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Zitta Mai: un ulivo per Federica Torzullo, per la sua storia che non deve essere ridotta ad una notizia

Riceviamo e pubblichiamo

Buongiorno a tutte e a tutti,

oggi siamo qui, insieme, in questo luogo che da oggi non sarΓ  piΓΉ solo uno spazio pubblico.
Diventa memoria.
Diventa presenza.
Diventa scelta.
Diventa consapevolezza.

Siamo qui per Federica Torzullo.
Per il suo nome.

Per la sua storia che non puΓ² e non deve essere ridotta ad una notizia.
E siamo qui anche per ricordare Federica Mangiapelo. PerchΓ© questa comunitΓ  porta giΓ 
una ferita simile. E due ferite non sono una coincidenza.
Sono un segnale. Un segnale che non possiamo piΓΉ ignorare.

Noi siamo il coordinamento Zitta Mai.
Zitta mai nasce da un gruppo di donne, cittadine, persone che ad un certo punto hanno
sentito che il silenzio era diventato insopportabile.
Ci siamo incontrate dopo la morte di Federica, per la prima volta a febbraio. Non per fare
rumore fine a sΓ© stesso, ma per non lasciare che tutto si spegnesse dopo qualche giorno,
come troppo spesso accade.

PerchΓ© il silenzio Γ¨ terreno fertile. E il silenzio, a volte, Γ¨ complicitΓ .
Abbiamo scelto di esserci. Di guardarci in faccia. Di farci domande scomode. Di parlarci e
confrontarci.
Abbiamo deciso di trasformare il dolore in qualcosa che possa generare cambiamento.
Questo ulivo nasce da qui.
È un gesto semplice. Ma è un gesto politico, culturale e umano.

Lo abbiamo voluto piantare insieme, con il contributo della comunitΓ , perchΓ© crediamo che
la memoria non sia qualcosa da delegare. La memoria Γ¨ responsabilitΓ  collettiva.
Come coordinamento, ci incontriamo ogni settimana. Ci confrontiamo, ci ascoltiamo, a volte
anche ci scontriamo. PerchΓ© il cambiamento non Γ¨ comodo.
Abbiamo pensato e stiamo strutturando tanti progetti per il nostro territorio che piano piano vedrete svilupparsi nel tempo.

Abbiamo iniziato a formarci a conoscere e studiare, invitando alle nostre riunioni realtΓ 
associative come Differenza Donna e Il Giardino Segreto, che lavorano ogni giorno con le
donne e con i bambini che portano addosso le conseguenze di questa atroce violenza.
PerchΓ© il femminicidio non Γ¨ solo un fatto individuale. Non Γ¨ un raptus, che come ci
insegnano le ragazze di differenza Donna, NON ESISTE.
È un fenomeno culturale e riguarda tutte noi e tutti noi.

Riguarda il modo in cui, come genitori uomini e donne, cresciamo i nostri figli.
Il modo in cui parliamo con loro.
Il modo in cui ci vedono vivere tutti i giorni.
Il modo in cui giustifichiamo, minimizziamo e non ci schieriamo contro ogni violenza di
genere ogni volta che ci appare davanti, a partire dal nostro piccolo nucleo di esistenza.
Per questo vogliamo fare formazione per noi e per tutta la cittadinanza di Anguillara.
Vogliamo creare momenti di confronto aperti a tutte e tutti.

Vogliamo costruire ponti con le istituzioni.
Per una comunitΓ  piΓΉ consapevole. PiΓΉ attenta.
PiΓΉ capace di riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi.
PiΓΉ capace di β€œdare voce in capitolo” alla formazione sull’affettivitΓ  al fine di aiutare tutti e
tutte al riconoscimento delle emozioni proprie e altrui, come colonne portanti alla lotta contro ogni violenza di genere.

Zitta Mai

PerchΓ© parlare Γ¨ il primo passo e dare un nome alle cose Γ¨ il primo atto di cambiamento.
β€œDare voce pubblica” Γ¨ dare libertΓ  a tutte le donne e tutti gli uomini che subiscono violenza di genere, ma la voce pubblica non puΓ² esistere senza la voce intima e domestica nella vita di ognuna e ognuno di noi.
Vi invitiamo quindi a farlo a parlarne tra di voi, nelle vostre case, a partecipare e aiutarci, per poter dare voce a chi non ce l’ha piΓΉ o a chi non ha forza o ahimΓ¨ non puΓ² farlo.
Oggi stiamo facendo proprio questo.

Questo ulivo crescerΓ . E crescerΓ  lentamente, come tutte le cose che contano davvero.
AvrΓ  bisogno di cura. Di attenzione. Di presenza.
Un po’ come il cambiamento che vogliamo.
Non basta esserci oggi. Non basta emozionarsi oggi.
Serve continuitΓ . Serve responsabilitΓ . Serve il coraggio, ogni giorno, di non voltarsi
dall’altra parte. Serve partecipazione.

Ognuno nel proprio piccolo.
Con una parola detta. Con un comportamento scelto. Con un silenzio che decidiamo di
rompere. Con una voce sussurrata o urlata.
Oggi siamo qui per Federica.
Ma da domani, dobbiamo essere qui anche per tutte le altre e tutti gli altri che subiscono
violenza di genere.

Zitta Mai

Su questa targa, accanto a questo ulivo, ci sarΓ  una frase che Federica amava dire:
β€œTrova sempre un motivo per sorridere.”
E oggi questa frase non è solo un ricordo. È una responsabilità che raccogliamo.
PerchΓ© trovare un motivo per sorridere significa scegliere, ogni giorno, di trasformare il
dolore in presenza, in cura, in cambiamento.

Grazie alla famiglia di Federica per la presenza e la forza.
Grazie a tutte e tutti voi per esserci.
Questo ulivo Γ¨ per lei. Ma Γ¨ anche per noi. Per la nostra comunitΓ , ferita da un evento molto doloroso e a volte difficile da comprendere davvero fino in fondo.
E per ricordarci, ogni giorno, che il silenzio non Γ¨ piΓΉ un’opzione.

Grazie

Crociere e lavoro, Alessi: “Con ADSP un’intesa concreta. Il Comune c’Γ¨, possiamo implementare Β la formazione e trasformarla in occupazione”

Comunicato stampa

“Apprendo con grande soddisfazione l’adesione dei principali player del settore crocieristico all’hub formativo dei Porti di Roma e del Lazio. È una notizia che va esattamente nella direzione che questa amministrazione auspica da tempo, e che si inserisce in un percorso di collaborazione istituzionale che stiamo costruendo con convinzione.
In questo senso, voglio sottolineare il rapporto di dialogo costante e proficuo che abbiamo instaurato con il Presidente Latrofa. Un confronto che si Γ¨ rivelato sin da subito improntato alla concretezza e alla volontΓ  condivisa di fare sistema attorno alle grandi potenzialitΓ  del nostro porto. Iniziative come questa nascono anche da quella sinergia, e ne sono una conferma tangibile.
La formazione Γ¨ il presupposto imprescindibile per costruire occupazione di qualitΓ : non si puΓ² pensare di intercettare le opportunitΓ  generate da uno scalo crocieristico di questa rilevanza senza investire prima sulle competenze delle persone. Per questo considero l’hub formativo un’iniziativa eccellente, un asse portante su cui costruire il futuro occupazionale del territorio.
Il passo successivo β€” e su questo siamo determinati a lavorare insieme a tutti i soggetti coinvolti β€” Γ¨ trasformare quella formazione in occupazione locale reale e stabile, per i nostri cittadini. Il Comune Γ¨ assolutamente coinvolto e disponibile: siamo pronti a sederci al tavolo, a dare il nostro contributo istituzionale e a fare tutto ciΓ² che Γ¨ in nostro potere affinchΓ© le competenze acquisite si traducano in posti di lavoro concreti sul territorio.”

Appuntamento ravvicinato con il Trevignano Proms.

Dal profilo Facebook del Comune di Trevignano

Appuntamento Domenica 19/04 ore 18,30
Si torna in sala con una programmazione diversa da quelle abituali: “Blues and Ballads” Γ¨ il titolo della performance che Alessio Magliocchetti Lombi e Marco Pandolfi, eseguiranno.
Grande attesa per questo appuntamento, che si pone tra quelli a chiusura della stagione concertistica.
Il consiglio non cambia: prenotate per non restare delusi!
Luca Galloni
Viola Catena
Elio Gazzella
Daniela Simeoni
Massimo Riti
Monica Silenzi
Dario Sforzini
APT Trevignano Romano

Cna, docenti spagnoli e turchi in visita all’hub di Lazio Artigiana per conoscere Go Green

Comunicato stampa

Go GreenΒ varca i confini nazionali e si confronta con due realtΓ  prestigiose: laΒ Escuela de arte y superior de diseΓ±oΒ di Merida e laΒ Kayseri olgunlaşma enstitΓΌsΓΌΒ di Kayseri. Il punto di contatto Γ¨ stato l’hub di Lazio Artigiana, dove il gruppo di docenti spagnoli e turchi ha voluto conoscere da vicino i protagonisti del progetto che laΒ Cna di Viterbo e CivitavecchiaΒ ha messo in piedi in favore delle imprese, per sensibilizzarle e aiutarle verso un percorso di sostenibilitΓ .

L’obiettivo di Go Green Γ¨ quello di trovare soluzioni personalizzate in grado di migliorare l’efficienza dei processi aziendali, ridurre gli sprechi e valorizzare la sostenibilitΓ  come elemento distintivo dell’impresa. I docenti sono arrivati a Viterbo grazie alla partecipazione all’Erasmus+ con β€œHybridCraft, sustainable future or traditional handicraft”, coordinato per l’UniversitΓ  degli studi della Tuscia dalla docenteΒ Paola Pogliani. Si occupano di corsi professionalizzanti dedicati all’artigianato artistico visto in chiave green, ricalcando dunque i concetti di rigenerazione e riuso dello scarto cari a Go Green, e creativitΓ  artistica.

Ad accoglierli nei locali dell’hub di Lazio Artigiana sono statiΒ Attilio Lupidi, segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, il vicepresidenteΒ Luigi Cuppone, artigiano falegname, titolare del Laboratorio Linfa a Orte e coordinatore del progetto Go Green,Β Daniela Lai, presidente dell’Unione Cna artistico e tradizionale Lazio, eΒ Roberta Pietrini, titolare di Neloo, impresa partecipante a Go Green.

Dopo il benvenuto da parte della Cna, Cuppone ha illustrato tutte le buone pratiche che costituiscono la base fondamentale di Go Green, promosso dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, con il contributo dellaΒ Camera di Commercio di Rieti-ViterboΒ e dellaΒ Camera di Commercio di Roma, la cui seconda edizioneΒ intanto Γ¨ in fase di chiusura. Ha quindi spiegato come siano state organizzate consulenze direttamente nelle imprese, condiviso i temi al centro delle tavole rotonde – dall’arredo al design, dai tessuti alla moda, fino al food e alla comunicazione – le sessioni di co-progettazione e attivitΓ  di prototipazione, infine mostrato alcuni dei lavori realizzati nel corso della prima edizione.

Lo scambio di informazioni Γ¨ stato perΓ² reciproco: anche loro hanno mostrato alcuni dei lavori realizzati. Il progetto che vede coinvolte le due realtΓ  insieme all’Unitus infatti Γ¨ incentrato sui principi di sostenibilitΓ  e zero rifiuti, minimizzando l’impatto ambientale dell’artigianato e contribuendo all’economia circolare.

CNA docenti spagnoli e turchi in visita a Lazio ArtigianaΒ  Β  CNA docenti spagnoli e turchi in visita a Lazio Artigiana

Scuola, ripensare il tempo dell’apprendimento:formulata una proposta al Ministro Giuseppe Valditara per l’introduzione di moduli orari da 45 minuti

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rende pubblica la formulazione di una proposta, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, volta alla rimodulazione dell’unitΓ  oraria scolastica mediante l’introduzione generalizzata di moduli didattici della durata di 45 minuti, in coerenza con modelli organizzativi giΓ  consolidati in numerosi ordinamenti scolastici europei.

La presente iniziativa si inscrive nell’alveo dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 33 e 34 della Costituzione, nonchΓ© nel quadro dei diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con particolare riferimento al diritto all’istruzione quale diritto sociale inviolabile, da garantire secondo criteri di effettivitΓ , equitΓ  e qualitΓ . In tale prospettiva, la dimensione temporale dell’attivitΓ  didattica assume rilevanza giuridica e organizzativa, incidendo direttamente sull’effettivo godimento del diritto all’apprendimento.

La proposta si configura come atto di indirizzo culturale e tecnico, finalizzato a promuovere una revisione sistemica dell’organizzazione del tempo scuola, attualmente ancorata a modelli orari rigidi e non sempre rispondenti alle esigenze cognitive, relazionali e inclusive della popolazione studentesca. L’introduzione di unitΓ  orarie da 45 minuti, lungi dal determinare una compressione dei contenuti disciplinari, consentirebbe una razionalizzazione dell’offerta formativa, favorendo una maggiore efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e una piΓΉ equilibrata distribuzione dei carichi cognitivi.

Sotto il profilo organizzativo-amministrativo, la rimodulazione proposta appare idonea a produrre effetti positivi rilevanti. In particolare, essa potrebbe contribuire a superare criticitΓ  strutturali quali la mobilitΓ  territoriale fortemente limitata per alcune classi di concorso β€” tra cui la A-46 (discipline giuridiche ed economiche) β€” nonchΓ© il fenomeno dei docenti soprannumerari. Una piΓΉ flessibile articolazione del tempo scuola consentirebbe, infatti, una diversa composizione delle cattedre e una piΓΉ efficiente allocazione delle risorse umane, in conformitΓ  ai principi di buon andamento ed economicitΓ  dell’azione amministrativa di cui all’art. 97 della Costituzione.

Sul piano pedagogico-didattico, la riduzione dell’unitΓ  oraria si tradurrebbe in un incremento della soglia di attenzione degli studenti, in una maggiore dinamicitΓ  delle metodologie didattiche e in un rafforzamento delle pratiche educative inclusive. L’esperienza comparata di Paesi quali Germania, Finlandia, Austria, Estonia e Polonia dimostra come l’adozione di moduli da 45 minuti, spesso accompagnati da pause strutturate, contribuisca significativamente al benessere psicofisico degli studenti, alla prevenzione della dispersione scolastica e al miglioramento degli esiti formativi.

Inoltre, la proposta si pone in linea con i piΓΉ recenti orientamenti delle scienze cognitive e pedagogiche, che evidenziano la necessitΓ  di calibrare i tempi dell’apprendimento in funzione delle capacitΓ  di concentrazione e assimilazione degli studenti, nonchΓ© con le politiche europee in materia di istruzione, sempre piΓΉ orientate verso modelli flessibili, inclusivi e centrati sulla persona.

Non meno rilevanti appaiono i riflessi sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Una diversa articolazione oraria potrebbe infatti favorire una piΓΉ equa distribuzione del carico di lavoro, una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e una valorizzazione delle professionalitΓ  docente, contribuendo a ridurre situazioni di precarietΓ  e marginalizzazione professionale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene, pertanto, che la rimodulazione dell’unitΓ  oraria in senso riduttivo costituisca una misura ragionevole, proporzionata e coerente con i principi dell’ordinamento giuridico nazionale ed europeo, nonchΓ© con le esigenze di innovazione del sistema scolastico.

Alla luce di quanto sopra esposto, si rivolge al Ministro Giuseppe Valditara un formale invito a valutare l’opportunitΓ  di avviare un procedimento di studio e consultazione istituzionale volto all’eventuale introduzione del modello proposto, anche in via sperimentale, coinvolgendo le istituzioni scolastiche, le rappresentanze professionali e le componenti della comunitΓ  educante.

Il CNDDU si dichiara sin d’ora disponibile a trasmettere formalmente la proposta articolata e a partecipare attivamente ai tavoli tecnici che si riterrΓ  opportuno istituire, nella convinzione che una riforma del tempo scuola rappresenti un passaggio imprescindibile per la costruzione di un sistema educativo piΓΉ giusto, efficiente e rispettoso dei diritti umani.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

ROMA, A PALAZZO VALENTINI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SUL β€œMONTE SIRENTE” DI MASSIMO SANTILLI

Comunicato stampa

MARTEDI’ 21 APRILE UN PROGETTO DI VALORIZZAZIONE TERRITORIALE TRA VOLUME, DOCUMENTARIO E CARTINA LETTERARIA

C’è una montagna nel cuore dell’Abruzzo che sorprende chi la osserva davvero: il Sirente. Un luogo ancora capace di custodire meraviglia, identitΓ  e memoria. A questa terra appartata e potentemente evocativa Γ¨ dedicato il nuovo libro di Massimo Santilli,Β β€œSirente, sconosciuto stupore (Una montagna d’Abruzzo e la sua valle)” (Edizioni MenabΓ² – D’Abruzzo), impreziosito dalla prestigiosa prefazione di Dacia Maraini.

Il volume sarΓ  presentato martedΓ¬ 21 aprile 2026, alle ore 17.30, a Roma, presso Palazzo Valentini (Sala Mons. Di Liegro, inΒ Via Quattro Novembre, 119a), nell’ambito di un piΓΉ ampio progetto di promozione territoriale dedicato all’area del Sirente. Nel corso dell’evento saranno presentati anche una cartina letteraria e un documentario, strumenti complementari per raccontare e valorizzare questo territorio.

Accanto all’autore Massimo Santilli interverranno Dario Nanni, Presidente dell’Associazione Abruzzesi di Roma; Giuseppe Santeusanio, Presidente del Sodalizio degli Abruzzesi San Camillo de Lellis; S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente Emerito del Dicastero per i Testi Legislativi e Alto Patrono del sodalizio. Modera Gianni Lattanzio, Segretario Generale β€œAmbientevivo”.

Frutto di decenni di ricerca, il libro si configura come uno studio approfondito e al tempo stesso accessibile, capace di restituire in tutta la sua ricchezza il Monte Sirente e la Valle Subequana, chiarendone il perimetro geografico e la consistenza geo-culturale. Un lavoro rigoroso e coinvolgente, definito da autorevoli osservatori un vero e proprio manifesto dell’Appennino aquilano, arricchito da materiali inediti e da una vasta bibliografia.

Santilli esplora il volto meno noto di questi luoghi, svelandone l’intimitΓ  e accompagnando il lettore in un percorso di conoscenza che attraversa secoli di storia, dalle vestigia dell’antica cittΓ  di Superaequum, alle testimonianze dei viaggiatori tra XVIII e XX secolo fino alle prime ascensioni della vetta del Sirente. Un racconto che intreccia analisi delle fonti e vocazione divulgativa, ponendosi anche come strumento utile alla progettualitΓ  territoriale.

Il volume restituisce finalmente una narrazione organica di un’area interna dell’Abruzzo montano – estesa su dieci comuni della Valle Subequana e della media Valle dell’Aterno – troppo a lungo considerata marginale. Ne emerge invece un territorio ricco di identitΓ , tradizioni e biodiversitΓ , dove paesaggi, architetture, mestieri e comunitΓ  compongono un mosaico vivo e sorprendente.

Ampio spazio è dedicato anche al fiume Aterno, alle sue acque e alle attività produttive che ne hanno segnato la storia, così come alla vita delle comunità locali: origini, saperi, aspirazioni e resilienza di una popolazione che continua a credere nel valore della propria terra.

L’opera si presenta come un’indagine sul passato e sul presente, capace di individuare criticitΓ  e potenzialitΓ  di un’area oggi fragile ma tutt’altro che marginale, abitata da una comunitΓ  tenace che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici.

Il progetto Γ¨ promosso da Civitas Superequani e presentato insieme all’Associazione Abruzzesi di Roma, Roma Capitale e dal Sodalizio degli Abruzzesi San Camillo de’ Lellis, con il patrocinio dei Comuni dell’Unione Montana Sirentina, di Abruzzo Turismo e con il sostegno di Fondazione Carispaq e HubAbruzzo.

Il volume Γ¨ disponibile nelle principali librerie e sui maggiori store online.

Massimo Santilli

Fitness e solidarietΓ : 20 bonus per i campi estivi donati al Comune di Ladispoli per le famiglie piΓΉ fragili

Comunicato stampa

Un gesto concreto che unisce sport, inclusione e attenzione sociale. In occasione della nuova apertura di Fitness Suite a Cerveteri, l’imprenditore Francesco Cordeschi ha scelto di sostenere il territorio donando 20 bonus per i campi estivi al Comune di Ladispoli, destinati alle famiglie in condizioni di maggiore difficoltΓ .
La consegna simbolica Γ¨ avvenuta nelle mani dell’assessore ai Servizi Sociali, Gabriele Fargnoli, che provvederΓ  a destinare i contributi alle famiglie piΓΉ bisognose e fragili. Un’iniziativa che conferma come il mondo dello sport possa diventare un alleato prezioso per l’inclusione e il benessere anche dei piΓΉ piccoli.
β€œAbbiamo voluto trasformare un momento importante come una nuova apertura in un’occasione di condivisione con il territorio – ha dichiarato Francesco Cordeschi –. Lo sport deve essere accessibile a tutti, soprattutto a chi ha meno opportunità”.
Soddisfazione anche da parte dell’assessore Fargnoli: β€œI bonus saranno gestiti dai Servizi Sociali e destinati alle famiglie che ne hanno piΓΉ bisogno. È un’iniziativa che va nella direzione giusta, perchΓ© offre ai piΓΉ giovani un’opportunitΓ  concreta di crescita, socializzazione e partecipazione. Non Γ¨ la prima volta che Francesco compie un gesto del genere, lo ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione Grando, da sempre vicina alle persone e alle famiglie piΓΉ fragili”.
Sulla stessa linea il delegato allo Sport, Fabio Ciampa: β€œInvestire nei giovani e nello sport significa costruire comunitΓ  piΓΉ forti. Ringraziamo Fitness Suite per questo gesto di grande sensibilità”.
Un segnale forte di collaborazione tra pubblico e privato, capace di generare valore reale per la comunitΓ .

Sostegno alle imprese, bandi per oltre 76 milioni: la Cna pronta per la predisposizione delle domande

Comunicato stampa

Prestiti a tasso zero da 5mila a 50mila euro per sostenere la nascita e lo sviluppo delle imprese. Sono queste alcune delle misure a sostegno degli investimenti attivate dalla Regione Lazio, attraverso il programma regionale Fesr Lazio 2021-2027, con la pubblicazione dei nuovi bandi per un totale di oltre 76 milioni di euro. LaΒ Cna di Viterbo e Civitavecchia Γ¨ a disposizione per la compilazione e l’invio della domanda.

Nel dettaglio, ilΒ Nuovo Fondo FuturoΒ mette a disposizione una dotazione di oltre 12 milioni di euro per le microimprese in fase di avviamento, inclusi i liberi professionisti. I finanziamenti,Β a tasso zero, vanno daΒ 5mila a 25milaΒ euro, con rimborso fino a 72 mesi e 12 mesi di preammortamento obbligatorio.Β Tra le spese ammissibili,Β almeno il 50%, dovrΓ  riguardare investimenti materiali/immateriali (macchinari, attrezzature, software, brevetti, ristrutturazioni e altro). La precompilazione delle domande sarΓ  possibile dal 7 maggio 2026 alle ore 10, mentre l’invio e la protocollazione potranno essere effettuati dall’11 maggio 2026 alla stessa ora.

Per le imprese giΓ  avviate, Γ¨ operativo ilΒ Nuovo Fondo Piccolo CreditoΒ di oltreΒ 51 milioni di euro. Le MPMI, inclusi i professionisti, potranno richiedereΒ finanziamenti a tasso zeroΒ da 10mila a 50mila euro, rimborsabili in massimo 60 mesi, con 12 mesi di preammortamento. La misura prevede che il finanziamento agevolato possa coprire fino al 100% del progetto per investimenti investimenti materiali e immateriali, consulenze, fabbisogno di circolante, anche acquisto di mezzi se strumentali all’attivitΓ . Anche in questo caso, la precompilazione sarΓ  disponibile dal 7 maggio e l’invio delle domande dall’11 maggio.

Un ulteriore bando riguarda ilΒ Fondo Patrimonializzazione PMI, con una dotazione di oltre 13 milioni di euro. La misura Γ¨ rivolta alle PMI costituite in forma di societΓ  di capitali che realizzino aumenti di capitale destinati a investimenti. I finanziamenti, a tasso zero, vanno da 50mila a 500mila euro, con rimborso fino a 84 mesi e 12 mesi di preammortamento. Le domande potranno essere presentate a partire dall’11 maggio 2026 ore 10.

Per maggiori informazioni e per l’invio delle domande Γ¨ possibile contattare la Cna di Viterbo e Civitavecchia ai numeri 339.1164018 e 0761.229220.

IL LAZIO TORNA A MUOVERSI: INIZIATIVA SUL SISTEMA DELLA MOBILITΓ€

Comunicato stampa

Questa Γ¨ la prima iniziativa verso la Conferenza Programmatica del PD Lazio. Insieme ai nostri alleati abbiamo bisogno di costruire una proposta alternativaΒ  da offrire ai cittadini di questa Regione per superare l’esperienza di un’amministrazione debole, quasi irrilevante.

Partiamo da un tema cardine per lo sviluppo e la qualitΓ  della vita delle persone: la mobilitΓ . La mobilitΓ  nel Lazio non Γ¨ un tema settoriale.

Β 

È una infrastruttura sociale, economica e civile. Ogni giorno centinaia di migliaia di cittadini si spostano per lavoro, studio, cura, accesso ai servizi. Quando il sistema non funziona, non produce un disagio marginale: sottrae tempo alla vita, riduce competitività ai territori, aggrava le disuguaglianze e alimenta sfiducia nelle istituzioni.

Il Lazio che si muove ogni giorno significa numeri enormi: 700.000 pendolari ferroviari, 200.000 utenti del trasporto extraurbano su gomma con Cotral e oltre un milione di spostamenti quotidiani per lavoro e studio. Sono numeri che spiegano meglio di qualsiasi slogan perchΓ© la mobilitΓ  sia una delle grandi questioni sociali, economiche e civili della nostra Regione.

Il punto politico da cui partiamo Γ¨ semplice. Il Lazio non ha ereditato il nulla. Ha ereditato una dote importante di programmazione, risorse e interventi giΓ  impostati. Eppure, in oltre tre anni di governo Rocca, questa dote non si Γ¨ trasformata in una vera stagione di cantieri, opere concluse e miglioramento percepibile della qualitΓ  del servizio. Questo vale sulle ex concesse, sui fondi ferroviari, sui raddoppi, sull’anello ferroviario, sulle UnitΓ  di Rete e sulla capacitΓ  generale di governo della mobilitΓ .

Roma, dentro questo quadro, appare quasi un’eccezione. Mentre la Regione arretra, Roma Capitale ha mostrato una capacitΓ  di visione e di utilizzo delle risorse nettamente superiore, pur restando penalizzata da un sistema di finanziamento non adeguato al suo ruolo nazionale e internazionale. Anche per questo, oggi, parlare di trasporti significa parlare di un nuovo progetto di Regione. Un progetto che rimetta insieme Roma e le province, il ferro e la gomma, la Capitale e le aree interne, la programmazione e i cantieri.

Β Il trasporto ferroviario deve (dovrΓ ) tornare a essere l’asse portante della mobilitΓ  laziale

Il Lazio si regge sul ferro. La rete ferroviaria regionale e metropolitana Γ¨ la struttura che tiene insieme la Capitale, le province, i quadranti produttivi e una parte decisiva dei flussi pendolari. Proprio per questo, quando il sistema ferroviario si inceppa, si inceppa una parte rilevante della vita della Regione.

Negli anni precedenti era stata avviata una traiettoria chiara: rinnovo del materiale rotabile, investimenti progressivi, potenziamento dell’offerta, rafforzamento del rapporto con RFI, centralitΓ  del ferro nella programmazione regionale. Oggi quella traiettoria si Γ¨ arrestata. Il problema non Γ¨ soltanto comprare nuovi treni. Il problema Γ¨ aumentare la capacitΓ  della rete, sbloccare i colli di bottiglia, completare i raddoppi, investire nei nodi piΓΉ saturi e difendere politicamente le opere strategiche del Lazio dentro il confronto con il Governo e con RFI.

C’è poi un punto su cui la Regione deve tornare ad avere una postura molto piΓΉ ferma nei confronti di Trenitalia e, piΓΉ in generale, nella gestione della capacitΓ  ferroviaria sul nodo romano e sulla direttrice verso Firenze. Le richieste di maggiore penetrazione dei servizi Alta VelocitΓ  sulle direttissime non possono essere assecondate in modo debole quando questo rischia di comprimere ulteriormente gli spazi di circolazione del trasporto regionale.

Β Le ferrovie ex concesse: una grande ereditΓ  lasciata, che non Γ¨ stata trasformata in una vera svolta

Il caso piΓΉ chiaro Γ¨ quello delle ferrovie ex concesse, in particolare Roma-Lido/Metromare e Roma-Viterbo. Qui la giunta Zingaretti non ha lasciato annunci ma una base concreta di cose da fare e realizzare: un piano da 350 milioni di euro, per la gestione regionale, cronoprogramma dei cantieri, revamping dei treni, interventi sulle stazioni e obiettivo di rilancio complessivo della linea.

Sulla Roma-Viterbo, c’era un piano da 154 milioni di euro per l’intervento Riano-Morlupo e una gara per 355 milioni di euro per 38 nuovi treni destinati alle due linee.

Quindi il punto politico Γ¨ semplice: la giunta Zingaretti ha lasciato programmazione, fondi, gare espletate, strumenti attuativi e una traiettoria chiara. La giunta Rocca cosa ha fatto in quasi 4 anni? Sulla Roma Lido i lavori sono tutti in ritardo e il cronoprogramma sostanzialmente Γ¨ saltato; il servizio Γ¨ sempre disastroso; delle tre stazioni da rifare solo una Γ¨ completata (erano previste finite tutte e tre per il 2025 mentre le nuove stazioni Torrino-Mezzocammino, Giardini di Roma e Ostia Antica con il sovrappasso sono state finanziate con Fondi Giubilari del Comune di Roma. E qui i cantierti sono aperti.

Sulla Roma Viterbo (per tutti conosciuta come la Roma Nord) il cantiere per il raddoppio Γ¨ stato inaugurato a giugno del 2025 ma Γ¨ durato un giorno con un contraccolpo sul territorio violentissimo e un servizio sempre piΓΉ scadente.

I treni da acquistare sono diventati un argomento di polemica e propaganda per via di un fatto tecnico amministrativo relativo alle fidejussioni. Peccato che in 4 anni non si Γ¨ trovata una soluzione efficace in grado di garantire la commessa da parte di una azienda che fornisce treni a tutti, a partire da FS e che giΓ  dal 2022 era un’azienda semipubblica partecipata dal ministero del tesoro. Oggi diventa del gruppo ferrovie dello stato. Domanda: non si poteva sbloccare subito? Invece per 4 anni si Γ¨ inseguito solo la polemica trasformando le difficoltΓ  dell’azienda in un problema politico.

Β Raddoppi ferroviari e chiusura dell’anello: opere strategiche che il Lazio non ha saputo difendere abbastanza

La stessa dinamica si vede sui raddoppi ferroviari e sulla chiusura dell’anello ferroviario di Roma. Ed Γ¨ qui che bisogna essere molto chiari: c’era una programmazione fatta da noi che prevedeva con fondi PNRR e ministeriali il finanziamento di opere strategiche:

●       chiusura dell’anello ferroviario di Roma;

●       raddoppio Cesano-Bracciano della FL3 la Roma Orte Viterbo;

●       raddoppio Campoleone-Aprilia FL8;

●       raddoppio Aprilia-NettunoFL8;

●       raddoppio Lunghezza-Guidonia;

●       quadruplicamento Ciampino-Capannelle FL4;

●       quadruplicamento Capannelle-Roma Casilina FL6.

Di tutte questi interventi non c’è traccia, nessun intervento va avanti. Questo Γ¨ il vero bilancio della giunta Rocca che di queste situazioni non si Γ¨ mai occupata. Ricordate un’intervista o un intervento del presidente su questi temi che attengono allo sviluppo del lazio e al miglioramento della qualitΓ  della vita delle persone? Non c’è nulla, Rocca ha parlato solo di sanitΓ  e pure male.

3.Β Roma Capitale e la questione nazionale delle risorse

Roma svolge una funzione nazionale e internazionale, ma continua a non essere finanziata come una vera capitale europea. Questo pesa in modo diretto anche sulla mobilitΓ  del Lazio, perchΓ© il sistema regionale ruota intorno alla capacitΓ  di Roma di funzionare come nodo metropolitano, ferroviario e intermodale. Per questo noi continuiamo a sostenere la necessitΓ  di una riforma per Roma Capitale che consenta tra le varie cose anche finanziamenti diretti e strutturali sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture.

Β 

La mobilitΓ  di Roma non Γ¨ un affare solo romano: riguarda il Lazio e riguarda l’Italia ed Γ¨ per questo che la Regione deve essere amica e alleata di Roma. Se cresce Roma cresce il Lazio.

Β Fallimento trasporto pubblico su gomma

Oltre alle infrastrutture il bilancio sul servizio pubblico regionale su gomma Γ¨ altrettanto negativo. Il Cotral con noi aveva compiuto un salto di qualitΓ  riconoscibile: rinnovo della flotta, piΓΉ affidabilitΓ , piΓΉ credibilitΓ  industriale, maggiore fiducia da parte degli utenti. Oggi quel patrimonio rischia di disperdersi: pochissimi investimenti, assenza di strategia e politiche industriali nulle. C’è stato solo un proliferarsi di promozioni ad amici ed amici degli amici (ma su questo approfondiremo). L’esempio piΓΉ clamoroso Γ¨ stato l’avvio del processo del nuovo modello su gomma: le UnitΓ  di Rete. Questo modello di servizio nuovo nasceva dall’esigenza di adeguare il trasporto pubblico locale del Lazio a un quadro normativo europeo e nazionale. Non si trattava, dunque, di una riforma opzionale, ma di un passaggio necessario per arrivare a un assetto del servizio coerente, efficiente e giuridicamente solido ma, soprattutto, socialmente corretto. Se quel percorso non viene portato a compimento, non si mette a rischio soltanto una riforma amministrativa: si indebolisce l’intero impianto del trasporto pubblico regionale e si espone anche Cotral, che svolge oltre l’80 per cento della propria attivitΓ  nei confronti della Regione nel quadro del contratto di servizio, a conseguenze molto serie sul piano della stabilitΓ  industriale e contrattuale. Dopo tre anni di immobilismo sono partiti con i primi due lotti senza aver fatto nessuna verifica sulla rete e senza nessun confronto con i territori e hanno generato il caos. Quindi per non avere altri problemi hanno bloccato tutto e gli altri bacini non partono anche se tutte le gare sono state espletate. Anche in questo caso, nascondono le inefficienze di un Assessore, Ghera, che non ha il coraggio di prendere delle scelte che non siano concordate con i politici locali. la loro difesa Γ¨ stata Γ¨ colpa di chi c’era prima. Patetici. Noi invece pensiamo che la riforma non sia soltanto necessaria ma puΓ² rappresentare una grande opportunitΓ  se ben guidata e accompagnata per i cittadini.

Β Le aree interne: non un problema da gestire, ma una leva di sviluppo da connettere

Le aree interne del Lazio non sono marginali per natura. Diventano marginali quando restano isolate. Un territorio senza mobilitΓ  perde giovani, servizi, lavoro, attrattivitΓ . Un territorio connesso, invece, puΓ² diventare una leva di sviluppo. Per questo noi proponiamo un modello fondato su tre pilastri: collegamenti efficienti con i nodi del ferro, sistemi reali di intermodalitΓ  e servizi flessibili nelle aree a domanda debole, a partire dal trasporto a chiamata e dai collegamenti di adduzione infracomunale.

La mobilità nelle aree interne non è una voce secondaria. È politica industriale, coesione sociale e diritto a restare. Per noi quindi, ogni strategia per sostenere le aree interne non può prescindere dal tema del trasporto e delle infrastrutture.

Proviamo a definire qualche proposta.

Β Cinque misure immediatamente attuabili e a basso costo, una per provincia

Qui dobbiamo essere concreti.

Roma: proponiamo di introdurre la tariffa metropolitana per la prima cintura, per i comuni confinanti con la Capitale ossia un bacino di circa 400 mila residenti per incentivare l’uso del mezzo pubblico. Oggi chi vive a Ciampino o a Guidonia Γ¨ costretto ad acquistare un abbonamento metrebus di 3 fasce dal costo di oltre 400 euro all’anno mentre un residente romano magari per una strada di confine rispetto al suo vicino paga circa la metΓ . Bene se la regione sostenesse questa differenza quanti pendolari che usano la macchina per arrivare in cittΓ  avremmo in meno? Penso molti. Con una cifra non insostenibile si puΓ² fare.

Β Frosinone: proponiamo di aggiungere due treni pendolari nelle fasce piΓΉ critiche sulla Roma-Cassino per agevolare i pendolari di quel versante. (8 milioni di euro annui.)

Β Viterbo: proponiamo di attivare deiΒ  bus veloci daΒ  Viterbo destinazione Orte sincronizzati con i treni per facilitare l’uso della FL3, una misura a basso costo che puΓ² nell’immediato avere efficacia. (4 milioni di euro annui.)

Β Rieti:Β rafforzare il servizio regionale diΒ trasporto pubblico a chiamata per le aree interne che oggi Γ¨ ancora sperimentale. (3 milioni di euro annui.)

Β Latina: pensiamo a delle navette Cotral dalle localitΓ  interne per raggiungere rapidamente i treni dellaΒ Roma-Formia la FL7.

Stanziamento politico proposto: 5 milioni di euro annui.

Β Nel complesso, parliamo di un pacchetto di misure che per il bilancio regionale Γ¨ assolutamente compatibile.

Β Cinque opere infrastrutturali di visione, una per provincia

Accanto alle misure subito attuabili pensiamo a cinque scelte strategiche, una per provincia da condividere con il governo del Paese perchΓ© Γ¨ ciΓ² che il Lazio chiede all’Italia:

Roma: la chiusura dell’anello ferroviario, la chiave per cambiare il sistema metropolitano su ferro, rendere ogni linea ferroviaria regionale un pezzo del sistema urbano e trasformarlo interamente interconnesso a tutte le altre infrastrutture di trasporto.

Β Frosinone:il potenziamento strutturale della Roma-Cassino e del nodo est di Roma, perchΓ© la direttrice sud-est ha bisogno di nuova capacitΓ  e nuova affidabilitΓ .

Β Viterbo: il completamento del programma di rilancio della ferrovia ex concessa Roma-Viterbo con il raddoppio completo di tutta la linea.

Β Rieti: pensiamo che debba essere affrontato con serietΓ  il collegamento ferroviario Passo Corese-Rieti, perchΓ© una provincia senza collegamento ferroviario moderno con la Capitale continua a restare strutturalmente piΓΉ debole.

Β Latina: proponiamo il raddoppio della Aprilia-Nettuno FL8 dentro una strategia piΓΉ ampia di trasformazione della direttrice sud in un vero sistema metropolitano di superficie.

Β A questa, infatti, si collega una scelta trasversale che va messa in evidenza: la trasformazione delle linee Roma-Nettuno e Roma-Civitavecchia in vere linee metropolitane di superficie, con frequenze piΓΉ alte, cadenzamento stabile, integrazione tariffaria e adeguamento delle stazioni.

Β 8.Β Β Β Β Β  Infrastrutture viarie strategiche: il piano per ricucire il Lazio

Il Lazio non ha bisogno solo di ferro. Ha bisogno di un piano viario regionale capace di ricucire territori ancora separati, ridurre tempi di attraversamento e sostenere sviluppo economico.

Avevamo lasciato, pronto per essere approvato Il Piano Regionale per la MobilitΓ  Trasporti e Logistica (PRMTL) redatto coinvolgendo le UniversitΓ , le Associazioni di categoria e i mondi Sindacali. In quattro anni non sono riusciti ad approvarlo e sapete perchΓ©? PerchΓ© quel Piano individuava dove destinare le risorse economiche in base alle esigenze effettive delle nostre comunitΓ  e non secondo logiche differenti di consensi e preferenze.

La prima prioritΓ  Γ¨ la trasversale Lazio Sud Tirreno-Adriatica, asse strategico tra Gaeta, Formia, Cassino, Sora e il collegamento verso l’Adriatico.

La seconda è la Rieti-Torano, cioè la dorsale appenninica che serve a connettere meglio il Reatino con i grandi assi nazionali.

La terza Γ¨ un programma organico di messa in sicurezza e potenziamento della Cassia, soprattutto nei tratti urbani e periurbani piΓΉ critici.

La quarta riguarda i collegamenti viari della provincia di Roma con gli assi autostradali e i grandi nodi di scambio. La quinta Γ¨ la tangenziale dei Castelli e il rafforzamento del corridoio verso Latina.

Su questo fronte la proposta politica deve essere semplice: un Piano viario regionale decennale con una dotazione-obiettivo di 5 miliardi di euro in 10 anni tra Stato, Regione e fondi europei.

Infine, lasciatemi spendere due parole sul corridoio Intermodale Roma-Latina e Cisterna-Valmontone. Se oggi, grazie allo straordinario lavoro del Commissario straordinario, abbiamo un bando di circa 1,3 miliardi di euro per i lavori della Cisterna-Valmontone il merito Γ¨ nostro. Non sono impazzito, ma siamo stati noi che abbiamo fatto si che l’opera non fosse considerata unica e abbiamo preteso dall’allora Governo che la Cisterna-Valmontone venisse β€œstralciata” e considerata prioritaria. E, per questo, abbiamo stanziato anche 100 milioni di euro di risorse regionali.

Β Porti, aeroporti e logistica

Sul sistema aeroportuale e portuale il Lazio continua a muoversi senza una visione regionale.

Fiumicino Γ¨ un grande hub internazionale e nazionale, ma proprio per questo non puΓ² continuare a svolgere da solo tutte le funzioni, comprese quelle low cost, senza che si affronti seriamente il tema del secondo scalo civile della regione. Un sistema moderno non concentra tutto su un solo punto. Distribuisce funzioni, organizza specializzazioni, pianifica la crescita.

Per questo il tema del secondo scalo non puΓ² essere eluso.

Sul versante portuale, il Lazio ha in Civitavecchia uno dei principali nodi logistici e crocieristici europei. Ma anche qui manca una regia. Il porto non puΓ² essere pensato come punto isolato: va connesso al sistema ferroviario, alla rete stradale, alla logistica regionale.Β  Dalla Giunta Rocca nessuna ricetta nΓ© sul sistema portuale ne su quello della logistica tanto che il piano predisposto dalla precedente amministrazione il PRMTL Γ¨ rimasto sostanzialmente inattuato.

Β Una cabina di regia regionale vera

Infine, proponiamo l’insediamento di una cabina di regia permanente sulla mobilitΓ  e le infrastrutture, presieduta dalla Regione Lazio con Province, Roma Capitale, Comuni capoluogo, attraverso i loro assessorati di competenza in grado di monitorare e concordare iniziative su:

●       stato di avanzamento delle opere,

●       integrazione tra ferro e gomma,

●       la qualitΓ  del servizio,

●       l’uso delle risorse statali ed europee,

●       i cronoprogrammi dei cantieri,

●       le prioritΓ  territoriali.

Il problema del Lazio, oggi, non è solo la mancanza di risorse. È la mancanza di regia.

Β Conclusione. Il programma dei trasporti del PD perchΓ© il Lazio torni a muoversi

Noi oggi vogliamo dire una cosa molto chiara.

La giunta Zingaretti ha lasciato una ereditΓ  importante:

●       153 milioni per i treni sulle ex concesse,

●       un piano da 350 milioni sulla Roma-Lido,

●       circa 570 milioni di programma sulla Roma-Viterbo,

●       interventi giΓ  indicati su raddoppi, nodo di Roma e anello ferroviario.

La giunta Rocca, in oltre tre anni, non Γ¨ riuscita a trasformare questa ereditΓ  in una stagione di opere e risultati all’altezza dei bisogni del Lazio.

Ma noi oggi non siamo qui solo per denunciare. Siamo qui per dire che esiste una strada alternativa. Una strada fatta di scelte chiare, di opere difese fino in fondo, di misure immediate per i pendolari, di investimenti per le province, di intermodalitΓ  vera, di attenzione alle aree interne, di una Regione che torna finalmente a governare.

Questo Γ¨ il senso della nostra proposta sui trasporti del Partito Democratico. Non un libro dei sogni. Non un elenco di slogan. Ma una piattaforma politica concreta, fondata su tre pilastri: difendere e sbloccare le grandi opere strategiche, migliorare subito la vita quotidiana dei pendolari, ricucire il Lazio tra Roma, province e aree interne.

PerchΓ© quando colleghi meglio un territorio non stai soltanto spostando persone. Stai riducendo disuguaglianze. Stai creando sviluppo. Stai tenendo insieme una comunitΓ .

Ed è esattamente per questo che il claim di questo convegno non è solo un titolo. È un impegno politico.

Β Il Lazio torna a muoversi se torna ad avere una Regione che sceglie.

Il Lazio torna a muoversi se il ferro torna ad essere la prioritΓ .

Il Lazio torna a muoversi e difendiamo i pendolari prima delle convenienze di altri.

Il Lazio torna a muoversi se smettiamo di lasciare sole le province.

Il Lazio torna a muoversi se colleghiamo le aree interne invece di condannarle al declino.

Il Lazio torna a muoversi se la politica torna finalmente a governare le infrastrutture e non a inseguire le emergenze.

Β Noi scegliamo questa strada. E da qui ripartiamo.

Β Massimiliano Valeriani

Β 

GIOVEDì 23 APRILE, ORE 11:00, IN PIAZZA DEL CASTAGNO COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE DEL 1944

Dalla pagina Facebook del Comune

Il 23 Aprile 1944, a seguito di un bombardamento aereo da parte degli Alleati contro un’unitΓ  corazzata tedesca presente nel territorio di Canale e Manziana, venne colpito il β€œcastelletto” del Castagno e 5 nostri concittadini persero la vita:
Lucia Filoni (7 anni),
Italo Natili (13 anni),
Pietro Pannacci (17 anni),
Pietro Ridolfi (33 anni),
Romano Marani (39 anni).
Come ogni anno e insieme con il nostro parroco e l’Associazione Combattenti e Reduci, giovedΓ¬ 23 aprile ricorderemo quell’episodio con l’esecuzione del Silenzio eseguito dal MΒ° Antonio Cestra della Banda Musicale β€œEugenio D’Aiuto”, una preghiera in ricordo e la deposizione di fiori.
I cittadini e le associazioni sono invitati a partecipare.