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Terapia innovativa con CAR-T: gli effetti benefici. Ne parliamo con la Dott.ssa Stefania Bramanti, Medico Specialista in Ematologia e referente del progetto CAR-T di Humanitas di Milano

Intervista di Marialuisa Roscino

La terapia con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) rappresenta una delle innovazioni più profonde nella medicina moderna. In questa intervista, con la Dott.ssa Stefania Bramanti, specialista in Ematologia e referente del progetto CAR-T di Humanitas, scopriamo che cosa sono in particolare le CAR-T, come funziona questa terapia innovativa, e quali pazienti possono beneficiarne.

Dott.ssa Bramanti, può spiegare in cosa consiste la terapia CAR-T?

La terapia Car-t è una “living drug”, un farmaco vivente che si ottiene modificando le cellule del sistema immunitario dei pazienti, in modo che siano di nuovo in grado di riconoscere e distruggere le cellule del linfoma / leucemie . Il sistema immunitario dei pazienti affetti da linfoma, perde la capacità di riconoscere le cellule maligne come bersaglio e dunque le lascia crescere in modo incontrollata. Le cellule CAR-T (Chimeric receptor antigene) sono linfociti T, raccolti dal sangue periferico dei pazienti, che vengono sottoposti a un processo di ingegnerizzazione genetica, grazie al quale diventano capaci di riconoscere un bersaglio specifico (CD19) sulle cellule del linfoma/leucemia e attivare una risposta immunitaria potente in grado di distruggerle selettivamente.

La terapia CAR-T rappresenta a Suo avviso una speranza concreta per molti pazienti affetti da tumori aggressivi?

Le CART sono più di una speranza, per alcune malattie maligne oncoematologiche, ma una concreta possibilità, accessibile in tutto lo stivale in vari centri altamente specializzati, sottoposti a controlli e verifiche di qualità.

Ritiene che questa terapia innovativa consenta di controllare maggiormente la malattia del paziente?

Per rispondere correttamente a questa domanda occorre fare alcune distinzioni. La terapia CAR-T nel contesto dei linfomi non Hodgkin diffusi a grandi cellule è in grado di guarire definitivamente circa la metà dei pazienti che non rispondono alla prima linea di chemioterapia. Per questa categoria di pazienti la prognosi, fino al 2019 era di 6 mesi.

Per i linfomi mantellari non responsivi a due linee sono una valida possibilità di guarigione in una buona percentuale di casi, così come nei linfomi follicolari recidivati dopo due linee i dati a lungo termine confermano la guarigione in pressochè tutti i pazienti che hanno una remissione completa. Storia italiana recente quella delle CAR-T anti BCMA contro il mieloma multiplo per i pazienti che falliscono tre linee di trattamento standard e che rappresentano sicuramente un valido strumento in grado di offrire dei periodi di remissione, offrendo la possibilità di curare queste malattie con andamento cronico recidivante.

L’arrivo prossimo delle CAR-T per il mieloma multiplo in seconda , sarà una rivoluzione nella storia naturale di questa malattia oncoematologica, ritenuta incurabile fino a qualche tempo fa.

Quali sono le sfide associate alla terapia CAR-T?

La sfida principale per i clinici è quella di identificare più precocemente possibile i pazienti che hanno caratteristiche di malattia oncoematologica aggressiva, e che possono beneficiare di un trattamento con un alto potenziale guaritivo, e con la caratteristica di ricevere un trattamento infusionale cosidetto one shoot, che richiede un unico ricovero di circa 10 giorni e non lunghi trattamenti cronici. La sfida per il sistema sanitario è quella di garantire l’accesso a tutti i pazienti.

Possono esserci degli effetti collaterali?

Gli effetti collaterali principali sono molto peculiari e sono principalmente 2: la sindrome da rilascio delle citochine che si manifesta come conseguenza di una tempesta infiammatoria secondaria all’infusione delle cellule CAR-T che attivano un elevata risposta immunitaria e si manifesta con febbre, nelle maggior parte dei casi, associata ad alterazione di alcuni parametri vitali in una certa quota di pazienti; il secondo effetto è una transitoria neurotossicità, che si può manifestare con sintomi lievi come difficoltà a scrivere o più rilevanti in una minor percentuale di casi come difficoltà del linguaggio o alterazioni dello stato di coscienza.

Per tale motivo, i pazienti ricevono la terapia in regime di ricovero con un monitoraggio specifico che in alcuni casi, comprende un passaggio in terapia intensiva per qualche giorno, allo scopo di intervenire precocemente, limitando il danno nelle prime ore.

In Humanitas, è stata realizzata un’Unità specifica, dedicata al programma CAR-T, divenuta oggi tra l’altro, anche un importante centro di formazione europeo per la terapia, cosa può dirci al riguardo?

Humanitas dispone di un centro trapianto accreditato Jacie, che contiene al suo interno un programma di trapianto autologo, allogenico e un programma CAR-T.  Il CAR-T team è costituto da 5 medici ematologi specializzati in trapianto , di ematologi, esperti di patologia linfoma, leucemia, mieloma, neurologi, rianimatori, neurologi, infermieri, e farmacisti che si occupano di selezionare e avviare i candidati a CAR-T a procedere lungo il patien journey . A supporto vi sono strutture dedicate in grado di accogliere i pazienti, in ambulatori, Dh, reparti dedicati.

Qual è il futuro della terapia CAR-T?

Il futuro prossimo è quello di avere a breve disponibili CAR-T che richiedono un processo di preparazione più rapido dell’attuale che si attesta su 4 settimane, in modo da avere maggiore rapidità di intervento per pazienti con malattie aggressive ed evolutive, e di averli in fasi precoci di malattia.

In un futuro più remoto, saranno disponibili CAR-T di terza e quarta generazione, mentre oggi usiamo CAR-T di seconda generazione in grado di essere meno tossici e più efficaci, nel contesto delle malattie oncoematologiche maligne. L’ampliamento della terapia CAR-T nell’ambito dei tumori solidi necessiterà di maggiore tempo per diventare una innovazione accessibile in clinica.

 

 

CANALE MONTERANO SICUREZZA: DA APRILE AL VIA I CONTROLLI DELLA POLIZIA LOCALE SUI VEICOLI NON IN REGOLA

Riceviamo e pubblichiamo

I controlli saranno effettuati tramite un dispositivo mobile in grado di verificare se un’auto o una moto è rubata, sottoposta a fermo, radiata, in regola con l’assicurazione RC e la revisione periodica.
 Aumentano in tutta Italia gli autoveicoli non in regola che circolano liberamente, rappresentando un pericolo per automobilisti, pedoni e bikers. È per questo che da Aprile, e soprattutto in prossimità delle festività pasquali e del ponte del Primo Maggio, partiranno su tutto il territorio, centro abitato e periferia, strade comunali e provinciali, i controlli effettuati dai Vigili con un dispositivo mobile in grado di verificare se un’auto o una moto è rubata, sottoposta a fermo, radiata, in regola con l’assicurazione RC e la revisione periodica, obbligatorie per legge.
Il dispositivo adottato, infatti, permette di effettuare controlli incrociando i dati con una serie di banche dati accessibili alle Forze di Polizia.
“Sempre di più i cittadini ci chiedono sicurezza – commenta il Sindaco di Canale Monterano Alessandro Bettarelli – e la nostra Polizia Locale con questa iniziativa si affiancherà alle Forze dell’Ordine in questo tipo di interventi. Nelle prime uscite saremo concentrati sul monitoraggio dei flussi di traffico e delle problematiche riscontrate, per avere dati mai censiti in passato nel nostro territorio e adottare le misure più indicate.
Non si tratta quindi né di punire, né di far cassa, ma di avere la possibilità di fare prevenzione. Invitiamo quindi tutti i cittadini a mettersi in regola con le norme del codice della strada e di controllare con attenzione le scadenze di assicurazione e revisione.”
Il Responsabile della Polizia Locale, Rosaria De Simone, sottolinea che “L’apparecchiatura tecnica utilizzata per il rilevamento non sarà un autovelox, perché per il momento la normativa su questo tipo di attrezzature non è ancora ben definita. Sarà impiegata con la presenza di un esperto della ditta fornitrice e sotto il costante controllo del personale appartenente alla nostra Polizia Locale.
Si tratta di un’iniziativa a supporto delle Forze dell’Ordine in materia di sicurezza, fondamentale per consentire di intervenire in caso di accertamento di reati. Se avere la revisione scaduta può essere sintomo di un veicolo pericoloso, circolare senza assicurazione o con assicurazione scaduta non solo è un’infrazione grave, ma comporta anche pesanti conseguenze in caso di incidente in tema di risarcimento danni.”
”Con questa innovativa opportunità di controllo – conclude il Consigliere delegato alla Sicurezza, Joao Cersosimo – vogliamo semplicemente aumentare la sicurezza dei cittadini. Su questo tema non ci sono presidi tecnologici o meccanici, sanzioni o controlli che valgano un sentimento consapevole di responsabilità individuale. La consapevolezza del rischio che si crea è il primo strumento per garantire la sicurezza collettiva. Facciamolo per noi, per i nostri cari e per tutti gli altri.”

La rassegna teatrale “Dimmi donna, le protagoniste del plurale femminile” continua domenica 28 marzo con “One more kiss, dear”, di Francesca Pimpinelli e Giovanni Caloro

Comunicato stampa

Prossimo importante appuntamento al teatro Delia Scala di Bracciano è con “One more kiss, dear”, un testo di Francesca Pimpinelli e Giovanni Caloro, interpretato da Pimpinelli e diretto da Caloro.

L’amore ai tempi del digitale, l’invadenza delle dating app sulla vita sentimentale di una giovane donna è affrontata con una intelligente leggerezza, che restituisce ai sentimenti la fragilità che le spetterebbe di diritto.

Una critica tanto delicata quanto puntuale e convincente del restringersi dei luoghi pubblici di aggregazione giovanile, a favore delle piattaforme di incontro, astratti luoghi claustrofobici che umiliano tanto i corpi quanto i sentimenti, mercificando l’attrazione fisica e il corteggiamento.

Il modello di business del capitalismo delle piattaforme di incontri diventa così un ulteriore strumento di subordinazione della sfera più intima di una giovane donna nel suo desiderio di una storia d’amore.

Quello di Pimpinelli e Caloro è una bella messa in scena di un teatro fuori dagli schemi dell’intrattenimento fine a sé stesso, per dare vita a un’esperienza che potremmo definire Off, confezionata con cura e talento.

L’appuntamento con “One more kiss, dear” è domenica 28 marzo, alle ore 18,30 al Teatro Delia Scala di Bracciano, in via delle Ferriere 16, la nuova tappa della rassegna “Dimmi, donna – le protagoniste del plurale femminile”.

Agli Oscar, trionfi e assenze che fanno rumore

La notte più luminosa di Hollywood si chiude, come sempre, in un abbaglio di luci e narrazioni. Una pioggia di statuette consacra un cinema capace di coniugare visione autoriale e respiro industriale, mentre sul red carpet scorrono immagini che sembrano già destinate a sedimentarsi nel pantheon cinefilo contemporaneo. Tra primi piani mozzafiato e piani-sequenza che strizzano l’occhio alla Nouvelle Vague, gli Oscar di quest’anno hanno premiato opere attraversate da una tensione politica evidente, specchio di un mondo inquieto e frammentato.

“Il cinema come specchio del presente” è una necessità strutturale. Le storie premiate interrogano identità in crisi, conflitti interiori e collettivi, sistemi che scricchiolano sotto il peso delle proprie contraddizioni. In questo gioco di riflessi tra realtà e finzione, la politica non resta sullo sfondo: irrompe, si fa materia narrativa, diventa testo esplicito.

Ci sono le assenze, che talvolta parlano più dei discorsi di ringraziamento. Quella di Sean Penn — impegnato in un incontro con Volodymyr Zelensky — ha assunto i contorni di un gesto simbolico: un fuori campo che sposta l’attenzione dal palco dorato al teatro ben più drammatico della geopolitica. Quando il mondo irrompe nello spettacolo, il cinema non può che registrare questo cortocircuito.

In questo contesto critico a livello globale, assume un significato ancora più forte la presenza — e la risonanza — di opere che raccontano conflitti reali con urgenza documentaria. È il caso del docufilm “La voce di Hind Rajab” del 2024 diretto da Wael Kadlo, che porta sullo schermo una testimonianza diretta e lacerante della contemporaneità. È considerato un documento importante sulla crisi umanitaria di Gaza e un esempio di cinema d’impegno civile contemporaneo che non si limita a rappresentare il reale, ma lo interroga, lo espone, lo consegna allo spettatore come responsabilità. Racconta la storia di Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni uccisa a Gaza durante la guerra tra Israele e Hamas. E di come La Mezzaluna Rossa abbia tentato, in tutti i modi, di salvarla. Il film è una potente denuncia delle sofferenze civili nei conflitti contemporanei e ha suscitato ampia attenzione internazionale per la sua carica emotiva e politica.

“La voce di Hind Rajab” era candidato nella categoria Miglior film internazionale agli appena trascorsi Oscar, ma l’attore palestinese Motaz Malhees, uno dei protagonisti, non ha potuto partecipare alla cerimonia perché gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti. La questione proietta un’ombra sulla cerimonia. Un’assenza dovuta alle restrizioni introdotte dalla presidenza di Donald Trump, nuove restrizioni sui visti, riaccendendo il dibattito su politica e accesso culturale. Proprio mentre alcune voci riescono a emergere, altre restano escluse. Il paradosso è evidente: in un’epoca in cui il cinema globale si nutre di pluralità e contaminazione, barriere politiche e restrizioni amministrative continuano a decidere chi può essere presente e chi no. Non è solo una questione di red carpet, ovviamente, ma di visibilità, di accesso al discorso culturale, di possibilità stessa di esistere nello spazio simbolico del cinema mondiale.

Negli anni passati la risposta era stata anche simbolica — come nel caso di Asghar Farhadi, che rifiutò di partecipare agli Oscar pur vincendo con “The Salesman” — e oggi gli effetti di quella stagione politica continuano a riverberarsi.

Gli Oscar, allora, smettono di essere soltanto celebrazione. Diventano dichiarazione d’intenti, montaggio collettivo di immagini, di presenze luminose e vuoti significativi. In un tempo in cui l’immagine è ovunque, il cinema resta uno degli ultimi luoghi dove lo sguardo può ancora farsi consapevole — e dove anche ciò che manca continua, ostinatamente, a parlare.

Marzia Onorato 

Redattrice L’agone

 

Rita Marcotulli e John de Leo in esclusiva per Tuscia in jazz for sla rendono omaggio ai Pink Floyd

Comunicato stampa

Il Tuscia in Jazz for SLA si appresta a vivere una metamorfosi sonora senza precedenti, varcando i confini del genere per immergersi nelle profondità del rock più visionario. In un’esclusiva assoluta che nobilita il cartellone del festival, Rita Marcotulli, pianista tra le più colte e raffinate del panorama internazionale, e John De Leo, l’istrionica e inconfondibile voce che ha segnato l’epopea dei Quintorigo, hanno accolto l’audace sfida lanciata dal direttore artistico Italo Leali: rendere omaggio ai Pink Floyd, la band che ha riscritto le regole della psichedelia e del rock progressivo.

L’appuntamento, fissato per venerdì 27 marzo alle ore 21:00 presso lo storico Teatro dell’Unione di Viterbo, non si configurerà come una semplice operazione di riproposizione fedele, bensì come una profonda rivisitazione in chiave jazz. I due artisti, noti per la loro capacità di decostruire e ricreare mondi sonori, daranno vita a una narrazione musicale inedita, dove le partiture iconiche dei Floyd diventeranno il canovaccio per improvvisazioni colte e sperimentazioni timbriche, segnando la nascita di un progetto artistico destinato a restare impresso nella memoria della città.

La statura dei protagonisti garantisce l’eccezionalità dell’evento. Rita Marcotulli è una figura cardine del jazz europeo: formatasi al Conservatorio di Santa Cecilia, la sua carriera è costellata di collaborazioni prestigiose, da Chet Baker a Pat Metheny, passando per Pino Daniele. Celebre per uno stile pianistico che fonde lirismo cinematografico, influenze della musica popolare brasiliana e una tecnica impeccabile, ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi come il David di Donatello per la miglior colonna sonora. Accanto a lei, John De Leo rappresenta una delle voci più eclettiche e avanguardistiche della musica italiana contemporanea; co-fondatore dei Quintorigo, ha fatto del suo apparato vocale un vero e proprio strumento polifonico, capace di spaziare dal rock al jazz fino alla musica contemporanea e al cabaret colto, mantenendo sempre un’identità artistica magnetica e fuori dagli schemi.

Dopo questa serata inaugurale, il festival proseguirà il suo viaggio itinerante attraverso le eccellenze architettoniche della Tuscia. Venerdì 4 aprile alle ore 18:00, l’atmosfera si farà più intima presso il Museo della Ceramica della Tuscia a Viterbo con il concerto dei Traindeville serenata a Gabriella Ferri, mentre lunedì 6 aprile sarà la volta di Sutri, che ospiterà il tradizionale Pasquetta Guitar Meeting: una maratona di cinque concerti, dalle 10:30 alle 20:00, interamente dedicata alle corde della chitarra e fruibile a ingresso libero. Il 10 aprile, la rassegna tornerà a Viterbo, presso l’Auditorium dell’Università della Tuscia, per un altro evento di altissimo profilo: Enzo Pietropaoli presenterà lo Yatra Quartet in un “concerto-racconto” omaggio a Chet Baker. Pietropaoli, contrabbassista di caratura mondiale, ripercorrerà la sua decennale collaborazione con il leggendario trombettista americano, supportato da un quartetto di autentiche stelle del jazz nazionale per una serata che promette di intrecciare musica e memoria storica.

Per partecipare a questi eventi, è necessaria un’attenzione particolare alle modalità di accesso. I biglietti per i concerti del 27 marzo al Teatro dell’Unione e del 10 aprile all’Auditorium dell’Università sono già disponibili in prevendita sul circuito Ciaotickets.com. Per quanto riguarda invece gli appuntamenti a ingresso gratuito — il concerto del 4 aprile al Museo della Ceramica e il Guitar Meeting di Sutri del 6 aprile — la prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata esclusivamente tramite messaggio WhatsApp al numero 366.1289196. Per consultare il programma completo o ricevere ulteriori dettagli, è possibile visitare la pagina Facebook ufficiale del Tuscia in Jazz Festival, consultare il portale web Tusciainjazzforsla.it o richiedere informazioni tramite messaggio diretto agli organizzatori.

A Ladispoli, presentazione dei libri “L’esercito dei Giusti” di Roberta Spaccini e Diego e la stanza dei segreti” del giovane Diego Spilabotte

Comunicato stampa

L’Amministrazione comunale informa che giovedì 2 aprile alle ore 16:30, presso la biblioteca di Ladispoli si svolgerà la presentazione dei libri “L’esercito dei Giusti” di Roberta Spaccini, pubblicato dalla casa editrice Graus a dicembre del 2025, e “Diego e la stanza dei segreti” del giovane Diego Spilabotte, edito dalla casa editrice Serena nel 2024.
L’idea di fare una doppia presentazione è nata perché suddetti libri raccontano due storie simili di dolore, malattia e resilienza, vissute da due ragazzi coetanei colpiti da una malattia simile del midollo osseo e che ha costretto entrambi a un trapianto di cellule staminali. “L’esercito dei giusti” di Roberta Spaccini nasce dall’esperienza di due genitori che, nel 2021, si sono trovati a dover affrontare inaspettatamente la malattia del loro figlio Giulio, per fortuna scoperta in tempo per poter intervenire ma per la quale è stato sottoposto a trapianto di midollo osseo dopo che le cure purtroppo si sono rilevate inefficaci.
La permanenza di sette mesi ininterrotta in ospedale e i controlli che Giulio fa tuttora, hanno permesso alla famiglia di conoscere tante persone, soprattutto bambini, che hanno ricoveri a lunga degenza o che in ospedale praticamente ci vivono. Questo libro racconta quindi molte storie e rappresenta per l’autrice un ritorno all’essenza, una ricerca di connessioni umane e un messaggio di speranza.
In “Diego e la stanza dei segreti” Diego Spilabotte, ragazzo con la sindrome di Asperger che ha dovuto contrastare una malattia del midollo osseo e sottoporsi al trapianto, racconta la sua storia come fosse una favola, arricchita da una grande capacità d’ironia e dall’innocenza di un bambino.  Nonostante la durezza della sua esperienza la sua narrazione riesce a far sorridere grazie alla spontaneità con cui affronta la malattia, e alla sua visione del mondo che gli ha permesso di vedere oltre le difficoltà, trovando bellezza e significato in ogni esperienza.
Giulio e Diego sono diventati amici e con il racconto delle loro storie vogliono trasmette speranza ai ragazzi che sono in attesa di un trapianto di midollo osseo.
Prima e dopo la presentazione gli autori si intratterranno con il pubblico per rispondere ad eventuali domande e per il rituale firmacopie.
E’ doveroso ricordare che parte del ricavato delle vendite di entrambi i libri sarà devoluta ad Admo Lazio, Associazione Donatori Midollo Osseo e Cellule Staminali Emopoietiche della Regione Lazio

La giornata Mondiale del Teatro celebrata al De Focauld di Bracciano

Comunicato stampa

Le compagnie del nostro territorio festeggiano il teatro proponendo alcuni loro “pezzi storici“. Dopo l’evento, il teatro Charles de Foucauld offrirà un aperitivo a tutti gli intervenuti.
Ingresso libero.
Vi aspettiamo!
La giornata Mondiale del Teatro
è stata creata a Vienna nel 1961 durante il IX Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro su proposta di Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese. Dal 27 marzo 1962, la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata in tutti i paesi del mondo.

A Bracciano E’ un’attesa crescente quella per la 49^edizione de La Passione di Cristo, con il ritorno alla regia di Sandro Carradori.

 Per l’evento numerose le forze dell’ordine in strada.
Nelle piazze e nelle strade del centro di Bracciano si respira già un’atmosfera carica di un’emozione crescente che porterà al grande evento de La Passione di Cristo del Venerdì Santo. Una sacra rappresentazione progettata e organizzata dal Rione Monti di Bracciano con impegno, fatica e dedizione certosina che quest’anno festeggia i suoi 49 anni il prossimo venerdì 3 Aprile.
Questa edizione vedrà il ritorno alla regia, dopo sei anni, di Sandro Carradori, una figura che ha contribuito alla nascita della Passione a metà degli anni Settanta e che negli anni successivi ha guidato con tempra, passione e piglio ogni dettaglio della manifestazione. Quella della Passione è una macchina organizzativa cresciuta di anno in anno, dove ogni dettaglio è curato alla perfezione; le scenografie, i costumi, le musiche, il trucco e le acconciature sono seguite nei minimi particolari e realizzate da professionisti di settore per creare uno spettacolo coinvolgente ed il più possibile veritiero.
Proprio a Sandro Carradori abbiamo rubato alcune dichiarazioni circa il suo ritorno alla regia e ci ha detto: “Più che emozionato, sono ansioso di ridare a La Passione di Cristo la mia mano, per quest’anno i cambiamenti saranno quelli necessari a ricrearla secondo la mia visione. Ma per l’anno prossimo, quando festeggeremo i 50 anni, sto progettando modifiche più sostanziali e sorprendenti”.
Ad aiutare Carradori alla regia, ci sarà un altro veterano della manifestazione, Mauro Negretti, uno di quei braccianesi, che nel corso degli anni ha interpretato un po’ tutti i ruoli principali, trasmettendo l’amore per questa tradizione anche ai figli. Infatti a vestire i panni delle guardie romane, di Ponzio Pilato, dei popolani e di tanti altri personaggi, ci sono intere famiglie, che hanno trasmesso l’orgoglio di partecipare a la Passione di padre in figlio.
Così venerdì 3 Aprile, l’appuntamento per l’inizio de La Passione sarà alle 21.00, nel piazzale della Caserma Cosenz, in via Principe di Napoli, qua si svolgerà tutta la rappresentazione teatrale che copre la vita di Gesù, dal battesimo di Giovanni, alla rievocazione dell’ingresso in Gerusalemme, passando per la scena del processo, fino alla condanna a morte da parte di Ponzio Pilato.
Bracciano e la passione di Cristo
Terminata questa parte, verso le 22:00 il pubblico lascia di corsa il cortile per andare a posizionarsi lungo via Principe di Napoli, in attesa febbrile del corteo processionale. E’ questo uno dei momenti più emozionanti e toccanti, quello della discesa del corteo da viale Regina d’Italia, per scendere lungo via Principe di Napoli e proseguire su via Umberto I, fino alla piazza del Castello; nel tragitto le forze dell’ordine precedono uno schieramento di centurioni e guardie romane a piedi ed a cavallo, i ladroni e Gesù carico della croce, le pie donne ed il popolo.
Il corteo procede lentamente, le soste, le cadute di Gesù, le frustate, le luci quasi spente, il battito cadenzato dei tamburi; ogni elemento arriva al cuore e cattura occhi e mente. Tutto in un crescendo di emozioni fino a quando poi tutti inizieranno a tenere gli occhi verso il bastione del Castello per il momento della Crocifissione e quindi della scena della Pietà, un momento esaltato da un magistrale gioco di luci e suggestive musiche, che concluderà la manifestazione.
Bracciano e la passione di Cristo  Bracciano e la passione di Cristo
Le musiche originali sono di John Sposito, la manifestazione è realizzata con il contributo del Comune di Bracciano e con il Patrocinio Università Agraria di Bracciano, il supporto della Parrocchia S.Stefano P.M. e Lions Club Bracciano Anguillara Monti Sabatini, oltre il supporto fattivo del Castello Odescalchi Bracciano.
In concomitanza de La Passione a partire dalle 20.00 saranno predisposte modifiche alla viabilità nel centro della città e per consentire lo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza ed accogliere le migliaia di spettatori attesi, come ogni anno, sarà inoltre predisposto un imponente e curato servizio d’ordine che vedrà in strada il Corpo di Polizia Locale di Bracciano, i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Protezione Civile e l’Anc Protezione Civile, oltre ai volontari dell’organizzazione.
Bracciano e la passione di Cristo Bracciano e la passione di Cristo
Cinzia Orlandi Redattrice de L’agone

 

Civitavecchia, inaugurazione del nuovo Campo da basket del Pincio: appuntamento il 28 marzo alle ore 10.30

Comunicato stampa Congiunto

Il Comune e la Fondazione Angelo e Mafalda Molinari ETS sono lieti di annunciare l’inaugurazione del nuovo Campo da basket del Pincio, un importante intervento dedicato allo sport e alla riqualificazione degli spazi urbani, realizzato nell’ambito del progetto E[AR]TH. La progettazione è stata curata dalla Fondazione Angelo e Mafalda Molinari ETS, mentre la realizzazione e il finanziamento dell’opera sono stati portati avanti congiuntamente dalla Fondazione e dal Comune di Civitavecchia, a testimonianza di una proficua collaborazione istituzionale.
L’evento si terrà sabato 28 marzo 2026 e prenderà il via alle ore 10:30 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle ore 11:00 sarà invece previsto il simbolico “primo canestro”, momento inaugurale che segnerà ufficialmente l’apertura del nuovo spazio alla cittadinanza.
Saranno presenti il Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, il Delegato allo Sport, Patrizio Pacifico, il Vicepresidente della Fondazione Molinari, Mario Molinari, il membro del Consiglio di amministrazione, Giorgio Cristiani, nonché l’ex cestista Alessandro Cittadini.
Il nuovo spazio rappresenta un punto di riferimento per i giovani, per le famiglie e per gli appassionati di sport, offrendo un’area moderna, accessibile e inclusiva, pensata per promuovere aggregazione sociale, benessere e stili di vita sani.
”Con l’inaugurazione del Campo del Pincio restituiamo alla città uno spazio rinnovato e vitale, che sarà luogo di incontro, di crescita e di condivisione – dichiara il sindaco Marco Piendibene –. Questo progetto dimostra quanto sia fondamentale la collaborazione tra le istituzioni e le realtà del territorio per realizzare interventi concreti a beneficio della collettività”.
Soddisfazione anche da parte del delegato allo sport, Patrizio Pacifico: ”Questo campo è molto più di un impianto sportivo: è un investimento sui giovani e sul futuro della città. Vogliamo che diventi un punto di riferimento per lo sport all’aperto, accessibile a tutti e capace di favorire inclusione e partecipazione”.
“Questo intervento nasce da una volontà che la Fondazione porta avanti da tempo – dichiara Mario Molinari, vicepresidente della Fondazione Angelo e Mafalda Molinari ETS –: restituire alla città uno spazio storico, dove diverse generazioni di ragazzi sono cresciute e hanno giocato. Il nostro obiettivo è stato fin dall’inizio quello di far tornare bambini e ragazzi a vivere gli spazi all’aperto, creando un luogo di aggregazione e socializzazione capace anche di educare al rispetto della cosa pubblica.
Oggi consegniamo alla città un campo di alta qualità, realizzato da una delle migliori aziende in Italia nel settore, che rappresenta un’opportunità concreta per tutti i giovani del territorio. Un campo che tornerà ad essere vissuto ogni giorno, diventando un punto di riferimento per i ragazzi della città.
Tutto questo è stato possibile grazie al sostegno di tanti cittadini che credono nella Fondazione e che contribuiscono attraverso il 5×1000 e le nostre campagne di raccolta fondi, oltre all’impegno diretto della Fondazione stessa. Siamo felici di poter restituire un luogo dove si potrà tornare ad organizzare tornei e momenti di condivisione per tutta la comunità”.
L’Amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di festa e di condivisione, che segna un nuovo passo nel percorso di valorizzazione degli spazi pubblici e della pratica sportiva a Civitavecchia.

Impianti termici: accordo tra Comune di Civitavecchia e Città metropolitana di Roma Capitale per controlli più efficienti e servizi digitalizzati

Comunicato stampa

Il Comune informa che, con la Delibera di Giunta Municipale n.33 del 19 febbraio 2026, è stato sottoscritto un accordo di collaborazione con la Città metropolitana di Roma Capitale per la gestione coordinata delle attività di controllo sugli impianti termici.
L’accordo nasce con l’obiettivo di garantire maggiore semplificazione, trasparenza e snellimento delle procedure amministrative, attraverso una gestione condivisa delle attività di accertamento e di ispezione sugli impianti termici e di climatizzazione presenti sul territorio comunale.
Le verifiche sugli impianti, previste dalla normativa vigente, sono finalizzate a garantire l’efficienza energetica, la tutela dell’ambiente attraverso il controllo delle emissioni e la sicurezza degli impianti, prevenendo guasti e incidenti.
A partire dal 2 aprile 2026, la gestione operativa delle attività relative agli impianti termici nel Comune di Civitavecchia sarà affidata alla Città metropolitana di Roma Capitale, che provvederà in particolare ad istituire e gestire il catasto degli impianti termici sulla piattaforma dedicata, accreditando ed amministrando l’elenco dei manutentori, predisponendo la modulistica conforme alla normativa vigente e curando la gestione documentale, emettendo ed incassando i bollini telematici (bollino blu) tramite il sistema PagoPA e, infine, archiviando i Rapporti di Controllo di Efficienza Energetica (RCEE).
Dal punto di vista operativo, i manutentori incaricati dovranno caricare i Rapporti di Controllo direttamente sulla piattaforma al momento dell’acquisto del bollino telematico, secondo quanto previsto dal regolamento metropolitano, in attesa dell’approvazione del regolamento comunale.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli uffici comunali all’indirizzo e-mail:
lavoripubblici@comune.civitavecchia.rm.it
L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso una gestione più efficiente e moderna dei servizi, con benefici diretti per i cittadini, per l’ambiente e per la sicurezza del territorio.