Coronavirus, progessi del vaccino studiato allo Spallanzani

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 “Ora lo testiamo sui soggetti più anziani”

Spiega Antonella Folgori, ad di ReiThera l’azienda di biotech che sta sperimentando un vaccino basato su un vettore adenovirale derivante dai gorilla: “E’ ben tollerato. Nei prossimi mesi uno studio internazionale

“L’arruolamento dei volontari più anziani sta procedendo come previsto e prevediamo di comunicare entro la fine dell’anno i primi risultati dello studio insieme al piano per studi internazionali più ampi”: lo dice l’Amministratore delegato di ReiThera, Antonella Folgori, nell’aggiornamento sullo studio clinico di Fase 1 del suo candidato vaccino (GRAd-COV2) contro il nuovo coronavirus. “Stiamo facendo progressi nella Fase 1 di sperimentazione e abbiamo completato la prima parte esattamente come pianificato – aggiunge Folgori – Tale risultato ci ha consentito di passare alla vaccinazione dei soggetti più anziani”.

ReiThera spiega che GRAd-COV2, il candidato vaccino contro Sars CoV-2, è basato su un vettore adenovirale (chiamato GRAd), derivante dalle scimmie (gorilla) e modificato affinché non possa replicarsi. Questo vettore, brevettato dall’azienda, codifica l’intera proteina Spike, che consente al nuovo coronavirus di entrare nelle cellule umane. La sperimentazione clinica di Fase 1 in corso – aggiunge ReiThera – sta valutando la sicurezza e l’immunogenicità di GRAd-COV2 su 90 volontari sani, divisi equamente in due gruppi condifferenti fasce di età: 18-55 anni l’uno e 65-85 anni l’altro.

Ciascun gruppo è diviso in tre sotto-unità di studio composte ciascuna da 15 volontari, i quali ricevono una delle tre dosi scalaridi GRAd-COV2. I partecipanti sono monitorati per un periodo di 24 settimane. Lo studio è attualmente in corso in Italia presso l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive (INMI) Lazzaro Spallanzani di Roma e presso l’Ospedale Universitario GB Rossi di Verona.

L’obiettivo primario dello studio – conclude l’azienda biotech – è valutare la sicurezza e la tollerabilità di GRAd-COV2 e selezionare una dose di vaccino per le successive fasi di sperimentazione clinica. Il secondo obiettivo è valutare la capacità del vaccino di indurre nei volontari risposte immunitarie (sia anticorpi sia linfocitiT), contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Nei prossimi mesi è previsto un più ampio studio internazionale di Fase 2/3, sulla base di risultati provvisori positivi di sicurezza e immunogenicità dello studio di Fase 1.

(La Repubblica)

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