Ieri mattina settanta bambini e una ventina d’insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Anna Fraentzel Celli” di Roma hanno visitato l’area ex Motosi di Manziana, con l’obiettivo di raggiungere la Caldara, monumento naturale, e quindi area protetta, all’interno del Parco regionale di Bracciano-Martignano.




Una mattina iniziata con una luce incerta, di quelle che sembrano trattenere il giorno dietro nuvole minacciose, di conseguenza il maltempo non ha permesso il previsto trasferimento alla Caldara e ha costretto il gruppo a ripararsi in uno degli edifici industriali un tempo destinati alla produzione di zolfo, attivi fino agli anni Ottanta Le strutture, oggi completamente bonificate e riqualificate dall’Università Agraria di Manziana, sono state trasformate in un polo multifunzionale dedicato a eventi culturali e iniziative stagionali.




Dopo il saluto del sindaco Alessio Telloni, alla presenza del presidente dell’Agraria di Manziana Alessandro Carucci, il presidente del Gruppo Ambiente Manziana (GAM), Stefano Campanelli, ha accolto i giovani studenti illustrando il programma della giornata in compagnia di Bruna Demofonti, Maria Luisa Tucciarone, Bruno Capparucci, Federica Scarpellini, Paola Gargiulo, Silvia Canofeni e Luciano Passamonti, gli altri volontari del GAM che hanno affiancato i giovani studenti per l’intera giornata. Presenti all’iniziativa anche tre ragazzi del Servizio Civile che collaborano con il Parco.



Marco Scentoni, rappresentante dell’Ente Parco, ha poi coinvolto i bambini con un’introduzione dedicata alla tutela dell’ambiente. Ha poi preso la parola Giovanni Furgiuele, presidente dell’Agone Nuovo. Si è rivolto ai piccoli studenti con un tono quasi confidenziale, spiegando quanto iniziative come questa siano preziose: mantengono vivo l’interesse per l’ambiente, lo fanno crescere, lo passano di mano in mano, come un testimone che attraversa le generazioni senza perdere forza. Ha concluso ringraziando tutti coloro che, con il proprio contributo, hanno reso possibile la riuscita della giornata.



Grande interesse hanno suscitato gli interventi di Claudio e Marco, due guardiaparco che hanno spiegato ai piccoli visitatori il loro ruolo e l’importanza delle aree protette. Un raggio di sole, arrivato sul finire della mattinata, attraversando le nuvole, ha permesso una breve passeggiata verso la solfatara, situata nel cuore dell’ex area mineraria, dove l’ambiente mostra la sua anima più antica.




Nel pomeriggio, le ampie zone di sereno hanno finalmente permesso al gruppo di trasferirsi alla Caldara.

Qui, Stefano Campanelli ha descritto l’origine vulcanica della zona; la particolarità della presenza delle betulle, più comuni in tutto l’arco alpino e prealpino mentre Luciano Passamonti, utilizzando un termometro laser, ha fatto vedere ai bambini che le pozze bollivano, ma la temperatura dell’acqua e del terreno non erano elevate.




La giornata si è così conclusa tra stupore e scoperte, con i giovanissimi studenti che hanno potuto osservare da vicino un ambiente unico nel suo genere e comprenderne la fragilità. Un’esperienza che ha unito natura, storia e curiosità, lasciando nei piccoli visitatori il ricordo vivo di un territorio che continua a raccontare, a chi sa ascoltarlo, la sua origine antica e il valore della sua tutela, confermando il ruolo dell’ex area Motosi e della Caldara come luoghi centrali per l’educazione naturalistica.
Lorenzo Avincola redattore de L’agone


