Tutto ha avuto inizio a metà giugno con l’affissione del cartello di inizio lavori per la costruzione di un impianto destinato alla produzione di biometano, che una società privata intende realizzare sulla Braccianese Claudia, a ridosso del consorzio Olgiata e nello stesso quadrante della città in cui dovrebbe sorgere anche il biodigestore per i rifiuti di Roma. Dopo alcuni giorni di allarmismo e polemiche sui gruppi social, il Municipio XV si è mosso immediatamente per approfondire la situazione.
A seguito di un primo sopralluogo della Direzione tecnica del Municipio XV e della Polizia Locale, che hanno accertato l’avvio del cantiere, e di quello successivo della Commissione Ambiente, sono state riscontrate difformità rispetto al progetto previsto dall’Autorizzazione Unica rilasciata dalla Città Metropolitana. Pertanto, i lavori sono stati sospesi e il cantiere chiuso in attesa di ulteriori approfondimenti.
La maggioranza municipale sottolinea come il territorio, già gravato da carichi infrastrutturali importanti, non possa permettersi ulteriori interventi impattanti senza una valutazione approfondita dell’interesse pubblico. Dall’opposizione arrivano invece critiche per la mancanza di un confronto con la cittadinanza. Inoltre, viene contestata la validità dell’autorizzazione originaria, ritenendo che l’impianto sorga in un’area a destinazione agricola e che non offra garanzie sufficienti sulla gestione ambientale.
Sotto accusa anche la Città Metropolitana, che a giugno ha accolto una variante progettuale come “non sostanziale”, consentendo così al cantiere di procedere senza una nuova conferenza dei servizi: una scelta che il Municipio ha contestato, chiedendo chiarimenti ufficiali e valutando l’invio di nuove osservazioni.
La vicenda, intanto, continua a sollevare preoccupazione tra i residenti e i comitati locali, in allarme per le possibili ricadute su traffico, qualità dell’aria e sicurezza ambientale. Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ha spiegato che l’intervento degli uffici municipali intende tutelare il territorio e i cittadini, dichiarando a L’Agone: «Nonostante la confusione creata ad arte da alcune forze politiche, in queste settimane abbiamo lavorato per un approfondimento della vicenda e per fare chiarezza, nel rispetto delle iniziative private – per cui non siamo contro a priori – e, in particolar modo, della cittadinanza e delle legittime preoccupazioni dei residenti. Continueremo a monitorare e ad aggiornare la situazione passo dopo passo».
Nel suggestivo scenario della Necropoli di Pian Conserva a Tolfa si è tenuto nei giorni 23, 24 e 25 luglio un evento unico: “La Divina Commedia”. Lo spettacolo teatrale, ideato dall’attore e regista Agostino De Angelis e organizzato dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron rappresentata da Desirée Arlotta , promosso dal Comune di Tolfa, è stato itinerante all’interno di un percorso naturalistico e archeologico. Lo spettacolo si è articolato all’interno dell’antica Via Sacra, scavata dagli antichi carri funebri etruschi, che la risalivano per seppellire i defunti, dove si sono ambientati i canti dell’Inferno, che costeggia le tombe ipogee, ambientazione del Purgatorio, e sale fino a giungere lentamente in alto al pianoro tufaceo, dove sui tumuli si sono svolte le ultime scene del Paradiso.
Nel seguire lo spettacolo, il numeroso pubblico si è potuto immergere nelle atmosfere dantesche vissute nel buio della notte, illuminato da lampade, perso come il protagonista in una suggestiva foschia creata ad arte.
Dante, interpretato magistralmente da Agostino De Angelis, incontra nel suo percorso le anime dannate dell’Inferno, quelle in attesa di giudizio del Purgatorio e quelle beate del Paradiso, sempre accompagnato dalle sue guide: prima il fedele Virgilio e poi l’adorata Beatrice. Le anime che hanno popolano lo spettacolo, da Caronte a Francesca, Farinata degli Uberti, conte Ugolino, Pia dei Tolomei, la Madonna solo per citarne alcuni, hanno dato vita con i loro racconti alla Divina Commedia.
Tutti i ruoli, interpretati da attori professionisti o aspiranti, sono stati affiancati dai musicisti della Banda Musicale Giuseppe Verdi di Tolfa, diretti dal Sindaco Stefania Bentivoglio, dalle ballerine della scuola Obelix Danza Academy di Santa Marinella, la danza antica Zakiyyeh Nur e persino da due cavalli e i rispettivi abili compagni umani, un uomo e una donna,
che hanno scortato le anime nel loro percorso.
Con questo spettacolo la Necropoli Pian Conserva è stata trasformata, in tre notti speciali, in un palcoscenico unico e suggestivo a cielo aperto. Il Sindaco di Tolfa ha sottolineato quanto sia stato importante e riuscito a pieno il progetto di valorizzazione dell’area archeologica attraverso questo progetto e evento culturale che ha visto coinvolti più di 40 interpreti e un numeroso pubblico.
Riceviamo e pubblichiamo una proposta spontanea di alcuni cittadini dell’associazione Banca del Tempo di Manziana
Gentile Sindaco, spettabili amministratori,
Gli iscritti delle associazioni: Banca del Tempo Trova il Tempo aps e Gruppo Ambiente Manziana, con
la presente chiedono la disponibilità ad un incontro con il Sindaco e i componenti della giunta comunale per sottoporre Loro la richiesta di delibera di una mozione sul ” Riconoscimento dello Stato di Palestina”, che alleghiamo alla presente.
È un gesto politico e simbolico, seguito da molte altre amministrazioni e che nel testo (che riprende i contenuti portati in delibera negli altri Comuni) riconosce la dignità di un popolo ad esistere sulla propria terra, nella prospettiva di due Popoli e due Stato.
Riteniamo fondamentale che le istituzioni Italiane tute, dai nostri rappresentanti al parlamento ai più piccoli comuni, chiedano con forza l’osservanza del Diritto Internazionale, delle risoluzioni ONU in merito al conflitto lsraelo-Palestinese.
Le violazioni del Governo Israeliano, sono gravi e reiterate. Allo stesso tempo si condanna Hamas per la strage del 7 ottobre, per il mancato rilascio degli ostaggi e le corresponsabilità verso ciò che sta succedendo a Gaza.
Sosteniamo il dissenso, contro il Governo Netanyahu, della popolazione civile di Israele in patria e nel mondo.
Un paese scosso da tensioni crescenti, dove la democrazia subisce forti tensioni dai gruppi politici estremisti di destra che bloccano ogni dialogo e ogni percorso di pace.
Il silenzio e l’indifferenza su ciò che sta accadendo in Palestina ci vede tutti coinvolti e responsabili, ognuno di noi, le nostre comunità, sono chiamate a manifestare in ogni forma civile, e rispettosa dei diritti delle parti, il dissenso verso gli orrori che stanno avvenendo a poche centinaia di chilometri da quello che definiamo, e sentiamo essere, l’Occidente “civile e democratico”.
Vi chiediamo un piccolo gesto simbolico dal forte valore sociale e umano, una manifestazione di solidarietà e vicinanza verso un popolo che soffre quotidianamente per la propria esistenza e sta pagando un prezzo in vite umane non più accettabile.
In attesa di un cortese riscontro porgiamo distinti saluti.
Banca del Tempo Trova il Tempo – Gruppo Ambiente Manziana
Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Molte risorse provenienti da finanziamenti sovracomunali”. L’Assessore al Bilancio Alessandro Gazzella: “Finanziati servizi fondamentali per la nostra città, tante risorse per il sociale, scuole e cultura”
“Più fondi per le Politiche Sociali, per i minori e per gli anziani, per le telecamere di video-sorveglianza, per la manutenzione degli immobili comunali, per la manutenzione degli edifici scolastici, per la Polizia Locale, per la tutela degli animali e un importante variazione per la 62esima edizione della Sagra dell’Uva e del Vino dei Colli Ceriti, che come ogni anno, a fine agosto, chiuderà la stagione degli eventi estivi di Cerveteri”. A renderlo noto è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, a margine del Consiglio comunale di mercoledì 30 luglio durante il quale è stato votato e reso immediatamente esecutivo l’Assestamento generale di Bilancio e la salvaguardia degli Equilibri per l’esercizio 2025.
“L’approvazione dell’assestamento generale di bilancio e della salvaguardia degli equilibri rappresenta un passaggio politico e amministrativo di grande rilevanza per la nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – è un atto che testimonia, ancora una volta, come la nostra Amministrazione sia capace di coniugare rigore contabile e attenzione ai bisogni concreti dei cittadini”.
“Abbiamo approvato un bilancio che tiene insieme due principi per noi fondamentali: conti in ordine e vicinanza alle persone. Le risorse sono state distribuite con cura, frutto di un lavoro di squadra tra Assessorato al Bilancio, Giunta e Uffici comunali, che ringrazio per l’impegno e la serietà con cui è stato affrontato questo passaggio – ha aggiunto il Sindaco – abbiamo scelto di rafforzare le politiche sociali, con risorse significative per i minori, per gli anziani, per il sostegno alle famiglie in difficoltà.
Abbiamo destinato fondi alla manutenzione delle scuole e degli immobili comunali, perché riteniamo che la qualità degli spazi pubblici sia parte integrante della qualità della vita. Abbiamo investito sulla Polizia Locale, sulla videosorveglianza, sulla tutela degli animali, e sulla cultura, perché crediamo in un modello di città che sia sicura, inclusiva, viva e partecipata”.
“Un ulteriore elemento di soddisfazione riguarda la capacità del nostro Ente di attrarre risorse sovracomunali – spiega ancora la Gubetti – Le risorse regionali, ministeriali e della Città Metropolitana che siamo riusciti a intercettare grazie alla progettazione e alla partecipazione ai bandi rappresentano un moltiplicatore fondamentale per la nostra azione amministrativa.
È la conferma che, quando si lavora con serietà, visione e programmazione, i risultati arrivano. In un momento storico non semplice per gli enti locali, essere in grado di approvare un bilancio solido, che guarda al futuro e che mette al centro i bisogni delle persone, è un risultato politico importante. Continuiamo su questa strada, con responsabilità, ascolto e determinazione, per costruire ogni giorno una Cerveteri più giusta, più attenta e più vicina a tutti”.
Ad illustrare l’atto in Aula, Alessandro Gazzella, Assessore al Bilancio e al Personale del Comune di Cerveteri, che ha elencato dettagliatamente tutte le variazioni e gli stanziamenti previsti.
“Si tratta di tante variazioni, sia di grande che di piccola entità, maturate dopo una minuziosa ricognizione che ho effettuato insieme agli Uffici e ai colleghi Assessori, proprio per poterci permettere di investire al meglio ogni singola risorsa presente all’interno del Bilancio dell’Ente – ha dichiarato Gazzella – nel dettaglio, abbiamo rimpinguato, come previsto dalla normativa, di 50mila euro il fondo di riserva, istituito un capitolo di 10mila euro per consentire all’Ente di sostenere le spese notarili necessarie all’acquisizione a patrimonio comunale di beni confiscati alla criminalità assegnatigli, istituito un altro capitolo di spesa ancora per avviare una campagna di chippatura degli animali d’affezione, iniziativa anch’essa finanziata da Enti sovracomunali.
Stanziato 61mila euro per le spese legali del costituendo Consorzio dei Servizi Sociali,100mila euro per le rette di ricovero di minori e anziani, 26mila euro a sostegno di famiglie con minori, una serie di fondi per le attività della Polizia Locale e dell’Ufficio Urbanistica, 53mila euro per la manutenzione degli edifici scolastici comunali, 100mila euro per il camminamento di via Suor Adalberta Landenberg, 20mila euro per la segnaletica stradale, 30mila euro per l’acquisto di nuove telecamere di videosorveglianza e la manutenzione dei relativi hardware e infine, 100mila euro per attività culturali ed in particolar modo per la realizzazione della 62esima edizione della Sagra dell’Uva e del Vino dei Colli Ceriti”.
“Una manovra corposa e importante – conclude Gazzella – il primo assestamento da quando ho preso il ruolo di Assessore al Bilancio all’interno dell’Amministrazione comunale attuale. Ci tengo pertanto a ringraziare tutto il personale degli uffici che mi ha affiancato in questi mesi ed ha contribuito, palesandomi le varie esigenze della struttura, alla preparazione del documento approvato. Un ringraziamento particolare, lo rivolgo al Dirigente Emiliano Magnosi, alla Responsabile dell’Ufficio Ragioneria Lilia Paoletti e a tutto il personale del Servizio Economico-Finanziario per il costante lavoro e supporto”.
“Mi hanno detto che le donne non devono sapere troppo, ché fa paura. Ma io, io volevo solo capire come si cresce il rosmarino dopo la pioggia”
Queste parole strazianti, quasi poetiche, non provengono da un romanzo, ma potete ritrovarle in un fascicolo processuale. Un processo per omicidio, anzi peggio, per infanticidio. Peccato che l’accusa fosse falsa e che l’imputata fosse innocente. Anzi no: era colpevole di essere donna, colpevole di sapere leggere e scrivere (cosa rarissima per una donna dell’epoca), colpevole di essere bella, colpevole di voler studiare e conoscere sempre di più, colpevole di volere essere libera, colpevole di voler vivere.
La stregoneria
Ma andiamo all’inizio. Andiamo in un periodo in cui è in vigore il decreto di papa Giovanni XXII che indica la stregoneria come reato punibile e in un territorio in cui il popolo ignorante spiega il proprio dolore come proveniente da avversità ignote di origine esterna, da malefici, da interventi del demonio. Siamo in un mondo in cui per vendetta, per motivi reali o presunti, si desidera e si agisce per la morte di qualcuno. Siamo in uno Stato dove si usa la legge, ma non si cerca giustizia.
Una figlia naturale
Siamo tra le colline affacciate sul Tevere, tra il 1475 e il 1478, a Collevecchio, sulla riva sabina del fiume, dove nasce una bimba, Bellezza, figlia naturale di Pietro Angelo Orsini, del ramo meno potente della famosa casata.
La bellissima giovane, ma figlia illegittima, venne poi presa a servizio a Monterotondo, nel palazzo Orsini, dove conobbe una “guaritrice” di Ponzano, tale Lucia, della quale diventò amica e dalla quale imparò ad usare le erbe. Bellezza era libera, sapeva leggere, in un periodo nel quale erano pochissime anche le donne delle famiglie illustri a saperlo fare. Sapeva scrivere e pensare. Sposò infine un cerusico, ma rimase vedova prestissimo e iniziò a curare i malati da sola, con un certo successo, seguendo l’opera imparata dal marito e l’uso noto delle erbe conosciuto da Lucia e leggendo testi come l’“Herbolario volgare”.
L’accusa di omicidio
Con la fama arrivarono però sospetto, invidia e vendetta. Per avere “pace”, Bellezza decise di partecipare ad una processione della “Perdonanza” dal paese a Roma. Durante il viaggio un bambino si sentì male e Bellezza fu chiamata al suo capezzale. La donna cercò di curarlo, lo assistette, ma capì subito che non si sarebbe salvato, che non poteva fare alcun miracolo. Il piccolo morì e i genitori, accecati dal dolore, dall’ignoranza o dalla vendetta o forse per tutte queste ragioni, la accusarono di omicidio.
Venne arrestata e portata nelle segrete della rocca di Fiano Romano, sede del Tribunale, sotto la giurisdizione del conte Ludovico Orsini. Il collegio giudicante era composto da un giudice inesperto e influenzabile, Marco Calisto da Todi, e dal notaio Lucantonio da Spoleto. L’accusa, sotto la pressione dei paesani, mutò presto in quella di fattucchieria, poi in quella di stregoneria e il processo andò avanti basandosi su testimonianze ambigue. Testimoniarono delle sue capacità mediche anche i suoi “pazienti” di Filacciano e Ponzano, paesi da cui era stata cacciata quando aveva fallito alcune cure.
I sabba a Benevento
Bellezza fu sottoposta a torture feroci e inenarrabili. Con il tormento fisico le trasferirono il loro stesso terrore da ignoranti. E Bellezza confessò ogni cosa che volevano raccontasse, anche l’impossibile, Dal verbale del processo risulta che dichiarò di essersi congiunta carnalmente con il diavolo; di essere andata con lui a cavallo, strega insieme ad altre streghe, fino a Benevento per partecipare a sabba e malefici e tante altre amenità fuori di senno. Aveva inventato l’inferno per placare il dolore. L’assurdità delle confessioni era evidentissima, ma nessuno era dalla sua parte e nessuno volle intervenire per salvarla. Il processo era una farsa. Il giudice, Marco Calisto da Todi, tremava più di lei. Il notaio, Lucantonio da Spoleto, scriveva ogni parola come fosse verità, anche quando era puro delirio.
Stremata e allucinata dal dolore, trovò però la forza di scrivere durante la prigionia nel 1528, o più probabilmente dettando le sue parole al figlio, per raccontare la sua storia per il figlio stesso, per le donne, per il futuro.
La vera confessione
Bellezza, scalza sul pavimento gelido della cella, le caviglie livide, le mani tremanti, il sangue che le colava ancora dalle unghie spezzate, aveva capito che non sarebbe sopravvissuta, ma che avrebbe potuto far sopravvivere la verità, sconfiggendo in tal modo l’ingiustizia che la stava massacrando giorno dopo giorno.
Le avevano detto che le donne non devono sapere troppo. Che leggere è peccato. Che scrivere è eresia. Che pensare è stregoneria. Eppure lei aveva letto. Aveva scritto. Aveva pensato. Aveva curato con le erbe, con le mani, con la voce. Aveva amato la vita. Per questo la volevano condannare e per questo il pensiero doveva sopravvivere e disse parole in un italiano popolare, diretto e vibrante, della sabina. Non il latino dei giudici, ma la lingua del popolo, rendendo il testo accessibile e autentico per tutti.
La stregoneria di Bellezza Orsini è la sete di conoscenza vietata alle donne
Il quaderno di Bellezza Orsini è un documento straordinario che offre una visione profonda e personale della stregoneria, ben lontana dalle fantasie demoniache imposte dagli inquisitori. Bellezza ci spiega che la stregoneria non è il sabba col Diavolo, come raccontato sotto tortura per far terminare l’indescrivibile tormento cui era sottoposta. Parla di erbe, rimedi, e pratiche curative, rivendicando il sapere delle donne come forma di medicina e saggezza, non di maleficio: una sfida radicale alla visione inquisitoria e patriarcale del tempo.
In quel quaderno, ribaltando la narrazione del tribunale, affermò la dignità del sapere femminile e vi si ritrova la terribile risposta, alla domanda del giudice, su cosa fosse la stregoneria:
“La concrusione, lu fonno: quante più cose cierchi de inparare tante più sonno quelle che trovi da ‘nparare, che prima nemanco ne tenevi sentimento, e più vai inanti più vo’ ire e non te ne cuntenti. Cusì è la strearia”.
La “strearia”, la stregoneria, per Bellezza era il sapere, la curiosità di chi non si accontenta di una spiegazione banale, ma vuole conoscere ancora di più. Il desiderio inesauribile di sapere che è proprio delle persone intelligenti.
La beffa al giudice
Bellezza sapeva che la condanna al rogo per stregoneria avrebbe causato la distruzione del suo corpo e anche di quel quaderno. Questo prevedeva la legge per una strega. Ma volle giocare uno scherzo beffardo al giudice.
Prima della ormai certa sentenza di morte, nella cella in cui era rinchiusa, con un chiodo, reperito chissà come in carcere, si colpì due volte la carotide e morì in un lago di sangue. Due colpi e il silenzio della bocca, mentre la sua testimonianza era ormai inviata al futuro.
La trovarono a terra nella cella, distesa, il volto sereno, gli occhi chiusi per sempre, ma con un sorriso sulle sue ancora belle labbra. Aveva beffato il giudice e la legge, ma salvato la giustizia inoltrando al futuro la prova della sua innocenza proprio grazie alla legge stessa che la condannava alla pena capitale. Il processo era stato interrotto dalla sua morte e conseguentemente le sue memorie non potevano essere distrutte, ma andavano inserite nel fascicolo del processo ed archiviate. Quel fascicolo è arrivato fino a noi, conservato negli scaffali della Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma. Porta la data del 1540.
Il sapere non doveva andare su rogo
Il suo gesto estremo fu un atto di resistenza e salvezza della memoria: il sapere non doveva morire con lei. Evitando il rogo, salvò il suo quaderno, che oggi rappresenta una delle testimonianze più vibranti della voce femminile nel Rinascimento italiano.
La storia di Bellezza è diventata simbolo della persecuzione contro le donne sapienti e indipendenti e si inserisce in una lunga storia di persecuzioni contro donne sapienti, spesso accusate di stregoneria per il solo fatto di possedere conoscenze mediche, botaniche o scientifiche ante litteram.
La sua figura è stata riscoperta grazie agli studi di Michele Di Sivo e altri storici, che hanno restituito dignità a una donna che fu vittima della paura del sapere. Il suo quaderno è un manifesto della libertà intellettuale e della resistenza contro l’oppressione. Oggi le parole di quella strega vivono al suo posto nelle mani delle donne che curano, che insegnano, che sognano, che si interrogano, che non si accontentano, che imparano ogni giorno di più. Il sapere vuole sapere, e non si ferma.
Come ogni anno, il copione si ripete e, anche in questi primi mesi d’estate, non sono mancati gli incendi nei quartieri di Cesano e Osteria Nuova.
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, si è registrata una pesante escalation di roghi che ha colpito le aree dei Monti Sant’Andrea, le campagne a ridosso della stazione e i campi antistanti Radio Vaticana.
Le giornate più drammatiche sono state quelle di fine giugno, con cinque incendi estesi in meno di sette giorni. Le fiamme, partite da sterpaglie tra via della Stazione di Cesano e via Anguillarese, hanno divorato circa tre ettari di terreno, avanzando verso l’abitato e arrivando a sfiorare il centro ricerche ENEA Casaccia e le abitazioni cesanesi prossime alla linea ferroviaria.
I focolai, originatisi in aree interne poco accessibili e prive di vie d’accesso per i mezzi di soccorso, hanno comunque visto il pronto intervento dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale, dei Carabinieri, della Protezione Civile e di associazioni di volontari. Le squadre hanno operato congiuntamente da terra e con il supporto di mezzi aerei, riuscendo a contenere le fiamme nonostante il vento, e, soprattutto, a evitare danni ingenti.
Le colonne di fumo hanno reso necessarie evacuazioni precauzionali di famiglie e anziani, e, nei casi più vicini alla ferrovia, gli incendi hanno causato l’interruzione della circolazione ferroviaria.
Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ha sottolineato via social «la reazione immediata dei volontari della Protezione Civile capitolina e della Regione Lazio che, nonostante il vento, hanno rallentato la corsa delle fiamme».
Le operazioni, seppur efficaci, non mettono fine al rischio: sterpaglie secche, vento e zone impervie restano una combinazione pericolosa, che richiederà un presidio continuo fino alla fine dell’estate. Le autorità hanno ribadito l’urgenza di bonificare i terreni, aprire aree tagliafuoco e garantire un monitoraggio costante, ricordando l’obbligo per i proprietari di ripulire i propri appezzamenti, per evitare il propagarsi degli incendi.
Sta crescendo la comunità energetica rinnovabile e solidale di Anguillara Sabazia. Si chiama Rinnovanguillara e comprende ad oggi una quarantina di famiglie insieme alla parrocchia Regina Pacis in concorso con il Comune.
Le comunità energetiche sono nate in Europa e adesso si stanno sviluppando in tutta in Italia come contributo alla riduzione del riscaldamento climatico a livello globale grazie alla diffusione di impianti di energia rinnovabile. Ciò è urgente in considerazione delle conseguenze sempre più gravi sul territorio italiano e in generale in diverse parti del mondo. Le comunità, oltre a alla finalità climatica, hanno uno scopo sociale: in quanto comunità creano rapporti tra le persone e le famiglie per migliorare i propri stili di vita, generare relazioni di solidarietà e di riduzione degli sprechi.
Le comunità energetiche rinnovabili e solidali sono comunità previste dalla normativa e consistono in associazioni di cittadini, istituzioni e imprese che si scambiano energia rinnovabile generando incentivi monetari per lo sviluppo sostenibile del territorio. Le comunità scambiano energia rinnovabile tra chi la produce e chi la consuma a livello locale, grazie alle cabine primarie. Per far parte della comunità non occorre avere impianti fotovoltaici, basta anche essere semplicemente dei consumatori. La cosa essenziale è che si raggiunga un equilibrio tra produzione e consumo di energia rinnovabile, questo equilibrio dà diritto ad avere un incentivo monetario dallo Stato. Questo perché lo scambio di energia sul territorio non va a stressare la rete nazionale di energia elettrica, consente una migliore efficienza e quindi una riduzione dei costi e un risparmio per lo Stato. Parte di questo risparmio viene riconosciuto alle comunità attraverso lacorresponsione di incentivi monetari.
Nel febbraio del 2024 è uscito il decreto che regola la creazione delle comunità energetiche, è quindi da più di un anno che in tutta Italia stanno crescendo centinaia di comunità. Tra queste anche quella di Anguillara. Sul nostro territorio vi sono altre comunità.Tra le più attive c’è sicuramente “A tutto sole APS” di Santa Marinella, costituitasi oltre due anni e mezzo fa. Lo scorso anno ha ricevuto i primi incentivi, ha installato due impianti e ne sono in fase di attivazione altri quattro.Le due CERS di Cerveteri e Valcanneto, invece, sono rimaste sostanzialmente ferme alla fase di costituzione. La CERS del Comune di Trevignano Romano, al momento, non dispone ancora di impianti e quindi non produce energia, ma è in attesa di bandi per ottenere finanziamenti per la loro installazione.Per quanto riguarda il Comune di Manziana, è stata approvata la progettualità per la realizzazione di impianti fotovoltaici, i cui lavori inizieranno a breve.A differenza di tutte le altre CERS menzionate, RinnoVanguillara si distingue per un importante gruppo di soci e per la disponibilità di un sito web ricco di notizie e, soprattutto, di informazioni utili.
il Comune di Anguillara sta seguendo la creazione della comunità energetica fin dal suo inizio. Il Comune prevede infatti a breve l’installazione di un impianto fotovoltaico di 64KW sul tetto dell’ex consorzio la cui produzione di energia, insieme a quella di alcune famiglie, consentirà alla comunità di crescere e di acquisire più soci per il consumo dell’energia. L’intenzione è quella di raggiungere almeno 100 famiglie in modo da poter equilibrare produzione e consumo ed avere così diritto agli incentivi che andranno direttamente alla comunità.C’è già l’accordo di usare questi incentivi per sostenere i soci e soprattutto per investire in iniziative sociali e ambientali sul territorio. Per questo si è già avviato un contatto con l’assessorato ai servizi sociali del Comune per prevedere la distribuzione degli incentivi alle famiglie in povertà energetica o comunque che hanno bisogno di solidarietà.
La Comunità si è avviata grazie alla combinazione di tre percorsi sociali: quello del gruppo di acquisto solidale di Anguillara che coinvolge già oltre 80 famiglie, la parrocchia Regina Pacis attenta alla ecologia integrale di Papa Francesco, e un gruppo di persone legate all’Enea che hanno le competenze tecniche e la sensibilità per creare una comunità.Un punto di forza della Comunità è proprio la presenza di Enea sul territorio che presta una assistenza tecnica molto importante perché gli aspetti tecnologici non sono di scarso rilievo.
Con l’installazione dell’impianto fotovoltaico nell’ex consorzio si aprirà una fase importante di coinvolgimento di cittadini e famiglie di Anguillara per associarsi alla comunità energetica. Se raggiungiamo almeno 100 famiglie avremo la possibilità di aiutare ancor di più il nostro territorio a crescere in maniera sostenibile, sociale e solidale.Invitiamo dunque le famiglie interessate a visitare il sito della comunità energetica chi siamo – CERS Anguillara, e a contattarci scrivendo all’indirizzo cersanguillara@gmail.com.
Da tempo scrivo che l’ Italia è in sofferenza.Sono preso, a volte, dalla sfiducia, ma la ragione mi spinge a riflettere e a desistere. L’ Italia arranca per: evasione fiscale,debito elevato, imprese in default, giovani che espatriano.
Siamo a un punto di rottura e la risposta non può essereil “non voto”, non è la risposta giusta di una società al “bailamme” politico, con due guerre vicine e il fautore dell’assalto al Capitol Hill, Donald Trump, tornato presidente, che minaccia i migranti, chiude le frontiere, impone il riarmo e nuovi dazi.
Leguerre
“I conflitti sono sempre un fallimento”,lo diceva Papa Francesco e lo ripete Papa Leone XIV.
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art.11/Cost.).
Il “Progetto per la pace perpetua” di Kant, ripreso daNorberto Bobbio, ci dice che la pace non è mera utopia e non è la tregua, ma l’obiettivo raggiungibile con “ragione ediritto internazionale”.
I dazi
La misura dei dazi imposti da Trumpspinge l’UE e l’Italia a scenari nuovi e nuovi mercati.
Per Confindustria, il 10% su macchinari, mezzi di trasporto, beni di lusso, vino e agroalimentari, comporta una perdita di circa 20 mld/euro e 118.000 posti di lavoro.
Figuriamoci col dazio al 30% cosa può accadere.
Il riarmo
Entro il 2025 il riarmo al 5% del Pil, è la misura siglata al vertice dell’Aja dai 32 paesi NATO il 25 giugno 2025, con l’obiettivo 2035.
L’Italia rischia meno sanità, istruzione, welfare e più debito pubblico.
Commissione Europea e Istat prevedono nel 2025, la nostra crescita del Pilallo 0,6-0,7 e la povertà nel 2024, per l’Istat, è stata del 23,1%.
Il nuovo target, del 5%, sarà: 3,5% per truppe, equipaggiamenti, munizioni e l’1,5% per investimenti in sicurezza, infrastrutture Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Ponte sullo Stretto.
L’Italia chiederà di spostare i vincoli europei al 2029 e rinviare gli impegni più gravosi alla fine del decennio 2025-2035.
Le ricadute economiche
L’Italia, nel 2024 per la difesa ha speso il 2% del Pil, circa 45 mld/euro, oggi è chiamata a spendere oltre 100 mld/euro annuo.
Meloni ha firmato l’accordo, dicendo che gli impegni presi sono “sostenibili e necessari” e che “nessun euro verrà tolto a politiche per gli italiani”.
Tuttavia, non ha specificato dove attingere i fondi; ha solo detto che chiederà all’UE la deroga al patto di stabilità.
Meloni “pontiere”
Si parla a sproposito del suo ruolo come “pontiere” tra Italia, Europa e Trump.
Credo che pur nelle affinità politiche, da sovranista, esistano profonde differenze con Trump.
L’Europa è fondata su valori di integrazione, multilateralismo e libera circolazione, in contrasto con le posizioni “America First”.
Meloni si accredita vicinanza a Elon Musk e Donald Trump, e millanta mediazioni e trattamenti di riguardo. Il suo ruolo di “pontiere” dipenderà dalla volontà di Trump.
Nota stonata
Credo necessario “disturbare” evasori fiscali, Banche, Multinazionali, Assicurazioni e quanti fanno profitti da “capogiro”.
Basta, “alla prepotenza della Finanza”.
Basta condoni che offendono gli italiani perbene e favoriscono i bricconi.
Basta, a ciò che penalizza la moralità, l’onestà, il sereno vivere civile, se si vuole un mondo più giusto.
*Sanità territoriale, il Sindaco di Cerveteri Gubetti scrive al Governatore Rocca: “Si crei tavolo di confronto volto a costruire un sistema più efficiente e vicino ai cittadini”*
Il Sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti, ha inviato una lettera formale al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, per richiedere un incontro ufficiale e aprire un confronto diretto sullo stato dei servizi sanitari e assistenziali nel territorio di Cerveteri e Ladispoli.
«Il nostro comprensorio – dichiara il Sindaco Gubetti – serve un bacino di oltre 100.000 residenti, che nei mesi estivi supera anche le 150.000 unità. È evidente che una popolazione così ampia necessiti di un sistema sanitario territoriale efficiente, funzionale e accessibile. La chiusura definitiva del Punto di Primo Intervento presso la Casa della Salute di Cerveteri e Ladispoli, sostituito dal Presidio Territoriale di Cure Primarie (PTCP), ha generato grande preoccupazione tra i cittadini e dobbiamo rassicurarli in merito ai servizi che sono sempre attivi e pronti ad accoglierli».
«I cittadini – prosegue il Sindaco – devono oggi rivolgersi agli ospedali di Civitavecchia, Bracciano o Roma, con tempi di percorrenza che superano i 30 chilometri, anche in situazioni critiche. Come Comune abbiamo investito molto, anche tramite le nostre sei farmacie comunali, nella prevenzione e nei servizi di prossimità, in collaborazione con la ASL, ma resta evidente che queste azioni non possono sostituire un punto di primo soccorso efficiente».
Nella missiva inviata a Rocca, il Sindaco ha espresso la volontà di aprire un tavolo istituzionale con la Regione Lazio per ragionare insieme su un piano sanitario territoriale integrato, sostenibile e realmente rispondente ai bisogni della popolazione.
«I Sindaci – conclude Gubetti – possono e devono essere alleati della Regione nell’organizzazione dei servizi e nella gestione delle risorse disponibili. Siamo pronti a collaborare con spirito costruttivo e responsabilità. Confido nella disponibilità del Presidente Rocca ad ascoltare le nostre istanze e a lavorare insieme per tutelare la salute dei cittadini e rafforzare la rete territoriale dei servizi sanitari».
“Accogliamo con favore l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge per la riforma costituzionale che riconosce a Roma Capitale poteri più ampi. Si tratta di un primo passo significativo verso il pieno riconoscimento del ruolo unico e strategico che la nostra città svolge a livello nazionale e internazionale.
Tuttavia, restano ancora da chiarire alcuni aspetti fondamentali, in particolare in merito al personale e alle risorse necessarie per tradurre questa riforma in un cambiamento concreto per la città e per chi vi lavora ogni giorno.
Ci interroghiamo su quali saranno gli effetti reali nella quotidianità operativa dell’amministrazione e quali strumenti verranno messi in campo per valorizzare le professionalità e le competenze presenti.
Monitoreremo con la massima attenzione l’evoluzione del provvedimento, affinché non si areni nei meccanismi burocratici del Parlamento, come già troppe volte è accaduto in passato. Roma non può più permettersi ulteriori rinvii: ha bisogno di risposte concrete, tempestive ed efficaci.
Roma ha bisogno di certezze”. Lo hanno dichiarato il consigliere regionale e segretario romano di Azione, Alessio D’Amato, e i consiglieri capitolini di Azione, Antonio De Santis e Flavia De Gregorio.