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La Generazione Z e il rischio di abbandonare la scrittura a mano

La Generazione Z, cresciuta a pane e smartphone, rischia di abbandonare una delle più antiche e preziose conquiste dell’umanità: la scrittura a mano. Lo rivela uno studio recente che ha acceso i riflettori su un fenomeno preoccupante: circa il 40% dei giovani nati tra il 1997 e il 2012 incontrerebbe oggi difficoltà a impugnare correttamente una penna e a scrivere manualmente in modo fluido.

Secondo gli esperti, la scrittura manuale non è solo una questione estetica o di romanticismo: è un’abilità radicata da più di 5.000 anni che attiva aree specifiche del cervello, stimolando la memoria, la concentrazione e persino la capacità di elaborare pensieri complessi. A differenza della digitazione rapida su tastiere e smartphone, infatti, tracciare lettere e parole a mano implica un processo motorio e cognitivo più profondo e articolato.

A confermare questa tendenza è anche l’Università di Stavanger, che sottolinea come la Gen Z prediliga la comunicazione veloce e sintetica, spesso a scapito della profondità di espressione. Il rischio? Perdere la capacità di argomentare con chiarezza, di riflettere con calma e di creare connessioni emotive più autentiche.

“Non si tratta di demonizzare la tecnologia — spiega uno dei ricercatori — ma di trovare un equilibrio. La scrittura a mano è un patrimonio culturale che non possiamo permetterci di sacrificare del tutto. La sua scomparsa potrebbe avere effetti sullo sviluppo cognitivo e sulla capacità di relazionarci con gli altri.”

Eppure, basterebbe poco per invertire questa rotta: riscoprire il piacere di prendere appunti su un quaderno, scrivere lettere, tenere un diario. In Italia, alcune scuole hanno già introdotto laboratori di calligrafia, sottolineando come la scrittura manuale possa diventare un vero e proprio strumento di educazione alla lentezza e alla consapevolezza. In un mondo sempre più veloce e digitale, forse è proprio la lentezza a mano a rappresentare la chiave per ritrovare il contatto con noi stessi e con gli altri.

Paola Forte

Fonte: AGS Real Estate — La Generazione Z sta perdendo un’abilità comunicativa vecchia di 5500 anni, rivela uno studio

“Educazione e formazione, sfida riuscita”. Il bilancio del Liceo De Sanctis di Roma

Bilancio a.s. 2024/25 più che soddisfacente per il Liceo De Sanctis di Roma  

Il liceo De Sanctis è una scuola che conta quasi duemila iscritti, un punto di riferimento nella zona nord di Roma, con un’offerta formativa molto ampia, così da rispondere a una vasta gamma di esigenze, formative e logostiche, per alunni e genitori. 

Da qualche anno la scuola sta affrontando nuove sfide: la diffusione dei social media, l’irruzione dell’intelligenza artificiale, gli effetti a lungo termine della pandemia e della didattica a distanza, il disagio giovanile e la crisi della genitorialità. 

Non subire passivamente queste nuove problematiche rimanendoconsapevoli dell’importanza della formazione e dell’educazione per le donne e gli uomini del prossimo futuro, questo il lavoro intrapreso a livello direttivo.

Al ternmine dell’anno scolastico appena concluso, L’Agone ha incontrato la dirigente del liceo,  Cosima Stefania Elena Chimienti, che stanca ma visibilmente soddisfatta, ha dichiarato:

“Abbiamo puntato sulla formazione dei docenti e dei genitori per affrontare un numero sempre crescente di problematiche psicologiche tra gli adolescenti, per saperle affrontare nel modo corretto, senza incorrere nel facile errore di medicalizzare ciò che è da sempre un periodo fisiologicamente caratterizzato da grandi cambiamenti e di conseguenti sofferenze a livello psicologico.

 Grazie a un finanziamento della Regione Lazio, abbiamo organizzato una serie di incontri, uno per ogni mese dell’anno scolastico, che si sono trasformati un una vera e propria rubrica, molto seguita sul nostro canale YouTube e non solo dalla nostra comunità scolastica. 

Ognuno di questi incontri è stato dedicato alle più diffuse psicopatologie tipiche del periodo adolescenziale, dalla depressione agli attacchi di panico, ai disturbi alimentari, alle dipendenze da alcool, sostanze stupefacenti e gioco on line, alla violenza minorile, ai disturbi della personalità. 

I video di questi incontri sono sempre disponibili sul canale YouTube dell’IIS Gaetano De Sanctis di Roma e ci auguriamo che siano seguiti da tanti genitori e docenti.

Questo è stato un anno molto importante per il nostro Liceo, che ha affermato il suo ruolo di scuola molto attiva nel territorio di appartenenza, ma anche a livello regionale e nazionale.

Il Direttore Generale dell’USR Lazio, dott.ssa Anna Paola Sabatini, ha creduto molto in noi, affidandoci il delicato compito di guidare un vasto numero di scuole nell’Ambito territoriale n°9, come scuola polo per la formazione del personale scolastico”

Sfida accolta e riuscita, dunque, per una dirigente che ha saputo tracciare la differenza per i “suoi ragazzi”, come li chiama.

Gianluca Di Pietrantonio

Anguillara, necessaria una manutenzione delle strade e dei marciapiedi

I marciapiedi, le strade, le zone pedonali, le zone ciclabili e altro sono stati fatti per mettere in sicurezza le persone che sianoa piedi o a bordo di mezzi, oltre ad avere come obiettivo quello di garantire il transito sicuro dei pedoni lungo le strade, proteggendoli da eventuali incidenti causati dal traffico, motivo per cui la loro manutenzione e progettazione sono particolarmente importanti per garantire sia la loro sicurezza e sia la loro funzionalità. 

Purtroppo questa situazione non si manifesta ovunque nel nostro circondario. E’ il caso di Anguillara dove, malgrado i lavori che si stanno eseguendo nella zona nei pressi del supermercato Carrefour e che serviranno per una migliore viabilità, non si può dire lo stesso di altre parti. Infatti, la stessa strada principale, l’Anguillarese, presenta su più tratti buche, stessa cosa se non peggio è la situazione interna su via Giacomo Matteotti fino alla zona di fronte al supermercato Conad dove la situazione stradale è veramente disastrata per il susseguirsi di buche che rischiano di creare danni ai veicoli e alle persone. 

In questa zona però non sono solo le strade disastrate l’unico problema, infatti altro grosso problema sono anche i marciapiedi, che presentano erba, avvallamenti e buche insomma un vero e proprio pericolo per chi vuole fare una semplice passeggiata a piedi. Si sono già verificati casi di persone che sono cadute inciampando per la scarsa uniformità dei marciapiedi stessi. Da non sottovalutare anche la situazione di chi è sulla sedia a rotelle, per queste persone infatti fare una passeggiata diventa un problema in quanto i marciapiedi oltre a essere disastrati non sono neanche predisposti per le sedie a rotelle e le strade che li affiancano in quanto presentano buche. Una questione che richiede attenzione e una manutenzione per il bene e il rispetto dei cittadini. 

Claudia Reale

Si può fare di più senza essere eroi

A cura della d.ssa Rosaria Giagu

Lavorare in rete, creare sinergie, mettere al servizio del territorio competenze e possibilità…questo è uno degli splendidi risultati che ad oggi, con orgoglio e gratitudine USPT condivide:

Un progetto che testimonia l’incontro di diverse realtà e apre un dialogo attivo tra l’Associazionismo,il privato-sociale e l’istituzione pubblica territoriale. 

Così nasce il progetto Faro’conTe da un intento che diventa azione, da parte dell’associazione FA.RO’, presente sul territorio da oltre 10 anni, che ha messo a disposizione il 5 per mille per finanziare un servizio di supporto psicologico dedicato ai pazienti del day-hospital oncologico di Bracciano. Si dice che da una mancanza si può creare sostanza e questa è la storia di FA.RO’, nata dalla perdita di una giovane ragazza di appena 20 anni, Roberta Faiola. La catena virtuosa ha “contagiato” e coinvoltoaltre realtà presenti sul territorio tra cui l’associazione Generazione Musica, che da altrettanti anni porta la cultura della musica e della solidarietà nella nostra comunità; l’apertura ricettiva alprogettoda parte del day hospital oncologico di Bracciano infine, ha permesso di tracciare un invisibile filo d’oro in cui è entrato il servizio di sostegno psiconcologico di USPT. 

Una scrupolosa selezione, fatta di “mesi di prove”, per portare in scena questa melodia: Gli strumenti si sono accordati perfettamente in una preziosa sinergica armonia. Se qualcuno chiedesse cos’è un’eccellenza, rispondereiche questo ne è senz’altro un esempio rappresentativo, che sposa competenze e professionalità con passione e vocazione, per dare un contributo in questo nostro mondo così fragile e delicato.

Possiamo dunque, senz’altro confermare che da un’assenza nasce sempre una presenza, dobbiamo solo riuscire a metterla a fuoco per vederla bene.

Grazie al presidente,  Valentina Faiola e a tutto il direttivo dell’associazione FA.RO’, che con grande generosità ha messo a disposizione il 5 per mille, portando avanti con pazienza e tenacia l’iter burocratico per attivare questo progetto, grazie a Generazione Musica e al dr Alessandro Lembo che con la sua band continua a supportare la raccolta di fondi per progetti di utilità sociale e sanitaria, grazie al dr.Mario D’Andrea per la disponibilità con cui ha accolto la proposta e grazie a tutti voi, che state leggendo, perché lacondivisione crea  motivazione e ci tieni connessi in un unico grande respiro che è la vita. Si può dare di più, la canzone del trio Morandi, Ruggero e Tozzi, è sicuramente l’esempio musicale, in fatti e parole, che più si adatta per incorniciare il senso di questo nuovo progetto insieme, il primo, ci auguriamo, di tanti altri.

E per concludere rubo le parole del libro “Manuale del Guerriero di Luce”, di Paulo Coelho: 

“il guerriero della luce crede.

Poiché crede nei miracoli

I miracoli cominciano ad accadere.”

Rosaria Giagu 

Estate a Roma Nord: tante iniziative tra cinema e spettacoli.

Quando arriva l’estate Roma sa mostrare la sua rinomata “Grande Bellezza” offrendo centinaia di eventi culturali che si accavallano senza sosta.

Anche a Roma Nord gli appuntamenti sono stati numerosi in questi ultimi anni. L’amministrazione municipale ha infatti organizzato un calendario ricco di eventi che già a giugno ha registrato una grande partecipazione di pubblico, confermando che, anche questa parte della città, necessita di maggiore attenzione e valorizzazione sul piano culturale e dell’intrattenimento.

Dopo il successo dello scorso anno torna “Cortili di Cinema”, un fitto cartellone di proiezioni che per tutti i fine settimana, fino al 20 luglio, trasforma i cortili delle scuole, oramai chiuse, in piccole arene a cielo aperto. Questo progetto, promosso dal Municipio XV e Anec Lazio e che prevede complessivamente 15 appuntamenti in sette quartieri, porta così il cinema a Cesano, Vigna Clara, La Giustiniana, Fleming, La Storta, Grottarossa e Labaro, sperimentando un utilizzo alternativo degli spazi scolastici. I primi film di giugno hanno visto sempre il tutto esaurito anche grazie alla presenza di ospiti come Riccardo Milani, regista di “Un mondo a parte”, l’attrice Greta Scarano nella veste di regista di “La vita da grandi”, e Laura Berlinguer invitata per “La grande ambizione”, opera che racconta alcuni anni della segreteria del padre Enrico alla guida del PCI.

Nel mese di luglio ci saranno sette nuove proiezioni e le arene verranno organizzate nelle scuole di Grottarossa, La Storta e Labaro.

Ne parliamo con Tatiana Marchisio, assessora alle Politiche scolastiche e culturali del Municipio XV: Per Cortili di Cinema voglio ringraziare Anec Lazio che, fin da subito, ha compreso l’intento della nostra programmazione, ovvero, disseminare il territorio di arene cinematografiche itineranti nei cortili delle scuole, spazi che tornano a essere luoghi d’incontro anche dopo la fine dell’anno scolastico. In questa seconda edizione abbiamo più scuole e, quindi, più quartieri coinvolti, e film anche molto recenti. Quest’estate non ha visto protagonista solo il cinema, ma ci sono state tante altre iniziative sparse per il Municipio come “Animazioni pedagogiche” con spettacoli, giochi e laboratori per bambini e famiglie realizzati con i fondi del coordinamento pedagogico. Inoltre, ci sarà lo spettacolo serale “Il Mago di Oz” che, dopo la prima di fine giugno a La Storta, verrà replicato a Labaro il 13 luglio e a Grottarossa il 14.

Fabio Rollo

Sfilata sotto il tramonto: “Fashion at the Lake” incanta Anguillara Sabazia 

Un evento che celebra la creatività locale e valorizza il territorio 

Una serata indimenticabile, quella del 24 maggio sul lungolago di Anguillara Sabazia, dove il tramonto ha fatto da scenografia naturale alla seconda edizione di Fashion at the Lake. L’evento, ideato da Sabrina Roncarà e organizzato da Sabry Crea Kids and Family con la collaborazione della Pro Loco e del Comune di Anguillara Sabazia, ha regalato emozioni e bellezza.

A dare il via alla serata è stata Luisa Taddei, che ha accolto sul palco le figure istituzionali: il sindaco Angelo Pizzigallo, la vicesindaca Paola Fiorucci e Moreno Delle Fratte della Pro Loco. Il sindaco ha espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di eventi come questo per valorizzare il territorio e stimolare la partecipazione collettiva.

La serata, condotta da Luisa Taddei, è proseguita con interventi significativi: il Centro Diagnostico Sabatino, che ha promosso la cultura della prevenzione; la giovane attrice e autrice Giulia Carrara, che ha emozionato il pubblico con alcuni brani tratti dal suo progetto Tentativo, forse; la compagnia teatrale “Fake Girls” con un momento teatrale vivace e originale; e l’esibizione del sassofonista Claudio Braccio, che ha avvolto la piazza con le sue sonorità.

Con l’inizio della sfilata, la conduzione è passata a Silvia Bruni, che ha saputo guidare con eleganza ogni uscita sulla passerella. Abiti da sera, creazioni sartoriali e splendidi abiti da sposa hanno sfilato accompagnati da acconciature curate, bouquet eleganti e accessori ricercati, trasformando la Piazza del Molo in un palcoscenico a cielo aperto.

Dietro le quinte, truccatori, parrucchieri, modelli e modelle hanno lavorato con passione, affiancati dalla stilista Sabrina Roncarà, vera anima creativa dell’evento. Accanto a lei, una squadra affiatata: Accademia del Trucco, i fotografi Claudio Sanfilippo, Daniela Soltan ed Enrico Intermite, la Gioielleria Dominici, Artchrysalid di Christine Pou, Rory Silk & Flowers, la balloon artist Francesca Sacchetti, Lanzi Davide per gli accessori da uomo, e molti altri professionisti che hanno curato ogni dettaglio con dedizione.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al supporto di sponsor e realtà del territorio, come Necchi, FotografiAmo e World Tessuti. Il pubblico, numeroso e partecipe, ha vissuto una serata di emozioni, sorrisi e bellezza, confermando Fashion at the Lake come un evento capace di unire arte, moda e sensibilità sociale.

Paola Forte

Che altro volete da questi ragazzi

Il fenomeno della migrazione dei nostri giovani verso altri paesi è in crescita, sempre di più le nostre menti migliori guardano oltre i confini nazionali per immaginare il proprio futuro, la propria realizzazione professionale, il proprio posto nella società. Viene investito denaro pubblico nella formazione, per la verità sempre meno, tenendo in piedi un sistema universitario ed enti pubblici di ricerca che producono brillanti ricercatori in tutti i campi e il Paese che fa? Crea le condizioni per perderli in una emorragia crescente, che nel tempo sta causando dei vuoti significativi nella manodopera altamente qualificata sempre più necessaria al sistema produttivo. Non perdiamo giovani laureati solo nelle discipline tecnico-scientifiche, come si sarebbe portati ad immaginare, ma anche nelle discipline più propriamente umanistiche, a significato che nonostante gli interventi non sempre migliorativi sul sistema della formazione di ogni ordine e grado, la qualità dei giovani che escono dalle nostre scuole, ancora regge il confronto con i coetanei di altri paesi. Le cause di tale fenomeno sono molte, e non solo di tipo economico, ma le conseguenze sono talmente chiare che alla definizione di fuga dei cervelli, la TRECCANI riporta la frase “questo fenomeno comporta danni ai Paesi di provenienza (in particolare, quelli economicamente più svantaggiati) che, dopo aver provveduto ai costi della formazione, si vedono privati delle risorse umane più qualificate.”

Che altro serve a chi amministra questo Paese per capire che questi giovani sono un bene prezioso, che lo scambio di conoscenze deve essere reciproco, è un bene che i nostri giovani vadano all’estero a studiare e lavorare, ma è altrettanto importante che giovani stranieri vengano in Italia. Devono essere create le condizioni perché ciò avvenga, e non solo dal punto di vista economico, ma anche favorendo la cultura dell’integrazione per cui nessuno si deve sentire straniero in un paese in cui studia, lavora e contribuisce alla ricchezza culturale ed economica della comunità in cui vive. 

Per il nostro Paese, le premesse per la creazione di tali condizioni di riequilibrio dello scambio culturale non sono certo delle migliori, nello scorso mese di marzo, i ministri  alla cultura di 12 paesi Ue hanno scritto una lettera al commissario europeo per l’innovazione (Ekaterina Zaharieva), nella quale si chiedeva di mettere in campo una strategia per rendere l’Unione Europea attrattiva per le menti più brillanti in fuga, con particolare riferimento agli Stati Uniti dove lo shock sul mondo della ricerca scientifica provocato dall’amministrazione Trump sta creando le condizioni per rendere il sistema Europa più attrattivo di quello americano. L’Italia non è tra i firmatari di quella lettera. Quali saranno i motivi? Se si domanda all’intelligenza artificiale questa risponde così: “Non è chiaro il motivo per cui l’Italia non abbia aderito, ma alcuni osservatori ritengono che si tratti di una mancata visione strategica o di una scarsa attenzione verso le opportunità offerte dalla mobilità scientifica”.

Salvatore Scaglione

E dunque, cominciamo. Editoriale di Ludovica Di Pietrantonio

Quando trentuno anni fa veniva pubblicata la prima copia de L’agone io non c’ero ancora. Cinque anni fa, a soli 16 anni, mi sentii una privilegiata a veder pubblicato il mio primo articolo e iniziare un percorso timido, per quanto costante, di collaborazione con la testata, grata al suo editore e al direttore di allora per quella crescita che mi ha portato a diventare non solo adulta, ma anche giornalista. Incredula, oggi, di questo giornale, vengo chiamata a esserne il direttore e ciò che più avverto forte è il senso di responsabilità; memore degli insegnamenti ricevuti, dell’esperienza fatta sul territorio, dell’osservazione attenta e del rispetto per la linea editoriale, proverò a essere un ponte tra tradizione e rinnovamento, nutrendo le pagine di questa testata con le sfumature del nostro bel territorio, osservato con gli occhi di chi sa ancora sognare. Sarò attenta alle politiche locali così come alle manifestazioni folkloristiche, alle tematiche ambientali e sociali di più spiccata attualità, alla salute, allo sport e alla cultura. Mi imporrò e chiederò a tutti i redattori di conservare moderazione e rispetto per le libertà di ognuno, cercherò di stimolare la curiosità di chi scrive e di chi legge; vorrei saper riempire queste pagine di critica costruttiva, emotività sincera, empatia con chi gioisce e con chi soffre, con chi è diffidente e con chi spera, conservare ironia nella giusta misura e attenzione per i cittadini e le loro esigenze, che un territorio così invidiabile come il nostro dovrebbe garantire. Non userò mai l’ “io” ma sempre il “noi”, desiderosa di abbattere la linea di demarcazione tra la redazione e i lettori, dei quali cercherò di essere gli occhi e il cuore. Sfumando me stessa non mi perderò nel dilemma dialettico se firmarmi “direttore” o “direttrice”, riponendo nell’essenzialità dei compiti il più alto dispiego delle mie energie. Mi faccio carico della complessità dell’incarico, forte della stima di chi me lo ha conferito, della serietà dei collaboratori e del sorriso sornione e amorevole di un direttore che per primo ha creduto in me e che da qualche parte, lassù, mi dice “ce la faremo”. 

E dunque, cominciamo. 

Ludovica Di Pietrantonio

Criticità del Decreto Sicurezza: al peggio non c’è mai fine

CRITICITA’ DEL DECRETO SICUREZZA

La presidente Meloni ha un piglio per la sua idea di sicurezza, che a tratti ci riporta ai brutti ricordi di una storia vissuta. Lo sono le misure discutibili e il ricorso al voto di fiducia, che ad oggi è l’89°. Appena insediata (ott.22), ha fatto il 1° decreto, convertito in l.199/22, che modifica l’art. 633 bis/Codice penale, sull’ occupazione di edifici e terreni.

Un 2° pacchetto l’ha varato il 16.11.23. Il 3° è il decreto-legge 48 dell’11.04.25.

Si tratta del disegno di legge, approvato dalla Camera e pronto per il Senato, che il governo ha trasformato in decreto, in contrasto con l’art.77/c.2/Cost. e l’art.15 della legge 400/88.

Contiene:

  • dal contrasto al terrorismo, alla modifica dei beni sequestrati alle mafie;
  • dalla sicurezza urbana, alla tutela delle forze di polizia e dei vigili del fuoco;
  • dall’introduzione del blocco stradale e rivolta carceri, alla proibizione della coltivazione della cannabis;
  • dagli interventi sull’ordinamento penitenziario, alla detenzione per le donne incinte  o con figli di un anno.

Temi spinosi che vanno discussi in Parlamento, non certo “liquidati” con un decreto, che disattende i criteri costituzionali sulla decretazione d’urgenza.

Il Presidente Mattarella ne ha chiesto il riesame. I costituzionalisti e la comunità scientifica hanno criticato contenuti e procedure.

Al Senato il regolamento sulle modifiche del testo avrebbe dato la possibilità all’opposizione di fare emendamenti, ma escludeva i senatori di maggioranza per decadenza dei termini.

Per questo il governo, ostile al dialogo, ha chiesto la fiducia, ha mutato il disegno di legge in decreto, e la Camera il 29 maggio, con 163 voti a favore 91 contrari e 1 astenuto, ha votato il decreto sicurezza e il 4 giugno l’ha votato il Senato con 109 a favore 69 contrari e 1 astenuto.

Bagarre in Parlamento, per il modus operandi, i 14 reati, i 9 aggravanti e la castrazione chimica.

È disumana la pena per le donne incinte o madri di bambini fino a un anno di età, e la pena per blocco stradale.

Non si esclude che la Corte sulla “necessità e urgenza” dichiari il  decreto incostituzionale.

La sicurezza, prima dei provvedimenti repressivi, ha bisogno di prevenzione con l’aiuto di più attori, in primis, la scuola che limiti il nascere di fenomeni criminosi.

È alfiere L’agone, che da anni collabora con la scuola per la formazione e l’educazione civica dei giovani che sono i cittadini di domani.

Franco Marzo

Cerveteri. Città Futura-Anno Zero lascia la maggioranza: “Venute meno le condizioni di governo”

Il gruppo politico Città Futura – Anno Zero comunica, con rammarico ma con assoluta determinazione, la propria uscita dalla maggioranza che governa la città di Cerveteri.
L’adesione alla ripartenza amministrativa, dopo la crisi che ha bloccato la città per oltre un anno, è avvenuta per senso di responsabilità, nella speranza di contribuire a un governo trasparente, equilibrato e rispettoso degli impegni assunti con la cittadinanza: per questo abbiamo richiesto che si sottoscrivesse un accordo di governo, un patto politico con chiari impegni nel metodo di lavoro.
Abbiamo sempre agito in coerenza con i nostri valori, credendo nella collegialità, nella partecipazione e nella trasparenza come pilastri fondamentali del metodo politico.
Purtroppo, tali principi sono stati progressivamente abbandonati.
La sindaca, che inizialmente si era proposta come garante degli equilibri e delle regole condivise, ha smesso di svolgere quel ruolo, optando invece per scelte unilaterali e incomprensibili sia nel merito sia nel metodo.
Siamo stati sistematicamente chiamati a confrontarci con scelte già prese, senza possibilità di esprimere valutazioni o proposte. In molti casi, siamo stati persino costretti a chiedere al nostro assessore di non partecipare alle sedute di Giunta, non essendoci nemmeno stato concesso di esprimere un voto di astensione.
A fronte di questa deriva, riteniamo doveroso un atto politico chiaro e trasparente: Città Futura – Anno Zero esce dalla maggioranza e ritira il proprio assessore e il capo di gabinetto.
Non è una scelta improvvisata, ma il frutto di un lungo e sofferto confronto interno. Non possiamo più riconoscerci in una maggioranza che ha perso coerenza con gli impegni assunti, né in un Sindaco che, nei fatti, ha abdicato al ruolo di garante del metodo e dell’educazione e del rispetto tra forze politiche. Abbiamo reagito con determinazione alle forzature emerse nelle ultime settimane, prendendone con chiarezza le distanze e sollecitando il sindaco a fare altrettanto. Nonostante il nostro costante impegno nel cercare soluzioni condivise per proseguire il percorso amministrativo ed evitare una rottura irreversibile, le garanzie offerte e richieste non hanno ricevuto alcun riscontro. In queste condizioni, non possiamo continuare a far parte di una maggioranza di governo nella quale ci troviamo costretti a impedire al nostro assessore di partecipare alle giunte, poiché non condividiamo il metodo adottato. Non ci riconosciamo più in questo modo di operare, né ci sentiamo più parte organica di questa amministrazione.
Continueremo a lavorare per Cerveteri con lo stesso spirito di servizio e la stessa passione di sempre. Lo faremo da una posizione di autonomia, liberi da logiche di potere che non ci appartengono.
La città merita verità, visione, e coraggio.

Gruppo Politico “Città Futura – Anno Zero”
Gruppo Consiliare Federico Salamone,   Laura Mundula, Luigi Geronzi, Alessio Lasorella