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Gli amanti farfalla (parte 1 di 3)

Oltre la soglia del padre

Durante la dinastia Jin orientale (317–420 d.C.), visse Zhu Yingtai, unica figlia di una nobile casata Zhu di Shangyu, spirito indomito dal cuore ardente e assetato di conoscenza. Era un tempo in cui alle donne era negato il diritto allo studio, ritenuto insidioso perché capace di accendere il pensiero, mentre la loro esistenza doveva ridursi a silenziosa obbedienza e rispetto formale. Ma l’anima di Zhu si rifiutava di piegarsi. Lo studio, per lei, non era ribellione: era linfa, era respiro. Era il modo in cui si cercava, si creava per esistere nel mondo.

Suo padre, uomo di tradizione austera, legato all’onore e al tempo, la amava come solo un uomo rigido può amare: con timore mascherato da disciplina. Portava nell’animo il peso del suo ruolo: proteggere l’onore della famiglia e garantire che la figlia seguisse un destino conforme alle usanze. Amava Zhu con forza silenziosa, ma quell’amore era incatenato da convenzioni più antiche di lui stesso, e ciò che chiamava “cura” si traduceva in divieti e confini. Ogni suo “no” nascondeva il terrore di perderla; ogni regola, l’illusione di proteggerla. Vedeva in lei una luce troppo vivida, un’intelligenza che sfiorava il rischio, e temeva che il mondo l’avrebbe ferita. Per lui la figlia era come una fiamma troppo vicina al vento: temeva che il sapere potesse spegnerla o accenderla troppo e bruciare velocemente.

Ma Zhu non era fatta per l’ombra. Nei silenzi imposti, lei trovava suoni segreti; nei confini, orizzonti immaginati. Ogni sguardo alle pergamene nascoste, ogni sogno taciuto, alimentava in lei una fame che nessuna regola poteva placare. Così, con il cuore ferito dalla distanza invisibile fra desiderio e dovere, fece la sua scelta. Si travestì da uomo, cucendo addosso alla sua pelle sogni intrecciati a sete maschili, e partì per Hangzhou, città dove gli occhi imparano a volare leggendo segni sulla carta di riso. Partì per amore: amore per la conoscenza, e forse, anche per il padre stesso, sperando che solo diventando ciò desiderava essere, poteva sperare che un giorno lui comprendesse.

Ad Hangzhou, quando il vento della sera le accarezzava il volto, sentiva in esso l’eco della mano severa, che un tempo cercava di trattenerla. Eppure, tra le lanterne di Hangzhou, dove le parole volano leggere come petali, quella stessa mano le appariva ora come un gesto d’amore travestito da rigore. Zhu non era fuggita dal padre, voleva incontrarlo ed ogni ideogramma che apprendeva era come uno specchio d’acqua: rifletteva non solo ciò che era, ma anche ciò che poteva diventare. Ogni lezione era un filo che cuciva insieme le parti del suo spirito, e più apprendeva, più si sentiva intera.

Ricordava lo sguardo del padre, lucido di preoccupazione, quando le parlava dell’onore, della disciplina, delle regole che non si spezzano. Ma Zhu non voleva spezzare nulla, voleva solo aprire una porta. Ora che era oltre la soglia, vedeva che quella fermezza aveva fatto da argine ad un fiume in piena che finalmente era straripato oltre gli argini che lui aveva imposto, non per distruggere, ma per cercare nuovi paesaggi. La conoscenza la rendeva più figlia di quanto lo facesse la sua obbedienza.

Partì per diventare ciò che sentiva di essere, e nel suo cammino, ogni ideogramma appreso era un filo che la tessé più intera, più viva, più vera. Non fuggiva: fioriva. Lo studio era il giardino dove finalmente poteva piantare se stessa, una conoscenza alla volta, e vederla fiorire, ideogramma dopo ideogramma.

 

L’amore trovato fra i libri

Nel gruppo di giovani studenti con cui iniziò gli studi, Zhu incontrò molte anime ardenti, ma una brillava come una lanterna nel buio: Liang Shanbo, giovane di umili origini di Kuaiji (l’attuale Shaoxing) ma dalla mente acuta e dallo spirito gentile. Affini nel pensiero e nella passione per il sapere, divennero inseparabili compagni di studio, di discussione e di lunghe passeggiate tra i ciliegi in fiore, scandite anche dai silenzi densi di significato. Il suo modo di pensare, limpido come l’acqua silenziosa di montagna, suscitava in Zhu un’ammirazione che presto si tinse di turbamento. Ogni discussione tra loro era come una danza senza musica, ogni passeggiata tra i ciliegi in fiore un sussurro tra le foglie, ogni silenzio condiviso un mondo non detto.

All’inizio fu solo stima: la gioia di trovarsi specchiata in un altro pensiero. Poi qualcosa cambiò. Il cuore, che fino a quel momento batteva per la conoscenza, cominciò a battere anche per lui. Il sapere li univa, ma era il modo in cui Liang ascoltava, in cui posava lo sguardo sulle parole scritte, che faceva tremare l’anima di Zhu.

Era attrazione, ma con la timidezza delle prime gemme primaverili. Un’emozione nuova, fragile e misteriosa, come il primo raggio di sole che accarezza l’acqua del lago. Zhu sentiva il desiderio crescere silenziosamente, come una poesia che non osa diventare voce. Lo amava nel modo in cui si ama ciò che non si può toccare: con rispetto, con stupore, con la paura di spezzare l’incanto. Lo studio divenne non solo ricerca di sapere, ma terreno dove il cuore poteva respirare. Liang rappresentava per lei non soltanto la vita che apprende, ma la vita che vibra.

Zhu, celata dietro il velo dell’identità maschile, sapeva che un solo passo verso la verità avrebbe distrutto quel fragile giardino di pensieri condivisi. Così lo amò tacendo, silenziosa, delicata, profonda. Lo amò tacendo, per non infrangere quell’incanto fatto di intelligenza e amicizia. Rivelarsi sarebbe significato essere cacciata via, e Liang, ignaro della sua vera identità, la vedeva solo come un caro amico con cui costruire memorie immortali.

Amava la sua mente prima ancora del suo volto. In quell’amore fatto di pagine sfogliate e gesti gentili, Zhu cominciò a capire che studiare non era più soltanto un atto di libertà: era anche il modo in cui il suo cuore imparava ad amare.

 

Una verità in bilico

Gli anni passarono: tre stagioni di studio, emozioni e sogni. Giunse infine il tempo del distacco. Prima di tornare a casa, Zhu tentò timidamente di svelare la verità a Liang.

Era una sera d’autunno, quando le ombre si stirano lunghe sui vialetti dell’accademia e le foglie danzano come pensieri liberi sotto il vento. Liang e Zhu sedevano sotto un ciliegio che ancora conservava l’eco della primavera. I loro sguardi si incrociavano con la naturalezza di chi ha condiviso sogni, con la complicità silenziosa che solo l’intesa delle anime sa coltivare.

Zhu sentiva che il momento le pulsava contro il petto: era lì, sul bordo di una verità che da tempo custodiva come un segreto sacro. Le parole le affioravano alle labbra come fiamme esitanti e delicate, ma il pensiero del giudizio, della possibile fuga negli occhi di lui, le velava la voce di tremore.

“Liang…” cominciò, con tono appena più profondo del solito, “Se ti raccontassi qualcosa che potrebbe cambiare tutto ciò che pensi di sapere… mi ascolteresti comunque?”

Liang le sorrise, con l’innocenza di chi ignora le profondità nascoste nel cuore dell’altro. “Tu puoi parlarmi di qualsiasi cosa, amico mio. Sei per me come un fratello d’anima.”

Lì, in quell’istante, Zhu sentì il mondo vacillare. Il suo cuore, giovane e impetuoso, desiderava ardentemente essere riconosciuto come femminile, come vulnerabile, come amante. Ma le parole, come petali sospesi, non trovarono radice nella terra dell’ascolto. Si spense la voce, si chiusero le ali del momento.

Lei abbassò lo sguardo sulle pagine che aveva portato con sé, fingendo di cercare un versetto. In realtà cercava se stessa, smarrita tra ciò che non poteva dire e ciò che sentiva traboccare.

 

Per leggere la seconda parte

 

Riccardo Agresti

Nuovi servizi medico-sanitari in arrivo alla Farmacia Comunale n.6 di Cerveteri

Si riceve e si pubblica

La Multiservizi Caerite rende noto che è stata pubblicata la manifestazione di interesse per selezionare un operatore economico qualificato per l’avvio di servizi medico-sanitari presso i locali al piano superiore della Farmacia comunale n.6, in via Fontana Morella n.84.
La concessione della locazione avrà una durata di sei anni, con possibilità di proroga per ulteriori sei anni. Le domande dovranno pervenire entro martedì 30 settembre e potranno essere presentate tramite PEC all’indirizzo: multiservizicaerite@legalmail.it a mano presso la sede della Municipalizzata, in Vicolo Sollazzi n.3

Le domande dovranno riportare nell’oggetto la dicitura:
“Avviso pubblico manifestazioni di interesse per la selezione di un operatore economico qualificato per la conduzione dei locali ubicati presso il piano superiore della Farmacia Comunale sita in via Fontana Morella n.84 per l’erogazione di servizi compatibili con la sottostante farmacia.”

Il Sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti, dichiara: “La nostra sesta farmacia comunale, inaugurata nel luglio 2024, è già diventata un punto di riferimento per Cerenova e per l’intero comprensorio. L’obiettivo è offrire non solo farmaci, ma anche servizi di prevenzione e di supporto al benessere fisico e psicologico dei cittadini, come dimostrano lo Sportello d’Ascolto gratuito e le attività degli Onconauti per pazienti oncologici.

La manifestazione di interesse rappresenta un ulteriore passo verso il potenziamento dei servizi di prossimità erogati dalla Multiservizi Caerite.
Mentre chiediamo alla Regione Lazio, nella persona del Presidente Rocca, di ascoltare i bisogni del nostro territorio che richiede servizi sanitari efficienti, funzionali e accessibili, noi non ci fermiamo e continuiamo a lavorare per dare risposte ai cittadini, attivando servizi innovativi di prevenzione e di sanità territoriale.”

Per ulteriori informazioni: Sito web: www.multiservizicaerite.it Telefono: 0699552659

Valerio Tomassi e Sofia Masi si laureano CAMPIONI EUROPEI di vela

19 Teams da tutta Europa al Campionato Europeo Youth Hobie Cat 16 in Polonia svolto dal 14 al 17 Agosto.
I nostri equipaggi Youth  Valerio Tomassi e Sofia Masi si laureano CAMPIONI EUROPEI di Categoria e Jacopo Caridi e Benedetta Carnevaro sono ARGENTO.
Un Campionato Europeo difficile con tutte le condizioni di vento e giorni impegnativi di mare formato che ci hanno permesso di portare a termine ben 16 prove.
Bene anche L’equipaggio formato da Edoardo Truglia e Agnese Pozzi che chiudono al quarto posto a causa della Gionata difficile di ieri.
Tutti e quattro gli equipaggi sono parte della CompagniaVelaRoma, il Circolo che negli anni ha formato validi velisti nel Catamarano Olimpico.
Da domani le selezioni per il Campionato Europeo assoluto.
Un grazie speciale al Coach Alessandro Angeli che li sta accompagnando in questa avventura

“DANCESCREEN IN THE LAND 2025”: festival di danza contemporanea

Dal 21 agosto al 18 ottobre 2025

Visioni in movimento dentro e fuori le Mura di Roma tra natura, archeologia e arte: Anfiteatro del Borgo Acqua Paola a Bracciano – Parco Archeologico dell’Appia Antica – Fornace del Canova a Roma.

Il Festival Dancescreen in the Land torna per la sua quarta edizionedal 21 agosto al 18 ottobre 2025, con un percorso che intreccia danza contemporanea, cinema e archeologia in un viaggio immersivo tra memoria e visione, corpo e paesaggio. Una rassegna dedicata a coreografi internazionali e giovani leve della danza italiana in tre luoghi differenti, suggestive cornici naturali e storiche.

L’edizione del 2025 si amplia, facendo della danza un atto poetico che attraversa spazi archeologici e naturalipaesaggi urbani e immaginari cinematografici, trasformando ogni luogo in una scena viva e pulsante.
La struttura del programma richiama alla memoria l’immagine di un albero simbolico le cui radiciaffondano nella terra e nella tradizione, i suoi rami si estendono verso il cielo dell’immaginazione, tracciando un ponte tra passato e futuro, tra territori antichi e corpi in movimento.

La mappa dei luoghi – dal lago di Bracciano alla Fornace del Canova, fino alla Roma dell’Appia Antica – diventa così una geografia poetica in cui il pubblico è chiamato a muoversi, sostare, lasciarsi coinvolgere da spettacoliperformance, installazioni, videodanza e workshop.

Il festival è ideato da Fiorenza d’Alessandro e organizzato dall’Associazione Canova22, nell’ambito di un progetto triennale sostenuto dal Ministero della Cultura. Un laboratorio mobile e visionario, che mette in connessione artisti, comunità e territori, trasformando ogni azione in un’esperienza sensibile e partecipata.

BRACCIANO | Borgo Acqua Paola e Piazza Belvedere dal 21 – 24 agosto

Si comincia il 21 agosto con QUADRI 2025, nuova creazione della Compagnia Excursus firmata da Ricky Bonavita, un viaggio coreografico che attraversa emozioni, relazioni e contrasti interiori. Nella stessa serata si potrà partecipare al Prequel Acqua Madre della Compagnia ResExtensa, coreografia di Elisa Barucchieri: un rito danzato al tramonto, tra mito e natura.

Il 22 agosto, nella suggestiva Piazza Belvedere affacciata sul lago, va in scena Fata – La danza degli elementi, dove quattro creature mitologiche incarnano fuoco, acqua, aria e terra, in uno spettacolo evocativo tra danza e arte circense, interpretato dalla Compagnia Res Extensa.

Il 23 agosto, il Centro di produzione Porta d’Oriente – presenta Acqua Madre – Canti di onde e acque, coreografia di Elisa Barucchieri, un potente rito collettivo al femminile, interpretato dalla Compagnia Res Extensa.

WORKSHOP Dal 22 al 24 agosto si tiene il workshop Creation in the Land con i danzatori della compagnia di Hofesh Shechter: un laboratorio intensivo di composizione e creazione.

Il 24 agosto si conclude il workshop con lo spettacolo di restituzione dei partecipanti e i danzatori della compagnia di Hofesh Shechter alle 20:00, seguito da Anatomia di un movimento del Luna Dance Theater, coreografia di Simona Ficosecco: un’indagine sul corpo come archivio vivente di tensioni e memorie.

ROMA – APPIA ANTICA | Chiesa di San Nicola dei Caetani – Parco Archeologico dell’Appia Antica – dal 5 al 7 settembre

Il festival offre, oltre agli spettacoli di danza, ogni giorno le passeggiate archeologiche con la dott.ssa Lavinia Venturi, nel sito UNESCO dell’Appia Antica. 

Il 5 settembre Appia: paesaggio e memoria prima passeggiata archeologica del festival porterà poi gli spettatori all’interno della Chiesa di S. Nicola dei Caetani, per lo spettacolo “L’Approdo”, omaggio a Mario Giacomelli, nel centenario della sua nascita e in concomitanza con la mostra presso Palazzo Reale di Milano, del Collettivo O e Luna Dance Theater, su concept e regia di Cinzia Scuppa e Simona Ficosecco, in un caleidoscopio di proiezioni fotografiche. 

Il 6 settembre la passeggiata Eroi e miti d’Appia: cammini tra leggende antiche introdurrà la serata straordinaria con i giovani dell’Accademia Nazionale di Danza, dal titolo Il gesto e la memoria, in cui gli interpreti delle coreografie di Sasha WaltzJohn NeumeierSonia Rodriguez e Nacho Duato.

Il 7 settembre Sibille e mari perduti, terza ed ultima passeggiata nel Castrum Caetani, seguita dallo spettacolo Il mare che ci unisce della Compagnia ArtGarage, coreografato da Emma Cianchi, ispirato alla figura della Sibilla cumana e ai miti del Mediterraneo.

 ROMA – VIA CANOVA 22 | Fornace del Canova – dal 9 settembre al 18 ottobre

Dal 9 al 14 settembre la Fornace ospita Lindsay Kemp For you – Un sogno verso l’Oriente. Un viaggio visivo e sensoriale nel mondo di Lindsay Kemp, danzato da Daniela Maccari, mostra e performance a cura di Daniela Maccari e David Haughton, Lindsay Kemp Company, che fonde mostra immersiva e performance dal vivo in memoria del grande maestro del teatrodanza. Progetto speciale 2025 Mic

Il 19 e 20 settembre va in scena, con tre performance al giornoPINA! omaggio di Monica Casadei all’universo poetico e visivo di Pina Bausch, con un focus sul ritratto della coreografa che Wim Wenderscattura nell’omonima pellicola. Lo spettacolo esprime l’essenza emotiva attraverso gli interpreti della Compagnia Artemis Danza con un’attenzione particolare ai dettagli visivi e sonori. 

Il 26 e 27 settembreLIMEN di Federica Dauri (MP3 Dance Project) arriva in Italia dopo essere stato presentato a Berlino e in Francia: una performance intensa e immersiva, che trasforma il concetto di soglia in atto coreografico, un’installazione sempre aperta al pubblico. 

Il 28 settembreOwn Work / Atelier Cinema dà spazio ai lavori di giovani coreografi del corso di formazione MP3 Dance Project: Giorgia LucidaSofia GoriLoris Iiritano.

Il 3 ottobre ResExtensa presenta Il cuore del maestro, nuova creazione firmata da Francesca Pesce.

Il 5 ottobreNot Just Right Dance di Marco Munno (ARB Dance Company) racconta, attraverso la danza, la tensione dell’esistenza contemporanea tra ansia, controllo e desiderio di libertà.

Dal 9 all’11 ottobreAll of us, coproduzione Canova22 e APS Magica, inaugura un percorso narrativo e visivo sulle emozioni, tra danza, installazioni e immagini.

Dal 16 al 18 ottobre il festival chiude la sua quarta edizione con un’opera sperimentale del coreografoMichele Pogliani Sensori Sensati, performance interattiva in cui i corpi generano suono attraverso sensori, tra arte contemporanea e mondo digitale in un dialogo immersivo tra movimento e tecnologia.  Il 15 ottobre il Prequel dello spettacolo si svolgerà presso la galleria d’arte La Nuova Pesa, di Simona Marchini

 

L’associazione CANOVA22

Ha sede a Roma, nell’antica fornace del grande scultore Antonio Canova, oggi rigenerata come spazio culturale. Presieduta da Fiorenza d’Alessandro, co-direttrice artistica con Franz Prati, è formata da artisti di diverse discipline con una forte esperienza nella danza e nella videodanza. Canova22 promuove progetti nazionali e internazionali, attività formative e spettacoli site-specific, con particolare attenzione all’interazione tra corpo, immagine, paesaggio e nuove tecnologie.

Con il film-danza Virgins, coprodotto con il Cinedance Festival di Amsterdam, l’associazione ha vinto nel 2020 il Best Experimental Short al MICMX – Muestra Itinerante De Cine; nel 2022 il video – danza Psich&Amore vince il primo premio Quinzena de Dança e Almada – International Dance film festival e IMAGI-NA. Nel 2024, con The Altar of Cigadas, il premio Best Short Experimental, al David Film Festival (Turchia). 

L’associazione è sostenuta dal Ministero della Cultura, Comune di Roma, Comune di Bracciano

Bracciano aspetta il secolare e tradizionale trasporto dell’effige del Santissimo Salvatore.

Bracciano e i cuori più antichi della città attendono i festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore, fatta slittare per questo 2025 al prossimo fine settimana, sabato 23 e domenica 24 Agosto, anche se da secolare tradizione la Festa del Santissimo Salvatore è stata da sempre celebrata la domenica successiva alla Festa dell’Assunta. Gli annali, ma, soprattutto la tradizione popolare, quella tramandata oralmente di generazione in generazione, soprattutto dagli abitanti del Rione Monti, quel piccolo dedalo di case che fa da cornice al Castello e che si specchia sul lago, raccontano infatti che il 18 agosto del 1584 un contadino ritrovò il Doppio Trittico del Santissimo Salvatore.

Secondo la narrazione popolare l’uomo era intento a tracciare i solchi nel suo campo con dei buoi, quando questi si inginocchiarono e nel tentativo di convincerli a riprendere il loro lavoro, dietro un masso l’uomo rinvenne le tavole. Ovviamente lui e gli abitanti del borgo all’epoca videro l’aspetto prodigioso e religioso dell’avvenimento, così da quel giorno a Bracciano, di secolo in secolo veniva organizzata una grande festa in onore del Santissimo Salvatore; un avvenimento religioso, ma anche capace di creare comunità.

I giorni del Santissimo Salvatore erano attesi dagli uomini che si preparavano alle gare dei solchi e che passavano di casa in casa a raccogliere le offerte per la festa; le donne preparavano gli abiti buoni, era un momento di riconoscimento e unione sociale. Nel tempo le tavole del Santissimo Salvatore hanno espresso anche tutto il loro valore artistico, tanto che oggi dopo un attento lavoro di restauro il doppio Trittico in legno del Santissimo Salvatore, opera del 1315 realizzata dai fratelli Gregorio e Donato D’Arezzo, è custodita presso il Museo Dell’Opera del Duomo allestito nel Duomo Santo Stefano Protomartire di Bracciano e visitabile ogni fine settimana grazie al servizio di volontariato prestato dal gruppo creato dall’Associazione Forum Clodi.

Così per domenica 24 agosto intorno alle 19.00 dopo la Santa Messa celebrata in Duomo si attende il trasporto della macchina processionale lignea di stile barocco, che contiene le copie fotografiche dell’effige del Salvatore assiso in trono e della Vergine Assunta in cielo. A trasportare la macchina in abiti tradizionali con casacca bianche e fascia rossa saranno circa venti facchini che con orgoglio rinnoveranno la tradizione del trasporto del Santissimo Salvatore lungo via Umberto I e passando su via Principe di Napoli il corteo processionale arriverà fino a piazza Formaggi, qua ci sarà una sosta e un momento di meditazione e preghiera.

In corrispondenza del passaggio del corteo e nelle strade e piazze interessate la Polizia Locale ha quindi predisposto le dovute variazioni alla viabilità. Subito dopo la processione si dirigerà verso piazza Mazzini dove, dopo un altro momento di sosta e preghiera, avrà inizio l’ultimo tratto del trasporto. I facchini sulle luci soffuse del tramonto, tra due ali di folla commosse e compartecipi, faranno quasi in corsa la salita del Collegiata per riportare il Santissimo Salvatore nella sua dimora. A far da contorno alla ricorrenza del Santissimo Salvatore in piazza Mazzini, a cura del Rione Monti, si svolgeranno i festeggiamenti con stand gastronomici, eventi musicali e spettacoli di intrattenimento.

Cinzia Orlandi

Cefalea: un aiuto dalla fisioterapia. Ne parliamo con il dott. Giulio Pancani

Intervista di Marialuisa Roscino

La cefalea è al 19° posto tra le cause di disabilità. Tra ridotta produttività e giorni persi di lavoro, la cefalea può avere un notevole impatto sulla vita familiare, sociale e lavorativa. Spesso non ci consente di partecipare a feste con amici e parenti e momenti di relax.     Qual è la relazione che lega una patologia così complessa al mondo della riabilitazione?  In che modo, un fisioterapista specializzato può aiutare le persone che soffrono di cefalea? Lo abbiamo chiesto al Dott. Giulio Pancani, fisioterapista laureato presso l’Università Sapienza di Roma, specializzato in riabilitazione nelle cefalee, co-fondatore e responsabile dello Studio Fisioterapico Cipro.

Dott. Pancani qual è il ruolo della fisioterapia nella gestione delle cefalee?

La cefalea è una patologia neurologica che va approcciata a 360°, in un ambito multidisciplinare. Il percorso di cura parte dalla diagnosi del medico neurologo. Tuttavia, evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno messo in luce la necessità di effettuare anche una valutazione muscolo-scheletrica del rachide cervicale con un fisioterapista specializzato nel trattamento delle cefalee.

Il rachide cervicale può essere la causa principale o un fattore aggravante la cefalea?

Certamente, le disfunzioni del rachide cervicale sono la causa scatenante della cefalea cervicogenica e da colpo di frusta (tipi di cefalea secondaria), ma è stato appurato da numerosi studi che anche le cefalee primarie (emicrania, cefalea tensiva e a grappolo), sono caratterizzate da disfunzioni articolari e/o muscolari in questo distretto anatomico, che possono scatenare o aggravare la cefalea. È fondamentale precisare che queste disfunzioni possono essere rilevate con alcuni semplici test da effettuare in sede di valutazione: in altre parole, prima di iniziare il percorso fisioterapico, il paziente saprà se le disfunzioni cervicali influenzano il suo mal di testa.

Esistono quindi dei test specifici per capire se la fisioterapia può aiutare il paziente che soffre di cefalea?

Assolutamente sì: attraverso particolari tecniche di terapia manuale si cerca di riprodurre ed attenuare i sintomi della cefalea del paziente. Se si riesce ad evocare e a modulare i sintomi significa che la componente cervicale ha senz’altro un’influenza sul mal di testa di quel paziente. Inoltre, vengono effettuati test per valutare la mobilità del rachide cervicale e vengono somministrati test muscolari, sia per evidenziare eventuali ipotonie (debolezze) muscolari, sia per valutare l’eventuale presenza di Trigger Point miofasciali (aree ipersensibili di un muscolo che spesso sono fattori irratativi per la cefalea).

Quali sono i capisaldi del trattamento fisioterapico nelle cefalee?

Il primo passo è senz’altro un’accurata valutazione iniziale per capire se il paziente potrà trarre beneficio da un percorso fisioterapico. Appurato ciò, la riabilitazione si basa su alcuni obiettivi fondamentali, tra cui:

  • “riprodurre e spegnere” i sintomi della cefalea analogamente a quanto viene fatto in sede di valutazione, per lavorare direttamente sui meccanismi del dolore;
  • mobilizzare il rachide cervicale (quasi sempre caratterizzato da deficit di mobilità);
  • rinforzare con esercizi specifici la muscolatura profonda del rachide cervicale (spesso deboli e disfunzionanti in pazienti cefalalgici);
  • eliminare o ridurre i fattori “stressor, in particolare i trigger point, che concorrono all’insorgenza dei sintomi;
  • l’educazione sanitaria: fare comprendere al paziente, quanto una corretta alimentazione e uno stile di vita attivo possano aiutare il percorso terapeutico, coinvolgendo anche specialisti del settore.

I pazienti dovranno attendere molto per osservare dei miglioramenti?

Spesso nell’arco di 4/6 sedute si iniziano a notare la riduzione della frequenza e/o dell’intensità dei sintomi, accompagnata anche da una ridotta necessità dell’utilizzo di farmaci. Le cefalee secondarie (cervicogenica, da colpo di frusta ecc…) tendono a rispondere in maniera più rapida al trattamento e si può arrivare anche alla completa risoluzione dei sintomi. Anche chi soffre di cefalea primaria (emicrania e cefalea tensiva), potrà trarre benefici importanti dal trattamento fisioterapico, arrivando spesso a diminuire di almeno il 60% l’intensità, la frequenza e la durata del mal di testa, oltre che ad una riduzione della disabilità e dell’uso di farmaci.  È fondamentale precisare che la buona riuscita del percorso terapeutico è strettamente correlato all’adesione del paziente al piano riabilitativo: è fondamentale che il paziente dedichi poco più di 5 minuti al giorno alla compilazione del diario della cefalea e allo svolgimento degli esercizi personalizzati che saranno assegnati dal fisioterapista. Un minimo sforzo, ma indispensabile, per vincere un nemico che spesso ci costringe a rinunciare a momenti di relax e di svago.

Violenza minorile e l’effetto internet: potenziare la cultura giuridica ed economica nella scuola

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani osserva con allarme l’accelerazione dei reati violenti commessi da minorenni in Italia, secondo gli ultimi riscontri statistici.

Pur in presenza di un trend complessivo favorevole, come dimostrano la diminuzione del 33 % degli omicidi volontari tra il 2015 e il 2024, e una tendenza al ribasso anche nel solo ultimo anno (‑6 %), emerge con forza una svolta inquietante: nel 2024, la quota di omicidi attribuibili ad autori minorenni ha quasi triplicato, passando dal 4 % del 2023 all’11 % (ansa.it, agi.it). Parallelamente, le vittime sotto i 18 anni sono salite dal 4 % al 7 % (ansa.it, agi.it). Alcune fonti segnalano addirittura un incremento di oltre il 150 % in valore assoluto del numero degli omicidi minorili (quotidiano.net).

Questi dati, pur evidenziando un’Italia ancora fra i Paesi più sicuri d’Europa, mostrano come la violenza giovanile stia evolvendo in una direzione preoccupante. Si tratta di segnali da interpretare con profondità, non da amplificare con posizioni semplicistiche. A ciò si aggiunge l’incremento generalizzato dei reati a danno dei minori: nel 2023 sono stati registrati quasi 7.000 reati contro minori, circa 19 al giorno, con un aumento del 34 % nell’ultimo decennio e dell’89 % rispetto al 2006 (ansa.it). Inoltre, solo nella prima metà del 2024, i reati contro minori sono cresciuti del 10 %, con particolari incrementi in ambiti come maltrattamenti familiari e abuso di mezzi di correzione (ansa.it).

Di fronte a questo quadro, il CNDDU ritiene gravissimo che, in molti licei e istituti, non siano presenti docenti con competenze giuridiche ed economiche né percorsi didattici strutturati su tali discipline. Questa carenza priva gli studenti di strumenti fondamentali per decodificare la complessità normativa, economica e sociale, lasciandoli vulnerabili a narrazioni semplificate o irriflesse, spesso veicolate dai social senza mediazione critica.

Tali numeri, sebbene debbano essere letti con cautela scientifica, impongono una riflessione: la scuola non può limitarsi a osservare, ma deve diventare luogo di decostruzione critica delle dinamiche che alimentano la violenza. L’aumento del 150% degli omicidi commessi da minori e il costante incremento dei reati contro i più giovani mostrano quanto sia fragile la capacità educativa dei contesti tradizionali, spesso sovrastati da modelli culturali provenienti dai social. Il dato del +34% di reati sui minori nell’ultimo decennio non è solo una statistica, ma la conferma che l’emergenza riguarda la qualità delle relazioni educative.

È necessario costruire percorsi scolastici in cui il diritto diventi linguaggio quotidiano, strumento di riflessione etica e pratica di cittadinanza. La cultura giuridica, intrecciata alle competenze psicologiche e pedagogiche, può restituire significato alla legalità come valore esistenziale, non come imposizione punitiva. La vera risposta al disagio che si traduce in violenza non è il controllo, ma la formazione alla responsabilità.

Per questo il CNDDU riformula con forza il proprio appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito: è urgente potenziare in tutti gli ordini di scuola lo studio del diritto e dell’economia con modalità innovative e interdisciplinari, affidate a docenti qualificati, e integrate mediante collaborazioni con psicologi, pedagogisti ed esperti digitali. La scuola deve farsi laboratorio vivente di legalità, non mera cassa di risonanza di emergenze.

Il CNDDU ribadisce che solo una scuola consapevole, interdisciplinare, attrezzata culturalmente e dotata di figure competenti potrà sostenere i giovani nella complessità del nostro tempo e contrastare l’escalation della violenza minorile rendendo la convivenza civile più forte, responsabile e inclusiva.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Sotto le stelle di Caere: emozioni di cinema e cultura

A Bracciano con Gente Distratta concerto omaggio a Pino Daniele

A Bracciano cover di Pino Daniele con il gruppo "Gente Distratta"

Domenica 17 agosto, nella magnifica cornice del Chiostro degli Agostiniani, si è svolto un nuovo appuntamento del ricco programma estivo del Comune di Bracciano, arrivato a circa la metà del suo lungo percorso, introdotto dalla vice sindaca e assessora alla cultura Biancamaria Alberi, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Bracciano. L’addio delle minacciose nuvole di qualche momento prima, ha permesso di godere uno spettacolo che, per la sua complessità, aveva lasciato qualche dubbio, subito allontanato, come i neri nuvoloni, dalle prime note del gruppo musicale “Gente Distratta”. Suonare Pino Daniele non è mai semplice, come ha ammesso lo stesso cantante del gruppo, sulla locandina Paolo È Vivo, una voce molto simile al Pino nazionale, ma mai sopra le righe.

A Bracciano cover di Pino Daniele con il gruppo "Gente Distratta"

La sua spontaneità e semplicità, condita da un’evidente passione per l’autore, con momenti di sincera emozione, è riuscita a coinvolgere un pubblico entusiasta, che ha riempito completamente l’interno del Chiostro, a dimostrazione del grande affetto che continua ad avere il cantante napoletano. La calda voce fuori campo, della regista Chiara Palumbo, che ha raccontato, tra un brano e l’altro, la vita, e alcuni aneddoti, di Pino Daniele, è riuscita a dare un’atmosfera di solennità, la giusta dose tra l’alternanza di ritmi sfrenati del rock e del blues e le dolci ballate, suonate da un gruppo di musicisti veramente all’altezza del difficile compito.

 

A Bracciano cover di Pino Daniele con il gruppo "Gente Distratta"

Brani conosciutissimi da un pubblico attento e pronto al coinvolgimento, stimolato dal bravo e simpatico cantante e da una musica che è riuscita ad arrivare al cuore dei presenti, grazie a Federico Labbiento alle chitarre, Piero Ranucci al basso, Andrea Minissale alle tastiere, Daniele Natrella alla batteria e Raffaele Cherubino al sax. Un concerto, come il cantante ha tenuto a precisare , senza nessuna base musicale e supporti tecnologici vari, tutto prodotto in quel momento, a chilometro zero.

Lorenzo Avincola   Redattore de L’agone

28 AGOSTO GIORNATA NAZIONALE DI DIGIUNO CONTRO IL GENOCIDIO A GAZA

promossa dagli operatori del servizio sanitario della rete #digiunogaza,
dalla rete “Sanitari per Gaza” e dalla campagna BDS “TEVA? No grazie.

In qualità di professionisti sanitari e di operatori che lavorano nel
sistema sanitario, in nome dei valori deontologici che ci accomunano e
che ci impegnano a difendere sempre e comunque la dignità umana.
esprimiamo la nostra profonda indignazione e rifiutiamo di rimanere in
silenzio di fronte al genocidio in corso a Gaza, pianificato
deliberatamente dal Governo di Israele con la complicità dei governi
occidentali.
Assistiamo da mesi con sgomento alle bombe, alle deportazioni, alle
uccisioni di persone in fila per ottenere cibo, alla distruzione di tutte le
infrastrutture civili e sanitarie, alla gravissima carestia e malnutrizione
che sta subendo la popolazione di Gaza. All’arresto, alla tortura e
all’uccisione di personale sanitario (secondo l’OMS almeno 1.400
sanitari uccisi) anche nel pieno esercizio delle loro funzioni.
Dal 29 luglio molti di noi hanno iniziato un digiuno a staffetta per
sensibilizzare le Istituzioni e l’opinione pubblica, unendosi così a tutte le
associazioni e comunità che già chiedono pace e giustizia per la
Palestina.
28 AGOSTO
GIORNATA NAZIONALE DI DIGIUNO
CONTRO IL GENOCIDIO A GAZA
promossa dagli operatori del servizio sanitario della rete #digiunogaza,
dalla rete “Sanitari per Gaza”
e dalla campagna BDS “TEVA? No grazie”
Chiediamo a tutti coloro che lavorano nel settore sanitario di alzare la
propria voce, di unirsi alla staffetta del digiuno e di convergere il 28
Agosto su una Giornata Nazionale di Digiuno contro il genocidio a
Gaza, con tre richieste:
Al Governo: di sospendere immediatamente accordi militari e
fornitura di armi ad Israele e di chiedere con urgenza il cessate il
fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per aiuti alimentari e sanitari
alla popolazione di Gaza allo stremo delle forze
Alle Aziende ed Istituzioni sanitarie, agli Ordini Professionali, alle Società
Scientifiche, alle Università ed ai Centri di Ricerca di cui facciamo parte
o con le quali collaboriamo: di adottare formalmente una
Dichiarazione ove si riconosca il genocidio in corso e si affermi
l’impegno della Istituzione a contrastarlo con ogni mezzo a
disposizione, come la Petizione internazionale “Stop the Silence: Call on
academic and professional associations to publicly recognise the
genocide in Gaza”
Ai Medici, ai Farmacisti, ai Pazienti, alle Regioni, ai Comuni: di aderire
alla campagna di boicottaggio No Teva promossa da BDS contro
l’azienda farmaceutica israeliana TEVA per la risoluzione di contratti in
essere, o il declinare accordi futuri con una azienda non solo complice
di occupazione e apartheid, da cui trae profitti, ma anche attivamente
coinvolta nel genocidio.
https://bdsitalia.org/index.php/campagne/teva-no-grazie
Il nostro obiettivo è far prendere posizione a tutte le Istituzioni contro il
genocidio in corso e boicottarne ogni forma di complicità. Perché fermi
il genocidio Israele dovrà percepire l’isolamento e la pressione politica
ed economica da parte della comunità internazionale.
Chiediamo a tutti i professionisti sanitari ed operatori del servizio
sanitario di aderire alla giornata nazionale di digiuno utilizzando il
Modulo presente a questo link:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe4uy9Zpp9Vc302g5tIQGcxzvKBSYNdwvzI06EO1BVAUZPhQ/viewform
Sollecitiamo inoltre l’adesione di tutti i Cittadini, Amministrazioni,
Associazioni ed Enti che si riconoscono in questo Appello.
Il 28 Agosto saremo tutti e tutte a digiunare di fronte alle nostre
strutture sanitarie, chiedendo di agire con urgenza per salvare la
popolazione di Gaza.
COME PARTECIPARE AL DIGIUNO
Chi aderisce al Digiuno e’ invitato a testimoniarlo, fuori dall’
orario di
lavoro, all’
esterno della propria struttura sanitaria di appartenenza od
ovunque si trovi, simbolicamente intorno all’
ora del pranzo.
Chi aderisce al Digiuno è invitato a fotografarsi con il cartello
“Digiuno
contro il genocidio a Gaza

ed a condividere la foto sui propri social con
l’hashtag #digiunogaza, e con i propri contatti e le proprie reti in modo
da amplificare il messaggio.