Inaugurazione (finalmente) dei lavori a Piansaccoccia

Investimento di oltre 50 milioni di euro grazie al decreto “Cura Italia”

Come annunciato due mesi fa sulle pagine del nostro mensile, l’atteso avvio dei lavori pubblici a Piansaccoccia è ora realtà: il 30 maggio, l’assessore all’Urbanistica e alle politiche abitative della Regione Lazio Massimiliano Valeriani ha inaugurato il cantiere per il completamento delle opere di urbanizzazione del piano di zona di Piansaccoccia, nel XIV Municipio di Roma. Erano presenti Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Marco Della Porta, presidente del XIV Municipio, Antonio Mallamo, l’amministratore unico di Astral e parte della cittadinanza residente assieme al presidente del Comitato di Quartiere di Piansaccoccia, l’ingegner Gianluca Riparbelli.

La Regione Lazio ha in programma di concludere, anche con interventi risolutori diretti, i lavori primari e secondari dei piani di zona, rimasti incompiuti da anni, con un investimento di oltre 50 milioni di euro, recuperato nell’ambito del decreto “Cura Italia”. A seguito dei lavori, a partire dal prossimo autunno, il “Consorzio Piansaccoccia” dovrà completare, tramite gare d’appalto, le opere previste con la realizzazione di strade, con marciapiedi e caditoie per l’acqua da confluire nelle vasche di laminazione, e una rotatoria sulla via Braccianese.

Attualmente è in fase di realizzazione la vasca di laminazione per la raccolta delle acque piovane con condotte fino alla rotatoria interna di via Alberto Tallone, sulla quale si innesterà la viabilità di Piansaccocia Due. Le vasche di laminazione, ricordiamo, servono ad accogliere le ondate di piena derivanti dalle piogge, che in contesti urbanizzati non sono sufficientemente assorbite dai terreni. Sono classificate come opere idrauliche e permettono di garantire un considerevole volume di accumulo d’acqua in caso di precipitazioni abbondanti, le cosiddette bombe d’acqua, funzionando come vero e proprio ammortizzatore idraulico. Sono costituite da una prima vasca di raccolta, che smaltisce le prime acque piovane sporche, tramite il depuratore, permettendo poi l’accumulo in una seconda vasca delle successive acque pulite.

A margine dell’inaugurazione, alcuni abitanti hanno fatto notare che parte dell’acqua andrà persa attraverso il depuratore, mentre potrebbe essere riutilizzata per l’agricoltura, specialmente durante i periodi di siccità. Ma questa ipotesi andrebbe inserita in un progetto ben più ampio che prevede zone verdi con laghi e aree boscose, non attuabile ora per mancanza di fondi e forse neanche in futuro, vista la crisi economica a cui andiamo incontro.

Francesca Quarantini

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