Nel cuore dell’antica Kiev, là dove il fiume Dnepr accarezza dolcemente la collina di Berestov, sorge un luogo in cui il cielo sembra toccare la terra: la Lavra delle Grotte, o Kyievo-Pecherska Lavra. Fondata nel 1051 dai santi Antonio e Teodosio, questa cittadella monastica è da secoli il fulcro della spiritualità ortodossa, un cuore che pulsa fede, silenzio e memoria. Le sue cupole dorate, i santi dormienti nelle grotte, il campanile che si innalza come una preghiera verso l’alto: tutto nella Lavra racconta il mistero di Dio che si fa dimora nell’anima.
Eppure, anche in questo luogo consacrato, le ferite della divisione si fanno sentire.
Ce lo racconta con dolore Don Moreno, sacerdote italiano in missione proprio a Kiev, che ha assistito con i propri occhi ad una scena di lacerazione spirituale:
“Qui a Kyiv davanti al grande monastero della “Lavra”, il più grande monastero del Patriarcato di Mosca in Ucraina, essendo stato vietato l’ingresso al pubblico, i fedeli ortodossi pregavano ai cancelli del grande complesso. In tale luogo c’erano anche degli ortodossi legati a Kyiv e naturalmente dei fedeli greco – cattolici che invece di pregare insieme per la pace si insultavano a vicenda… Che tristezza! ”
Una tristezza che pesa come un’eco nel cuore stesso del Vangelo, dove Cristo ha pregato:
“Tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21).
Camminare tra le meraviglie della Lavra, le cripte che ospitano i santi mummificati, i musei delle Microminiature e dei Tesori, la vista incantata dal campanile alto quasi 100 metri: è un viaggio nella bellezza della fede. Ma oggi, quel luogo è anche testimone di una ferita profonda: quella della Chiesa divisa da strade, riti, orgoglio e sospetti.
Don Moreno lo denuncia con amore, ma senza reticenze:
“Abbiamo perso un’occasione storica. Potevamo dare al mondo un segno forte, mentre i potenti si compattano per interessi economici e strategici. Noi, che abbiamo la Croce, abbiamo dimenticato la Pace.”
Un invito che sale dalla terra santa dell’Ucraina.
In una Kiev martoriata dalla guerra, dove le bombe sembrano voler zittire anche le campane, la fede resiste, ma la divisione scandalizza. E allora la Lavra non è solo un monastero da visitare, ma uno specchio per le coscienze.
Due chiese che si guardano da lati opposti, fratelli che pregano lo stesso Dio, ma si parlano con diffidenza. Da 971 anni. Come possiamo credere che il mondo ci ascolti, se il Corpo di Cristo resta lacerato?
Eppure, la speranza resta viva, come la candela che tremola davanti all’icona di Cristo.
Don Moreno conclude con un appello semplice e potente:
“Non perdiamo la speranza. Preghiamo insieme, camminiamo insieme, lavoriamo insieme per creare un mondo migliore.”
La Lavra, con le sue meraviglie architettoniche e le sue profondità mistiche, ci chiama ad una fede più grande delle divisioni, ad un cristianesimo che sa ricucire ciò che l’orgoglio ha spezzato, ad una testimonianza che non si ferma ai riti, ma che si fa pane condiviso, perdono e fraternità.
Forse oggi, più che mai, Dio ci guarda dalle profondità della Lavra, e ci chiede con voce dolce ma ferma:
“Dov’è il Mio Corpo? Lo riconoscete ancora, o l’avete diviso in nome vostro?”
E da Kiev, tra il suono delle sirene e la voce dei santi nascosti nelle grotte, una risposta può ancora nascere. Una risposta che comincia da una preghiera detta insieme, indipendentemente dalla chiesa che frequentiamo.
Grazie all’Amministrazione Comunale che, con il contributo di Citta’ Metropolitana, In occasione della festa degli aziani e dei nonni, i centri anziani di Canale e Montevirginio, oggi in gita serale a bordo del battello sul lago di Bracciano.
Dopo la cena, abbiamo iniziato con i balli di gruppo. Una serata veramente piacevole in allegria con amici. Gradita da tutti noi la presenza dei nostri Amministratori, il Sindaco Alessandro Bettarelli, il Vice Sindaco Fabrizio Lavini, L’Assessore alle Politiche Sociali Laura Aloisi e Micol Fioretini, responsabile Area Servizi interni Amministrativi, che ci ha illustrato alcue storie che interessano il lago e paesi limitrofi.
Grazie a Nello Presidente del Centro Anziani di Canale per aver organizzato la cena. Per concludere un abbraccio a tutti I nostri soci
Produzione 2023 nata per il progetto CLOSE UP 2023, reloaded nel 2024 per Mandala
Tournée USA Aprile/Maggio 2024: JEFFERSON presso Middlebrook Arts Research/Residency Center, NEW YORK in Central Park presso Sheep’s Meadow (North) e in Broadway Street (tra la 39a e la 40a)
Tournée SPAGNA Maggio 2024: COSLADA (Madrid) presso Centro Cultural Antonio Lòpez
Omaggio all’amore del corpo dell’uomo e della donna che nella loro diversità sono ugualmente perfetti. Una ricerca sul tema dell’ambiguità dei sentimenti, del dualismo nell’amore che esplora la relazione tra maschile e femminile e la cura istintiva ed appassionata che lega due persone.
6 settembre 2025 ore 15:00 Dance in the City Centro Storico – Verviers (Belgio)
7 settembre 2025 ore 15:00 Dance in the City Centro Storico – Monschau (Germania)
27 settembre 2025 ore 21:00 Le stanze della danza Spazio FS – Rovigo
Trittico Olistico (Balancier, Layers, Essence) MANDALA DANCE COMPANY
Concept, Coreografia e Regia: Paola Sorressa Danzatori/Interpreti: Alessia Amadio, Virginia Andretto, Davide Galuppi, Angelica Maltese, Gabriela Martucci, Giorgia Quarisa, Alessia Stocchi, Martina Valente
Un percorso di visione che si apre con Balancier, studio sugli equilibri statici e dinamici, arricchito dalla presenza scenica dell’opera dello scultore Fiorenzo Zaffina; prosegue con Layers, che esplora le stratificazioni emotive e relazionali mettendo in relazione unicità e collettività; e si conclude con Essence, riflessione politica e poetica sul filo invisibile che lega le persone in un’epoca segnata da guerre, crisi climatiche, pandemie e capitalismo globale.
4 settembre 2025 ore 21:00 Rassegna Incontri Teatro dei Barbuti – Salerno Per info: campaniadanza@tiscali.it
5 settembre 2025 ore 21:00 Rasna Jazz Museo Etrusco – Tarquinia
AN ACT OF RECYCLE MANDALA DANCE COMPANY Coreografia e regia: Paola Sorressa Regia e Testi: Daniele Lamuraglia Attori: Teresa Lamuraglia, Amerigo Marchesini, Daniele Locchi Danzatori: Alessia Amadio, Virginia Andretto, Davide Galuppi, Angelica Maltese, Gabriela Martucci, Giorgia Quarisa, Alessia Stocchi, Martina Valente Musiche: AA.VV.
Progetto di AICS_Associazione Italiana Cultura e Sport (AiCS Cultura, settore danza e teatro e AICS Ambiente), produzione Mandala 2025 in coproduzione con AICS, con il supporto di MIC_Ministero della Cultura Direzione Spettacolo Dal Vivo e di Next Generation EU (progetto “Preventing Plastic Invasion – AiCS Cultura e Ambiente”).
Performance interattiva di teatro e danza per bambini e famiglie
14 settembre 2025 ore 17:30 Paesaggi del Corpo Casa delle Culture e della Musica – Velletri (RM) info: info@paesaggidelcorpo.it
Appuntamento, ore 20, presso il Ristorante Joya in Via Filippo Moretti: info e prenotazioni
di Marco Di Marzio
Il Roma Club “Vecchie Teste” di Ladispoli si prepara a vivere una serata speciale. Venerdì 6 settembre, alle ore 20, presso il Ristorante Joya in via Filippo Moretti 27, si terrà infatti la cena di tesseramento per la stagione 2025. L’evento, che rappresenta un momento importante per la giovane realtà giallorossa nata appena un anno fa, vedrà la partecipazione di un ospite d’eccezione: Sebino Nela, storico difensore della Roma e protagonista dello scudetto 1982/1983.
La presenza di Nela, autentica leggenda giallorossa, darà ulteriore lustro a una serata pensata non solo come occasione conviviale, ma anche come momento di condivisione tra i soci e i tanti tifosi della Magica presenti a Ladispoli. Durante l’incontro verrà tracciato un bilancio delle attività svolte nel primo anno di vita del club, con uno sguardo ai progetti futuri e alle iniziative da realizzare sul territorio.
La quota di partecipazione alla cena è fissata a 25 euro. Per prenotazioni e per informazioni sul tesseramento ci si può rivolgere all’Emporio Roma, in via Palermo 78/E a Ladispoli. Una serata, dunque, all’insegna della passione giallorossa, per rafforzare il legame tra la squadra, i tifosi e la città.
Apprendiamo dalla stampa che il Ministro dell’Istruzione e del Merito proporrà al Consiglio dei Ministri delle modifiche all’esame di stato per il prossimo anno scolastico.
«Ancora una volta il Ministro sceglie di non ascoltarci» spiega Bianca Piergentili della Rete degli Studenti Medi del Lazio «Delle modifiche ideologiche, che non tengono conto delle reali esigenze della comunità studentesca, un passo indietro per l’istruzione pubblica».
Sono diverse le criticità che la Rete degli Studenti Medi rappresenta, come il ritorno al termine “maturità”, così come alla bocciatura immediata in caso di scena muta all’orale.
Il sindacato studentesco annuncia mobilitazione contro il Ministro Valditara e contro il suo modello di scuola autoritaria, repressiva e che non tiene conto delle esigenze della comunità studentesca.
Ospitiamo nuovamente il Festival dell’Ecologia Integrale, promosso e realizzato da Scuola Gea, insieme a Rise Saint James, Emmaus Italia e Rete dei Numeri Pari che condividono l’urgenza di cooperare per promuovere e diffondere la visione, la cultura, i linguaggi, le proposte e le pratiche legate alla Giustizia Ecologica, Ambientale e Sociale.
Pochi giorni ci separano dall’avvio di questo festival di alta formazione politica gratuita per giovani attivisti e attiviste. Durante le varie sessioni, si alterneranno alcuni tra i principali intellettuali, attivisti e attiviste impegnate da anni per la giustizia sociale ambientale ed ecologica, con uno sguardo globale e intersezionale e, nel sottolineare la presenza di Sharon Lavigne, attivista statunitense, afroamericana e fondatrice dell’organizzazione Rise St. James, insignita nel 2021 del “Nobel per l’Ecologia“ per la sua lotta contro l’inquinamento prodotto dalle multinazionali della petrolchimica e la discriminazione razziale a New Orleans nel cuore della Louisiana, come Amministrazione abbiamo deciso di attribuire un “Riconoscimento al coraggio civile e per la giustizia ambientale”
Doveroso ringraziare la Scuola Gea per il lavoro che porta avanti, dichiarando apertamente la scelta di campo che è quella di costruire quel che ancora non esiste, anziché stagnare nella lamentazione che si limita a puntare il dito contro ciò che non funziona.
Quella messa a segno all’alba di ieri a Civitavecchia è un’operazione straordinaria che segna un passaggio fondamentale nella lotta allo spaccio e alle attività criminali sul nostro territorio. L’azione congiunta di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha permesso di smantellare un sodalizio radicato e di restituire un forte segnale di sicurezza e legalità alla nostra comunità.
L’Amministrazione Comunale sottolinea con orgoglio come la collaborazione tra le diverse Forze dell’Ordine sia stata decisiva per il successo dell’operazione, confermando ancora una volta l’eccellenza e il grande coraggio delle donne e degli uomini che ogni giorno operano per la sicurezza di tutti i cittadini.
“Un’operazione di questa portata rende la nostra città più sicura e dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la straordinaria professionalità e dedizione delle Forze dell’Ordine. A loro va il mio più sentito ringraziamento e quello di tutta la comunità civitavecchiese” – ha dichiarato il Sindaco Marco Piendibene.
Civitavecchia può e deve continuare a essere una città sicura, anche grazie al costante e instancabile lavoro delle Forze dell’Ordine che garantiscono legalità e tutela del territorio.
L’inizio della scuola segna la fine della stagione estiva per tutti i ragazzi del territorio e per molte famiglie costituisce un momento di grande preoccupazione in ragione del costo che devono affrontare per l’acquisto del materiale didattico.
Da qui l’idea del Service “Zaino Sospeso” del Lions Club International, che nasce proprio dall’esigenza di aiutare le famiglie bisognose del circondario ad affrontare, in un momento storico di grande disagio economico, le spese per acquistare il materiale scolastico. È un progetto che permette alle famiglie in difficoltà di mandare a scuola i propri figli con un corredo scolastico piú adeguato garantendo in questo modo il diritto allo studio a bambini e ragazzi che altrimenti non potrebbero permettersi di sostenerne il carico.
“Lo scorso anno -ricorda Simonetta Di Camillo , Presidente del Lions Club di Bracciano , Anguillara Sabazia e Monti Sabatini , “siamo riusciti a raccogliere moltissimo materiale costituto da quaderni, zaini, astucci e supporti didattici di ogni genere, che abbiamo potuto consegnare alle Parrocchie del territorio per la successiva distribuzione alle famiglie.
Siamo certi, prosegue il Presidente, che la generosità degli abitanti dei comuni interessati sarà ugualmente elevata e potremo così rendere un’importante servizio alla comunità”. Il primo appuntamento è sabato 6 settembre all’ingresso dei magazzini Maury’s di Bracciano, dove potranno essere acquistati e devoluti i materiali didattici.
Anche un semplice pastello può fare la differenza e colorare un foglio bianco di un bambino.
Maria Luisa Roscino, ne parla con Adelia Lucattini
Intervista di Marialuisa Roscino
Dopo un incidente stradale, spesso l’attenzione si concentra sui danni fisici, ma è fondamentale non trascurare le conseguenze psicologiche. Un incidente, anche se di lieve entità, può innescare un trauma psicologico che si manifesta con sintomi come ansia, stress e attacchi di panico. Riconoscere l’importanza di affrontare questi traumi è il primo passo per una ripresa completa, sia fisica, che mentale. Di questo e molto altro ancora, ne parliamo oggi con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana
Lucattini: “Gli incidenti stradali causano ferite psichiche profonde e incidenti troppo spesso trascurate.Necessaria diagnosi precoce e tempestivi interventi di supporto e benessere psicologico”.
Dott.ssa Lucattini, quali sono le cause principali degli incidenti stradali in Italia?
Gli incidenti sulle strade rappresentano ancora oggi la prima causa di morte negli adolescenti dai 15 anni in su e negli adulti sotto i 40 anni, e sono responsabili di oltre la metà dei casi di paralisi post-traumatica.
Nel 2024 in Italia si sono registrati 173.364 incidenti con feriti, che hanno provocato 3.030 vittime e oltre 233.000 feriti. Il tasso di mortalità è rimasto sostanzialmente stabile (51,4 morti per milione di abitanti), ma il costo sociale di questi eventi è enorme: 18 miliardi di euro, che salgono a 22,6 miliardi se si considerano anche i danni materiali.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità e i dati ISTAT, le cause principali cambiano anche in base all’età degli automobilisti, la grande maggioranza degli incidenti gravi e mortali dipende da comportamenti scorretti: eccesso di velocità, guida distratta e pericolosa (spesso per uso del cellulare), mancato rispetto della precedenza o della distanza di sicurezza, ma anche dall’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
Un segnale positivo arriva dal 2025, grazie al nuovo Codice della Strada, nei primi tre mesi dell’anno gli incidenti sono calati del 5,5%, i feriti dell’8,8% e le vittime addirittura del 20,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a 61 vite salvate.
I dati ci dicono che le fasce d’età più a rischio riguardano in particolare i giovani e gli adolescenti. Quali possono essere i fattori scatenanti?
Negli adolescenti e nei giovani i comportamenti a rischio come la guida spericolata, l’uso eccessivo di alcol o sostanze, oppure attività estreme senza adeguate misure di sicurezza, possono essere letti come una sorta di sfida alla morte. Non si tratta quasi mai di un desiderio consapevole di morire: spesso i ragazzi non hanno piena consapevolezza dell’ideazione suicidaria e, per una sorta di negazione inconscia, mettono in atto condotte impulsive e pericolose. In questi comportamenti è ricercato un “brivido antidepressivo”: un’eccitazione che momentaneamente allevia la sofferenza interiore.
La letteratura scientifica recente conferma questa interpretazione. Uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders (2025) ha dimostrato che tra gli adolescenti esiste una correlazione significativa tra ideazione suicidaria e comportamenti di guida rischiosa, con un aumento del rischio di incidenti gravi.
Anche l’abuso di alcol e sostanze si lega a questo meccanismo: una revisione apparsa sul Journal of Clinical Medicine (2025) ha evidenziato come l’uso di droghe illecite nei giovani sia fortemente associato sia a comportamenti autolesivi indiretti, sia a episodi di overdose non intenzionale.
Le neuroscienze spiegano in parte questa vulnerabilità: una ricerca pubblicata su Neuropsychopharmacology (2025) ha mostrato che, durante l’adolescenza, le aree cerebrali deputate al controllo degli impulsi maturano più lentamente rispetto a quelle coinvolte nella ricerca di sensazioni ed emozioni forti. Questo squilibrio favorisce la propensione ai comportamenti spericolati e aumenta il rischio di incidenti.
Si parla spesso delle conseguenze fisiche, ma poco dei traumi psicologici che subisce chi è vittima di incidente e che può riguardare anche le stesse persone ad essa, vicine, perché è bene, invece, non sottovalutarli?
Quando si parla di incidenti stradali, ci si concentra molto sulle conseguenze fisiche, ma meno su quelle psicologiche, che possono essere altrettanto gravi. Chi sopravvive a un incidente può sperimentare, sul momento, fenomeni dissociativi: la depersonalizzazione, cioè la sensazione di essere scollegati dal proprio corpo e di osservarsi dall’esterno, e la derealizzazione, cioè la percezione dell’ambiente circostante come irreale, quasi fosse un film.
Gli incidenti stradali rappresentano la ferita profonda e invisibile troppo spesso trascurata. Necessaria diagnosi precoce e tempestivi interventi di supporto e benessere psicologico.
Numerose ricerche confermano che questi stati possono rappresentare il preludio a disturbi più complessi. Uno studio pubblicato sul Journal of Traumatic Stress (2025) ha mostrato che fino al 45% dei sopravvissuti a incidenti stradali sviluppa un Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) entro sei settimane, con sintomi che possono durare anche tre anni, spesso accompagnati da ansia e depressione.
Un altro studio su Psychological Medicine ha evidenziato che la dissociazione peri-traumatica e persistente, quindi la presenza continua di depersonalizzazione e derealizzazione, è uno dei principali predittori della cronicizzazione del PTSD.
Inoltre, una ricerca pubblicata su Frontiers in Psychiatry (2022) ha sottolineato che i disturbi dissociativi legati al trauma sono più diffusi di altri disturbi psichiatrici comuni come il disturbo bipolare o ossessivo-compulsivo, ma spesso rimangono sottodiagnosticati per anni, ritardando l’accesso alle cure appropriate.
Ritiene, che anche chi assiste ad un incidente, quindi senza esserne coinvolto direttamente, possa avere importanti conseguenze sul piano psicologico ed emotivo?
Anche chi assiste a un incidente senza esserne direttamente coinvolto può riportare conseguenze psicologiche importanti. Si parla in questo caso di “trauma del testimone”, un fenomeno studiato dalla psicoanalisi dell’emergenza, che ha sviluppato negli anni interventi mirati proprio per sostenere chi si trova esposto a eventi traumatici in prima persona o come spettatore.
Assistere a un incidente stradale può provocare un forte shock: la vista delle auto distrutte, delle lamiere contorte, delle persone ferite adagiate sull’asfalto o intrappolate, l’arrivo delle ambulanze e dei soccorsi, tutti questi elementi evocano angosce profonde di morte e attivano un’allerta interna che può sfociare in sintomi acuti di ansia e stress.
La letteratura scientifica più recente conferma questo quadro. Una ricerca pubblicata sul European Journal of Psychotraumatology (2025) ha mostrato che non solo le vittime dirette, ma anche i testimoni di incidenti stradali sviluppano con frequenza elevata sintomi di disturbo post-traumatico da stress (PTSD), in particolare quando assistono a scene di violenza o di morte.
Analogamente, uno studio sul Frontiers in Public Health (2024) ha evidenziato che i sopravvissuti indiretti, cioè testimoni, familiari e soccorritori, riportano un carico di salute mentale significativo e duraturo, spesso trascurato dai servizi sanitari, con sintomi che vanno dall’ansia alla depressione fino alla dissociazione.
In che modo, secondo Lei, è possibile superare il trauma psicologico?
Gli esiti a distanza sono molto diversi, se il paziente ha perso conoscenza, se ha avuto traumi fisici importanti ed è stato sottoposto a interventi chirurgici oppure se ha avuto un piccolo trauma, ma ha dovuto comunque fare una serie di accertamenti e sottoporsi a cure e riposo forzato. Ci sono anche i pazienti che non hanno traumi fisici seri, ma un notevole trauma psicologico. In tutti questi casi, è necessaria l’elaborazione del trauma attraverso un trattamento psicoterapeutico psicodinamico e psicoanalitico. Ogni trauma fisico causa sempre un trauma psicologico, poiché ogni ferita nel corpo è anche una ferita nella mente.
I testimoni, invece, solitamente non necessitano di un trattamento specifico ma persone che per altre ragioni si rivolgono ad uno psicoanalista, non di rado parlano degli incidenti stradali a cui hanno assistito come alcune delle esperienze traumatizzanti vissute.
L’abuso di alcol continua a essere una delle cause principali degli incidenti stradali. Come mai, nonostante i fatti di cronaca, lo evidenzino spesso, molte persone continuano a fare abuso di bevande alcoliche e a guidare in stato di ebbrezza?
Il problema dell’abuso di alcol è molto complesso. Da un lato, c’è una forte pressione sociale, dall’altro, una percezione distorta degli effetti dell’alcol, spesso minimizzati o addirittura associati a svago e socialità. A ciò, si aggiunge una scarsa consapevolezza dei danni fisici e mentali a lungo termine, nonostante l’informazione pubblica.
La ricerca conferma questo intreccio tra aspetti culturali e psicologici. Uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders (2025) ha mostrato come l’abuso di alcol sia strettamente connesso a depressione e ansia, sottolineando che in molti casi, il consumo non è solo ricreativo, ma una forma di automedicazione che finisce però per peggiorare lo stato depressivo, creando un circolo vizioso.
Inoltre, il consumo di alcol ha un effetto diretto sulla mente e sul cervello: disinibisce, riduce il controllo degli impulsi e altera la capacità di giudizio. Per questo, nonostante i divieti e le campagne di sensibilizzazione, soprattutto i giovani continuano a guidare in stato di ebbrezza. Una ricerca pubblicata su Addiction (2025) ha ribadito con forza che la guida in stato di ebbrezza rimane una delle principali cause di incidenti stradali e di mortalità sotto i quarant’anni, con un rischio significativamente aumentato già a livelli di alcol nel sangue inferiori ai limiti legali.
Quali sono le precauzioni che ogni automobilista può prendere per evitare l’eventuale rischio di incidente? E come è possibile tutelare maggiormente i bambini in macchina?
La sicurezza sulle strade dipende in gran parte dai comportamenti di ciascun automobilista. Le regole fondamentali possono sembrare banali, ma fanno davvero la differenza: non usare il cellulare alla guida, rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza e non mettersi mai al volante dopo avere bevuto alcol o assunto sostanze che riducono la lucidità. Anche la stanchezza è un rischio serio: fermarsi quando ci si sente affaticati è un gesto di responsabilità verso se stessi e gli altri.
Per quanto riguarda i bambini, la tutela deve essere ancora più rigorosa. È fondamentale usare seggiolini e sistemi di ritenuta omologati, adeguati al peso e all’età, e verificare sempre che siano installati correttamente. I bambini non dovrebbero mai viaggiare senza cintura o in braccio a un adulto, neppure per brevi tragitti. Inoltre, è bene ricordare che i più piccoli vanno protetti anche dal calore: mai lasciarli soli in auto, nemmeno per pochi minuti.
La regola d’oro è che la sicurezza nasce dal rispetto delle norme e dall’attenzione verso i passeggeri più fragili. Come ha sottolineato uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health (2024), la prevenzione degli incidenti e la protezione dei soggetti vulnerabili come i bambini, richiedono non solo infrastrutture adeguate, ma soprattutto comportamenti consapevoli da parte dei guidatori.
Mettersi alla guida in modo responsabile significa non solo ridurre il rischio di incidenti, ma anche prendersi cura della vita degli altri.
Quali consigli si sente di dare ai ragazzi, che spesso sfrecciano con il motorino, non rispettando le norme di sicurezza stradale e a chi sempre più spesso non si ferma più, neanche in vista di pedoni sulle strisce pedonali?
-Rispettare i limiti di velocità. La velocità può dare un’illusione di potenza, ma in realtà aumenta esponenzialmente il rischio di incidenti. Guidare piano non significa rinunciare al divertimento, ma proteggere la propria vita e quella degli altri. La vera libertà è arrivare sani e salvi;
-Fermarsi sempre davanti ai pedoni. Sulle strisce ogni pedone è vulnerabile e ha diritto alla priorità. Non fermarsi significa non riconoscere l’altro come persona, ma come ostacolo. Il rispetto delle regole stradali è un atto di civiltà e di umanità;
-Mai alcol prima di mettersi alla guida. Alcol e anche altre sostanze stupefacenti alterano lucidità, riflessi e capacità di giudizio. Chi guida sotto effetto di queste sostanze non mette a rischio solo se stesso, ma anche chi incontra sulla strada. Un gesto di leggerezza può avere conseguenze irreparabili;
-Cercare emozioni in modo sicuro. La voglia di brivido è tipica dell’età giovanile, ma può essere soddisfatta nello sport, in attività stimolanti e nell’amore. La strada non è un luogo per provare i propri limiti. L’adrenalina può essere vissuta in modo sano, senza mettere a repentaglio la vita;
-Gestire rabbia e impulsività. Molti comportamenti pericolosi nascono da emozioni mal controllate. Imparare a riconoscere la rabbia e a trasformarla in energia positiva è un segno di maturità. Lo sfogo non deve avvenire attraverso il rischio, ma attraverso espressioni creative o fisiche;
-Ricordarsi delle persone care. Ogni volta che si corre un rischio inutile, non si mette in gioco solo la propria vita. Dietro a un ragazzo che guida ci sono genitori, amici e affetti che lo aspettano a casa. Pensare a loro può diventare il freno più potente;
-Partecipare alle giornate sull’educazione stradale organizzate a scuola, per ricordare sempre che i buoni comportamenti devono sempre primeggiare sulle cattive abitudini;
-Mai usare lo smartphone alla guida, una minima distrazione può causare danni irreparabili e traumi psicologici gravi;
–Guardare dentro se stessi e trovare il coraggio di chiedere aiuto. A volte, dietro i comportamenti a rischio ci sono disagio, ansia o tristezza che non trovano parole. Guardarsi dentro con sincerità è il primo passo per riconoscere quello che si prova davvero. Se la sofferenza diventa troppo pesante, rivolgersi a uno specialista o ad uno psicoanalista, è un atto di forza e di premura verso se stessi.
Nel crepuscolo di fine estate, il cielo si prepara a un evento di rara bellezza: il 7 settembre, in prima serata, la Luna piena (Selene, nella sua veste poetica) sorgerà già immersa nell’ombra della Terra. Come una dea che si libera dal velo, si mostrerà lentamente, tingendosi di rosso cupo: è l’eclissi lunare totale, la celebre Luna Rossa. Uno spettacolo che incanterà milioni di persone in Australia, Europa, India, Cina, Russia, Africa e Asia.
In Italia un sipario rosso ad est
In Italia, la Luna farà capolino sull’orizzonte orientale attorno alle 19:30, già in fase di totalità. Il massimo splendore sarà raggiunto alle 20:11, mentre la fase di totalità terminerà alle 20:52. Seguirà una fase parziale (la Luna come una mela morsicata) fino alle 21:56, e infine la penombra svanirà alle 22:55, restituendoci il plenilunio nella sua interezza.
La visibilità dipenderà dal luogo da cui si osserva: sarà più breve in Sardegna e nel Nord-Ovest (come Piemonte e Valle d’Aosta), più ampia man mano che ci si sposta verso Est, dove la Luna sorgerà prima.
Una Luna più grande, più luminosa
Questa eclissi avverrà circa tre giorni prima del suo arrivo al perigeo, il punto in cui la Luna è maggiormente vicina alla Terra. Il risultato? Una Luna che ci appare fino al 14% più grande e il 30% più luminosa rispetto all’apogeo (il punto in cui la Luna è maggiormente lontana dalla Terra). Non sarà una vera “Superluna”, ma l’effetto visivo sarà comunque amplificato.
Diretta globale e appulsamento con Saturno
Il Virtual Telescope Project trasmetterà l’evento in diretta su YouTube per chi non possa godersi direttamente lo spettacolo.
Come se non bastasse, accanto alla Luna sarà visibile una piccola luce: è Saturno, in una congiunzione nota come appulsamento. Non raro, ma durante un’eclissi totale, diventa un dettaglio spettacolare.
Bracciano: palcoscenici ideali per l’eclissi
Se ti trovi a Bracciano, ecco i luoghi perfetti per goderti lo spettacolo:
Lungolago di Bracciano: visuale aperta verso est, riflessi lunari sull’acqua, poca illuminazione artificiale.
Belvedere della Sentinella: punto panoramico sopraelevato, ideale per la fase di totalità.
Parco Naturale di Martignano: immerso nella natura, lontano dall’inquinamento luminoso.
Castello Orsini-Odescalchi (esterno): la sagoma del castello sotto la Luna rossa è da cartolina.
Fotografare la Luna di Sangue
Per immortalare l’eclissi:
Fai un sopralluogo il giorno prima, alla stessa ora, per individuare il punto di sorgere della Luna.
Controlla meteo e orari: la Luna sorgerà già eclissata intorno alle 19:30.
Attrezzatura consigliata:
Fotocamera con controlli manuali
Teleobiettivo (minimo 200 mm)
Treppiede stabile
Scatto remoto o autoscatto
Impostazioni base:
ISO: 200–400
Apertura: f/5.6 – f/8
Tempo di esposizione:
1/125s per congelare il moto lunare
Fino a 30s per paesaggi con Luna
Per i più esperti, si possono consigliare inseguitori equatoriali per compensare il moto terrestre.
App come Stellarium, SkySafari o PhotoPills aiutano a pianificare l’inquadratura e prevedere l’altezza della Luna.