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Carbone al 2038: una scelta contro Civitavecchia

Comunicato stampa

 

Il rinvio al 2038 dell’uscita dal carbone deciso dal Governo rappresenta una scelta grave e miope, che colpisce direttamente il futuro di Civitavecchia.

Siamo consapevoli del contesto internazionale e delle esigenze di sicurezza energetica che attraversano l’Europa. Proprio per questo serve una strategia seria e orientata al futuro. Questa scelta non va in quella direzione.

Non si tratta di garantire sicurezza, ma di tenere in vita il passato, impedendo al territorio di costruire il futuro.

Per Civitavecchia significa una cosa molto concreta: il congelamento del futuro.

Stasi nella rigenerazione delle aree della centrale, negli investimenti e nella possibilità di costruire un nuovo modello di sviluppo dopo anni di servitù.

Mentre la città e la comunità civitavecchiese hanno lavorato per chiudere la stagione del carbone, il Governo decide di rinviare ancora, mantenendo il territorio in una condizione di incertezza.

Colpisce la soddisfazione espressa dalla Lega per questo provvedimento: una posizione distante dalle esigenze reali del territorio.

È legittimo chiedere chiarezza agli esponenti locali della maggioranza di governo del paese: condividono questa scelta? Ritengono davvero che il futuro di Civitavecchia debba restare legato a impianti obsoleti?

Il Partito Democratico ribadisce una posizione chiara: la sicurezza energetica si costruisce accelerando la transizione e accompagnando i territori verso nuovi modelli produttivi.

Civitavecchia non può restare ostaggio dell’indecisione del Governo. Le aree della centrale devono essere liberate e rigenerate.

Il carbone non è il futuro: è un vincolo che blocca il presente.

Civitavecchia non ha bisogno di rinvii.

Ha bisogno di scelte. E di futuro.

Partito Democratico – Civitavecchia

 

Venerdì a Cerveteri la Rievocazione storica della via Crucis: morte e passione di Gesù Cristo

Comunicato stampa

Oltre 100 figuranti, cavalli, bighe, abiti d’epoca, giochi di luce e colonne sonore di sottofondo: dal processo di condanna alla morte sul Monte Golgota una tradizione che si rinnova e che raggiunge la 60esima edizione

Venerdì 3 aprile dalle ore 21:00, dal consueto scenario delle scalinate di Piazza Aldo Moro, tra i vicoli del Centro Storico e lungo le vie del paese, oltre 100 figuranti, tra abiti di pregevole fattura, bighe, cavalli, suggestivi giochi di luce e musiche, la Rievocazione ripercorrerà le ultime ore di vita di Gesù, dal tradimento di Giuda al processo di condanna, fino alla morte sulla croce avvenuta sul monte Golgota. Una tradizione che continua e che quest’anno raggiunge “cifra tonda”: è infatti la 60esima edizione di questa manifestazione che si prospetta essere ancor più emozionante ed evocativa.

Ad organizzarla, il Comitato del Venerdì Santo, con Pietro, Francesco e Giovanni Longatti, che con amore e passione continuano a portare avanti questa storica rappresentazione, con il sostegno, il contributo e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e dell’Assessorato ai Rioni del Comune di Cerveteri.

“Dopo il successo e il gradimento riscosso lo scorso anno, confermate tutte le novità sceniche – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – partendo dalla trasmissione in diretta dell’intera rievocazione sul maxi-schermo di Piazza Aldo Moro, che consentirà a tutti, soprattutto alle persone più anziane o con difficoltà motorie, di non perdersi neppure un istante della manifestazione, fino alla voce narrante fuori campo e ai giochi di luce, che si intensificheranno ancor di più durante i momenti salienti del calvario che avverranno lungo il consueto percorso”.

Rievocazione della passione a Cerveteri  Rievocazione della passione a Cerveteri

“Accorgimenti e miglioramenti – aggiunge Francesca Cennerilli – che coinvolgeranno il pubblico durante l’intera processione, dal processo di condanna sino alla morte sul Monte Golgota, fino ai suggestivi giochi di luce e musiche che evocheranno la resurrezione. Sono certa che anche quest’anno, come accade da più di mezzo secolo, sarà un appuntamento che emozionerà tantissime famiglie”.

Commenta le novità della Rievocazione Storica del Venerdì Santo anche Manuele Parroccini, Assessore ai Rioni del Comune di Cerveteri: “Parlare della Rievocazione Storica del Venerdì Santo per me è sempre un’emozione speciale. Un momento importante non solamente perché sono un cittadino di Cerveteri, non soltanto perché ogni anno gremisce all’inverosimile la nostra città offrendoci un colpo d’occhio davvero speciale, ma perché faccio parte in maniera attiva di questa manifestazione, ricoprendo il ruolo di Disma oramai da tanti anni, da prima ancora che iniziassi addirittura a fare il Delegato. Con la mia collega in Giunta Francesca Cennerilli e il Comitato in queste settimane ci siamo incontrati svariate volte: così come lo scorso anno, l’obiettivo è quello di valorizzare, arricchire e rendere davvero speciale questa manifestazione. Vi aspettiamo davvero in tantissimi in Piazza Aldo Moro!”.

Rievocazione della passione a Cerveteri  Rievocazione della passione a Cerveteri

“La Rievocazione della Via Crucis è una delle manifestazioni tipiche della cultura e della tradizione di Cerveteri attesa con grande affetto da cittadini e visitatori – ha detto Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri – uno spettacolo suggestivo che affascina e ci fa sentire una comunità unita e legata alla tradizione. La rievocazione della Via Crucis di Cerveteri nasce negli anni ’70 su iniziativa della Parrocchia Santa Maria Maggiore e rappresenta oggi una delle manifestazioni pubbliche più partecipate e dense di significato. Mi congratulo con tutti gli organizzatori per il grande impegno con il quale tengono viva questa antica tradizione e in particolar modo ringrazio Pietro Longatti, che insieme ai suoi figli Francesco e Giovanni, ogni anno con amore e passione lavora per lo svolgimento di questa manifestazione storica di cui Cerveteri è fortemente orgogliosa”.

Inaugurazione del Cine Teatro Massimo “Freccia” a Ladispoli

Domenica 29 Marzo, in una cornice di pubblico numerosissimo, si è tagliato il nastro per una struttura cinematografica e non solo che renderà la Città di Ladispoli e il territorio, un polo di aggregazione per giovani e meno giovani.

“La cultura dovrà essere punto portante per tutti noi”, queste le parole ribadite dal Sindaco Alessandro Grando e dall’Assessora alla Cultura Margherita Frappa. Presente l’Assessore Regionale alla Mobilità, Trasporti, al Ciclo dei Rifiuti, al Demanio e al Patrimonio On. Fabrizio Ghera che ha portato il suo saluto.

Inizia l’1 aprile la nuova avventura culturale di Ladispoli. A dieci anni di distanza, la città del litorale romano finalmente ha il suo cinema e teatro. Dopo il taglio del nastro di domenica scorsa da parte del Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, il Cine Teatro Massimo “Freccia” (via Settevene Palo, angolo via Aurelia) da mercoledì prossimo sarà aperta al pubblico con la proiezione del cult di animazione “Super Mario Galaxy”

La gestione della struttura è affidata alla società Frontera Cinemas, guidata da Attilio Martini e Daniele Valentini, che hanno curato ogni aspetto del progetto con l’obiettivo di offrire alla comunità uno spazio moderno, versatile e di alto profilo. Il Cine Teatro, che a inizio 2027 diventerà un multiplex con l’apertura della seconda sala intitolata alla memoria di Laura Antonelli, sarà utilizzato dalle scuole e dalle associazioni locali per 80 giorni l’anno, diventando così un punto di riferimento per i cittadini.

Un posto che appartiene alla città.  Ringraziamo l’Amministrazione Grando per aver creduto in questo progetto e per essere qui oggi con noi. Adesso si apre il sipario — nel senso più letterale del termine» hanno dichiarato all’unisono i due gestori Martini e Valentini.

L’agone nuovo, presente alla cerimonia di inaugurazione, si complimenta con tutti per il lavoro fatto e si farà promotore di informare con i suoi strumenti di comunicazione i Cittadini del Territorio. Grazie ad Attilio e Daniele

Giovanni Furgiuele Presidente L’agone nuovo

Il 12 marzo è stata celebrata la giornata contro la violenza agli operatori sanitari e socio sanitari

Il tema della violenza contro gli infermieri è un argomento del quale si parla sempre pochissimo poiché gli infermieri e gli operatori socio sanitari sono due figure tese a ricevere e ad accudire e mai si penserebbe che in un ospedale, luogo dove di norma ci sono persone che soffrono o che hanno sofferto, possano avvenire delle aggressioni.

In realtà il maggior numero di aggressioni viene riscontrato, oltre che negli ospedali psichiatrici, soprattutto nei pronti soccorsi. Il pronto soccorso è un luogo dove regnano insieme l’affollamento e l’attesa oltre che il dolore, senza contare la preoccupazione che hanno i parenti dei degenti; ma il pronto soccorso è fatto di attese anche per medici e infermieri, l’attesa di una diagnosi oppure l’attesa del risultato delle varie indagini fatte.

Questa mancanza di informazioni porta spesso la perdita di pazienza e di controllo degli accompagnatori dei degenti. C’è anche da considerare, peraltro, che se l’infermiere al triage non è abbastanza empatico questo può inasprire molto gli animi ma non sempre è possibile essere accudenti quando c’è molto lavoro da svolgere. Spesso le condizioni di lavoro di infermieri e medici sono precarie e instabili dove vige un malcontento, spesso per le turnazioni troppo lunghe o per un salario non appropriato alle competenze e alle responsabilità e questo porta ad ulteriori tensioni nello staff e nei degenti.

Un tempo il rapporto paziente-infermiere era molto più familiare, i ricoveri erano più lunghi e si creava confidenza; con l’avvento del protocollo di comportamento indetto nei non troppo lontani anni 80, con l’arrivo delle malattie infettive e in particolare con l’H.I.V,  i rapporti si sono fatti più distanti anche per via dell’uso di molte più precauzioni sanitarie.

Si è indetta inoltre una associazione a favore dei pazienti ospedalieri per una maggiore tutela del paziente; è stato creato infatti  il tribunale dei diritti del malato, progetto partito  per migliorare le condizioni del paziente nell’ospedale e ad oggi ancora operante e funzionale.

Ilaria Morodei

Serrande che si abbassano: come le edicole cercano di sopravvivere nei nostri territori

Negli ultimi vent’anni il numero delle edicole in Italia è drasticamente crollato. Circa il 70% ha chiuso. Questo dato racconta una profonda trasformazione della popolazione nelle abitudini, modalità di informazione e preferenze nei prodotti da acquistare. Questa è una crisi multifattoriale.

Da una parte il calo costante della vendita di giornali e riviste, dall’altra l’aumento dei costi di gestione: affitti, bollette, tasse e spese operative sempre più difficili da sostenere. Il risultato è un equilibrio economico fragile: mentre i costi salgono, gli incassi continuano a diminuire. Il fenomeno non è solo economico. È anche culturale e sociale.

Le edicole hanno rappresentato per decenni un punto di riferimento per i quartieri: luoghi dove acquistare il giornale la mattina e discutere delle notizie del giorno. Erano quindi spazi di incontro, che rappresentavano una piccola socialità quotidiana. Per molti bambini e ragazzi l’edicola era un luogo speciale: dopo la scuola il primo pensiero era l’andare a comprare figurine o giochi.

Ma in realtà non era l’acquisto in sé la cosa importante, bensì ciò che veniva dopo. Il giorno seguente, con gli altri amici, ci si ritrovava per riempire l’album di figurine e scambiarsi i doppioni. Quei piccoli attimi quotidiani rappresentavano un’occasione di gioco e socialità. Oggi, invece, molte di quelle abitudini sono cambiate. La mattina si cercano le notizie sul telefono e i più giovani passano gran parte del loro tempo davanti lo schermo.

Anche se non sempre attendibile, Internet ha reso la ricerca delle notizie immediata, gratuita e continua. Questo ha ridotto drasticamente la necessità di acquistare il giornale cartaceo. Nonostante le difficoltà, alcune edicole resistono, cercando di diversificare i servizi: vendita di biglietti dei trasporti, gadget e servizi di pagamento digitali.

In particolare questo accade nei centri delle città, continuando ad essere un punto utile per i turisti. Eppure, ogni volta che una serranda di un’edicola si abbassa definitivamente, il quartiere perde qualcosa: non solo un negozio, ma un piccolo presidio di vita urbana e di informazione.

Francesca Greco

ZITTA MAI non è uno slogan

Comunicato stampa

Dopo la fiaccolata rumorosa organizzata in occasione dell’8 marzo, che ha suscitato enorme partecipazione cittadina e l’attenzione dei media locali e nazionali, il collettivo Zitta MAI, nato dall’esigenza di dare voce al dolore provocato dell’omicidio di Federica Torzullo, come promesso, non si è fermato.

Tra le motivazioni che animano questa realtà c’è la necessità di tenere alta l’attenzione sulla problematica della violenza di genere, tra cui quella odiosa sulle donne. Con questo spirito, Zitta Mai, in accordo con la famiglia Torzullo,  ha promosso la creazione di un luogo dedicato alla memoria di Federica, proponendo all’Amministrazione di Anguillara  di dedicarle uno spazio verde, nel centro storico, in cui piantare un albero di ulivo, simbolo di pace e di rinascita, accompagnato da una targa.

Un’azione simbolica e concreta allo stesso tempo. Un posto in cui fermarsi, ricordare e sentire Federica ancora tra noi attraverso la cura, il rispetto e l’amore che i suoi cari le avrebbero dedicato e che ora, diventano premura e attenzione di tutta la comunità. Per questo motivo, è stato deciso di promuovere una raccolta fondi diffusa, in modo da dare a tutti l’opportunità di partecipare con un contributo a quest’azione di memoria.

Sono state poste delle cassettine- riconoscibili e accompagnate da volantino esplicativo – presso pubblici esercizi e luoghi di incontro sparsi per Anguillara, in modo che chiunque lo voglia, possa contribuire a trasformare in testimonianza l’importanza delle relazioni umane a supporto della vita e del rispetto di realizzazione di ognuno, in memoria di Federica che non chiedeva altro.

 

Concluso il corso per volontari di Croce Rossa a Canale Monterano

Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano

Concluso il nostro corso d’accesso per diventare volontari a Canale Monterano!
Un ringraziamento al Comune di Canale Monterano per il prezioso e costante supporto alle nostre attività.
Vuoi diventare volontario? Nuovo corso base
Anguillara Sabazia (RM)
Domenica 12 Aprile
terminato corso croce rossa a Canale

“NEXT GENERATION POWERBOAT, A CIVITAVECCHIA SI CHIUDE IL SECONDO WEEKEND DELL’EDIZIONE 2026: GIOVANI E SPORT AL CENTRO DEL PROGETTO”

Comunicato stampa

 

Si è conclusa domenica 29 marzo 2026 a Civitavecchia, un’altra fase della terza edizione del Next Generation Powerboat, una significativa iniziativa promossa dalla Delegazione Regionale Lazio della Federazione Italiana Motonautica Lazio (FIM), con il contributo della Regione Lazio.

Il progetto nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani all’affascinante mondo della motonautica e alla pratica sportiva in ambiente acquatico.

L’iniziativa si è articolata, fino ad ora in due weekend intensi, inseriti all’interno di un programma più ampio e ambizioso. Protagonisti sono stati 50 ragazzi, selezionati tra le numerose scuole aderenti, che hanno preso parte a una prima fase presso il Centro Federale di Formia. A questa sono seguiti incontri nelle scuole e uscite in acqua, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino la motonautica e vivere in prima persona l’emozione di guidare imbarcazioni del settore giovanile.

La tappa di Civitavecchia ha rappresentato un’importante vetrina per il territorio, anche grazie al suo inserimento nel contesto di un evento nautico di rilevanza nazionale come il Boat Days. In questa occasione, non solo la motonautica, ma numerose federazioni sportive hanno partecipato, sottolineando l’importanza della pratica sportiva, sia agonistica che di base.

Con l’avvicinarsi delle competizioni sportive, che prenderanno il via tra poco più di un mese, il progetto assume un valore ancora più significativo. Vivere il mare anche nel periodo invernale significa promuovere il rispetto per l’ambiente e sensibilizzare i giovani a una cultura della sostenibilità.

Questi sono solo alcuni dei contenuti di un progetto in continua crescita, il Next Generation Powerboat, che si espande ora anche a livello nazionale. L’iniziativa porterà molti giovani a partecipare prima alle fasi regionali e successivamente a quelle nazionali del Trofeo CONI.

Un invito, infine, a vivere l’acqua come un elemento ricco di opportunità: un mondo in cui è possibile praticare molteplici discipline sportive e sviluppare un profondo legame con l’ambiente naturale.

next generation powerboat a Civitavecchia

Un pomeriggio di comunità e solidarietà

Riceviamo e pubblichiamo

Ieri, al Centro Civico di Bracciano Nuova, si è tenuto l’ultimo appuntamento di “Marzo Donna”, un bel momento partecipato e conviviale.

Durante l’evento abbiamo ospitato l’esposizione e vendita di ceramiche fatte a mano,Durante l’evento abbiamo ospitato l’esposizione e vendita di ceramiche fatte a mano,

Durante l’evento abbiamo ospitato l’esposizione e vendita di ceramiche fatte a mano, prezioso lascito dell’artista Silvana Leonardi, recentemente scomparsa, per sostenere, con il ricavato, donne e madri vittime di violenza come lei stessa aveva espresso il desiderio di fare.

Durante l’evento abbiamo ospitato l’esposizione e vendita di ceramiche fatte a mano,Durante l’evento abbiamo ospitato l’esposizione e vendita di ceramiche fatte a mano,

In contemporanea, la degustazione curata da Nadia Malpassi ha arricchito ulteriormente il pomeriggio, trasformandolo in un’esperienza condivisa fatta di sapori, racconti e relazioni.

Un’occasione in cui la comunità si è ritrovata non solo per stare insieme, ma per dare valore concreto alla solidarietà e all’impegno.

Durante l’evento abbiamo ospitato l’esposizione e vendita di ceramiche fatte a mano,

Un ringraziamento a tutte le donne che credono in questo progetto condiviso e che, con la loro presenza e il loro contributo, sostengono altre donne in difficoltà.

Giulia Sala, presidente del Consiglio Comunale di Bracciano

“Madame Bovary” di Luciano Colavero in scena a Bracciano, un importante evento teatrale presentato da “Dimmi donna, le protagonista del plurale femminile”

Comunicato stampa

Ecco come si svolgerà il programma

La nostra drammaturgia è una riscrittura radicale. Il testo è stato scritto come un’unica frase, ininterrotta, che prende materia da tutto il romanzo e va dritto verso la fine”, dice Luciano Colavero autore e regista di questa rilettura di Madame Bovary, celebre romanzo di Gustave Flobert, che segna la fine del Romanticismo. Oggi potremmo considerare questa riscrittura teatrale una rottura con l’idea dell’emancipazione attraverso la conquista di uno status sociale, invece che con la liberazione di un ruolo sociale predefinito.

Il lavoro di Colavero è decisamente importante, perché imprime un segno forte nella drammaturgia contemporanea”, ha scritto Francesca Saturnino di Repubblica.

Più che di un monologo, si tratta del diario di un martirio claustrofobico. Colavero essicca Flaubert in una versione contemporanea e minimale di Bovary, riuscendo a condensare e far ugualmente esplodere il dramma”. Alessandro Iachino su Teatro e Critica ha scritto: “L’Emma Bovary interpretata da Chiara Favero non sembra affetta da alcun paradigmatico bovarismo: la noia che la affligge non è più la deformazione angosciosa di un sogno da ceto medio, bensì una fame di vita popolana e popolare, una confusa voracità primitiva”.

Per meglio apprezzare e comprendere la drammaturgia di Colavero, l’evento avrà due momenti.

  • Alle 18,30 l’appuntamento è in piazza Mazzini 5, nella sala dell’Archivio Storico.

 “Prima dello spettacolo incontrerò il pubblico per condividere alcune linee del processo che io e Chiara Favero abbiamo attraversato per comporre Madame Bovary”, dice Colavero “Attraverseremo immagini, materiali e passaggi di lavoro che hanno accompagnato la nascita dello spettacolo e il suo rapporto con il romanzo di Flaubert, precisa Colavero: “Non una presentazione, ma un modo per avvicinarsi al lavoro, lasciando poi che lo spettacolo accada liberamente, nel rapporto diretto tra scena e sala”.

  • Al termine un buffet permetterà ai partecipanti di scambiarsi impressioni e commenti.
  • Alle 20,45 è previsto il trasferimento a piedi verso il teatro Delia Scala.
  • Alle 21,00 in via delle Ferriere 16 andrà in scena “Madame Bovary” scritto e diretto da Luciano Colavero e interpretato da Chiara Favero.

Sono molto contenta che Colavero e Favero abbiano accettato di essere ospiti della Cultura a Bracciano” ha detto Biancamaria Alberi, assessora alla Cultura. “Il loro contributo artistico arricchisce la programmazione del nostro teatro di un pezzo pregiato della drammaturgia italiana contemporanea”.

LA PARTECIPAZIONE ALL’INCONTRO, IL BUFFET E L’INGRESSO SONO LIBERI, FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI. SI CONSIGLIA DI PRENOTARE: CULTURA@COMUNE.BRACCIANO.RM.IT

 

Allegato.

Luciano Colavero, regista e drammaturgo, e Chiara Favero, attrice, hanno iniziato a lavorare insieme nel 2012, con alcuni progetti per il Teatro Stabile delle Marche. Vengono da esperienze diverse, con alcuni importanti punti di contatto in particolare il lavoro con i Maestri russi. Luciano Colavero ha studiato con Anatolij Vasilev, Chiara Favero con Jurij Alschitz. Nel background di Colavero c’è il lavoro da drammaturgia e assistente con Peter Stein e il diploma come regista alla Silvio d’Amico; in quello di Favero gli studi di musica e pianoforte e la formazione come danzatrice. Molto del loro tempo lo impiegano a  trasmettere alle generazioni più giovani i principi del loro lavoro. Questa è una parte fondamentale della loro ricerca di vita nel teatro.