MINOSSE: 32 LAVORATORI, UNA DATA, NESSUNA RISPOSTA. GOVERNATE. QUINDI RISPONDETE.

Comunicato stampa

Ci sono parole che, a forza di ripeterle, rischiano di non significare più nulla: phase-out, transizione, riconversione, reindustrializzazione.
Poi ci sono 32 lavoratori della Minosse e le loro famiglie. Per loro quelle parole hanno una data: 1° gennaio 2027.
Minosse ha movimentato per anni il carbone destinato a Torrevaldaliga Nord. A luglio un’interrogazione parlamentare descriveva già una situazione pesantissima: 37 lavoratori, un taglio dell’orario dell’80%, un accordo economico sufficiente a coprire l’equivalente di appena cinque addetti e il rischio concreto dell’interruzione dell’attività.
Oggi i lavoratori rimasti sono 32. Hanno chiesto l’applicazione della clausola sociale nel porto. Il 1° ottobre hanno incontrato il presidente dell’Autorità portuale. Il dialogo è aperto, ma una soluzione ancora non c’è.
Eppure il 6 agosto la consigliera regionale Emanuela Mari annunciava che la demolizione di Torrevaldaliga Nord avrebbe consentito la “piena occupazione delle imprese dell’indotto”, accompagnandole verso i nuovi progetti.
Sono passati due mesi.
Allora chiediamo alla consigliera Mari: dove lavoreranno dal 1° gennaio questi 32 lavoratori?
Lo chiediamo a Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione e soprattutto Commissario straordinario del Governo per la reindustrializzazione di Civitavecchia, incaricata anche di sostenere le imprese e tutelare l’occupazione: qual è oggi la soluzione per Minosse?
E lo chiediamo al Governo, che decide il percorso del phase-out e della riconversione: quali atti saranno adottati entro il 31 dicembre per evitare che il primo risultato concreto della transizione siano altri 32 lavoratori senza lavoro?
Non chiediamo un altro tavolo. Non chiediamo un altro annuncio. Non chiediamo di sapere cosa si farà un giorno.
Chiediamo cosa accade il 1° gennaio.
Perché dietro la parola “indotto” non ci sono numeri da spostare da una colonna all’altra. Ci sono persone che hanno lavorato per anni dentro un sistema produttivo che ha dato energia al Paese e reddito a questa città. Una transizione che perde queste persone per strada non può essere chiamata giusta.
Noi continueremo a fare una cosa molto semplice: andare a vedere, azienda per azienda, cosa sta accadendo davvero. E porre le domande a chi oggi ha il potere di dare le risposte.
Governate il Paese. Governate la Regione. Avete un Commissario di Governo per la reindustrializzazione.
Governate. Quindi rispondete.
Partito Democratico Civitavecchia

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