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Emissioni: la Commissione propone taglio del 90% entro il 2040, ma con maggiore flessibilità

L’obiettivo è garantire che la transizione verso la neutralità climatica vada di pari passo con un’economia forte e stabile, un’industria competitiva e posti di lavoro adeguati alle esigenze future in UE

La Commissione europea ha confermato oggi, 2 luglio 2025, il suo obiettivo di ridurre del 90%, rispetto ai livelli del 1990, le emissioni nette di gas effetto serra entro il 2040 introducendo però maggiore flessibilità su come gli obiettivi possono essere raggiunti, consapevole dei crescenti dubbi sulle attuali politiche ambientali ma anche dell’evidente cambiamento climatico in atto.

La proposta andrà ad emendare la legge dell’UE sul clima, entrata in vigore nel luglio 2021, e sancisce l’impegno dell’UE a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, come richiesto dagli orientamenti politici della Commissione per il periodo 2024-2029.

L’obiettivo del 90% di riduzione delle emissioni era già stato presentato a febbraio 2024 nella valutazione d’impatto pubblicata dalla Commissione europea sui possibili percorsi per raggiungere l’obiettivo concordato di rendere l’Unione europea climaticamente neutra entro il 2050. Oggi la Commissione europea lo ha inserito in una proposta di legge che andrà ora discussa con il Parlamento e il Consiglio.

L’obiettivo è contribuire al conseguimento degli obiettivi in modo efficiente sotto il profilo dei costi e socialmente equo, tenendo conto dell’attuale panorama economico, geopolitico e della sicurezza, e offrendo a investitori e imprese la prevedibilità e la stabilità di cui hanno bisogno nella transizione dell’UE verso l’energia pulita.

“Poiché i cittadini europei sentono sempre più l’impatto dei cambiamenti climatici, si aspettano che l’Europa agisca – ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. – L’industria e gli investitori guardano a noi per impostare una direzione prevedibile di viaggio. Oggi dimostriamo di sostenere fermamente il nostro impegno a decarbonizzare l’economia europea entro il 2050. L’obiettivo è chiaro, il viaggio è pragmatico e realistico.”

La proposta nel dettaglio

La proposta della Commissione si basa sulla valutazione d’impatto e sul parere del gruppo intergovernativo di esperti e del comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici. Segue inoltre un lungo periodo di impegni e consultazioni con gli Stati membri, il Parlamento europeo, i portatori di interessi, la società civile e i cittadini, avviato con la raccomandazione della Commissione sull’obiettivo nel febbraio 2024.

Sulla base di tali consultazioni, la proposta definisce un modo diverso di conseguire l’obiettivo del 2040 rispetto al passato.

Un elemento centrale sono le flessibilità che la Commissione prenderà in considerazione nella progettazione dei futuri strumenti legislativi per conseguire questo obiettivo climatico per il 2040.

Tra queste figurano un ruolo limitato per i crediti internazionali di alta qualità a partire dal 2036, l’uso di assorbimenti permanenti nazionali nel sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) e una maggiore flessibilità in tutti i settori. Concretamente, ciò potrebbe dare a uno Stato membro la possibilità di compensare un settore in difficoltà con uno in cui sono stati raggiounti risultati sopra gli obiettivi.

La proposta della Commissione sottolinea l’importanza di accelerare e rafforzare le giuste condizioni abilitanti per sostenere questo obiettivo del 90%. Tra queste figurano un’industria europea competitiva, una transizione equa che non lasci indietro nessuno e condizioni di parità con i nostri partner internazionali.

Inoltre, la proposta definisce un quadro chiaro per la nostra legislazione post-2030 in materia di clima ed energia.  Si terrà conto delle specificità nazionali. L’efficacia in termini di costi, la semplicità e l’efficienza saranno principi guida, oltre a garantire la neutralità tecnologica e una transizione equa e giusta per tutti.

Il ruolo del patto per l’industria pulita

La Commissione ha pubblicato oggi anche una comunicazione sulle prime proposte relative al patto per l’industria pulita, la cui attuazione è fondamentale per conseguire l’obiettivo climatico per il 2040.

La comunicazione fornisce una panoramica della prima ondata di azioni realizzate, dei progressi compiuti e delle misure ancora da adottare.

I principali progressi includono:

  • Adozione del nuovo quadro per gli aiuti di Stato a sostegno degli investimenti in energia pulita.
  • Semplificazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), che ora esenta il 90% degli importatori, con un riesame previsto entro fine anno.
  • Pubblicazione di raccomandazioni fiscali (ammortamenti accelerati, crediti d’imposta) per favorire gli investimenti in tecnologie pulite.
  • Nuove linee guida sulle energie rinnovabili per ridurre i costi e ampliarne l’uso.
  • Avvio di iniziative come:
    • Misure per rendere l’energia più accessibile;
    • Progetto pilota della Banca per la decarbonizzazione industriale;
    • Piano per l’industria chimica;
    • Dialoghi settoriali con le parti interessate.

A fine mese arriveranno anche proposte sul futuro bilancio dell’UE per sostenere la transizione verde.

Il sostegno dei cittadini

Proprio questa settimana, l’ultimo Eurobarometro ha mostrato un forte sostegno dei cittadini all’azione dell’UE per il clima, fornendo un’ulteriore motivazione per mantenere la rotta dell’agenda dell’UE per la transizione pulita (leggi anche “I cittadini europei considerano la lotta al cambiamento climatico una priorità“).

Prossimi passi

La proposta della Commissione sarà ora presentata al Parlamento europeo e al Consiglio per la discussione e l’adozione secondo la procedura legislativa ordinaria.

Un futuro obiettivo climatico concordato dell’UE servirà anche da parametro di riferimento per il quadro strategico dell’UE post-2030 che sarà sviluppato successivamente.

Tratto dalla rivista Ruminantia

Una nuova visione della nutrizione animale: biotecnologia viva e adattiva

Aspergillus oryzae è una muffa probiotica straordinaria, utilizzata da secoli nell’alimentazione umana e oggi riscoperta in ambito zootecnico. Più che un semplice supplemento enzimatico, rappresenta un esempio di “intelligenza biologica”, capace di adattarsi, interagire e migliorare l’ambiente biologico in cui si inserisce

L’uso di Aspergillus oryzae trascende la semplice supplementazione enzimatica: si inserisce in un paradigma più ampio, dove la fermentazione e l’azione microbica sono forme di intelligenza biologica applicata alla zootecnia sostenibile.

Questo approccio riconosce che la vita microbica è in grado di rispondere, adattarsi e migliorare l’ambiente biologico in cui è inserita, proprio come farebbe una tecnologia “intelligente”, ma in forma naturale e biologicamente compatibile.

Aspergillus oryzae: il valore probiotico di una muffa antica, sicura e intelligente

Aspergillus oryzae è una muffa probiotica di straordinario valore biologico, utilizzata da millenni nell’alimentazione umana (in particolare nelle fermentazioni asiatiche come miso, sakè e salsa di soia) e oggi riscoperta anche nel settore zootecnico e ambientale per le sue proprietà benefiche, sicure e sinergiche.

A differenza di altre muffe, A. oryzae è priva di tossicità, non produce micotossine e anzi migliora l’equilibrio microbiologico degli ambienti in cui si sviluppa. È infatti considerata GRAS (Generally Recognized As Safe) dalle autorità sanitarie internazionali, a dimostrazione della sua affidabilità e della sua lunga storia di utilizzo senza effetti nocivi.

Una muffa, un fungo, una forma di vita antichissima

Le muffe appartengono al regno dei funghi, organismi tra i più antichi della Terra. La loro sopravvivenza nel tempo è legata a un meccanismo semplice ma geniale: la sporulazione. Le spore fungine, come quelle di A. oryzae, sono unità vitali dormienti. Una spora può attivarsi entro 48 ore in condizioni favorevoli, generando un organismo completo.

Se l’umidità diminuisce, la spora non muore: entra in quiescenza, pronta a riattivarsi in appena 15 minuti non appena le condizioni ambientali tornano ideali. Questo ciclo vitale flessibile mostra una intelligenza biologica distribuita, una forma di adattamento evolutivo che non richiede un cervello per generare risposte complesse.

Simbiosi e cooperazione: la forza di Aspergillus oryzae

Una delle qualità più affascinanti di Aspergillus oryzae è la sua capacità di entrare in simbiosi con altre forme di vita, non in conflitto ma in cooperazione, anche con batteri. Questo comportamento contrasta con molte specie fungine antagoniste: Oryzae, infatti, promuove l’equilibrio e la diversità microbica.

La simbiosi, in fondo, è la regola della vita. Ogni organismo è parte di una rete, e questa realtà ci costringe a ripensare i concetti di individuo, autonomia, identità. La vita non è un’isola: è un sistema interconnesso.

Akron: produttore storico di Aspergillus oryzae

Akron è un produttore unico e storico di Aspergillus oryzae, e ha sviluppato biomasse di altissima qualità, ricche, vitali e destinate a sostenere produzioni zootecniche in modo efficace, sicuro per gli animali, per l’ambiente e per i consumatori.

Il nostro approccio si fonda su due urgenze che consideriamo indispensabili:

  1. Ripensare al concetto di intelligenza: anche gli organismi privi di cervello, come funghi e muffe, sviluppano comportamenti sofisticati di problem solving, capaci di adattarsi e risolvere situazioni complesse.Adattare il concetto di intelligenza senza cervello all’uso di Aspergillus oryzae nei mangimi complementari significa riconoscere come anche microrganismi apparentemente “semplici” possano esprimere funzioni biologiche sofisticate, altamente adattive, con ricadute benefiche concrete nei processi metabolici degli animali da allevamento.

Interazione simbiotica

I metaboliti derivati dalla fermentazione (es. peptidi, composti bioattivi) stimolano positivamente il microbiota intestinale degli animali, facilitando l’assorbimento e la salute intestinale. Questi effetti suggeriscono una comunicazione chimica e simbiotica tra il prodotto fermentato e l’organismo animale.

In sintesi

Aspergillus oryzae non è solo una muffa utile: è un modello vivente di equilibrio, intelligenza distribuita e cooperazione tra specie. Usarla e valorizzarla significa non solo promuovere salute e sostenibilità, ma anche abbracciare una visione più profonda e moderna della vita stessa.

Benefici nei mangimi complementari

Inserito nei mangimi complementari per suini, pollame o ruminanti, Aspergillus oryzae agisce come un alleato metabolico intelligente, portando:

  • Maggiore digeribilità delle razioni (grazie agli enzimi)
  • Riduzione degli sprechi nutritivi
  • Ottimizzazione del metabolismo proteico e glucidico
  • Supporto immunologico indiretto tramite il microbiota
  • Minore fermentazione intestinale indesiderata, riducendo problemi digestivi e stress metabolico

tratto dalla Rivista Ruminantia

KIEV: 14 ore sotto le bombe. La speranza resiste nel cuore della guerra

È iniziato alle 18:00 del 3 luglio e si è concluso solo alle 8:00 del mattino successivo: quattordici interminabili ore di allarme aereo, esplosioni, sirene e droni nel cielo di Kiev. Una notte d’inferno. Una delle peggiori dall’inizio del conflitto. Missili ipersonici, droni, detriti e fiamme. Una sola vittima, tanti feriti, e una città che non trova più riposo, né tregua.

Tra le voci che resistono, che non si piegano alla paura, c’è quella di Don Moreno Cattelan, sacerdote cattolico italiano della Piccola Opera della Divina Provvidenza, da anni in missione nel cuore dell’Ucraina a Kiev. Con parole semplici ma toccanti racconta l’incubo vissuto la notte del nuovo attacco su Kiev: “Abbiamo dormito – si fa per dire – in oratorio. Siamo rientrati in appartamento alle 7.00… nonostante continuassero a bombardare. Incredibilmente c’è solo una vittima. Mai visto e sentito qualcosa del genere.”

Un messaggio che non è solo testimonianza, ma grido di umanità e richiesta accorata di pace. “La gente ormai non rimane più in casa… continua l’incubo e la paura anche ora mentre ti scrivo… Stanno arrivando una ventina di droni e sono già stati lanciati alcuni missili.” In mezzo al terrore, Don Moreno non abbandona la sua missione: “Noi continuiamo la nostra missione di aiuto e vicinanza. Non è facile anche per noi, ma andiamo avanti… Aspettiamo una pace che sembra non interessare a nessuno. Ma questa è la nostra speranza.”

Kiev resiste con la fede, con la solidarietà, con la forza di chi crede ancora che l’odio non avrà l’ultima parola. Nel cuore delle tenebre qualcuno prega ancora per l’alba e non smette di credere che Dio ascolti.

Per i lettori che vogliono aiutare direttamente la missione di Don Moreno a Kiev possono fare donazioni al seguente conto:

Beneficiario: Cattelan Moreno
Iban: IT53W0358901600010570957389
BIC/SWIFT: BKRAITMM
Allianz Bank Financial Advisors Spa
Filiale di Milano-Piazza Erculea,15
20122-Milano
Specificare nella causale: “Per la missione di Kiev”

Aggiungendo il vostro indirizzo email o riferimento wattsup potete ricevere notizie sulla situazione della missione.

In mezzo all’oscurità della guerra, la missione della Piccola Opera della Divina Provvidenza a Kiev rappresenta una delle pochissime luci rimaste accese per molti bambini della città. All’oratorio guidato da Don Moreno, quei piccoli trovano rifugio e conforto: un luogo dove il suono delle bombe viene coperto dalle risate, dove il gelo dell’indifferenza viene scaldato dall’affetto e dalla presenza amorevole degli educatori. Lì si gioca, si prega, si ascolta e si condivide. In un tempo in cui tutto sembra franare, l’oratorio è casa, riparo, speranza. È la mano tesa di Cristo per i più fragili.

Florentina Miniosu

BRACCIANO. 𝐀𝐕𝐕𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀𝐔𝐑𝐎 𝐃𝐈 𝐔𝐍 𝐄𝐃𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐎 𝐂𝐈𝐌𝐈𝐓𝐄𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄

Sono iniziati il 𝟑𝟎 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 i 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐮𝐫𝐨 di un 𝐞𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 di rilievo, identificato come 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝟏 𝐞 𝟏𝟐 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝟏 e 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐨 𝟏 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝟐.

L’edificio, lungo 𝟒𝟐 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 e alto 𝟔, si sviluppa lungo il muro di cinta del 𝐜𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞𝐫𝐨 su via Udino Bombieri, dopo il secondo cancello. Contiene 𝟐𝟎𝟎 𝐥𝐨𝐜𝐮𝐥𝐢 𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 e 𝟏𝟐 𝐥𝐨𝐜𝐮𝐥𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢, per un totale di 𝟐𝟐𝟒 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢.

Di questi, a seguito della procedura prevista dal 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, sarà possibile 𝐫𝐢𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝟏𝟒𝟒 𝐥𝐨𝐜𝐮𝐥𝐢, abbandonati o rinunciati dai concessionari.

restauro di due ali di tumulazione
Il 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 prevede un 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 € 𝟏𝟒𝟗.𝟗𝟗𝟔,𝟕𝟖. Il 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 relativi ai loculi mantenuti sarà 𝐫𝐢𝐦𝐛𝐨𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞.

Il 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐫𝐨𝐜𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢 ha dichiarato:
“𝘌̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰, 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘢𝘨𝘭𝘪 𝘶𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘪, 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘤𝘩. 𝘊𝘦𝘤𝘪𝘭𝘪𝘢 𝘚𝘰𝘥𝘢𝘯𝘰 e della dott.ssa Rita Erriu. 𝘐 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘳𝘦𝘤𝘶𝘱𝘦𝘳𝘰 𝘦 𝘳𝘪𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘰 𝘥𝘪 𝘭𝘰𝘤𝘶𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘪𝘮𝘪𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘳𝘰𝘴𝘰 𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘢 𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀. 𝘐 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘪𝘭 𝘳𝘪𝘧𝘢𝘤𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘶𝘳𝘢, 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘯𝘪𝘤𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘪𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘦𝘭𝘦𝘵𝘵𝘳𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘶𝘤𝘪 𝘷𝘰𝘵𝘪𝘷𝘦 𝘦 𝘪𝘭 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘶𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪 𝘮𝘶𝘳𝘢𝘳𝘪𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘳𝘢𝘥𝘢𝘵𝘦. 𝘓𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 𝘦̀ 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘮𝘦𝘴𝘦 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘷𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦.”

Anche l’𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐁𝐨𝐫𝐳𝐞𝐭𝐭𝐢 ha voluto ringraziare gli 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢 e la 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 per il lavoro svolto:
“𝘓’𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘦𝘤𝘶𝘱𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘰 𝘥𝘪 𝘭𝘰𝘤𝘶𝘭𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢, 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘪 𝘭𝘰𝘤𝘶𝘭𝘪, 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘥𝘪 𝘷𝘢𝘯𝘵𝘢𝘨𝘨𝘪: 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘪𝘳𝘢̀ 𝘢 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘭’𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘦 𝘪𝘭 𝘥𝘦𝘤𝘰𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘪𝘮𝘪𝘵𝘦𝘳𝘰; 𝘯𝘰𝘯 𝘷𝘦𝘳𝘳𝘢̀ 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘶𝘮𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘰𝘭𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘪𝘮𝘪𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪; 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘶𝘯 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘢𝘳𝘮𝘪𝘰 𝘦𝘤𝘰𝘯𝘰𝘮𝘪𝘤𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘭𝘰𝘤𝘶𝘭𝘰 𝘦̀ 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘢 2.000 𝘦𝘶𝘳𝘰, 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘶𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘯𝘶𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘰𝘤𝘶𝘭𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘪 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘯𝘰𝘯𝘰𝘴𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘦𝘧𝘧𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘶𝘳𝘰 𝘦 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘶𝘯𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘦̀ 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘢 700 𝘦𝘶𝘳𝘰.”

La Generazione Z e il rischio di abbandonare la scrittura a mano

La Generazione Z, cresciuta a pane e smartphone, rischia di abbandonare una delle più antiche e preziose conquiste dell’umanità: la scrittura a mano. Lo rivela uno studio recente che ha acceso i riflettori su un fenomeno preoccupante: circa il 40% dei giovani nati tra il 1997 e il 2012 incontrerebbe oggi difficoltà a impugnare correttamente una penna e a scrivere manualmente in modo fluido.

Secondo gli esperti, la scrittura manuale non è solo una questione estetica o di romanticismo: è un’abilità radicata da più di 5.000 anni che attiva aree specifiche del cervello, stimolando la memoria, la concentrazione e persino la capacità di elaborare pensieri complessi. A differenza della digitazione rapida su tastiere e smartphone, infatti, tracciare lettere e parole a mano implica un processo motorio e cognitivo più profondo e articolato.

A confermare questa tendenza è anche l’Università di Stavanger, che sottolinea come la Gen Z prediliga la comunicazione veloce e sintetica, spesso a scapito della profondità di espressione. Il rischio? Perdere la capacità di argomentare con chiarezza, di riflettere con calma e di creare connessioni emotive più autentiche.

“Non si tratta di demonizzare la tecnologia — spiega uno dei ricercatori — ma di trovare un equilibrio. La scrittura a mano è un patrimonio culturale che non possiamo permetterci di sacrificare del tutto. La sua scomparsa potrebbe avere effetti sullo sviluppo cognitivo e sulla capacità di relazionarci con gli altri.”

Eppure, basterebbe poco per invertire questa rotta: riscoprire il piacere di prendere appunti su un quaderno, scrivere lettere, tenere un diario. In Italia, alcune scuole hanno già introdotto laboratori di calligrafia, sottolineando come la scrittura manuale possa diventare un vero e proprio strumento di educazione alla lentezza e alla consapevolezza. In un mondo sempre più veloce e digitale, forse è proprio la lentezza a mano a rappresentare la chiave per ritrovare il contatto con noi stessi e con gli altri.

Paola Forte

Fonte:  AGS Real Estate — La Generazione Z sta perdendo un’abilità comunicativa vecchia di 5500 anni, rivela uno studio

La Cina è vicina?

In Cina non è vietato l’utilizzo delle piattaforme occidentali, semplicemente non funzionano o sono controllate, come lo è la vita quotidiana con telecamere ovunque. Sapere che noi possiamo informarci,senza che nessuno fornisca una “pappa” pronta, mi fa apprezzare la libertà di poter consultare giornali e social, consciodella provenienza politica.

Non è vero che tutti i cinesi siano identici. Esiste una grande diversità tra gli individui, proprio come in qualsiasi altra popolazione. Lo stereotipo, secondo cui avrebbero tutti lo stesso aspetto, deriva dalla scarsa familiarità con volti dalle caratteristiche fisiche molto diverse dalle nostre. D’altro canto, anche per i cinesi, noi europei sembriamo tutti indistinguibili!

La Cina è vedere ragazze per strada che indossano vestiti leggiadri, di epoche passate, tempi dell’impero in cui le giovani donne vivevano recluse per non essere disonorate dallo sguardo di un uomo. Oggi, invece, sono fanciulle felici, libere ed emancipate che passeggiano e scattano selfie in tempistiche spropositate, anche se, nelle giornate soleggiate, sono conciate come l’uomo invisibile. Il motivo non è religioso, né legato alla moda: si coprono completamente per proteggere la propria pelle dalla luce solare per mantenerla bianchissima e liscia come la porcellana. L’età pensionabile è per loro di 50 anni, riconoscendone il maggior carico di lavoro domestico e familiare, mentre per gli uomini è 60 anni.

Notevole è l’estrema gentilezza formale cinese: il sorriso sempre presente, il gesto di porgere oggetti con entrambe le mani semiaperte, il non indicare mai nulla con le dita, l’elegante accenno di inchino nel saluto, i bambini che raramente piangono o urlano.

Nonostante il traffico stradale sia estremamente intenso, non ci sono rumori assordanti e lo smog è praticamente scomparso. Tra le migliaia di auto incolonnate a passo d’uomo, circa la metà, grazie alla politica di incentivi del governo, sono elettriche. Non ci sono utilitarie, ma centinaia di motorini che intasano i semaforisenza fare alcun rumore, perché tutti elettrici.

Di comunismo, in Cina, è rimasto solo il nome del partito che governa: i poveri sono rimasti poveri, i ricchi sono sempre più visibili e benestanti. Come negli Stati Uniti, chi non ha una carta di credito per pagare le cure si ritrova senza assistenza medica. Non sono rari i casi di genitori malati di cancro, che, per non pesare sulle finanze dei figli, abbiano scelto di morire senza cure.

La Cina non è vicina e noi siamo avanti.

Riccardo Agresti

Le ricette della nonna di Terra Nostra

Il ristorante di Oriolo non ha segreti in cucina.

Entusiasmo, nostalgia e visione accendono gli occhi sognanti di Federico Carpitella, il titolare del ristorante Terra Nostra di Oriolo, che si confida sfogliando vecchie fotografie delle emozioni di quando era bambino e d’estate, finalmente in vacanza dalla scuola, tornava a casa stanco e affamato, trovando la tavola apparecchiata sotto la pergola di casa dei nonni.

Oggi conduce la sua attività con l’intenzione di far rivivere sensazioni, le sue ma in fondo quelle di ognuno, che sappiano riportare a quella genuinità d’altri tempi, e non solo a tavola.

Nel preparare da mangiare, bisogna necessariamente pensare a qualcuno, altrimenti si sta solo cucinando; e i pensieri di Federcio volano alla sua età adolescenziale, al calore di cene che sapevano di famiglia, comunanza, condivisione.

“Mentre serviva a tavola, la nonna ci raccontava cosa stavamo per mangiare, come lo aveva preparato, l’origine degli ingredienti, e qualche piccolo aneddoto del passato. Mi piace fare lo stesso, per questo ho cercato di riprodurre uno spazio all’aperto che sappia richiamare quella nostranità familiare. I pezzi forte delle cene estive erano gli gnocchetti con crema di zucchine, fiori di zucca e pachino, tutto rigorosamente dell’orto, che propongo nel mio ristorante.

Per i palati più esigenti, tra racconti di fate e folletti, Federico suggerisce spaghetti con datterini gialli, guanciale croccante, pecorino e fili d’angeli, zeste di limone e cipolla caramellata finissima.

“Prepara il guanciale, taglialo a listarelle e rosolalo in padella senza olio finché croccante. Mettilo da parte su carta assorbente. Nella stessa padella, versa un filo d’olio e aggiungi i datterini tagliati a metà.Cuoci a fuoco vivo finché si ammorbidiscono, poi schiacciali leggermente per formare una cremina dolce. Affetta sottilissima mezza cipolla rossa, falla stufare con un filo d’olio, un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero. Cuoci gli spaghetti in acqua salata, scolali al dente tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura.Manteca, saltando la pasta nella crema di datterini. Aggiungi il pecorino fuori dal fuoco, con poca acqua di cottura per creare una salsa liscia.Unisci il guanciale croccante e i “fili d’angeli”, una grattugiata di limone o pepe nero, a piacere, basilico fresco se vuoi osare un po’. Serviti con amoreti faranno tornare bambino”.

https://terranostraorioloromano.it

Gianluca Di Pietrantonio

Bracciano. La notte della menta conquista la Biblioteca Orsini 

Si è svolta nel tardo pomeriggio del 12 giugno, presso la Biblioteca Comunale Bartolomea Orsini la partecipata presentazione del romanzo La notte della menta, ultimo lavoro della scrittrice e artista Marika Campeti, edito da Sette Chiavi – Passepartout.

Ha aperto l’incontro il saluto istituzionale di Giulia Sala, presidente del Consiglio Comunale e delegata alle Politiche di Genere e Pari Opportunità, che ha ringraziato l’autrice per l’impegno nel trattare il tema della violenza di genere attraverso la letteratura, intesa come spazio di consapevolezza e libertà, capace di dare voce alle donne e alle loro storie.
Sala ha inoltre ricordato l’attività del Centro Donna di Bracciano, situato al piano terra del Palazzo comunale, che durante tutto l’anno propone un calendario ricco di appuntamenti e iniziative di sensibilizzazione, ringraziando le donne che ne rendono possibile l’operatività.

Nel corso dell’incontro, il pubblico ha potuto immergersi nell’atmosfera sospesa di La notte della menta, un mini-thriller psicologico ambientato in una gelida notte d’inverno. La protagonista, Laura, si risveglia ferita e senza memoria in una scarpata nei pressi di Terracina. Il suo percorso di ricostruzione si snoda tra frammenti sensoriali, odori e interrogativi, fino a svelare una verità nascosta.
Il titolo allude al profumo intenso della menta, simbolo di memoria e resistenza, che diventa filo conduttore emotivo e chiave per riaprire ricordi dimenticati. 

A rendere autentico e coinvolgente l’incontro è stato il dialogo con Barbara Busetto, che ha guidato l’autrice con domande mirate e profonde, accompagnando il pubblico alla scoperta del cuore narrativo e delle radici emotive dell’opera.
Le letture sceniche di Sonia Boffa hanno dato voce ai personaggi, restituendo con sensibilità l’atmosfera sospesa della vicenda, tra tensione, ricordi e fragilità.

“La notte della menta – ha raccontato Campeti – è nato in una notte fredda di dicembre, in un casale immerso nella campagna umbra. Il profumo intenso della menta ghiacciata mi ha riportato all’infanzia, a mia nonna, alla mentuccia che raccoglieva con le mani. Da lì, un ricordo ha aperto la strada alla scrittura. Scrivere, per me, è sempre stato un modo per conservare, per rielaborare, per sentire.”

Il libro si presenta come un’opera breve ma intensa, capace di accompagna il lettore in un viaggio sensoriale e interiore, dove il freddo diventa metafora del vuoto emotivo.
Si legge tutta d’un fiato, ma lascia un segno profondo: più che una storia, è un invito a ritrovare sé stessi attraverso la memoria, anche quando fa male.  

Tra gli interventi, anche quello di Giovanni Furgiuele, presidente de L’agone nuovo, che ha posto l’attenzione sulla scarsa conoscenza dei servizi antiviolenza da parte dei giovani. Durante un recente incontro a Cerveteri, davanti a 200 studenti delle scuole superiori, nessuno era a conoscenza dell’esistenza dei due centri attivi sul territorio. Furgiuele ha evidenziato la necessità di rafforzare la comunicazione istituzionale e l’attività nelle scuole, sollecitando un maggiore impegno da parte della prefettura, dell’ASL RM4 e degli enti locali.
Ha inoltre ricordato il ruolo de L’agonenel promuovere cultura, formazione e aggregazione, con attenzione ai temi sociali, ambientali e all’innovazione.

Un appuntamento culturale denso di significato, che ha unito parole, memoria e ascolto, dove la letteratura incontra l’impegno civile e diventa strumento di riflessione e cambiamento.

Paola Forte

Anguillara Sabazia, 64esima edizione  della sagra del pesce 2025 con Fausto Leali e Nino Frassica

Il caratteristico borgo di Anguillara Sabazia, affacciato sulle rive del lago di Bracciano, si è preparato al meglio anche quest’anno per la nuova edizione della sua storica sagra del pesce. 

Si tratta infatti di un evento ormai tipico e consolidato da anni quello della sagra del pesce di Anguillara Sabazia. Una festa che ogni anno viene riproposta dal sindaco Angelo Pizzigallo e tutta l’Amministrazione del Comune, in collaborazione con la Pro Loco guidata da Moreno Delle Fratte e tanti altri collaboratori e numerose associazioni per culminare in due giornate di vera allegria e spensieratezza e che rappresenta un appuntamento imperdibile per celebrare la tradizione della pesca lacustre e il legame della comunità con il suo splendido lago.

Questa volta la festa è stata concentrata nel weekend di sabato 14 e domenica 15 giugno, due giornate di spettacoli, tradizione e gusto. Quest’anno per la sua 64esima edizione sono stati scelti ospiti particolari, Fausto Leali e Nino Frassica che tra musica e simpatia hanno dato armonia a questa edizione. 

Immancabili i mercatini artigianali seguiti da mostre fotografiche e, non per ultima, la cucina tipica di questa sagra a base di pesce di lago che si può degustare in loco con degli stand appositi e non solo. Presenti sono stati anche alcuni show di cucina per mostrare dagli chef più esperti i trucchi e i segreti della cucina tradizionale rivisitata in chiave moderna.

Un grande contributo dal punto di vista musicale è stato dato anche da tre orchestre appartenenti a tre scuole diverse, Anguillara, Bassano Romano e Civitavecchia, che unendosi hanno dato avvio a una grande orchestra creata da 70 coristi e 35 orchestrali che si sono all’anfiteatro sulla sponda del lago.

La sagra del pesce, come sempre, racchiude in se quelle due giornate di forte identità per la comunità, un’occasione per vivere la cittadina di Anguillara tra cultura, sapori e spettacolo, all’insegna della valorizzazione del territorio.

Claudia Reale

 

*ESTATE IN MUSICA SABATO 5 LUGLIO TERZO APPUNTAMENTO MUSICALE NEL SITO UNESCO DI CERVETERI*_

Domani, *sabato 5 luglio* terzo appuntamento alla 𝗡𝗲𝗰𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗘𝘁𝗿𝘂𝘀𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗮𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 con “𝗨𝗻’𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗠𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮”. L’appuntamento è alle 𝗼𝗿𝗲 20.45 per il consueto *brindisi di benvenuto* e, a seguire, alle *21* verrà eseguito *”Il flauto romantico”*, uno straordinario concerto caratterizzato *dal virtuosismo dei brani, dalla dolcezza del flauto e dalle melodie coinvolgenti*, eseguite da Gianluigi Durando al flauto e da Giacomo Bellucci al pianoforte.

🎟️ Lo spettacolo prevede il pagamento di un 𝗯𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝟭𝟮𝗲𝘂𝗿𝗼.
📧 𝗜𝗡𝗙𝗢 𝗲 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗢𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜: WhatsApp al 3478325416 – e-mail a concertiallanecropoli@gmail.com

💥 𝗨𝗻 𝗺𝗲𝗿𝗮𝘃𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲.
*Federica Battafarano*