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Il borgo seicentesco di Canale Monterano e le storiche chiese

Il borgo seicentesco di Canale Monterano e le storiche chiese
agosto 05
11:15 2019

Ricerca e conoscenza degli edifici di valore storico e artistico presenti nel comprensorio sabatino

Il borgo seicentesco di Canale Monterano e le storiche chiese

Bentornati tra le righe di questa rubrica. Questo mese torniamo a passeggiare per le vie della bella Canale Monterano, alla scoperta dei suoi suggestivi luoghi di culto.

Cominciamo con il dire che il borgo ha iniziato a svilupparsi agli inizi del Seicento attorno alla prima chiesa parrocchiale dell’Assunta, nota oggi come” L’Oratorio”.

Risale invece alla seconda metà del Settecento la costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale, dedicata anch’essa all’Assunta. Santa Maria Assunta in Cielo presenta una sola navata e due altari laterali, similmente alla chiesa di San Bonaventura. Al suo interno è possibile ammirare opere provenienti da Monterano, come le acquasantiere in marmo e la grande statua in legno della Madonna dei Sette Dolori.

Lungo la strada che porta a Tolfa ci imbattiamo invece nella piccola e affascinante chiesa della Madonnella, detta anche chiesa della Madonna del Quarto.

Lì sul Monte Sassano (oggi Monte Virginio in onore di Virginio Orsini) troviamo invece l’Eremo di Monte Virginio. L’eremo viene fatto erigere da Virginio Orsini, frate carmelitano e figlio dell’omonimo duca di Bracciano, feudatario del luogo. I lavori iniziano nel 1651 e terminano nel 1668. Il convento diventa un accogliente  luogo di preghiera, ma offre anche utili occasioni di lavoro ai montevirginiesi, i quali lavorano nell’azienda agricola, nelle cave di pietra e nelle fornaci rimaste in funzione fino alla metà del Novecento.

La fabbrica di San Bonaventura è composta dall’unione della chiesa e del convento. La chiesa, con la sua facciata classica, si slancia al centro e presenta due campanili laterali ed un tiburio (la copertura esterna della cupola) di forma ottagonale. Arretrate rispetto alla chiesa troviamo le due ali del convento; così come la chiesa si sviluppa in verticale, queste si sviluppano in orizzontale, inoltrandosi nel paesaggio naturale circostante e trasformando l’edificio in un elemento del panorama. L’incantevole fabbrica di San Bonaventura, con i suoi tratti così spiccatamente barocchi, è diventata un modello artistico da imitare, tanto in Italia quanto in Europa, e non è un caso che in questo suggestivo palcoscenico naturale siano stati girati tanti film importanti, tra tutti quel Marchese del Grillo di Mario Monicelli con l’indimenticabile Alberto Sordi recentemente eletto Miglior Commedia del Cinema Italiano. E di questo importante quanto meritato riconoscimento possiamo andare un po’ fieri anche noi. (Grazie ad Alessandro Bettarelli. Brani tratti dal volume  di Francesco Stefani)

Monia Guredda

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