Comunicato stampa
Dal 18 settembre al 17 novembre il Festival Internazionale di Danza Contemporanea torna nei Castelli Romani con oltre 30 appuntamenti affidati a compagnie italiane e internazionali, progetti per le nuove generazioni, incontri e attività formative. Una programmazione diffusa porta la danza nelle piazze, nei palazzi storici, negli spazi culturali e nei teatri di Velletri e Genzano di Roma.
Per due mesi Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Patrizia Cavola, torna a Velletri e Genzano di Roma con un programma che riunisce spettacoli, performance, formazione e incontri con il pubblico. Dal 18 settembre al 17 novembre, la danza contemporanea dialoga con i luoghi e con il presente attraverso linguaggi e prospettive differenti, affrontando temi come il rapporto tra individuo e comunità, la crisi climatica, la memoria, la tecnologia, l’identità e l’alterità.
Il festival accoglie sia realtà affermate della scena italiana e internazionale, sia nuove generazioni di autrici e autori. Compagnia Atacama, Cie Irene K, Balletto Civile, Motus, EnClaveDANZA, Naturalis Labor, Ersilia Danza, Compagnia Francesca Selva, Balletto Teatro di Torino, Mandala Dance Company, Compagnia degli Istanti, Cie Vialuni, Kinesis CDC, AiEP Ariella Vidach, Arabesque, Enzo Cosimi, ASMED-Balletto di Sardegna, Larumbe Danza, Borderline Danza, Megakles Ballet, Silvia Gribaudi ed EgriBiancoDanza compongono un mosaico articolato di linguaggi e percorsi artistici, restituendo la ricchezza e la varietà della scena contemporanea.
Il programma inaugurale di venerdì 18 settembre prende il via a Velletri con la presentazione di un estratto di Anghingò di Compagnia Atacama, creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol, alle 17.30 in Piazza Cairoli. Ispirato al libro Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada di Piero Dorfles, lo spettacolo recupera l’immaginario dei giochi collettivi di un tempo, quando la strada era luogo di incontro, invenzione e costruzione condivisa delle regole. Conte, filastrocche, voce, ritmo, suono e movimento compongono una partitura che guarda anche all’infanzia nell’epoca dei dispositivi digitali e alla progressiva perdita degli spazi di socialità spontanea.
Nella stessa giornata è in scena La nature n’aime pas le vide di Cie Irene K, della coreografa belga Irene Kalbusch. Due individui si incontrano con cautela e cercano progressivamente una vicinanza, in una tensione continua tra trattenere e lasciar andare. Attrazione e separazione, fascinazione per ciò che è sconosciuto e accettazione dell’altro diventano gli elementi di una performance costruita sulla prossimità e sulla distanza. Completa l’apertura Balletto Civile con Tebe, ideazione e regia di Michela Lucenti. Ispirato a Le Fenicie di Euripide, il lavoro guarda alla tragedia classica per interrogare le tensioni del presente: la lotta tra Eteocle e Polinice diventa una riflessione su potere, guerra, tirannia e democrazia.
Sabato 19 settembre alle 11.30, Piazza Frasconi a Genzano di Roma ospita un estratto di La nature n’aime pas le vide di Cie Irene K. La creazione di Irene Kalbusch assume lo spazio pubblico come elemento della propria scrittura, in continuità con il percorso della compagnia belga, impegnata da anni nella realizzazione di performance teatrali e interventi pensati per luoghi non convenzionali. Alle 17.30, a Palazzo Sforza Cesarini, la stessa creazione torna a confrontarsi con un nuovo contesto architettonico. Il passaggio dalla piazza al palazzo storico modifica la percezione del gesto, la distanza tra i performer e lo sguardo del pubblico. La giornata prosegue con MOTUS e Invidia (Genesi dell’invidia), concept e drammaturgia di Rosanna Cieri e coreografia di Simona Cieri. Un sentimento antico viene osservato nella sua dimensione contemporanea, alimentata dal confronto permanente con le vite e le immagini degli altri attraverso i social network. L’invidia diventa così una lente per leggere una società nella quale il desiderio può trasformarsi in frustrazione, odio e autodistruzione. Al programma si affianca EnClaveDANZA con Terra Ferida. La compagnia madrilena porta in scena una riflessione sul cambiamento climatico nata dall’esperienza delle devastanti piogge DANA che nel 2024 hanno colpito la Spagna. I movimenti dell’acqua – la quiete, i cicli, lo straripamento – diventano metafora della fragilità degli equilibri contemporanei. La ricerca è stata sviluppata anche attraverso il lavoro sul campo a Valencia e a Mira, in Castiglia-La Mancia, mettendo in connessione territorio, memoria ed evento.
Domenica 20 settembre alle 11.30, in Piazza Frasconi a Genzano, un estratto di Anghingò di Compagnia Atacama porta nuovamente in scena giochi, riti, conte e filastrocche. Alle 17.30, a Palazzo Sforza Cesarini, il lavoro torna in programma accanto a una serie di creazioni che affrontano il tema della perdita, dell’amore e della possibilità di trovare nuovi equilibri. Tra queste, Naufraghi (Jules) di Naturalis Labor, coreografia di Luciano Padovani, guarda al naufragio come immagine di un limite improvviso, capace di spezzare equilibri e aprire nuove possibilità. Al centro della creazione c’è un amore impossibile e il disorientamento che accompagna la perdita: la fragilità diventa il punto di partenza per cercare nuove traiettorie e un diverso approdo.
Segue Ersilia Danza con La Passeggiata, coreografia di Laura Corradi ispirata all’omonimo dipinto di Marc Chagall. L’amore tra Chagall e la moglie Bella diventa immagine di una leggerezza capace di elevarsi sopra il peso della storia e della tragedia. La creazione traduce in movimento quella sospensione onirica nella quale la bellezza può diventare una forma di resistenza.
Chiude la giornata Mater Sola della Compagnia Francesca Selva, terzo quadro della Trilogia del Tempo Sospeso. Il lavoro guarda alle vittime delle guerre contemporanee attraverso la figura archetipica della madre, presenza che resta di fronte alla perdita e alle macerie. La creazione assume così una dimensione di testimonianza e responsabilità civile.
Il festival torna a Velletri venerdì 25 settembre, dalle 17.30, alla Casa delle Culture e della Musica, con una giornata dedicata al dialogo tra materia, corpo e natura. Il Balletto Teatro di Torino presenta ALISEO variation, coreografia di Manfredi Perego interpretata da Bailey Kager. Il vento diventa metafora di un’energia invisibile capace di modificare il paesaggio e ciò che incontra. Il movimento segue intensità differenti, tra sospensione, spinta e cambiamento. Con Mandala Dance Company arriva Stone, nuova produzione 2026 firmata da Paola Sorressa. Sette pietre accompagnano un rito coreografico nel quale materia, memoria e spiritualità si incontrano, fino alla composizione di un totem finale. L’immaginario richiama i giardini Zen e una concezione della natura come spazio di ascolto e contemplazione.
La giornata continua con Compagnia degli Istanti e Suddenly Here. Dire, fare, baciare, ideazione di Simona Bucci. Il celebre gioco “Dire-Fare-Baciare-Lettera-Testamento” viene riletto come metafora di presenze che appaiono, si incontrano e scompaiono, come pensieri fuggevoli. A chiudere il programma è Cie Vialuni, dalla Francia, con La Performance Agricole, creazione di Michèle Ettori. Terra, acqua, piante e altri elementi del vivente entrano direttamente nella performance, costruita come una partitura aperta agli interpreti e agli spettatori. Il paesaggio agricolo diventa uno spazio di osservazione e connessione tra ambiente e gesto.
Sabato 26 settembre alle 17.30, Palazzo Sforza Cesarini a Genzano di Roma ospita una giornata dedicata a tecnologia, natura, società e identità. Kinesis CDC presenta Hu|Or|ME – Animal Farm, ispirato all’universo di Animal Farm di George Orwell. Lo spettacolo non mette in scena la novella, ma parte da una domanda: se un animale fosse posto nella condizione dell’essere umano, si comporterebbe diversamente o riprodurrebbe gli stessi meccanismi? Da questa premessa prende forma una ricerca sulle strutture della società e sui comportamenti umani. Con AiEP – Ariella Vidach arriva KOPPELIA_giardino13, progetto che rilegge il personaggio di Coppélia in chiave postumana. Tecnologia, natura e presenza artificiale entrano in un sistema di connessioni nel quale la figura tecnologica non è più soltanto oggetto di controllo, ma presenza autonoma e sensibile. Danza, realtà virtuale, ambienti 3D, motion capture e un cane robotico contribuiscono alla costruzione di una nuova idea di coesistenza tra umano e non umano. In duetX, Associazione Arabesque mette in scena due individui intrappolati in un universo regolato da aspettative, routine e controllo. La precisione e la disciplina diventano progressivamente strumenti di fuga, fino a trasformarsi in poesia e libertà. Il lavoro interroga il confine tra dovere e desiderio, ordine e caos, controllo e autodeterminazione.
Chiude la giornata Compagnia Enzo Cosimi con la nuova produzione Amore Capitale. Roma viene osservata come materia viva, stratificata e contraddittoria attraverso le suggestioni di Pasolini, Belli, Fellini, Caravaggio, Artaud e Petrolini. La città diventa così il centro della scena, attraversata dalle memorie e dalle immagini che ne hanno costruito il racconto nel corso del tempo. Enzo Cosimi, tra i più rappresentativi coreografi italiani, ha firmato oltre sessanta coreografie presentate in Italia e all’estero.
Domenica 27 settembre alle 17.30, ancora a Palazzo Sforza Cesarini, torna STONE di Mandala Dance Company, la nuova produzione di Paola Sorressa dedicata al rapporto tra pietra, gesto e simbolo. Il mito diventa invece materia coreografica con ASMED – Balletto di Sardegna e IKARO, coreografia di Rocco Suma. Icaro è assunto come metafora della libertà, del desiderio di superare i propri limiti e del rischio implicito in ogni slancio verso l’ignoto. Ambienti distopici, sonorità emotive e corpi fragili e potenti costruiscono un’immagine del contemporaneo sospesa tra aspirazione e pericolo. La relazione tra danza e tecnologia torna protagonista con Larumbe Danza e STAGE: ON THE ROAD, installazione immersiva che integra danza dal vivo, video, ambienti virtuali e realtà aumentata ed estesa. Il progetto crea uno spazio di mediazione e incontro pensato per avvicinare le arti performative a pubblici diversi, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Chiude la giornata Borderline Danza con Sustraiak, lavoro di Alessandro Esposito e Maite Rodgers Gastaka. Nel “deserto” della società contemporanea la natura torna a manifestarsi e a riappropriarsi delle proprie radici, penetrando fino allo spirito umano.
Sabato 3 ottobre, alle 18.30, il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri ospita il debutto assoluto di Anghingò di Compagnia Atacama. La creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol, nata dal recupero di giochi di strada, filastrocche e rituali collettivi, viene presentata nella sua versione integrale. Al centro c’è il confronto tra un’infanzia fondata sulla condivisione e sul gioco e una contemporaneità sempre più segnata dalla presenza dei dispositivi digitali. In programma anche Compagnia Petranuradanza / Megakles Ballet con Panta Rhei, coreografia di Salvatore Romania e Laura Odierna. Ispirato al celebre principio eracliteo del divenire, il lavoro mette in scena due corpi immersi nel flusso continuo dell’esistenza. Cicli, mutamenti e instabilità diventano elementi di una ricerca sul movimento e sulla natura transitoria dell’esperienza.
Una diversa idea di virtuosismo arriva sabato 11 ottobre alle 18.30, ancora al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè, con R.OSA – 10 esercizi per nuovi virtuosismi di Silvia Gribaudi, interpretato da Claudia A. Marsicano. Lo spettacolo ribalta i codici tradizionali del virtuosismo e mette al centro un corpo libero dalle norme imposte. Con ironia e complicità, la performer affronta dieci esercizi coinvolgendo direttamente il pubblico. Il lavoro interroga così il modo in cui guardiamo il corpo, la donna e i modelli sociali.
Una particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni con Paesaggi Kids, sezione dedicata a bambine e bambini, scuole e famiglie, che propone matinée e percorsi di avvicinamento alla danza e alle arti performative. Venerdì 13 novembre alle 10, al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè di Velletri, Compagnia Atacama presenta Il Brutto Anatroccolo, creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen. La vicenda dell’anatroccolo emarginato diventa una riflessione sulla diversità, sull’accettazione di sé e degli altri e sulla ricerca del proprio posto nel mondo. A chiudere il percorso di Paesaggi Kids sarà EgriBiancoDanza con Storie di un burattino, in programma martedì 17 novembre alle 10 al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè di Velletri.
Il 14 e 15 novembre Paesaggi del Corpo ospita inoltre il progetto speciale L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio, dedicato alla figura di Pinocchio e realizzato da La Scatola dell’Arte con il contributo del MIC – Ministero della Cultura, il Patrocinio culturale della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e del Comitato Nazionale delle Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Il progetto si sviluppa attraverso tre differenti performance dedicate a Pinocchio, affidate a tre distinti percorsi coreografici, mettendo a confronto sensibilità e linguaggi della danza contemporanea.
Sabato 14 novembre alle 18, al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè di Velletri, il progetto entra nel vivo con la prima delle tre performance, Sulle tracce di Pinocchio, con coreografia di Raphael Bianco. Nella stessa giornata e nello stesso spazio è in programma una seconda creazione dedicata al burattino, con coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol, ampliando il confronto tra differenti interpretazioni sceniche del personaggio di Collodi. Il progetto prosegue domenica 15 novembre alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri. Alle 16 il pubblico incontra Daniela Marcheschi, critica letteraria e italianista, per un approfondimento dedicato all’opera e all’universo creativo di Carlo Collodi.
Alle 18 il percorso torna alla scena con la terza performance di Sulle tracce di Pinocchio, affidata alle coreografie di Giorgio Rossi, con musica dal vivo di Livio Minafra. La giornata mette così in relazione approfondimento critico e spettacolo, offrendo al pubblico due differenti modalità di avvicinamento alla figura di Pinocchio.
La programmazione di Paesaggi del Corpo 2026 porta per due mesi la danza tra Velletri e Genzano, mettendo in dialogo spettacoli, luoghi e comunità. Piazze, palazzi storici e teatri diventano spazi di visione e incontro, mentre le attività dedicate alle nuove generazioni ampliano il programma con occasioni di partecipazione, scoperta e confronto. Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea è un progetto de La Scatola dell’Arte ETS, realizzato con il contributo di Regione Lazio, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Velletri e del Comune di Genzano di Roma.




