Anguillara e Canale Monterano, i giorni dell’ultimatum

I sindaci: «Evitare il Commissariamento e tutelare le nostre Comunità”

Anguillara Sabazia e Canale Monterano sono, a oggi, tra i pochissimi comuni del Lazio che ancora non hanno ceduto le proprie risorse idriche al gestore unico Acea–Ato2. È per entrambi una battaglia che dura da anni, ma che ha ormai i giorni contati, vista la diffida del 19 maggio scorso con cui la Regione Lazio ha annunciato “l’avvio delle procedure sostitutive” (commissariamento, n.d.r.) per quelle Amministrazioni che non hanno ancora trasferito il “servizio idrico e le relative infrastrutture di proprietà comunale con affidamento delle stesse in concessione d’uso gratuita al gestore unico del servizio idrico, Acea-Ato 2”.

Nella diffida la Regione ha imposto due date: 31 maggio per l’atto formale deliberativo e 30 settembre per il concreto passaggio del servizio. I due sindaci, Angelo Pizzigallo (nella foto Qui sotto) e Alessandro Bettarelli, hanno analizzato insieme i possibili scenari e sentito anche gli altri colleghi, ma la decisione non sembra ormai più procrastinabile.

E così sindaci, siamo all’epilogo?

«Sì, siamo all’epilogo – conferma il sindaco Pizzigallo – e lo dico con molta amarezza, perché i casi di Anguillara o Canale, che rappresentano forse poca cosa se rapportati al “Paese Italia”, testimoniano come, anche facendo tutto quanto era possibile, la battaglia per l’acqua pubblica non si poteva vincere. O almeno non si poteva vincere senza che il Legislatore mettesse mano alla situazione scegliendo di fare quanto 26 milioni di italiani gli avevano chiesto con i referendum del 2011».

E invece?

«E invece – continua il sindaco Alessandro Bettarelli – al di là delle chiacchiere, nessun governo ha mosso un dito, i Movimenti per l’acqua sono stati lasciati soli, siamo arrivati a un oligopolio naturale sull’acqua, le tariffe sono quasi raddoppiate, gli investimenti nelle reti addirittura diminuiti, i profitti cresciuti ed entrati massicciamente nei dividendi delle società e l’autorità che dovrebbe regolare il tutto è composta di un collegio di amministratori che percepiscono 240mila euro l’anno (rimborsi spese esclusi) con circa 220 dipendenti in pianta organica, che costano mediamente 150 mila euro l’anno ai contribuenti. La solita cosa ‘all’italiana’ verrebbe da dire, se questa volta non si parlasse di acqua, ossia del bene più prezioso e necessario».

E ora?

«Ora la Regione Lazio – dice il sindaco Pizzigallo – non solo fissa l’avvio delle procedure di commissariamento, ma lega il passaggio ad Acea-Ato2 al PNRR, paventando un danno erariale. Davvero uno spettacolo poco edificante, che ha messo i pochi Sindaci resistenti con le spalle al muro».

Quindi partita chiusa?

«Anche sentiti altri colleghi diffidati – conclude il sindaco Bettarelli – non c’è più margine per resistere, ma c’è il dovere concreto di evitare il commissariamento e poi lavorare su un passaggio che tenga conto dei molteplici interessi in gioco. Ogni Comune ha aspetti precipui da tutelare: per Canale il rispetto degli usi civici in cui ricadono alcuni impianti, la mappatura (a oggi inesistente) della rete idrica e fognaria, la definizione delle proprietà di alcuni terreni, l’ampliamento e il miglioramento delle infrastrutture. È nostro dovere continuare, nei prossimi giorni, i dovuti e necessari approfondimenti con Acea-Ato2 e il dialogo con tutti gli enti coinvolti, come per esempio l’università agraria, gestore dell’uso civico nel nostro territorio e di fatto proprietaria di alcuni impianti. Analizzati tutti i possibili scenari, rimane da scongiurare assolutamente l’ipotesi commissariamento, che priverebbe i Comuni costretti al passaggio di qualsiasi potere di contrattazione».
Ludovica Di Pietrantonio
redattrice L’agone

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