Elezioni politiche 2018: il prossimo 4 marzo la corsa al Parlamento alla Regione Lazio

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Il prossimo 4 marzo si voterà per eleggere il nuovo Parlamento della Repubblica e i Presidenti e Consigli Regionali di Lazio e Lombardia.

Alle politiche per la prima volta si andrà al voto con il Rosatellum, un sistema misto: 232 deputati alla Camera e 116 senatori saranno eletti in collegi uninominali con formula maggioritaria; i restanti seggi saranno assegnati con metodo proporzionale. I partiti potranno presentarsi anche in coalizione. Le soglie di sbarramento: al 10% per le coalizioni e al 3% per le liste.

Nel Lazio la legge elettorale in vigore è stata modificata nel gennaio 2017, diminuendo a 50 i consiglieri e inserendo la parità di genere e il divieto al terzo mandato. Il sistema è a predominanza proporzionale. L’80% dei seggi (40) sarà assegnato con il proporzionale, il 20%(10) con il maggioritario. Sarà ammesso il voto disgiunto tra il voto al candidato presidente e ad una lista di schieramento differente.

Gli italiani sono stati chiamati al voto per scegliere chi guiderà il Paese dopo lo scioglimento delle Camere il 28 dicembre da parte del Presidente Sergio Mattarella. Il premier uscente Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa di fine anno aveva dichiarato: “l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi dal dopoguerra grazie agli italiani. Non siamo più il fanalino di coda dell’Europa”.

Tra i tanti fatti concreti realizzati in 4 anni di governo: la legge sul biotestamento; sul “dopo di noi”; la legge contro il caporalato; contro gli ecoreati; le unioni civili; il divorzio breve; il bonus di 80 E; il bonus per i diciottenni; la legge contro il cyberbullismo; l’omicidio stradale; il bonus mamma di 800 E; “l’Ape social”; l’abolizione di Imu e Tasi; l’introduzione del reato di tortura e del reddito di inclusione; l’approvazione del codice antimafia; il rilancio dell’agricoltura confermato dall’Istat che ci conferisce il primato europeo per prodotti Dop, Igp e Stg.

Per Gentiloni insomma questa Legislatura da molti definita travagliata è stata fruttuosa, “non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima Legislatura”.

Nel Lazio invece Nicola Zingaretti giunto a scadenza naturale del suo mandato, si ripropone alla guida della Regione. “Il Lazio ha bisogno di soluzioni e noi ne abbiamo date tante con umiltà – ha detto alla presentazione del comitato elettorale a Roma -. Rompiamo un tabù: nel Lazio nessuno ha mai vinto due volte. Ogni 5 anni rimettiamo le lancette indietro, mentre le altre regioni vanno avanti. Ora tocca a noi andare avanti”.

Zingaretti sarà appoggiato da una coalizione di centrosinistra e dopo l’annuncio di LeU che sosterrà la sua candidatura ha definito la scelta di Liberi e Uguali “un importante fatto politico che arricchisce il profilo del nuovo centrosinistra regionale”. Dopo i tavoli e i gazebo del PD e il lancio della Lista Civica per Zingaretti “l’annuncio di Pietro Grasso rafforza la credibilità di vittoria per il 4 marzo”.

Maria Antonella Procopio

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