Comunicato stampa
A seguito della nostra richiesta la Garante regionale del servizio idrico integrato avv. Manuela Veronelli
riceverà una nostra delegazione il 4 giugno 2026 . Siamo anche in attesa che venga accolta anche la
richiesta fatta al Prefetto della Provincia di Viterbo.
Abbiamo chiesto questi incontri, continuando la nostra opera di sensibilizzazione delle istituzioni sul
gravissimo problema della mancanza di acqua potabile nelle abitazioni, per fare presente la situazione
assurdamente persistente per l’acqua potabile e per richiedere il rispetto della trasparenza e dei diritti dei
cittadini. L’acqua che viene ancora erogata in moltissimi paesi della provincia è ancora contenente arsenico
e altre sostanze dannose alla salute.
Le nostre iniziative sono state sempre finalizzate affinché gli enti gestori degli acquedotti e le istituzioni
prendessero coscienza della gravità della situazione, dovuta alla mancanza di tutela dell’ambiente e alla
scarsa attenzione alla salute della gente. Essendo questo il nostro scopo, lo abbiamo fatto per oltre 50
anni, con caparbietà e spese, con riunioni, raccolta firme e cause per importi non dovuti di fronte alla non
potabilità dell’acqua distribuita. I cittadini che hanno rivolto in noi la loro fiducia hanno ottenuto giustizia,
con le sentenze della Cassazione, e quindi il pagamento di risarcimenti e rimborsi da parte dagli Enti gestori:
comuni e Talete.
L’acqua distribuita però, anche se timide azioni sono state messe in piedi dalle istituzioni,
non è ancora salubre e il disinquinamento delle acque di superficie, laghi, fiumi e mari non è ancora
affrontato con la dovuta decisione.
In questo ultimo periodo si sono nuovamente rivolti a noi moltissimi cittadini della Provincia di Viterbo, in
particolare di Ronciglione e Caprarola, costretti da tempo all’acquisto di acqua minerale, anche perché
hanno ricevuto fatture con importi da pagare rilevanti, per un’acqua che evidenze scientifiche attestano
dannosa alla salute e che per questo riteniamo utilizzabile soltanto per lo sciacquone.
Chiedono ancora alle nostre associazioni che da tempo si interessano di questi problemi di porre in essere
iniziative per il rispetto dei diritti.
La Talete ha richiesto il pagamento di importi molto gravosi per le famiglie e cosa che riteniamo gravissima
non ha informato correttamente rispetto il periodo in cui viene distribuita acqua sopra i limiti di legge e
quindi non potabile.
Per questo motivo abbiamo invitato la Talete al ritiro delle fatture che riteniamo illegittime e alla emissione
di fatture trasparenti e che tengano conto delle leggi e delle sentenze.
Purtroppo i dirigenti di questa fanno orecchie da mercante e non rispondono a nessuno del loro operato.
Non rispondono alle nostre associazioni, né ai cittadini firmatari della petizione inviata e non ci risulta
abbiano risposto ai sindaci che hanno avanzato riserve. Pertanto informiamo che continueremo la raccolta
di firme nei paesi della provincia e on line con la richiesta di ritiro delle fatture illegittime. A Ronciglione
con un tavolo nell’area prospiciente la COOP sabato 23 maggio dalle ore 9,00.
Ringraziamo l’avv Veronelli garante regionale del servizio idrico integrato per l’incontro accordatoci,
attendiamo stessa convocazione dal Prefetto della Provincia di Viterbo ai quali presenteremo le nostre
giuste richieste.
Raimondo Chiricozzi


