Celle focolaio e boom di positivi, a Poggioreale sciopero della fame dei detenuti

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“In nove in 20 metri quadri”

Tre morti per coronavirus in pochi giorni tra il carcere di Poggioreale e quello di Secondigliano e celle sempre più affollate

che favoriscono “la promiscuità e la precarietà delle condizioni igieniche“. Scatta lo sciopero della fame nella casa circondariale di Napoli Giuseppe Salvia.

Ad annunciarlo è Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti della Campania, che in mattinata ha incontrato una rappresentanza di detenuti positivi al coronavirus.  “Apprendo – fa sapere Ciambriello – che inizieranno oggi stesso uno sciopero della fame, come segno di protesta nei confronti della gestione dell’emergenza che stanno vivendo”.

I detenuti “richiedono maggior durata delle videochiamate con i propri familiari, e maggior dignità negli spazi detentivi che ospitano 6,8 in alcuni casi 9 persone entro pochi metri quadrati, favorendo la promiscuità e la precarietà delle condizioni igieniche”.  Secondo Ciambriello occorre mettere in campo “straordinari interventi di riqualifica. Con instancabile perseveranza ricordo i 12 milioni di euro destinati al carcere di Poggioreale da utilizzare per la ristrutturazione di questi ambienti. Ho avvertito oggi in queste persone un surplus di sofferenza, legato all’indignazione della condizione detentiva, e alla paura della positività al temuto virus. È necessario applicare misure alternative alla detenzione in questi luoghi, fosse solo per momenti contingentati, affinché la dignità umana e il diritto alla salute possano essere salvaguardati” conclude.

Negli ultimi giorni sono tre i decessi accertati per coronavirus. La scorsa settimana è scomparso un detenuto ospite nel carcere di Poggioreale: era ricoverato al Cotugno e aveva 68 anni. Nei giorni successivi è deceduto prima il direttore sanitario di Secondigliano  Raffaele De Iasio, 61 anni, poi nelle scorse ore Mario Riccio, 70enne calabrese sulla sedia a rotelle, deceduto nell’ospedale Cardarelli dove era ricoverato da circa un mese per Covid. Soffriva di patologie pregresse e i giudici gli avevano negato gli arresti domiciliari, secondo quanto riferiscono i familiari.

Attualmente i detenuti positivi nel carcere di Poggioreale sono circa 100, nel penitenziario di Secondigliano 84. Decine anche gli agenti penitenziari contagiati.

 

(Il Riformista)

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