, come detto, incrementando si spera il turismo e l’indotto di tali zone auspicando che il pellegrino – di qualunque fila di cui sopra si tratti – abbia un’ottima accoglienza e (si spera) possa portare con sé uno splendido ricordo scevro dall’essere incappato negli eventuali speculatori di turno.

Marzia Onorato
Redattrice L’agone

Oggi, 1° maggio: Festa dei Lavoratori tra concertoni, cortei, fiere e scampagnate

«Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento». Queste parole scritte per il primo maggio del 1890, su una rivista pubblicata a Forlì, ci danno notizie sicure sulle prime manifestazioni e sui festeggiamenti condotti in Italia per celebrare la Festa dei Lavoratori. Essa fu istituita per ricordare le lotte per l’affermazione dei diritti dei lavoratori, nate per la riduzione della giornata lavorativa.
Quella del 1° maggio, è una giornata di festa ufficiale e di gioia cui non sono mancati momenti dolorosi; quelli legati al ventennio fascista che la oscurò decretando che la celebrazione della festa del lavoro fosse anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma; quelli legati all’eccidio di Portella della Ginestra (PA), avvenuto il 1° maggio 1947, quando la banda criminale di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone quattordici e ferendone una cinquantina. La celebrazione del 1º maggio fu inserita stabilmente tra le festività dal 1949 e da allora è stata sempre festeggiata.
In questo momento a Roma, in piazza san Giovanni in Laterano, fervono gli ultimi preparativi per il “Concertone”, il grande concerto in cui si alterneranno sul palco gruppi musicali e cantanti famosi presentati da nomi noti del mondo della musica e dello spettacolo. È un concerto che sarà punto di ritrovo di migliaia di giovani, come accade ogni anno dal 1990, quando fu istituito dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma. Molti giovani hanno trascorso la notte nei pressi della piazza e sono già in fila pronti a prendervi posto. Sempre a Roma, ma contemporaneamente anche in provincia di Prato e di Palermo si predispongono cortei con manifestazioni sindacali unitarie guidate dagli interventi dei tre segretari generali. “Uniti per un lavoro sicuro” è lo slogan scelto dai sindacati per questo primo maggio, dedicato al tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La manifestazione di Roma vedrà in prima fila Maurizio Landini della Cgil, a Prato guiderà il leader della UIL, Pierpaolo Bombardieri, mentre a Palermo per la CISL, sarà presente Daniela Fumarola. Anche in molte altre città tra cui Milano, Torino, Bologna oggi sfileranno cortei organizzati da Cgil Cisl Uil. La necessità di un lavoro sicuro, molto sollecitata anche da Papa Francesco, il quale affermava “ il lavoro è sacro”, è un tema centrale che comunque deve unire tutti. Il Governo ha promesso che l’8 maggio sottoporrà ai sindacati il piano di intervento sulla salute e sicurezza.
Sul nostro territorio a Bracciano si tiene la consueta fiera del 1° maggio che si snoda tra via Mariano Ruggeri, via Carlo Marchi, piazza Don Cesolini, via Antonio Varisco, con bancarelle di abbigliamento, di oggettistica e vivaistica.

A Trevignano Romano, dalle 10,00 prende il via, sul piazzale del Molo, la Festa di Primavera. È un’occasione per passeggiare sul lungo lago godendo di degustazioni, prodotti locali, artigianato, antiquariato, esposizione florovivaistica.

I manzianesi erano soliti trascorrere in località Pietrische, un Primo Maggio in linea con la tradizione, una scampagnata tra stand gastronomico, musica e animazione. In generale possiamo dire che c’è fervore tra i paesi del nostro comprensorio dove si festeggerà il 1° maggio tra sagre enogastronomiche, celebrazioni religiose, rievocazioni, mercatini e scampagnate.

Anna Maria Onelli
Redattore L’agone

 

Dal Comune di Bracciano: Buona Festa delle lavoratrici e dei Lavoratori!

“Oggi è il giorno di chi ha lottato per avere diritti,

di chi ha alzato la testa per chiedere giustizia e dignità.
È il giorno di chi lavora ogni giorno, spesso senza riconoscimento:
negli ospedali, nei servizi sociali, nelle fabbriche, nella ristorazione, per strada, nei campi.
È anche il giorno di chi un lavoro non ce l’ha, di chi lo cerca, di chi vive la fatica della precarietà.
Ma è anche il giorno di chi crede nel lavoro fatto bene, con onestà, passione e responsabilità. Di chi, ogni giorno, prova a costruire un pezzo di mondo migliore attraverso ciò che fa.
Il Primo Maggio è festa, ma è anche voce, memoria e impegno.
Perché nessuno si salva da solo. Perché il lavoro deve dare dignità.
𝐖 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨

Eventi estivi, sport in spiaggia e “Liberamente” a Campo di Mare: il Comune di Cerveteri pubblica la manifestazione d’interesse

Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Vogliamo fare di Campo di Mare meta di giovani e famiglie per tutta l’estate”. L’Assessore alla Cultura Francesca Cennerilli: “Lungomare già in passato ha dimostrato di poter essere teatro di grandi eventi”

“Rendere il Lungomare dei Navigatori Etruschi un luogo attrattivo, un punto di ritrovo, divertimento, musica, spettacolo, arte e cultura e fare di Campo di Mare meta di giovani e famiglie con bambini, per vivere un’estate serena, spensierata, in riva al mare. Un luogo da vivere tutto il giorno, tutti i giorni, con attrattive per praticare sport acquatici, socializzare, stare insieme. Per questo motivo, abbiamo deliberato e pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente l’avviso pubblico per l’individuazione di soggetti per la realizzazione di progetti per la stagione balneare 2025: manifestazioni di interesse pubblica dalle quali ci auspichiamo la partecipazione di partner capaci di poter garantire, sempre seguendo le indicazioni che forniremo noi come amministrazione, mesi estivi di spettacolo e servizi per residenti, villeggianti e visitatori. Ma vogliamo che l’estate di Campo di Mare sia anche all’insegna dell’inclusività e dell’accessibilità universale, ed è per questo che sin da ora, sono orgogliosa di annunciare la conferma anche questa estate di Liberamente, la prima spiaggia pubblica, comunale e gratuita attrezzata e idonea ad accogliere persone con diverse abilità fisiche. Ci tengo, ora che i bandi sono pubblicati e disponibili sul sito del Comune di Cerveteri, a ringraziare tutti coloro che hanno lavorato alla stesura e alla pubblicazione, tutta la Giunta comunale ed in particolar modo gli Assessori Francesca Cennerilli e Manuele Parroccini, i Dirigenti e l’Ufficio Cultura”. A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri.

Il testo completo dell’avviso è disponibile su www.comune.cerveteri.rm.it così come i relativi allegati. Le manifestazioni di interesse devono pervenire esclusivamente tramite PEC all’indirizzo comunecerveteri@pec.it indicando nell’oggetto la dicitura “Manifestazione di interesse organizzazione progetti stagione estiva balneare 2025”.

“Negli anni scorsi il Lungomare dei Navigatori Etruschi di Campo di Mare ha dato dimostrazione di quanto possa essere un luogo attrattivo e soprattutto capace di ospitare eventi piccoli e di grandi dimensioni – ha detto Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – oltre a due Jova Beach Party, nel 2019 e nel 2022, già sono state organizzate negli anni scorsi grandi manifestazioni, tra cui l’Etruria Eco Festival e rassegne musicali. Ma in questi anni è stato anche luogo di sport e benessere, con tante attività che hanno riscosso sempre ampia partecipazione. Attività che, insieme all’Assessore allo Sport Manuele Parroccini, che sta tessendo eccellenti rapporti con tutte le realtà sportive del territorio, intendiamo riproporre”.

“Con l’occasione – conclude l’Assessore Francesca Cennerilli – ci tengo a ringraziare il personale dipendente che ha lavorato per l’approvazione e la pubblicazione del bando, ed in particolar modo il Dirigente Dottor Emiliano Magnosi, la Responsabile del Servizio Cultura Dottoressa Isabella Massicci e i dipendenti Ferdinando Ciarlo, Desiree Mencarini e Fabrizio Sale. Il servizio cultura rimane a disposizione di tutti per ricevere ogni ulteriore informazione di cui si necessiti per la corretta presentazione della domanda”.

“Vogliamo un’estate per Campo di Mare di qualità, con tanti eventi e tanti motivi che possano spingere i nostri giovani a scegliere di rimanere in città, a scegliere di vivere le loro serate a Cerveteri – conclude l’Assessore Francesca Cennerilli – Invito dunque tutti gli interessati a compilare con attenzione l’avviso e a presentare la loro proposta”.

Il bando completo per l’offerta di intrattenimento e per la realizzazione di aree sportive sul Lungomare per l’estate 2025 è consultabile e scaricabile al link:

https://comune.cerveteri.rm.it/novita/avviso-pubblico-lungomare-2025-etruria-village-e-sport-acquatici

La documentazione relativa la spiaggia Liberamente è invece disponibile al link:

https://www.comune.cerveteri.rm.it/novita/avviso-pubblico-liberamente-2025

25 Aprile e 1° maggio, la parte giusta e quella sbagliata

Quello che si festeggia il 25 aprile e il primo maggio è sempre più attuale, sono le due facce della stessa medaglia, la libertà e la democrazia. Sappiamo bene che non c’è libertà senza democrazia così come un individuo non può considerarsi completamente libero senza un lavoro dignitoso che gli permetta di vivere una vita dignitosa. 

La seconda guerra mondiale è stata una immane carneficina e pensavamo che fosse stata di monito per le generazioni che si sono succedute dalla fine della guerra e che hanno vissuto in pace per molti anni, ma, a giudicare dagli avvenimenti degli ultimi anni, Ucraina e Striscia di Gaza, evidentemente non è così. Il popolo italiano, nel suo momento più buio, ha saputo trovare la forza e il coraggio di riscattare se stesso attraverso la guerra partigiana. Quanto sangue è stato versato per far si che oggi noi potessimo esercitare il diritto di voto universale e permettere ai padri costituenti di scrivere la nostra Costituzione che finalmente stabiliva l’uguaglianza  di tutti i cittadini, uguaglianza negata durante il ventennio del regime fascista. Quelli che si affrontavano nella guerra partigiana non erano tutti uguali, da una parte c’erano quelli che, insieme alle forze alleate, combattevano per la libertà e la democrazia e che avevano vissuto sulla propria pelle le violenze del regime, il confino, la mancanza di libertà di parola e di pensiero, mentre dall’altra parte si combatteva per la continuazione di un regime illiberale che aveva portato l’Italia alla tragedia della guerra. 

E’ esistita quindi una parte giusta e una sbagliata, lo tengano a mente quelli che hanno nostalgia di quel regime e ringrazino quei giovani, contro cui sparavano, che gli hanno permesso di godere i benefici della democrazia, non si può essere italiani o patrioti  se non si è antifascisti.

L’altra faccia della democrazia è il lavoro, il 25 aprile è a ridosso del primo maggio ed entrambe le ricorrenze hanno un significato profondo nella vita di tutti noi. Il lavoro è fondamentale per la dignità delle persone e oggi tale dignità viene continuamente svilita per le condizioni di lavoro a cui molte persone sono costrette. Nel 2024, i morti sul lavoro sono stati 1090, è inaccettabile, così come è inaccettabile che gli stipendi degli italiani siano al disotto del salario medio europeo, nel 2023 la media UE era circa  38.000 euro, mentre lo stipendio medio degli italiani era circa 33.000 euro. Il prossimo 8 e 9 giugno si svolgeranno cinque referendum di cui quattro proprio sul lavoro, è fondamentale andare a votare, per il rispetto alla Costituzione e per tutti quelli che, promuovendo i quesiti referendari, chiedono a tutti noi di esercitare il diritto ad avere un’opinione.

Con il passare dei decenni, gli avvenimenti che hanno permesso alla nostra democrazia di nascere così come le conquiste ottenute per la piena attuazione della Costituzione sembrano cadere nell’oblio. La percezione che di esse non ci si debba più occupare è diffusa, ma è bene ricordare che nessuna conquista è per sempre, la nostra democrazia va difesa e anno dopo anno va rafforzata per rispetto di chi ce l’ha consegnata al prezzo della propria vita. 

Salvatore Scaglione

Matteo Garrone: “Si cominci ad insegnare Cinema nelle scuole”

Aspettando con curiosità la cerimonia dei premi David di Donatello 2025, vogliamo tornare a porre l’accento su parte delle parole del regista Matteo Garrone alla serata dei David di Donatello dello scorso anno. Dopo i ringraziamenti ai giurati proseguiva: «La regia, come sappiamo tutti, è legata alla visione, al racconto e questo film è un film che dal primo momento nasce dall’idea di ascoltare le storie di chi non viene ascoltato e soprattutto di raccontare tutta quella parte di viaggio che di solito non viene vista. Per me è stato fondamentale fare questo film insieme a chi realmente ha vissuto quell’esperienza, quell’Odissea contemporanea […]». Il regista raccontava che, sin dalla scrittura, ha creato quest’opera con chi ha realmente fatto questo viaggio e che lui, sul set, oltre a essere regista e stato anche spettatore e che se il film è arrivato così lontano è grazie all’interpretazione vera e intensa di Seydou Sarr e Moustapha Fall che hanno co-diretto il lungometraggio. I due attori, precisava Garrone, non sono candidati al David solo perché non hanno recitato in italiano. Matteo Garrone e la sua squadra hanno vinto 9 David su 25 candidature: il maestro quello alla miglior regia e il suo Io Capitano il David al miglior film.

Veniamo alle parole di Matteo Garrone, a conclusione del suo discorso fatto l’anno scorso, sulle quali vogliamo porre nuovamente l’accento: «Nelle scuole penso sia ora che si insegni cinema perché sappiamo che è l’arte più vicina ai giovani e racchiude tutte le arti […]. Il Cinema è un’occasione per parlare di storia. Il nostro film è un documento di una pagina buia della nostra storia contemporanea. Penso sia ora, almeno nei licei artistici, ma in tutte le scuole che si cominci ad insegnare Cinema. Ringrazio tutti gli insegnanti, sono stati tantissimi, che hanno capito l’importanza di far vedere ai giovani questo film per fargli capire che dietro ai numeri dei morti ci sono ragazzi come loro con sogni e speranze […]».

Attraverso il cinema si può percorrere la storia di un paese, se ne comprendono le sfaccettature in modo profondo. È importante la sensibilizzazione alla Settima arte per la cultura dei nostri ragazzi e ragazze non sottovalutando che, racchiudendo in sé tutte le altre arti, diventa vettore di conoscenza a tuttotondo. Cinema: storia, non solo storie.

Marzia Onorato

Redattrice L’agone

Primo maggio 2025, un cerchio che si chiude

Ci avviciniamo al 1° maggio con due immagini che ancora non riesco a togliermi dalla testa, due passaggi televisivi che ci hanno raccontato che nell’Italia di oggi puoi rischiare qualcosa se esponi uno striscione che descrive il 25 aprile buono come il pane e bello come l’antifascismo e invece puoi tranquillamente urlare in una piazza “presente”, con il saluto romano. La tempestività di chi preferisce indagare dalle parti di chi crede nella libertà e nella democrazia mette veramente i brividi. Festeggeremo questo primo maggio, come abbiamo sempre fatto dopo quel 25 aprile, sì, proprio quello buono come il pane e bello come l’antifascismo, quell’antifascismo che ci ha permesso di tornare a festeggiare il primo maggio e il cerchio si chiude. È un cerchio che racchiude milioni di persone che hanno inteso il lavoro non soltanto come un mezzo per soddisfare i legittimi bisogni della vita quotidiana ma anche come resistenza all’oppressione, come diritto a una vita migliore, come necessità di una società più giusta. La lotta per il lavoro è sempre stata la lotta per la libertà, per la liberazione da ogni abuso e sopruso. Per questo la Festa dei Lavoratori, a partire dal 1924, fu ufficialmente soppressa, per questo l’antifascismo è bello e il 25 aprile è buono come il pane, c’è voluta una giovane fornaia di Ascoli Piceno per farci apprezzare ancora meglio questo 1° maggio alle porte.

Lorenzo Avincola
redattore l’Agone

Bracciano, Castel Giuliano. L’Istituto Salvo d’Acquisto alla Lectio Magistralis del professor Roberto Mancinelli

La dirigente scolastica Lucia Dutto, il giorno 12 aprile, nell’aula Magna dell’Istituto paritario Salvo d’Acquisto, ha presentato agli allievi di indirizzo aeronautico e agrario, il professor Roberto Mancinelli, docente di Ecologia e Agroecologia nel dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia.

 

 

 


Il professore di matematica e fisica dell’Istituto, Riccardo Rosini, ha illustrato il ricco curriculum professionale del professor Mancinelli che ha in attivo numerose pubblicazioni di livello nazionale e internazionale. Oggi insegna nell’Università della Tuscia che, dalla classifica Censis dei piccoli Atenei statali, nel 2024-2025, risulta posizionata al secondo posto su dieci, in termini di valutazione di servizi e strutture. Il professore vi insegna nel dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali ( DAFNE) che, nel 2023, è risultato il Dipartimento di eccellenza, al primo posto in Italia nel settore delle Scienze Agrarie e Veterinarie. Il tema della lectio riguardava la “Gestione sostenibile nella produzione agroalimentare”. Il professore ha trattato con molta chiarezza temi attuali e complessi legati al concetto di sostenibilità ambientale, di ecosistema, di agro agricoltura, di cibo di qualità e del suo spreco. Egli ha definito il concetto di “sviluppo sostenibile” come capacità di “soddisfare i bisogni della generazione attuale senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.

È un concetto di sostenibilità che si palesa in un equilibrio di principi tesi a: favorire il benessere delle persone; dare soddisfazione ai bisogni del presente senza compromettere le risorse per il futuro; preservare e proteggere l’ambiente. Dunque, la sostenibilità ambientale chiama in causa principi sociali, economici, ambientali. Mancinelli ha presentato l’ECOLOGIA come scienza che studia le relazioni tra gli organismi viventi, compresi gli esseri umani, e il loro ambiente fisico. Oggetto di studio dell’ecologia sono pertanto gli ecosistemi; questi sono un campo interdisciplinare che include sia le scienze della vita, cioè la biologia, sia le scienze della terra. L’ecologia ci fornisce informazioni su come possiamo utilizzare le risorse della terra in modo da lasciare alle future generazioni un ambiente sano. L’agroecologia attinge alle scienze sociali, biologiche e agrarie e le integra con le conoscenze tradizionali; ottimizza le interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente e consente lo sviluppo di agroecosistemi con una dipendenza minima da input agrochimici ed energia.

L’Agroecosistema è un ecosistema utilizzato a scopi agrari per la produzione del cibo. Il cibo che ricaviamo da fonti animali, o vegetali in forma di latticini, miele, cereali, carne, verdura, frutta, è fondamentale per la sopravvivenza degli organismi poiché dà l’energia necessaria sia per svolgere il lavoro, sia per consentire i processi vitali. In riferimento alla “qualità” del cibo dobbiamo chiamare in causa: le forme di produzione (agricoltura biologica, rispetto per l’ambiente e per il benessere degli animali); le zone di produzione (la denominazione di origine) e le tradizioni associate (le produzioni tipiche locali). Una profonda riflessione si è aperta sui tre paradossi globali del cibo: – al mondo 805 milioni di persone soffrono la fame; 2,1 miliardi di persone sono obese o in sovrappeso; 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sono sprecate ogni anno nel mondo e rappresentano 4 volte il fabbisogno di cibo per nutrire gli 805 milioni di persone che soffrono la fame. Dobbiamo SPRECARE CIBO O NUTRIRE CHI HA FAME?

Una lectio molto apprezzata dagli studenti anche dal punto di vista dell’Orientamento, Mancinelli ha presentato una panoramica sugli indirizzi dei percorsi universitari, sulla differenza tra laurea triennale e quinquennale delineando le 14 aree accademiche all’interno dell’Offerta Formativa delle Università italiane. Ha specificato che il termine Facoltà, seppure sia ancora in uso nel gergo universitario, è stato sostituito dal termine Dipartimenti; ha illustrato le differenze tra laurea magistrale e laurea triennale e il valore dei crediti formativi (CFU), con valore europeo, richiesti ad ogni esame.
L’allievo Cristiano, frequentante il quinto agrario, spinto dalla vocazione professionale e tecnologica dell’Istituto che frequenta, ha chiesto se nel piano di studi fossero previste attività pratiche e laboratoriali. Il professor Mancinelli ha plaudito alla domanda rimarcando come le esperienze condotte fuori dalle quattro mura del campus universitario e delle pratiche laboratoriali fossero una prerogativa di eccellenza dei percorsi universitari della Tuscia.
Agli allievi sono apparsi chiari alcuni concetti chiave: le tecniche agronomiche convenzionali hanno gravi conseguenze sulla gestione del territorio, sulle risorse, sull’ ambiente e sulla società; il cambiamento climatico ha prodotto effetti come: la degradazione del suolo, la scarsità di acqua; l’aumento degli insetti resistenti ai pesticidi, la diminuzione degli insetti impollinatori e la diminuzione della biodiversità, la deforestazione e gli scarsi incentivi per il lavoro in fattoria. Mi piace concludere con una significativa nota di “Scottish Natural Heritage” del 1993, citata dal professore: “L’eredità non è solo cosa ereditiamo, essa è anche ciò che lasciamo in eredità alle future generazioni…
Noi abbiamo il chiaro ruolo, come custodi di gestire l’eredità con cura e lasciarla ai posteri pulita o immutata e dove possibile riabilitata. Nello stesso tempo abbiamo il legittimo ruolo di creare nuove eredità purché, nel farlo, non stiamo danneggiando l’ambiente da noi ereditato”
Anna Maria Onelli
Redattore L’agone

I “Manetti Bros” ospiti al Cinema Moderno di Cerveteri per la proiezione speciale di “US Palmese”

I “Manetti Bros” ospiti al Cinema Moderno di Cerveteri per la proiezione speciale di “US Palmese”In bacheca annoverano un “David di Donatello”, un “Nastro d’argento” e un “Ciak d’oro”, film di straordinario successo al botteghino, come la trilogia di “Diabolik”, “Ammore e malavita” e “Song’e Napule” e serie Tv di altrettanto successo, come “L’Ispettore Coliandro” e “Rex”.

Si tratta di Marco e Antonio Manetti, ovvero i “Manetti Bros”, che sabato 3 maggio alle ore 21:30 saranno ospiti del Cinema Moderno di Cerveteri per incontrare il pubblico prima della proiezione del loro ultimo film, “U.S. Palmese”, prodotto per Rai Cinema con Rocco Papaleo, Claudia Gerini, Max Mazzotta e Massimiliano Bruno.

Il film rientra nella regolare programmazione del Cinema Moderno di Cerveteri, pertanto è previsto il pagamento del consueto biglietto di ingresso.

“Una nuova grande serata di Cinema a Cerveteri con degli ospiti straordinari, degli innovatori della cinematografia italiana, registi di tanti film e serie Tv di successo come i Manetti Bros – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – Mario Giuffrida e Isabella Della Longa con amore e passione gestiscono il Cinema Moderno di Cerveteri, l’unica sala cinematografica nel raggio di 30km, un punto di riferimento importante per il nostro Litorale e da rappresentante dell’amministrazione, da Assessore alla cultura, non posso che esprimere il mio apprezzamento e la mia stima nei loro confronti per l’impegno con cui mantengono in vita una realtà importante quale è un Cinema. La presenza dei Manetti Bros premia il loro lavoro e pertanto invito la cittadinanza tutta a non perdersi la proiezione di sabato sera e più in generale, l’intera programmazione del Cinema Moderno”.

“Con l’occasione – conclude l’assessore Francesca Cennerilli – oltre a Mario e Isabella per il lavoro che sempre svolgono nell’attività cinematografica, ci tengo a ringraziare Alessio Pascucci, per la collaborazione e l’impegno profuso nell’organizzazione di questa nuova, importante, grande serata di cinema per Cerveteri. Ci vediamo in sala, al Cinema Moderno!”

Nei prossimi giorni, il Cinema Moderno di Cerveteri accoglierà anche una prima visione nazionale, ovvero la proiezione di “Black Bag – Doppio Gioco”, un film di Steven Soderbergh, con Cate Blanchett e Michael Fassbender. Per informazioni e per rimanere sempre aggiornati sulla programmazione del Cinema Moderno, contattare il numero 069941640

Bracciano incontra il Neolitico africano: Giulio Lucarini svela la storia di OuedBeht in Marocco

Si è svolta lo scorso 5 aprile la conferenza tenuta dal dott. Giulio Lucarini “Un ponte tra Africa ed Europa. La società neolitica di OuedBeht, Marocco” nel suggestivo castello Odescalchi di Bracciano. La conferenza si è aperta con i saluti istituzionali del presidente della “Forum Clodii”, Massimo Mondini, del presidente dell’ISMEO, Adriano Rossi, della dott.ssa Lorenza Manfredi del CNR-ISPC, del sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi e del consigliere culturale dell’ambasciata del Marocco in Italia, Abdellatif Jihaoui.

A OuedBeht, nel Marocco settentrionale, il gruppo di ricerca co-diretto da Lucarini, CyprianBroodbank e Youssef Bokbot, ha riportato alla luce il più antico complesso agricolo finora conosciuto in Africa al di fuori della Valle del Nilo. Le ricerche sono condotte nell’ambito di una collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPC), l’ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, l’Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine e l’Università di Cambridge.

I lavori sul campo, avviati nel 2021 e tuttora in corso, si fondano su un approccio archeologico multidisciplinare. Ogni anno vengono organizzate campagne di scavo e di studio dei materiali. Chiediamo a Lucarini se ci sono stati momenti di difficoltà. «Non direi – risponde – ma l’avvio delle indagini ha rappresentato senz’altro una fase cruciale, soprattutto per via dell’estensione dell’areada esplorare, circa 15 ettari. Una sfida importante è stata anche il coordinamento di un gruppo internazionale, formato da ricercatori di diversi Paesi e ambiti disciplinari». Il momento più emozionante? «Il ritrovamento delle numerose fosse destinate allo stoccaggio delle granaglie, che confermano la presenza di una comunità agricola complessa che si sviluppò tra il 3400 e il 2900 a.C., un dato senza precedenti per queste regioni del Nord Africa». 

La conferenza è stata seguita da un foltissimo pubblico attento e partecipe, che ha rivolto a Lucarini numerose domande, ricevendo risposte articolate e approfondite. L’archeologo ha sottolineato come l’obiettivo principale delle prossime campagne sarà quello di comprendere meglio l’organizzazione sociale della comunità di OuedBeht e il suo ruolo nelle interazioni con altre regioni del Mediterraneo. Tutti i dati finora disponibili confermano, infatti, il ruolo del Maghreb come nodo centrale all’interno delle reti culturali e commerciali del Mediterraneo preistorico.

Claudia Reale
Redattrice Lagone