Due nuovi appuntamenti di “allenamento mentale” promossi dall’ Associazione culturale Sophosfera. Dopo il successo del primo seminario del 24 gennaio scorso e l’alta partecipazione alle sessioni settimanali di “training online” su Facebook, si propongono due nuovi incontri presso la sala conferenze dell’Archivio Storico di Bracciano.
Nello specifico si tratterà di training per imparare a risolvere esercizi di logica (matematici, concettuali, linguistici) utili non solo agli studenti ma anche a tutti coloro che vogliano imparare a mantenere in allenamento la propria mente.
Il primo dei due incontri si terrà venerdì 21 febbraio alle ore 16.30 e sarà incentrato su “Nuove tecniche d’esecuzione dei test di ammissione alle facoltà universitarie”. Sabato 29 marzo, sempre alle ore 16.30, si terrà il secondo: “Sessione di prova pratica dei test di ammissione alle facoltà universitarie”.
I seminari, patrocinati dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Bracciano, saranno tenuti dalla dottoressa Claudia Loreti, Metodologa della ricerca psico-sociale, già docente presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.
I seminari sono gratuiti e aperti a tutti i soci, ma è gradita la conferma della partecipazione al 333.7858136, a sophosfera@gmail.com o al profilo Facebook “Sophosfera Bracciano”. Per richiedere informazioni sulle attività di Sophosfera è possibile rivolgersi agli stessi riferimenti o visitare il blog sophosfera.blogspot.it.
Sophosfera è anche su Facebook (“Sophosfera Bracciano”) e su Twitter (@sophosfera).
Arriva da un ospedale di Roma la segnalazione di un caso di positività al test della tubercolosi in una classe di scuola materna della Corrado Melone, per la quale la Asl sta prendendo tutte le misure necessarie previste dai protocolli scientifici.
“In base a questi protocolli – ha detto il sindaco Crescenzo Paliotta – i medici della Asl stanno provvedendo a controllare tutti gli alunni e gli insegnanti della classe per verificare preventivamente se ci sono stati contagi. I bambini e gli insegnanti saranno sottoposti ad un test per verificare la positività alla Tbc. Allo stato attuale non c’è nessun motivo di allarme e saranno contattate solo le famiglie dei piccoli che frequentano la classe interessata. Invitiamo quindi alla massima serenità perché la Asl ha assicurato che la situazione è sotto controllo e che si stanno seguendo tutte le procedure necessarie”.
“Il comune di Ladispoli è in regola con i pagamenti del conferimento dei rifiuti alla discarica di Cupinoro. La Bracciano Ambiente ci ha chiesto delle somme che riferiscono ad interessi sui pagamenti degli anni passati, non specificando nel dettaglio né il periodo a cui risalgano né le modalità di conteggio. Abbiamo contestato alla società queste somme chiedendo chiarimenti che ancora non sono arrivati. Infine attendiamo ancora la firma della Bracciano Ambiente sul contratto di servizio che abbiamo inviato nel 2013”.
Lo ha dichiarato il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta in merito alla notizia relativa all’indagine della Guardia di Finanza di Civita Castellana che ha portato all’ipotesi di un danno erariale riconducibile alla gestione della discarica di Cupinoro da parte della Bracciano Ambiente.
Nel Lazio l’84% dei comuni conta abitazioni in aree a rischio idrogeologico, il 34% ospita interi quartieri, il 73% industrie, il 25% strutture sensibili come scuole e ospedali e strutture commerciali o ricettive. Nel 21% dei comuni si è continuato a costruire in aree a rischio idrogeologico negli ultimi 10 anni. Solo il 27% svolge un lavoro di mitigazione del rischio complessivamente positivo, il 21% ottiene un punteggio scarso e la maggior parte, il 52% insufficiente. Roma complessivamente inefficiente nella mitigazione del rischio idrogeologico, gravemente carente nell’affrontare le emergenze e sotto il peso di un’intensa urbanizzazione. Questi i primi dati di Ecosistema Rischio, l’indagine realizzata da Legambiente con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile che scatta una fotografia aggiornata sul rischio idrogeologico in Italia e valuta le attività messe in campo dai comuni per prevenire e mitigare tale rischio.
In testa alla classifica laziale che considera complessivamente le attività di mitigazione del rischio, Capodimonte (Vt) è al primo posto e si aggiudica un punteggio di 8,75 grazie ad un basso grado di urbanizzazione nelle zone a rischio, un buon lavoro di manutenzione e messa in sicurezza e il recepimento del PAI così come attività di allertamento e pianificazione. Seguono Zagarolo (Rm) con un punteggio di 8,5 e Cerveteri (Rm) con 7,75. Tra i capoluoghi laziali, il primo è Frosinone con un punteggio di 7,25 per la presenza di abitazioni e industrie in zone a rischio ma non di strutture sensibili, che ha dichiarato di mettere in campo attività di informazione e pianificazione e di non aver costruito negli ultimi 10 anni nelle zone a rischio. Roma si ferma alla sufficienza, ottiene un 6,5 non all’altezza di una capitale che si dimostra, difatti, inadeguata ad affrontare la situazione quando si verificano episodi di precipitazioni. Ancora troppo pesante il grado di urbanizzazione nelle zone a rischio che comprende abitazioni, interi quartieri e strutture sensibili, anche nell’ultimo decennio, e la mancanza di interventi di messa in sicurezza. Rieti dichiara di non recepire il Piano di Assetto Idrogeologico e scarseggia nelle attività di informazione ai cittadini aggiudicandosi un punteggio di 4,75. Il 3,75 di Latina è indice di grosse lacune rispetto alle attività di allertamento e pianificazione, non mette in campo un serio sistema di monitoraggio, è dotato di un piano di emergenza non aggiornato e non informa i cittadini. In fondo alla classifica Morlupo (Rm), Poggio Moiano (Ri), Trevi nel Lazio (Fr) e Fiamignano (Ri).
“La situazione di Roma l’abbiamo vista bene appena due venerdì fa quando una giornata di pioggia l’ha fatta sprofondare nel caos più totale, l’evidente paralisi di tutti i piani, che pure ci sono, rappresenta il segno inequivocabile che qualcosa non funziona – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio -. Gli eventi piovosi sono ormai sempre più frequenti, stop all’incessante colata di cemento. Nel momento dell’emergenza serve agire con più decisione e impegno, servono esercitazioni con la popolazione per facilitare la gestione delle criticità, e rivedere, se serve, i piani. Troppo esigui al momento i fondi per sostenere le spese previste dal Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Tevere, è stato reperito solo il 4%, che equivale a 60 milioni su 1,7 miliardi di euro per la messa in sicurezza di aree a rischio frana e alluvioni, un investimento assolutamente insufficiente a fronte dell’aumento delle spese straordinarie per i danni che invece si moltiplicano per gravità e per frequenza”.
Solo la metà dei comuni, il 55%, ha effettuato la manutenzione ordinaria nell’ultimo anno fra le attività di prevenzione, il 61% realizzato opere di messa in sicurezza, il 59% ha recepito il Piano di Assetto Idrogeologico, un esiguo 7% ha optato per la delocalizzazione delle abitazioni, nessun comune per quello dei fabbricati industriali.
Tra le attività di protezione civile maggiormente diffuse nei Comuni laziali figurano innanzitutto l’individuazione di aree di accoglienza in caso di calamità COC (59%). Solo il 57% dei comuni considerati ha un piano di emergenza, divenuto obbligatorio con la legge 100 del 2012, ma meno della metà (il 43%) dispone di piano aggiornato e adeguato per affrontare eventuali emergenze. Meno della metà recepisce il sistema di allertamento regionale (41%). Solo nel 34% dei comuni vi è la presenza di una struttura protezione civile h24, un terzo ha avviato attività di informazione e sistemi di monitoraggio e allerta, mentre esercitazioni si svolgono solo in un quarto dei Comuni (23%).
Legambiente ha inviato il questionario di Ecosistema Rischio ai comuni considerati ad alto rischio idrogeologico dalle cartografie del Ministero dell’Ambiente. I dati analizzati si riferiscono a 44 amministrazioni comunali del Lazio poiché delle 63 che hanno risposto al questionario, i dati di 19 amministrazioni sono stati trattati separatamente, perché dichiarato di non avere strutture in aree a rischio.
Da omissione di soccorso ad abbandono di minore o incapace. Cambia così il capo di imputazione per Marco di Muro, l’ex fidanzato di Federica Mangiapelo e unico indagato nell’inchiesta sul decesso della ragazza di 16 anni trovata morta all’alba del primo novembre 2012 sulla spiaggia di Vigna di Valle del lago di Bracciano.
L’accusa originaria di omicidio, ipotizzata nei confronti di Di Muro, era già stata trasformata in omissione di soccorso. Ora arriva il nuovo capo di imputazione. ”Nel corso dell’udienza di oggi presso il tribunale di Civitavecchia, il Pm ha modificato il capo di imputazione e ha contestato il reato di abbandono di persona minore o incapace cui è susseguita la morte, in base all’art. 591 del codice penale”, ha spiegato all’agenzia all’Adnkronos l’avvocato Andrea Rossi, legale di Rosella, madre di Federica.
”Il reato è ora di competenza della corte di assise e quindi il giudice ha restituito gli atti al Pm perchè proceda ad una nuova richiesta di rinvio a giudizio. Per noi è un passo avanti verso la verità – ha chiarito ancora Rossi -. La nostra speranza è che questo sviluppo, con una nuova richiesta di rinvio a giudizio per un capo di imputazione diverso, consenta di integrare gli atti istruttori e quindi permetta di accertare la verità su quanto è accaduto quella notte in riva al lago di Bracciano”.
”E’ un passo avanti verso la verità – ha detto Francesco Pizzorno, legale di Luigi Mangiapelo, papà di Federica -. Condividiamo la posizione della procura, che ha operato bene individuando un nuovo capo di imputazione. Siamo fiduciosi sulla possibilità che dal processo emerga la realtà dei fatti e si possa fare luce su quanto accaduto”.
”Per noi non cambia nulla – ha sottolineato invece, sempre all’Adnkronos, l’avvocato Francesco Sciortino, legale di Marco Di Muro -. Vedremo questo nuovo provvedimento, lo esamineremo nei suoi aspetti processuali. In ogni caso, per quanto riguarda la posizione del mio assistito non ci sono mutamenti, lui continua a dichiararsi estraneo alla morte di Federica, come ha sempre fatto fin dall’inizio”.
L’amministratore delegato della Bracciano Ambiente Marcello Marchesi questa mattina ha replicato fermamente alla notizia, diffusasi nella giornata di ieri, secondo cui sarebbero stati “accertati dalla Finanza danni alle casse dello Stato per 4,7 milioni di euro riconducibili alla gestione della discarica di Cupinoro da parte della Bracciano Ambiente Spa”.
Nel comunicato stampa (che riportiamo in basso integralmente) a firma dell’amministratore delegato della BA, si precisa che “è del tutto falso e diffamatorio affermare che sia stato dalla Corte dei Conti, o dalla Guardia di Finanza, ipotizzato un danno erariale riconducibile alla gestione della Bracciano Ambiente; è del tutto falso e diffamatorio affermare che la ‘scoperta del danno erariale consegue ad accertamenti disposti dalla Procura Regionale della Corte dei Conti tesi a verificare la gestione della Braccino Ambiente spa’; è vero, al contrario, che l’indagine contabile è rivolta nei confronti dei Comuni conferitori di rifiuti presso la discarica di Cupinoro, i quali avrebbero pagato parzialmente o in ritardo le fatture emesse da Bracciano Ambiente…”.
“Ribadisco la più totale e piena fiducia nell’assessore alle Politiche Sociali, Michela Ottavi, raggiunta ieri da una mozione di sfiducia, poi ritirata, da parte del consigliere di Fratelli d’Italia” – così il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
“Ricordo a chi ha voluto attaccare l’assessore Ottavi, in modo strumentale e senza alcuna motivazione concreta, che il territorio deve alle sue capacità e al suo impegno una serie di importanti risultati senza i quali il Sociale del nostro Municipio, lasciato dalla precedente amministrazione in uno stato disastroso, sarebbe probabilmente al collasso”.
“Senza l’abnegazione di chi ricopre il proprio ruolo con professionalità e passione non saremmo mai riusciti a reperire dal Campidoglio quei 3,7 milioni di euro necessari a fornire alcuni importanti servizi alla persona, così come forse non avremmo potuto garantire la presenza in classe degli AEC, gli Assistenti Educativi Culturali dal primo giorno di scuola come mai avvenuto negli ultimi sei anni”.
“L’ottimo lavoro svolto dall’assessore Ottavi, per ultimo in questi giorni di emergenza, è stato sottolineato anche da molti cittadini intervenuti ieri nel consiglio straordinario sull’alluvione che hanno voluto ringraziarla per l’impegno e per la costante presenza. Il plauso e l’appoggio dei cittadini – conclude Torquati – è il riconoscimento più grande per chi amministra dedicandosi completamente al bene della comunità. L’assessore Michela Ottavi in questi mesi si è dimostrata una risorsa importante per il Municipio e per questo le rinnovo la piena fiducia, peraltro mai intaccata, e ribadisco come le competenze le sue capacità non possano far che bene al nostro territorio”.
“Riguardo l’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Civita Castellana si precisa che – dichiara il sindaco di Bracciano Giuliano Sala – la stessa è partita a seguito di varie comunicazioni effettuate dalla Bracciano Ambiente alla Corte dei Conti con le quale si evidenziava il regolare mancato pagamento delle somme dovute per il conferimento dei rifiuti alla discarica di Cupinoro. Il mancato pagamento – sottolinea ancora Sala – comportava il conseguente mancato introito nelle casse della municipalizzata di Bracciano e la necessità di apertura di linee di credito con le banche per far fronte alle retribuzioni dei dipendenti e al pagamento dei fornitori”.
Il sindaco Sala
“Pertanto si vuole ribadire – precisa il sindaco – che la Bracciano Ambiente in questa indagine costituisce la parte lesa nonché il promotore dell’azione investigativa della Corte dei Conti. Riguardo il debito vantato dal Comune di Bracciano nei confronti della propria partecipata si ribadisce – spiega Sala – che il Comune vantava nei confronti della municipalizzata anche crediti dovuti per il ristoro ambientale e disagio viario riferiti alla presenza della discarica sul territorio, importi di dare e avere che vengono compensati periodicamente attraverso incassi e pagamenti”.
“Si stigmatizzano inoltre – conclude Giuliano Sala – le false dichiarazioni uscite sull’organo di stampa Il Messaggero relative ad una ‘attestante volontà di ampliare la discarica di Cupinoro fino a 4.800.000 metri cubi’, dichiarazione priva di ogni fondamento e di qualsiasi approvazione degli organi competenti e completamente difforme dal Piano Industriale presentato dalla Bracciano Ambiente e approvato dal Consiglio Comunale di Bracciano, l’unico atto che conta”.
A partire dal 12 febbraio la biblioteca comunale “Peppino Impastato” sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 14 e dalle ore 15 alle 18.
“E’ una soluzione dolorosa – ha detto l’assessore alla Cultura, Francesca Paola di Girolamo – ma necessaria. Purtroppo, per carenza di organico, siamo stati costretti a ridurre l’orario pomeridiano di apertura al pubblico ma, per cercare di andare incontro alle esigenze dei numerosissimi utenti che giornalmente frequentano la biblioteca, abbiamo deciso, rispetto all’orario precedente, di posticipare la chiusura alle ore 14 e di anticipare l’apertura pomeridiana alle ore 15”.
“Nel frattempo – ha concluso Di Girolamo – stiamo valutando per offrire il sabato un servizio di solo studio-consultazione attraverso l’utilizzo di volontari. Non sarà una cosa realizzabile in poche settimane ma stiamo lavorando affinché diventi una realtà, non solo per il completamento orario ma soprattutto come prassi di buona politica e di cittadinanza attiva. Comunque tutte le iniziative extra previste nei week end non subiranno variazioni. Infine voglio ringraziare tutti i dipendenti della biblioteca che, malgrado le enormi difficoltà, svolgono il loro lavoro con dedizione contribuendo a fare della Peppino Impastato uno dei fiori all’occhiello della nostra Ladispoli”.
Una task force contro la corruzione e per la trasparenza. Sono stati infatti nominati i 40 responsabili che faranno da “sentinelle” in tutte le strutture sanitarie della Regione Lazio: dalle Asl alle aziende ospedaliere, dagli istituti di ricovero e cura ai policlinici universitari, dall’Ares 118 all’Istituto zooprofilattico sperimentale.
I 40 neo nominati dovranno evitare che si commettano reati contro la pubblica amministrazione e dovranno intervenire nel caso in cui qualcuno crei malfunzionamenti per aver utilizzato le sue funzioni pubbliche a fini privati. Tra le altre cose, avranno il compito di tenere sotto controllo appalti, affidamenti, sovvenzioni e contributi. Dovranno, inoltre, accertare la regolarità di concorsi e le progressioni di carriera.
A svolgere questo incarico aggiuntivo, per cui non è previsto nessun compenso, saranno dei dirigenti in servizio e con un contratto a tempo indeterminato. “Nel nostro Paese – ha affermato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti – la corruzione è una piaga estesa che macchia la nostra immagine nel mondo e pesa come piombo sulle ali della ripresa economica. Conto sui nuovi direttori generali affinché questa rete svolga una lavoro reale: ridurre e azzerare quella sorta di ‘terra di nessuno’ dove proliferano malasanità e malaffare”.