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La mobilitΓ di Roma non Γ¨ un affare solo romano: riguarda il Lazio e riguarda lβItalia ed Γ¨ per questo che la Regione deve essere amica e alleata di Roma. Se cresce Roma cresce il Lazio.
Β Fallimento trasporto pubblico su gomma
Oltre alle infrastrutture il bilancio sul servizio pubblico regionale su gomma Γ¨ altrettanto negativo. Il Cotral con noi aveva compiuto un salto di qualitΓ riconoscibile: rinnovo della flotta, piΓΉ affidabilitΓ , piΓΉ credibilitΓ industriale, maggiore fiducia da parte degli utenti. Oggi quel patrimonio rischia di disperdersi: pochissimi investimenti, assenza di strategia e politiche industriali nulle. CβΓ¨ stato solo un proliferarsi di promozioni ad amici ed amici degli amici (ma su questo approfondiremo). Lβesempio piΓΉ clamoroso Γ¨ stato lβavvio del processo del nuovo modello su gomma: le UnitΓ di Rete. Questo modello di servizio nuovo nasceva dallβesigenza di adeguare il trasporto pubblico locale del Lazio a un quadro normativo europeo e nazionale. Non si trattava, dunque, di una riforma opzionale, ma di un passaggio necessario per arrivare a un assetto del servizio coerente, efficiente e giuridicamente solido ma, soprattutto, socialmente corretto. Se quel percorso non viene portato a compimento, non si mette a rischio soltanto una riforma amministrativa: si indebolisce lβintero impianto del trasporto pubblico regionale e si espone anche Cotral, che svolge oltre lβ80 per cento della propria attivitΓ nei confronti della Regione nel quadro del contratto di servizio, a conseguenze molto serie sul piano della stabilitΓ industriale e contrattuale. Dopo tre anni di immobilismo sono partiti con i primi due lotti senza aver fatto nessuna verifica sulla rete e senza nessun confronto con i territori e hanno generato il caos. Quindi per non avere altri problemi hanno bloccato tutto e gli altri bacini non partono anche se tutte le gare sono state espletate. Anche in questo caso, nascondono le inefficienze di un Assessore, Ghera, che non ha il coraggio di prendere delle scelte che non siano concordate con i politici locali. la loro difesa Γ¨ stata Γ¨ colpa di chi cβera prima. Patetici. Noi invece pensiamo che la riforma non sia soltanto necessaria ma puΓ² rappresentare una grande opportunitΓ se ben guidata e accompagnata per i cittadini.
Β Le aree interne: non un problema da gestire, ma una leva di sviluppo da connettere
Le aree interne del Lazio non sono marginali per natura. Diventano marginali quando restano isolate. Un territorio senza mobilitΓ perde giovani, servizi, lavoro, attrattivitΓ . Un territorio connesso, invece, puΓ² diventare una leva di sviluppo. Per questo noi proponiamo un modello fondato su tre pilastri: collegamenti efficienti con i nodi del ferro, sistemi reali di intermodalitΓ e servizi flessibili nelle aree a domanda debole, a partire dal trasporto a chiamata e dai collegamenti di adduzione infracomunale.
La mobilitΓ nelle aree interne non Γ¨ una voce secondaria. Γ politica industriale, coesione sociale e diritto a restare. Per noi quindi, ogni strategia per sostenere le aree interne non puΓ² prescindere dal tema del trasporto e delle infrastrutture.
Proviamo a definire qualche proposta.
Β Cinque misure immediatamente attuabili e a basso costo, una per provincia
Qui dobbiamo essere concreti.
Roma: proponiamo di introdurre la tariffa metropolitana per la prima cintura, per i comuni confinanti con la Capitale ossia un bacino di circa 400 mila residenti per incentivare lβuso del mezzo pubblico. Oggi chi vive a Ciampino o a Guidonia Γ¨ costretto ad acquistare un abbonamento metrebus di 3 fasce dal costo di oltre 400 euro allβanno mentre un residente romano magari per una strada di confine rispetto al suo vicino paga circa la metΓ . Bene se la regione sostenesse questa differenza quanti pendolari che usano la macchina per arrivare in cittΓ avremmo in meno? Penso molti. Con una cifra non insostenibile si puΓ² fare.
Β Frosinone: proponiamo di aggiungere due treni pendolari nelle fasce piΓΉ critiche sulla Roma-Cassino per agevolare i pendolari di quel versante. (8 milioni di euro annui.)
Β Viterbo: proponiamo di attivare deiΒ bus veloci daΒ Viterbo destinazione Orte sincronizzati con i treni per facilitare lβuso della FL3, una misura a basso costo che puΓ² nellβimmediato avere efficacia. (4 milioni di euro annui.)
Β Rieti:Β rafforzare il servizio regionale diΒ trasporto pubblico a chiamata per le aree interne che oggi Γ¨ ancora sperimentale. (3 milioni di euro annui.)
Β Latina: pensiamo a delle navette Cotral dalle localitΓ interne per raggiungere rapidamente i treni dellaΒ Roma-Formia la FL7.
Stanziamento politico proposto: 5 milioni di euro annui.
Β Nel complesso, parliamo di un pacchetto di misure che per il bilancio regionale Γ¨ assolutamente compatibile.
Β Cinque opere infrastrutturali di visione, una per provincia
Accanto alle misure subito attuabili pensiamo a cinque scelte strategiche, una per provincia da condividere con il governo del Paese perchΓ© Γ¨ ciΓ² che il Lazio chiede allβItalia:
Roma: la chiusura dellβanello ferroviario, la chiave per cambiare il sistema metropolitano su ferro, rendere ogni linea ferroviaria regionale un pezzo del sistema urbano e trasformarlo interamente interconnesso a tutte le altre infrastrutture di trasporto.
Β Frosinone:il potenziamento strutturale della Roma-Cassino e del nodo est di Roma, perchΓ© la direttrice sud-est ha bisogno di nuova capacitΓ e nuova affidabilitΓ .
Β Viterbo: il completamento del programma di rilancio della ferrovia ex concessa Roma-Viterbo con il raddoppio completo di tutta la linea.
Β Rieti: pensiamo che debba essere affrontato con serietΓ il collegamento ferroviario Passo Corese-Rieti, perchΓ© una provincia senza collegamento ferroviario moderno con la Capitale continua a restare strutturalmente piΓΉ debole.
Β Latina: proponiamo il raddoppio della Aprilia-Nettuno FL8 dentro una strategia piΓΉ ampia di trasformazione della direttrice sud in un vero sistema metropolitano di superficie.
Β A questa, infatti, si collega una scelta trasversale che va messa in evidenza: la trasformazione delle linee Roma-Nettuno e Roma-Civitavecchia in vere linee metropolitane di superficie, con frequenze piΓΉ alte, cadenzamento stabile, integrazione tariffaria e adeguamento delle stazioni.
Β 8.Β Β Β Β Β Infrastrutture viarie strategiche: il piano per ricucire il Lazio
Il Lazio non ha bisogno solo di ferro. Ha bisogno di un piano viario regionale capace di ricucire territori ancora separati, ridurre tempi di attraversamento e sostenere sviluppo economico.
Avevamo lasciato, pronto per essere approvato Il Piano Regionale per la MobilitΓ Trasporti e Logistica (PRMTL) redatto coinvolgendo le UniversitΓ , le Associazioni di categoria e i mondi Sindacali. In quattro anni non sono riusciti ad approvarlo e sapete perchΓ©? PerchΓ© quel Piano individuava dove destinare le risorse economiche in base alle esigenze effettive delle nostre comunitΓ e non secondo logiche differenti di consensi e preferenze.
La prima prioritΓ Γ¨ la trasversale Lazio Sud Tirreno-Adriatica, asse strategico tra Gaeta, Formia, Cassino, Sora e il collegamento verso lβAdriatico.
La seconda è la Rieti-Torano, cioè la dorsale appenninica che serve a connettere meglio il Reatino con i grandi assi nazionali.
La terza Γ¨ un programma organico di messa in sicurezza e potenziamento della Cassia, soprattutto nei tratti urbani e periurbani piΓΉ critici.
La quarta riguarda i collegamenti viari della provincia di Roma con gli assi autostradali e i grandi nodi di scambio. La quinta Γ¨ la tangenziale dei Castelli e il rafforzamento del corridoio verso Latina.
Su questo fronte la proposta politica deve essere semplice: un Piano viario regionale decennale con una dotazione-obiettivo di 5 miliardi di euro in 10 anni tra Stato, Regione e fondi europei.
Infine, lasciatemi spendere due parole sul corridoio Intermodale Roma-Latina e Cisterna-Valmontone. Se oggi, grazie allo straordinario lavoro del Commissario straordinario, abbiamo un bando di circa 1,3 miliardi di euro per i lavori della Cisterna-Valmontone il merito Γ¨ nostro. Non sono impazzito, ma siamo stati noi che abbiamo fatto si che lβopera non fosse considerata unica e abbiamo preteso dallβallora Governo che la Cisterna-Valmontone venisse βstralciataβ e considerata prioritaria. E, per questo, abbiamo stanziato anche 100 milioni di euro di risorse regionali.
Β Porti, aeroporti e logistica
Sul sistema aeroportuale e portuale il Lazio continua a muoversi senza una visione regionale.
Fiumicino Γ¨ un grande hub internazionale e nazionale, ma proprio per questo non puΓ² continuare a svolgere da solo tutte le funzioni, comprese quelle low cost, senza che si affronti seriamente il tema del secondo scalo civile della regione. Un sistema moderno non concentra tutto su un solo punto. Distribuisce funzioni, organizza specializzazioni, pianifica la crescita.
Per questo il tema del secondo scalo non puΓ² essere eluso.
Sul versante portuale, il Lazio ha in Civitavecchia uno dei principali nodi logistici e crocieristici europei. Ma anche qui manca una regia. Il porto non puΓ² essere pensato come punto isolato: va connesso al sistema ferroviario, alla rete stradale, alla logistica regionale.Β Dalla Giunta Rocca nessuna ricetta nΓ© sul sistema portuale ne su quello della logistica tanto che il piano predisposto dalla precedente amministrazione il PRMTL Γ¨ rimasto sostanzialmente inattuato.
Β Una cabina di regia regionale vera
Infine, proponiamo lβinsediamento di una cabina di regia permanente sulla mobilitΓ e le infrastrutture, presieduta dalla Regione Lazio con Province, Roma Capitale, Comuni capoluogo, attraverso i loro assessorati di competenza in grado di monitorare e concordare iniziative su:
βΒ Β Β Β Β Β stato di avanzamento delle opere,
βΒ Β Β Β Β Β integrazione tra ferro e gomma,
βΒ Β Β Β Β Β la qualitΓ del servizio,
βΒ Β Β Β Β Β lβuso delle risorse statali ed europee,
βΒ Β Β Β Β Β i cronoprogrammi dei cantieri,
βΒ Β Β Β Β Β le prioritΓ territoriali.
Il problema del Lazio, oggi, non Γ¨ solo la mancanza di risorse. Γ la mancanza di regia.
Β Conclusione. Il programma dei trasporti del PD perchΓ© il Lazio torni a muoversi
Noi oggi vogliamo dire una cosa molto chiara.
La giunta Zingaretti ha lasciato una ereditΓ importante:
βΒ Β Β Β Β Β 153 milioni per i treni sulle ex concesse,
βΒ Β Β Β Β Β un piano da 350 milioni sulla Roma-Lido,
βΒ Β Β Β Β Β circa 570 milioni di programma sulla Roma-Viterbo,
βΒ Β Β Β Β Β interventi giΓ indicati su raddoppi, nodo di Roma e anello ferroviario.
La giunta Rocca, in oltre tre anni, non Γ¨ riuscita a trasformare questa ereditΓ in una stagione di opere e risultati allβaltezza dei bisogni del Lazio.
Ma noi oggi non siamo qui solo per denunciare. Siamo qui per dire che esiste una strada alternativa. Una strada fatta di scelte chiare, di opere difese fino in fondo, di misure immediate per i pendolari, di investimenti per le province, di intermodalitΓ vera, di attenzione alle aree interne, di una Regione che torna finalmente a governare.
Questo Γ¨ il senso della nostra proposta sui trasporti del Partito Democratico. Non un libro dei sogni. Non un elenco di slogan. Ma una piattaforma politica concreta, fondata su tre pilastri: difendere e sbloccare le grandi opere strategiche, migliorare subito la vita quotidiana dei pendolari, ricucire il Lazio tra Roma, province e aree interne.
PerchΓ© quando colleghi meglio un territorio non stai soltanto spostando persone. Stai riducendo disuguaglianze. Stai creando sviluppo. Stai tenendo insieme una comunitΓ .
Ed Γ¨ esattamente per questo che il claim di questo convegno non Γ¨ solo un titolo. Γ un impegno politico.
Β Il Lazio torna a muoversi se torna ad avere una Regione che sceglie.
Il Lazio torna a muoversi se il ferro torna ad essere la prioritΓ .
Il Lazio torna a muoversi e difendiamo i pendolari prima delle convenienze di altri.
Il Lazio torna a muoversi se smettiamo di lasciare sole le province.
Il Lazio torna a muoversi se colleghiamo le aree interne invece di condannarle al declino.
Il Lazio torna a muoversi se la politica torna finalmente a governare le infrastrutture e non a inseguire le emergenze.
Β Noi scegliamo questa strada. E da qui ripartiamo.
Β Massimiliano Valeriani
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