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Ciao Claudia

Oggi Bracciano si è fermata per un lungo silenzioso attimo. Su Via Principe di Napoli nel pomeriggio di oggi le saracinesche di tutti i negozi erano abbassate, le persone erano ferme e silenti, anche il traffico sembrava essersi spontaneamente interrotto.

Solo una grande forte silenzio per salutare Claudia, donna, madre, moglie, figlia persona dai modi gentili, affabili. Se ne è andata troppo in fretta Lei con il suo sorriso ed il suo saper creare una bella sintonia con chi entrava nel suo negozio a scegliere un occhiale.

Così oggi in tanti su sono radunati nella chiesa di Santa Maria Novella, commercianti, amici, clienti, tante tante persone che si sentivano più povere di tanta gentilezza. Tutti in silenzio, senza parole, composti, perché forse di fronte a certe partenze così repentine, ogni parola sembra inutile fuori luogo, perché dietro il silenzio si nascondono rabbia, senso di ingiustizia, smarrimento.

Guardando in cielo si pensa allora che forse in Paradiso c’era bisogno di un angelo in più, di un angelo come Claudia che ha lasciato tanta gentilezza e tanta dolcezza in chi l’ha incontrata, insegnando a tutti l’importanza di vivere pienamente ogni istante della nostra Vita.
Cinzia Orlandi

GARLASCO – VITTORIO FELTRI A “FILOROSSO” (RAI 3): “IL CASO CONTINUA A INTERESSARE LE PERSONE PERCHE’ E’ STATO CONDANNATO UN INNOCENTE”

Da fonti RAI, si riceve e si pubblica

“Il caso Garlasco continua a interessare le persone perché è stato condannato un innocente. E’ il caso di cui stiamo parlando. Ora c’è la caccia all’assassino vero. Ma sarà ben difficile che abbia successo.

Nel processo di 1° grado il ragazzo fu assolto per assenza di prove. Poi ci fu naturalmente un appello: nel 2° grado Alberto Stasi è stato assolto. Dopo due assoluzioni diciamo che, con ragionevole dubbio, che tu non lo puoi condannare più. In nessun paese civile del mondo succede questo”. Lo ha affermato il giornalista e consigliere regionale della Lombardia, Vittorio Feltri, nel corso del programma “Filorosso”, condotto da Manuela Moreno, in diretta su Rai 3, e dedicato al delitto di Garlasco.

“Le indagini per ora ci portano a fare delle belle discussioni sui giornali e televisioni”, ha detto Vittorio Feltri, “Non è saltato fuori un solo elemento che sia in grado di giustificare la riapertura delle indagini. Io sono contentissimo che il ragazzo di Garlasco possa trovare la giustizia che lo assolva.

Però per ora non è saltato fuori nulla. Anche su Sempio non è saltato fuori niente. Vuol dire che non hanno in mano nulla. Hanno fatto un’indagine con un nulla in mano. Continuano a fare indagini con un nulla in mano. Siccome il condannato c’è già non succede niente”.

Alla domanda quale sarebbe stato l’errore degli errori, secondo Feltri “ne sono stati commessi tanti, quindi è difficile sceglierne uno. L’errore fondamentale è stato quello di non prendere atto del processo di 1° e 2°, e di costringere Stasi a un terzo processo”.

In ultimo Feltri ha spiegato che “qualsiasi italiano se commette un errore deve pagare di tasca sua. Pensiamo anche ai medici. I magistrati non pagano mai. Paga lo Stato. Vi sembra normale? Vi sembra equo?”.

 

Donne in Giallo a Bracciano

ALESSANDRO DI BATTISTA A “FILOROSSO” (RAI 3): “SONO FIERO DI COME MI SONO COMPORTATO IN PARLAMENTO”

Fonte Rai, si riceve e si pubblica

“Io non sto qui a parlare di un Movimento che ho lasciato cinque anni fa. Io sono convinto di aver agito bene e di aver seguito i miei ideali. Posso parlare della mia esperienza da Parlamentare e non di quando ne sono uscito.

Sono fiero di come mi sono comportato in Parlamento. Dissi sempre che per me la politica non è una professione, un servizio civico che occorre donare alla collettività per un tempo limitato”. Lo ha affermato l’attivista, saggista ed ex deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, nel corso del programma, nel corso del programma “Filorosso”, condotto da Manuela Moreno, in diretta su Rai 3.

Per Alessandro Di Battista “per me contano di più le idee. Perché preferisco girare a testa alta”. Secondo l’ex deputato “oggi un parlamentare è più irrilevante di un consigliere di amministrazione di un fondo finanziario”.

Al Parco della Legnara c’è “I Menecmi – Il gioco del doppio”: a Cerveteri il teatro e la commedia degli equivoci

Appuntamento per giovedì 10 luglio alle ore 21:30, ingresso gratuito

Un capolavoro della commedia classica al Parco della Legnara a Cerveteri, uno spettacolo teatrale straordinario, prototipo della commedia degli equivoci, l’incrocio di due identità, che ha ispirato celebri autori come Shakespeare e Goldoni.

È la storia di due gemelli, con lo stesso nome, separati da bambini, che si trovano a loro insaputa nella stessa città: una combinazione che scatena situazioni comiche ed esilaranti scambi di persona. Ma è un divertente “gioco del doppio” che cela, in realtà, qualcosa di più profondo.

Giovedì 10 luglio, alle ore 21:30, in scena c’è “I Menecmi – Il gioco del doppio”, di Tito Maccio Plauto, uno dei più prolifici e importanti autori della letteratura latina, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro. Ad esibirsi, la Compagnia “Castalia”, attiva da oltre 30anni e che nella sua storia si esibita sui più importanti palcoscenici italiani sempre con grande successo di pubblico e critica, tra cui quelli dei Festival di Ostia Antica, Taormina, Paestum, Pompei, Volterra e molti altri. L’ingresso allo spettacolo è libero e gratuito.

“Dopo il tanto pubblico del primo fine-settimana di eventi all’interno del Centro Storico con ‘Cerveteri, la città in scena’, che ha saputo attirare l’attenzione di tantissime famiglie tra i molteplici spettacoli in programma, l’Estate Caerite 2025 prosegue all’insegna del grande teatro – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – quello che porterà in scena la “Compagnia Castalia” è un progetto culturale unico in Italia e che siamo orgogliosi faccia parte del programma culturale estivo della nostra città. Prima dello spettacolo, protagonista sarà la Libreria Mondadori di Cerveteri, che condurrà una breve intervista al regista Vincenzo Zingaro, celebre per le sue magistrali rivisitazioni di opere classiche”.

“Una serata che punta a premiare il teatro di qualità, di livello, proprio come lo è stato ‘Frida’ nella serata di apertura dell’Estate Caerite – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Francesca Cennerilli – uno spettacolo in grado di coinvolgere un pubblico di qualsiasi età, che coniuga cultura e divertimento e che certamente lascerà nello spettatore grandi emozioni. L’ingresso allo spettacolo è libero e gratuito”.

A salire sul palco, Piero Sarpa, Annalena Lombardi, Giovanni Ribò, Rocco Militano, Fabrizio Passerini, Laura De Angelis e Maurizio Castè. Musiche di Giovanni Zappalorto, Costumi di Emiliana di Rubbo, scene di Vincenzo Zingaro e disegno luci di Giovanna Venzi. Scenotecnica di Lorenzo Zapelloni, tecnico Massimo Sugoni

Bracciano: il mito nelle acque del lago

La città sommersa di Sabate

Una città sommersa. Una sacerdotessa dimenticata. Un canto che riaffiora sotto la Luna. La leggenda di Sabate, tra mito e monito, ci parla ancora oggi dalle profondità del Lago di Bracciano. Perché ciò che il lago nasconde… potrebbe riflettersi nel nostro futuro.

Nel cuore del Lazio, adagiata tra dolci colline e accarezzata dalle placide acque del Lago di Bracciano, si cela uno dei misteri più seducenti del folklore italiano: la leggenda della città sommersa di Sabate, inghiottita secoli fa dalla furia della Natura, punizione per la superbia dei suoi abitanti. Il racconto, tramandato di generazione in generazione, intreccia mitologia, spiritualità, geologia, ecologia e cambiamento climatico, dando vita a una tradizione che ancora oggi affascina scrittori, appassionati e visitatori incantati dai borghi lacustri.

 

La leggenda della città sommersa di Sabate

Si dice che Sabate fosse un insediamento antico, forse di origine etrusca, prospero e raffinato. I suoi abitanti si vantavano di arte, ricchezza e sapienza, dimenticando però l’umiltà e il rispetto per le forze naturali. A reggere le sorti della città vi era una sacerdotessa devota a Sabazio, divinità primordiale associata alla vegetazione e ai misteri della rinascita, probabilmente legata al culto traco-frigio di Dioniso e diffusa nella Grecia classica.

Ma il governo di una donna saggia suscitava invidia. Durante i festeggiamenti del solstizio, un oppositore ambizioso instillò nei cittadini l’idea folle di essere superiori alla Natura. Il recinto sacro fu profanato, i boschi violati. Il popolo, ebbro di orgoglio, calpestò i confini tra sacro e profano, distrusse le spighe dorate, simbolo e realtà della fertilità, e sfidò la Natura stessa, che avevano illusoriamente sottomesso.

Quella notte, il cielo assunse un colore blu innaturale, e una pioggia gelida cadde senza preavviso. Le spighe spezzate si tramutarono in onde e il lago, fino ad allora una superficie argentea e pacifica, si gonfiò con furia divina. La terra tremò e l’acqua salì. Sommerse Sabate in poche ore. L’intera città fu inghiottita, e nessuno si salvò.

Una sola sfuggì, spinta dal sangue e dall’amore: la figlia della sacerdotessa, leggera di cuore. Corse nel bosco, i rami graffiavano il volto, le vesti semplici, la paura nel fiato. “Corri finché senti la mia voce”, diceva la madre, lontana, ma vicina.

Spinta dalla madre, la ragazza fuggì verso la cima di un colle, rinunciando alle sue ricchezze per alleggerirsi. Correva senza voltarsi, seguendo la voce rotta dal pianto dell’anziana madre: “Corri finché hai fiato”. Giunta in cima, stanca e ferita, cadde a terra, sfinita. Finalmente si voltò. Il lago era tornato uno specchio, e le stelle si riflettevano silenziose. La fanciulla, col cuore spezzato, pianse calde lacrime fertili nella terra muta e nacque una piantina dove il pianto cadde, ricordo silente di amore e di lutto. Le sue lacrime fecero fiorire un mandorlo solitario, che oggi cresce accanto alla Chiesa della Madonna del Riposo, edificata su quel colle. Il nome stesso è un tributo alla giovane, lì accasciatasi, testimone della fine di un mondo.

Il canto del lago nelle notti di Luna piena

Con il passare dei secoli, pescatori e contadini hanno raccontato di aver visto, nelle giornate limpide e calme, ombre di rovine sul fondale. Alcuni giurano che, nelle albe d’autunno, il lago diventi uno specchio magico: chi lo guarda con animo puro dal romantico belvedere della chiesetta può vedere torri, templi e giardini perduti. E nelle notti di luna piena, dalle profondità del lago, emerge un canto lieve, come un coro ancestrale.

Gli abitanti di Sabate, eternamente sospesi sotto l’acqua, per mantenere la loro magia ed esistere ancora, esigerebbero ogni anno il sacrificio di una vittima tra i bagnanti più arroganti e meno rispettosi della natura: benevola, ma intransigente.

Frammenti di verità

Alcuni storici ritengono che il mito possa nascondere frammenti di verità: Sabate potrebbe davvero essere esistita, forse come insediamento etrusco o paleolitico, e la natura vulcanica del bacino avrebbe contribuito alla nascita della leggenda.

La memoria collettiva tiene viva la storia in celebrazioni locali come la Processione delle Barche di Trevignano Romano, simbolo del legame spirituale tra la comunità e il lago.

Lo storico Philipp Clüver, nel suo Italia Antiqua (1624), cita rovine visibili sul fondo e riporta il misterioso Sozione, forse autore imperiale, che scrisse:

In quel luogo sorgeva un’antica città chiamata Sabate, oggi sommersa dal lago. Quando le acque sono limpide, si racconta che si possano scorgere rovine di edifici e statue sul fondo, come se il passato fosse lì, cristallizzato sotto la superficie.

Nel XIX secolo, Paolo Bondi da Fiumalbo ipotizzò un collegamento con Trevignano Romano e con la toponomastica del Bacino Sabatino, segno che il mito ha lasciato un’impronta profonda nella cultura e geografia locale.

Il mito ci parla ancora

La leggenda diella città sommersa di Sabate non è solo folclore: è una parabola ammonitrice sulla presunzione umana di dominare la Natura. Oggi, con l’evidenza scientifica del riscaldamento globale e l’aumento di eventi climatici estremi, ignorare i segnali ambientali equivale a ripetere il peccato di Sabate.

Eppure, c’è chi nega tutto: un negazionismo, dannoso, che alimenta la crisi invece di affrontarla.

Le storie come quella di Sabate ci ricordano che la Natura può essere generosa, ma non tollera l’arroganza. C’è sempre una voce che ci chiama al rispetto e alla consapevolezza: ignorarla può essere fatale.

Sabate non è solo racconto del passato: è parabola viva, lezione per l’oggi. Il negazionismo climatico è l’eco dell’orgoglio: l’uomo che ignora, rifiuta, sfida. E chi non ascolta, perderà ciò che ama.

La Natura non punisce. Reagisce.” — Lao Tse

Riccardo Agresti

Incendio a Valcanneto: domenica di lavoro per Protezione Civile Comunale e Vigili del Fuoco di Cerveteri

Fiamme divampate a seguito dell’accensione di fuochi su terreni privati. Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Dato mandato alla Polizia Locale di indagare su quanto accaduto e di elevare sanzioni”

“Un’altra giornata di lavoro per il Gruppo Comunale di Protezione Civile della nostra città, ma soprattutto un’altra giornata di grave ed inaccettabile rischio per il territorio, causato dall’incuranza dei terreni privati e dal mancato rispetto da parte dei proprietari dell’ordinanza con la quale si impone loro la pulizia degli stessi.

incendio di vaste dimensioni

Anche ieri, dopo quello di domenica scorsa, un vasto incendio ha causato non pochi pericoli al territorio: è a Valcanneto che si sono propagate le fiamme, proprio a ridosso delle abitazioni. Sin da subito ne è stata accertata la causa, ovvero fuochi accesi da privati all’interno dei loro terreni. A tal proposito, ho immediatamente dato ordine alla nostra Polizia Locale di avviare delle indagini e a sanzionare senza indugio alcuno i responsabili e i proprietari dei terreni interessati. Solamente la prontezza di intervento della Protezione Civile Comunale, dei Vigili del Fuoco di Cerveteri e degli altri soccorritori, ha scongiurato il peggio”.

A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, a seguito dell’incendio verificatosi nella giornata di ieri e che ha interessato la zona di via dei Casaletti, in un’area adiacente via dei Pascolari, quest’ultima appartenente al Comune di Fiumicino.

mezzi di soccorso in azione

“In tema di prevenzione incendi – prosegue il Sindaco di Cerveteri Gubetti – ricordo che come ogni anno, anche quest’anno ho firmato l’ordinanza per la manutenzione del verde privato, per la pulizia dei terreni da erbe infestanti e rovi. L’ordinanza, la n.15 del 2025, ordina ai proprietari, possessori o detentori a qualunque titolo di edifici del centro abitato o di terreni appartenenti a qualunque categoria d’uso di provvedere alla pulizia e al mantenimento della stessa, intervenendo con taglio ed estirpazione delle erbacce, alla rimozione di rifiuti e rovi. Una misura necessaria per garantire maggiore decoro e sicurezza al territorio tutto”.

l'incendio di Vlalcanneto

“Con l’occasione – conclude il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – ci tengo a ringraziare tutti coloro che anche nella giornata di ieri, con grande competenza e professionalità sono intervenuti per domare le fiamme: la nostra Protezione Civile Comunale, i Vigili del Fuoco di Cerveteri, i Carabinieri di Cerveteri e la Polizia Locale. A tutti loro, un sincero ringraziamento”.

Nessun ampliamento della discarica a Civitavecchia

Si riceve e si pubblica
L’Amministrazione comunale di Civitavecchia ha espresso formalmente il proprio parere contrario all’ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi in località Fosso Crepacuore, nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) attualmente in corso presso la Regione Lazio.
Pur trattandosi di una procedura che prevedeva per il Comune una competenza formale limitata esclusivamente all’impatto acustico, l’Amministrazione ha ritenuto fondamentale ampliare il proprio intervento a 360 gradi, affrontando complessivamente le criticità ambientali, sanitarie e territoriali che il progetto comporterebbe. La posizione del Comune è stata dettagliatamente comunicata alla Regione Lazio con una lettera ufficiale che riporta puntualmente le ragioni tecniche e sanitarie alla base del parere negativo.

 

«Abbiamo scelto responsabilmente di andare oltre le nostre competenze specifiche per tutelare integralmente la salute della comunità e la qualità ambientale del territorio – ha dichiarato il Sindaco Marco Piendibene –. Civitavecchia è già sottoposta a numerose pressioni ambientali, come quelle derivanti dal porto, dalla centrale termoelettrica e dal traffico, e non può tollerare ulteriori rischi per la salute dei cittadini. Il parere sfavorevole espresso anche dalla ASL Roma 4 rafforza ulteriormente la nostra posizione».

 

L’Assessore all’Ambiente Stefano Giannini ha partecipato a un incontro con i vertici della ASL Roma 4, durante il quale sono stati analizzati e condivisi i motivi alla base del parere sfavorevole espresso dall’Azienda sanitaria.

 

«Abbiamo approfondito in maniera rigorosa tutti gli aspetti tecnici e sanitari del progetto – ha aggiunto l’Assessore Giannini – e l’assenza di una Valutazione di Impatto Sanitario, così come la mancanza di uno studio trasportistico aggiornato e puntuale, rappresentano carenze sostanziali che rendono impossibile un giudizio favorevole su questo intervento».

“LA PACE NON È NEGOZIABILE”

CONCLUSA  A ROMA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DI  ASC aps
LANCIATI I TEMI PER IL CONGRESSO NAZIONALE
(TORINO 17-19 OTTOBRE 2025)

si è tenuta a Roma Venerdì 4 luglio l’Assemblea Nazionale di ASC aps, durante la quale i rappresentanti delle articolazioni regionali e delle associazioni nazionali socie hanno affrontato i temi legati alle sfide attuali e alle prospettive future dell’organizzazione.

Di fronte al crescente deterioramento delle condizioni di pace e sicurezza internazionale, con conflitti che si intensificano, le situazioni in Ucraina e Palestina che ogni giorno diventano più complesse, il numero di morti che cresce di ora in ora, ASC aps ha ribadito con forza il proprio impegno per la promozione della pace, della nonviolenza e della giustizia sociale.

“La drammatica situazione di Gaza, l’escalation della retorica militare e la crescita delle spese per armamenti richiedono una posizione netta da parte della nostra associazione, che sa da che parte stare” questa la riflessione dell’Assemblea Nazionale. Per questo rafforzeremo la dimensione educativa e il nostro impegno di advocacy

La nostra storia, l’essere parte attiva della Rete Italiana Pace e Disarmo e della campagna “Sbilanciamoci!” ci impongono di continuare a promuovere la cessazione immediata dei conflitti armati e il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, la riduzione delle spese militari e la riconversione industriale verso settori civili e sostenibili e la promozione del servizio civile universale come alternativa concreta a questa deriva militarista.

“Attraverso i nostri progetti di servizio civile in tutta Italia, portiamo avanti percorsi di educazione alla pace, alla nonviolenza e alla cittadinanza globale”, afferma Rosario Lerro Presidente di ASC aps“proponendo ai giovani esperienze di pace, contro le disuguaglianze e la contrazione dei diritti, conseguenza immediata del clima di guerra e della soluzione armata alle controversie.”

Questi temi saranno affrontati con maggiore incisività durante il XVIII Congresso Nazionale che si terrà a Torino dal 17 al 19 ottobre 2025 presso il Polo del 900: affronteremo temi centrali per il futuro dell’associazione, con particolare attenzione – in questo contesto sociale e politico in continua evoluzione – alle sfide legate a pace, disuguaglianze, democrazia partecipata, partecipazione giovanile, al ruolo di ASC aps come Rete Associativa Nazionale e al suo contributo nella promozione della cittadinanza attiva e della solidarietà senza tralasciare lo sviluppo organizzativo della rete e l’analisi dell’impatto dei progetti di servizio civile nelle comunità.

“Il Congresso nazionale rappresenterà un momento fondamentale per ripensare il nostro impegno in un contesto nuovo, per ragionare con i giovani e ri-allenare il nostro modo di raccontare la pace e la nonviolenza”, dichiara ancora Rosario Lerro sottolineando che “La sfida che ASC aps ha davanti è quella di rafforzare ulteriormente il proprio impegno, innovando le pratiche e ampliando le alleanze, per essere all’altezza delle aspettative dei giovani che attraverso il Servizio Civile in ASC APS scelgono di mettersi al servizio della pace e della solidarietà”.

ufficio stampa:  Paola Scarsi

85° Anniversario dell’abbattimento della MOVM Serg. Magg. Pilota Agostino Fausti

Si è svolta il 6 luglio 2025, presso il luogo di sepoltura nel
Cimitero di Bracciano, la commemorazione dell’atto eroico del
Serg. Magg. Agostino Fausti, caduto, sotto le insegne del 2°
Stormo – 8° Gruppo, in impari combattimento aereo, nei cieli
della Cirenaica il 4 luglio 1940.

un picchetto d'onore

Alla Cerimonia hanno partecipato il Comandante dell’8°
Gruppo Volo dell’Aeronautica Militare, Magg. Pil. Mirko Micali
con una rappresentanza del Gruppo, una rappresentanza del
Comando Aeroporto Vigna di Valle, il Parroco di Vigna di Valle,
Rev. Don Vincenzo Prato e i Soci della Sezione di Bracciano
dell’Associazione Arma Aeronautica intitolata proprio ad
Agostino Fausti.

Nelle allocuzioni sono state evidenziate le straordinarie qualità
di abnegazione ed attaccamento al dovere del caduto
braccianese dove, nell’adempimento del proprio dovere,
sacrifico’ senza indugio e con sprezzo del pericolo, la propria
vita