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Ospedale di Bracciano: Presidenza della Repubblica: “norme e parametri vanno rispettati”

La risposta alla lettera inviata dal sindaco Giuliano Sala sulle ipotesi di riconversione.

“Siamo soddisfatti della risposta della Presidenza della Repubblica. Ero a conoscenza che le attribuzioni del Capo dello Stato non consentono di entrare nel merito ma rimane significativo il passaggio in cui si scrive che “le scelte della Regione Lazio debbono rispettare le norme e i relativi parametri individuati chiaramente dalla normativa nazionale” da me citata.

Così il sindaco di Bracciano Giuliano Sala commenta la nota del 25 luglio 2014 con la quale il consigliere del presidente della Repubblica per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali Giancarlo Montedoro, risponde alla lettera da lui inviata al Capo dello Stato sulle ipotesi di riconversione dell’ospedale Padre Pio.

“Mentre prosegue una equilibrata mobilitazione – sottolinea il sindaco Sala – attendiamo che l’approvazione dei programmi operativi sulla sanità presentati dalla Regione Lazio al ministero competente possano essere inseriti in nuovo decreto commissariale che dovrà necessariamente essere emesso in sostituzione o in modificazione del Decreto 80. A quel punto conosceremo nei dettagli – commenta Sala – gli intendimenti del commissario Zingaretti sull’ospedale di Bracciano e potremo valutare se ritenerci soddisfatti o proporre un nuovo ricorso. Ribadisco la disponibilità, anche nel mese di agosto, ad un eventuale confronto sulla questione che possa riallacciare un filo di consultazione e soluzione”.

Il consigliere Montedoro conclude la sua risposta scrivendo che “in considerazione della rilevanza del problema”segnalato al Capo dello Stato, la nota del sindaco è stata trasmessa alla Regione Lazio e al Ministero della salute per le iniziative che riterranno opportune.

Trevignano: sabato 2 agosto visita guidata del cielo stellato

Trevignano Romano, sabato 2 agosto. La Tenuta Borgo del Mastro, sulle colline alle spalle di Trevignano Romano, organizza una serata all’insegna dell’astronomia intitolata “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Buon cibo, buon vino e un astronomo per aiutarci a vedere e riconoscere le costellazioni che, lontano dalle luci della grande città, appaiono più nitide e brillanti. Forse in questa strana estate ci scapperà anche una stella cadente in netto anticipo!

Per maggiori dettagli e prenotazioni www.borgodelmastro.com

Trevignano Romano, via Monte del Mastro,2

sabato 2 agosto, a partire dalle 20:00

 

Anguillara: progetto Sprar Casale “Il Vigneto”

Il sindaco Francesco Pizzorno incontra gli operatori del Centro di accoglienza rifugiati.

Giovedì 31 luglio, alle ore 11, il Sindaco di Anguillara Sabazia Francesco Pizzorno e l’Assessore alle Politiche sociali Mochi hanno visitato durante un incontro il Centro d’accoglienza del Casale “Il Vigneto”, presso via di Tragliatella 495. Il Centro ha aperto a fine maggio 2014 e in due mesi è stato fatto davvero molto. La finalità dello Sprar (Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo ed i Rifugiati) è di portare avanti un progetto individuale con i beneficiari, di fornire gli strumenti per la gestione della propria vita, sotto il profilo legale, sanitario, amministrativo e dell’istruzione, facendo emergere quelle competenze pregresse, potenziandole grazie al lavoro di rete con le istituzioni territoriali e con la società civile.

Altro elemento cardine del progetto Sprar è gettare le basi per una più solida ricerca lavorativa e alloggiativa, una volta decorsi i tempi dell’accoglienza. La struttura attualmente accoglie 40 ospiti di sesso maschile provenienti da 15 diverse nazioni, con un’età media di 30 anni. Non si tratta di primi sbarchi ma di persone già presenti nel territorio che in base al filtro del Comune di Roma vengono inviate in strutture come queste. Fin dal primo momento dell’ingresso degli ospiti in struttura, si è provveduto ad analizzare la loro posizione giuridica sul territorio italiano. Sono state fornite tutte le informazioni utili a sostenere lo svolgimento delle pratiche per il rilascio del documento, aiutando ciascun ospite, tramite colloqui mirati ed individuali, a prendere coscienza del proprio percorso migratorio da un punto di vista legale. In particolar modo l’équipe del centro sta provvedendo a fissare degli appuntamenti per aiutare gli ospiti che hanno presentato istanza per il riconoscimento della protezione internazionale a sostenere l’audizione presso la Commissione Territoriale che esaminerà la loro richiesta.

Il sostegno fornito non si limita alla fruizione delle informazioni ma anche a contenere e canalizzare verso mete positive, gli stati emotivi e psicologici di tensione che i ragazzi si trovano a dover affrontare a seguito delle loro spesso traumatiche vicende di vita e difficoltà di adattamento che trovano nel contesto territoriale ospitante. Per gli ospiti che invece sono già in possesso di regolare permesso di soggiorno, sono state fornite tutte le informazioni necessarie al rilascio del passaporto o del titolo di viaggio. I ragazzi partecipano alle lezioni dal lunedì al giovedì dalle ore 09:00 alle 11:00. La lezione ha sempre una modalità comunicativa e funzionale, in modo da garantire la capacità di contatto con le persone di lingua italiana. Gli allievi, infatti, nella maggior parte dei casi, hanno una conoscenza limitata della lingua italiana ed hanno difficoltà nella comprensione e nella produzione orale e scritta, molti non sono scolarizzati.

Il centro, oltre ad essere immerso nel verde e costeggiato da vigne, è dotato di un ampio spazio funzionale alle attività di gruppo. Grazie alla presenza di un campetto da calcio, i ragazzi hanno spazio per divertirsi e socializzare con le persone della zona: mercoledì 16 giugno è stata infatti organizzata una partita con il gruppo G.A.S. (Gruppo di Acquisto Solidale) presente sul territorio. All’interno della struttura è presente anche un orto didattico in cui viene tenuto un corso di Agricoltura da un esperto del settore, finalizzato alla formazione e all’acquisizione di competenze utili e spendibili per la ricerca di un lavoro.
“I centri di accoglienza, se ben organizzati, se forniscono lavoro e si rivelano strutture adeguate – dichiara il sindaco Francesco Pizzorno – sono strumenti importanti per favorire l’integrazione, occasioni di lavoro, arricchimento e crescita culturale”.

Il Coordinatore della struttura Marco Bono: “Speriamo di lasciare attraverso il nostro lavoro e la nostra passione a chi esce da qui, è fornire gli strumenti per gettare le basi per l’integrazione, la capacità di gestire la vita quotidiana nel nostro Paese e la ricerca di lavoro individuale. Questi sono i presupposti sui quali si lavora. Siamo aperti al territorio per volontari e per attività quali partite di calcetto, pallavolo, basket, ping pong, bigliardino. L’idea è quella di costituire un centro aperto, che possa diventare col tempo un punto di riferimento per gli abitanti. Chiunque volesse dare il proprio contribuito, può contattarci al seguente indirizzo: sprar.ilvigneto@gmail.com”.

Alessia Rabbai

Area metropolitana. Minnucci: No a vecchie logiche di contrapposizione Città-Provincia

“Personalmente ritengo che per una discussione valida e proficua sull’area metropolitana di Roma, il Partito Democratico debba uscire dalla vecchia logica di contrapposizione Città-Provincia e iniziare a pensare realmente a come riorganizzare sia a livello istituzionale che politico la nuova Città Metropolitana.

La discussione sull’Area metropolitana non può infatti essere ridotta ad una questione di nomi e poltrone, ma deve essere all’altezza della sfida che ci troviamo davanti.

Rinnovare il dualismo Città-Provincia non giova a nessuno.

In questo solco si inserisce anche la necessità di costituire una Federazione unitaria del PD metropolitano in grado di adeguarsi ai nuovi assetti istituzionali.”

Così l’on. Emiliano Minnucci (PD) in merito al documento sull’area metropolitana approvato dall’ultima direzione del Pd della Provincia di Roma.

“Casalandia”: un’alternativa ai centri estivi

Chiudono le scuole e inizia una lunga e interminabile estate per le famiglie. Spesso i genitori si organizzano in mille modi per “sistemare” i loro figli presso ludoteche, centri estivi o affidandoli a babysitter. Il conto alla rovescia è iniziato. Quest’anno siamo partiti da meno cento.
Andando in giro mi trovo circondata da molti volantini pubblicitari che propongono attività variegate. Alcuni centri sono specializzati in attività sportive. Poi ci sono gli english summer camp che offrono l’opportunità di imparare una lingua straniera con l’aiuto di tutor inglesi. Inoltre, vi sono i centri estivi che organizzano diverse attività ludiche organizzate, per cui si va dalla caccia al tesoro fra squadre, ai balli di gruppo, ai lavori manuali (pittura, pasta di sale, ecc.) e altro ancora. Per finire in bellezza, ne esistono alcuni che si svolgono all’interno di parchi gioco acquatici o parchi avventura, all’insegna del divertimento, oppure in oasi naturalistiche, con lo scopo di sensibilizzare i bambini verso temi ecologici. E l’elenco potrebbe continuare. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta!
Tuttavia vi sono alcuni problemi di vario ordine.
Prima di tutto i costi. Solitamente una settimana che va dal lunedì al venerdì costa mediamente 100 euro. Per una famiglia media, con due figli, questo non è un problema da poco, visto il lungo periodo di chiusura delle scuole. D’altronde non vi sono finanziamenti da parte dei Comuni o delle Regioni che permettano una riduzione dei costi a carico delle famiglie.
Il secondo problema riguarda la distanza del centro estivo da casa oppure dal luogo di lavoro. A volte i genitori vorrebbero scegliere un tipo di attività estiva o di struttura, a loro avviso, più adeguata per l’età e l’inclinazione dei figli, ma si trovano costretti a “ripiegare” su altre opzioni per via di un’eccessiva distanza. In questo modo il genitore per forza di cosa deve modificare le proprie aspettative o quelle del figlio. Pensiamo al bambino che non è proprio tagliato per lo sport e sarebbe più a suo agio nel praticare lavori manuali o giochi di società, o ancora leggere libri, che si ritrova “intrappolato” in un centro dove al mattino si nuota, poi si gioca a basket e al pomeriggio a tennis! Dubito possa essere un’esperienza gratificante. O il bambino che, al contrario, ha un forte bisogno di muoversi, che è molto agile e atletico, “confinato” in un centro che incoraggia la creatività manuale o le attività musicali. Infatti, non esistono campi estivi che racchiudano o integrino tutte le possibili alternative proposte presso diverse strutture. Come detto prima, ognuno è piuttosto specializzato per alcune attività a scapito di altre. Su questo punto ritornerò a discutere in seguito.
Il terzo problema riguarda gli scopi e gli obiettivi alla base delle attività proposte durante il periodo estivo. In altre parole, a cosa servono i centri estivi e qual è la loro reale funzione? Al riguardo, per quanto ne so, non esiste un’argomentazione approfondita e sistematica.
Come tutti ben sappiamo, il primo obiettivo è di tipo puramente pratico: permettere ai genitori di lavorare durante il lungo periodo di chiusura scolastica. Il secondo obiettivo è quello di permettere al bambino di continuare a socializzare, fare nuove esperienze, creare contesti per nuovi apprendimenti.
Si tratta ovviamente di due obiettivi fondamentali e irrinunciabili, ma che, da soli, non favoriscono uno spazio condiviso tra bambino e genitore come, ad esempio, succede a scuola attraverso incontri con gli insegnanti, i compiti da svolgere a casa, le recite scolastiche, le pagelle ecc. A scuola il genitore si fa un’idea di come il bambino è percepito dagli altri, delle attività che svolge. In altre parole, il genitore ha l’opportunità di seguire il percorso di crescita del figlio pur rimanendo separato da lui diverse ore al giorno.
Al contrario, durante il periodo estivo genitori e figli vivrebbero rari e/o casuali momenti di condivisione. Ciò accade, a mio avviso, perché implicitamente vi è la convinzione che le settimane trascorse presso qualche centro estivo siano da considerare come un periodo di attesa, una mera parentesi, una sorta di limbo dove collocare i bambini fino al momento della riapertura scolastica. Insomma, invece di considerare i centri estivi in una logica di continuità con la scuola, questi sono visti come un momento di frattura rispetto ad essa. Infatti, mentre quest’ultima rappresenta il pilastro dell’educazione, il luogo dove si forma la personalità, dove si studia seriamente, il centro estivo, all’insegna delle attività ludiche, ricreative e sportive, è visto, a mio avviso, come qualcosa di fittizio, senza particolari finalità educative, almeno non esplicite.
Come detto prima, infatti, spesso i centri estivi sono specializzati secondo le attività proposte. Non credo che questa specializzazione sia casuale. La mia idea è che da un lato essa risponde alla logica di mercato che, per massimizzare i profitti, tende a vendere le diverse attività separatamente piuttosto che offrire un pacchetto integrato. Si tratta semplicemente dell’inevitabile conseguenza di una politica di mercato cui si adeguano determinati modelli culturali e educativi per favorire la crescita dei capitali. Da un altro lato, inoltre, questa specializzazione delle attività porta avanti una concezione di bambino ben definita, o sarebbe meglio dire diverse definizioni, tante quanti sono i centri estivi. Così abbiamo il bambino “manuale”, oppure il bambino sportivo, il bambino “acquatico”, quello “ecologico”, il bambino “artistico”, quello “circense” o ancora il bambino “musicale”, ecc. Insomma, tante idee buone, se non eccellenti, la cui integrazione, tuttavia, e non la loro separazione, potrebbe fare la differenza nel trasformare i centri estivi, al pari della scuola, in un pilastro dell’educazione.
Chiaramente non è semplice integrare tante e variegate attività all’interno di un’unica struttura estiva che ospita numerosi bambini. E qui tocchiamo un altro fondamentale punto: i grandi numeri! Anche questa scelta rientra nella solita cultura di mercato di cui noi tutti siamo intrisi, compresa me medesima.
Tendiamo a pensare secondo l’equivalenza: più bambini più introiti, quindi aumento del capitale. Tuttavia il capitale non incrementa le risorse sul piano educativo. Anzi, è gioco forza che di fronte ai grandi numeri, determinati principi educativi, cui i centri estivi dovrebbero ispirarsi, rimangano “soffocati” da necessità pratiche e organizzative.
Quello che vorrei proporre in questa sede, invece, è la seguente idea: se vuoi fare le cose in grande, allora devi pensare in piccolo!
Come? E’ più semplice di quanto può sembrare. Forse qualcuno ricorderà le possibilità ludiche che offriva, un tempo, il cortile sotto casa? Di sicuro non era un ambiente attrezzato, né strutturato e non c’erano animatori. Insomma, non era concepito per fare le cose in grande! Eppure in poche ore i bambini, da soli, sfoderavano una varietà di giochi: corda, campana, elastici, hula hop, biglie, lancio figurine, cerbottana, mosca cieca, guardia e ladri, nascondino, regina reginella, ruba bandiera, palla avvelenata e molti altri ancora. Tutti questi giochi, nel loro piccolo, possiedono importanti caratteristiche: prima di tutto sono “universali”; per esempio la “campana” si è sviluppata in modo indipendente e allo stesso tempo in ogni luogo e contesto socio-culturale. Così, se per esempio un centro estivo ospita bambini di cui uno arabo, uno brasiliano, uno asiatico, uno giapponese, ecc., essi non hanno bisogno di parlare per giocare a campana. Iniziano a conoscersi a partire da ciò che hanno in comune, favorendo, così, l’incontro fra diverse identità culturali.
Inoltre, da sempre, il gioco della campana, come altri giochi di movimento, favoriscono, attraverso l’esercizio, l’evolversi di capacità motorie fondamentali per ogni “cucciolo d’uomo”, come l’equilibrio statico e dinamico, la coordinazione visuo-motoria, la percezione della distanza, ecc.
Posto in questi termini, pensare in piccolo, come il gioco della campana, permette di fare le cose in grande, di abbracciare orizzonti lontani.
Tanto più i giochi saranno semplici, tanto più facile sarà trasformarli attraverso la conoscenza e l’immaginazione. E’ la magia della semplice zucca trasformata in una meravigliosa carrozza e di topolini indifesi in maestosi cavalli.
In particolare, ciò che permette di fare le cose in grande, pensando in piccolo, non sono i giochi in sé o le attività proposte dagli educatori, bensì le conoscenze teoriche in merito allo sviluppo, alla crescita del bambino. Questa è la vera bacchetta magica che permette la metamorfosi.
Nessun gioco o attività può considerarsi “educativo” se pensato o proposto indipendentemente da un esperto in animazione o da un educatore, come nessuna bacchetta è magica senza la sua fatina o il suo mago. In altre parole, per lavorare con i bambini non è sufficiente che questi “ti piacciano”. Ti può piacere un gelato, un film, ma un bambino è tutt’altra cosa, direi una “cosa” molto complessa.
Per questo motivo i grandi numeri non aiutano. Non aiutano i bambini, ma neanche gli educatori. Questi ultimi potrebbero sentirsi più impegnati a tenere occupati i bambini in varie attività e giochi piuttosto che osservare e capire le loro personalità, i loro punti di forza e di debolezza, in modo da adattare i giochi ad essi, ed offrire ai vari bambini diverse opportunità di crescita e di apprendimento.
Ricapitolando, cosa intendo quando dico che “per fare le cose in grande, bisogna pensare in piccolo?”.
Fondamentalmente intendo alcune cose: piccoli gruppi di bambini, utilizzo di materiali poco costosi, grandi conoscenze teoriche e integrazione delle varie attività sportive, musicali, motorie, ludiche, ecc., in un’unica struttura, che permetta di rispettare le singole personalità di ogni bambino. Ma cosa ancora più importante è che la struttura ideale dove realizzare tutto ciò è la casa stessa, possibilmente una casa ampia con giardino e ben organizzata per ospitare bambini di diverse età. Anche se dotata di ampio giardino, è importante organizzare costantemente piccoli spostamenti fuori casa, a piedi, in macchina o con l’autobus. Queste uscite costituiscono una piccola grande risorsa sotto tanti punti di vista. Prima di tutto, il bambino ha l’opportunità di esplorare l’ambiente in cui vive, con le sue risorse e i suoi limiti. Nella mia personale esperienza, mi sono sentita spesso dire da alcuni bambini che in questo centro estivo, presso la mia abitazione, si fanno tante cose che non si fanno in altri! Vivendo ad Anguillara, ho scelto di “sfruttare” le risorse che avevo più a portata di mano. Per esempio, una volta, recandoci in un maneggio abbiamo avuto casualmente l’opportunità di vedere all’opera un maniscalco che stava cambiando i ferri al cavallo. Altre volte, andando al giardino comunale, è stato possibile stringere amicizia con altri bambini e scambiarsi informazioni. Nelle mattinate piovose siamo andati in biblioteca, dove si trova una sala completamente dedicata ai bambini; alcuni vi mettevano piede per la prima volta. Ognuno ha imparato cosa bisogna fare per chiedere un libro in prestito. Un’altra volta siamo andati al Molo a vedere degli intrepidi tuffatori che si buttavano dal pontile. Per caso c’era una palco e così abbiamo improvvisato delle lezioni di teatro centrate sulla presenza scenica e sull’espressione emotiva. Più volte i bambini mi hanno chiesto di ripetere queste “lezioni”. Un’altra volta, ancora, abbiamo fatto una gita per il centro storico di Anguillara, piuttosto sconosciuto ai bambini. Abbiamo trovato dei resti archeologici in Piazza Magnante, conservati sotto una pavimentazione di vetro, siamo andati a visitare il Museo della Civiltà Cittadina e riscoprire, così, le origini e le tradizioni contadine degli abitanti di Anguillara nei primi del ‘900. Insomma, tanti scenari diversi e accattivanti che permettono al bambino di confrontarsi con diverse situazioni e di coltivare un senso di appartenenza a quei posti.
Inoltre, ogni uscita è anche un’occasione per imparare alcune regole su come muoversi. Per esempio, l’importanza di mettere la cintura in macchina, la conoscenza dei segnali stradali, come si attraversa la strada, imparare a non distaccarsi dai compagni, ecc. Inoltre, è possibile organizzare anche mezzi di spostamento alternativi, come il piedibus, ovvero l’andare i giro con una corda, a cui altri possono aggiungersi. E’ un modo per bambini e adulti di recuperare le strade e, quindi, la possibilità di spostarsi anche a piedi.
Insomma, quante possibilità! E questo è quello che si può fare all’esterno dell’abitazione. Nel prossimo articolo descriverò tutte le opportunità che offre un’abitazione e in che modo sia possibile integrare attività diverse tra loro a partire da un singolo gioco. Infine, non mancheranno i compiti estivi!
Buone vacanze a tutti!

Aurora Capogna

Comitato di zona di Borgo San Martino di Cerveteri: riapre Cupinoro?

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato di Zona di Borgo San Martino di Cerveteri.

Borgo San Martino di Cerveteri, levata di scudi da parte degli abitanti della frazione Cerite alla notizia circolata nelle ultime ore che da per imminente la riapertura della discarica di Cupinoro. L’informazione, riportata da alcune agenzie di stampa nelle ultime ore anche se non trova conferma da parte di alcuno, sta comunque rimbalzando di casa in casa creando non poco allarmismo in questa frazione che è la più vicina alla discarica in discussione. Chiare e forti alcune dichiarazioni del Presidente del Comitato di zona di Borgo San Martino Luigino Bucchi. “Useremo ogni mezzo democratico per continuare a manifestare il nostro dissenso . Non accetteremo un ulteriore scelta scellerata imposta dalla politica senza consultare i cittadini direttamente interessati come previsto dalle normative Europee dove tra l’altro l’ Italia risulta deferita alla Corte di Giustizia proprio per non aver ottemperato alle normative in materia di rifiuti”. Come è possibile, se ciò fosse vero, ha proseguito Bucchi, che da parte della ASL sia stato espresso un parere positivo alle realizzazione di una città industriale dell’immondizia nonostante i recenti studi commissionati dalla Regione Lazio che evidenziano in prossimità di discariche una maggiore percentuale di patologie e malattie dell’apparato respiratorio e tumorali con elevata mortalità precoce? Perché nei giorni scorsi è stato dichiarato l’esistenza di un registro tumori presso il distretto ASL RM F quando nessuno dei diversi medici di base consultati dai comitati ne è a conoscenza? A chi giova occultare dati o non istituire questo registro dati di così grande importanza? In questa zona, abbiamo dato per oltre venti anni in materia di inquinamento di suolo ed aria , siamo anche in presenza di 15 antenne telefoniche e di più corridoi per la navigazione aerea ha dichiarato ancora Bucchi, adesso è ora di cambiare rotta. I politici sappiano assumersi le proprie responsabilità ed ammettere i loro ritardi. Cupinoro doveva essere bonificata da anni, è giunto il momento di farlo e su questo i Comitati uniti di tutto il territorio non faranno un passo indietro. Se è necessaria un altra discarica a causa delle mancate scelte politiche, non solo passate ma anche presenti, che si faccia altrove.

Associazione L’Agone Nuovo e Rivista Lagone: solidarietà a L’Unità

unita-5L’Associazione L’Agone Nuovo e la redazione de L’Agone esprimono la propria solidarietà e vicinanza ai lavoratori de L’Unità vista la cessazione della pubblicazione dello storico quotidiano prevista per giovedì 1 agosto.

Il giornale nel suo penultimo numero di oggi è uscito in edicola con soltanto pagine bianche in segno di protesta.

Il 4 agosto ad Anguillara presentazione di un “Lago di Talenti 2014”

Si rinnova anche quest’anno la manifestazione un “Lago di Talenti”, ideata ed organizzata dalla agenzia S.A.C.I. (Spettacolo, Arte e Cultura Internazionale) di Umberto Giannini con l’obiettivo di valorizzare i giovani ed instradarli non solo nel mondo dello spettacolo e della moda ma anche in quello dell’arte, della fotografia e della danza.

“Un Lago di Talenti – spiega l’ideatore Umberto Giannini – nasce per valorizzare in primo luogo i giovani talentuosi come patrimonio del futuro, ma anche per promuovere l’ospitalità del territorio del lago di Bracciano, dove a due passi da Roma, ci trova davanti a scenari incantevoli. Un territorio unico dove vive un fiorente artigianato, dove ci si può appagare il palato con tante delizie e che offre tante occasioni di shopping. L’obiettivo – prosegue Giannini – è anche creare occasioni di scambio proponendo una rete dei laghi d’Italia. C’è infatti un turismo, non solo internazionale, che ama i laghi per un soggiorno di vacanza alternativo”.

Per presentare alla stampa e agli operatori “Un Lago di Talenti 2014” in programma dal 5 al 7 settembre 2014, lunedì 4 agosto presso l’Hotel Ristorante Corte de’ Principi, in via Comunale del lago 14 sul lungolago di Anguillara in località Vigna di Valle, la S.A.C.I. promuove ed organizza una serata-spettacolo speciale. Un evento al quale prenderanno parte personaggi dell’arte, della cultura e dello spettacolo, operatori commerciali e turistici. Tra le iniziative anche una mostra di pittura. Da segnalare, nel settore moda, la partecipazione di stilisti emergenti tra i quali il #Moltobene Team Creazioni Future Moda. Invitate istituzioni, locali e regionali. All’iniziativa partecipa una rappresentanza dell’Ambasciata di Croazia in Italia. L’organizzazione rivolge un invito agli operatori turistici e commerciali a non mancare all’appuntamento della tre giorni di un “Lago di Talenti”.

Il programma della serata di lunedì 4 agosto prevede dalle 19.30 l’accoglienza degli ospiti. Seguirà dalle 20 alle 21 la conferenza stampa di presentazione di un Lago di Talenti 2014. Al termine cena a buffet e spettacolo fino a tarda sera. I dolci del buffet sono offerti dalla pasticceria “Dolci in Comune” di Anguillara.

Ladispoli, Sindaco Paliotta: primo bilancio differenziata, gli incivili saranno multati

A poco più di venti giorni dall’estensione della raccolta differenziata dei rifiuti a 7 mila utenze di altri quattro quartieri, i dati dicono che la maggioranza dei cittadini sta attivamente collaborando.
Sono stati distribuiti ventimila contenitori per i vari materiali, la raccolta di plastica, carta e vetro è quadruplicata. L’umido e’ aumentato di tre volte e così la frazione secca residua.
C’è però una parte di utenti che dimostra inciviltà, disinteresse e poco rispetto per l’ambiente e per i propri concittadini. Queste persone gettano rifiuti non differenziati nei punti dove prima c’erano i cassonetti o vanno negli altri quartieri.

Dopo una prima fase nella quale c’è stata comprensione e “tolleranza” ora si passerà alle multe: il sistema di raccolta da noi scelto consente facilmente di verificare chi non differenzia.
Colgo l’occasione per ringraziare il delegato Lupi, i dipendenti comunali dell’Ufficio Igiene e la ditta Massimi per il grande impegno che stanno mettendo in questo che è un momento nel quale Ladispoli può fare un salto di qualità nella sua cultura ambientale.

Lo ha dichiarato in una nota il Sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta.

 

Con l’associazione Quattropassi riapre il Punto di Informazione Turistica di Bracciano

Dal 1° agosto riapre il Punto di Informazione Turistica di Bracciano. A gestirlo l’associazione Quattropassi che è risultata aggiudicataria del bando di affidamento della gestione, mediante una convenzione non onerosa, emesso dal Comune di Bracciano. Presso il Punto di Informazione Turistica cittadini, turisti e visitatori, potranno avere informazioni sulle attrattive del territorio, mezzi di trasporto e sulle attività culturali, musicali, ricreative e sportive in programma a Bracciano e nei comuni del comprensorio. Saranno inoltre disponibili notizie sulle strutture ricettive del territorio: campeggi, hotel, bed&breakfast, case vacanze. Il Punto di Informazione Turistica costituisce inoltre un punto di riferimento per le tante realtà associative locali.

Gli orari del Punto di Informazione Turistica sono i seguenti: il martedì, il venerdì, il sabato e la domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. info@quattro-passi.it