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Cordoglio dell’Ente Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano per la scomparsa di Giuseppe Crocicchi

Comunicato stampa

L’Ente Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano, attraverso il Commissario Straordinario Ivano Iacomelli, esprime il più sincero e sentito cordoglio al Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, e a tutta la sua famiglia per la scomparsa dell’amato padre Giuseppe.

«In questo momento di grande dolore – dichiara il Commissario Ivano Iacomelli – desidero far giungere, a nome mio personale e dell’intero Ente Parco, la nostra vicinanza e il nostro affetto al Sindaco Marco Crocicchi e ai suoi familiari.
A Marco e ai suoi cari rivolgiamo le più sentite condoglianze e un abbraccio sincero».

L’Ente Parco si unisce al dolore della famiglia Crocicchi, partecipando con rispetto e commozione al lutto che ha colpito la comunità di Bracciano.

Ente Parco Naturale Regionale Bracciano-Marticgnano

Il cordoglio del Comune di Bracciano per la scomparsa di Giuseppe Crocicchi

Dalla pagina Facebook del Comune

Il Sindaco Marco Crocicchi e la sua famiglia sono stati colpiti da un grave lutto per la scomparsa del padre Giuseppe.
A nome dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale e dell’intera comunità di Bracciano esprimiamo la nostra più sincera vicinanza a Marco e ai suoi familiari in questo momento di dolore.
Nel rispetto della volontà del Sindaco, le attività istituzionali e gli eventi programmati proseguiranno regolarmente.
Ci stringiamo con affetto alla famiglia Crocicchi.

SANITÀ TERRITORIALE: AL POLICLINICO UMBERTO I NASCE IL NUOVO OSPEDALE DI COMUNITÀ

Riceviamo e pubblichiamo

È stato inaugurato venerdì 5 giugno, a Roma, presso l’Edificio George Eastman l’Ospedale di Comunità, struttura strategica destinata a rafforzare la rete dell’assistenza territoriale e la continuità delle cure tra ospedale e territorio. Questa struttura assume una valenza particolare perché è la prima tra quelle già avviate ad essere compresa nel perimetro del Policlinico Umberto I che garantirà la continuità assistenziale.

Alla cerimonia di avvio delle attività ha preso parte il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme al Direttore generale Fabrizio d’Alba, la Direzione strategica aziendale.

L’Ospedale di Comunità del Policlinico Umberto I – allocato in viale Regina Elena 287/b al terzo piano – realizzato nell’ambito della Missione 6 Salute del PNRR e in attuazione del DM 77/2022, dispone di 20 posti letto dedicati alla presa in carico di pazienti clinicamente stabilizzati che necessitano di assistenza infermieristica continuativa, supervisione medica programmata e percorsi di recupero funzionale prima del rientro al domicilio o del trasferimento verso altri servizi territoriali.

«L’Ospedale di Comunità – ha evidenziato il Direttore generale d’Alba – rappresenta un contributo fondamentale: non solo favorirà dimissioni protette e appropriate, ma sarà anche uno strumento essenziale per evitare ricoveri impropri. In un grande Policlinico come il nostro, questa struttura assume un valore aggiunto, perché crea nuove consuetudini di collaborazione tra professionisti e rende più fluidi i percorsi dei pazienti che passano dalla fase acuta a quella sub‑acuta. Siamo convinti che questa esperienza avrà anche una forte valenza formativa: permetterà ai giovani professionisti di conoscere da vicino la sanità territoriale, un ambito che spesso non incontrano durante i tirocini ospedalieri, contribuendo così a formare competenze più complete e integrate.»

policlinico

La nuova struttura rappresenta un modello innovativo di sanità di prossimità, pensato per rispondere ai bisogni dei pazienti fragili, anziani e pluripatologici, contribuendo a ridurre le degenze inappropriate nei reparti per acuti, prevenire ri ospedalizzazioni evitabili, favorire percorsi di cura integrati, rafforzare il collegamento tra ospedale, territorio e servizi domiciliari.

L’attività dell’Ospedale di Comunità sarà integrata oltre che con Il Policlinico Umberto 1 con la Centrale Operativa Territoriale (COT), i distretti sanitari, i Medici di Medicina Generale, le cure domiciliari e la rete delle cure intermedie delle aziende sanitarie.

Particolare attenzione è stata dedicata all’organizzazione multidisciplinare dell’assistenza, fondata sulla centralità dell’assistenza infermieristica e sulla collaborazione tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari, professionisti della riabilitazione e assistenti sociali.

La realizzazione dell’Ospedale di Comunità rappresenta un passo concreto verso una sanità più vicina alle persone, capace di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura e di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio.

La struttura, situata al III piano dell’Edificio George Eastman, è stata progettata nel rispetto degli standard previsti dalla normativa nazionale e regionale, garantendo ambienti assistenziali moderni, accessibili e orientati al recupero dell’autonomia del paziente.

L’Ospedale di Comunità del Policlinico Umberto I costituisce uno degli interventi cardine del processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso dalla Regione Lazio e sostenuto attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza

La cura e l’algoritmo, di Alessio D’Amato

Comunicato stampa

Dalla diagnostica e dal supporto alle decisioni cliniche e alle scelte terapeutiche alla medicina ultra-personalizzata e alla genomica, dalla robotica medica e chirurgia assistita alla telemedicina e al monitoraggio remoto, le applicazioni dell’Intelligenza artificiale in ambito sanitario si stanno rivelando sempre più sorprendenti ed efficaci. Non siamo di fronte soltanto a una nuova ondata tecnologica ma a un passaggio che ci obbliga a ripensare profondamente il significato stesso del prendersi cura dell’altro. Restano da bilanciare le implicazioni sul piano organizzativo e gestionale, etico, legale, sociale e sul fronte del rispetto della privacy dei pazienti. Senza dimenticare il tema della responsabilità sanitaria. In caso di errore da parte di un sistema automatizzato, chi deve essere ritenuto responsabile? Il medico, il produttore del software, o l’ente sanitario che lo ha adottato?
Obiettivo di questo libro è condividere con il lettore una traccia delle sfide globali poste da questa nuova frontiera della sanità.
Con gli interventi di Andrea Lenzi, presidente del CNR, e Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Professore a contratto di Sociologia della salute all’Università Medica Internazionale di Roma UniCamillus. Già assessore alla Sanità della Regione Lazio, è stato insignito della onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il contrasto alla pandemia. Autore di Lady Asl e Le mani sulla sanità (Editori Riuniti), è editorialista del quotidiano Il Riformista.

PER UNA “TERZA VIA” SINDACALE: LA CAMPAGNA DI ADESIONI A PLURALISMO E LIBERTÀ

Comunicato stampa

È il momento di una “terza via” sindacale: lo dimostrano le crisi che colpiscono realtà editoriali piccole e grandi, l’espulsione di centinaia di giornalisti dalle redazioni e le basse retribuzioni di migliaia di colleghi precari. In questo scenario gli editori buttano la palla in tribuna sull’equo compenso e, al tavolo per il rinnovo di un contratto nazionale scaduto ormai da oltre un decennio, offrono cifre inadeguate e scommettono ancora sulla progressiva destrutturazione del lavoro giornalistico.

In Stampa Romana, nella Fnsi, nella Casagit e nell’Inpgi le nostre linee guida non sono mai cambiate: sindacato pragmatico e non ideologico, “identitario” perché mette al primo posto i diritti del singolo; focus sulle vertenze e sull’assistenza agli iscritti.

Questa “terza via” diventerà un’alternativa concreta quando, a fine anno, si tornerà alle urne per Stampa Romana e Fnsi. Rivendichiamo il percorso che negli ultimi otto anni ci ha visto in maggioranza a Stampa Romana con InfoFuturo e fieramente all’opposizione della gestione Controcorrente/Usigrai negli altri organismi di categoria.

Ma siamo convinti che Pluralismo e Libertà oggi possa e debba candidarsi legittimamente alla guida del sindacato. Un traguardo raggiungibile solo con il sostegno di tutta quell’area “non conformista” che storicamente rappresentiamo, così come di chi auspica un’effettiva discontinuità.

Ed è per offrire una rappresentanza a questi colleghi che lanciamo la campagna di adesioni a Pluralismo e Libertà. Non solo una componente sindacale, ma uno spazio di dialogo storicamente aperto a tutti, anche ai non iscritti al sindacato.

A questi ultimi ricordiamo tuttavia che, per poter votare alle elezioni di fine anno, sono rimasti pochissimi giorni per iscriversi o rinnovare la propria adesione a Stampa Romana. Il nostro coordinamento nazionale è a disposizione per ogni richiesta di chiarimento.

A settembre l’occasione per illustrare il nostro progetto sarà la Conferenza programmatica di Pluralismo e Libertà: una giornata di confronto con tutti i soggetti in campo sui principali argomenti di attualità sindacale e professionale: il rinnovo del contratto nazionale; le questioni del lavoro autonomo e non dipendente; la tutela del lavoro giornalistico e del diritto d’autore nell’era dell’intelligenza artificiale; la valorizzazione e la tutela professionale degli uffici stampa; e, non ultimo, il tema della democrazia interna e della modifica dello Statuto Fnsi.

L’attuale meccanismo elettorale deprime il pluralismo delle voci sindacali e penalizza soprattutto le due principali associazioni regionali, “Lombarda” e “Romana”, che non sono adeguatamente rappresentate pur esprimendo il maggior numero di iscritti. Per contatti: pluralismo.stampa@gmail.com

Vicinanza al sindaco di Bracciano per la scomparsa del padre, Giuseppe Crocicchi

Quando ci lascia un genitore, si apre una voragine il cui eco drammatico è difficile da immaginare se non percepito con l’anima di un figlio.

Per questo, apprendendo della scomparsa di Giuseppe Crocicchi, vorremmo saper attutire quell’eco drammatico con il suono corale della vicinanza, discreta ma sincera, testimone di una comunità che sa stringersi e sostenere anche e soprattutto nei momenti bui.

Al sindaco Marco Crocicchi esprimiamo il cordoglio e la vicinanza dell’intera redazione, stringendolo in un virtuale abbraccio d’affetto.

La Redazione de L’agone

Tutela degli animali e contrasto al randagismo: la Città metropolitana finanzia 21 progetti nei Comuni del territorio

Comunicato stampa

Presentati oggi a Palazzo Valentini i 21 progetti finanziati attraverso il secondo bando della Città metropolitana di Roma Capitale dedicato alla tutela degli animali d’affezione, alla prevenzione del randagismo e alla salvaguardia della fauna selvatica.
Ad aprire l’iniziativa il Consigliere delegato all’Ambiente, Transizione Ecologica, Aree Protette e Tutela degli Animali, Rocco Ferraro, che ha illustrato gli obiettivi del programma finanziato con uno stanziamento complessivo di 100 mila euro.
Le risorse sono state destinate principalmente a campagne contro l’abbandono degli animali, percorsi di formazione e iniziative per promuovere l’adozione consapevole, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento dei canili. Una particolare attenzione è stata inoltre rivolta alla tutela della fauna selvatica, al recupero degli animali feriti e alla loro reintroduzione in natura, grazie alla collaborazione tra Comuni, veterinari, associazioni e CRAS.
Sono 21 i Comuni beneficiari del bando: 19 riceveranno contributi fino a 5 mila euro per progetti dedicati alla prevenzione del randagismo e alla promozione delle adozioni responsabili.
«La prevenzione passa innanzitutto dalla consapevolezza – ha dichiarato Ferraro –. Per questo investiamo nella diffusione di una cultura del rispetto e del benessere animale, sostenendo al tempo stesso il lavoro di Comuni, strutture sanitarie, volontari e associazioni. La forte partecipazione registrata dimostra quanto il tema sia sentito sul territorio. Faremo il possibile per replicare questa iniziativa e mettere a disposizione nuove risorse per i nostri Comuni».
Un impegno concreto che conferma l’attenzione della Città metropolitana verso il benessere animale, la tutela della biodiversità e la sicurezza delle comunità locali.
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Al via i lavori Acea per il potenziamento della rete idrica in via del Casaletto Rosso a Civitavecchia

Comunicato stampa

Prenderanno il via il prossimo 9 giugno i lavori di scavo e posa di una nuova condotta idrica lungo via del Casaletto Rosso, nel tratto compreso tra il civico 62 e l’intersezione con via dei Ligustri.
L’intervento, commissionato da Acea Ato 2, rientra in un più ampio programma di miglioramento e ammodernamento della rete idrica cittadina e interesserà un tratto di circa 1.500 metri. La durata stimata dei lavori è di circa 90 giorni.
Per consentire l’esecuzione delle opere in sicurezza, la circolazione sarà regolata mediante impianti semaforici da cantiere e segnaletica temporanea. Al termine delle operazioni di scavo e posa della nuova condotta, sarà eseguito il completo ripristino del manto stradale.
«Parliamo di un intervento importante e atteso, che l’Amministrazione ha più volte sollecitato ad Acea insieme ai residenti della zona» dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Patrizio Scilipoti. «Avremmo auspicato di vedere partire questi lavori prima, ma le complessità legate agli interventi sulla rete idrica hanno determinato una serie di slittamenti nelle fasi operative. Ora si entra finalmente nella fase esecutiva di un’opera che consentirà di migliorare l’efficienza del servizio idrico e di intervenire su una porzione significativa della rete. Ma c’è un altro aspetto che i residenti attendono da tempo: al termine dei lavori sarà infatti effettuato il ripristino del manto stradale lungo il tratto interessato. È una richiesta che abbiamo raccolto più volte dai cittadini e che finalmente potrà trovare risposta con il completamento dell’intervento. Continueremo a seguire con attenzione l’andamento del cantiere, mantenendo un confronto costante con Acea affinché i tempi previsti vengano rispettati e i disagi siano contenuti il più possibile».
L’Amministrazione comunale invita i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica presente lungo il percorso interessato dai lavori e ringrazia fin da ora residenti e automobilisti per la collaborazione.

Valencia – Jardí del Túria

Jardí del Túria

Il fiume che attraversava Valencia non è solo un ricordo geografico, è una ferita antica che la città ha trasformato in giardino, un pericolo diventato luogo di vita, una storia di paura che oggi è storia di rinascita.

Per secoli il fiume Turia aveva portato freschezza ai campi, ombra ai ponti, vita alle case. Ma aveva anche un cuore inquieto e capriccioso e, quando il cielo si apriva troppo, si alzava come un gigante ferito. Il Turia era ricchezza, irrigava campi, muoveva mulini, dava freschezza, ma era anche imprevedibile e, quando si arrabbiava, Valencia tremava.

Valencia lo conosceva bene: sapeva che il Turia era amico, ma anche padre severo, capace di abbracciare e di travolgere. Ha allagato Valencia molte volte, ma la data che nessun valenciano dimentica è 14 ottobre 1957: la Gran Riada. La pioggia cadde sulle montagne come un tamburo di guerra e il fiume si gonfiò fino a spezzare il suo letto. Entrò in città come un animale furioso, trascinando fango, legno, lasciando morte e silenzio. Le strade divennero correnti, le piazze laghi improvvisi, le case isole tremanti. Il bilancio fu drammatico: oltre 80 morti, migliaia di sfollati, interi quartieri sommersi, ponti danneggiati, il centro storico trasformato in un mare di fango. Fu un trauma collettivo. Valencia capì che non poteva più convivere con quel pericolo.

Dopo la catastrofe, il governo spagnolo dell’epoca (la dittatura franchista) approvò un piano radicale: deviare il corso del Turia fuori dalla città. Il progetto, chiamato “Plan Sur”, prevedeva la costruzione di un nuovo letto artificiale a sud, la chiusura definitiva del vecchio corso urbano e la trasformazione del fiume in un canale di sicurezza. Era una decisione tecnica, ingegneristica, presa per proteggere la città. Il Turia venne allontanato, e nel suo letto rimase un vuoto lungo nove chilometri, una cicatrice di terra asciutta che tagliava Valencia. Non era ancora una decisione culturale: il vecchio letto del fiume, ormai asciutto, rimase per anni un enorme spazio vuoto che attraversava Valencia da ovest a est. Lì iniziò la vera battaglia.

Negli anni ’70 e ’80, il governo centrale voleva trasformare il vecchio letto del Turia in una grande autostrada urbana che attraversasse la città come una freccia grigia. Ma i valenciani si ribellarono. Nacque un movimento popolare spontaneo, con uno slogan diventato storico: “El riu és nostre i el volem verd” (Il fiume è nostro e lo vogliamo verde). Fu una delle più grandi mobilitazioni civiche della storia valenciana. I cittadini vinsero. Il Comune di Valencia, ascoltando la voce dei cittadini, decise di trasformare il vecchio letto del fiume in un parco verde lungo 9 chilometri: il Jardí del Túria. Il letto del fiume divenne allora un giardino. Un giardino lungo, sinuoso, che segue la curva antica dell’acqua. Un giardino dove il fiume non scorre più, ma vive.

Oggi il Jardí del Túria è un fiume di alberi, di bambini che corrono, di biciclette che sfrecciano leggere, di anziani che camminano piano come se ascoltassero ancora il rumore dell’acqua che fu. I ponti antichi restano sospesi sopra il verde, come se aspettassero il ritorno del fiume, ma senza tristezza: sanno che ciò che scorre ora è un’altra forma di vita e guardano i boschetti, gli spazi per concerti e festival e, soprattutto, la Ciudad de las Artes y las Ciencias, ideata dall’architetto Santiago Calatrava, che si specchia dove un tempo scorrevano le piene; il Parque Gulliver dove gli adulti sono i lillipuziani che si arrampicano sul gigante disteso lungo 37 metri; il Bioparc che apre finestre su mondi lontani. Ogni giorno, al tramonto, il parco si riempie di luce dorata, come se il sole volesse ricordare che anche le ferite possono diventare bellezza.

I valenciani vivono questo giardino come si vive un dono: ci corrono dentro, ci respirano, ci si innamorano, ci si ritrovano. Per loro il Turia non è scomparso: si è trasformato. Non scorre più verso il mare, ma attraverso le persone. È un fiume che non porta più acqua, ma vita. Per i valenciani, il Jardí del Túria è il luogo dove si corre, si va in bicicletta, si passeggia al tramonto, si portano i bambini a giocare in sicurezza (non ci sono automezzi), si fanno picnic, si respira. È diventato il polmone verde della città, un luogo identitario quanto la paella o l’Albufera.

Il parco è così amato che i valenciani non riescono più a immaginare la città senza di esso. È un esempio internazionale di come una tragedia possa diventare opportunità e come una città possa reinventarsi ascoltando i suoi abitanti.

Valencia ha trasformato una ferita in un giardino e quel giardino è diventato il suo nuovo fiume, così Valencia ha compiuto un miracolo silenzioso: ha preso un dolore e lo ha fatto fiorire, ha preso un fiume e lo ha trasformato in un poema verde.

 

 

Approfondimenti

Valencia

Jardì del Tùria

Il Santo Calice: il Graal

L’Orxata

La Paella valenciana

Il Tribunal de las aguas

La Città delle arti e delle scienze

 

 

 

Riccardo Agresti

L’Arma dei Carabinieri e il territorio: autorità riunite a Bracciano per la Festa dell’Arma”

In occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri, nella chiesa di Santa Maria Novella a Bracciano, è stata celebrata una Santa Messa officiata dal parroco don Francisco, alla presenza delle autorità civili e militari. La cerimonia religiosa è stata anticipata da un breve intervento introduttivo del Comandante della Compagnia Carabinieri di Bracciano, Capitano Simone Notaro, al termine del quale ha ringraziato tutti i presenti.

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Nelle prime file sedevano numerosi amministratori del territorio: l’assessora del Comune di Bracciano Maddalena Coletta; la sindaca di Trevignano Romano Claudia Maciucchi; il sindaco di Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo; il sindaco di Manziana Alessio Telloni; l’assessore del Comune di Canale Monterano Joao Vitor Cersosimo; il sindaco di Campagnano di Roma Alessio Nisi; il vicesindaco di Mazzano Romano Simone Pucciarmati; il vicesindaco di Castelnuovo di Porto Gino Guadagnoli; il vicesindaco di Riano Teodoro Stoica; la consigliera comunale del Comune di Morlupo Vincenza Quattrocchi.

 

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Tra le autorità militari erano presenti il Comandante del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”, Colonnello Alberto Licci; il Comandante del Comando Aeroporto Vigna di Valle – Centro Storiografico e Sportivo AM, Colonnello Dario Bovino; il Presidente della Associazione Nazionale Carabinieri Sezione Bracciano, Luogotenente Giovanni Ciraolo e il Generale Bruno Riscaldati.

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Per la stampa locale, presente il Presidente de L’agone nuovo Giovanni Furgiuele.

 

Lorenzo Avincola redattore L’agone