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QUANDO IL CILE RIMASE A META’ – CORTOMETRAGGIO – AL PALMA DI TREVIGNANO

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Giovedì 11 settembre dalle ore 19:00 il Cinema Palma di Trevignano Romano organizza – insieme agli amici di Proyecto Empeño – un evento speciale in memoria del colpo di stato che l’11 settembre 1973 sconvolse il Cile di Salvador Allende.  Un evento che unisce arte, cinema e riflessione, perché ricordare il Cile del 1973 significa anche interrogarsi sul nostro presente e sul futuro che vogliamo costruire.

 52 anni fa il Cile visse una ferita profonda: il colpo di Stato del 1973 costrinse molti a resistere o a partire.

In quel tempo, l’Italia seppe aprire le proprie porte accogliendo artisti, intellettuali e dissidenti che qui trovarono rifugio e nuove possibilità di espressione.

 Oggi, in un mondo ancora segnato da guerre, migrazioni forzate e diritti umani minacciati, quella memoria ci ricorda che la solidarietà non appartiene solo al passatoè un impegno urgente e necessario, qui e ora.

 Il programma

Mostra del progetto “𝐀𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐬 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚” 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐢𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐘𝐚𝐫𝐲𝐞𝐬

Proiezione del cortometraggio Premio Oscar “𝐇𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞 𝐮𝐧 𝐨𝐬𝐨” (𝐂𝐢𝐥𝐞, 𝟐𝟎𝟏𝟔)

Proiezione del documentario “𝐍𝐨𝐬𝐭𝐚𝐥𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞” 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐆𝐮𝐳𝐦𝐚𝐧 (𝐂𝐢𝐥𝐞, 𝟐𝟎𝟏𝟎)

Apre la palestra comunale di Anguillara Sabazia: i black lions approdano a Ponton dell’elce

Ponton dell’elce è una zona facente parte del comune di Anguillara che si è molto popolata negli ultimi anni, ma molti lamentano la mancanza di servizi pertanto le persone che vi abitano per fare le loro attività devono muoversi tra Bracciano ed Anguillara. L’apertura della palestra comunale quindi è occasione di ritrovo per giovani e adulti della zona di Ponton dell’elce, come ha detto la presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Concetta Anzalone, “si è voluto investire in questa  attività per dare una opportunità alle persone del luogo”. I black lions Il vicepresidente Alessandro Anzalone ed i soci Gaetano e Claudio Anzalone con Dario falchi ed Emanuela Blanchi nascono come associazione  sportiva di floorball (simil hockey), una attività molto poco conosciuta che però col passare del tempo ha preso molto piede e sarà presente nelle attività del nuovo centro sportivo assieme a tante altre discipline come la kick boxing, la pre pugilistica ed il karate, lo yoga e la social dance assieme   ai balli latinoamericani  con il maestro Manuel Brozzolo, è inoltre disponibile una sala pesi e tanti giochi di squadra come il famoso floorball, certamente  da provare, il basket e la palla a volo. Insomma la scelta è ampia e ci si potrà sbizzarrire provando anche più discipline oppure scatenandosi con il ballo. l’inaugurazione del centro sportivo sarà il 14 settembre alle ore 18:00 in via delle palme 21 a Ponton dell’elce, non mancate!

Ilaria Morodei

Fitness Suite dona 20 abbonamenti sportivi al Comune di Cerveteri per ragazzi in difficoltà

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Per il secondo anno consecutivo, la palestra Fitness Suite compie un gesto di solidarietà concreta: ha donato 20 abbonamenti sportivi gratuiti al Comune di Cerveteri, destinati a giovani provenienti da famiglie seguite dai Servizi Sociali.

L’iniziativa offrirà ai ragazzi l’opportunità di accedere a corsi e attività sportive, promuovendo inclusione, benessere e socializzazione in un ambiente sano e stimolante.

“Un gesto di grande generosità verso la nostra comunità – ha commentato il Sindaco Elena Gubetti – che consente a venti giovani della città di vivere esperienze di crescita positiva grazie allo sport”.

Sulla stessa linea l’Assessore allo Sport Manuele Parroccini: “Lo sport è uno strumento fondamentale di inclusione. Questa donazione rappresenta un’opportunità concreta per garantire pari diritti e occasioni di crescita ai nostri ragazzi”.

Il Sindaco Gubetti ha infine aggiunto: “Già da alcuni anni, insieme a molte associazioni sportive del territorio e con il prezioso contributo della Consulta dello Sport, guidata dalla presidente Roberta Mariani, abbiamo costruito progetti di vera inclusione, con l’obiettivo di offrire a tutti i nostri giovani la possibilità di praticare sport, indipendentemente dalla loro condizione economica o sociale. Lo sport è una leva straordinaria per far crescere i nostri ragazzi con valori sani, spirito di squadra e fiducia in sé stessi.”

Se questo è un uomo?

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“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case…”
— Primo Levi
Cosa significa oggi essere uomini?
Ce lo domandava, con voce ferita e lucida, Primo Levi nel suo Se questo è un uomo, quando raccontava il campo di concentramento non solo come luogo di morte, ma come macchina sistematica di annientamento dell’identità umana. Oggi, a distanza di decenni, quella domanda non ha perso forza. Anzi, ritorna prepotente nel nostro presente ferito, in un mondo che sembra aver imparato poco o nulla da quell’abisso. Ci guardiamo intorno e vediamo una lunga scia di sangue e distruzione.
Dall’Ucraina a Gaza, dalle guerre mai chiuse in Africa alla repressione silenziosa in Asia, ciò che colpisce non è solo la violenza, ma l’indifferenza crescente con cui la osserviamo. Bambini uccisi, civili annientati, popoli cancellati, diritti calpestati — eppure tutto scorre, come se fosse normale. Come se fosse inevitabile.
Quando è che abbiamo smesso di indignarci?
La vera tragedia non è solo ciò che accade, ma il fatto che accada sotto gli occhi del mondo. Un mondo connesso, informato, ipertecnologico, eppure spesso muto e paralizzato. Questo ci costringe a una domanda ancora più scomoda: cosa ci ha portati a questo punto?
È solo colpa dei potenti, dei regimi, delle multinazionali? O c’è qualcosa di più profondo, più oscuro, che riguarda anche noi?
Forse, come società, abbiamo lentamente accettato una disumanizzazione strisciante, non più urlata come nei lager di Auschwitz, ma sussurrata nelle scelte quotidiane, nelle priorità politiche, nei mercati finanziari, nei discorsi pubblici.
Abbiamo trasformato la “res publica” in un’arena di interessi privati, perdendo il senso della res communis, quei beni — acqua, terra, educazione, salute, giustizia — che appartengono a tutti e che dovrebbero essere inalienabili.
Abbiamo elevato l’individualismo esasperato a modello sociale, scollegando il benessere del singolo da quello collettivo.
Abbiamo ridotto la politica a gestione del potere, svuotando la parola “democrazia” del suo significato più profondo: partecipazione, rappresentanza, solidarietà.
E allora ci si deve fermare.
Non per retorica, ma per necessità.
Se questo è l’uomo che siamo diventati, allora occorre avere il coraggio di guardare in faccia la nostra deriva.
Perché anche oggi, come ammoniva Levi, «meditare che questo è stato» non basta: dobbiamo meditare che questo sta accadendo adesso, e che potremmo esserne complici — o almeno spettatori.
Come se ne esce? Chi può salvarci?
Forse la risposta non è unica, ma può nascere solo da un’alleanza tra pensiero, arte, cultura, politica e spiritualità
L’arte può ancora farci vedere ciò che rimuoviamo, e un questa riflessione chiamo in causa l’ impegno della nostra associazione così come di tante altre associazioni che sul territorio del lago, tanto fanno per promuovere iniziative a carattere artistico/culturale e di diritti.
La cultura può insegnarci a riconoscere la complessità, a pensare criticamente.
La politica, se tornerà a essere servizio e non calcolo, può ricostruire il tessuto lacerato delle comunità, e questo chiama in causa il senso civico e di appetenza da parte dei cittadini e delle amministrazioni comunali e politiche.
L’economia, se liberata dalla logica predatoria, può diventare strumento di equità.
E forse anche una nuova spiritualità laica, fondata sul rispetto del vivente, può aiutarci a ritrovare il senso del limite, della cura, della responsabilità.
Questa pensiero nasce da qui.
Dalla volontà di non accettare l’ingiustizia come dato di fatto, di porci domande radicali sul nostro tempo e sul nostro ruolo.
Useremo la memoria come chiave di lettura del presente, senza retorica, ma con rigore e passione.
Perché solo partendo dalle domande scomode possiamo forse tornare a costruire un’umanità più degna di questo nome.
Come scriveva Levi, «meditate che questo è stato».
Noi oggi diciamo: meditate che questo sta accadendo.
E domandiamoci insieme: che uomini vogliamo essere? Consci che il treno della storia passa veloce e noi potremmo ritrovarci ad essere polvere sotto le sue ruote.
Gianluigi De Benedittis
Presidente Ass. Culturale Humanae Vitae

Riparte il “Piano Asfalti” del Comune di Cerveteri: nuovo manto per via Umberto Badini, via Rio dei Combattenti e Largo Almunecar

L’Assessore alle Opere Pubbliche Matteo Luchetti: “Approvato in Giunta il progetto esecutivo di ulteriori 950mila euro di lavori”

“Dopo la pausa estiva del mese di agosto, dovuta alla chiusura degli impianti di approvvigionamento del materiale e all’ordinanza regionale che vietava lo svolgimento di lavori nei giorni di maggior caldo, ripartiranno in questi giorni i cantieri per il rifacimento del manto stradale. Lavori iniziati nel mese di luglio a Campo di Mare, proseguiti poi a Cerenova e a Cerveteri capoluogo. Proprio nel capoluogo, già sono state riasfaltate in tutta la loro interezza via della Lega e via Ezio Brandolini: ora si procederà con via Umberto Badini, via Rio dei Combattenti e Largo Almunecar. Infine, ci si sposterà al Sasso per il rifacimento di Via Patrizi Montoro”. Ad annunciarlo è Matteo Luchetti, Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri.

“Quello che si sta per andare ad ultimare – spiega l’Assessore Luchetti – è un appalto da 950mila euro e in Giunta, abbiamo già approvato il progetto esecutivo per ulteriori 950mila euro sempre per il rifacimento del manto stradale di alcune delle strade della nostra città che necessitano di intervento. Lavori che interesseranno via Toti, via Sterpeto, via Suessola, via Vadimone e via Perusia a Cerenova e via Montegrappa, via Diaz, via Friuli e via Renato Morelli a Cerveteri capoluogo. Non appena sarà pubblicata la gara d’appalto ne daremo chiaramente notizia alla cittadinanza”.

rifacimento manto stradale

Il Mercato Storico di Civitavecchia sbarca sui social: online da venerdì 12 settembre le nuove pagine ufficiali

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Da venerdì 12 settembre saranno online le nuove pagine social del Mercato Storico di Civitavecchia, su Facebook e Instagram, a cui si affiancherà a breve anche il canale su TikTok.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Commercio del Comune di Civitavecchia con la collaborazione degli operatori del mercato, nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere una realtà che da sempre rappresenta il cuore pulsante della città.
Le pagine, che porteranno il nome “Mercato Storico Civitavecchia”, racconteranno la vita quotidiana del mercato, le sue tradizioni e le sue attività, offrendo uno spazio digitale pensato per avvicinare ancora di più la comunità a questo patrimonio cittadino.
L’Amministrazione invita i cittadini a seguire le nuove pagine social, che saranno dedicate  alla diffusione di contenuti e aggiornamenti, così da garantire una comunicazione chiara e immediata sul nostro mercato storico.

Volare, coltivare, comprendere: come il pensiero critico rivoluziona la conoscenza all’IT Salvo D’acquisto

Nell’era dell’informazione, non è raro imbattersi in concetti ampiamente diffusi ma, a un esame più attento, scientificamente errati. Spesso, queste credenze popolari, o “misconcetti”, si radicano nel nostro pensiero a tal punto da sembrare logiche e inconfutabili. Riconoscere e correggere queste convinzioni errate è una sfida educativa cruciale, specialmente in ambiti tecnici e professionali.
Questo è un aspetto centrale della formazione all’Istituto Tecnologico Paritario Salvo D’acquisto, dove gli studenti degli indirizzi Agrario e Aeronautico imparano a smontare teorie e credenze imprecise per abbracciare il pensiero critico con il rigore del metodo scientifico. L’istruzione va oltre la semplice memorizzazione e mira a formare menti capaci di discernere il vero dal falso.
Pensiamo, ad esempio, a come un aereo prende il volo o a come un rapace e persino un piccolo insetto si librano nell’aria. La spiegazione più diffusa suggerisce che l’aria scorre più velocemente sopra la superficie curva dell’ala rispetto a quella piatta sottostante e che, per il principio di Bernoulli, questa maggiore velocità crea una minore pressione, generando così la portanza. Tuttavia, l’articolo “How do wings work?” (Come funzionano le ali?) del professor Babinsky, docente al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Cambridge, spiega che questa è un’idea sbagliata in molti punti chiave. Infatti diversi esperimenti mostrano come le particelle d’aria che si dividono all’estremità anteriore del profilo alare non si ricongiungono necessariamente all’estremità posteriore nello stesso momento. La vera spiegazione scientifica risiede nella curvatura delle linee di flusso dell’aria attorno al profilo alare, così da generare un gradiente di pressione, con una pressione inferiore sopra e maggiore sotto. È proprio questa differenza di pressione che crea la spinta verso l’alto.
Un altro esempio interessante di “misconcetto” scientifico viene dal mondo dell’agricoltura, dove persiste la convinzione che le fasi lunari influenzino la crescita delle piante. Questa idea guida molte pratiche tradizionali, sebbene, come evidenziato in un articolo di Agronomy, non ci sia alcuna prova scientifica che supporti tale legame. I calcoli mostrano che l’effetto gravitazionale della luna su una pianta è trascurabile, e la luce riflessa dalla luna è migliaia di volte meno intensa di quella del sole. Se la luna avesse un’influenza significativa, i manuali di fisica e botanica ne parlerebbero, ma non è così.
Questi “misconcetti”, che si tratti della portanza o dell’influsso lunare, offrono preziosi spunti per l’insegnamento. Attraverso strumenti mappe mentali, laboratori strumentali o informatici, gli studenti dell’IT Salvo D’acquisto affrontano queste credenze, le scompongono e le confutano con dati concreti e ragionamenti logici, sviluppando così un’attitudine critica fondamentale per il loro futuro professionale. Questo impegno è il segno distintivo di una scuola pronta a formare i professionisti di domani, e con l’inizio di ogni nuovo anno, lo sforzo e la determinazione non solo degli studenti, ma anche dei docenti e di tutto il personale ATA, sono sempre pronti a ricominciare con rinnovato entusiasmo.

Prof. Riccardo Rosini

Bibliografia
Babinsky, H. (2003). How do wings work? Physics Education, 38(6), 497-503.
Mayoral, O., Solbes, J., Cantó, J., & Pina, T. (2020). What Has Been Thought and Taught on the Lunar Influence on Plants in Agriculture? Perspective from Physics and Biology. Agronomy, 10(955), 1-13.

Bracciano. Dirigente del Vian, Lucia Lolli: “Torno dopo un anno lontana dalla mia scuola”

Dopo un anno di comando all’USR per il Lazio, dal 1° settembre Lucia Lolli, dirigente del liceo Ignazio Vian di Bracciano, torna con un rinnovato incarico triennale; quello trascorso è stato un anno di riflessione e di nuove esperienze professionali per lei, che hanno rafforzato la sua visione della scuola ed ora è pronta a ripartire con tanta energia e con tanti progetti da realizzare.
Questa testata, che ha sempre collaborato e supportato l’egregio lavoro della dirigente, l’ha incontrata e ha raccolto i suoi propositi e il suo stato d’animo.
“Continuo fermamente a credere che nonostante la scuola non sia un’istituzione perfetta, è in questa istituzione che dobbiamo continuare a riporre la nostra speranza e la nostra certezza e se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo iniziare da qui”.
Ha parlato di pace, asserendo che è un diritto di tutti e che solo la conoscenza può essere un antidoto alla cultura della prevaricazione e della violenza e che la scuola deve essere il luogo del dialogo, del confronto e dell’apertura.
“Voglio continuare a rendere gli studenti protagonisti responsabili delle proprie scelte, del dialogo educativo, voglio costruire insieme a loro una scuola che ascolta, sono pronta ad accogliere le loro proposte come ho sempre fatto negli anni precedenti e a lavorare sodo con tutta la comunità educante per costruire la pace con i fatti, non con le parole. Non rinuncerò mai a desiderare una comunità educante che collabora, che si fida di questa istituzione, aperta al dialogo e al confronto, capace di accettare anche le cadute, gli sbagli, come una parte significativa e sana di ogni percorso di crescita. Rispettare significa incoraggiare, non giudicare, valorizzare ogni successo, usare un linguaggio gentile, dare sempre un’altra possibilità.
Una comunità educante responsabile sa mettere al centro i ragazzi, con tutte le loro fragilità, sa interrogarsi su come intervenire per farli crescere sensibili e attenti, ricchi di conoscenze e di valori interiorizzati e non catechizzati.
L’anno scolastico trascorso, è stato segnato dalla continuità della vision che io e la collega De Luca condividiamo, da uno stile di leadership caratterizzato dalla disponibilità costante al dialogo e all’ascolto e da una progettualità innovativa e sfidante.
Torno dopo un anno lontano dalla mia scuola; come ho sempre fatto, continuerò a tenere la porta della presidenza sempre aperta per accogliere gli studenti, che restano al centro del mio agire, ma anche i genitori e tutto il personale perché ogni ostacolo sia solo un’occasione di crescita e di confronto”.
Bentornata professoressa, con l’augurio di ben operare.
[L’intervista completa della dirigente sarà pubblicata sulla pagina on line ]

Gianluca Di Pietrantonio

Torna a Campagnano di Roma la Sagra della Pizzinchiella

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La Sagra della Pizzinchiella è diventato uno degli appuntamenti

enogastronomici più attesi di settembre in Provincia di Roma.

Organizzato e promosso dall’Associazione Pizzinchiella Campagnanese e

dalla Pro Loco Campagnano, in collaborazione con il Comune di

Campagnano, con il contributo di Arsial e della Regione Lazio, dopo il

successo della prima edizione, si presenta venerdì 12 settembre con un

programma ancora più ricco. Dalle 16:30 il centro storico di

Campagnano si animerà di stand gastronomici in cui verranno proposti

tutti i principali prodotti tipici locali, unitamente alle eccellenze

agricole del territorio, trasformandosi in un vero e proprio

palcoscenico a cielo aperto, in cui si celebrerà una grande festa in

onore della Pizzinchiella. Laboratori, giochi, conferenze,

intrattenimento, accompagneranno fino a fine serata i numerosi

visitatori, che ovviamente potranno gustare la Pizzinchiella in tutte

le sue prelibate varianti.

La Pizzinchiella è un piatto salato tipico della cucina della

tradizione campagnanese, solitamente preparato in occasioni speciali e

servito nelle osterie, accompagnato da un bicchiere di vino locale.

Esteticamente simile ad una crêpes, la ricetta della pizzinchiella ha

radici che affondano nella tradizione contadina tipica delle campagne

della tuscia romana, basata su farina, uova, acqua, pecorino e vino

bianco; gli ingredienti cosiddetti poveri che avevano a disposizione i

contadini del tempo.

Oggi l’Associazione Pizzinchiella Campagnanese si occupa di dare voce

a quella che è la tradizione di un piatto semplice, che però conserva

ricordi tramandati di generazione in generazione, e rappresenta

l’identità, gastronomica e culturale di un territorio.

Andrea Titti

AVAB Bracciano, 35 anni al servizio del territorio: la presidente Vergari racconta il volontariato

Trentacinque anni di impegno, sacrificio e passione al servizio della comunità. L’AVAB di Bracciano (Associazione Volontari Antincendi Boschivi – Protezione Civile) è un punto di riferimento per il territorio e non solo. A raccontarci la storia e la missione dell’associazione è la presidente Enza Vergari, alla guida del gruppo da 14 anni.
Quando è nata l’AVAB e qual è la sua missione principale?
«L’AVAB ODV è nata nel 1990. In 35 anni abbiamo operato non solo a Bracciano, ma anche a livello regionale e nazionale, intervenendo in ogni emergenza per salvaguardare la vita umana e l’ambiente».
Quali sono gli interventi più frequenti, soprattutto in estate?
«Operiamo in caso di eventi meteo avversi, incendi boschivi in collaborazione con i Vigili del Fuoco, assistenza alla popolazione durante emergenze come alluvioni, terremoti o eventi straordinari, e supportiamo le forze dell’ordine quando necessario».
Come è composta la squadra dei volontari?
«Siamo 40 volontari, dai 16 anni in su. Ognuno mette a disposizione il proprio tempo libero, ricevendo formazione e addestramento specifici. L’AVAB per noi è una seconda famiglia».
C’è un intervento che ricorda con particolare emozione?
«Ogni servizio porta con sé energia e orgoglio. Ricordo gli incendi che ci impegnano per ore tra caldo e fumo, o i campi di accoglienza montati per chi ha perso tutto. Il nostro motto è: “Noi con voi, voi con noi”».
Quali sono le difficoltà principali?
«Gestire mezzi, attrezzature e carburante è oneroso. Ci autofinanziamo e contiamo su donazioni, ma i fondi non bastano mai. Aiutare l’AVAB significa aiutare tutta la comunità».
Come può un cittadino diventare volontario?
«Basta contattarci via mail o WhatsApp, fare un colloquio e un mese di prova. Poi inizia la formazione e si diventa parte della nostra grande famiglia».
Avete progetti futuri?
«Abbiamo aperto una nuova sede a Osteria Nuova e vogliamo acquistare un mezzo logistico e un modulo antincendio per potenziare le attività».
Che cosa significa per Lei essere presidente?
«All’inizio ho dovuto superare diffidenze perché donna, ma oggi sono orgogliosa della mia squadra: l’unità e la stima reciproca ripagano ogni sacrificio».
Con passione e determinazione, l’AVAB di Bracciano continua a essere un punto fermo per la sicurezza del territorio. E il motto della presidente Vergari resta una promessa: «Noi con voi, voi con noi».

Paola Forte