24 agosto 2026 – L’Unione di Centro (UDC) di Manziana, attraverso la
delegata ai Trasporti Annamaria Carlone, desidera offrire uno spunto di riflessione
costruttivo e aperto alla collaborazione con l’Amministrazione comunale guidata dal
sindaco Alessio Telloni, proponendo soluzioni condivise per valorizzare la qualità della vita
dei cittadini, dei pendolari e dei turisti.
1. Ferrovia FL3 Roma-Viterbo: Un’azione comune a tutela dei pendolari
Le criticità quotidiane legate ai ritardi e alle soppressioni lungo la linea FL3 rappresentano
una tematica complessa che richiede un’attenzione costante e un fronte unito delle
istituzioni locali nei confronti dei gestori della rete:
• Trasparenza e tempestività: L’UDC propone di sollecitare Ferrovie dello Stato per
potenziare la comunicazione in tempo reale, evitando disagi a viaggiatori e
operatori di stazione.
• Tutela degli abbonati: È opportuno avviare un tavolo di confronto per garantire
equità di trattamento e forme di ristoro anche per i titolari di abbonamento annuale
in caso di prolungati disservizi.
• Sicurezza e trasporti sostitutivi: Risulta primario un costante dialogo con la Polfer
e le compagnie di trasporto per garantire presidi di controllo sulla tratta e
ottimizzare la prontezza e la capienza dei bus navetta in caso di blocco della linea.
2. Collegamenti e viabilità a Manziana: Idee per l’accessibilità urbana
Nell’ottica di migliorare i collegamenti interni tra lo scalo ferroviario e il centro abitato,
l’UDC intende affiancare il Comune proponendo alcuni interventi d’integrazione:
• Illuminazione del percorso pedonale: Un potenziamento dei punti luce lungo la
via della stazione offrirebbe maggiore sicurezza ai cittadini, soprattutto nelle ore
serali invernali.
• Servizio navetta ampliato: Valutare, in sinergia con i vettori locali, una proroga
serale degli orari delle navette per agevolare i lavoratori pendolari che rientrano
dopo le 18:00, oltre a turisti e persone con mobilità ridotta.
• Ottimizzazione semaforica: Un piccolo adeguamento visivo dell’impianto
semaforico all’inizio della discesa verso la stazione faciliterebbe il flusso veicolare
per chi proviene dalle vie adiacenti.
3. Spazi culturali: L’opportunità di rilancio del Cinema Quantestorie
Il cinema Quantestorie ha rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento culturale
per Manziana. L’UDC accoglie con favore l’intercettazione di finanziamenti o partnership
pubblico-private per avviare la riqualificazione dell’immobile, così da restituire alla
comunità un presidio di cultura e socialità a “chilometro zero”, attraendo anche residenti
dei comuni vicini.
4. Promozione turistica: Il Bosco di Manziana cuore verde del territorio
Per valorizzare ulteriormente la riserva naturale, l’UDC suggerisce la progettazione di
percorsi ciclo-pedonali integrati e ben segnalati. Un piano strategico di promozione
ecoturistica permetterebbe di far conoscere le bellezze del parco tutto l’anno, sostenendo
l’economia e il commercio locale.
“Il nostro vuole essere un contributo concreto e collaborativo nell’interesse esclusivo di
Manziana. Siamo pronti a fare la nostra parte al fianco del Sindaco e dell’Amministrazione
per lavorare insieme su progetti che portino sviluppo, decoro e servizi efficienti a tutta la
cittadinanza.”
— Annamaria Carlone, Delegata ai Trasporti UDC Manziana
Contatti Stampa:
Unione di Centro (UDC) – Sezione di Manziana
Sito Web: www.udcromametropolitana.it
Email: udc.manziana@email.it
Da giovedì 27 a domenica 30 agosto grandi concerti e spettacoli a ingresso gratuito: nel Centro Storico Piazza del Vino e dei Sapori, Gara della Pigiatura e Sfilata dei Carri allegorici dei Rioni
Tutto è pronto a Cerveteri per la 63esima Sagra dell’Uva e del Vino dei Colli Ceriti. Nel Centro Storico, da giovedì 27 a domenica 30 agosto, quattro serate di spettacolo, concerti, comicità, degustazioni di vini del territorio e provenienti da tutta Italia con oltre 200etichette e i tradizionali appuntamenti dei Rioni con la Gara della Pigiatura e la Sfilata dei Carri Allegorici.
Al Parco della Legnara poker di eventi tutti ad ingresso gratuito: giovedì 27 c’è Gabriele Cirilli con “CiryRider”, venerdì 28 “Voglia di dance All Night”, sabato 29 Alex Britti con “Brittintour 2026” e domenica 30 agosto Max Giusti con “Bollicine Update”.
Piazza Santa Maria si trasformerà invece anche quest’anno nella Piazza del Vino e dei Sapori: presenti più di 200 etichette di oltre 60 cantine vitivinicole provenienti da tutta Italia, aziende agricole del territorio con prodotti genuini e di qualità e tanta, tanta musica live con artisti davvero straordinari. Nella prima serata, ad esibirsi Stefano Indino, fisarmonicista di fama internazionale che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Massimo Ranieri e Fiorella Mannoia, che si esibirà insieme alla “Quantautori Acoustic Band”. Degustazioni possibili tutte le sere a partire dalle ore 20:00: acquistando un “kit” dal valore di 10euro, sarà consegnata una taschina, un calice e un tagliandino valido per 6 degustazioni.
Infine, gli appuntamenti più legati alla tradizione della Sagra: sabato alle ore 19:00 la Gara della Pigiatura dell’Uva, domenica alle ore 17:00 la Sfilata dei Carri Allegorici, quest’anno dedicata ai grandi festival in giro per il mondo.
Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito. Il programma ufficiale è stato presentato ieri, in una partecipata conferenza stampa alla quale oltre al Sindaco Elena Gubetti, al Vicesindaco Riccardo Ferri e gli Assessori Francesca Cennerilli e Manuele Parroccini, hanno preso parte la Pro Loco di Cerveteri, Momenti Divini, Artemide Guide e i Rioni della città al gran completo.
“Il Ministro Salvini continua a non vedere le difficoltà dei trasporti degli italiani ma finalmente si è almeno accorto della proposta sugli abbonamenti gratis per gli studenti che come PD insieme alla segretaria Elly Schlein abbiamo presentato ben 13 mesi fa e da allora chiediamo di poter discutere e votare. Siamo pronti al confronto in Parlamento ma chiediamo subito chiarezza sulle risorse, gli annunci non bastano a sostenere il sistema del trasporto pubblico locale messo in crisi dai tagli e dalle scelte del Governo.”
Dichiarano in una nota congiunta Antonio Misiani, responsabile economia, finanze, imprese e infrastrutture Pd, Andrea Casu, deputato e vicepresidente commissione trasporti Camera e Antonio Casella coordinatore nazionale dei circoli trasporti del Pd.
Ieri sera, al Parco della Legnara, a Cerveteri, non c’è stata soltanto la serata conclusiva dell’Etruria Eco Festival arrivato alla sua ventesima edizione, dedicata quest’anno a Francesco Guccini, non c’è stata soltanto la bellissima dedica di Alessio Pascucci, ideatore e fondatore del Festival ed ex sindaco di Cerveteri, al cantautore di Pavana: una lettura difficile, con alcune pause dovute alla giusta commozione di chi sentiva molto intime le riflessioni espresse in pubblico e non c’è stato soltanto il saluto della sindaca di Cerveteri Elena Gubetti che ha annunciato di accettare con grande piacere la proposta di intitolare il Parco della Legnara a Francesco Guccini.
Ieri sera si è verificato un evento straordinario, cui una testata come L’agone, sempre attenta a ciò che si muove sul territorio, non poteva mancare. Un evento quasi magico, che per me è stato come un tornare indietro nel tempo, come in un sogno: un concerto a cui ho partecipato molti anni fa, proprio sotto il palco, alla Festa de L’Unità Democrazia e Ambiente di Ravenna, era il 3 settembre 1986.
C’era Francesco Guccini, con la sua chitarra e la bottiglia di vino sempre pronta ai suoi piedi, c’era il batterista Ellade Bandini, il chitarrista Juan Carlos “Flaco” Biondini, il sassofonista Antonio Marangolo (che quel giorno aveva la febbre ma suonò lo stesso), il tastierista Vince Tempera e il bassista Ares Tavolazzi, tutti quasi quarantenni, più volte, durante il concerto, presentati dal cantautore. Mi sembra di sentire ancora elencare i loro nomi, con quel suo forte accento emiliano, insieme al suo urlare secco “grazie” al termine di ogni canzone. Quarant’anni dopo, tutti quasi ottantenni, eccoli ancora sopra a un palco, con il nome di I musici di Francesco Guccini, manca soltanto il bassista Ares Tavolazzi, che ha preso altre strade musicali, sostituito da Giacomo Marzi, ironia della sorte quasi quarantenne, a raccontare una lunga storia musicale che ha attraversato la vita di molti presenti tra il numerosissimo pubblico arrivato al Parco della Legnara un lunedì sera d’estate.
Hanno iniziato a suonare quando Francesco ha deciso di smettere ma questa serata ha tutto un altro significato. Francesco non ha smesso soltanto di suonare e il tempo sembra che si sia fermato, con “Flaco” Biondini che dialoga con il pubblico, con battute spiritose tra un brano e l’altro, con i pugni chiusi del pubblico durante l’esibizione de La locomotiva, con qualche lacrima che si lascia andare quando arriva l’ultima strofa di Il vecchio e il bambino, con i cori che accompagnano da sempre il testo cantato di Dio è morto, che il gruppo ha scelto di suonare come brano di chiusura. Aveva ragione “Flaco”, lo ha detto più volte durante la serata: ogni volta che suonano lo possono fare perché sentono che Francesco è sul palco insieme a loro, è proprio lì davanti a loro, e lo capisco, deve essere una abitudine difficile da perdere, un vizio che è complicato abbandonare.
L’ultimo pezzo eseguito, prima di salutare il pubblico con un generale inchino, l’ultimo davvero, ci ha tenuto a comunicare “Flaco”, perché poi “chiude l’ospizio”, strappando l’ultima, ennesima risata, mi ha fatto scattare una curiosità: Voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti fra santi tristi e noi più divertenti. Veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni fra noi e la massa di rompicoglioni. Una domanda che sembrava rivolta al cielo, ma forse era rivolta a noi, a chi c’era, a chi ricorda, a chi continua ad ascoltare la sua musica, le sue parole.
Con la pubblicazione del Manifesto “Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana”, l’iniziativa Salviamo gli Alberghieri compie un passo importante.
Abbiamo voluto mettere nero su bianco idee, proposte e priorità nate dall’esperienza concreta di chi vive ogni giorno la scuola professionale e il mondo dell’ospitalità, dell’enogastronomia e del turismo.
Ma questo documento non vuole essere un punto di arrivo. Vuole essere l’inizio di un confronto più ampio.
Per questo stiamo lavorando alla realizzazione di un grande incontro nazionale dedicato al futuro dell’istruzione professionale italiana, nel quale mettere attorno allo stesso tavolo tutte le realtà che possono contribuire a costruire una proposta seria, condivisa e capace di guardare lontano.
Vogliamo coinvolgere i promotori dell’iniziativa, docenti, Insegnanti Tecnico-Pratici, dirigenti scolastici, studenti, famiglie, professionisti, imprese e associazioni di categoria, insieme ai rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni, delle forze politiche e delle organizzazioni sindacali, nonché al mondo degli ITS Academy e dell’università.
Non immaginiamo un convegno nel quale ciascuno venga semplicemente a raccontare la propria posizione. Vogliamo costruire un luogo di ascolto, confronto e proposta, nel quale partire dai dieci punti del Manifesto, discuterli, integrarli e trasformarli in una piattaforma capace di parlare al Paese e alle istituzioni.
La questione, infatti, va ben oltre il futuro degli Istituti Professionali Alberghieri.
Riguarda il modello di istruzione professionale che l’Italia vuole costruire per i prossimi anni. Riguarda il rapporto tra scuola e lavoro, la centralità dei laboratori, il ruolo degli ITP, la qualità della formazione, il rapporto con le imprese, il futuro degli ITS Academy, le condizioni di lavoro nelle professioni e, soprattutto, le opportunità che vogliamo offrire ai nostri giovani.
Su questi temi nessuno può pensare di avere da solo tutte le risposte.
Per questo l’incontro sarà aperto al contributo di tutti.
A chi insegna.
A chi dirige le scuole.
A chi lavora nelle professioni.
A chi rappresenta imprese e lavoratori.
A chi studia.
A chi amministra.
A chi fa politica.
A chi ha responsabilità istituzionali.
L’obiettivo è semplice e allo stesso tempo ambizioso: trasformare una mobilitazione nata dal basso in un grande confronto nazionale sul futuro dell’istruzione professionale italiana.
Nei prossimi giorni comunicheremo data, luogo, modalità di partecipazione e programma dell’incontro nazionale.
Nel frattempo il Manifesto resta aperto.
Continuiamo a raccogliere contributi, esperienze, osservazioni e proposte, perché questo percorso appartiene a tutti coloro che credono che l’istruzione professionale non debba essere considerata una scuola minore, ma una componente strategica del sistema educativo, produttivo e sociale del Paese.
Dieci punti sono il punto di partenza.
Adesso costruiamo insieme il confronto nazionale.
Perché il futuro dell’istruzione professionale non può essere deciso senza ascoltare chi, ogni giorno, quella scuola e quelle professioni le vive.
Salviamo gli Alberghieri.
Costruiamo una nuova istruzione professionale italiana.
Il medico e sportivo Marco Fratini tenterà di percorrere 170 km senza mai fermarsi, per battere il record di nuoto continuativo in acque libere
Questa mattina nella Sala David Sassoli di Palazzo Valentini a Roma è stata presentata INFINITY SWIM, impresa sportiva e di solidarietà che vedrà protagonista il medico e nuotatore umbro Marco Fratini sul Lago di Bracciano. L’obiettivo è quello di battere il record del mondo di nuotata continuativa in acque libere, puntando a percorrere 170 km di nuoto in non più di 72 ore senza mai toccare terra né tantomeno salire su imbarcazioni. Dopo aver messo a segno alcune nuotate da record, come la 100 km no-stop in vasca corta nel 2020, nonché a seguito dell’impresa mai tentata prima di compiere il periplo del Lago di Garda senza pause, iniziativa compiuta nel 2023, ora Fratini si appresta ad alzare ancora l’asticella.
La nuotata da record verrà tentata nel lago di Bracciano a partire da venerdì 3 settembre: «La cosa più importante è che faremo tutto questo per solidarietà – ha spiegato Marco Fratini – quindi io sono il punto di aggregazione ma succederanno tante cose intorno al Lago in quei giorni. Non sono un nuotatore professionista e non sono più giovanissimo, ma voglio dimostrare che con impegno e passione si possono realizzare grandi imprese». Il medico nuoterà per quasi tre giorni senza fermarsi, salvo che per piccole pause “tecniche” che gli permetteranno di alimentarsi e di poter riposare grazie a “micro-sonni” indotti con l’ipnosi. Il tutto sempre in acqua. Sarà fondamentale sfruttare al meglio la direzione del vento e le correnti subacquee, per questo è stato predisposto un circuito a triangolo con boe di misurazione posizionate sui moli di Bracciano, Anguillara e Trevignano Romano. L’impresa sarà certificata dalla Federazione Italiana Cronometristi.
In conferenza stampa è intervenuto il vicesindaco di Trevignano Romano Luca Galloni: «Sport, coraggio, solidarietà e natura – ha commentato – in un’iniziativa che diventa patrimonio collettivo. Nel 2017 si è mostrata la fragilità del lago, che ora ha ripreso vigore. Attraverso questo incredibile tentativo di record Marco lascia al territorio un messaggio importante, ovvero la centralità del rapporto tra l’uomo e la natura che lo circonda».
«Non solo una sfida sportiva fatta di coraggio e determinazione – ha commentato Angelo Pizzigallo, sindaco di Anguillara Sabazia – dove un ruolo centrale hanno anche solidarietà e valorizzazione del lago. Questo va tutelato ma anche mostrato e attraverso le gesta di Marco lo racconteremo nel modo migliore». L’evento Infinity Swim, seppur mosso dal personale desiderio di raggiungere un traguardo mai centrato prima da nessuno, sarà profondamente legato a una raccolta fondi per scopo benefico, come del resto è sempre stato per tutte le altre imprese compiute dallo sportivo umbro. Anche in questo caso verrà attivata una raccolta fondi che verranno devoluti all’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla e all’Associazione 6 Luglio, creata da Diego e Silvia dopo la prematura scomparsa per leucemia della loro giovanissima figlia.
Da segnalare che a Trevignano sorgerà anche un “Villaggio dello sport” durante i giorni dell’evento, con la possibilità di seguire in tempo reale l’andamento della nuotata grazie a un maxischermo mentre sono previste iniziative collaterali finalizzate a sensibilizzare verso uno stile di vita sano e raccogliere fondi per le associazioni benefiche coinvolte. Per realizzare un evento di tale portata è stata coinvolta l’associazione “Nuotando con Amore”, attiva da anni nel settore: «Difficilmente ho trovato un’armonia del genere – ha sottolineato il presidente dell’associazione Luciano Vietri – tutte le realtà si stanno adoperando per rendere possibile l’evento. Marco è come se facesse 17 maratone, giusto per capire che tipo di evento stiamo realizzando. Siamo stati in grado di organizzare tutto perché si è lavorato in squadra, con circa 100 volontari che stanno mettendo il cuore in questo evento». È intervenuta in conferenza anche Silvia Bocchio dell’associazione 6 luglio sottolineando che «Marco è un grande uomo, che porterà nostra figlia scomparsa in giro per il lago di Bracciano» mentre Emiliano Laganà di Aism Roma ha definito Infinity Swim «un’impresa pazzesca nel senso più positivo del termine».
Tante le iniziative e gli eventi collaterali che si svolgeranno nel corso dell’impresa: «Mentre io sarò in acqua – ha spiegato Fratini – sulle sponde del lago succederanno molte cose, organizzate grazie a tante realtà locali che ci aiuteranno a far arrivare lontano il nostro messaggio». Il progetto ha ottenuto un importantissimo riconoscimento scientifico grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, il cui team di scienziati e ricercatori ha già effettuato molti test durante gli allenamenti i parametri fisiologici dell’atleta negli allenamenti e lo farà durante la prova, per studiare i limiti della resistenza umana in condizioni estreme. Questo senza dimenticare anche di approfondire gli elementi psicologici, a partire dalla percezione della fatica. Come ha spiegato in conferenza il professore Alessandro Scotto di Palumbo «noi siamo la prima e unica università pubblica italiana interamente dedicata allo sport, quindi l’occasione ci è sembrata perfetta. Marco sta facendo un’importante opera di donazione alla scienza, perché sapere cosa succede all’interno della fisiologia durante imprese simili è qualcosa di scarsamente documentato. Ne uscirà un caso studio che verrà sottoposto alla comunità scientifica di tutto il mondo».
Presente in conferenza anche Stefano Candidoni, che ha allenato Fratini per le precedenti sfide e lo ha fatto anche stavolta: «Il nuoto è forse l’ultima delle cose, ci sono tante sfumature che possono far riuscire o fallire questo tentativo. Ad esempio Marco girerà le braccia circa 150.000 volte in tre giorni, probabilmente un nuotatore professionista non potrebbe fisicamente farlo. Per assurdo il suo non essere nuotatore lo facilità in questo. Cercherò di non dormire come lui, se può farlo lui e nuotare vuol dire che io posso restargli a fianco per dargli la forza». Sul piano della visibilità, l’evento vanta la media partnership ufficiale dell’emittente nazionale Radio Bruno oltre al sostegno di vari partner privati come Precision, Officinalis e ToyMotor.
. IL 94,5% SVOLGE ALMENO UNA MANSIONE NON INFERMIERISTICA, FINO AL 32,6% DEL LAVORO ASSORBITO DA ATTIVITÀ IMPROPRIE
Ceccarelli (Segretario Nazionale Coina): «La Cassazione e i tribunali stanno tracciando un confine sempre più chiaro: aiutare in una situazione eccezionale è una cosa, trasformare sistematicamente un infermiere in OSS, ausiliario o impiegato è un’altra. Con appena 6,9 infermieri ogni mille abitanti e oltre 80mila pensionamenti attesi entro il 2035, continuare a sprecare competenze professionali è insostenibile»
ROMA, 25 AGO 2026 – Non basta che l’infermiere continui formalmente a svolgere in prevalenza le proprie funzioni. Quando le mansioni inferiori diventano sistematiche, programmate, continuative e non marginali, il confine dell’emergenza organizzativa viene superato e può configurarsi un vero e proprio demansionamento professionale.
È il tema sul quale interviene il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie, alla luce della recente sentenza n. 1103 del 9 luglio 2026 del Tribunale di Reggio Calabria, che ha riconosciuto il demansionamento di un’infermiera dell’ASP costretta per anni, a causa della carenza di personale di supporto, a svolgere quotidianamente attività proprie degli OSS.
Una pronuncia che per il COINA non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai sempre più definito e riporta al centro un problema strutturale del Servizio sanitario nazionale: l’utilizzo improprio degli infermieri per compensare carenze di OSS, ausiliari, amministrativi e altre figure di supporto.
CECCARELLI: «NON SI PUÒ CHIAMARE EMERGENZA CIÒ CHE ACCADE TUTTI I GIORNI DA TEMPO»
«Un infermiere che, davanti a un bisogno urgente del paziente o a una situazione eccezionale, interviene anche oltre il perimetro ordinario delle proprie attività compie un atto di responsabilità e collaborazione. Ma se questa eccezione viene inserita stabilmente nell’organizzazione del turno, allora cambia completamente il quadro», afferma Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie.
«Non possiamo chiamare emergenza ciò che accade ogni giorno per mesi o per anni. Se mancano gli OSS e l’azienda decide sistematicamente che saranno gli infermieri a sostituirli, il problema non è più la disponibilità del singolo professionista: è un modello organizzativo sbagliato, che impoverisce la professione infermieristica e sottrae tempo all’assistenza qualificata».
IL 94,5% SVOLGE ATTIVITÀ NON INFERMIERISTICHE
Il fenomeno va ben oltre i casi che raggiungono le aule dei tribunali.
Uno studio italiano pubblicato sul Journal of Nursing Management, già richiamato dal COINA, ha rilevato che il 94,5% degli infermieri intervistati svolge almeno un tipo di attività non infermieristica, soprattutto di carattere amministrativo e ausiliario. Secondo i dati richiamati dal sindacato, il 32,6% dell’attività lavorativa può essere assorbito da mansioni amministrative, logistiche, ausiliarie e comunque estranee o non proprie del patrimonio professionale dell’infermiere.
«Questo significa – prosegue Ceccarelli – che discutiamo contemporaneamente di carenza di infermieri e utilizziamo una parte rilevante del tempo degli infermieri che abbiamo per attività che potrebbero e dovrebbero essere affidate ad altre figure. È un cortocircuito organizzativo».
Il problema non riguarda soltanto il demansionamento in senso strettamente giuridico. Riguarda anche il tempo assistenziale sottratto al paziente, la frammentazione delle attività, l’aumento dei carichi di lavoro e il rischio che interventi propriamente infermieristici vengano ritardati o omessi.
Una ricerca italiana RN4CAST condotta su 3.590 infermieri ha riscontrato percentuali di attività assistenziali non effettuate comprese, a seconda dell’intervento, tra il 7% e il 50%. Un altro studio italiano sulle cure mancate aveva indicato tra le principali cause percepite proprio l’insufficienza delle risorse umane.
POCHI INFERMIERI E DECINE DI MIGLIAIA DI USCITE IN ARRIVO
Il paradosso diventa ancora più evidente guardando ai numeri della professione.
Secondo il Rapporto Italia 2026, l’Italia dispone di appena 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media europea indicata in 8,5. Il rapporto tra infermieri e medici è di appena 1,3, rispetto a una media europea di 2,1.
E la prospettiva demografica è ancora più preoccupante: le elaborazioni Agenas indicano 80.401 infermieri potenzialmente in uscita per pensionamento nel periodo 2026-2035, quasi il 29% dell’attuale forza lavoro considerata dall’analisi.
Parallelamente si indebolisce anche la capacità di ricambio: nell’anno accademico 2025-2026 le 18.683 domande di iscrizione ai corsi di laurea in Infermieristica non sono state sufficienti a coprire i 20.409 posti disponibili.
«In queste condizioni – osserva Ceccarelli – ogni ora di lavoro qualificato sprecata rappresenta un danno organizzativo. Non possiamo lamentare che gli infermieri siano pochi e contemporaneamente impiegarli come tappabuchi universali delle carenze del sistema».
IL SSN SUPERA I 727MILA DIPENDENTI, MA IL PROBLEMA È ANCHE COME VENGONO DISTRIBUITE LE COMPETENZE
Gli ultimi dati sul personale pubblico mostrano un quadro apparentemente in miglioramento: nel 2024 gli addetti del Servizio sanitario nazionale hanno raggiunto 727.829 unità, con una crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Gli ingressi sono stati 58.311, contro 47.238 uscite, con un saldo positivo superiore alle 11mila unità.
Per il COINA, tuttavia, l’aumento complessivo degli organici non basta se non viene affrontato il tema della composizione delle équipe e della corretta distribuzione delle mansioni.
«Un reparto non funziona sommando genericamente il numero dei dipendenti», sottolinea Ceccarelli. «Servono infermieri, OSS e tutte le altre figure nelle quantità necessarie e ciascuno deve poter svolgere pienamente le attività per cui è formato. Se manca un anello della catena, scaricare stabilmente quel lavoro sul professionista di livello diverso non risolve la carenza: la trasferisce».
UNA VITTORIA COINA DAVANTI ALLA CASSAZIONE: ANCHE IL 10% DEL TURNO PUÒ COSTITUIRE DEMANSIONAMENTO
A rafforzare la posizione sostenuta da tempo dal COINA c’è anche una significativa vicenda giudiziaria che ha visto il sindacato al fianco di un infermiere e che è arrivata fino alla Corte di Cassazione.
Con l’ordinanza n. 7711/2026, pubblicata il 30 marzo 2026, la Sezione Lavoro della Suprema Corte ha confermato il principio secondo cui, per configurare una lesione della professionalità, non è necessario che le mansioni inferiori prevalgano quantitativamente sulle attività proprie dell’infermiere.
Nel caso esaminato, i giudici di merito avevano accertato che il professionista, oltre alle attività proprie della qualifica infermieristica, era stato impiegato anche in compiti propri delle figure di supporto, in particolare mansioni igienico-domestiche e alberghiere, a causa della carenza di personale di supporto nei reparti. La Corte d’Appello aveva quantificato nel 10% di ciascun turno di lavoro l’incidenza delle mansioni inferiori, riconoscendo al lavoratore un risarcimento di 22.780 euro, oltre agli interessi. La Cassazione ha respinto il ricorso datoriale, confermando l’impianto della decisione.
«È un pronunciamento di enorme importanza per la battaglia che il COINA porta avanti da anni», sottolinea Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie. «La Suprema Corte chiarisce un punto decisivo: non basta sostenere che l’infermiere svolga per la maggior parte del turno il proprio lavoro per considerare legittimo tutto il resto. Se le mansioni inferiori diventano sistematiche e si protraggono nel tempo, la professionalità viene comunque lesa».
La Cassazione ha infatti ritenuto che l’adibizione a mansioni inferiori per il 10% del tempo lavorativo per oltre dieci anni fosse «assai significativa» e non potesse essere considerata qualitativamente marginale oppure occasionale. La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso sistematico e non marginale a mansioni inferiori può violare di per sé il diritto del lavoratore al rispetto della propria professionalità, anche quando restano prevalenti le attività corrispondenti all’inquadramento posseduto.
«Questa decisione – conclude Ceccarelli – dimostra perché non possiamo più accettare l’alibi secondo cui “l’infermiere fa comunque soprattutto l’infermiere”. Il problema è ciò che gli viene imposto sistematicamente oltre le proprie competenze. Se perfino un’incidenza del 10% protratta nel tempo può assumere rilevanza ai fini del demansionamento, le aziende devono comprendere che utilizzare stabilmente gli infermieri per coprire le carenze di personale di supporto non può essere considerato un normale modello organizzativo».
CASSAZIONE: MANSIONI INFERIORI SOLO SE MARGINALI O OCCASIONALI
Anche la giurisprudenza di legittimità ha progressivamente precisato il confine.
Con le pronunce del 2025 la Corte di Cassazione ha chiarito che, nel pubblico impiego privatizzato, possono essere richieste mansioni inferiori in presenza di oggettive esigenze organizzative o di sicurezza e quando non siano completamente estranee alla professionalità del lavoratore, ma a condizione che rimangano marginali oppure, qualora non siano marginali, siano meramente occasionali.
La Cassazione ha inoltre precisato che non è sufficiente dimostrare che l’infermiere abbia continuato a svolgere prevalentemente le attività proprie del proprio profilo: il ricorso sistematico e non marginale alle mansioni inferiori può ledere di per sé la professionalità del dipendente.
L’orientamento è stato nuovamente richiamato dalla Cassazione all’inizio del 2026 e, con l’ordinanza n. 22458 del 30 giugno 2026, la Suprema Corte è tornata sulla materia evidenziando anche il tema dell’onere datoriale di dimostrare le condizioni che rendono legittima l’assegnazione a mansioni inferiori.
Il quadro normativo distingue inoltre chiaramente i profili. L’articolo 52 del D.Lgs. 165/2001 disciplina le mansioni nel pubblico impiego; il profilo professionale dell’infermiere trova il proprio riferimento nel D.M. 739/1994, mentre la figura dell’Operatore socio-sanitario è stata individuata dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Anche il vigente sistema di classificazione contrattuale mantiene distinti l’infermiere, collocato nell’Area dei professionisti della salute e dei funzionari, e l’OSS, appartenente all’Area degli operatori del ruolo sociosanitario.
NON È UNA GUERRA TRA INFERMIERI E OSS
Il COINA sottolinea infine che la questione non deve essere trasformata in una contrapposizione tra professioni.
«Gli OSS sono figure indispensabili all’assistenza e proprio per questo devono essere presenti in numero adeguato», chiarisce Ceccarelli. «Difendere il perimetro dell’infermiere non significa svalutare il lavoro dell’OSS. È esattamente il contrario: significa riconoscere che entrambe le figure possiedono un ruolo specifico nell’équipe e che una corretta organizzazione non può prevedere la sostituzione strutturale dell’una con l’altra».
COINA: «SERVE UNA RICOGNIZIONE NAZIONALE DELLE MANSIONI IMPROPRIE»
Per il COINA occorre quindi aprire una nuova fase, superando la gestione emergenziale degli organici.
«Chiediamo alle aziende sanitarie di verificare reparto per reparto il reale utilizzo del personale e alle Regioni e al Ministero della Salute di affrontare il problema anche sul piano nazionale», conclude Ceccarelli.
«Serve una ricognizione delle mansioni improprie svolte dagli infermieri, insieme alla misurazione del tempo assistenziale sottratto alle attività professionali. Occorre programmare correttamente il fabbisogno di OSS e personale di supporto, impedire che le carenze strutturali vengano scaricate sugli infermieri e introdurre modelli organizzativi nei quali ogni professionista sia impiegato per le competenze che possiede.
Con oltre 80mila potenziali pensionamenti davanti a noi, meno giovani che scelgono Infermieristica e una densità professionale già molto inferiore a quella europea, non possiamo permetterci di perdere infermieri e neppure di sprecare quelli che abbiamo trasformandoli nel jolly permanente di un sistema che non programma gli organici».
UFFICIO STAMPA COINA – SINDACATO DELLE PROFESSIONI SANITARIE
Il Commissario straordinario Ivano Iacomelli: «Sindaci e territorio al centro del nostro lavoro. Vogliamo far conoscere e vivere il Parco a un numero sempre maggiore di persone»
BRACCIANO – Organizzazione, collaborazione con i Comuni, valorizzazione del territorio e capacità di trasformare le straordinarie potenzialità del Parco in opportunità concrete per il turismo e l’economia locale. Sono queste le priorità del Commissario straordinario dell’Ente Regionale Naturale Parco Bracciano-Martignano, Ivano Iacomelli, che in questi primi mesi di mandato ha avviato un intenso percorso di confronto con le amministrazioni comunali e con la struttura dell’Ente.
Commissario Iacomelli, come ha trovato il Parco al suo insediamento?
«Ho accettato questo prestigioso incarico con la consapevolezza che ci fosse molto lavoro da fare, soprattutto a livello organizzativo. Fortunatamente ho trovato una squadra di professionisti molto preparati e, soprattutto, armati di tanta passione. A cominciare dal Direttore del Parco, Massimo Sabatini, con il quale si è instaurato da subito un rapporto di collaborazione e reciproca stima. È una squadra che sta dimostrando quotidianamente competenza e grande attaccamento al territorio».
Il Parco comprende un territorio molto ampio e numerosi Comuni. Quanto è importante il rapporto con le amministrazioni locali?
«È fondamentale. L’importanza del nostro Parco è testimoniata anche dai tantissimi Comuni che ne fanno parte. Metto al primo posto del mio mandato il rapporto con i Sindaci di Anguillara Sabazia, Bassano Romano, Bracciano, Campagnano di Roma, Manziana, Monterosi, Oriolo Romano, Sutri, Trevignano Romano e, ovviamente, con Roma, che includiamo attraverso il XV Municipio, con il territorio di Cesano.
Proprio ai Sindaci chiedo la massima collaborazione, una collaborazione che naturalmente deve essere reciproca. Da parte mia metto l’Ente e la mia persona a completa disposizione per affrontare e risolvere tutte le eventuali problematiche che rientrano nelle nostre competenze».
Un territorio così articolato può creare differenze tra realtà grandi e piccole. Qual è il suo approccio?
«I Comuni inseriti nel nostro Ente sono visti dal sottoscritto tutti con lo stesso rispetto e la stessa dignità, indipendentemente dalla dimensione del territorio che rappresentano. Ogni comunità ha caratteristiche, esigenze e potenzialità che meritano attenzione. Fortunatamente ho instaurato sin da subito un rapporto cordiale e collaborativo con tutti i Sindaci e questo, già nei primi mesi, ha prodotto risultati importanti, probabilmente anche superiori a quelli che mi ero prefissato».
Qual è allora l’obiettivo per il futuro?
«Siamo soltanto all’inizio. La mia volontà è portare il Parco Bracciano-Martignano a essere conosciuto e vissuto da un numero sempre maggiore di persone. Abbiamo un patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e culturale straordinario e dobbiamo riuscire a valorizzarlo sempre di più, creando le condizioni per portare turismo ed economia sul territorio.
Il Parco non deve essere percepito soltanto come un’area da tutelare, ma come una grande opportunità per le comunità che lo vivono. Tutela e sviluppo possono e devono camminare insieme. Per questo continueremo a lavorare con i Comuni, con gli operatori, con le associazioni e con tutti coloro che hanno a cuore questo territorio».
Un messaggio conclusivo?
«Vorrei che il Parco diventasse sempre più un punto di riferimento per il territorio e un luogo capace di accogliere, emozionare e creare opportunità. Abbiamo tutte le condizioni per farlo. Serve un lavoro quotidiano, fatto di ascolto, collaborazione e progettualità. È questo l’impegno che ho assunto e che intendo portare avanti insieme alla struttura dell’Ente e alle amministrazioni comunali».
ENTE REGIONALE NATURALE PARCO BRACCIANO-MARTIGNANO
Torna a Pignone, nel cuore della Val di Vara, l’appuntamento con “Gli Orti di Pignone”, una festa dedicata alle tradizioni agricole, ai sapori genuini e alle eccellenze dell’entroterra ligure.
Protagonisti saranno i prodotti del territorio: le rinomate patate di Pignone, le tipiche fagiolane, la farina di mais e i salumi locali, da scoprire e gustare in un’atmosfera di festa e convivialità.
Un’occasione per vivere la Liguria più autentica, sostenere le piccole realtà locali e riscoprire il valore delle tradizioni grazie all’impegno dei tanti volontari che, con passione, contribuiscono a mantenere vive le radici del territorio.
LIGURIA
50° POLENTATA DI FINE STAGIONE
BOISSANO (SV)
📍 Boissano (SV)
📅 Dal 28 al 30 agosto 2026
Torna a Boissano, nel cuore dell’entroterra savonese, la Polentata di Fine Stagione, un appuntamento dedicato ai sapori dell’antica cucina contadina e alle tradizioni che raccontano l’identità del territorio.
Protagonista indiscussa delle serate sarà la polenta, proposta in gustose varianti con salsiccia, funghi e formaggi locali, per riscoprire i sapori genuini della tradizione e vivere l’atmosfera autentica delle feste di paese.
L’evento, inserito tra gli Eventi Autentici della Regione Liguria, sarà anche un’occasione per scoprire Boissano, borgo immerso nel verde tra ulivi e antichi sentieri, e per sostenere il prezioso lavoro delle Pro Loco del territorio.
Tre giornate all’insegna della buona cucina, convivialità e tradizione, per celebrare insieme il patrimonio culturale e gastronomico dell’entroterra ligure.
FRIULI VENEZIA GIULIA
MISTÎRS
PAULARO (UD)
📍 Paularo (UD)
📅 Dal 28 al 30 agosto 2026
Torna a Paularo, in provincia di Udine, Mistîrs, l’appuntamento dedicato agli antichi mestieri di un tempo, per riscoprire tradizioni, saperi e lavorazioni che raccontano la storia e l’identità della comunità carnica.
Lungo le vie del paese sarà possibile passeggiare tra il mercatino dell’artigianato, le specialità agroalimentari del territorio e le proposte dell’hobbistica, in un’atmosfera di festa e convivialità.
A chiudere la manifestazione sarà Miss None, la suggestiva sfilata delle nonne in costume carnico tradizionale, un momento dedicato alla memoria e alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Tre giornate organizzate dalla Pro Loco Val d’Incarojo per fare un viaggio nel passato e riscoprire il patrimonio culturale di Paularo.
FRIULI VENEZIA GIULIA
CORDOVADO MEDIEVALE
CORDOVADO (PN)
📍 Cordovado (PN)
📅 Dal 28 al 29 agosto 2026
Torna a Cordovado, in provincia di Pordenone, Cordovado Medievale, la rievocazione storica che per un intero weekend farà rivivere al borgo le atmosfere e le suggestioni del Medioevo.
Tra le vie del paese prenderanno vita scene, tradizioni e momenti di festa che accompagneranno cittadini e visitatori in un vero viaggio indietro nel tempo.
Grande protagonista della manifestazione sarà l’atteso Palio tra i rioni, una sfida che coinvolgerà le diverse contrade del borgo in un’appassionante gara all’insegna della storia, della competizione e dello spirito di comunità.
Un appuntamento per immergersi nel fascino del passato e scoprire Cordovado attraverso una rievocazione ricca di tradizione e identità locale.
EMILIA ROMAGNA
SAGRA DELLA TAGLIATELLA FINALESE
FINALE EMILIA (MO)
📍 Finale Emilia (MO), Giardini Alcide De Gasperi
📅 Dal 27 al 31 agosto 2026, dalle ore 19:00
Cinque serate dedicate alla tradizione gastronomica emiliana con protagonista la tagliatella, proposta in tante gustose varianti: dal classico ragù a zucca e funghi, zucchine e gamberetti, guanciale, piselli e crema di gorgonzola, fino alle “estensi” con pancetta, pecorino e cipolla caramellata.
Non mancheranno tortellini, grigliata, straccetti di manzo, cotoletta di pollo e i dolci della tradizione, tra cui la zuppa inglese e la torta di tagliatelle.
Ogni sera musica dal vivo: Rusty Hammers, Fly Noize, Strani Animali, 808 Shogun e, per la serata conclusiva, Miss Tagliatella con Raffaella B.
Domenica 30 agosto stand gastronomici aperti anche a pranzo.
Una festa che unisce sapori della tradizione, musica e convivialità, per vivere insieme cinque serate nel cuore di Finale Emilia.
EMILIA ROMAGNA
FESTA D’ESTATE
SERRAVALLE, RIVA DEL PO (FE)
📅 28, 29, 30 Agosto e 4, 5, 6 Settembre 2026
📍 Serravalle, Riva del Po (FE)
La Pro Loco Serravalle Insieme vi invita alla 10ª edizione della Festa d’Estate! Un traguardo speciale riconosciuto come “Evento di Qualità” Unpli per celebrare le tradizioni enogastronomiche ferraresi ed emiliano-romagnole. L’evento propone un’ampia offerta gastronomica con prodotti locali, spettacoli dal vivo, intrattenimento per famiglie, spazi per bambini, mercatini ed esposizioni.
Il programma musicale del primo weekend:
Venerdì 28 Agosto: Musica dance anni ’70, ’80 e ’90 dal vivo con il gruppo The Mal Band.
Sabato 29 Agosto: I grandi successi della musica italiana dagli anni ’70 a oggi con la Bomber Band.
Domenica 30 Agosto: Serata nostalgia dedicata alle mitiche hit del Festivalbar con Eventi Modesti
LAZIO
SAGRA DEL FAGIOLO
SUTRI (VT)
📅 Dal 28 al 30 Agosto 2026
📍 Piazza Donatori di Sangue, Sutri (VT)
La Pro Loco vi invita alla 52ª edizione della Sagra del Fagiolo di Sutri! Tre giornate di gusto, musica e divertimento interamente dedicate a uno dei prodotti simbolo della tradizione locale.
L’area food proporrà deliziosi piatti a base di fagioli di Sutri preparati secondo le ricette tradizionali. A fare da cornice alla manifestazione ci saranno mercatini, artisti di strada, giocolieri, giochi tradizionali ed esposizioni.
LAZIO
SAGRA DELLA NOCCIOLA
CAPRAROLA (VT)
📅 Dal 21 Agosto al 1° Settembre 2026
📍 Caprarola (VT)
La Pro Loco vi invita alla 70ª edizione della Sagra della Nocciola di Caprarola! Uno degli appuntamenti più amati del Centro Italia, pronto a regalare oltre dieci giorni di feste, spettacoli, cultura, aree food, degustazioni ed eventi per bambini Dal 21 agosto al 1° settembre, Caprarola si trasforma nel palcoscenico di una delle manifestazioni più amate del Centro Italia. La 70ª edizione è pronta a regalarvi emozioni…e voi non potete assolutamente mancare!
Tra i principali eventi in programma ad aprire la festa saranno la Via della Nocciola, con le eccellenze del territorio, la Cerimonia inaugurale con videomapping celebrativo e la Selezione Regionale di Miss Mondo. Poi spazio al Summer Party con Radio Globo, la commedia di Augusto Loppi interpretata dalla Classe82, il travolgente show Voglio Tornare negli Anni ’90®, le due spettacolari sfilate a tema “Willy Nocchia e la Fabbrica di Nocciolato”, il concerto degli Scirockati, la tradizionale Tombolata sotto le Stelle e il gran finale con il concerto dei Nomadi seguito dallo spettacolo pirotecnico.
LOMBARDIA
FESTA DI CAMBIAGO
CAMBIAGO (MI)
📅 28, 29 e 30 agosto
📍Cambiago (MI)
La Pro Loco Cambiago APS attende i cittadini cambiaghesi per un fine settimana ricco di appuntamenti tra musica, gusto, cultura e divertimento.
Attesissima la premiazione della “Paciarella più buona”, il dolce povero di origine medievale nato come ricetta antispreco e divenuto cavallo di battaglia delle sagre di questo territorio nelle sue numerose varianti.
Tra le altre attrazioni: bancarelle, giochi collettivi e l’immancabile corteo della banda musicale, per un momento culturale che farà brillare la città.
Per tutto il weekend, inoltre, street food, bar e ristorazione accompagneranno la festa nei diversi punti del paese.
Un weekend da vivere insieme, tra tradizione, divertimento, musica e convivialità.
PIEMONTE
SALTINPIAZZA – FESTIVAL DELL’ARTE DI STRADA A VIARIGI (AT)
📅 Dal 28 al 30 Agosto 2026
📍Viarigi (AT)
La Pro Loco di Viarigi, in occasione del 60° anniversario (1966-2026) e nell’ambito della XXXVI edizione di SaltinPiazza – Festival dell’arte di strada, vi invita nel cortile della propria sede in via Roma 30 a Viarigi (AT).
Il festival animerà il paese con saltimbanchi, giocolieri, illusionisti, equilibristi, narratori, cantastorie, musici, oltre a street food e mercatino a ingresso gratuito. Per l’occasione, lo stand della Pro Loco proporrà i suoi famosi Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo d’arrosto e altre specialità tradizionali.
Gli appuntamenti e gli orari per la ristorazione:
Venerdì 28 Agosto (ore 21:00): Aspettando SaltinPiazza con lo spettacolo “Messieur, che figura!” (a cura delle Case degli Alfieri nell’ambito di Canti delle Terre d’Asti).
Sabato 29 Agosto: Stand gastronomico aperto a Cena.
Domenica 30 Agosto: Stand gastronomico aperto sia a Pranzo che a Cena.
PIEMONTE
FESTA PATRONALE DI SANT’AGOSTINO
FERRERE (AT)
📅 28, 29 e 30 agosto
📍 Ferrere (AT)
La Pro Loco e il Comune di Ferrere vi invitano ai Festeggiamenti Patronali di Sant’Agostino 2026, in programma dal 28 al 31 agosto a Ferrere (AT) con ingressi gratuiti e cene sotto struttura coperta.
Si parte venerdì 28 agosto alla sede Pro Loco dalle ore 19:00 con la Serata Porchetta (con antipasti e primi), per poi proseguire dalle 22:30 con l’Hyper Show della ABCD Band e a seguire il DJ set di DJ Merlo. Sabato 29 agosto lo stand gastronomico aprirà alle ore 19:00 proponendo gran fritto di pesce, pizza, antipasti e altro; la musica dal vivo vedrà alle 21:30 il ballo con l’Orchestra Loris Gallo al padiglione Rossino e dalle 22:30 l’evento “Robe da Matt” a cura del gruppo giovani Proloco con Alencut, MC Fenix, Kaf, Enjoy e MADJ.
Domenica 30 agosto le celebrazioni inizieranno in Piazza Castelvecchio alle 9:40 con la sfilata storica alla presenza delle autorità, le Majorettes le Stelline Azzurre, i Musici e gli Sbandieratori di Ferrere. A Castelrosso, dopo la S. Messa delle 10:30, si terrà la “70ª Sagra del Pan, Salam e Vin”. Dalle 19:00 riaprirà lo stand gastronomico della Pro Loco con fritto di pesce, pizza e antipasti, seguito alle 21:30 dall’esibizione di Marianna Lanteri e lo show “4Ever Young”. Infine, lunedì 31 agosto alle ore 16:00 spazio al divertimento per i più piccoli con i “Giochi Ferreresi” per i bambini.
PIEMONTE
FESTA PATRONALE
CERRETO (AT)
📅 Dal 28 al 30 Agosto 2026
📍 Cerreto d’Asti (AT)
La Pro Loco vi invita alla Festa Patronale di Cerreto d’Asti! Tre giornate ricche di appuntamenti tra enogastronomia, osservazioni astronomiche, cultura e momenti di convivialità nel cuore del paese.
Il programma delle giornate:
Venerdì 28 Agosto: Ore 18:30 Aperitivo in Compagnia
Sabato 29 Agosto: Ore 16:00 apertura dell’Osservatorio Astronomico, ore 19:30 apertura dello stand gastronomico a cura della Pro Loco; ore 21:30 nel Cortile del Municipio il recital “Una mimosa per sempre. La donna e i suoi diritti in parole e musica” a cura di Mimosa Ensemble.
Domenica 30 Agosto: Ore 9:30 Santa Messa; dalle 10:00 alle 18:00 nel Cortile del Municipio esposizione e mercatino d’arte; ore 16:00 Tortissima, gara gastronomica con degustazione finale delle torte; ore 20:00 cena a conclusione dei festeggiamenti (prenotazione obbligatoria entro giovedì 27 agosto).
TESSERA DEL SOCIO PRO LOCO I soci Pro Loco che sottoscrivono la Tessera, oltre a far parte del Mondo Unpli, composto da oltre 500.000 Soci, possono godere di importanti convenzioni a livello regionale e nazionale.
“Quanto documentato oggi da Fanpage è gravissimo e inquietante. Nella sede occupata da CasaPound in via Napoleone III a Roma si è svolto un incontro internazionale riservato organizzato da Counter-Currents, network statunitense riconducibile al nazionalismo bianco, con la partecipazione di esponenti della stessa CasaPound. Una vicenda che trova riscontro nelle fonti pubblicate dagli stessi organizzatori e sulla quale il Ministro Piantedosi deve fare immediatamente chiarezza. Presenteremo un’interrogazione parlamentare per sapere se il Ministero e le autorità competenti fossero a conoscenza dell’incontro e della presenza in Italia dei partecipanti stranieri e quali attività di monitoraggio siano state svolte. È inaccettabile che un immobile pubblico occupato abusivamente dal 2003 possa essere utilizzato per ospitare incontri internazionali di questa natura. Il Governo smetta di fare finta di non vedere quello che sta facendo CasaPound e chiarisca quando intende finalmente procedere allo sgombero di via Napoleone III”.
Così in una nota la Capogruppo del Partito Democratico alla Camera Chiara Braga insieme ai deputati eletti a Roma e nel Lazio Andrea Casu, Paolo Ciani, Michela Di Biase, Claudio Mancini, Roberto Morassut, Matteo Orfini e Patrizia Prestipino.