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Case della Salute: il welfare è di casa

E mentre a Bracciano il sindaco Giuliano Sala cerca di affrontare la spinosa questione del futuro dell’Ospedale ‘Padre Pio’, scrivendo anche al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, a Roma (nella sede dell’VIII Municipio) si è tenuto il settimo degli incontri di presentazione e ascolto sul decreto Case della Salute.

Il titolo è esplicito “Il welfare è di casa” e vi hanno partecipato molte istituzioni. Alta anche l’affluenza di gente comune e di esperti del settore e non. A riassumere bene lo spirito dell’iniziativa è stata la consigliera regionale Teresa Petrangolini. Si è trattato di un incontro anche politico, che ha messo in atto un nuovo modo di fare politica basato sul dialogo e sul confronto con tutte le parti in causa, ascoltando e cercando di recepire, innanzitutto, le esigenze dei cittadini per dare risposte concrete alla popolazione nel minor tempo possibile e col massimo dell’efficacia.

In apertura, è stata la stessa consigliera a dare l’importante notizia che alla Regione Lazio sono stati riconosciuti circa 313mila abitanti in più (5.870.451 invece che 5.557.276), che hanno permesso all’Ente di ottenere 400 milioni in più di euro, utilissimi per uscire quanto prima dalla fase di duro e severo Commissariamento a cui è sottoposta la Regione Lazio, il che comporta molti vincoli (anche operativi) per tale istituzione. E per una nuova gestione anche del Padre Pio, come spiegato da Sala e dal neodeputato Pd, Emiliano Minnucci, che avevano già avanzato una proposta per il nosocomio da un milione di euro che prevede quanto segue: 88 posti letto, contro i 30 proposti, suddivisi in 40 posti di area medica, 36 di area chirurgica, 2 terapia sub intensiva, 3 breve osservazione, 8 di day hospital; per un rapporto ricavi-costi, che salirebbe dal 42% proposto al 72%.

In conclusione dell’incontro, invece, Petrangolini ha auspicato che in autunno ci possa essere nuovamente un altro incontro del genere per fare di nuovo il punto della situazione e per poter avere e dare ulteriori aggiornamenti.
Il Presidente del Municipio VIII di Roma, Andrea Catarci, ha parlato di “medicina territoriale”, mentre Antonio Bertolini (della Asl RM C) di “moto culturale”. Sicuramente occorrerà uno sforzo anche da parte della collettività, di un cambiamento di mentalità e di operatività da parte di tutti, affinché la Casa della Salute possa portare e “aumentare l’integrazione”, abbreviando i tempi di cura e semplificando anche le procedure burocratiche necessarie, ma soprattutto favorendo una maggiore reperibilità delle cure. Ed avere tutto quello di cui il paziente ha bisogno nello stesso posto, senza doversi spostare o andarlo a cercare altrove. Quel luogo è la Casa della Salute, appunto, riconoscibile ovunque dallo stesso logo. Anche se tale Casa è più che un semplice e mero luogo fisico.

Si tratta di strutture polivalenti, in cui non ci sono solo gli ambulatori, ma dove si promuove anche un’azione di prevenzione contro le principali patologie che affliggono la popolazione. Qui vi sono anche sale riunioni poiché si lavora in équipe, con personale specializzato e qualificato. Ma vi si troveranno anche punti di ascolto, centri antiviolenza ad esempio, così come spazi fisici di dialogo con le Associazioni del settore. Oltre all’assistenza farmaceutica vengono garantiti altri servizi, quale quello soprattutto della tele-salute. L’obiettivo è continuare a curare i pazienti da casa, gestendo in particolare le malattie croniche o degenerative. In teoria dovrebbero essere funzionali 12 ore al giorno, partendo dalle 9 iniziali eventuali, con tutti i servizi di base essenziali garantiti, ma con la possibilità poi di integrare altri “moduli aggiuntivi”, ovvero tutti quei servizi richiesti e di cui c’è necessità.

Ciò significa, come ha sottolineato Dino Gasparri (assessore alle Politiche Sociali del Municipio VII di Roma), costruire una “rete socio-sanitaria di stampo assistenziale con cui dare risposte socio-sanitarie tramite un’integrazione e un’interazione al cui centro vi sia la persona. Interazione che si traspone in flessibilità”: ovvero, quello della Casa della Salute non è un modello fisso, ma va modellato, inserito ed adattato nella ed alla realtà territoriale in cui sorge, con le sue fragilità, emergenze e criticità che vanno tenute in considerazione. Per questo occorre “sinergia nel mettere in comune le professionalità e le intelligenze di ognuno”.

La Casa della Salute, ha aggiunto Giorgio Cerquetani (della Cabina di regia del Servizio Sanitario Regionale), rappresenta “lo spostamento dall’ospedale al territorio, dove si individua questa struttura intermedia che permette minori di costi dei servizi e delle prestazioni mediche, garantendo la stessa qualità. Perciò è tanto più importante intercettare i malati cronici per passare dalla medicina di attesa a quella di iniziativa. Cercando di lavorare in modo orizzontale, collaborando e cooperando tutti, invece che verticale”.

Infine, ha proseguito Carlo Saitto (Direttore Generale Asl RM C), è centrale il tema della sanità digitale, che si vuole mettere in atto nella Casa della Salute, in cui vi sia un sistema di costruire una piattaforma su cui registrare tutte le informazioni per monitorare l’andamento delle terapie e delle patologie, potendo variare così le cure nel modo giusto. Nelle conclusioni affidate alla consigliera Petrangolini, si è evidenziata l’importanza che siano luoghi accoglienti e confortevoli, che invitino i pazienti a recarvisi, anche se l’auspicio è che sia solamente per cicli di cure o piccole emergenze, per il resto il malato sarà seguito da casa.

Barbara Conti

Padre Pio di Bracciano: contro-proposta alla riconversione

Il Comitato in difesa del nosocomio avanza una riqualificazione dinanzi alla proposta “inaccettabile” mossa dalla Regione.

Il Comitato per la difesa del Padre Pio prova la carta del rilancio. Più posti letto e una chance di riqualificazione. La palla adesso, anzi il paziente, alla cabina di regia della Regione Lazio. Questione economica, siamo tutti numeri. Questione di rimpalli politici. Questione di buchi neri nella coscienza della società. Chi pensa alle reali ricadute? Chi decide e come? Padre Pio di Bracciano, unico nosocomio per oltre venti comuni e per una bacino di circa 200mila abitanti. Un destino di lotte intestine tra poteri all’ultimo taglio, dimenticatoio della Asl Rmf, ora ospedale fantasma.

Eppure anche e soprattutto una “cerniera” indispensabile per il territorio. Che sta sopravvivendo a fatica alla privatizzazione della sanità, alla migrazione verso la sempre più ingolfata Capitale, alla decurtazione di risorse. Al decreto n. 80/2010 emanato dalla ex Commissaria ad acta Polverini, che disegnava una riconversione in punto di primo soccorso che metteva in ginocchio la sanità locale. Già di fatto piagata da una gestione poco trasparente delle risorse, dalla mancanza di (ricambio del) personale, distribuito senza equanimità tra le strutture, da una latitanza di una pianificazione sociale, civile e finanziaria mirata per ciascuna area.

Il Consiglio di Stato congelava il decreto 80. La giunta Zingaretti insediatasi nel 2013 e il neo vicecommissario ad acta della Regione Lazio Alessio D’Amato avanzavano quindi un piano operativo nei confronti della struttura braccianese che nella sostanza replicava le direttive di “rientro” della Polverini. Nell’ottica del risparmio nei confronti di ospedali scarsamente produttivi. Dopo un incontro con i vertici regionali nella suddetta cabina di regia del SSR, il comitato per il Padre Pio, rigettata la proposta della Regione, ha elaborato una contromisura, sostenuto dal comune di Bracciano e dagli altri comuni del comprensorio, pur assenti alla conferenza stampa del 23 giugno indetta per illustrare il programma stesso.

Il piano operativo regionale, giudicato come “insultante” da Mauro Negretti, portavoce del comitato, lavoratore del Padre Pio e consigliere comunale di Bracciano, prevedrebbe una riduzione a 30 posti letto totali (dagli attuali 58 effettivi). Fatto inammissibile tanto per il comitato quanto per il sindaco Sala, intervenuto il 23, e per il primario di medicina del Padre Pio,  il Dott. Caianello, che pretende dalle amministrazioni una lotta decisa verso provvedimenti che relegano la provincia alle retrovie. Nella proposta del comitato i posti letto dovrebbero diventare 88 totali, di cui 40 per l’area medica, 36 per l’area chirurgica e 8 per il day hospital. Per un costo inferiore al milione di euro.

Un investimento che la Regione dovrà considerare e che dalle prime stime del comitato, farebbe scendere il disavanzo costi/ricavi che grava sul nosocomio (dal 55% al 72% il rapporto) in modo più efficiente rispetto allo stesso piano regionale. Cifre che certo vanno verificate. Ma che risultano come la prima luce in un tunnel in cui il segnale rosso degli 0,5 posti letto/abitante della Asl Rmf diverrebbe realtà con la riduzione dei posti letto del Padre Pio. Una contraddizione per un’area così vasta già dissanguata. Dall’imponenza dell’ospedale di Civitavecchia, dal lassismo di alcuni amministratori, dalla miopia regionale. In una Regione che potrebbe ricevere 400milioni in più dallo Stato dopo la rilevazione Istat della popolazione laziale. Mentre il sindaco Sala ha inviato una diffida al direttore della Asl Rmf al prendere provvedimento affrettati e non giustificati “che apportino modificazione all’attuale organizzazione dell’ospedale Padre Pio e alle prestazioni medico-sanitarie, nel rispetto della sentenza del Consiglio di Stato n. 0342/2012”, appellandosi contestualmente al Presidente della Repubblica Napolitano, i cittadini si preparano alla mobilitazione. Scritta, per strada, sui media, alle porte di una Regione che dovrà ascoltare.

Sarah Panatta

Oriolo: svelati retroscena degli affreschi di Palazzo Altieri e degli artisti che li crearono

Il Palazzo Altieri di Oriolo Romano da sempre ha affascinato per il patrimonio artistico che racchiude: non solo la Galleria dei Papi (recentemente ristrutturata), ma anche i pregevoli affreschi. Non sempre, però, il visitatore ne riesce a cogliere l’alto valore, oppure tutta la dinamica anche storica che si cela dietro ogni dipinto, ogni ritratto, ogni quadro ed ogni affresco che adornano le numerose sale del Palazzo, dove sono molteplici le conferenze che vi vengono organizzate, richiamando un vasto pubblico anche da fuori il paese e dunque non prettamente od esclusivamente oriolese. Una di queste è stato l’incontro che si è tenuto domenica 15 giugno con lo studioso Michele Nicolaci (dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma). L’oggetto della conferenza è stata una spiegazione storico-artistica su “Onofrio Santacroce e gli artisti. Novità su Giovanni Baglione, Francesco Bassano e Antonio Maria Panìco dal carteggio Santacroce presso l’archivio Orsini (1595-1600)”.

Al di là della lunga dicitura, l’obiettivo è stato quello di spiegare i rapporti che hanno legato i Santacroce, in particolare Onofrio, ad altre potenti famiglie dell’epoca (i Farnese ed i Mattei) tramite un’arte molto in voga a quel tempo: quella della committenza di opere artistiche per acquisire prestigio, fama e farsi conoscere. Oltre che tramite matrimoni combinati che legavano in maniera ancora più stretta i nuclei familiari, come ben visibile dall’albero genealogico illustrato durante la conferenza. Come gli artisti solevano un po’ copiarsi e riprendersi tra di loro, anche i più importanti feudatari di quegli anni cercavano gli stessi artisti che avevano committenze presso altre famiglie di spicco. Quello che è particolare notare, però, soprattutto per quanto riguarda Onofrio Santacroce, è che egli strinse rapporti più profondi con gli artisti con cui interagì, quasi di amicizia, di stima e di rispetto reciproci. E fu molto più che un semplice committente, diventando spesso anche mediatore ed intermediario per gli artisti stessi con terzi. Tutte notizie che possiamo ricavare, sebbene il rapporto di Onofrio con alcuni degli artisti sopra citati fosse già noto, che ci vengono confermate e a cui aggiungiamo qualche preziosa informazione in più grazie alle lettere ritrovate presso il noto Archivio Orsini (1595-1600). Si tratta, precisa Nicolaci, di circa 900 lettere in 50 anni, alcune anche di difficile interpretazione, ma sicuramente di rilevante fascino artistico, storico e letterario.

Innanzitutto, è bene sottolineare di non dover confondere i Santacroce di Vejano con la famiglia potente di Roma. Per quanto riguarda gli artisti con cui è entrato in relazione Onofrio Santacroce, sicuramente Giovanni Baglione (1573-1643) è quello che più incuriosisce. Baglione o Baglioni, a volte si firma in maniera diversa, “è il più noto di tutti gli artisti –ha spiegato Nicolaci- per motivi che prescindono dalla sua biografia; egli, infatti, tace molto in merito alla sua vita, falsificando le notizie che la concernono e celando spesso informazioni sulle sue origini. Sicuramente frequenta Paul Bril, nelle grazie dei Mattei, e ciò è visibile nella sua espressione artistica e nelle forme e figure dei suoi quadri”. Nelle epistole scambiate con Onofrio, gli vengono commissionate due opere: una tavola d’altare di “San Giuseppe nunziato dall’angelo” alta 14 palmi per circa 130 scudi; e un ritratto di Paolo Santacroce. Occorre tenere presente che il Baglione è stato l’acerrimo nemico del Caravaggio. Tanto che quest’ultimo, insieme a Orazio Gentileschi, Ottavio Leoni e Onorio Longhi, compose due poemetti satirici ai danni dello stesso Baglione e del suo amico e collega pittore Tommaso Salini; dando dell’“incompetente” al primo e definendolo “il vituperio della pittura”. In realtà, nonostante il suo distacco dalla maniera del Caravaggio, Baglione riscosse molto successo presso l’alta società e le alte istituzioni quali la Chiesa. Ottenendo persino il Cavalierato di Cristo, carica di cui vennero insigniti solamente pochi artisti, come attesta il suo quadro del 1606: “Cavaliere dell’abito di Cristo”. Tra le sue opere più famose c’è “San Filippo, Offerta dei vasi fatta da Costantino a Silvestro” nel transetto di San Giovanni in Laterano (1600), avvenuta durante il suo apprendistato, in ambito tardomanierista, presso il pittore fiorentino Francesco Morelli.

Anche per quanto concerne gli affreschi di Oriolo, infatti, grande difficoltà destano la datazione degli stessi, ma soprattutto la loro attribuzione. Non è scartata l’ipotesi che più che del Baglione fossero del maestro Morelli e della sua bottega, dove facevano scuola diversi artisti, ognuno specializzato in un ambito e con le sue caratteristiche peculiari. Bassano (1549-1592), invece, noto per la realizzazione nel 1574 de La predica di San Paolo e nel 1577 della Circoncisione, fu impegnato anche nella ricostruzione di Palazzo Ducale a Venezia nel 1580. Pare sia morto suicida. Infine, di Antonio Maria Panìco (1560-1630) sappiamo che realizzò delle pitture che decorano l’interno della Chiesa di S. Anna, conosciuta anche come S. Maria della Cavarella, a Farnese. E due quadri, un’Annunciazione e una Presentazione del Bambino al tempio, che dovevano essere collocate in due dei sei scomparti delle pareti laterali, purtroppo andati perduti. Nelle decorazioni all’interno della Chiesa sono rappresentati degli episodi di carattere sacro della vita della Madonna (la Nascita, la Dormitio Virginis, l’Assunzione), simboli esoterici legati alla scienza alchemica, i cui significati sono comprensibili solo ad un ristretto nucleo di iniziati, del quale lo stesso Panico doveva sicuramente far parte.

Barbara Conti

Cerveteri, in corso interventi contro zanzara e zanzara tigre: istruzioni da seguire

L’Assessore Mundula: “fondamentale collaborazione dei Cittadini. Giardini non curati e ristagni d’acqua influiranno negativamente sugli interventi”. Durante i trattamenti, finestre chiuse e massima attenzione verso gli animali.

Ha preso il via, con l’intervento nei territori del Sasso, Due Casette e nelle zone di Gricciano e Centocorvi, la seconda fase del processo di disinfestazione dalla zanzara e zanzara tigre che si concluderà giovedì 26 giugno.
“Gli interventi sono a cura della Società SOGEA S.r.l. – ha spiegato Andrea Mundula Assessore all’Organizzazione e Tutela del Territorio – è bene però precisare che anche se gli interventi vengono svolti seguendo tutti gli accorgimenti del caso, la disinfestazione da sola non riesce a risolvere il problema delle zanzare. L’efficacia degli interventi sulle strade pubbliche può essere limitata su focolai eventualmente presenti nei giardini o sui terrazzi privati e nei pressi delle piscine condominiali. Per questo è necessaria la collaborazione dei Cittadini: giardini non curati, sottovasi e ristagni d’acqua sono habitat ideali per la zanzara”.
“Gli interventi – ha detto Mundula – proseguiranno questa notte a Valcanneto, Ceri, I Terzi, Borgo San Martino e Quartaccio, mercoledì 25 a Cerveteri, località San Paolo e Tyrsenia incluse e giovedì 26 Cerenova e Campo di Mare. Durante i trattamenti si raccomanda di tenere chiuse le finestre, non esporre all’esterno generi alimentari e indumenti e di salvaguardare gli animali domestici, tenendo al riparo loro e il loro cibo. I trattamenti verranno effettuati tra le ore 23:30 e le ore 05:00. Informazioni o segnalazioni ai numeri 06.89.630.272 e 06.89.630.279

Giovanni Lindo Ferretti al Tuscia in Jazz

Dopo Omar Sosa e Rossana Casale il Tuscia in Jazz Festival annuncia un grande evento. Ad aprire il festival estivo, il 23 luglio, sarà uno dei musicisti più rappresentativi della storia della musica italiana, Giovanni Lindo Ferretti. Con questo concerto il Tuscia in Jazz apre un edizione dedicata alla ricerca e alla contaminazione. Infatti nel 2014 il programma, fermo restando la tradizione e il jazz più d’avanguardia, prevede una serie di concerti di musica d’autore e trasversale.

Giovanni Lindo Ferretti (Cerreto Alpi, 9 settembre 1953) è un cantautore, scrittore, attivista e attore italiano, noto soprattutto per essere stato cantante e paroliere nella band CCCP Fedeli alla linea e nelle sue successive reincarnazioni (CSI, PGR). È considerato uno dei padri del punk italiano, nonché uno degli artisti più originali e significativi nell’Italia del secondo dopoguerra. Dopo gli studi e dopo aver lavorato cinque anni come operatore psichiatrico, decide di abbandonare l’Emilia e di viaggiare per l’Europa. A Berlino incontra Massimo Zamboni, con il quale nel 1982 fonda i CCCP Fedeli alla linea, ampiamente considerati uno dei più importanti gruppi italiani degli anni ’80. Scioltisi nel 1990, nel 1992 sempre con Massimo Zamboni ed assieme al nucleo dei primi Litfiba, fonda invece il Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI), scioltosi nel 2000. Con alcuni ex-componenti dei CSI (Giorgio Canali e Gianni Maroccolo), Ferretti fonda i PGR (Per Grazia Ricevuta) direzionandosi soprattutto verso la musica sperimentale. Con l’uscita nel 2009 dell’album Ultime notizie di cronaca i tre dichiarano lo scioglimento del gruppo. Nel 2000 ha pubblicato il resoconto del viaggio effettuato in Mongolia con Massimo Zamboni, nel libro scritto a quattro mani In Mongolia in retromarcia. Nel 2002 guarisce da un cancro alla pleura da cui era affetto. Dal 2002, dopo l’album solista Co.Dex, è anima del progetto PGR. È del 2003 l’album Iniziali: BCGLF tratto dall’omonimo spettacolo messo in scena con l’aiuto del regista Giorgio Barberio Corsetti e lo scenografo Cristian Taraborrelli. Nel 2004 ha pubblicato in coppia con Ambrogio Sparagna l’album Litania che accanto alle preghiere tradizionali propone frammenti del repertorio dei CCCP e dei CSI. Nel 2005 ha portato in giro per l’Italia gli spettacoli Falce e Martello. Falciati e martellati. Requiem per una civiltà con Ambrogio Sparagna e Pascolare parole, allevare pensieri con Lorenzo Esposito Fornasari, Raffaele Pinelli e Ezio Bonicelli. Il 2006 lo ha visto impegnato nel tour Ripasso / Ribassi – Saldi, fino ad esaurimento scorte con i PGR. Nel 2007 a seguito della pubblicazione del suo primo libro Reduce nel quale descrive la sua nuova poetica esistenziale attraverso una biografia fitta di memorie d’infanzia, poesie e anatemi sulla società contemporanea, propone un nuovo tour di uno spettacolo omonimo, con la stessa formazione di strumenti di “Pascolare”. Nel 2008 ha ridotto al minimo i suoi impegni per assistere i suoi familiari, pur continuando a scrivere, a tenere concerti, a comporre con Gianni Maroccolo e Giorgio Canali brani dei PGR, a presentare letture in teatro, seguire giovani autori e partecipare a iniziative di carattere culturale e religioso oltre a eventi che hanno per soggetto le sue più grandi passioni: la storia dell’Emilia, i cavalli, la Resistenza, l’Appennino tosco-emiliano. Nel 2011 ritorna sui palchi italiani con il tour “A cuor contento” presentando un repertorio ampio che abbraccia i trent’anni della sua carriera, a partire dai CCCP Fedeli alla Linea, passando attraverso CSI e PGR fino ad arrivare agli ultimi progetti solisti. In scaletta anche alcune canzoni mai eseguite dal vivo, come quelle di Co.Dex.(1999) e dell’ultimo disco dei PGR, Ultime notizie di cronaca (2009). Sul palco con lui: Ezio Bonicelli e Luca A. Rossi, entrambi ex componenti degli Ustmamò. Artisticamente si può considerare uno dei padri del punk italiano (“punk filo-sovietico e musica melodica emiliana”), e con i CCCP punto di riferimento per il mondo della musica alternativa in Italia. La storia dei CCCP-CSI segna una tappa decisiva nel rock italiano.

L’ingresso al concerto sarà di euro 15 + euro 2 prevendita. I biglietti sono acquistabili online su www.ciaotickets.com presso l’Ufficio Turistico di Via Ascenzi a Viterbo, la Tabaccheria Scialanca in piazza Vittorio Emanuele di Ronciglione e l’Agenzia il Grillo Viaggiante di Bagnoregio. Info 393 9511130

Scaletta concerto 23 luglio 2014:

PONS TREMOLANS
AMANDOTI
TU MENTI
TOMORROW
MI AMI?
OH! BATTAGLIERO
AND THE RADIO PLAYS
RADIO KABUL
POLVERE
OCCIDENTE
CUPE VAMPE
ANNARELLA
DEL MONDO
CANTO EROICO
MORIRE
BARBARO
PER ME LO SO
IRATA
OMBRA BRADA
EMILIA PARANOICA
UNITA’ DI PRODUZIONE
SPARA JURIJ

 

Dal 27 al 29 giugno Sagra delle fettuccine paesane a Canale Monterano

locandina fett2Dal 27 al 29 giugno a Canale Monterano si terrà la X° Edizione della Sagra delle Fettuccine Paesane.

Organizzata dall’Associazione culturale Contrada Casenove, la sagra sarà un’occasione per degustare in allegra compagnia gustosi e tradizionali piatti.

Tutte le fettuccine all’uovo “come  na vorta”, sono rigorosamente fatte a mano, così come le facevano le nonne di Canale Monterano che hanno tramandato quest’arte alle donne della Contrada.
Preparate in diversi tipi e con sughi che meglio si sposano con questa pasta, vi faranno rivivere i sapori di una volta, ma non solo: potrete degustare anche altri piatti della tradizione Canalese: trippa, lumache, cinghiale, salsicce alla brace e tanto altro.  Tavoli al coperto di tensostrutture e  possibilità di prenotare il tavolo.
In più: esposizione prodotti tipici locali, mercatino e musica dal vivo.

 

locandina fett 1Date: 27, 28 e 29 giugno 2014
Orari: dalle 19.30  Apertura Stand
Sabato e Domenica anche a pranzo
Dove: Canale Monterano (RM) P.zza Caduti di Nassiriya/Ostello
Info e prenotazioni: 331.3959857

Regione Lazio: 100 mila euro per sicurezza e legalità

La I Commissione del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Baldassarre Favara, ha dato parere favorevole a una delibera di Giunta con cui si stanziano 100mila euro a favore di iniziative individuate dall’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio.

Il provvedimento è stato illustrato dall’assessore regionale alle Pari opportunità, Autonomie locali, Sicurezza, Concettina Ciminiello, la quale ha spiegato che la delibera attua alcune disposizioni contenute all’articolo 8 della legge regionale 5 luglio 2001, n. 15 “Promozione di interventi volti a favorire un sistema integrato di sicurezza nell’ambito del territorio regionale”.

In particolare, le risorse verranno utilizzate per finanziare 6 progetti proposti dall’Osservatorio, individuati secondo i criteri dei commi 4 e 4-ter della legge 15/2001:
1) Ricerca sulla presenza delle mafie nel Lazio (massimo 25.000 euro, da affidare a Ente / Università / Centro di ricerca / Fondazioni con competenza in materia di criminalità organizzata);
2) Elaborazione di una mappa del rischio che individui le zone del territorio regionale più esposte ai fenomeni della criminalità e Ricerca sui dati e tendenze relative alle diverse fattispecie di reati (massimo 15.000 euro, da affidare a Ente / Università / Centro di ricerca / Fondazioni con competenza in materia di criminalità e indagini sociali);
3) Ricerca su vecchie e nuove strategie imprenditoriali della criminalità organizzata nel Lazio – Focus riciclaggio (massimo 10.000 euro, da affidare a Ente / Università / Centro di ricerca / Fondazioni con competenza in materia di criminalità e indagini sociali ed economiche);
4) “Legalidea” – Concorso per le scuole secondarie superiori su legalità e cittadinanza consapevole (massimo 15.000 euro, in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale e Commissione parlamentare Antimafia);
5) “Stati generali contro le Mafie nel Lazio” (massimo 30.000 euro);
6) Evento sul bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri (massimo 5.000 euro).

Raccolta porta a porta Ladispoli: proseguono gli incontri informativi e la distribuzione del kit

L’Amministrazione comunale ricorda che sono stati organizzati quattro incontri pubblici per illustrare alla cittadinanza la raccolta differenziata porta a porta che nelle zone Campo Sportivo, Palo Laziale, Marina di San Nicola e nelle campagne partirà il 1 luglio.

Più in particolare per la zona di Palo Laziale l’appuntamento è per mercoledì 25 giugno presso la palestra di via del Ghirlandaio, per le campagne il 26 giugno presso il ristorante La Reggia in via dell’Acquedotto, per Marina di San Nicola il 27 giugno presso la sede del Consorzio Marina di San Nicola e, infine, per il Campo Sportivo, il 30 giugno presso la sede della Polizia Locale in via delle Azalee. Tutti gli incontri pubblici sono fissati per le ore 18. Inoltre sono stati organizzati quattro punti informativi per i cittadini che si terranno, dalle ore 10 alle 13, il 7 luglio a Marina di San Nicola in piazza dell’Orsa Maggiore, l’8 luglio in via delle Azalee presso l’uscita del sottopassaggio ferroviario, il 9 luglio in via Palo Laziale presso il supermercato Eurospin e il 10 luglio nuovamente in via delle Azalee presso l’uscita del sottopassaggio.

Dal 13 giugno è possibile ritirare il kit necessario per la raccolta differenziata porta a porta. La distribuzione che si svolgerà il 27, 28 e 29 giugno si terrà dalle 9 alle 19 presso il Consorzio di San Nicola per la zona San Nicola, in piazza delle Sirene per Palo laziale, in via dei Narcisi presso la casetta dell’acqua per il Campo Sportivo e presso l’ex scuola Boietto per le campagne. Dal 18 giugno è possibile ritirare il kit anche presso il Centro di Raccolta Comunale in via degli Aironi tutti i mercoledì dalle ore 9 alle 13. Per ritirare il kit occorre presentarsi con la tessera sanitaria dell’intestatario dell’utenza della tassa dei rifiuti.

Oriolo: duplice appuntamento con la III Sagra dell’Acqua cotta e la XIX Festa dello Sport

Sport ed enogastronomia per quattro giorni ad Oriolo Romano, con due eventi che ormai sono diventati appuntamento fisso per paesani e non, richiamando molta gente anche da fuori, per una partecipazione sempre soddisfacente. Stiamo parlando della Terza Sagra dell’acqua cotta a chilometro zero e della XIX Festa dello Sport.

Iniziato il tutto nel weekend di sabato 21 e domenica 22 giugno, le altre due date da tenere a mente, invece, sono quelle del fine settimana successivo del 28 e 29 giugno. Si è partiti alla grande con il memorial Rossi nel quadrangolare di calcio e si proseguirà col noto trofeo dei Rioncini, molto tipico di Oriolo, in chiusura il 29 giugno. E, sempre in ambito di sport, per rispondere alla partita di calcio giovanile Scansano-Polisportiva Oriolo del mattino del 22 giugno, il 28 ci sarà (oltre al raduno Old Rugby) il triangolare di pallavolo. Rimanendo in tema di raduni, imperdibile quello alle ore 13 del 22 di auto d’epoca a cura del Club auto storiche Anguillara, che molta curiosità ed attenzione ha destato già dallo scorso anno. Dunque per chi avesse perso una delle ‘due giorni’ può recuperare tranquillamente nell’altra, pressoché speculare possiamo dire. Non è mancata neppure la musica con l’intera serata del 22 dedicata ad un’esibizione di Zumba a cura della Tony Dance. E poi tanto ballo con Cristian. In più, novità del 2014, per sottolineare l’universalità del calcio, verrà allestito un maxischermo per proiettare gli ottavi di finale dei Mondiali del Brasile in modo che tutti possano seguire questo importante evento sportivo.

Un connubio riuscito grazie ad un sistema che permette l’autofinanziamento del sodalizio. Si è scelto questo piatto dell’acqua cotta poiché è un prodotto tipico della Tuscia viterbese. Si tratta di una zuppa di verdure (raccolte direttamente in campagna), che costituivano il pranzo tipico dei butteri quando si trovavano in aperta campagna a seguito delle mandrie, condite con un po’ di olio, sale ed accompagnate da pane di grano duro. Oggi l’acqua cotta esiste in differenti varianti personalizzate a livello locale: dalle più semplici ricette a quelle più complesse con l’uovo o il baccalà addirittura. Elemento tipico sono gli aromi (come la mentuccia) utilizzati per dare un sapore suggestivo a questo piatto salutare. Ed a proposito di sana alimentazione (ma anche sana competizione si spera), dietro l’organizzazione di questo duplice evento vi è proprio una motivazione sportiva come invito agli atleti a sostenersi con prodotti naturali. Oltre a quella culturale legata al territorio della Tuscia ed alla tradizione contadina, per invitare a ritrovare le proprie origini e a riscoprire il luogo in cui si vive e si abita, a partire dai prodotti tipici e più antichi. Infine quella politico/ecologica legata ad Oriolo Romano: essendo uno dei Comuni “Ricicloni” italiani e fortemente impegnato sul piano ecologico, quale migliore argomento di un piatto che si può fare con ciò che trovi spontaneamente in campagna? Ricordiamo anche il noto mercato contadino che qui si svolge dei prodotti appunto a chilometro zero.

Barbara Conti

Riconversione Ospedale Bracciano: il sindaco Sala si appella a Napolitano

In difesa dell’ospedale Padre Pio di Bracciano, contro la paventata chiusura che si profila in questi giorni, il sindaco di Bracciano Giuliano Sala ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in merito alla “situazione molto grave che stanno vivendo i cittadini di Bracciano e di altri sei Comuni del comprensorio”. Una lunga ed articolata lettera nella quale il primo cittadino di Bracciano, tra le altre cose, mette in evidenza la sperequazione nel rapporto tra popolazione e posti letto tra la Al Rm/F e le aziende sanitarie romane.

“Nella ASL RM/F di Civitavecchia dove si trova il nosocomio di Bracciano – scrive Sala nella nota – detto rapporto al momento è pari allo 0,9 posti letto per mille abitanti che, qualora si attuasse la cosiddetta riconversione del Padre Pio con la eliminazione di 40 posti letto per acuzie, passerebbe allo 0.5, molto al di sotto di una soglia minima per garantire una dignitosa risposta al diritto alla salute dei cittadini. E tutto questo si consuma – aggiunge – senza avere il coraggio di tagliare posti letto soprattutto in alcune Aziende Ospedaliere della città di Roma che hanno un rapporto che oscilla tra i 4,5 e i 6 posti letto per mille abitanti.
“L’attuale proposta di riconversione (leggasi chiusura) presentata, – scrive poi il sindaco Sala a Napolitano – prevede l’eliminazione delle specialistiche sanitarie di Ortopedia e Chirurgia dall’Ospedale e viola in modo esplicito gli artt. 7 e 8 del Decreto del Presidente della Repubblica del 27/3/1992, il quale stabilisce che affinché possa esistere il Pronto Soccorso è necessaria la presenza, all’interno dell’Ospedale, delle tre specialità sanitarie di Medicina Generale, Chirurgia e Ortopedia ed i relativi posti letto. In mancanza di tali reparti l’esistenza di un Pronto Soccorso, oltre a violare la previsione normativa citata, rappresenterebbe un rischio per il personale sanitario e potrebbe causare gravi conseguenze per l’utenza”.
Nella nota si fa riferimento anche alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ai Comuni sul mantenimento dell’ospedale. “Per quanto mi riguarda – scrive ancora Sala – continuerò a tenere aperte tutte le porte per un confronto costruttivo, ma non posso evitare di provare una profonda frustrazione per l’impotenza istituzionale che i Comuni del comprensorio della ASL RM F stanno sperimentando sulla propria pelle”.

Per questo pomeriggio è stata indetta una conferenza stampa, alle ore 18 nell’aula consiliare del Comune di Bracciano, per comunicazioni urgenti riguardanti i Piani organizzativi della Regione Lazio sulle ipotesi di riconversione dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano.

Intervengono:
· Giuliano Sala, sindaco di Bracciano
· Mauro Negretti, consigliere delegato alla Sanità del Comune di Bracciano
· Comitato per la Difesa della Salute
e i sindaci del Distretto F2/F3 della Asl Rm/F.