Alla “Corrado Melone” la scuola punta a evitare le “classi pollaio”

Per applicare le misure di contrasto alla diffusione del Sars Cov 2, grazie agli stanziamenti comunitari, lo scorso anno la “Melone” costituì una classe in più di “secondaria di primo grado” necessaria per garantire il distanziamento in tutte le classi e aumentare la sicurezza per tutta la comunità scolastica: alunni, docenti e personale non docente. La situazione di emergenza non è terminata e ci aspettavamo, quindi, che la classe di prima sarebbe stata confermata come seconda in questo anno. Così non è stato, nonostante tutti dicano di essere contrari alle “classi pollaio”, e avremmo dovuto “smembrare” la classe in più, ridistribuendo i suoi studenti nelle altre aule, portandole ad aumentare il numero di studenti presenti e rendendo impossibile il rispetto del distanziamento per la sicurezza di tutte le persone coinvolte.
Alla richiesta di una soluzione alternativa allo smembramento, la risposta dei docenti, spinti dalla loro incredibile passione, dal loro enorme amore per i ragazzi e dalla responsabilità di garantire la massima sicurezza possibile (questi sentimenti vanno assolutamente riconosciuti ed encomiati), è stata immediata ed entusiasta: nonostante la certezza di non vedersi completamente remunerato il loro impegno aggiuntivo, a causa della carenza di fondi a disposizione. I professori si sono quindi resi disponibili a lavorare per mantenere la classe, evitando la formazione di classi “pollaio”, garantendo così la sicurezza che tutti desideriamo. Così il collegio dei docenti prima e il consiglio di istituto poi, hanno unanimemente votato per mantenere la classe in più a spese della scuola.
Questa classe, però, potrebbe non poter essere confermata come terza secondaria il prossimo anno e la probabilità di questo evento è molto alta perché, nonostante la disponibilità dei docenti, non avendo fondi a sufficienza per pagare ulteriore lavoro aggiuntivo necessario per avere una terza in più, la classe sarà forzatamente smembrata.
Il nostro desiderio è quindi rendere chiaro a tutti l’amore dei docenti verso i loro allievi e di utilizzare queste righe per lanciare un appello a tutte le forze sociali e politiche affinché i ragazzi del miracolo e della passione dei docenti, si vedano riconosciuta, il prossimo anno, la propria classe e possano frequentare il loro ultimo anno nel primo ciclo, tutti insieme e in sicurezza.
Riccardo Agresti, preside

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