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“L’esercito dei giusti”: a Cerveteri Roberta Spaccini racconta la storia di suo figlio Giulio

Comunicato stampa

Appuntamento per sabato 31 gennaio alle ore 17:00 all’interno dell’Aula Consiliare del Granarone. Una storia vera: dalla diagnosi di aplasia midollare alla rinascita

Una storia vera nata all’interno di una camera d’ospedale, in uno di quei reparti dove si intrecciano dolori, speranze, lacrime, paure, infinite rincorse alla ricerca di un sospiro di sollievo che significa tornare a vivere: il reparto pediatrico.

‘L’esercito dei giusti’, libro di Roberta Spaccini che sarà presentato sabato 31 gennaio alle ore 17:00 all’interno dei locali dell’Aula Consiliare del Granarone a Cerveteri, è la storia di una mamma che ha combattuto assieme al marito, affinché il figlio Giulio Luttazzi, oggi un bellissimo ragazzo di 19anni potesse tornare ad una vita normale dopo la diagnosi di aplasia midollare. Un libro che vi renderà più ricchi, culturalmente e umanamente, ma soprattutto straordinariamente innamorati della vita. Parte dei proventi del libro, sarà devoluto alle attività di ADMO Lazio – Associazione Donatori Midollo Osseo.

“La storia di Giulio negli anni ha toccato il cuore di tutta la nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – siamo passati dalla preoccupazione e dal dolore alla speranza di trovare quanto prima un donatore compatibile fino alla gioia, di vedere Giulio finalmente uscire dall’ospedale e tornare giorno dopo giorno ad una vita normale, di tornare alla vita! La storia di Giulio e di tutta la sua famiglia, è una storia di rinascita, questo ragazzo ha dimostrato una capacità di rialzarsi dalle difficoltà uniche e oggi questa sua forza l’ha portato ad essere uno dei componenti fissi della Nazionale Italiana di Calcio Trapiantati, vederlo difendere nuovamente i pali della porta, sono la conferma della forza d’animo e del coraggio che hanno avuto in questo lungo percorso”.

“A Roberta, che ha trovato la forza di trasformare in un libro un percorso così difficile, facendo della propria storia personale un inno alla vita e un importante monito verso la donazione del midollo osseo, rivolgo i miei complimenti, così come faccio un grandissimo in bocca al lupo a Giulio, perché possa continuare la sua carriera sportiva e raggiungere ancora importanti traguardi – conclude il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – alla cittadinanza tutta, agli amici, alle realtà sportive ed in particolar modo ai giovani, l’invito a partecipare: non sarà solo un piacevole incontro letterario, ma una lezione di vita e forza d’animo straordinaria!”

Nel corso della presentazione del libro, moderata dalla giornalista Francesca Lazzeri, interverrà il Dottor Andrea De Salvo, psicologo e psicoterapeuta del dipartimento di oncoematologia dell’Ospedale Bambino Gesù e collaboratore dell’Associazione 4You Aps, una delegazione della Nazionale Italiana Calcio Trapiantati, l’Associazione C(u)ori in Corsia Onlus e i responsabili di Admo Lazio – Associazione Donatori Midollo Osseo.

VIOLENZA GIOVANILE IN AUMENTO: GIOVANI E FRAGILITÀ PSICOLOGICHE. DAL BULLISMO FISICO AL CYBERBULLISMO: ANALISI DEL CONTESTO.

 

INTERVISTA AD ADELIA LUCATTINI, PSICHIATRA E PSICOANALISTA, ORDINARIO DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA

 Lucattini: “Famiglia e scuola sono i pilastri fondamentali nella prevenzione dei comportamenti violenti tra i giovani. Una base familiare sicura e contenitiva aiuta gli adolescenti a sviluppare regolazione emotiva, fiducia nelle relazioni, capacità di chiedere aiuto e resilienza nelle difficoltà. In assenza di questo supporto, i giovani sono più vulnerabili a pressioni esterne, conflitti interpersonali e dinamiche aggressive”.

 Di Marialuisa Roscino

 Il panorama della violenza giovanile oggi non è più un fenomeno circoscritto a contesti di marginalità, ma attraversa trasversalmente ogni strato della nostra società, assumendo forme sempre più fluide e preoccupanti. Se da un lato, le nuove tecnologie offrono opportunità senza precedenti, dall’altro, sono diventate il palcoscenico di nuove dinamiche di sopraffazione, dove il confine tra reale e virtuale si dissolve, lasciando spazio a un’aggressività spesso priva di filtri emotivi.

Le ricerche più recenti delineano un quadro multifattoriale: non si tratta solo di “comportamenti devianti”, ma di una costellazione di fragilità psicologiche, difficoltà nella regolazione degli affetti e un senso di vuoto esistenziale che i giovani tentano di colmare attraverso l’agire violento o l’ uso e abuso di sostanze stupefacenti e alcol.

In un mondo, in cui i modelli culturali cambiano rapidamente, la capacità di gestire la rabbia e di riconoscere l’altro come “persona” sembra essersi indebolita.

Per comprendere le radici profonde di questo disagio e comprendere come intervenire preventivamente, abbiamo intervistato Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, per una maggiore analisi dell’attuale contesto e delle dinamiche  che spingono un adolescente verso la violenza.

Dott.ssa Lucattini, perché secondo Lei, nei giovani aumenta la rabbia e la violenza? In che modo influiscono nell’attuale panorama, i media e i social network sui comportamenti violenti?

 L’influenza dei media e dei social network sui comportamenti violenti degli adolescenti è complessa e multifattoriale, ma le evidenze più recenti indicano che l’uso pervasivo di piattaforme digitali può incrementare alcune forme di aggressività e comportamenti antisociali, soprattutto in presenza di forme di uso problematico o di esperienze di esclusione e vittimizzazione online. Studi longitudinali mostrano che l’uso intensivo dei social media, e in particolare i comportamenti riconducibili alla dipendenza da social network, sono associati a livelli più elevati di aggressività reattiva e relazionale negli adolescenti, con differenze di genere nel modo in cui questa relazione si manifesta. Questi effetti non sono semplicemente dovuti alla quantità di tempo trascorso online, ma anche a meccanismi psicologici e sociali – come moral disengagement, esclusione sociale e vulnerabilità emotiva – che mediano o moderano la relazione tra esposizione a contenuti online e risposte aggressive. Nel complesso, i social media non creano automaticamente comportamenti violenti, ma possono amplificare tendenze aggressive preesistenti, facilitare dinamiche di cyberbullismo e normalizzare risposte ostili, soprattutto se non accompagnati da educazione digitale e regolamentazioni adeguate (European Journal of Investigation in Health, Psychology and Education, 2025).

Il bullismo, il cyberbullismo, lo stalking e il revenge porn sono forme di violenza che colpiscono in particolare  i giovani. Quali sono gli effetti psicologici più comuni che Lei riscontra nei ragazzi vittime di questi fenomeni?

 Le ricerche più recenti confermano che le vittime di bullismo, cyberbullismo e altre forme di violenza digitale, come stalking online e diffusione non consensuale di immagini intime, presentano un rischio significativamente aumentato di depressione, ansia, isolamento sociale, bassa autostima e difficoltà scolastiche. Nei casi più gravi, si osservano ideazione suicidaria, comportamenti autolesivi e sintomi post-traumatici, con effetti che possono persistere nel tempo e interferire con lo sviluppo emotivo e relazionale. Studi longitudinali mostrano come la cyber-vittimizzazione abbia un impatto diretto e duraturo sulla salute mentale degli adolescenti, indipendentemente da altri fattori di rischio preesistenti (Lancet Child & Adolescent Health, 2026).

In che modo, la violenza psicologica può essere altrettanto dannosa quanto quella fisica?

 La violenza psicologica, pur non lasciando segni corporei visibili, può essere altrettanto tossica e pervasiva quanto la violenza fisica perché agisce sul senso di sé, sulla sicurezza relazionale e sulle capacità di regolazione emotiva. Dati recenti indicano che esperienze prolungate di violenza emotiva e coercitiva sono associate a esiti psicologici severi, come sintomi post-traumatici, depressione, ansia, stress prolungato e compromissione del funzionamento sociale allo stesso modo di molte forme di abuso fisico. Studi clinici mostrano che la violenza psicologica può generare una risposta traumatica persistente, alterando la percezione di sicurezza e controllo e favorendo l’insorgenza di disturbi dell’umore e di regolazione emotiva (Current Psychology, 2026).

 Quali possono essere le conseguenze a breve e lungo termine della violenza giovanile, sia per le vittime che per gli aggressori?

 La violenza giovanile ha conseguenze rilevanti e durature sia per chi la subisce, sia per chi la agisce. Nel breve termine può determinare ferite fisiche, stress acuto, paura, sintomi ansioso-depressivi e difficoltà scolastiche. Nei casi gravi e ripetuti può portare a comportamenti autolesivi o anticonconservativi. Nel lungo periodo, l’esposizione alla violenza è associata a un aumentato rischio di disturbi mentali, comportamenti a rischio per la salute, abuso di sostanze, disabilità e malattie croniche, oltre a compromissioni dello sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale. Anche gli aggressori presentano un rischio maggiore di cronicizzazione dei comportamenti violenti, fallimento scolastico, marginalità sociale e problemi giudiziari. Le evidenze più recenti confermano che la violenza giovanile rappresenta un fattore critico che incide negativamente sulle traiettorie di vita e sulla possibilità di un’integrazione sociale positiva (Child Abuse & Neglect, 2026).

Quanto incidono sostanze stupefacenti e alcol nel generare comportamenti violenti?

 L’uso di alcol e droghe è un fattore di rischio consolidato associato a comportamenti violenti tra gli adolescenti e i giovani adulti. Dal punto di vista psicofarmacologico, l’alcol riduce le inibizioni, compromette i processi decisionali e aumenta la reattività emotiva, facilitando aggressività, conflitti e reazioni impulsive. Anche l’uso di droghe illecite può modificare l’umore e la percezione, portando a irritabilità, paranoia o scarso controllo degli impulsi, tutte condizioni che possono aumentare la probabilità di violenza in contesti sociali o interpersonali. L’associazione tra uso di sostanze e comportamenti violenti è stata osservata sia nell’immediato (ad esempio, episodi di violenza in stato di ebbrezza), sia longitudinalmente, con un aumento del rischio di comportamenti antisociali, aggressività e coinvolgimento in condotte delinquenziali. Questi effetti sono particolarmente pronunciati quando l’uso di sostanze avviene in contesti di vulnerabilità psicologica o sociale, e possono essere bidirezionali ( ovvero l’uso può precedere o seguire esperienze di violenza (Journal of School Health, 2025).

 Qual è il ruolo determinante della Famiglia e della Scuola?

Famiglia e scuola sono i pilastri fondamentali nella prevenzione dei comportamenti violenti tra i giovani. Una base familiare sicura e contenitiva aiuta gli adolescenti a sviluppare regolazione emotiva, fiducia nelle relazioni, capacità di chiedere aiuto e resilienza nelle difficoltà. In assenza di questo supporto, i giovani sono più vulnerabili a pressioni esterne, conflitti interpersonali e dinamiche aggressive.

La scuola, dal canto suo, ha un ruolo cruciale nel promuovere competenze socio-emotive come gestione della rabbia, risoluzione dei conflitti, empatia e cooperazione. Programmi scolastici ben strutturati possono ridurre i comportamenti a rischio, sostenere un clima positivo nella classe e favorire lo sviluppo di strategie

pro-sociali. Studi longitudinali indicano che interventi basati sulla famiglia e sulla scuola sono associati a una diminuzione significativa dei comportamenti aggressivi e a un miglior adattamento sociale negli adolescenti (Lancet Child Adolesc Health, 2026).

Un approccio integrato che coinvolge famiglia, scuola, agenzie educative, sport e comunità è determinante per prevenire la violenza giovanile e sostenere lo sviluppo sano dei ragazzi.

Come la psicoanalisi può contribuire nella prevenzione e nel trattamento della violenza tra i giovani, sia da parte di chi la commette, che da parte di chi la subisce?

 La psicoanalisi e la psicoterapia psicodinamica possono offrire un contributo significativo sia nella prevenzione, sia nel trattamento dei giovani coinvolti in fenomeni di violenza. Attraverso l’esplorazione delle dinamiche emotive profonde, dei modelli relazionali interiori, delle difficoltà di regolazione affettiva e delle esperienze traumatiche precoci, questo approccio aiuta i giovani a comprendere le motivazioni inconsce dei propri comportamenti, migliorare la capacità di mentalizzazione e a sviluppare modi più adattivi di fronteggiare conflitti e stress. La talking cure, praticata in forma individuale, familiare o di gruppo, consente ai ragazzi di elaborare esperienze dolorose e simbolizzare emozioni difficili da esprimere, migliorando l’autoconsapevolezza, la gestione dell’aggressività e la qualità delle relazioni interpersonali. Anche nei casi di chi ha vissuto violenza, la psicoterapia psicodinamica può ridurre sintomi internalizzanti come ansia, depressione e comportamenti autolesivi e promuovere processi di integrazione psicologica.

Un’importante ricerca ha evidenziato che la psicoterapia psicodinamica applicata ai giovani mostra evidenza di efficacia clinica nel ridurre sintomi psicologici e migliorare il funzionamento emotivo e sociale (Frontiers in Psychology, 2024).

Quali consigli si sente di dare per la prevenzione della violenza tra scuola, famiglia e comunità?

-Costruire una rete educativa stabile e comunicante. Scuola, famiglia e servizi territoriali devono condividere informazioni, obiettivi e strategie, evitando interventi isolati o frammentati;

-Intercettare precocemente il disagio emotivo e relazionale. Cambiamenti comportamentali, ritiro sociale, aggressività o calo del rendimento scolastico vanno riconosciuti come segnali di allarme e non come “fasi normali” da ignorare;

-Promuovere competenze emotive e relazionali fin dall’infanzia. Empatia, gestione della rabbia, rispetto delle regole e capacità di risolvere i conflitti sono fattori protettivi fondamentali;

-Offrire adulti di riferimento affidabili e coerenti. Insegnanti, genitori ed educatori devono rappresentare modelli di contenimento, ascolto e responsabilità, evitando messaggi contraddittori;

-Educare a un uso consapevole del digitale e dei social. Prevenire la violenza significa anche contrastare cyberbullismo, esclusione e umiliazione online attraverso educazione digitale condivisa;

-Favorire spazi di dialogo e partecipazione per i giovani. Dare voce ai ragazzi riduce il ricorso all’aggressività come forma di espressione del disagio;

-Attivare tempestivamente il supporto specialistico quando necessario. Il coinvolgimento precoce dei servizi di salute mentale previene la cronicizzazione del disagio e l’escalation dei comportamenti violenti.

Le celebrazioni di S. Antonio Abate a Bracciano segnano il legame con le radici della comunità

Dal profilo facebook del sindaco Crocicchi

Questa mattina, in 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞, abbiamo celebrato 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐀𝐛𝐚𝐭𝐞: un appuntamento sentito dalla nostra comunità, che affonda le radici nella 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e nel legame autentico con la 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 e con gli 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢.
È sempre emozionante vedere la piazza animata da 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢, 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞, 𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐢, 𝐜𝐚𝐧𝐢, animali da cortile e volti sorridenti. Momenti cosi ci ricordano quanto sia importante 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 e 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 le nostre radici, tramandandole alle nuove generazioni.
Un sentito grazie all’𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐁𝐮𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 per l’impegno e la passione con cui ogni anno rende possibile questa giornata; alla 𝐅𝐚𝐧𝐟𝐚𝐫𝐚 4º 𝐑𝐞𝐠𝐠𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐚 𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐨 per la presenza che ha dato solennita e emozione alla mattinata; e a tutte le persone che, con i loro animali, hanno reso questo appuntamento una vera festa della comunita.
Grazie alla 𝐏𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 e a 𝐝𝐨𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 e 𝐝𝐨𝐧 𝐅𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 per l’accompagnamento e il significato profondo che questa ricorrenza sa custodire.
Un ringraziamento speciale all’𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 per il supporto organizzativo, alla 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐋𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞, ai 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 e alla 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 di Ladispoli e alla 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 comunale di Bracciano e alla 𝐅𝐞𝐧𝐢𝐜𝐞 di Ladispoli: la vostra presenza e il vostro lavoro sono stati fondamentali per la buona riuscita dell’iniziativa e per garantire sicurezza a tutti. Grazie agli operatori della Tekneko che hanno seguito il corteo per garantire la pulizia delle strade
𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 è viva, e lo dimostra anche oggi.
      Marco Crocicchi
   

PLURALISMO E LIBERTA’: “ADDIO A SERGIO MENICUCCI, MAESTRO DI GIORNALISMO E COLONNA DEL SINDACATO”

Comunicato stampa

“Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la scomparsa del collega Sergio Menicucci, giornalista di grande esperienza, protagonista della vita professionale e sindacale della categoria, che ha dedicato tutta la sua lunga carriera alla difesa del giornalismo, del servizio pubblico e dei diritti dei colleghi”. Così in una nota il coordinamento di Pluralismo e Libertà, presente in Stampa Romana, Fnsi, Inpgi e Casagit sulla scomparsa di Sergio Menicucci, avvenuta oggi.

Nato a Cofigni (Rieti) il 5 agosto 1936, Sergio Menicucci era giornalista professionista dal 1° aprile 1970. Ha svolto una lunga e autorevole carriera soprattutto in Rai, ricoprendo numerosi incarichi di responsabilità. In particolare, a partire dal giugno 1995, è stato caporedattore della TGR Rai Molise a Campobasso, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’informazione regionale del servizio pubblico, sempre con rigore, equilibrio e attenzione ai territori.

“Accanto all’attività professionale, è stato costante e appassionato il suo impegno sindacale”, ricordano gli esponenti di Pluralismo e Libertà, “Più volte eletto nel Consiglio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e all’Associazione Stampa Romana, Sergio Menicucci ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di giornalisti. Da sempre vicino ai giovani colleghi, si è battuto con determinazione negli organismi di categoria per il miglioramento delle condizioni di lavoro di praticanti, precari e disoccupati, con una sensibilità rara e una visione autenticamente solidale della professione. Nel corso della sua vita ha saputo coniugare competenza professionale, passione civile e attenzione ai valori costituzionali della libertà di informazione e del pluralismo, che ha difeso con coerenza e spirito critico, dentro e fuori le redazioni. Pluralismo e Libertà si stringe con affetto al dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi tutti, ed esprime una particolare vicinanza al figlio, il collega Ernesto Menicucci, nel ricordo di un padre e di un professionista che ha lasciato un segno profondo nella storia del giornalismo e del sindacato dei giornalisti”.

Ciack si gira pagina: rassegna cinematografica alla biblioteca di Manziana

È cominciata la rassegna dei film che verranno proiettati alla biblioteca di Manziana da qui per un anno, organizzato da Anna Di Giovanni e dalle bibliotecarie Roberta Pausilli e Giuliana Solimine.

Ne parla a L’agone una delle organizzatrici, ovvero Anna Di Giovanni: “questa rassegna è dedicata agli utenti della biblioteca, persone abituate a leggere e che visitano questo luogo anche come punto di incontro e di aggregazione. La biblioteca fortunatamente è molto attiva organizza moltissime cose.

L’dea di ciack si gira pagina, i film tratti dai libri è nata da una passione per il cinema e per i libri, le referenti della biblioteca mi hanno contattata, io ho uno spazio culturale a Trevignano Romano e da qui è nata l’idea di creare una rassegna che parlasse di trasposizioni cinematografiche tratte da libri.

Questa è la prima edizione di ciack si gira, progetto che si porterà avanti perché sta creando molto interesse anche perché è un impegno da prendere soltanto una volta al mese. Si sono evitati appositamente i classici poiché abbiamo cercato cose molto particolari e anche poco conosciute o sulla versione cinematografica o sulla versione editoriale del libro.

La scelta è avvenuta molto naturalmente: a marzo la proiezione sarà Persepolis , un monumento al rispetto per le donne. I temi sono anche di estrema attualità. Non vuole essere sala cinematografica la biblioteca ma rimarrà luogo dove si parlerà di libri, della trasposizione, delle differenze con il libro. L’idea è quella di approfondire , di confrontarci con le persone.

C’è stata la proiezione di Ogni cosa è illuminata che ha lasciato tutti un po’ senza parole, un film bellissimo di Foer.  Questo evento si differenzia dal gruppo di lettura che legge e poi commenta e soprattutto legato a premi che ci sono stati, noi abbiamo ragionato su film che avessero qualcosa da raccontare anche se i film rispetto ai libri si prendono delle libertà per poi commentarli.

Gli utenti possono reperire il libro in biblioteca, vedere un trailer insomma informarsi ma importante è la seconda parte quella della condivisione, e la biblioteca di Manziana è un punto forte”. Trattandosi di incontri riservato ai soci, è necessario iscriversi e prenotarsi perché lo spazio è ristretto e bisogna favorire la condivisione.

Ilaria Morodei, redattrice L’agone

Primo appuntamento a Teatro a Tolfa con “Cinestoria dei gruppi musicali della Beat Generation”

dal profilo facebook del comune di Tolfa

CARTELLONE TEATRALE – STAGIONE 2026
DOMENICA 25 gennaio primo appuntamento a Teatro con “Cinestoria dei gruppi musicali della Beat Generation” di Erasmo Sabatini.
Vi attendiamo alle ore 17.30 per questo viaggio nella Musica che ha segnato un’epoca e le sue generazioni.
Info e prevendita giovedi 22 gennaio dalle ore 17.00 alle ore 19.00

A Vejano, il primo incontro del gruppo di lettura,

Dal profilo facebook del comune di Vejano

Primo incontro del Gruppo di Lettura – Comune di Vejano

Ieri sera, nella Biblioteca Comunale di Vejano, si è svolto il primo incontro del Gruppo di Lettura
Un momento di confronto, condivisione e passione per i libri, con una bella partecipazione.
Protagonista della serata: Follia di Patrick McGrath
Un romanzo intenso che ha acceso il dialogo e stimolato riflessioni profonde.
Grazie a tutte le partecipanti e alle organizzatrici
Il Gruppo di Lettura continua e vi aspetta ai prossimi incontri!

Soggiorni estivi residenziali per bambini e ragazzi, aperte le iscrizioni al Comune di Oriolo

Dal profilo Facebook del comune di Oriolo

Il Comune di Oriolo Romano informa che sono aperte le iscrizioni ai soggiorni estivi 2026 presso il Morelli Hotel di Rimini, nel Borgo di San Giuliano Mare.
Periodo: dal 4 al 16 luglio 2026
Destinatari: minori dai 6 ai 17 anni
Costo: € 490,00 (IVA inclusa) + pullman A/R
Priorità ai residenti nel Comune di Oriolo Romano.
In caso di disponibilità, saranno accolte anche domande dei non residenti in base all’ordine di arrivo.
Iscrizioni:
La domanda, compilata sull’apposito modulo, deve essere inviata via email a
info@mondorec.it
Scadenza iscrizioni: 31 gennaio 2026
Il servizio è gestito da MONDO REC Cooperativa Sociale.

Giornata della Memoria, testimonianza dei lager, la rievocazione al Comune di Trevignano

Dal profilo Facebook del Comune di Trevignano

Testimonianze dai lager
Mirella Stanzione
Una sedicenne sorella di un partigiano
Voce narrante Stefania Di Michele
Domenica 25 gennaio 2026
alle 18:00
Sala Consiliare
Mirella Stanzione era una studentessa di 17 anni, compagna di scuola di Bice Paganini, che il 2 luglio 1944 era intenta a fare i compiti quando fu arrestata dalle SS assieme alla madre Nina Tantini, entrambe prese in ostaggio a causa dell’attività del fratello partigiano Auro che apparteneva ai Gruppi di Azione Patriottica.
Luca Galloni
Viola Catena
Elio Gazzella
Daniela Simeoni
Massimo Riti
Monica Silenzi
Dario Sforzini
APT Trevignano Romano

“Pensieri in fuga da fogli accartocciati” la raccolta di poesie di Giuseppina Dibitonto presentata alla biblioteca di Manziana

Dal profilo facebook del comune di Manziana

Giovedì 29 gennaio alle 16.30 la Prof.ssa Giuseppina Dibitonto presenterà in Biblioteca Comunale Di Manziana, accompagnata dalla Prof.ssa e scrittrice Mara Alei, la sua ultima raccolta di poesie “Pensieri in fuga da fogli accartocciati”.
💭 “Pensieri in fuga da fogli accartocciati” è un percorso nell’intimità del sentire, un diario poetico che trasforma la fragilità in forza, la memoria in rinascita. I versi limpidi e delicati attraversano l’amore, la maternità, il tempo che scorre e la necessità di custodire ciò che la vita tende a cancellare. Ogni componimento è un frammento che si apre alla luce, un pensiero che trova respiro nell’aria, tra nostalgia e speranza. Con voce autentica e armoniosa, l’autrice ci invita ad ascoltare i battiti nascosti dietro le parole, riconoscendo nella poesia un atto d’amore e di resistenza alla dimenticanza.
✍ Giuseppina Dibitonto, laureata in Lettere Classiche presso “La Sapienza” di Roma, vive a Bracciano, dove insegna materie letterarie e latino al liceo. Ama la natura, la fotografia, la letteratura e l’arte. Dopo l’esordio nel 2021 con “Fiori di luce” e la pubblicazione nel 2024 di “Lampi di lucciole”, ha dato alle stampe nel 2025 “Pensieri in fuga da fogli accartocciati” .