Competendo in diversi campi tra il fuoristrada e il ciclismo su strada, la Mtb Santa Marinella ha raccolto altre belle soddisfazioni in virtù delle belle performances dei propri atleti.
Nel fuoristrada a Sorisole era in programma la Maffioletti Story 6H Mtb. In terra lombarda per questa gara endurance erano presenti Claudio Pellegrini e Fabio Giammarchi, rispettivamente secondi e terzi di categoria master 6.
Ancora ruote grasse con Daniele Bagnoli impegnato a Subiaco per la Granfondo Parco dei Monti Simbruini e Monte Livata conclusa al quinto posto di categoria gentleman B.
Per il ciclismo su strada impegnato solamente Michele Feltre: il 13 luglio scorso ha ottenuto in Veneto il terzo posto di categoria supergentleman B alla cronoscalata Arsiè – Col Perer.
“Questi risultati sono la prova dell’impegno e della dedizione dei nostri atletiche riescono ad eccellere in diverse discipline e siamo pronti a continuare a supportarli nel loro percorso sportivo” ha commentato il presidente Stefano Carnesecchi.
Riceviamo da Cristiano Puglisi, senior PR Account Espresso Communication e pubblichiamo
Uno studio britannico sottolinea le difficoltà dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 25 anni che si affacciano al mondo del lavoro: riguardano la resilienza, la capacità di lavorare in squadra e addirittura le conversazioni telefoniche, sgradite a un talento su 4. “Guai però a cedere alla colpevolizzazione delle nuove generazioni. La chiave di lettura deve rimanere la valorizzazione delle differenze che questa generazione porta. Accanto a un accompagnamento al ‘risveglio’ e allo sviluppo di quella parte di competenze umane e relazionali che, nell’epoca dell’avvento dell’AI, quasi paradossalmente sono ancora più determinanti”, spiega Francesca Verderio di Zeta Service, realtà italiana leader nella consulenza e servizi HR e payroll
Quello delle competenze è un tema sempre più importante per i ragazzi e le ragazze che si affacciano su un mercato del lavoro ultra-competitivo, in particolare quelli della Gen Z, cioè i nati tra il 1997 e il 2012. Giovani che, secondo un recente studio britannico pubblicato dal magazine di settore HrNews dimostrano maggiore preparazione dal punto di vista tecnico e delle hard skills ma meno rispetto a quelle che sono le cosiddette soft skills. L’indagine, svolta su oltre 2mila persone, tra le quali 590 datori di lavoro, ha infatti evidenziato come studenti e lavoratori nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni registrino le maggiori difficoltà in quest’area. In particolare, secondo la ricerca, quasi 4 su 10 (il 37%) hanno difficoltà nella comunicazione interpersonale, quasi 3 su 10 (il 28%) nella resilienza e nel problem solving (il 27%). Le difficoltà comunicative possono avere un impatto diretto sulle competenze chiave richieste in ogni ufficio, dato che quasi un quarto (24%) dei Gen Z non ama le conversazioni telefoniche e a volte addirittura le evita del tutto. Anche i millennial, tuttavia, sono restii a rispondere al telefono, con il 21% che ne fa volentieri a meno, quando possibile.
Tuttavia, a fronte di questi dati, quello che, secondo gli esperti, va assolutamente evitato è il cosiddetto “Gen Z bashing” e, in generale, il bashing generazionale, ovvero la tendenza a colpevolizzare i ragazzi e le ragazze. “Non possiamo permetterci di leggere questi dati come una colpa da imputare alla Gen Z. È una narrazione non utile e fuorviante”, afferma Francesca Verderio, Training & Development Practice Leader di Zeta Service, realtà italiana leader nella consulenza e servizi HR e payroll. “Queste fragilità – aggiunge – non sono un tratto anagrafico, ma il risultato di un sistema educativo e formativo che ha fatto il possibile ma non abbastanza e non aveva gli strumenti per evolvere con la stessa velocità del mercato del lavoro. Il Covid-19, con le sue lezioni a distanza e l’isolamento sociale, ha rallentato momenti di contatto fisico proprio in una delle fasi in cui si impara, a stare in relazione”.
Parole che trovano riscontro in ulteriori dati dell’indagine inglese: quasi metà (il 43%) delle persone intervistate ha infatti dichiarato di non aver ricevuto insegnamenti sulle competenze trasversali durante la più giovane età. Una tendenza che, però, proseguirebbe anche nel mondo del lavoro, con oltre un quarto (27%) dei partecipanti al sondaggio che ha riferito di non ricevere alcun supporto nello sviluppo delle competenze trasversali e il 43% che non partecipa ad alcuna formazione esterna o attività di team building. Eppure le soft skills nel lavoro sono fondamentali: anche in era di intelligenza artificiale i datori di lavoro, nello studio, hanno attribuito un’importanza maggiore alla capacità di svolgere un lavoro in squadra (55%) piuttosto che alle competenze informatiche, fondamentali solo per il 26%. Ma non tutto è perduto, le competenze relazionali si formano e si fondano fin dai primi anni di vita e possono essere certamente “risvegliate e riallenate”. Inoltre non possiamo dimenticare che, questa fase di fatica che queste generazioni hanno attraversato, ha certamente sviluppato capacità e punti di vista differenti dei quali le aziende e il contesto sociale devono fare tesoro.
“Oggi il contesto competitivo ci impone una riflessione strutturale: servono piani formativi che affianchino lo sviluppo tecnico a quello umano. – continua Francesca Verderio di Zeta Service — In un’epoca di AI, sono proprio le competenze che le macchine non replicano – ascolto, empatia, visione sistemica – a generare valore. Non solo, anche l’utilizzo efficace dell’AI è necessariamente connesso alla capacità umana di discernere, avere spirito critico e saperla usare come strumento ponendosi al di sopra e non lasciandosi influenzare o guidare da essa. Come professionisti e professioniste lo vediamo ogni giorno, sia internamente sia nelle consulenze che offriamo alle aziende per un più efficace e sostenibile sviluppo organizzativo: dai percorsi di coaching che aiutano le figure manager a integrare KPI e intelligenza emotiva, ai training blended per ruoli tecnici dove il problem solving convive con il pensiero empatico, fino ai progetti di team coaching che risolvono conflitti strutturali facilitando la collaborazione tra funzioni diverse. Anche per questo abbiamo deciso di formare le nostre persone, a partire dalle figure più junior, su soft skill come l’ascolto, la comunicazione per cooperare, lo spirito critico, il pensiero divergente, la propensione all’autosviluppo”.
Ecco allora quali sono, secondo le figure esperte di Zeta Service, le 10 caratteristiche comportamentali che chi oggi entra nel mondo del lavoro dovrebbe allenare maggiormente, accompagnato anche dall’azienda nella formazione:
Focus su obiettivi singoli, costanza e coerenza: la capacità di concentrazione prolungata su un task va allenata accanto ad un multitasking che non va dimenticato.
Comunicazione verbale e la capacità di integrare la relazione in modo multicanale: saper parlare con efficacia, integrando i contributi e conoscendo e governando le caratteristiche dei canali di comunicazione.
La chiarezza espositiva e la capacità di trasmettere concetti in modo razionale e razionale: e-mail chiare, dirette e pertinenti sono fondamentali per una performance che mira a fare squadra e a risolvere problemi complessi.
Accountability e Decision making: esercitare il potere e la competenza ad attivarsi rispetto al proprio livello di padronanza e sfidarsi ad andare oltre.
Spirito critico: capacità di governare e farsi un’opinione propria e se serve divergente rispetto alla realtà che si affronta è la via per l’innovazione e la crescita, oltre che per un utilizzo davvero efficace dell’AI.
Resilienza e locus of control bilanciato: avere la capacità di pesare i propri contributi e contestualizzarli, analizzando tutte le variabili in gioco, riconoscendosi azioni positive e mettendosi in discussione in ottica di miglioramento continuo.
Negoziazione sostenibile, in logica sempre di reciproco vantaggio: una competenza chiave in ogni relazione professionale, interna o esterna.
Ascolto attivo, empatia e cura autentica della relazione: comprendere, non solo sentire, è il prerequisito di ogni relazione sana. E comprendere i bisogni dell’altro è ciò che conferisce leadership e fiducia.
Propensione all’autosviluppo: accogliere il feedback come leva di apprendimento, non come attacco personale.
Pensiero positivo: non “pensare positivo” a tutti i costi, ma coltivare la capacità di leggere le opportunità anche nelle criticità.
Dall’Ufficio Stampa “Plastic Free Onlus” riceviamo e pubblichiamo
Plastic Free Onlus raggiunge un traguardo storico nella lotta all’inquinamento da plastica: sono oltre 500 i protocolli d’intesa sottoscritti con i Comuni italiani. Un risultato che conferma il crescente impegno delle amministrazioni locali nel costruire, insieme all’associazione, un percorso concreto di sostenibilità e tutela ambientale.
Nato inizialmente come uno strumento utile a semplificare gli iter burocratici legati alle attività di volontariato ambientale, il protocollo si è evoluto nel tempo in una vera e propria alleanza tra le istituzioni e la cittadinanza attiva. Una sinergia che ha permesso di rafforzare le azioni di contrasto all’inciviltà ambientale e promuovere iniziative virtuose sul territorio, incidendo in maniera significativa sulla riduzione dell’utilizzo della plastica monouso e sulla corretta gestione dei rifiuti urbani.
“Siamo orgogliosi di aver raggiunto e superato la soglia dei 500 protocolli d’intesa – dichiara Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus – Questo traguardo è il segnale che la nostra visione condivisa con i Comuni italiani sta generando un cambiamento reale. Non si tratta solo di un numero, ma di un’alleanza diffusa che dimostra quanto sia forte la volontà di lavorare insieme per un futuro più pulito e sostenibile”.
Il primato regionale per numero di protocolli firmati spetta al Veneto con 78 Comuni aderenti, seguito dalla Lombardia con 46, Sicilia con 43, Piemonte e Puglia con 39 ciascuna. Una rete ampia e variegata che abbraccia l’intero territorio nazionale, dal Nord al Sud, coinvolgendo anche realtà più piccole e virtuose, come Molise (31 protocolli) e Trentino-Alto Adige (13). Non mancano le grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Bari e Catania.
L’adesione crescente da parte dei Comuni dimostra l’efficacia di un modello che mette al centro la collaborazione tra istituzioni e cittadini. Sono già 122 i Comuni che hanno ottenuto il Riconoscimento “Plastic Free”, premiati per aver adottato misure concrete in favore dell’ambiente. Il riconoscimento, conferito annualmente con una cerimonia ufficiale, si basa su quattro pilastri: contrasto all’inciviltà ambientale, attività virtuose sul territorio, gestione dei rifiuti e collaborazione con Plastic Free.
“Il protocollo d’intesa è molto più di un documento – conclude De Gaetano – è un impegno reciproco a costruire un presente migliore per le generazioni future, attraverso progetti educativi, azioni concrete e partecipazione collettiva”.
L’alleanza con i Comuni proseguirà con sempre maggiore forza, coinvolgendo nuove amministrazioni e rafforzando la rete di territori virtuosi pronti a fare la propria parte per il pianeta.
È stata diffusa il 22/7/2025 la dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi e del Presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz, “Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”.
Di seguito il testo della dichiarazione:
Noi, rappresentanti delle comunità cristiana ed ebraica a Bologna, figli dell’Unico Dio pacifico e misericordioso, riconoscendoci Fratelli tutti, uniamo la nostra voce consapevoli della gravità dell’ora presente e della responsabilità morale che ci unisce come credenti e come cittadini.
Di fronte alla devastazione della guerra nella Striscia di Gaza diciamo con una sola voce: fermi tutti. Tacciano le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele. Siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti. Si permettano corridoi umanitari. Si cessi l’occupazione di terre destinate ad altri. Si torni alla via del dialogo, unica alternativa alla distruzione. Si condanni la violenza.
Ci uniamo al grido dell’umanità ferita che non vuole e non può abituarsi all’orrore della violenza: basta guerra. È il grido dei palestinesi e degli israeliani e di quanti continuano a credere nella pace, coscienti che questa può arrivare solo nell’incontro e nella fiducia, che il diritto può garantire nonostante tutto. Come ricorda il Salmo: «Cercate la pace e perseguitela» (Sal 34,15). E come insegna la sapienza antica: «Chi salva una vita, salva il mondo intero». Ma è tragicamente vero il contrario: chi uccide un uomo uccide il mondo intero.
Condanniamo ogni atto terroristico che colpisce civili inermi. Nessuna causa può giustificare il massacro di innocenti. Troppi bambini sono morti. Nessuna sicurezza sarà mai costruita sull’odio. La giustizia per il popolo palestinese, come la sicurezza per il popolo israeliano, passano solo per il riconoscimento reciproco, il rispetto dei diritti fondamentali e la volontà di parlarsi.
Rigettiamo ogni forma di antisemitismo, islamofobia o cristianofobia che strumentalizza il dolore e semina solo ulteriore odio. Chiediamo alle istituzioni italiane e internazionali coraggio e lucidità perché aprano spazi di incontro e aiutino in tutti i modi vie coraggiose di pace. Il dolore unisca, non divida. Il dolore non provochi altro dolore. Dialogo non è debolezza, ma forza. La pace è sempre possibile. E comincia da qui, da noi. Fermi tutti!
+ Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna
Daniele De Paz, Presidente della Comunità Ebraica di Bologna
È stato presentato ufficialmente il progetto “La Porta del Pellegrino – Food and Cultural Experience”, promosso dalla CNA di Viterbo e Civitavecchia con il contributo della Camera di Commercio di Roma, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e agroalimentare di Civitavecchia, promuovendone una visione integrata dell’accoglienza territoriale.
All’evento hanno partecipato, oltre al Sindaco Marco Piendibene, l’Assessore al Commercio Enzo D’Antò e l’Assessore al Turismo Piero Alessi, il presidente della CNA di Civitavecchia Vincenzo Lisi, John Portelli, Direttore generale di Roma Cruise Terminal, Benedetta Sereni dell’Area Sviluppo Impresa della CNA di Civitavecchia, Alessandro Ansidoni, portavoce di Slow Food Costa della Maremma laziale, e il segretario della CNA di Viterbo e Civitavecchia Attilio Lupidi.
Il progetto, articolato a più livelli, si propone di: comunicare il valore culturale e identitario di Civitavecchia, valorizzare le produzioni tipiche locali attraverso il racconto gastronomico (food storytelling), sostenere le imprese del comparto agroalimentare, turistico e della ristorazione e sviluppare percorsi tematici tra cultura e gusto.
«Questo progetto rappresenta una grande opportunità per rafforzare l’immagine di Civitavecchia come destinazione turistica autentica – ha sottolineato l’assessore Piero Alessi –. Vogliamo offrire ai visitatori esperienze vere, che raccontino il nostro territorio attraverso il cibo, le tradizioni e l’accoglienza. La Porta del Pellegrino è un invito a scoprire un volto inedito e accogliente della città attraverso un turismo esperienziale.»
Attualmente è in fase di realizzazione anche la Guida del Pellegrino, un opuscolo informativo bilingue (italiano e inglese) e disponibile in formato cartaceo e digitale a partire da settembre; il minisito “La Porta del Pellegrino”, collegato alla pagina ufficiale della CNA e che fungerà da strumento di orientamento per i visitatori e la campagna di comunicazione “Cibo come cultura”, che grazie a contenuti visivi, materiali informativi e promozionali coinvolgerà il pubblico e rafforzerà la visibilità dell’iniziativa. Inoltre, da settembre a novembre si svolgeranno visite guidate e degustazioni tematiche che offriranno esperienze e autentiche a piccoli gruppi, coinvolgendo produttori, ristoratori e guide turistiche abilitate.
Diverse imprese del territorio hanno già aderito al progetto, tra cui l’Antico Forno La Bianca e il ristorante Orsola ad Allumiere, la Norcineria F.lli Orchi a Tolfa, l’azienda agricola Acquaranda a Trevignano Romano, il ristorante Sora Maria, l’enoteca Baiocco, il Forno Proietti a Civitavecchia e il Salotto Belvedere a Bracciano.
Gli eventi, che si svolgeranno da settembre a novembre, sono tutti gratuiti e con obbligo di prenotazione. Il primo appuntamento è fissato per il 28 luglio alle ore 19:30 presso l’Enoteca Baiocco a Civitavecchia.
«Valorizzare il commercio locale attraverso percorsi culturali ed enogastronomici vuol dire creare nuove opportunità economiche e rafforzare il legame tra le attività produttive e il territorio – ha dichiarato l’Assessore Enzo D’Antò –. Il progetto ha il merito di coinvolgere concretamente le imprese, creando una rete virtuosa capace di generare sviluppo e qualità nei servizi offerti.»
“Con questo progetto vogliamo riscoprire e far riscoprire Civitavecchia come un luogo che non è solo porto di transito, ma meta di esperienze autentiche, legate alla nostra cultura, ai nostri sapori, alla nostra storia” – ha dichiarato il Sindaco Marco Piendibene. “‘La Porta del Pellegrino’ rappresenta un’occasione concreta per promuovere il territorio, sostenere le imprese locali e rafforzare l’identità della nostra comunità. Prodotti tipici come la pizza e i biscottini civitavecchiesi, il caciofiore e l’acquacotta mentucciata rappresentano elementi tipici della nostra cultura che meritano di essere valorizzati. Ringrazio la Camera di Commercio di Roma e il suo Presidente Lorenzo Tagliavanti, la CNA di Viterbo e Civitavecchia, le imprese e i partner coinvolti per l’impegno e la visione condivisa.”
L’Amministrazione comunale conferma il proprio sostegno a iniziative che, come questa, valorizzano in maniera concreta il territorio e le sue eccellenze, promuovendo un turismo sostenibile e di qualità.
La IV Commissione “Ambiente” del Comune di Civitavecchia, riunitasi ieri in seduta pubblica, ha audito i rappresentanti dell’Osservatorio Ambientale, a cui la Commissione ha chiesto formalmente di attivarsi immediatamente e in modo indipendente, al netto dei riscontri da parte di ARPA Lazio. In particolare, è stato richiesto di:
• perimetrare l’area potenzialmente esposta a eventuali contaminanti, individuando le priorità di intervento;
• avviare controlli straordinari sui pozzi privati e pubblici presenti in zona, per ottenere le prime indicazioni sull’integrità della falda acquifera.
La Commissione si riunirà nuovamente martedì 5 agosto, data in cui sarà audita ARPA Lazio, per completare il quadro tecnico sui livelli di rischio e sulle misure di tutela da adottare per la popolazione.
La Commissione Ambiente, unanimemente, mantiene contatti diretti e continui con tutti gli attori coinvolti nella vicenda e si impegna a fornire aggiornamenti tempestivi al sindaco man mano che emergeranno dati utili.
Il Presidente Ismaele De Crescenzo afferma:
“Stiamo lavorando per ottenere informazioni scientifiche solide e condivise. Abbiamo chiesto all’Osservatorio Ambientale di attivarsi da subito, in autonomia rispetto ad ARPA, per garantire tempi rapidi nella rilevazione di eventuali criticità. Ringrazio i rappresentanti per la disponibilità e per la prontezza con cui avvieranno i controlli sui pozzi. L’audizione di ARPA Lazio del 5 agosto sarà determinante per valutare ulteriori misure di sicurezza. La salute dei cittadini viene prima di tutto”.
Il Sindaco Marco Piendibene si dice soddisfatto del lavoro sinergico della commissione ambiente e dichiara:
“Il sequestro del Centro Chimico impone un’azione immediata, coordinata e trasparente da parte di tutte le istituzioni. Il Comune sarà parte attiva in ogni fase, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Voglio rassicurare i cittadini: non sottovaluteremo nulla e chiederemo risposte puntuali a tutti i soggetti competenti. Civitavecchia ha già pagato nel passato un prezzo alto in termini ambientali, e non permetteremo che oggi si possano correre rischi di qualsiasi natura”
I Lions Club di Bracciano fanno dono simbolico all’Ospedale Padre Pio
La mattina del 25 luglio scorso, all’ingresso dell’ospedale Padre Pio di Bracciano si è svolta una cerimonia semplice ma dall’alto valore simbolico: la presidente dei Lions Club di Bracciano, Anguillara e Monti Sabatini, Simonetta Di Camillo, ha fatto dono di un tricolore all’ospedale locale, come attestato di vicinanza e intenti di supporto.
Presenti il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, il direttore generale della Asl RM 4, Rosaria Marino, il direttore sanitario Simona Ursino e il direttore sanitario Antonio Carbone, la consigliera Giulia Sala e il sempreverde generale Riscaldati, presidente emerito del club Lions.
Il vessillo, affiancato da quello europeo, è stato issato sul pennone posto all’ingresso dell’ospedale sulle note dell’inno nazionale, cantato sommessamente da tutti i presenti nella mattinata ordinaria di sofferenza e soccorso.
Il club Lions, ha dichiarato la presidente Di Camillo, incarna da sempre quei valori di solidarietà e sostegno che abbracciano appieno l’attività sanitaria ricordando il motto che anima i suoi soci, We Serve, stare al servizio.
Stare al servizio delle comunità, ha dichiarato la Presidente che nel caso del Club che rappresenta abbraccia un’area vasta con oltre 50.000 abitanti, offrendo collaborazione alle strutture del territorio, tra cui la ASL, in particolare nelle articolazioni che si occupano delle macro aree della Vista, del Diabete, del Cancro infantile. Ha citato, a titolo esemplificativo, alcune delle iniziative sostenute e promosse, sulla prevenzione con le attività di sceening, il progetto Viva Sofia afferente le manovre di disostruzione pediatrica, sull’ambliopia, il progetto Martina che porta a conoscenza dei giovani la delicata tematica dei tumori; ma anche le iniziative che riguardano la raccolta dei medicinali e degli occhiali usati, a favore dei meni abbienti.
“Tutte queste cose, ha sostenuto la presidente Di Camillo, vengono realizzate con le sole forze di 38 soci volontari”. Lodevole l’iniziativa di aver aperto il club ai giovani, con l’istituzione di una sezione dedicata.
Il sindaco Crocicchi ha ringraziato i Lions ma anche il personale medico, paramedico e amministrativo per il lavoro svolto ogni giorno con grande professionalità, migliorando il servizio sul territorio.
I direttori sanitari, Ursino e Carbone, gli hanno fatto eco dichiarando che la vicinanza istituzionale e volontaria accordata al lavoro della Asl si sente ed è apprezzata; prendersi cura delle bandiere donate sarà il segno di quell’apprezzamento.
Infine ha preso la parola il direttore generale, d.ssa Marino, che riconoscendo lo spirito di servizio dei Lions, lo equipara alla passione e dedizione espressa ogni giorno dagli operatori sanitari. Ha conferito grande valore simbolico alla donazione del tricolore, perché suggella un rapporto consolidato tra la ASL e i Lions con la finalità comune di restare vicini a chi soffre. H dichiarato che Bracciano tornerà a essere una stella nel costellazione della sanità con l’ampliamento dei servizi con una nuova risonanza magnetica, il servizio di otorinolaringoiatria e oculistica.
I dati riconoscono a Bracciano che i numeri delle prestazioni sono in crescita, evidentemente riconoscendo un netto miglioramento della qualità dei servizi; lo scorso anno gli accessi ai pronto soccorso, ad esempio, sono stati nettamente superiori a quelli dell’ospedale di Civitavecchia vantando anche un servizio di ortopedia che è stato riconosciuto come il migliore del Centro/sud Italia grazie alla presenza di eccellenti professionisti.
L’agone era presente con il suo presidente, Giovanni Furgiuele, a cui è riconosciuto plebiscitariamente un ruolo fondamentale per la divulgazione sul territorio di tutto ciò che può migliorarne la vivibilità, come l’evento odierno.
Questi i protagonisti della XVII edizione de “I Viaggi dell’Arte” con la direzione artistica di Gino Auriuso, che saranno in scena dal 7 al 12 Agosto 2025 al ParcoTevere Magliana di Roma alle ore 21.00.
Dall’1 all’11 agosto, inoltre, undici giorni di laboratori artistici animeranno i 5 quartieri del municipio (Marconi, Magliana, Trullo, Corviale e Ponte Galeria) in orario pomeridiano e, grazie alla professionalità e all’esperienza degli insegnanti, sapranno coinvolgere e divertire grandi e piccini.
Oasi creative e ricreative aperte a tutti dove coltivare, tra divertimento e riflessione, il piacere di ritrovarsi in questa splendida Estate Romana insieme ad alcune eccellenze dello Spettacolo Italiano.
Un punto di riferimento nei pomeriggi e nelle serate estive all’interno del territorio dell’XI Municipio – Arvalia Portuense.
“I Viaggi dell’Arte” è un percorso artistico itinerante per raccontare storie, vivere il teatro, la musica, la letteratura, la pittura… in generale l’ARTE, quale motore del cambiamento e dello sviluppo sociale ed economico di un Paese.
Nato nel 2009, oggi conta XVII edizioni realizzate a Roma e su tutto il territorio regionale.
Il progetto ha attraversato circa 50 Comuni coinvolgendo oltre 50.000 spettatori e artisti, molti di questi di fama nazionale (Giorgio Albertazzi, Gaia De Laurentiis, Tullio Solenghi, Antonello Fassari, Michele Placido).
L’organizzazione della manifestazione è a cura di Artenova.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e patrocinato dal Municipio Roma XI Arvalia Portuense.
INFO:
Spettacoli: dal 7 al 12 Agosto – ore 21.00
Laboratori: dall’1 all’11 agosto – dalle 17.30 alle 19.30
Rientrare a casa, dopo un viaggio in Cina, è come svegliarsi da un sogno vivido e stratificato. Le immagini restano impresse: i volti, le città, i silenzi pieni e i rumori ordinati. Ma ciò che risuona più profondamente è il confronto silenzioso tra due mondi, non tanto per ciò che si è visto, quanto per ciò che si può dire.
Seduto a casa, riaccendendo la connessione al mondo, scopro il valore di un gesto che spesso diamo per scontato: potersi informare liberamente, navigare tra giornali e social, valutare con prudenza e spirito critico le notizie, anche sapendo che non tutte sono imparziali, che dietro ogni testata può celarsi un interesse, un colore politico, un’ideologia. Ma la possibilità di sapere, di scegliere, di contestare, resta comunque nelle nostre mani.
Seppure l’Italia non brilla nella classifica tra i paesi con minore libertà di stampa, la Cina è classificata fra le ultime: la maggior parte dei media è controllata dallo Stato, con forti limiti alla diffusione di contenuti considerati sensibili, i social occidentali sono bloccati o fortemente rallentati, mentre quelli cinesi sono monitorati.
In Italia, pur tra le ombre della polarizzazione mediatica e delle proprietà editoriali influenzate da interessi economici o politici, resta il bene inestimabile della discussione pubblica. A patto che ci sia coscienza, studio, curiosità. Perché avere un’opinione non è un dovere, ma avere il cervello per averla è una conquista che si ottiene solo con lo studio, altrimenti si è liberi per finta.
Così si chiude il mio racconto, nato da due settimane di esplorazione, regalate con affetto dai miei docenti al momento del pensionamento. Un dono che si è trasformato in una rivelazione: la Cina è lontana geograficamente, ma è vicina nello spirito, antica nella visione, futurista nella corsa, contraddittoria nella struttura e profondamente coerente nel voler continuare a sorprendere. Cosa che ha fatto.
Mi ha convinto che la pace, la collaborazione, il superamento delle barriere, siano esse culturali o fisiche, non sono utopie, ma necessità. Che solo un mondo aperto e in ascolto può affrontare le sfide della nostra fragile sopravvivenza.
Ringrazio dal cuore Yifei Wang, giovane studentessa intelligente e brillante, che ha avuto la delicatezza di confermarmi che ciò che ho scritto non è corbelleria, ma il riflesso di un’esperienza vera, vissuta, pensata, restituita con onestà.
Il viaggio non finisce con l’ultimo giorno. Finisce quando il pensiero smette di viaggiare. E io non ho nessuna intenzione di fermarlo.
Grazie a chi ha letto ed ha idealmente camminato accanto a me.
I cantieri proseguiranno poi in Via Umberto Badini, via della Lega, via Rio dei Combattenti, via Ezio Brandolini e Largo Almunecar_
Doppio cantiere aperto questa mattina a Cerenova. Prosegue infatti il “Piano Asfalti 2025” del Comune di Cerveteri: in via Tuscolo è iniziata la fresatura del manto stradale mentre in via Satrico si sta procedendo ora al rifacimento integrale del manto stradale. Una volta ultimati questi cantieri, i lavori si sposteranno a Cerveteri capoluogo ed esattamente in Via Umberto Badini, via della Lega, via Rio dei Combattenti, via Ezio Brandolini e Largo Almunecar.
“I lavori stanno proseguendo spediti e come da cronoprogramma – ha dichiarato l’Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri Matteo Luchetti – dopo aver ultimato i lavori in via delle Azalee e via dei Convolvoli a Campo di Mare, e aver concluso quelli in via Fiesole, stiamo procedendo con queste due importanti arterie stradali della nostra frazione balneare. Subito dopo, ci sposteremo a Cerveteri capoluogo”.
“Come già detto – prosegue l’Assessore Matteo Luchetti – il periodo di avvio dei lavori in piena estate è prettamente tecnico: l’asfaltatura delle strade infatti, è preferibile che venga svolta nei periodi caldi perché le alte temperature favoriscono la lavorazione e la compattazione del bitume, garantendo una migliore aderenza e durabilità del manto stradale. Il caldo rende il bitume più malleabile, facilitando dunque la stesura e la compattazione e riducendo dunque il rischio di infiltrazioni e buche dovute a una non corretta adesione”.
“Nei giorni precedenti l’avvio dei lavori a Cerveteri capoluogo – conclude l’Assessore Luchetti – i cittadini delle strade interessate saranno avvisati tramite affissione di apposite ordinanze”.