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IL PARCO DI BRACCIANO E MARTIGNANO ABBANDONATO A SE’ STESSO

Il Parco di Bracciano e Martignano sta soffrendo sin dalla sua istituzione di una grave anomalia: non dispone di un piano d’assetto.

Tale piano è l’equivalente in campo naturalistico di un Piano regolatore generale di un comune e nonostante sia stato elaborato dall’ufficio tecnico del Parco da molti anni, dopo 25 anni non è stato ancora approvato dalla Regione Lazio.

In mancanza della sua approvazione, si applicano leMisure di salvaguardia di cui all’art. 8 della Legge n.29/1997 come definito dall’art. 4 della Legge regionale 36/1999.

Pur essendo finalizzate alla protezione dell’area, tali misure di salvaguardia sono più restrittive rispetto a quelle di un Piano d’assetto, penalizzando in tal modo le attività del territorio.

Nel frattempo il Parco si è mosso promuovendo numerose attività ed iniziative, che spaziano dall’educazione ambientale alla piantumazione di alberi, ad attività sociali con cooperative che si occupano di disagio mentale, assistenza ad associazioni che organizzano visite guidate, all’adesione a proposte internazionali (la Giornata del Camminare e il bioblitz; la Nature City Challenge promossa dal Natural History Museum di Los Angeles). Ha proposto e propone progetti di realizzazione di ciclovie, istituzione di capanni di osservazione degli animali, pannelli, sentieristiche, le iniziative di  “Tesori Naturali, progetti artistici con le scuole con la realizzazione di murales come al liceo Vian di Anguillara, la promozione dei prodotti locali con l’ARSIAL e l’indimenticabile Festival dell’Improvvisazione contadina, che coniugava la cultura contadina (musicale e agricola) con la realtà del Parco in un tripudio di spettacoli, racconti, cantastorie, poeti a braccio, esposizione di attrezzi della transumanza e dei pastori.

Il Parco collabora anche con “Natura in campo i prodotti dei parchi, un marchio della Regione Lazio, che valorizza le produzioni agroalimentari sostenibili provenienti dalle aree naturali protette e dalla Rete Natura 2000.

Il Parco è quindi uno strumento del territorio, che però va sostenuto e su cui occorre investire. Purtroppo quest’anno la Regione Lazio, non ha ritenuto il Parco una sua priorità e non ha finanziato “Gens”, il programma di educazione ambientale dedicato alle scuole.

Dopo che gli uffici del Parco, sicuri della presenza dei fondi degli anni precedenti, avevano intrapreso l’organizzazione e i contatti con le scuole del territorio, gli istituti scolastici si sono visti annullare anche la loro organizzazione interna, oltre che sfumare la possibilità di attingere ai contenuti di educazione ambientale, destinati non solo gli alunni, ma anche alle loro famiglie. Si tratta di un programma di grande rilevanza: la media dei ragazzi raggiunta da un programma Gens è di 2500-3000 ragazzi e relative famiglie. In un momento come quello attuale, in cui l’educazione ambientale è fondamentale, non finanziare improvvisamente un progetto ampio e di successo come questo è veramente incomprensibile.

Infine anche il Servizio di monitoraggio delle acque del lago sul sito internet del Parco (www.parco.bracciano.it ) è stato bloccato, poiché il contratto con la società che lo gestiva, è scaduto. Non si comprende perché ancora non si sia proceduto al suo rinnovo, visto che questa interruzione di servizio potrebbe aprire alla malaugurata possibilità di prelievi incontrollati da parte di Acea.

Nonostante le abbondati piogge di quest’inverno il livello del lago è rimasto circa un metro sotto il livello abituale. Vogliamo continuare ad attingere acqua lasciando oltretutto la vegetazione ripariale morire di nuovo?

Maddalena Del Gallo

“Le donne dell’Islam medievale”: il 21 aprile al Liceo Vian gli studenti dialogano con l’autore

Riceviamo e pubblichiamo

 

A Palazzo Valentini l’evento “Il Disagio giovanile e le sue forme”

Comunicato stampa

Biolghini: “Città metropolitana a sostegno delle associazioni che supportano le nuove generazioni”
Si è svolto ieri, 17 aprile, a Palazzo Valentini l’evento organizzato dall’Associazione “Laboratorio del Possibile” e dedicato all’analisi del disagio giovanile.
Un pomeriggio dedicato a ciò che per molti è diventata una vera e propria emergenza, confrontando conoscenze ed esperienze; le proposte politiche e le buone prassi da applicare.
Ad aprire i lavori e portare i saluti della Città metropolitana di Roma Capitale, la Consigliera Delegata alle Pari Opportunità, Politiche Sociali e Cultura Tiziana Biolghini:
“sulla questione del Disagio Giovanile è necessario strutturare un ragionamento importante legato alle azioni per il Sociale.
Sia in Città metropolitana che a Roma Capitale stiamo lavorando molto sulla prevenzione, facendo in modo che i giovani possano riprendersi in mano la propria identità. Un’azione possibile, solo fornendo alle nuove generazioni strumenti utili per farli risentire protagonisti e costruttori del proprio futuro. Centrale è poi la questione dell’isolamento che innesca altre problematiche.
È poi necessario porre una luce anche sulle dipendenze. Ma è fondamentale proporre varie opportunità di presa in carico sia per le patologie sociali che cliniche e soprattutto anche lavorare per una prevenzione che rafforzi le proprie identità e le offerte di opportunità. Noi ci siamo e supportiamo con grande forza tutte queste realtà che ogni giorno si impegnano a sostegno dei giovani e del nostro futuro, per realizzare tutte quelle reti territoriali che rafforzano le nostre comunità”.
Hanno portato il loro contributo all’iniziativa: Daniela Di Camillo, Presidente Laboratorio del Possibile; Eleonora Mattia, Consigliera regionale; Stefano Callipo, Presidente dell’Osservatorio Violenza e Suicidio Adolescenza; Gabriele Raho, Giornalista; Federica Di Pietrantonio, Psicologa; Imma Cusmai, Presidente Femminicidio In Vita; Fabio Massimo Proietti, Rete Degli Studenti Medi di Tivoli; Massimo Curci, Scrittore e Docente; Sara Erba Di Vaio, Psicoterapeuta sessuologa; Pieranna Pischedda, Psicologa e Angela Dimiccoli, Avvocata.

DODI BATTAGLIA ILLUMINA IL PREMIO PEGASUS: SUCCESSO PER LA XVIII EDIZIONE A CATTOLICA

Comunicato stampa


MUSICA, LETTERATURA E SPETTACOLO SI INCONTRANO AL TEATRO DELLA REGINA: PREMIATI PROTAGONISTI DELLA CULTURA ITALIANA

È stato Dodi Battaglia l’ospite più atteso e acclamato della XVIII edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards”, svoltasi sabato 11 aprile al Teatro della Regina.

Lo storico chitarrista e voce dei Pooh, insignito del premio alla carriera, ha regalato uno dei momenti più intensi della serata, accolto con grande entusiasmo dal pubblico. La sua presenza ha assunto un significato speciale anche per il legame con la Romagna, terra delle sue origini materne, e per la scelta di partecipare a ridosso del nuovo tour della band, in partenza da Verona, che celebra anche i 60 anni dei Pooh.

Definito dalla stampa “l’Oscar della letteratura italiana”, il Premio Pegasus, ideato e diretto da Roberto Sarra, si conferma un appuntamento di grande prestigio e respiro internazionale, capace di superare anche quest’anno i duemila partecipanti provenienti da diversi Paesi, tra cui Spagna e Stati Uniti. Nelle sue precedenti edizioni ha celebrato figure di primo piano come Sergio Zavoli, Roberto Gervaso, Magdi Allam, Gabriele Nissim, Hafez Haidar ed Enzo G. Castellari.

Tra i premiati di questa edizione anche il critico e storico della letteratura Andrea Cortellessa, autore di “Una ragione di più per andare all’inferno”, e l’autrice francese Martine Bergè con “La vie malgré tout”. Di grande rilievo anche il riconoscimento alla carriera per Pierdante Piccioni, autore del libro “Meno dodici”, da cui è nata la serie televisiva “Doc – Nelle tue mani”, in onda su Rai 1. Piccioni è oggi impegnato anche nella musicoterapia, valorizzando la musica del Maestro Ennio Morricone in ambito medico-scientifico e testimoniando il valore della musica come strumento di cura e benessere.

Il cuore letterario della manifestazione ha visto protagonista Cristiano Cremonini, tenore, scrittore e storico del melodramma, nonché direttore artistico del Premio musicale “Giuseppe Alberghini”, insignito del Trofeo Pegasus per il saggio “Il teatro della gente – Da Puccini a Dalla” (Calamaro Edizioni). Artista dalla carriera ventennale, Cremonini ha calcato i palcoscenici di alcuni tra i più prestigiosi teatri del mondo, tra cui il Teatro alla Scala, l’Opera di Roma, il Teatro Comunale di Bologna, l’Opernhaus di Zurigo e il Concertgebouw di Amsterdam, collaborando con registi e direttori d’orchestra di fama internazionale.

Autore e studioso della storia del melodramma, è anche ideatore e direttore artistico del Premio “Giuseppe Alberghini”, oltre che fondatore di importanti iniziative culturali legate alla lirica. Il volume premiato rappresenta il secondo capitolo di un ampio progetto editoriale dedicato al Teatro Comunale di Bologna e ai protagonisti della musica tra Otto e Novecento, da Giacomo Puccini a Lucio Dalla.

Un lavoro che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti – dodici in totale – e che conferma l’impegno di Cremonini nella valorizzazione della tradizione musicale italiana. «Sono davvero felice di aver ricevuto questo importante riconoscimento – proprio nella mia regione – e di aver condiviso il palco con un amico come Dodi Battaglia», ha dichiarato Cremonini, sottolineando anche il valore culturale del Premio Pegasus e il ruolo di Roberto Sarra.

Tra i momenti più coinvolgenti della serata, il Premio speciale Vocal Coach al musicista, compositore e giornalista Angelo Martini, protagonista anche sul palco con una performance dal vivo della celebre nuova versione di “Survivor” di Mike Francis, parte di un progetto volto a valorizzare e riscoprire l’opera del mai dimenticato artista italiano, con cui Martini aveva collaborato nell’ultimo periodo prima della prematura scomparsa.

Spazio anche al giornalismo musicale con il riconoscimento conferito ad Antonio Ranalli (attualmente presidente della Consulta Uffici Stampa dell’Associazione Stampa Romana e componente del Consiglio di indirizzo dell’INPGI), premiato per il suo lavoro di ricerca dedicato ai Nomadi, con due pubblicazioni all’attivo. A consegnare il premio è stata la giornalista e direttrice artistica del Festival Disco Diva di Gabicce Mare, Cristina Tassinari.

Tra gli altri riconoscimenti, premio speciale allo stilista Anton Giulio Grande, presidente della Calabria Film Commission, e al vincitore del “Book of the Year” Silvano Gerani, presidente della Gilmar.

Il Teatro della Regina, sold out per l’occasione, ha visto la partecipazione di numerose autorità e ospiti, tra cui il Sindaco di Cattolica, Franca Foronchi, il viceprefetto Giuseppe Mario Puzzo, il Sindaco di Montefiore Conca, Filippo Sica con il vice Francesco Taini, la cantante Marzia Bi, la giornalista Maria Luisa Roscino e l’imprenditore Urbano Pagnoncelli.

Fondamentale il lavoro dello staff organizzativo – Raffaella Pazzaglini, Elena Bartolucci e Stefania Mastri – con il supporto tecnico (mix audio) di Paolo Pazzaglini, le riprese TV di Emanuela De Bernardi, Claudio Fassi e Alessandra Fassi e le fotografie di Mauro Del Magna.

La giuria, guidata da Giuseppe Benelli, fondatore e presidente del Premio Bancarella, è composta da Gianni Todini, Daniela Quieti, Laura Squizzato, Silvia Squizzato, Mauro Macario, Angelo Chiaretti, Francesca Gussoni, Aurora Auteri, Giusi Cafari Panico, Maria Grazia Cucchi, Veronica Niccolai e dallo stesso Roberto Sarra.

   

Anguillara Sabazia: apertura campagna elettorale

Riceviamo e pubblichiamo

Ad Anguillara cresce l’attesa per la presentazione pubblica del candidato sindaco Alberto Civica e dei 48 candidati al consiglio comunale delle tre liste che compongono la coalizione.

Domani, domenica 19 aprile alle ore 17,30 ci vediamo nello spazio all’aperto del ristorante Il Marchione.

Non mancare !

 

“Liberare Ladispoli”: Un percorso collettivo per riportare la politica nelle mani dei cittadini

Comunicato stampa

Nasce Liberare Ladispoli, un progetto politico e sociale che vuole aprire una fase nuova per la città: rimettere al centro le persone, ricostruire partecipazione, dare finalmente voce a chi Ladispoli la vive ogni giorno. Non un contenitore elettorale, ma un percorso reale, fatto di confronto, presenza e costruzione collettiva.

Liberare Ladispoli nasce dall’unione di associazioni, liberi cittadini, realtà sociali, organizzazioni e anche alcune forze politiche che condividono una stessa esigenza: riportare il dibattito pubblico tra le persone, dentro la città, nei luoghi in cui si vive davvero. Un percorso che mette al centro la comunità e che nasce dall’incontro tra sensibilità diverse, unite dalla convinzione che la politica debba tornare a essere uno spazio aperto, accessibile e leggibile.

Un luogo in cui i cittadini non siano spettatori o semplici numeri al momento del voto, ma protagonisti delle scelte che incidono sulla loro vita quotidiana.

Questo progetto prende forma dentro un contesto che negli anni ha mostrato tutti i suoi limiti.
A Ladispoli si è consolidato un modello fatto troppo spesso di decisioni calate dall’alto, di scelte prese senza un reale percorso di condivisione, di una politica chiusa nei propri equilibri e distante dalla vita quotidiana delle persone. Mobilità, servizi, gestione del territorio, lavoro e cultura sono stati affrontati senza un confronto pubblico vero, con cittadini informati a posteriori. A questo si sono aggiunte dinamiche già viste: cambi di posizione, alleanze di convenienza, comunicazione autoreferenziale. Un sistema che ha prodotto distanza, sfiducia e disinteresse.

È proprio da questa distanza che nasce Liberare Ladispoli.

Un percorso che vuole ribaltare questo metodo e costruire qualcosa di diverso: assemblee pubbliche vere, momenti di confronto nei quartieri, percorsi partecipativi su temi concreti come mobilità, servizi, lavoro, ambiente e cultura. Non incontri simbolici, ma strumenti reali in cui le persone possano incidere davvero sulle decisioni.

Perché le scelte pubbliche non sono neutre: incidono sulla qualità della vita, sugli spazi, sui servizi e sulle opportunità. Ed è per questo che devono tornare nelle mani dei cittadini, attraverso processi chiari, aperti e condivisi.

L’obiettivo è costruire un progetto politico credibile, radicato e capace di tenere insieme contenuti, partecipazione e presenza sul territorio. Un progetto che superi definitivamente le vecchie logiche e rimetta al centro trasparenza, responsabilità e coerenza.

Liberare Ladispoli è una scelta.

La scelta di non accettare più una politica distante.
La scelta di costruire una città più giusta, più viva, più partecipata.
La scelta di rimettere le persone al centro delle decisioni.

Liberare Ladispoli è un progetto aperto: in queste settimane è già in corso un dialogo con altri simboli, associazioni e liberi cittadini che vogliono contribuire a questo percorso, oltre alle realtà già presenti. Un cammino che nasce per allargarsi, includere e costruire insieme.

Nelle prossime settimane inizieranno incontri aperti e momenti pubblici di confronto per costruire insieme questo percorso.

Per informazioni e per partecipare:
liberareladispoli@gmail.com

Liberare Ladispoli

Zitta Mai: un ulivo per Federica Torzullo, per la sua storia che non deve essere ridotta ad una notizia

Riceviamo e pubblichiamo

Buongiorno a tutte e a tutti,

oggi siamo qui, insieme, in questo luogo che da oggi non sarà più solo uno spazio pubblico.
Diventa memoria.
Diventa presenza.
Diventa scelta.
Diventa consapevolezza.

Siamo qui per Federica Torzullo.
Per il suo nome.

Per la sua storia che non può e non deve essere ridotta ad una notizia.
E siamo qui anche per ricordare Federica Mangiapelo. Perché questa comunità porta già
una ferita simile. E due ferite non sono una coincidenza.
Sono un segnale. Un segnale che non possiamo più ignorare.

Noi siamo il coordinamento Zitta Mai.
Zitta mai nasce da un gruppo di donne, cittadine, persone che ad un certo punto hanno
sentito che il silenzio era diventato insopportabile.
Ci siamo incontrate dopo la morte di Federica, per la prima volta a febbraio. Non per fare
rumore fine a sé stesso, ma per non lasciare che tutto si spegnesse dopo qualche giorno,
come troppo spesso accade.

Perché il silenzio è terreno fertile. E il silenzio, a volte, è complicità.
Abbiamo scelto di esserci. Di guardarci in faccia. Di farci domande scomode. Di parlarci e
confrontarci.
Abbiamo deciso di trasformare il dolore in qualcosa che possa generare cambiamento.
Questo ulivo nasce da qui.
È un gesto semplice. Ma è un gesto politico, culturale e umano.

Lo abbiamo voluto piantare insieme, con il contributo della comunità, perché crediamo che
la memoria non sia qualcosa da delegare. La memoria è responsabilità collettiva.
Come coordinamento, ci incontriamo ogni settimana. Ci confrontiamo, ci ascoltiamo, a volte
anche ci scontriamo. Perché il cambiamento non è comodo.
Abbiamo pensato e stiamo strutturando tanti progetti per il nostro territorio che piano piano vedrete svilupparsi nel tempo.

Abbiamo iniziato a formarci a conoscere e studiare, invitando alle nostre riunioni realtà
associative come Differenza Donna e Il Giardino Segreto, che lavorano ogni giorno con le
donne e con i bambini che portano addosso le conseguenze di questa atroce violenza.
Perché il femminicidio non è solo un fatto individuale. Non è un raptus, che come ci
insegnano le ragazze di differenza Donna, NON ESISTE.
È un fenomeno culturale e riguarda tutte noi e tutti noi.

Riguarda il modo in cui, come genitori uomini e donne, cresciamo i nostri figli.
Il modo in cui parliamo con loro.
Il modo in cui ci vedono vivere tutti i giorni.
Il modo in cui giustifichiamo, minimizziamo e non ci schieriamo contro ogni violenza di
genere ogni volta che ci appare davanti, a partire dal nostro piccolo nucleo di esistenza.
Per questo vogliamo fare formazione per noi e per tutta la cittadinanza di Anguillara.
Vogliamo creare momenti di confronto aperti a tutte e tutti.

Vogliamo costruire ponti con le istituzioni.
Per una comunità più consapevole. Più attenta.
Più capace di riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi.
Più capace di “dare voce in capitolo” alla formazione sull’affettività al fine di aiutare tutti e
tutte al riconoscimento delle emozioni proprie e altrui, come colonne portanti alla lotta contro ogni violenza di genere.

Perché parlare è il primo passo e dare un nome alle cose è il primo atto di cambiamento.
“Dare voce pubblica” è dare libertà a tutte le donne e tutti gli uomini che subiscono violenza di genere, ma la voce pubblica non può esistere senza la voce intima e domestica nella vita di ognuna e ognuno di noi.
Vi invitiamo quindi a farlo a parlarne tra di voi, nelle vostre case, a partecipare e aiutarci, per poter dare voce a chi non ce l’ha più o a chi non ha forza o ahimè non può farlo.
Oggi stiamo facendo proprio questo.

Questo ulivo crescerà. E crescerà lentamente, come tutte le cose che contano davvero.
Avrà bisogno di cura. Di attenzione. Di presenza.
Un po’ come il cambiamento che vogliamo.
Non basta esserci oggi. Non basta emozionarsi oggi.
Serve continuità. Serve responsabilità. Serve il coraggio, ogni giorno, di non voltarsi
dall’altra parte. Serve partecipazione.

Ognuno nel proprio piccolo.
Con una parola detta. Con un comportamento scelto. Con un silenzio che decidiamo di
rompere. Con una voce sussurrata o urlata.
Oggi siamo qui per Federica.
Ma da domani, dobbiamo essere qui anche per tutte le altre e tutti gli altri che subiscono
violenza di genere.

Su questa targa, accanto a questo ulivo, ci sarà una frase che Federica amava dire:
“Trova sempre un motivo per sorridere.”
E oggi questa frase non è solo un ricordo. È una responsabilità che raccogliamo.
Perché trovare un motivo per sorridere significa scegliere, ogni giorno, di trasformare il
dolore in presenza, in cura, in cambiamento.

Grazie alla famiglia di Federica per la presenza e la forza.
Grazie a tutte e tutti voi per esserci.
Questo ulivo è per lei. Ma è anche per noi. Per la nostra comunità, ferita da un evento molto doloroso e a volte difficile da comprendere davvero fino in fondo.
E per ricordarci, ogni giorno, che il silenzio non è più un’opzione.

Grazie

Crociere e lavoro, Alessi: “Con ADSP un’intesa concreta. Il Comune c’è, possiamo implementare  la formazione e trasformarla in occupazione”

Comunicato stampa

“Apprendo con grande soddisfazione l’adesione dei principali player del settore crocieristico all’hub formativo dei Porti di Roma e del Lazio. È una notizia che va esattamente nella direzione che questa amministrazione auspica da tempo, e che si inserisce in un percorso di collaborazione istituzionale che stiamo costruendo con convinzione.
In questo senso, voglio sottolineare il rapporto di dialogo costante e proficuo che abbiamo instaurato con il Presidente Latrofa. Un confronto che si è rivelato sin da subito improntato alla concretezza e alla volontà condivisa di fare sistema attorno alle grandi potenzialità del nostro porto. Iniziative come questa nascono anche da quella sinergia, e ne sono una conferma tangibile.
La formazione è il presupposto imprescindibile per costruire occupazione di qualità: non si può pensare di intercettare le opportunità generate da uno scalo crocieristico di questa rilevanza senza investire prima sulle competenze delle persone. Per questo considero l’hub formativo un’iniziativa eccellente, un asse portante su cui costruire il futuro occupazionale del territorio.
Il passo successivo — e su questo siamo determinati a lavorare insieme a tutti i soggetti coinvolti — è trasformare quella formazione in occupazione locale reale e stabile, per i nostri cittadini. Il Comune è assolutamente coinvolto e disponibile: siamo pronti a sederci al tavolo, a dare il nostro contributo istituzionale e a fare tutto ciò che è in nostro potere affinché le competenze acquisite si traducano in posti di lavoro concreti sul territorio.”

Appuntamento ravvicinato con il Trevignano Proms.

Dal profilo Facebook del Comune di Trevignano

Appuntamento Domenica 19/04 ore 18,30
Si torna in sala con una programmazione diversa da quelle abituali: “Blues and Ballads” è il titolo della performance che Alessio Magliocchetti Lombi e Marco Pandolfi, eseguiranno.
Grande attesa per questo appuntamento, che si pone tra quelli a chiusura della stagione concertistica.
Il consiglio non cambia: prenotate per non restare delusi!
Luca Galloni
Viola Catena
Elio Gazzella
Daniela Simeoni
Massimo Riti
Monica Silenzi
Dario Sforzini
APT Trevignano Romano

Cna, docenti spagnoli e turchi in visita all’hub di Lazio Artigiana per conoscere Go Green

Comunicato stampa

Go Green varca i confini nazionali e si confronta con due realtà prestigiose: la Escuela de arte y superior de diseño di Merida e la Kayseri olgunlaşma enstitüsü di Kayseri. Il punto di contatto è stato l’hub di Lazio Artigiana, dove il gruppo di docenti spagnoli e turchi ha voluto conoscere da vicino i protagonisti del progetto che la Cna di Viterbo e Civitavecchia ha messo in piedi in favore delle imprese, per sensibilizzarle e aiutarle verso un percorso di sostenibilità.

L’obiettivo di Go Green è quello di trovare soluzioni personalizzate in grado di migliorare l’efficienza dei processi aziendali, ridurre gli sprechi e valorizzare la sostenibilità come elemento distintivo dell’impresa. I docenti sono arrivati a Viterbo grazie alla partecipazione all’Erasmus+ con “HybridCraft, sustainable future or traditional handicraft”, coordinato per l’Università degli studi della Tuscia dalla docente Paola Pogliani. Si occupano di corsi professionalizzanti dedicati all’artigianato artistico visto in chiave green, ricalcando dunque i concetti di rigenerazione e riuso dello scarto cari a Go Green, e creatività artistica.

Ad accoglierli nei locali dell’hub di Lazio Artigiana sono stati Attilio Lupidi, segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, il vicepresidente Luigi Cuppone, artigiano falegname, titolare del Laboratorio Linfa a Orte e coordinatore del progetto Go Green, Daniela Lai, presidente dell’Unione Cna artistico e tradizionale Lazio, e Roberta Pietrini, titolare di Neloo, impresa partecipante a Go Green.

Dopo il benvenuto da parte della Cna, Cuppone ha illustrato tutte le buone pratiche che costituiscono la base fondamentale di Go Green, promosso dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, con il contributo della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e della Camera di Commercio di Roma, la cui seconda edizione intanto è in fase di chiusura. Ha quindi spiegato come siano state organizzate consulenze direttamente nelle imprese, condiviso i temi al centro delle tavole rotonde – dall’arredo al design, dai tessuti alla moda, fino al food e alla comunicazione – le sessioni di co-progettazione e attività di prototipazione, infine mostrato alcuni dei lavori realizzati nel corso della prima edizione.

Lo scambio di informazioni è stato però reciproco: anche loro hanno mostrato alcuni dei lavori realizzati. Il progetto che vede coinvolte le due realtà insieme all’Unitus infatti è incentrato sui principi di sostenibilità e zero rifiuti, minimizzando l’impatto ambientale dell’artigianato e contribuendo all’economia circolare.