Indomita un libro di Civita di Russo

“Indomita” un libro di Civita di Russo

Mercoledì 5 agosto si è presentato alla biblioteca Angela zucconi di Anguillara Sabazia con la moderazione della giurista Bonaria Corrias il libro dal titolo “indomita” di Civita di Russo, avvocatessa penalista e vice capo di gabinetto  del presidente Rocca alla regione Lazio, che ci ha raccontato la sua storia come avvocatessa nel periodo in cui esplose il maxiprocesso antimafia e l’uccisione dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Presenti all’incontro il sindaco angelo Pizzigallo, i consiglieri Capomasi ,Paolessi e  Bellini ,gli assessori Catarci e Calabrese ed anche la vicesindaca Paola Fiorucci. Il tema è tanto importante quanto attuale e sentirne parlare da una donna che racconta la sua testimonianza è stato molto interessante.  “Indomita” è un libro che intreccia la dimensione giudiziaria con quella umana fatta di scelte con le conseguenze che queste comportano. è così che si racconta Civita di Russo:” Io vengo da una vita un po’ particolare, per trent’anni sono stata avvocato di collaboratori di giustizia. Io non avrei mai pensato di scrivere un libro, infatti non mi definisco una scrittrice ma in cambio sono una narratrice ovvero una persona che ha deciso di narrare questa storia, la storia di una giovane avvocatessa che aveva un sogno nel cassetto , quello di diventare avvocato penalista e quasi per caso si è trovata poi ad interessarsi di tematiche quali testimoni e collaboratori di giustizia dopo la morte di Falcone e Borsellino. Come nasce in una giovane donna l’idea di voler diventare avvocato penalista? io vedevo un telefilm che si chiamava Perry Mason , un corpulento avvocato americano che difendeva determinate persone, alla fine del telefilm le persone che lui difendeva venivano sempre assolte perché erano innocenti ed io pensavo forse fare l’avvocato penalista, significa mettersi dalla parte giusta, significa difendere gli innocenti , maturai questa idea che era sbagliata perché fare l’avvocato penalista significa il più delle volte difendere i colpevoli. Quando ci si trova di fronte un avvocato penalista la domanda che maggiormente a uno viene in mente è come si fa a difendere persone che hanno commesso reati gravi? Nell’articolo 24 della nostra costituzione c’è scritto che il diritto di difesa è un diritto costituzionalmente garantito , significa che tutti i cittadini hanno diritto ad essere difesi , anche l’ultimo , anche il più balordo ha diritto ad essere difeso questo per garantire a tutti noi cittadini lo stesso diritto perché tutti potremmo incappare in un processo penale .Io che sono diventata procuratrice legale nel 1991 sono nata col fenomeno del pentitismo che si era creato con il lavoro di Falcone e Borsellino. Io mi inserisco quasi per caso, frequentavo uno studio legale importante ed avevo fame di conoscenza , quindi chiedo dei fascicoli da  visionare che mi dicono essere molto delicati quindi mi diedero l’idea di inscrivermi alle difese di ufficio in maniera che potessi vedere qualche fascicolo m mi fidai e mi iscrissi alle difese di ufficio , dopo quindici giorni mi arriva un fax dal tribunale di Caltanissetta per un processo per associazione a delinquere di stampo mafioso, mi tremarono i polsi ma andai “ Così è cominciata la carriera nel settore penalista di Civica di Russo , se volete saperne di più leggete la storia nel libro “indomita”.

Ilaria Morodei, Redattrice L’agone

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