Il saluto de L’agone a Piero Angela

Mi faccio portavoce di milioni di anime tristi che come me assistono a questo tramonto in cui le ombre prevalgono sulla ragione del tempo e sul ciclo dei giorni; è sempre troppo presto quando si conclude una meravigliosa esistenza di sole, come è stata la tua.

Hai cominciato a entrare nelle case e nel cuore di ognuno con una televisione in bianco e nero che oggi lasci arricchita dalle tinte del sapere e della conoscenza con cui hai colorato il buio dell’inconsapevolezza di generazioni di persone semplici ma curiose, coinvolgendoci nella tua passione per i “perché”, dove nasce il piacere di capire. L’hai fatto ben delineando il confine tra il facile e il semplice, rendendo accessibile a ognuno la complessa meraviglia della scienza. Ci hai portato per mano con te in viaggi intorno al mondo, tra le stelle e le galassie, in fondo ai mari e nelle pieghe dell’animo umano, a spasso nella storia, accarezzando l’arte e le opere di ingegno. Mai protagonista, sei rimasto discretamente a margine dell’acquisizione del sapere, fine diffusore di cultura che non ti ha mai reso altero, non ha mai inquinato il tuo sorriso pacato e quel garbo di cui sei stato vero Maestro. Certo, siamo tristi oggi, prigionieri della nostra condizione di finito, sebbene tu spesso ci abbia raccontato la durevolezza dell’immenso. Tanti come me ti continueranno a tenere per mano in questo tuo viaggio verso l’ignoto a cui, chissà, forse saprai dare una spiegazione.

Ci hai detto, un giorno, che purtroppo dobbiamo morire. “Ma abbiamo vissuto. Ci sono quelli che non sono mai nati. Noi per millenni non siamo mai nati. Non nasceremo più, forse. Ma questo ci ha insegnato che bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, ma anche come se fosse il primo.“

Mi piace pensare che sei partito sulle note del tuo pianoforte, accompagnato da una musica lieve che combini il già e il non ancora, che accordi primo e ultimo con le gradazioni dell’intermezzo dove inizio e fine, giorno e notte, vita e morte, alfa e omega, sono soltanto quella battuta d’aspetto che dà respiro all’armonia, facendo da sottofondo al prodigio del tuo saper rimanere semplicemente Piero Angela.
Ludovica Di Pietrantonio
Redattrice L’agone

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