A pochi giorni dal ritorno sui banchi, torna anche una domanda sempre più attuale: quale spazio deve avere la tecnologia nella vita scolastica degli studenti? Computer, tablet e smartphone sono ormai strumenti quotidiani, spesso utili, ma non sempre innocui quando entrano in classe senza regole chiare.
A riaccendere il dibattito è l’esperienza di Maureen Mulvaney, insegnante di letteratura alla Washburn High School di Minneapolis, negli Stati Uniti. Durante l’anno scolastico 2025-2026, la docente ha scelto di eliminare telefoni e laptop dalle sue lezioni, chiedendo agli studenti di tornare a libri, quaderni, carta e penna.
Secondo quanto riportato dai media americani, all’inizio dell’esperimento solo il 46% degli studenti dichiarava di sentirsi sicuro nelle proprie capacità di lettura. Dopo alcuni mesi, la percentuale sarebbe salita a oltre il 95%. Anche la resistenza alla lettura e alla scrittura sarebbe migliorata: gli studenti, inizialmente in difficoltà nel concentrarsi per pochi minuti o nello scrivere a mano più di mezza pagina, sarebbero arrivati a leggere in silenzio per circa mezz’ora e a produrre testi più lunghi.
Non si tratta di uno studio scientifico strutturato, ma di un’esperienza scolastica che offre comunque uno spunto interessante, soprattutto alla vigilia del nuovo anno. Il tema, infatti, non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a usarla con consapevolezza. Gli strumenti digitali possono aiutare nello studio, nella ricerca e nell’inclusione, ma se diventano una presenza costante rischiano di interrompere attenzione, memoria e capacità di riflessione.
Il rientro a scuola può allora diventare l’occasione per ristabilire qualche equilibrio. Studiare senza notifiche, leggere alcune pagine ogni giorno senza interruzioni, usare carta e penna per appunti e riassunti, spegnere il cellulare durante i compiti o lasciarlo in un’altra stanza sono piccoli gesti che possono aiutare ragazzi e ragazze a ritrovare concentrazione.
Anche in famiglia il tema può essere affrontato senza imposizioni rigide, ma con regole semplici e condivise. Per esempio, si può stabilire un tempo dedicato allo studio senza schermi, alternare l’uso del digitale con momenti di lettura tradizionale, oppure evitare smartphone e tablet nell’ultima parte della giornata, quando il cervello ha bisogno di rallentare.
La scuola di oggi non può ignorare la tecnologia, ma può educare a non esserne dipendenti. La vera sfida non è tornare indietro, ma insegnare agli studenti a scegliere quando uno strumento serve davvero e quando, invece, diventa solo una distrazione.
L’esperimento americano, proprio mentre si avvicina il ritorno in classe, ricorda una cosa semplice: l’attenzione si allena. E forse, prima ancora di riempire zaini e diari, il nuovo anno scolastico potrebbe cominciare da qui: dal recupero del tempo lento della lettura, della scrittura e del pensiero.
Paola Forte redattrice L’agone
L’esperienza della Washburn High School di Minneapolis è stata raccontata da Futuro Prossimo nell’articolo “USA, prof vieta la tecnologia: capacità di lettura raddoppiata”.
Fonte: Futuro Prossimo


